Chuck Berry

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« È uno dei più grandi di sempre. L'ho già detto molte volte, ma è il primo vero poeta rock. »
(John Lennon)
Chuck Berry
Chuck Berry con la sua Gibson ES 350
Chuck Berry con la sua Gibson ES 350
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rock and roll
Rhythm and blues
Blues
Periodo di attività 1951 – in attività
Album pubblicati 50
Studio 27
Live 11
Raccolte 31
Sito web

Charles Edward Anderson Berry, meglio conosciuto come Chuck Berry (Saint Louis, 18 ottobre 1926), è un cantautore, chitarrista e compositore statunitense, in particolare di musica rock and roll. A detta di molti, Chuck Berry è colui che ha inventato il rock[1][2]. Oltre ad essere stato uno dei primissimi eroi del rock and roll[3], le sue canzoni furono le prime ad avere la chitarra come strumento principale[4]. Berry fu anche il primo a inserire nei suoi testi tematiche riguardanti gli adolescenti e la rivolta che stava interessando loro in quegli anni, quando i giovani cominciarono a ribellarsi agli ideali degli adulti quali la famiglia, il lavoro e le false moralità; tutto questo trattato da Berry in modo semplice e ironico.[2] Per tantissimi chitarristi (dal pop al metal) è stato una grande fonte di ispirazione, e molto probabilmente senza di lui non sarebbero nati gruppi quali i Beatles e Rolling Stones.

A Chuck Berry è attribuita anche la cosiddetta "Duck Walk" (o passo dell'anatra, in italiano), la sua caratteristica camminata eseguita mentre suona la chitarra e diventata suo tratto caratteristico.[5]

La rivista Rolling Stone lo ha inserito al quinto posto nella lista dei 100 migliori artisti[6] e al settimo in quella dei 100 migliori chitarristi.[7]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Chuck Berry è stato il primo grande narratore folk della musica giovanile. Nato a Saint Louis nel Missouri, Berry da giovane aveva una forte tendenza a delinquere, tanto da aver passato diverso tempo in riformatorio a causa di una rapina. Raccomandato da Muddy Waters, Berry si presentò alla Chess Records con Maybellene. Da qui ha inizio la sua carriera musicale. I suoi testi rappresentano il primo esempio di poesia rock e raccontano storie di adolescenti in cerca di libertà e divertimento. I suoi capolavori sono concentrati in un periodo di soli 3 anni, dal 1955 al 1958. Nel 1959 la sua carriera ha una brutta battuta d'arresto causata dalla condanna a 3 anni di prigione per aver introdotto illegalmente una minorenne negli Stati Uniti. La sua carriera esplode quando, nel 1955, incide Maybellene, riadattamento di una sua vecchia composizione, Ida Red, frutto di quella magica commistione rhythm 'n' blues-country che costituisce la ricetta ideale per il prodotto finale, il rock 'n' roll: il successo è straordinario, ben oltre le aspettative e a questo ne seguiranno tanti altri: Roll Over Beethoven, Thirty Days, You Can't Catch Me, School Day, Johnny B. Goode, Rock and Roll Music.

È stato inserito nella classifica dei "100 migliori artisti di sempre" secondo la rivista Rolling Stone, aggiudicandosi il quinto posto.[8]

Inizi e apprendistato con Johnnie Johnson (1926–54)[modifica | modifica sorgente]

Berry nacque quartogenito in una famiglia composta da sei figli.[9] Crebbe nel quartiere di Saint Louis conosciuto come "The Ville", una zona in cui all'epoca abitava gente del ceto medio. Suo padre era un imprenditore e un diacono della locale chiesa battista. La sua posizione sociale abbastanza agiata diede a Berry la possibilità di coltivare la sua passione per la musica già in giovane età, e riuscì a fare la sua prima esibizione pubblica nel 1941 quando ancora frequentava la Sumner High School.[10] Solo tre anni dopo, nel 1944, ancora studente, venne arrestato e incarcerato per rapina a mano armata dopo aver rapinato tre negozi di Kansas City e rubato un'auto insieme a un gruppo di amici.[11][12] A proposito di questo spiacevole episodio, lo stesso Berry nella sua autobiografia racconta che la sua macchina si ruppe e che quindi fermò un'auto che passava di lì e la rubò puntando al conducente una pistola scarica e non funzionante.[13][14] Berry venne immediatamente spedito al riformatorio di Algoa, nei pressi di Jefferson City, nel Missouri,[9] dove formò un quartetto vocale e si allenò facendo un po' di pugilato.[11]

