Kraftwerk

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Kraftwerk
I Kraftwerk live a Roma nel 2004
I Kraftwerk live a Roma nel 2004
Paese d'origine Germania Germania
Genere Musica elettronica[1]
Krautrock[1]
Synth pop[1]
New wave[1]
Musica sperimentale
Periodo di attività 1970 – in attività
Etichetta Philips
Kling Klang
Vertigo
Capitol
Elektra
EMI
Astralwerks
Warner Bros.
Album pubblicati 16
Studio 14
Live 1
Raccolte 2
Gruppi e artisti correlati Organisation
Neu!
Sito web
« La música ideas portará / Y siempre continuará / Sonido electronico / Decibel sintetico. »
(Techno Pop)
« Senza di loro non ci sarebbero stati l’hip-hop, la house, la musica ambient, l’electro e persino Michael Jackson![2] »
(Q Magazine)

I Kraftwerk (Centrale elettrica in tedesco) sono una band tedesca di musica elettronica formatasi a Düsseldorf nel 1970. Sono considerati i pionieri della musica elettronica[1], il cui stile musicale ha influenzato la popular music[3][4] della fine del XX secolo[1] e ha determinato la nascita di nuovi generi musicali. La formazione classica, che registrò la maggior parte degli album e che ottenne il maggiore successo, era composta dai fondatori Ralf Hütter e Florian Schneider con Karl Bartos e Wolfgang Flur, che lasciarono il gruppo durante gli anni '80.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo fu fondato nel 1970 da Ralf Hütter e Florian Schneider, due studenti del conservatorio di Düsseldorf che avevano appena lasciato il gruppo dove militavano, gli Organisation (con i quali nel 1970 registrarono un album intitolato Tone Float prodotto da Conny Plank, futuro produttore dei primi album dei Kraftwerk).[5]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo album del gruppo, Kraftwerk 1, è stato registrato da luglio a settembre del 1970 e pubblicato nel 1971. Registrato assieme ai percussionisti Andreas Hohmann e Klaus Dinger, seguirà la stessa scia di Tone Float con sonorità sperimentali proprie della musica krautrock. Nel 1971, poco dopo la registrazione dell'album, Ralf Hütter abbandonerà il gruppo lasciando così Florian Schneider assieme al batterista Klaus Dinger e al chitarrista Michael Rother. Questa formazione avrà una durata piuttosto breve e conterà una sola apparizione in televisione (durante il programma Beat Club della rete televisiva WDR il 22 maggio del 1971[6]). Alcuni mesi dopo infatti Hütter ritornerà nel gruppo. In concomitanza con il ritorno di Hütter abbandonano Dinger e Rother per formare un nuovo gruppo chiamato Neu! (in italiano Nuovo!). Nel giro di una settimana, tra settembre e ottobre, i Kraftwerk (ora formati solo da Hütter e Schneider con la collaborazione di Plato Kostic alla chitarra ed Emil Schult al basso), registrano il loro secondo album che sarà pubblicato nel gennaio del 1972 con il nome di Kraftwerk 2. L'album seguirà lo stesso stile musicale del precedente, con sonorità krautrock arricchite però dall'utilizzo, per la prima volta nella storia del gruppo, di strumenti elettronici. Ralf adora descrivere il genere di certe loro canzoni come Robot Pop.

La svolta[modifica | modifica wikitesto]

Il 1973 si rivela un anno cruciale per il gruppo. Viene infatti assunto come collaboratore grafico il pittore Emil Schult, ex collaboratore del gruppo nell'album precedente, il cui stile ispirerà il gruppo per quanto riguarda l'immagine. Il gruppo aprirà un proprio studio di registrazione chiamato Kling Klang (dal titolo di un brano dell'album Kraftwerk 2) nel quale registrano il loro terzo album, intitolato Ralf & Florian, nei cui brani incomincia a comparire in modo più massiccio l'elettronica, dopo le sperimentazioni degli album precedenti. Verso la fine dell'anno il gruppo pubblica inoltre il primo singolo della propria discografia, il brano Kometenmelodie, in onore alla cometa Kohoutek. Contemporaneamente avviene un'ulteriore svolta all'interno del gruppo: vengono scoperti infatti i ritmi sintetici (eseguiti con particolari percussioni a pads costruite e brevettate da loro stessi) e viene allargata la formazione, precedentemente limitata a Hütter e Schneider: entrano infatti Wolfgang Flür (un percussionista), e Klaus Roeder (chitarrista e violinista). Con la nuova formazione i Kraftwerk, dopo sei mesi di lavoro, pubblicano nel novembre del 1974 Autobahn, che segna la svolta definitiva da parte del gruppo verso quel genere di musica che ancora oggi li contraddistingue.

