Emily Brontë

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Ritratto di Emily Brontë, dipinto dal fratello nel 1833 circa

Emily Jane Brontë, nota anche con lo pseudonimo di Ellis Bell (Thornton, 30 luglio 1818Haworth, 19 dicembre 1848), è stata una scrittrice e poetessa inglese, famosa per il suo unico romanzo Cime tempestose, unanimemente riconosciuto come uno dei classici della letteratura inglese del XIX secolo. Emily era la seconda delle tre sorelle Brontë.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Emily nacque a Thornton nello Yorkshire, quinta di sei figli: Maria (23 aprile 1814 - 6 maggio 1825), Elizabeth (8 febbraio 1815 - 15 giugno 1825), Charlotte (21 aprile 1816 - 31 marzo 1855), Branwell (26 giugno 1817 - 24 settembre 1848), Anne (17 gennaio 1820 - 28 maggio 1849). Nel 1820, la famiglia si trasferì a Haworth, dove il padre di Emily, Patrick (17 marzo 1777 - 7 giugno 1861) lavorava come curato perpetuo. Fu in questo ambiente che il talento letterario delle sorelle Brontë fiorì. Durante l'infanzia, dopo la morte della madre Maria Branwell (1783 - 15 settembre 1821), le tre sorelle e il fratello Branwell ricevettero in dono dal padre una scatola di soldatini, con i quali si divertirono ad immaginare le più disparate avventure: nacque così Young Men il primo ciclo narrativo dei ragazzi Brontë. Risalgono a quegli stessi anni (1826-1827) anche Our Fellows e Tales of Islanders, cicli ispirati l'uno dalle Favole di Esopo e l'altro dalla fantasia di poter avere un'isola tutta per sé.

Le due sorelle minori avevano un ruolo di secondo piano nell'invenzione delle complicate vicende al centro di questi cicli, ma quando Branwell in assenza di Charlotte (iscritta alla scuola di Roe Head nel 1831) si dedicò a fondere le complesse e intricatissime vicende degli Young Men in un unico resoconto, Emily e Anne ricominciarono a lavorare al ciclo Islanders, abbandonato dai fratelli maggiori qualche tempo prima. Nel giro di pochi anni Islanders si evolse in un nuovo ciclo chiamato Gondal. Gondal era un'isola fittizia del Pacifico settentrionale il cui territorio era suddiviso in regni per lo più rivali: gli abitanti dell'isola erano protagonisti di intrighi politici, sanguinose vendette e complesse storie d'amore che Emily ed Anne misero, almeno in parte, per iscritto. Tuttavia di questi resoconti sono rimasti soltanto pochi frammenti, se si escludono le poesie di Emily ed Anne "firmate" dai vari personaggi, e la ricostruzione delle vicende è a tutt'oggi piuttosto problematica e controversa.

Emily era una donna dotata di carattere, riservata e taciturna. Importante influenza nella vita e nelle opere di Emily ebbe Tabitha Aykroyd, chiamata affettuosamente "Tabby" la governante assunta dal padre per sopperire all'assenza della madre, che aveva l'abitudine di raccontare storie di fantasmi ai bambini.

Il 12 luglio 1836 Emily scrisse Will the day be bright or cloudy?, poesia gondaliana in cui l'avvenire di una bambina viene paragonato all'evolversi del giorno. Fra le circa 200 poesie di Emily giunte fino a noi questa è la più antica, ma non è da escludere che l'autrice possa aver cominciato a dedicarsi alla poesia qualche anno prima.

Nel 1838, Emily iniziò a lavorare come insegnante presso la scuola di Law Hill, vicino ad Halifax (West Yorkshire). Restò lì solo per pochi mesi, durante i quali continuò comunque a scrivere poesie. Tornata ad Haworth, Emily si dedicò alle faccende di casa ma anche alla pittura e, naturalmente, a Gondal e alla poesia. Lasciò nuovamente la canonica nel 1842, quando insieme alla sorella Charlotte partì alla volta di Bruxelles, per approfondire la conoscenza delle lingue presso una scuola privata. Emily rimase in Belgio per circa un anno: a novembre tornò a casa per il funerale della zia Elizabeth Branwell, che dalla morte della loro madre (avvenuta nel 1821) si era trasferita ad Haworth per prendersi cura dei nipoti. Nel gennaio successivo Charlotte ripartì per Bruxelles, Emily invece rimase a casa dove tornò ad occuparsi delle sue mansioni di padrona di casa e della sua attività poetica.

