Marocco

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Marocco
Marocco – Bandiera Marocco - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Arabo: الله، الوطن، الملك
Tamazight:
ⴰⴽⵓⵛ - ⵜⴰⵎⵓⵔⵜ - ⴰⴳⵍⵍⵉⴷ
Italiano: (Dio, Patria, Re)
Marocco - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Regno del Marocco
Nome ufficiale ⵜⴰⴳⵍⴷⵉⵜ ⵏ ⵍⵎⴰⵖⵔⵉⴱ
المملكة المغربية
Lingue ufficiali arabo, tamazight
Altre lingue francese, spagnolo
Capitale Rabat  (1 717 000 ab. / 2007)
Politica
Forma di governo monarchia costituzionale
Capo di Stato Muhammad VI
Capo di Governo Abdelillah Benkirane (PJD)
Indipendenza dalla Francia il 2 marzo 1956
dalla Spagna il 7 aprile 1956
Ingresso nell'ONU 12 novembre 1956
Superficie
Totale 446 550 (710 850 incluso Sahara Occidentale) km² (40º)
 % delle acque 1,059 %
Popolazione
Totale 32.521.100 ab. (2012) (39º)
Densità 72 ab./km²
Geografia
Continente Africa
Fuso orario 0
Economia
Valuta Dirham
PIL (nominale) 96 130[1] milioni di $ (2012) (61º)
PIL pro capite (nominale) 2 956 $ (2012) (125º)
PIL (PPA) 168 901 milioni di $ (2012) (58º)
PIL pro capite (PPA) 5 193 $ (2012) (121º)
ISU (2011) 0,582 (medio) (130º)
Fecondità 2,2 (2011)[2]
Varie
Codici ISO 3166 MA, MAR, 504
TLD .ma
Prefisso tel. 212
Sigla autom. MA
Inno nazionale Hymne chérifien
Festa nazionale 30 luglio
Marocco - Mappa
¹Chaouia-Ouardigha

²Doukkala-Abda
³Fes-Boulemane
4Gharb-Chrarda-Béni Hssen
5Grande Casablanca
6Guelmim-Es Semara
7Laâyoune-Boujdour-Sakia El Hamra
8Marrakech-Tensift-El Haouz
9Meknès-Tafilalet
10Regione Orientale
11Oued Ed-Dahab-Lagouira
12Rabat-Salé-Zemmour-Zaer
13Souss-Massa-Draâ
14Tadla-Azilal
15Tangeri-Tétouan
16Taza-Al Hoceima-Taounate

 

Coordinate: 32°N 6°W / 32°N 6°W32; -6

Il Marocco (in arabo: المملكة المغربية al-Mamlaka al-Maghribiyya, ovvero il "regno dell'occidente", in tamazight: ⵜⴰⴳⵍⴷⵉⵜ ⵏ ⵍⵎⴰⵖⵔⵉⴱ Tagldit n Lmaɣrib) è uno Stato dell'Africa settentrionale, sito all'estremità più occidentale della regione del mondo arabo denominata Maghreb (traducibile, appunto, in "Occidente").

Il Marocco deve il suo nome alla città di Marrakech, traslitterazione francofona dell'arabo Marrākuš, derivato a sua volta dal termine tamazight Mur-Akush (ossia Terra di Dio), che nel Medioevo era conosciuta in Europa come "Città di Marocco" (Cité de Maroc, Ciutat de Marroc, ecc.); il nome di Marrakech (o anche Marrakesh) venne assegnato alla città dal suo fondatore Yusuf ibn Tashfin.

Le coste del Marocco sono bagnate dal Mar Mediterraneo e dallo Stretto di Gibilterra nella parte settentrionale, dall'Oceano Atlantico in tutto il tratto a ovest.

I confini terrestri sono con la sola Algeria a est e sud-est, e con il territorio del Sahara Occidentale a sud (poiché il Marocco rivendica la propria sovranità anche su questo territorio, esso si considera confinante a sud con la Mauritania). Si contano anche alcune exclave spagnole lungo la costa affacciata sul Mediterraneo: le città di Ceuta e Melilla, la penisola di Peñón de Vélez de la Gomera e l'isola di Peñón de Alhucemas; anche le isole Chafarinas, sulla costa del Mediterraneo, 45 km a est di Melilla, appartengono alla Spagna (il Marocco chiede insistentemente la restituzione di queste exclave). Le Isole Canarie, al largo del lembo più meridionale della costa atlantica del Marocco, appartengono alla Spagna. Infine, l'isolotto di Perejil, uno scoglio disabitato presso lo stretto di Gibilterra, è tuttora disputato tra il Marocco e la Spagna.

Il Marocco è una monarchia costituzionale: l'attuale sovrano è Muhammad VI, e il capo del governo è Abdelillah Benkirane.

Le lingue ufficiali del Paese sono l'arabo e la lingua tamazight (denominata Berbero dai vari colonizzatori provenienti dall'Europa, divenuta ufficiale insieme con l'arabo nella nuova costituzione). Il locale dialetto arabo è il più diffuso e parlato dal popolo marocchino, poiché anche i madrelingua tamazight conoscono il locale dialetto arabo per l'istruzione ricevuta nelle scuole o per il culto proprio dell'Islam. Il francese è assai diffuso, ed è utilizzato nella pubblica amministrazione, nell'istruzione superiore e nel commercio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Marocco.

