Camicia

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La camicia è un capo d'abbigliamento di stoffa che copre il busto, e di solito ha un colletto, maniche, un taschino (a volte due taschini con o senza bottone), ed è abbottonata sul davanti.

La camicia nei secoli[modifica | modifica sorgente]

La camicia, seppur non nel senso in cui noi ora la intendiamo, è molto antica. Una veste leggera, di lino o di bisso da portare rigorosamente sotto la tunica, era nota fino dai tempi della tarda romanità e aveva come caratteristica il fatto di essere molto lunga e soprattutto nascosta. Anche il termine lessicale è antico: già alla fine dell'VIII secolo nel testamento del Patriarca Fortunato ai suoi chierici, si parla di camisas et bragas[1]. Fino al 1500 essa era mostrata solo attraverso i tagli delle maniche della veste. Aveva diversi scopi: quello di essere indossata durante il bagno comune tra un uomo e una donna (è poco noto, ma fino al primo Rinascimento i sessi si lavavano e mangiavano assieme in una tinozza di legno); quello di separare il corpo nudo dagli indumenti di tessuto pesante e da formare una barriera contro epidermidi poco pulite; dono e pegno d'amore nel Medioevo e, dalla fine del Seicento quando fu ornata di pizzi, quello di essere uno status simbol che divideva l'aristocrazia dalla plebe, la quale a sua volta, spesso la indossava come unico abito. C'era poi la camicia da notte, non sempre portata. In epoche molto più recenti la camicia poteva indicare l'appartenenza a un'idea politica: le camicie rosse dei Garibaldini, le nere dei fascisti e quelle brune dei nazisti.

L'importanza della camicia crebbe nell'abbigliamento maschile proprio nel periodo barocco, quando fu inventata la cravatta, all'inizio era una semplice striscia di lino bianco che girava attorno al collo e cadeva negligentemente sul torace. I polsi erano mezze maniche di lino terminanti in cascate di merletti. Fino al 1900 la camicia fu rigorosamente staccata dai polsini e dal colletto. Il collo della camicia vera e propria era corto e verticale (pistagna, noto oggi anche come colletto alla coreana), quel tanto che bastava per cucirvi sopra i bottoni che fermavano il colletto. L'importanza del colletto derivava dal fatto che era rigido alto e inamidato e, con l'avvento del costume borghese del 1800, doveva essere rigorosamente bianco e racchiuso in una cravatta dal nodo impeccabile. Lo stile era stato dettato da Lord Brummell che riteneva la pulizia personale una distinzione del vero dandy. I polsini, pure quelli inamidati, erano chiusi da gemelli. Per accentuare la rigidezza della camicia, che era piuttosto lunga e poteva formare antipatiche piegoline, si inventarono anche i davanti in celluloide, che davano all'uomo il curioso aspetto di un pinguino. Attorno al 1860 cominciarono a comparire le prime camicie colorate, all'inizio portate solo per gli abiti da giorno, mentre per quelli da sera il bianco restava di rigore.

Lo sport, diffusosi dalla seconda metà del secolo, introdusse utili novità: il colletto floscio e attaccato, la camicia sportiva portata anche senza la giacca, in flanella, in jeans. Quest'ultima faceva parte all'inizio di una divisa da lavoro, ma venne poi adottata dai giovani come segno di contestazione. Durante gli anni venti fu molto di moda la cosiddetta camicia button down, col collo fermato da due bottoncini sul davanti, che ormai è diventata un classico della moda. Per evitare che le estremità del collo si arricciassero, soprattutto con la cravatta, si usavano le apposite stecche o Tendicollo.

Tipi di camicie[modifica | modifica sorgente]

Slim fit è un tipo di camicia senza tasche in tinta unita, col colletto e tendicollo (senza bottoni), e la particolarità di due cuciture elasticizzate nella parte posteriore, che rendono la camicia più aderente a chi la indossa. Si usano sia per uscite nei locali e ballo che da indossare con giacca e cravatta. Le cuciture possono essere ribattute oppure una riga sottile non visibile nel tessuto (più adatte alle camicie eleganti da portare con l'abito), si trovano una al centro della metà destra e l'altra della metà sinistra, e arrivano fino all'altezza della spalla. Alcune linee di camicie presentano altre due cuciture (visibili o a scomparsa) anche nella parte davanti.

Tessuti per camicie[modifica | modifica sorgente]

Tra la stragrande maggioranza dei tessuti per camiceria si distinguono i seguenti:

Tutti i suddetti tessuti si dividono poi in una scala di titoli, la quale unità di misura rappresenta il numero di fili per centimetro quadrato; la scala di titoli varia da 30 a 300, ovviamente più sale il titolo più è pregiato il tessuto e la sensazione al tatto diventa davvero piacevole per morbidezza, setosità e lucentezza del tessuto. Ogni stoffa può essere altresì compatta, ritorta e doppia ritorta, in quest'ultimo caso il tessuto sarà composto da 2 fili, uno perpendicolare (detto filo di finissaggio) ed uno orizzontale (detto filo d' orditura).

Modi di dire[modifica | modifica sorgente]

  • Nascere con la camicia (anticamente si diceva: nato vestito). Ci sono bambini che escono dall'utero avvolti nella membrana amniotica. Anticamente un simile neonato era considerato prediletto dagli dei. Era un segno di fortuna e di doti divinatorie.
  • Sudare sette camicie, ovvero faticare moltissimo per ottenere qualcosa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vittoria De Buzzaccarini - Fior di Camicia, Idea Libri,1984

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rosita Levi Pizetsky Storia del costume in Italia, Istituto editoriale italiano 1966
  • L. Kibalova Enciclopedia illustrata della moda, La Pietra 1969
  • Vittoria De Buzzaccarini Fior di camicia, Idea libri 1984
  • Giuseppe Pittàno Frase fatta capo ha, Zanichelli, Bologna 1992

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