Nell'autunno del 1845 Charlotte trovò uno dei quaderni di poesie di Emily. Rimase talmente colpita dai versi da pensare immediatamente alla pubblicazione di un volume che raccogliesse le poesie di tutte le sorelle. Convincere Emily, indignatissima per l'invadenza della sorella, non fu per nulla facile, ma con la promessa che la loro identità sarebbe stata protetta da pseudonimi (che le sorelle crearono a partire dalle loro iniziali) Charlotte riuscì infine a strapparle un consenso, e l'anno successivo il volume uscì con il titolo Poems by Currer, Ellis and Acton Bell. Ne vennero vendute due sole copie, ma Ellis (ovvero Emily) ricevette critiche lusinghiere.

Nel gennaio 1847, l'editore Newby accettò di pubblicare i romanzi di Ellis ed Acton Bell, rispettivamente Cime tempestose e Agnes Grey, che tuttavia furono pubblicati soltanto a dicembre sulla scia dell'enorme successo di Jane Eyre di Currer Bell. Cime Tempestose fu oggetto di notevole scandalo: i critici lamentavano la mancanza di un fine morale della vicenda e solo pochi ne notarono l'originalità e la potenza. Oggigiorno il romanzo, la cui struttura innovativa fu riconosciuta inizialmente solo da pochi recensori, è considerato un classico della letteratura mondiale e uno dei migliori esempi della letteratura vittoriana.

La salute di Emily andò via via indebolendosi, a causa delle malsane condizioni di vita del tempo. Morì di tubercolosi a soli trent'anni, il 19 dicembre 1848, dopo essersi ammalata in occasione del funerale del fratello, morto di delirium tremens nel settembre dello stesso anno. Il modo in cui Emily affrontò la malattia contribuì non poco a consolidarne il mito: Charlotte nelle sue lettere scrisse che la sorella non solo rifiutava medicine e medici ma si ostinava a voler svolgere tutte le mansioni domestiche, delle quali si era sempre occupata, impedendo a chiunque di darle il benché minimo aiuto, nonostante a volte le mancasse il fiato persino per parlare. Mormorò di essere pronta a vedere un dottore soltanto la mattina di quel 19 dicembre che la vide morire, ridotta a poco più di uno scheletro, assistita dalle due sorelle. Fu sepolta nella cappella di famiglia, nella Chiesa di San Michele e Tutti gli Angeli a Haworth, nel West Yorkshire. Ancora oggi si può visitare il suo luogo di sepoltura.

Origine del cognome Brontë[modifica | modifica wikitesto]

Il cognome del padre Patrick era in origine Prunty[1] ma questi, ad un certo punto della sua vita, decise di cambiarlo in Brontë (la dieresi sta a indicare che la lettera 'e' finale non è muta come suggerirebbe la regola dell'inglese moderno). Si ipotizza che tale cambiamento sia avvenuto dopo il conferimento, da parte del Re Ferdinando di Borbone, del titolo di Duca di Bronte al famoso ammiraglio Horatio Nelson (Bronte è un paese che si trova in Sicilia, in provincia di Catania).

Traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Emily Brontë, Poesie, a cura di Ginevra Bompiani, Torino: Einaudi, 1971 ("Collezione di poesia" n. 86)
  • Charlotte, Emily e Anne Brontë, Lettere, a cura di Barbara Lanati, trad. di Susanna Basso, Torino: La Rosa, 1979; Milano: SE, 2002.
  • Emily, Charlotte e Anne Brontë, Poesie, a cura e per la traduzione di Erminia Passannanti e Serafina Bartoli, Slerno: Ripostes, 1989 (volume antologico).
  • Emily Brontë, 35 poesie, a cura di Anna Luisa Zazo, Milano: A. Mondadori, 1997 ("I miti. Poesia" n. 43).
  • Charlotte, Emily, Anne Brontë, Un così forte desiderio di ali. Lettere 1829-1855, a cura di Franca Gollini, prefazione di Eleonora Chiavetta, Ferrara: Tufani, 1997.
  • Emily Jane Brontë, Poesie. Opera completa, a cura di Anna Luisa Zazo, Milano: Mondadori, 1997 ("Oscar classici" n. 421).
  • Emily, Charlotte e Anne Brontë, Lettere inedite, a cura e per la traduzione di Erminia Passannanti, Salerno: Ripostes, 2000 (volume antologico).
  • Emily Brontë, I componimenti in francese, a cura e traduzione di Maddalena De Leo, Salerno: Ripostes, 2002.
  • Anne, Charlotte, Emily Brontë, Poesie, a cura di Silvio Raffo, Milano: Arnoldo Mondadori Editore, 2004 (con introduzione di Muriel Spark).
  • Emily Brontë, Stelle e altre poesie, a cura di Piera Mattei, Pistoia: Via del Vento, 2005
  • Emily Brontë, La musa tempestosa, a cura di Silvio Raffo, Milano: "Corriere della Sera", 2012
  • per le edizioni di Cime tempestose si veda la voce apposita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Praz "Storia della letteratura inglese", Firenze: Sansoni Editore, 1979, p. 541.

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