Abitato fin dalla preistoria da popolazioni berbere, il Marocco conobbe la colonizzazione di vari popoli come i fenici, i cartaginesi, i romani, i vandali, i bizantini e, infine, gli arabi. Il dominio delle dinastie islamiche ha avuto sul paese una grandissima influenza a partire dal VII secolo, mentre è al XIX secolo che risalgono le prime infiltrazioni coloniali della Francia e della Spagna. Il Marocco diventa protettorato nel 1912, poi è tra i primi paesi del continente africano a diventare indipendente nel 1956, dopo diverse rivolte, guidato dal sultano Muhammad V. Il Marocco è diventato una monarchia dopo l’indipendenza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Marocco.
Malabata, Tangeri
Le montagne dell'Alto Atlante
Montagne del Rif
Il fiume Bin el Ouidane a Béni Mellal
Regione di Marrakech
Ifrane, soprannominata "Piccola Svizzera"
Sahara marocchino

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La geografia fisica del Marocco è caratterizzata dalla presenza di due grandi catene montuose: la catena Rif, a ridosso della costa mediterranea, e quella dell'Atlante che attraversa tutto il Paese da Sud-Ovest a Nord-Est e ha vette che superano i 4 000 m s.l.m. Nella parte più meridionale del Marocco si incontra il grande deserto del Sahara in corrispondenza del quale la presenza di insediamenti umani diventa estremamente rarefatta.

Montagne[modifica | modifica sorgente]

Il Marocco è segnato dalla presenza della catena montuosa dell'Atlante che lo attraversa diagonalmente da nord-est, in corrispondenza del confine settentrionale con l'Algeria, a sud-ovest, dove incontra l'oceano Atlantico all'altezza delle città di Agadir e Sidi Ifni.

La catena montuosa dell'Atlante si sviluppa attraverso le cime dell'Anti Atlante, che toccano un massimo di 2 060 m, nel sud ovest del paese, quelle dell'Alto Atlante, a cui appartiene il Jbel Toubkal che con i suoi 4 165 m è il più alto del paese, sempre nel sud-ovest, quelle del Medio Atlante nel nord del Marocco che arrivano a 3 350 m  di altitudine, e quelle dell'Atlante Sahariano che arrivano ai 2 328 m del monte Chelia.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Fiumi[modifica | modifica sorgente]

I fiumi del Marocco hanno generalmente un andamento da sud verso nord o nord ovest, seguendo il tragitto che dai monti dell'Atlante li porta a sfociare nel mar Mediterraneo o nell'oceano Atlantico. Quando invece scorrono verso sud, verso i confini con l'Algeria assumono la caratteristica di fiumi stagionali.

Questi corsi d'acqua, per la scarsità delle precipitazioni e per la morfologia dalla catena montuosa dell'Atlante, non sono adatti per la navigazione, ma sono intensamente sfruttati per l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica.

Tra i maggiori fiumi del Marocco troviamo il Moulouya, che nasce dai monti dell'Atlante, nei pressi della città di Midelt, e dopo circa 600 chilometri sfocia nel mar Mediterraneo, vicino ai confini con l'Algeria; il fiume Oum Er-Rbia, lungo circa 1000 chilometri, il più lungo del paese è il Draa, lungo 1100 km. Oum Er-Rbia che nasce non distante dal Moulouya, e che si dirige verso l'oceano Atlantico, dove alla sua foce sorge la città di Azemmour. Un Altro fiume importante del paese è l'Oued Sbou, che nasce anch'esso dai monti dell'Atlante e si tuffa nell'Atlantico non lontano dalla città di Kenitra.

Laghi e lagune[modifica | modifica sorgente]

Pochi chilometri a sud della città di Melilla, nel nord est del Marocco, si trova la laguna di Sabkha bou Areq dove si affaccia il porto della città di Nador.

Lungo il corso del Moulouya si trovano due laghi, il lago di Mohamed V e poco più a settentrione il lago di Meschra Ammadi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Mappa climatica del Marocco

Osservando la notevole estensione del territorio del Marocco e la sua particolare morfologia si può dividere il Paese in diverse micro aeree climatiche. Il clima del Marocco può essere suddiviso in cinque sotto-zone:

  1. Oceanico (in blu nella mappa)
  2. Mediterraneo (in marrone e rosa)
  3. Montano (in grigio)
  4. Continentale (in nero tratteggiato)
  5. Desertico (in bianco e rosso)

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il Marocco conta circa 33 milioni di abitanti, per una densità di popolazione di circa 70 ab/km².

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Crescita demografica del Marocco dal 1961 al 2003

Nel 1961 il Marocco contava 12 milioni di abitanti, mentre attualmente la popolazione arriva a 33 milioni, con un incremento demografico quasi triplicato. Il Marocco è il terzo paese africano di etnia araba per numero di abitanti, dopo l'Egitto e l'Algeria. La maggior parte della popolazione vive a ovest della catena montuosa dell'Atlante, che divide il paese del deserto del Sahara. Casablanca è il più importante porto, centro commerciale e industriale.

Etnia[modifica | modifica sorgente]

La popolazione marocchina ha principalmente origine da due distinti gruppi etnici: i berberi (amazigh), che sono circa il 60% della popolazione, e gli arabi, che sono invece circa il 40%; è inoltre presente una consistente minoranza ebraica. Nel corso dei secoli queste due etnie si sono tra loro mescolate, risultando, quindi, difficile talvolta riconoscere l'una dall'altra. A grandi linee, tuttavia, è possibile indicare nelle regioni pianeggianti e nelle grandi città la zona nella quale l'etnia araba costituisce la maggioranza, mentre nel Rif, nella catena montuosa dell'Atlante e nelle regioni meridionali quella amazigh. Scendendo nel profondo sud è possibile trovare l'etnia "Sahrawi". Nelle città imperiali marocchine e nelle città costiere si trovano i discendenti dei mori di Spagna, che sono stimati in 5 milioni in tutto il Marocco. Si concentrano soprattutto nelle città di Fes, Meknes, Rabat, Chefchaouen, Salé e Tétouan.