Dopo essere uscito di prigione il giorno del suo 21º compleanno nel 1947, Berry sposò Themetta "Toddy" Suggs il 28 ottobre 1948, e presto nacque una figlia dal matrimonio, Darlin Ingrid Berry, il 3 ottobre 1950.[15] Berry manteneva la famiglia arrangiandosi facendo un sacco di lavoretti a St. Louis, fra i quali operaio in due fabbriche d'auto, portinaio dello stabile dove abitava, estetista.[16] Nel 1950 la famiglia riuscì a comprarsi un appartamentino di tre stanze in Whittier Street,[17] che attualmente è stato dichiarato edificio storico.[18]

All'inizio degli anni cinquanta, Berry suonava con vari gruppi in diversi locali di St. Louis come secondo lavoro.[17] Suonava musica blues fin da quando era ragazzino, e ormai aveva sviluppato una certa abilità con la chitarra. Nel 1953 Berry iniziò ad esibirsi con il gruppo di Johnnie Johnson, dando inizio a una lunga collaborazione con il pianista.[19] Anche se la band suonava principalmente ballate blues, la musica più popolare presso i bianchi della zona era il country. Berry scrisse: «La curiosità mi portò a suonare molta di quella roba country al nostro pubblico in prevalenza fatto di neri, e la gente iniziò a chiedere in giro "chi fosse quell'hillbilly nero che suonava al Cosmo". Dopo che mi risero in faccia un paio di volte, iniziarono a chiedermi di suonare brani country perché erano ballabili.»[9]

Chess Records: Successo e guai giudiziari (1955–62)[modifica | modifica sorgente]

Il celebre "Duck Walk" di Berry.

Nel maggio 1955, dietro raccomandazione di Muddy Waters, Berry andò a Chicago per mettersi in contatto con Leonard Chess della Chess Records. Berry pensava infatti che il suo materiale blues potesse essere di interesse per la Chess, ma con sua grande sorpresa fu invece il vecchio classico country & western di Bob Wills, intitolato Ida Red, che Berry aveva registrato quasi per scherzo con il titolo Ida May a ottenere l'attenzione della Chess. Quindi il 21 maggio 1955 Berry incise un adattamento di Ida Red reintitolato Maybellene con la partecipazione di Johnnie Johnson al pianoforte, Jerome Green (dalla band di Bo Diddley) alle maracas, Jasper Thomas alla batteria e Willie Dixon al basso. Maybellene vendette quasi un milione di copie, raggiungendo il primo posto della classifica di Billboard riservata al Rhythm and Blues e la numero 5 nella classifica generale di vendite negli Stati Uniti.[9][20]

Alla fine di giugno 1956, un altro suo brano, Roll Over Beethoven, raggiunse la posizione numero 29 della Billboard Top 100, e Berry diventò di colpo una star. Lui e Carl Perkins diventarono amici e iniziarono ad andare in tour insieme. Perkins diceva che «Berry era un vero appassionato di musica country e che lo rispettava come compositore».[21]

Singoli di successo continuarono a uscire per tutto il 1957 e il 1959, e Berry ottenne circa una dozzina di piazzamenti in classifica, inclusi successi da top 10 U.S. come School Days, Rock and Roll Music, Sweet Little Sixteen e Johnny B. Goode.

Alla fine degli anni cinquanta, Berry era ormai un artista di ampio e consolidato successo internazionale. Ma nel dicembre 1959 fu improvvisamente arrestato per avere avuto rapporti sessuali con una minorenne di 14 anni che lavorava in un locale di sua proprietà.[22] Ritenuto colpevole, venne condannato a scontare cinque anni di condanna in prigione e a una multa di 5.000 dollari.[23] Berry si appellò definendo la sentenza ingiusta e razzista,[24] e in un secondo processo nel 1961 ottenne una riduzione di pena a tre anni di reclusione.[25][26] Presto la sua popolarità cominciò a calare a causa dell'arresto, e le sue vicende giudiziarie incisero non poco sulla vendita dei suoi dischi.

