Museum Folkwang

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Museum Folkwang
Museo Folkwang (2004)
Museo Folkwang (2004)
Tipo Arte contemporanea
Data fondazione 1902
Fondatori Karl Ernst Osthaus
Indirizzo Museumsplatz 1 ad Essen
Sito www.museum-folkwang.de

Il Museum Folkwang si trova in Museumsplatz 1 ad Essen in Germania, è un museo d'arte moderna e di arte contemporanea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Karl Ernst Osthaus, il fondatore del museo, ritratto da Ida Gerhardi, 1903

Esso venne aperto nel 1902 ad Hagen dal mecenate Karl Ernst Osthaus ed ebbe per lungo tempo un ruolo pionieristico nel campo dell'arte moderna. Dopo la morte di Osthaus nel 1921, la collezione del museo venne venduta ad Essen, dove si era costituita un'Associazione del Museo Folkwang avente appunto lo scopo di acquistarne la collezione. Da quel momento il museo venne gestito ad Essen. Durante il periodo nazista, nel contesto della lotta contro l'arte degenerata, il museo perdette ben 1400 opere. Dopo la seconda guerra mondiale queste perdite furono in gran parte recuperate riacquistandole o sostituendole con nuovi acquisti. Il Museo fu completamente ricostruito e riaperto fra il 2006 e l'inizio del 2010 grazie al finanziamento della Alfried Krupp von Bohlen und Halbach-Stiftung.

Autori delle opere esposte[modifica | modifica wikitesto]

Il museo espone opere di: Eugène Delacroix, Gustave Courbet, Edouard Manet, Camille Pissarro, Claude Monet, Alfred Sisley, Auguste Rodin, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Edvard Munch, Medardo Rosso, Paul Signac, Henri Matisse, Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger, Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Piet Mondrian, Salvador Dalí, René Magritte, Joan Miró, Vasily Kandinsky, Paul Klee, Jackson Pollock, Barnett Newman, Mark Rothko, Lucio Fontana, Frank Stella, Gerhard Richter, Martin Kippenberger, ecc.

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Le opere maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Scultura[modifica | modifica wikitesto]

Fauno e Ninfa di Auguste Rodin, 1885/1886

La raccolta del Museo contiene circa 280 sculture. Lo scultore francese Auguste Rodin, che il fondatore del Museo, Osthaus, aveva incontrato personalmente a Parigi, è rappresentato nel Museo dalle opere Eva, L'età del ferro, Donna accovacciata e Fauno e Ninfa.

Dello scultore belga George Minne vi sono le sculture Giovane con tubo e la marmorea Fontana con giovane inginocchiato. Tra gli scultori tedeschi sono presenti Wilhelm Lehmbruck, con la sua Figura di donna in piedi, Ernst Ludwig Kirchner, con la statua in legno dipinto Signorina in piedi, Erich Heckel con L'accovacciata, in legno di tiglio.

Nel Museo è anche rappresentato il cubismo, con il gesso dipinto di Alexander Archipenko, opera priva di titolo. Un esempio di scultura contemporanea è Donna d'acciaio Nr. 11 di Thomas Schütte, del 2002.

Grafica[modifica | modifica wikitesto]

Circa 12.000 sono le opere grafiche raccolte nel Museo, come disegni, acquerelli e stampe. I lavori più antichi risalgono al periodo tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX. Vi si trovano opere di artisti quali Jean-Baptiste Greuze e Daniel Nikolaus Chodowiecki, ancora orientate al barocco. L'arte romantica è rappresentata dall'opera di Caspar David Friedrich Der Uttenwalder Grund, il neoclassicismo ad esempio da Joseph Anton Koch con il disegno Paesaggio con Ercole al bivio. Al paesaggio con Ercole seguirono lavori di artisti come Franz Krüger e Adolph von Menzel, opere poetiche ed ironiche di Carl Spitzweg, Ludwig Richter e Moritz von Schwind. Il baricentro del Museo riguardo alla grafica del XIX secolo risale ad una donazione del 1906 al medesimo dell'enorme collezione Ludwig-Richter da aperte di Karl Budde.Questa fu successivamente ulteriormente arricchita. Ernst Gosebruch ha ampliato in modo rilevante la raccolta grafica del Museo mediante acquisizione di opere moderne. Fra queste si trovano opere di Ernst Ludwig Kirchner e Emil Nolde e disegni impressionisti.

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(in lingua tedesca salvo diverso avviso)

  • Folkwang-Museumsverein (Hrsg.): Bilder für eine Sammlung. Museum Folkwang Essen. DuMont, Köln 1994, ISBN 3-7701-3433-8.
  • Georg-W. Költzsch: Phoenix Folkwang. Die Meisterwerke. DuMont-Literatur-und-Kunst-Verlag, Köln 2002, ISBN 3-8321-4994-5.
  • Museum Folkwang (Hrsg.): Museum Folkwang. Eine Schule des Sehens. Prestel, München u. a. 2005, ISBN 3-7913-2994-4.
  • Johann Georg Prinz von Hohenzollern, Hubertus Gaßner (Hrsg.): Folkwang: Erstes Museum der Moderne. Hirmer, München 2004, ISBN 3-7774-2245-2.
  • Paul Vogt: Das Museum Folkwang Essen. Die Geschichte einer Sammlung junger Kunst im Ruhrgebiet. DuMont, Köln 1965.
  • Tayfun Belgin, Christoph Dorsz (Hrsg.): Der Folkwang Impuls. Das Museum von 1902 bis heute. Neuer Folkwang Verlag, Hagen 2012.
  • Uwe Fleckner (Hrsg.): Angriff auf die Avantgarde. Kunst und Kunstpolitik im Nationalsozialismus. Akademie, Berlin 2007, ISBN 978-3-05-004062-2.
  • Andreas Lepik: Die Zurückführung der Kunst ins Leben: Karl Ernst Osthaus und das Museum Folkwang. In: Manet bis van Gogh, Hugo von Tschudi und der Kampf um die Moderne. Ausstellungskatalog. Prestel, Berlin/ München 1996, ISBN 3-7913-1748-2.
  • Museum Folkwang. Moderne Kunst – Plastik – Malerei – Graphik. Jubiläumskatalog 1912. Verlag des Folkwang-Museums, Hagen 1912.
  • Museum Folkwang (Hrsg.): Museum Folkwang. Meisterwerke der Sammlung. Sieveking Verlag, München 2014, ISBN 978-3-944874-11-1 (deutsch), ISBN 978-3-944874-12-8 (englisch)
  • Museum Folkwang (Hrsg.): Museum Folkwang. Malerei & Skulptur 19. - 21. Jahrhundert. Sieveking Verlag, München September 2014, ISBN 978-3-944874-09-8 (deutsch), ISBN 978-3-944874-10-4 (englisch)

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