Emigrazione[modifica | modifica sorgente]

Ci sono circa 3 milioni di marocchini all'estero (2005),[3] la maggior parte dei quali in Europa, principalmente in Francia (1 113 176 nel 2004[4]), Spagna (710 401 nel 2009), Italia (431 528 al 1º gennaio 2010 secondo i dati ISTAT[5]), Paesi Bassi (335 127 nel 2008), Belgio (264 974 nel 2005[6]), e Germania (102 000 nel 2004[7]).

Immigrazione[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera è in costante crescita e attualmente è di circa 100 persone[senza fonte] (in particolare francesi, spagnoli e italiani). Negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento dell'immigrazione sub-sahariana, mentre grazie al regime fiscale marocchino e al processo di sviluppo economico, sempre più imprenditori stranieri si recano in Marocco (in particolare spagnoli e francesi).

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Le lingue ufficiali del Marocco sono l'arabo e il tamazight. Una parte della popolazione parla tamazight come lingua madre, oppure come seconda lingua insieme al locale dialetto arabo.

Il francese è di fatto la seconda lingua (non ufficiale) del paese ed è ampiamente utilizzata nell'amministrazione, nei media e nell'istruzione superiore.

Una minoranza di marocchini nelle regioni settentrionali del paese parla lo spagnolo come seconda o terza lingua.

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Marocco e Storia degli ebrei in Marocco.
"Dahan Limor" Cimitero ebraico nel sud del Marocco.

La maggior parte dei marocchini professa l'Islam. Oltre ai musulmani in Marocco sono presenti circa 80 000 cattolici, per lo più francesi, e 8.000 ebrei, la comunità ebraica più numerosa del mondo arabo, che prima della fondazione dello Stato di Israele contava più di 300.000 ebrei sefarditi.

La Aben Danan sinagoga a Fes

L'islam tradizionale nordafricano presenta alcune caratteristiche particolari come il culto dei marabutti e dei santi (Sidi), le cui tombe sono oggetto di pellegrinaggi. Rispetto alla vicina Algeria, in Marocco sono molto meno numerosi e diffusi i fenomeni di terrorismo.

Sebbene il re sia considerato discendente del Profeta e "Comandante dei credenti", la legislazione è notevolmente laica, in particolare con un codice di diritto di famiglia (Mudawana), riformato nel 2004, che tutela le donne molto più di quanto non faccia la legislazione a base islamica di altri Stati a maggioranza musulmana. Anche l'uso degli alcolici, sebbene vietato dalla legge coranica, non è punito dalla legge marocchina. Inoltre, è molto seguito il calendario occidentale per cui, nelle città più importanti e/o più turistiche, molto spesso è la domenica, e non il venerdì, il giorno di riposo.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

Secondo la costituzione promulgata da Hassan II nel dicembre 1962, il Marocco è uno Stato sovrano retto da una monarchia costituzionale, sociale e democratica. Dal luglio 1999 il monarca è Muhammad VI che è succeduto al padre Hassan II, a sua volta preceduto dal padre Muhammad V, padre dell'indipendenza. La dinastia alauita, a cui appartiene il sovrano, è originaria del sud e vanta un'origine sceriffiana, ossia una discendenza diretta dal Profeta.

Il sovrano è capo religioso del paese ("difensore della fede" e "comandante dei credenti"), capo politico e capo delle forze armate. In quanto capo politico può a sua discrezione sciogliere il parlamento e convocare nuove elezioni; inoltre, ha poteri esecutivi.

Il potere esecutivo è detenuto dal Palazzo (cioè dal re e dai suoi consiglieri) e dal governo. Il re presiede il consiglio dei ministri, nomina il primo ministro dopo le elezioni legislative sentita la maggioranza parlamentare, nomina i ministri sentito il primo ministro, revoca i ministri a sua discrezione, e può, sempre a sua discrezione, dirigere per Dahir (regio decreto). Il primo ministro dirige il governo e coordina l'attività dei ministri, anche arbitrandone le divergenze; controfirma i dahir ed esercita il potere regolamentare (i regolamenti sono controfirmati dai ministri incaricati dell'attuazione); può emanare decreti-legge su delega del parlamento per oggetti determinati e durata limitata.

Il potere legislativo, bicamerale dal 1996, è prerogativa della Camera dei rappresentanti (Majlis al-Nuwab), composta da 325 deputati eletti ogni 5 anni a suffragio universale, e dalla Camera dei consiglieri (Majlis al-Mustasharin), composta da 270 seggi rinnovati a elezione indiretta per un terzo ogni 3 anni. Il parlamento ha visto progressivamente aumentare i suoi poteri di controllo, fino alle ultime revisioni costituzionali del 1992 e 1996: oltre alla funzione legislativa, infatti, vota il bilancio del regno, può costituire commissioni d'inchiesta sull'operato del governo, e può far cadere il governo con una mozione di sfiducia.

L'ordine giudiziario è indipendente. I giudici della corte suprema sono nominati dal sovrano. Negli ultimi anni sono state create diverse magistrature specializzate, di ispirazione codicistica e non coranica.