Mercury Records (1963–69)[modifica | modifica sorgente]

Quando Berry uscì di prigione nel 1963, riuscì a tornare nel giro del music business grazie all'interessamento che verso di lui stavano dimostrando i gruppi della cosiddetta British invasion come i Beatles e i Rolling Stones, che avevano in repertorio molte cover di suoi brani;[27][28] o come i Beach Boys che avevano basato il loro successo del 1963 Surfin' USA sulla sua Sweet Little Sixteen;[29] la reinterpretazione (non autorizzata) dei Beach Boys fu riconosciuta come plagio solo molti anni dopo con una multa di 1 milione di dollari a danno del gruppo. Tra il 1964 e il 1965 Berry pubblicò otto singoli, compresi No Particular Place to Go, You Never Can Tell, e Nadine[30] che riscossero un buon successo commerciale, anche se erano in prevalenza "riscritture" di suoi vecchi pezzi come School Days.[31] Dal 1966 al 1969 Berry pubblicò cinque album per la Mercury Records, incluso il suo primo disco dal vivo Live at Fillmore Auditorium, ma i dischi non ebbero dalla critica e dal pubblico il riscontro di un tempo.

Ritorno alla Chess: My Ding-a-Ling e concerto alla Casa Bianca (1970–79)[modifica | modifica sorgente]

Chuck Berry nel 1972 con la chitarra che più lo rappresenta, la Gibson ES-335 cherry red

Chuck Berry fece ritorno alla Chess Records dal 1970 al 1973. Anche se il suo album del 1970 Back Home non generò nessun singolo di successo, nel 1972 la Chess pubblicò una nuova registrazione live del brano My Ding-a-Ling, canzone che Berry aveva originariamente registrato anni addietro nel suo LP del 1968 From St. Louie to Frisco con il titolo My Tambourine. Il brano, a sorpresa, divenne l'unico numero 1 in classifica, per due settimane, dell'artista riscuotendo un enorme successo. Il secondo periodo di Berry alla Chess terminò con il disco Chuck Berry del 1975, dopo il quale non incise più nulla per circa tre anni fino a Rock It del 1979 uscito per l'etichetta Atco Records, che rimane a tutt'oggi il suo ultimo album di studio vero e proprio.[32]

Durante gli anni settanta, Berry fece molti concerti durante i quali riproponeva principalmente i suoi vecchi successi degli anni cinquanta. Su richiesta del presidente Jimmy Carter, Chuck Berry fu chiamato ad esibirsi anche alla Casa Bianca il 1º giugno 1979.[33]

Poco tempo dopo, Berry ebbe ancora problemi con la giustizia, venne infatti accusato di evasione fiscale per non avere pagato le tasse inerenti ai suoi compensi per i concerti. Avendo già due precedenti penali alle spalle, Berry si dichiarò colpevole di evasione fiscale e nel 1979 venne condannato a quattro mesi di prigione e a 1.000 ore di servizio civile; da scontarsi facendo concerti benefici.[34]

Ancora "on the road" (1980-oggi)[modifica | modifica sorgente]

Chuck Berry a Deauville (Francia) nel 1987
Berry in concerto nel 1997

Berry continuò a suonare dai 70 ai 100 concerti all'anno per tutti gli anni ottanta. Nel 1986, Taylor Hackford girò un documentario, intitolato Hail! Hail! Rock 'n' Roll, riguardante il concerto celebrativo organizzato da Keith Richards (grande fan di Berry) per celebrare il sessantesimo compleanno di Chuck Berry.[35] Al concerto parteciparono anche Eric Clapton, Etta James, Julian Lennon, Robert Cray e Linda Ronstadt, che apparvero tutti sul palco insieme a Berry interpretando i suoi brani più famosi.

A fine anni ottanta, Berry comprò un ristorante a Wentzville, Missouri, il "The Southern Air",[36] e nel 1990 venne accusato da molte donne di aver installato una videocamera nei bagni delle signore per spiarle a loro insaputa. Berry si difese dichiarando che la telecamera era stata installata per controllare una sua dipendente sospettata di rubare nel ristorante. Nonostante la sua colpevolezza non venne mai accertata in tribunale, Berry optò per un risarcimento collettivo in via privata a 59 donne che gli avevano fatto causa. Il biografo ufficiale di Berry, Bruce Pegg, ha stimato che il "risarcimento" sia costato a Berry non meno di 1 milione di dollari più le spese legali.[37] In aggiunta, una perquisizione effettuata dalla polizia nella residenza di Berry, svelò l'esistenza di numerosi nastri video contenenti immagini di donne che utilizzavano il bagno del locale, e una di queste risultò essere minorenne. Durante la perquisizione furono trovati anche 62 grammi di marijuana. Per evitare eventuali accuse di pedofilia, Berry si dichiarò colpevole di possesso di marijuana e patteggiò la pena. Venne condannato a sei mesi di prigione (sentenza poi sospesa), due anni di libertà vigilata, e a una multa di 5.000 dollari da donarsi all'ospedale locale.[38]

Brani più celebri[modifica | modifica sorgente]

Tra le canzoni che ha scritto o reinterpretato si trovano dei brani famosissimi:

Lascito artistico e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Una vetrata dedicata a Chuck Berry nell'Hard Rock Café di Dallas, Texas.

Considerato un pioniere della musica rock, Berry ha avuto una significativa influenza nello sviluppo sia del genere musicale vero e proprio sia nell'atteggiamento associato con lo stile di vita rock and roll. Grazie a brani come Maybellene (1955), Roll Over Beethoven (1956), Rock and Roll Music (1957) e Johnny B. Goode (1958), solo per citare i più famosi, Chuck Berry ha ridefinito e sviluppato il rhythm and blues nei maggiori elementi che costituiscono il rock and roll e in ciò che lo caratterizza, scrivendo testi di grossa presa sul pubblico dei teenagers, che descrivevano balli scolastici, auto veloci, la vita a scuola e la società dei consumi con parole di uso comune,[39] e utilizzando riff chitarristici successivamente presi a modello da centinaia di altri musicisti rock. Sebbene non tecnicamente ineccepibile, il suo stile chitarristico ha fatto scuola, incorporando effetti elettronici per imitare lo stile bottleneck utilizzato dai chitarristi blues, mischiati con gli stili di musicisti come Charlie Christian, e T-Bone Walker,[39] a produrre un suono nuovo ed eccitante che molti chitarristi successivi riconosceranno come di ispirazione per il loro proprio stile chitarristico.[38]

Il critico rock Robert Christgau considera Berry "the greatest of the rock and rollers" ("il più grande dei rockers"),[40] mentre John Lennon una volta disse: «Se vuoi provare a dare un altro nome al rock and roll, puoi chiamarlo Chuck Berry»,[41] e Lillian Roxon nella sua Rock Encyclopedia afferma che "Chuck Berry potrebbe forse essere considerato il singolo artista più importante nella storia del Rock".[42] I Rolling Stones, gli Status Quo, i Georgia Satellites e gli AC/DC sono stati pesantemente influenzati da Berry, e tutte e quattro le band hanno reinterpretato sue canzoni nel corso degli anni. Tra le numerose onorificenze che ha ricevuto, segnaliamo il premio Grammy alla carriera Grammy Lifetime Achievement Award nel 1984,[43] il Kennedy Center Honors nel 2000,[44] e le sette nomination ricevute nel 2009 dalla rivista Time nella lista dei 10 migliori chitarristi di tutti i tempi.[45] Il 14 maggio 2002, Chuck Berry è stato premiato come una delle prime "icone" BMI durante la 50ª edizione della cerimonia annuale BMI Pop Awards.[46]