Sull'onda delle proteste popolari in tutto il Maghreb il 1º luglio 2011 è stata varata una nuova Costituzione con la quale il re ha rinunciato a tutta una serie di poteri esecutivi a vantaggio del Capo del governo, però mantiene il controllo di tutte le decisioni strategiche. Il sovrano infatti continua a sovrastare gran parte dell’attività decisionale e tutti e i poteri del Capo del governo sono sempre e comunque legati al consenso del re.

Rivendicazioni territoriali[modifica | modifica sorgente]

Con quella che fu definita la Marcia Verde, il 6 novembre del 1975, circa 350 000 marocchini disarmati diedero vita a una manifestazione di massa sotto la guida del governo del re Hassan II radunandosi presso la città di Tarfaya per attraversare il confine del Sahara Occidentale, al tempo territorio autonomo spagnolo conteso dal Marocco alla Spagna.

Il Sahara Occidentale è stata una colonia spagnola fino al 1976. Quando la Spagna si ritirò il Marocco ne annesse i due terzi settentrionali; il resto del territorio fu annesso nel 1979 a seguito del ritiro della Mauritania. Tuttavia il Fronte Polisario, già attivo nella fase precedente alla decolonizzazione spagnola, si oppose alle annessioni e proclamò il 27 febbraio 1976 la Repubblica democratica araba Sahrawi, riconosciuta dall'Unione Africana ma non dall'ONU. La guerriglia susseguente terminò con un cessate il fuoco del 1991; il referendum per la determinazione dello status definitivo del Sahara Occidentale non è stato ancora effettuato.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Regioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regioni del Marocco.

Il livello amministrativo più elevato del Marocco è rappresentato dalle regioni, 16 (comprese quelle del Sahara Occidentale), introdotte con una legge del 1997 e governate da un wali di nomina regia.

Prefetture e province[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prefetture e province del Marocco.

Il Marocco è suddiviso in 75 tra prefetture (sono 13 e corrispondo alle maggiori aree urbane del paese) e province (sono 62 e corrispondono alle aree rurali).

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Posizione Città Popolazione Regione
Nome in Arabo Censim. 1982 Censim. 1994 Censim. 2004
1. Casablanca الدار البيضاء 2 139 204 2 756 805 3 192 352 Grande Casablanca
2. Rabat الرباط 893 042 1 340 486 1 622 860 Rabat-Salé-Zemmour-Zaer
3. Fes فاس 448 823 772 184 946 815 Fes-Boulemane
4. Marrakech مراكش 439 728 669 043 823 154 Marrakech-Tensift-El Haouz
5. Agadir أكادير 110 479 502 475 678 596 Souss-Massa-Draâ
6. Tangeri طنجة 266 346 497 147 669 685 Tangeri-Tétouan
7. Meknes مكناس 319 783 443 214 536 232 Meknès-Tafilalet
8. Oujda وجدة 260 082 357 278 400 738 Regione Orientale
9. Kenitra القنيطرة 188 194 292 453 359 142 Gharb-Chrarda-Béni Hssen
10. Tétouan تطوان 199 615 277 516 320 539 Tangeri-Tétouan
11. El Ayun العيون 93 875 136 950 183 691 Laâyoune-Boujdour-Sakia El Hamra
12. Dakhla الداخلة 58 416 78 245 99 367 Oued Ed-Dahab-Lagouira
13. Smara السمارة 28 750 33 000 42 056 Guelmim-Es Semara

Ordinamento scolastico[modifica | modifica sorgente]

Scuola materna (3 anni), scuola elementare (6 anni), scuola media (3 anni), liceo (3 anni), università.

Sistema sanitario[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il sistema sanitario marocchino è di buon livello: soprattutto grazie al nuovo intervento del Re Muhammad VI sono stati costruiti nuovi ospedali, seguendo un'impostazione molto simile a quella in uso presso gli Stati europei.[8]

Politica[modifica | modifica sorgente]

Politica interna[modifica | modifica sorgente]

La prima esperienza democratica ha luogo sotto il re Hassan II, che nel 1962 promulga una nuova costituzione, in base alla quale nel 1963 si svolgono le elezioni parlamentari. I principali partiti sono Istiqlal (Indipendenza) di Allal el Fassi, fondato nel 1943, e UNFP di Mehdi Ben Barka, nata da una sua scissione a sinistra nel 1959. Tuttavia nel 1965 la costituzione viene revocata. Negli anni successivi si tengono elezioni parlamentari, ma con un forte controllo del sovrano e dello Stato sulle formazioni politiche.

Solo nel 1997, al termine di un processo triennale di riconciliazione e liberalizzazione politica, Hassan II promulga una nuova costituzione e indice nuove elezioni parlamentari per 325 deputati. Il sistema elettorale è un proporzionale corretto, che non impedisce la frammentazione politica e rende quasi impossibile la conquista della maggioranza assoluta, forzando governi di coalizione e favorendo il ruolo del re.

Elezioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni parlamentari in Marocco del 1997, Elezioni parlamentari in Marocco del 2002, Elezioni parlamentari in Marocco del 2007 e Elezioni parlamentari in Marocco del 2011.
Elezioni parlamentari del 25 novembre 2011[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni parlamentari del 2011 seguono le proteste in Marocco del 2011. La protesta marocchina esprime l'insofferenza crescente nei confronti del potere monarchico del re Muhammad VI, salito al trono nel 1999 e il desiderio di riforme costituzionali che blocchino la prassi per cui il sovrano si assegna il potere decisionale per diverse questioni, mentre il paese possiede un governo e un parlamento privi di poteri reali. A seguito del referendum costituzionale del giugno 2011, il re Muhammad VI è tenuto a indicare come primo ministro il leader del partito di maggioranza relativa.

Le elezioni parlamentari, con una partecipazione al 45%, vedono per la prima volta il partito islamico moderato PJD guadagnare una maggioranza relativa, seguito da Istiqlal e dal Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti, in calo, e dalla forte affermazione del nuovo partito filomonarchico dell'Autenticità e della Tradizione.[9]Abdelillah Benkirane diviene così primo ministro del paese.

Situazione del Sahara Occidentale[modifica | modifica sorgente]

Mappe del Marocco con e senza la zona contesa del Sahara Occidentale.

Un motivo di incertezza è dato dalla situazione del Sahara Occidentale. Dal 2003 l'ONU sostiene il piano Baker II per la creazione di una Western Sahara Authority, accettato come base di negoziato anche dal Fronte Polisario. Nell'aprile 2007 il governo del Marocco ha suggerito che il territorio sia gestito da un'autorità di auto-governo con un certo grado di autonomia, il Royal Advisory Council for Saharan Affairs (CORCAS). L'ONU ha suggerito alle parti di entrare in negoziati diretti e incondizionati sul tema.[10]

Politica estera[modifica | modifica sorgente]

Relazioni con l'Unione Europea[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre 2008, il Marocco è stato il primo paese del Mediterraneo a ottenere uno statuto di partenariato speciale con l'Unione Europea (“advanced status”), in seguito alle riforme intraprese a livello politico, sociale ed economico. Tale statuto include l'istituzione di una conferenza UE-Marocco e la partecipazione diretta del Marocco in una serie di consigli ministeriali UE e di meeting di lavoro.[11]

Relazioni diplomatiche con l'Iran[modifica | modifica sorgente]

Il 6 marzo 2009 il Marocco ha interrotto i contatti diplomatici con l'Iran, a seguito di rivendicazioni iraniane sul Bahrain. Il Marocco è un paese Sunnita, e il re Muhammad VI si dichiara discendente di Maometto; il Bahrain è un paese a maggioranza sciita governato da un'élite sunnita. L'Iran, paese a maggioranza sciita, ha interesse a favorire l'ingresso degli sciiti al potere in Bahrain per migliorare la propria posizione nel Golfo Persico. L'episodio è l'ultimo di una serie di eventi che hanno indebolito le relazioni tra i due paesi.[12]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia del Marocco.

La crescita economica, costante a partire dal 2003, ha consentito di frenare l'emigrazione e migliorare esportazioni, infrastrutture e afflusso di capitali esteri. In ogni caso, il Marocco resta al 116º posto su 179 secondo l'Indice di sviluppo umano.[13] Risolvere il sottosviluppo del sud del Marocco, rimane una delle priorità del paese. Il Sud si trova in una posizione scomoda a causa dell'isolamento geografico.

Agricoltura, allevamento e pesca[modifica | modifica sorgente]

I principali prodotti agricoli sono costituiti da cereali, canna da zucchero, agrumi, legumi, pomodori, olive (il Marocco è uno dei maggiori esportatori di olio di oliva), dove il Marocco è l'unico produttore mondiale dell'olio di argan, e dai prodotti dell'allevamento. Con i suoi 17 porti il Marocco è tra i maggiori paesi nella attività ittica.

Una coltivazione a parte è quella della cannabis coltivata nella regione del Rif a partire dal secolo XVII.[14] Secondo il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite 2004 droga, il Marocco è considerato come il più grande produttore di cannabis in tutto il mondo. Secondo tale relazione, la sua coltivazione e trasformazione rappresenta il 0,57% del PIL nazionale del Marocco nel 2002. Circa l'88% della cannabis consumata in Europa proviene dalla regione del Rif in Marocco.[15] In aggiunta a ciò, il Marocco è un punto di transito per la cocaina dal Sud America destinati ad Europa occidentale.[16]

Estrazione mineraria[modifica | modifica sorgente]

Il Marocco risulta un paese povero di petrolio e di gas naturale, di cui è un paese importatore di entrambi le risorse (a differenza degli altri Stati arabi che sono invece ricchi produttori e grandi esportatori di entrambe le risorse); ma risulta ricco di fosfati, di cui è il 1º paese mondiale più ricco, e detiene circa il 70% delle riserve mondiali conosciute, rendendolo quindi il principale esportatore mondiale. I principali siti si trovano nella capitale mondiale del fosfati Khouribga e nel Sahara occidentale.[17] Nel paese sono presenti inoltre miniere di cobalto (8º produttore mondiale), di piombo (13º produttore mondiale), di zinco (16º produttore mondiale), di argento (17º produttore mondiale), di manganese, di ferro, di rame, di carbone, di oro e di antimonio.

Industria[modifica | modifica sorgente]

L’industria marocchina è tra le più attive dell’Africa. Molto sviluppate sono le industrie agroalimentari e tessili, ma negli ultimi decenni l’industria si è sviluppata anche nei settori dell’industria chimica, petrolchimica, automobilistica (la cui principale industria automobilistica marocchina Laraki), informatica e navale, con in tutto 17 porti nella quale i più importanti sono quelli di Tangeri e Casablanca (che entrambe sono tra i più trafficati dell’Africa).

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grandi centri commerciali del Marocco, Borsa di Casablanca e Bank Al-Maghrib.