Inoltre Berry è stato incluso in diverse classifiche di Rolling Stone. Nel settembre 2003, la rivista lo ha classificato alla posizione numero 6 nella lista dei "100 migliori chitarristi di sempre".[47] Nel novembre dello stesso anno, il suo album compilation The Great Twenty-Eight venne posizionato, sempre da Rolling Stone, al 21º posto della Lista dei 500 migliori album di ogni tempo.[48] L'anno seguente, nel marzo 2004, Berry si classificò quinto nella lista "The Immortals - The 100 Greatest Artists of All Time". Nel dicembre 2004, sei delle sue canzoni sono state incluse nella Lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone, nello specifico Johnny B. Goode (# 7), Maybellene (# 18), Roll Over Beethoven (# 97), Rock and Roll Music (#128), Sweet Little Sixteen (# 272) e Brown-eyed Handsome Man (# 374). Infine, nel giugno 2008, il brano Johnny B. Goode si classificò al primo posto nella lista "100 Greatest Guitar Songs of All Time".[49]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Discografia di Chuck Berry
Album in studio 27
Album dal vivo 12
Raccolte 35
Singoli 45

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il 1º maggio 2007 si è esibito a Roma in occasione del concerto gratuito che festeggia la festa dei lavoratori che ogni anno i sindacati organizzano in piazza San Giovanni. Nel 2010 invece ha suonato al Summer Jamboree di Senigallia.
  • Johnny B. Goode è stata suonata nel film Ritorno al futuro, al concerto della scuola dei genitori di Marty McFly nel 1955, da parte di Marty. Secondo il film Chuck Berry avrebbe trovato l'ispirazione per Johnny B. Goode dopo che suo cugino Marvin gli ha telefonato per fargli ascoltare il pezzo suonato da Marty.
  • Johnny B. Goode viene anche citata nel giornalino di Topolino n. 2835 nella storia Paperino e i primi passi del Rock and Roll dove viene suonata con il titolo Jimmy B. Duck da "Duck Berry", parodia disneyana di Chuck Berry.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maybellene, Rolling Stone. URL consultato il 1º marzo 2007.
  2. ^ a b The History of Rock Music. Chuck Berry: biography, discography, reviews, links
  3. ^ Chuck Berry | Biography | AllMusic
  4. ^ Chuck Berry - biografia, recensioni, discografia, foto :: OndaRock
  5. ^ History-of-rock.com
  6. ^ 100 Greatest Artists: Chuck Berry | Rolling Stone
  7. ^ 100 Greatest Guitarists: Chuck Berry | Rolling Stone
  8. ^ The Immortals: The First Fifty: Rolling Stone
  9. ^ a b c d Chuck Berry, history-of-rock.com. URL consultato il 3 giugno 2010.
  10. ^ Weinraub, Bernard. [1] "Sweet Tunes, Fast Beats and a Hard Edge", The New York Times, February 23, 2003. Accessed December 11, 2007. "A significant moment in his early life was a musical performance in 1941 at Sumner High School, which had a middle-class black student body."
  11. ^ a b Bernard Weinraub, Sweet Tunes, Fast Beats and a Hard Edge - Series - NYTimes.com, www.nytimes.com, 23 febbraio 2003. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  12. ^ Bob Gulla, Guitar Gods: The 25 Players Who Made Rock History, page 32, ABC-CLIO, 2008 ISBN 0313358060. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  13. ^ Bruce Pegg, Brown Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry. Routledge, 2005, p.14
  14. ^ Chuck Berry: The Autobiography
  15. ^ Gerald Lyn Early, Ain't but a place: an anthology of African American writings about St. Louis, page 180, Missouri History Museum, 1998, ISBN 1883982286. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  16. ^ Bruce Pegg, Brown Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry, New York, Routledge, 2002, pp. 20–22, ISBN 978-0415937481.
  17. ^ a b Gerald Lyn Early, Ain't but a place: an anthology of African American writings about St. Louis, page 179, Missouri History Museum, 1998, ISBN 1-883982-28-6. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  18. ^ News about Chuck Berry's House in Greater Ville, St. Louis, MO, outside.in. URL consultato il 16 giugno 2010.