Commercio interno, finanza, servizi alle imprese, servizi alle persone, comunicazione, università, scuola pubblica e turismo.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il Marocco si sta affermando come una delle maggiori mete turistiche dell'Africa settentrionale, in particolare per quanto riguarda il turismo organizzato. Le mete più visitate sono le cosiddette città imperiali e il deserto del Sahara.

Si può trovare: turismo di tipo culturale (civiltà amazigh, fenicia, romana, araba, spagnola e francese); di tipo naturale (dalle vette innevate dell'Atlante al deserto del Sahara) e balneare con le spiagge atlantiche e mediterranee. Il numero di turisti negli ultimi anni si valuta su poco più di 10 milioni (2013), la metà proveniente dall'Europa in testa Francia, Germania e Spagna.

Commercio estero[modifica | modifica sorgente]

Il Marocco ha firmato nel 1996 un trattato con l’UE, che è entrato in vigore nel 2000, con l’obiettivo di creare entro il 2012 una zona di libero scambio nei termini del Processo di Barcellona. Nel mese di gennaio del 2006 è entrato in vigore un accordo di libero scambio con gli USA, che dovrebbe portare sia a un’espansione delle esportazioni verso un mercato potenzialmente molto redditizio, sia a un aumento dei flussi di investimento in entrata.

Politica economica[modifica | modifica sorgente]

Il governo è impegnato a perseguire politiche volte a favorire una più rapida crescita economica e a ridurre la disoccupazione e la povertà. La crescita inadeguata è stata infatti identificata, sia dal FMI sia dal governo, come il principale punto di debolezza dell’economia del paese negli ultimi dieci anni, senza considerare poi le forti disparità di reddito presenti tra l’élite urbana e il resto della popolazione.

La Banca Mondiale e il FMI stimano che il Marocco necessiti di un tasso di crescita medio annuo superiore al 7% per poter intervenire in modo significativo sulla disoccupazione e sulla povertà. In ogni caso, il governo ha fatto progressi riguardo ad alcune di queste problematiche: ha realizzato significativi miglioramenti dell’ordinamento economico attraverso il rafforzamento dei diritti di proprietà e la riforma della normativa sul lavoro, grazie ai quali si è assistito a un rapido incremento della nascita di nuove aziende; ha migliorato il sistema di supervisione del settore bancario e ha liberalizzato i comparti dell’energia e delle telecomunicazioni.

Il governo ha anche ammesso che per accelerare la crescita sono necessarie ulteriori riduzioni delle tariffe doganali e una semplificazione del regime del commercio. Sono stati infine identificati numerosi interventi di politica industriale volti a ridurre i costi e incrementare la produttività dell’industria marocchina, e le autorità confidano che questa razionalizzazione permetterà di raddoppiare il valore dell’output industriale entro il 2013. Il governo sembra ormai pronto a lanciare anche una radicale riforma del settore agricolo per ridurre la dipendenza dai cereali, altamente sensibili a periodi di siccità, e aumentare la superficie coltivata con piante ad alto valore aggiunto, come gli ulivi. Occorre però considerare che tale politica accelererà il processo di inurbamento della popolazione: se tale fenomeno non verrà adeguatamente gestito, aumenterà sensibilmente il rischio dell’insorgere di tensioni sociali e politiche.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Marocco.

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

L'autostrada A3 Casablanca-Rabat, inaugurata nel 1987.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Autostrade in Marocco.

La rete stradale marocchina si estende per 68 550 km (dati del 2007), di cui il 60% asfaltate. Il sistema è generalmente considerato soddisfacente, anche se soffre di parziale congestione ed è carente nelle aree dell'entroterra: attraverso il PNRR (Programma nazionale di strade rurali) il governo sta valutando la costruzione di altri 15 500 km di strade rurali entro il 2015, al fine di ridurre l'isolamento di alcune città.

Il consolidamento della rete autostradale, gestita da Autoroutes du Maroc (ADM), è considerato una priorità nazionale. Con 1 416 km di autostrade praticabili, è la seconda rete africana, preceduta solo da quella del Sudafrica. Entro il 2015, essa dovrebbe essere potenziata fino a 1 804 km.

Lo sviluppo delle infrastrutture stradali in Marocco deve anche passare attraverso il rafforzamento della rete di superstrade, strade alternative meno costose. La rete funziona attualmente con 630 km di vie in servizio e dovrebbe essere estesa a più di 960 km entro il 2015: saranno raggiunte città come Tiznit, Essaouira, Ouarzazate e Nador.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rete ferroviaria del Marocco.

Per lungo tempo le ferrovie marocchine hanno sofferto una considerazione di minore interesse da parte del governo, anche se la rete ferroviaria marocchina è tra le più sviluppate dell’Africa. Solo recentemente la ONCF, società pubblica che gestisce la rete ferroviaria marocchina, sembra aver ripreso le sue funzioni in maniera incisiva. Le infrastrutture esistenti comprendono 2 067 km di binari, di cui 1 022 km di linea elettrificata e solo 578 km a doppio binario. Sono in costruzione due linee ad alta velocità, su cui viaggeranno i TGV di produzione francese:

Oltre a questi progetti, la ONCF ha acquistato nuovi treni per collegare le città di Nador e Beni Mellal. Per la prima volta il Marocco acquisterà treni ad alta velocità entro il 2015, è già stato firmato il contratto con la Francia.

Trasporto aereo[modifica | modifica sorgente]

Un Boeing 757 di Royal Air Maroc.

Il trasporto aereo marocchino ha avuto negli ultimi anni un enorme sviluppo. Il Marocco oggi dispone di 70 aeroporti (di cui 15 sono internazionali); l'Aeroporto Internazionale Mohammed V di Casablanca nel 2008 è stato il 3º aeroporto africano in termini di traffico. Il traffico internazionale è aumentato nel 2007 di oltre il 17%, uno dei più alti indici di crescita su scala internazionale.

La compagnia aerea di bandiera, la Royal Air Maroc, è attualmente seconda in Africa solo alla South African Airways. Oltre alla Royal Air Maroc, il Marocco ha tre compagnie aeree private: Jet4you (sussidiaria della Royal Air Maroc), Regional Air Lines e Air Arabia Maroc (una joint venture di Air Arabia).

Trasporto Marittimo[modifica | modifica sorgente]

Il Marocco è collegato con molti porti del Mar Mediterraneo da numerose linee di navigazione. I principali collegamenti sono dalla Spagna con i traghetti e gli aliscafi dai porti di Algeciras, Almería, Barcellona e Malaga a Tangeri, Nador, Melilla e Ceuta. Il porto di Tangeri Med, il più grande del mediterraneo, è collegato anche con la Francia da Sète e con l'Italia dai porti di Genova e Livorno.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo sport è molto praticato in Marocco. Gli atleti marocchini, come la maggior parte degli atleti africani, sembrano essere vocati per le discipline di resistenza, soprattutto sul mezzofondo. Un esempio in tal senso è Hicham El Guerrouj, vincitore di due medaglie d'oro olimpiche ad Atene 2004 e più volte campione del mondo. La nazionale di calcio del Marocco ha vinto la Coppa delle Nazioni Africane 1976 e la Coppa delle Nazioni Arabe 2012; partecipò inoltre agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio del 1986. Nel 2013 e nel 2014 il Marocco ospiterà la Coppa del mondo per club FIFA, mentre nel 2015 ospiterà la Coppa d'Africa. Nell'edizione del 2013 la squadra campione nazione, il Raja Casablanca, ottiene un enorme successo a livello nazionale, arrivando a disputare la finale contro il Bayern Monaco. Alcuni calciatori marocchini sono Marouane Chamakh, Mehdi Benatia, Il Calciatore di 16 anni che gioca nella serie a per l' A.c. Milan Hachim Mastour così come Adel Taarabt, Omar El Kaddouri e Moestafa El Kabir. da ricordare anche il grande kickboxer Badr Hari.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Se guardiamo al passato il Marocco non risplende certo per impegno nella difesa della natura. Sul territorio marocchino si sono estinte, nell'ultimo secolo concluso, varie specie animali: il leone, il bufalo e lo struzzo per citare le più famose. Tuttavia con l'ascesa al trono di Muhammad VI le cose sono radicalmente cambiate. Dai soli tre parchi che il Marocco aveva nel 1999, nel 2006 il conto sale a 10 e attualmente sale a 14; a questi si devono aggiungere quasi 150 "riserve biologiche". Tra i parchi più famosi citiamo quello di Toubkal che è il più antico (1942) e il più alto (quota 4 167 m s.l.m.) e il parco nazionale Souss-Massa, a sud di Agadir, istituito nel 1991.

Rilevante è l'attività di conservazione di una pianta oleifera spontanea ed endemica dell'Ovest del paese, l'Argania spinosa, che ha assunto interesse economico, e ne ha sempre avuto di culturale e storico. Per preservare le popolazioni naturali di Argania dalla spoliazione dovuta alla sempre maggiore richiesta economica ne sono incoraggiati gli impianti e le coltivazioni specializzate.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Riad Al Ochak replica dell'Alhambra di Granada, esempio di Arte hispano-moresca, molto diffusa in Marocco
Riad Laksiba, Marrakesh, Marocco, altro esempio di architettura arabo-ispanica

Architettura religiosa[modifica | modifica sorgente]

Una delle più importanti manifestazioni dell'architettura marocchina è quella religiosa. La moschea è l'edificio in cui i credenti di fede musulmana si trovano per la preghiera ed è costituita da elementi comuni:

  • Il sahn ovvero il cortile con la vasca per le abluzioni (v Riad)
  • il riwaq ovvero il portico
  • La haram ovvero la vera e propria sala dedicata alla preghiera
  • Il mihrab ovvero la nicchia posta nella parete a indicare la direzione della Mecca
  • Il minbar ovvero il pulpito, presente nella moschea principale, da dove l'imam pronuncia il sermone
  • Il minareto ovvero la torre, normalmente in Marocco a base quadrata, utilizzata dal muezzin per chiamare a raccolta i fedeli.

Un altro edificio oggetto dell'architettura religiosa è la medersa, un edificio costruito spesso nei pressi di una moschea e in cui si insegnava la legge islamica e la teologia. Alcuni elementi architettonici sono simili quelli di una moschea, come la vasca delle abluzioni e la sala delle preghiere, altri sono invece tipici, come la galleria, al piano superiore, costruita intorno al cortile con le celle ospitanti gli studenti. Le decorazioni solitamente sono impreziosite dal frutto del lavoro di abili artigiani che hanno utilizzato mattonelle Zellige e stucchi Muqarnas.

Architettura urbana[modifica | modifica sorgente]

Il cortile della Madrasa Bou Inania di Fes, costruita tra il 1351 e il 1356 dal sultano Abu Inan Faris.
Interno della Madrasa Bou Inania di Meknes, costruita nel 1350 dal sultano Abu Inan Faris.