  19. ^ Cheryl Wittenauer, Chuck Berry Remembers Johnnie Johnson in Associated Press, firstcoastnews.com. URL consultato il 5 giugno 2010.
  20. ^ Chuck 1955-56
  21. ^ Go, Cat, Go! by Carl Perkins and David McGee 1996 pages 215,216 Hyperion Press ISBN 0-7868-6073-1
  22. ^ The Long, Colorful History of the Mann Act : NPR, npr.org. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  23. ^ John Collis, Chuck Berry: the biography, page 102, Aurum, 2002, ISBN 1854108735. URL consultato il 3 giugno 2010.
  24. ^ Aloysius Leon Higginbotham, Shades of Freedom: Racial Politics and Presumptions of the American Legal Process, Oxford University Press, 1998, p. 150, ISBN 978-0-19-512288-6.
  25. ^ Bruce Pegg, Brown Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry, pp 144-157, p. 161, Routledge, 2005, ISBN 0415937515. URL consultato il 3 giugno 2010.
  26. ^ Bruce Pegg, Brown-Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry, Routledge, 2002, pp. 123–24, p. 129, ISBN 978-0-415-93748-1.
  27. ^ Bruce Pegg, Brown Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry, page 163, Routledge, 2005 ISBN 0415937515. URL consultato il 16 marzo 2010.
  28. ^ Barry Miles, The British Invasion: The Music, the Times, the Era, page 20, Sterling Publishing Company, Inc., 2009, ISBN 1402769768. URL consultato il 16 marzo 2010.
  29. ^ William Emmett Studwell, David F. Lonergan, The classic rock and roll reader: rock music from its beginnings to the mid-1970s, page 81, Routledge, 1999, ISBN 0789001519. URL consultato il 16 marzo 2010.
  30. ^ Bruce Pegg, Brown Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry, page 262, Routledge, 2005, ISBN 0-415-93751-5. URL consultato il 16 marzo 2010.
  31. ^ Bruce Pegg, Brown Eyed Handsome Man: The Life and Hard Times of Chuck Berry, page 168, Routledge, 2005, ISBN 0415937515. URL consultato il 16 marzo 2010.
  32. ^ Rock It Album Review, Songs, Ratings, www.starpulse.com. URL consultato il 2 giugno 2010.
  33. ^ Rock and Roll Hall of Fame, Chuck Berry, rockhall.com. URL consultato il 2 giugno 2010.
  34. ^ Jet - Google Books, books.google.co.uk. URL consultato il 2 giugno 2010.
  35. ^ Taylor Hackford, Rock'n'roll fireworks: Keith Richards and Chuck Berry together on stage - Features, Music - The Independent (London), www.independent.co.uk, 16 marzo 2007. URL consultato il 6 giugno 2010.
  36. ^ Chuck Berry, history-of-rock.com. URL consultato il 3 giugno 2010.
  37. ^ Bernard Weinraub, Sweet Tunes, Fast Beats and a Hard Edge - Series - NYTimes.com, www.nytimes.com, 23 febbraio 2003. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  38. ^ a b Chuck Berry: Biography, www.rollingstone.com. URL consultato il 12 marzo 2010.
  39. ^ a b Chuck Berry -- Britannica Online Encyclopedia, library.eb.co.uk. URL consultato il 4 giugno 2010.
  40. ^ Robert Christgau: Chuck Berry, www.robertchristgau.com. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  41. ^ QUOTES - The Official Site of Chuck Berry. URL consultato il 16 maggio 2010.
  42. ^ Roxon, Lillian. Lillian Roxon's Rock Encyclopedia, Grosset & Dunlap, New York, 1969
  43. ^ Lifetime Achievement Award, Grammy.com. URL consultato il 4 giugno 2010.
  44. ^ Kennedy Center: Biographical information for Chuck Berry, www.kennedy-center.org. URL consultato il 18 febbraio 2010.
  45. ^ Fretbase, Time Magazine Picks the 10 Best Electric Guitar Players
  46. ^ BMI ICON Awards Honor Three of Rock & Roll’s Founding Fathers, bmi.com. URL consultato il 2 ottobre 2010.
  47. ^ The 100 Greatest Guitarists of All Time: Rolling Stone
  48. ^ The RS 500 Greatest Albums of All Time: Rolling Stone
  49. ^ The 100 Greatest Guitar Songs of All Time : Rolling Stone, rollingstone.com. URL consultato il 4 giugno 2010.

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