Oltre all'architettura religiosa occorre anche citare l'architettura urbana con il suq (o bazar) che, anche se a una prima vista può sembrare una costruzione di case senza criterio, in realtà è costruito secondo criteri caratteristici dell'architettura urbana dell'Africa settentrionale. La struttura prevede un intreccio di vie alternativamente coperte per permettette di mantenere il clima al suo interno fresco e aerato. Il riferimento del suq è la moschea e intorno a essa si sviluppano i vari negozi con una rigorosa gerarchia dettata dalla merce posta in vendita. Pertanto si va dai negozi di candele e di oggetti di culto in generale, prossimi alla moschea, per passare via via allontanandosi, ai librai, ai merciai e per finire, nei pressi delle mura, i negozi utili ai carovanieri.

Qasba Taorirt, Ouarzazate, Marocco.

Architettura berbera[modifica | modifica sorgente]

Un discorso specifico va fatto a proposito di quella che è stata chiamata "architettura berbera", che si esprime nel ksar e nella qasba (o kasbah). Il ksar è un villaggio fortificato cinto da un muro con quattro torri con una sola entrata che porta alla via principale centrale normalmente coperta. Il muro di cinta risulta di terra nella parte inferiore mentre è di mattoni nella parte superiore dove finestre strette e lunghe consentono nel contempo l'ingresso della luce e una buona difesa da potenziali nemici. La qasba, simile al ksar, è una struttura più urbana dai colori intensi e dalle torri decorate modellandone l'impasto.

Il Riad[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Poeti[modifica | modifica sorgente]

Molti i poeti nel periodo medioevale, soprattutto sotto la dinastia Merinide.

Scrittori[modifica | modifica sorgente]

Tra gli scrittori la cui fama è giunta fino in Europa possiamo ricordare:

  • Tahar Ben Jelloun è uno scrittore franco-marocchino, impegnato nella lotta contro il razzismo. Riporta nei suoi romanzi i racconti, le leggende, i riti dell'area del Maghreb africano e gli antichi miti ancestrali.
  • Mohamed Choukri (a volte indicato come Muhammad Shukri), è stato uno scrittore marocchino d'origine amazigh, per due volte candidato al Premio Nobel per la letteratura.
  • Fatema Mernissi è nata a Fez in Marocco nel 1940 e oltre che scrittrice è docente di sociologia all'Università Mohammed V di Rabat e studiosa del Corano.
Dettaglio di un Oud

Musica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica del Marocco.

In Marocco la musica classica, sia che sia strumentale o vocale, è chiamata andalusa a causa del suo sviluppo attorno all'anno 1000 nel sud della Spagna. Oggi le composizioni, in buona parte, sono organizzate in cinque movimenti dal diverso metro. Nella sua composizione l'orchestra presenta strumenti a corda come il rebab, uno strumento ad arco che viene considerato parte della famiglia dei liuti, l'oud, uno strumento cordofono a manico corto anche questo membro della famiglia dei liuti, il qanun, cetra trapezoidale con numerosi cori di corde tesi su un piano armonico di pergamena, il violino e vari strumenti a percussione.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Un tajine vegetariano.

La cucina marocchina ha come base il cibo tipico dei nomadi (pecora, verdure e datteri) con contaminazioni arabe e francesi. I piatti che ne derivano sono un concentrato di vari sapori che vanno dal dolce al salato. In un piatto unico è possibile trovare carne, frutta e verdura, condita anche con dello zucchero. Tipico piatto è il tajine, il couscous, la bastila, il m'choui, l'harira, le brochette e i merguez. Lungo la costa è possibile gustare sia crostacei come l'astice, l'aragosta e i gamberoni sia altri tipi di pesce come sardine e sogliole. In ogni strada è facile imbattersi in venditori di fichi d'India e datteri. Mandorle, miele e zucchero sono la base dei dolci marocchini, tipici dolcetti sono le "corna di gazzella" dove la pasta di mandorle si mescola con il profumo dei fiori d'arancio. La bevanda tipica del Marocco è il alla menta che ha anche un suo tipico rito di preparazione. Inoltre la cucina marocchina si differenzia dal nord al sud.

Festività[modifica | modifica sorgente]

il calendario è lunare pertanto le festività non hanno giorni stabiliti per tutti gli anni. Nel 2010:

  • 1º gennaio: capodanno
  • 1º maggio: festa del lavoro
  • 30 luglio: incoronazione Muhammad VI
  • 20 agosto: Rivoluzione
  • 21 agosto: festa della gioventù
  • 6 novembre: anniversario marcia verde
  • 18 novembre: festa dell'indipendenza

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Daniela De Rosa - Marocco - Ulysse Network s.r.l., 2006.
  • Marocco - I Meridiani - Editoriale Domus S.p.A., Marzo 2006.
  • Paul Clammer et al., Marocco, Torino, EDT/Lonely Planet, 2009. ISBN 978-88-6040-391-9
  • Francesco Tamburini - L'evoluzione del diritto costituzionale marorocchino, «Africana», 2010, pp. 133–153.
  • Francesco Tamburini - Il Marocco, la “democrazia teocratica”, in Francesco Tamburini, Maurizio Vernassa, I paesi del grande Maghreb: Storia, istituzioni e geopolitica di una identità regionale, Plus, Pisa, 2010.
  • Francesco Tamburini - La 'nuova' Costituzione marocchina del 2011. Democrazia in eterno working progress, in «Africana», 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]