I successi[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi mesi del 1975 i Kraftwerk, rimasti in tre dopo l'abbandono di Klaus Roeder prima del termine delle registrazioni di Autobahn, partono per un tour in diverse città europee e statunitensi a motivo del successo del loro ultimo album. Durante questo tour al gruppo si arruola Karl Bartos, giovane percussionista. Viene così a formarsi la formazione storica del gruppo. Nell'ottobre dello stesso anno il gruppo pubblica l'album Radio-Activity, concept album dedicato alla radio e al nucleare. Qui nasce il primo singolo (45 giri) dei Kraftwerk. Il brano Radioactivity, in tre versioni diverse (inglese, tedesco, francese) viene passato in radio e rimane ancora oggi un classico. Nei tre anni successivi verranno pubblicati altri due concept album che faranno letteralmente epoca: Trans Europe Express (pubblicato nel 1977, dedicato ai treni e all'Europa), anch'esso con un singolo che andò molto forte in radio quell'estate, e che dà il titolo all'album, e poi nel 1978 The Man-Machine (dedicato allo spazio e ai robot). Se Trans Europe Express è un album poco sostanzioso, dove c'è poco di orecchiabile e commerciabile in radio, a parte il brano omonimo che scala le classifiche, e dove l'ossessiva ripetizione di pattern melodici generati elettronicamente (una caratteristica del sound del gruppo) la fa da padrone, The Man Machine è invece probabilmente il massimo lavoro dei Kraftwerk: in primo luogo i brani "da classifica" sono almeno tre ("The Robots", "The Model", ripreso anche da altri artisti, e "The Man Machine"), se non addirittura quattro; in secondo luogo è un album che esprime concetti forti, modernisti e musicalmente autoritari (e autorevoli, dati i numerosi emuli e adepti del sound di questa band), a partire dalla copertina, che li vede abbigliati e intruppati come in una foto di propaganda bellica sovietica; i suoni, poi, sono più decisi, "furiosamente" elettronici, le voci assolutamente "inumane", la produzione molto più vigorosa e le percussioni più martellanti. "The Robots" è senza dubbio il brano che nella carriera del gruppo esprime più di ogni altro la quintessenza del suono e dello stile dei Kraftwerk. Nel maggio del 1981, i Kraftwerk, in pieno boom dei computer, pubblicano il nuovo album Computer World con il quale raggiungono l'apice commerciale del loro successo, grazie anche al tour mondiale dedicato all'album intrapreso durante l'anno. L'album in questione è prodotto molto bene e registrato perfettamente, ma nonostante i pezzi da classifica ci siano, e l'album abbia una qualità costante lungo tutte le tracce, il confronto con l'album precedente lo vede perdente. Sono questi dei Kraftwerk più adulti (ormai viaggiano verso i 40), hanno già raggiunto il successo e si preoccupano meno di conquistarlo, quindi c'è meno vigore in questo disco.

La pausa musicale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982, sulla scia del successo dell'album Computer World, il gruppo dà avvio ad un nuovo progetto in studio intitolato Technopop[7], da cui viene estratto alcuni mesi dopo un singolo intitolato Tour de France, dedicato all'omonima gara ciclistica. Il progetto Technopop si interrompe tuttavia subito dopo la pubblicazione del singolo, a causa di un grave incidente in bicicletta occorso a Ralf Hütter che lo lascerà in coma per un breve periodo[7] e che gli impedirà di lavorare con il gruppo per sei mesi.

L'album vede la luce solamente quattro anni dopo, nel dicembre del 1986, con il nome di Electric Café. Il disco, primo album dei Kraftwerk ad essere registrato con la tecnologia digitale[8], non riscuote lo stesso successo degli album precedenti (in Germania raggiungerà la ventitreesima posizione[9]). L'anno successivo il percussionista Wolfgang Flür lascia il gruppo per essere sostituito da Fritz Hilpert: con la nuova formazione viene dato il via, nel 1990, alle registrazioni di un nuovo album, all'inizio delle quali anche Karl Bartos abbandonerà il gruppo[7]. L'album verrà pubblicato infine nel giugno del 1991 con il nome The Mix, una raccolta di alcuni dei successi del gruppo riregistrati con l'ausilio della tecnologia digitale. Per promuovere l'album fu intrapreso un tour durante il quale fu reclutato, per sostituire Karl Bartos, il portoghese Fernando Abrantes ed in seguito Henning Schmitz che rimarrà in pianta stabile nel gruppo.

Dopo il tour di The Mix il gruppo si prenderà una pausa musicale interrotta solamente da alcune tournée tra cui una negli Stati Uniti nel 1998.

Ritorno alle scene[modifica | modifica wikitesto]

I Kraftwerk durante il Minimum-Maximum Tour

Nel 1999 i Kraftwerk decidono di interrompere la loro pausa musicale pubblicando un singolo intitolato Expo 2000, omaggio[10] all'omonima esposizione universale tenutasi ad Hannover nel 2000. Lo stesso singolo sarà ripubblicato un anno dopo con il titolo di Expo 2000 Remix con sei nuove versioni del brano remixate dai principali DJ della scena techno di Detroit[10].

Nel 2002, dopo quattro anni di assenza, i Kraftwerk riprendono la loro attività dal vivo introducendo per la prima volta la strumentazione che viene utilizzata tuttora, costituita da computer portatili Sony VAIO[11], mentre alla fine del tour, all'inizio del 2003, il gruppo pubblicherà una ristampa del singolo Tour de France da cui sarà ricavato anche un video. Nell'estate dello stesso anno, in concomitanza con il centesimo anniversario dell'omonima corsa ciclistica, i Kraftwerk pubblicheranno un nuovo album in studio a diciassette anni dall'ultimo, Tour de France Soundtracks a cui seguirà, a partire dal febbraio del 2004, una tournée mondiale che toccherà più di ottanta città e da cui sarà ricavato Minimum-Maximum, primo album live ufficiale del gruppo pubblicato nel giugno del 2005. Nel dicembre dello stesso anno viene pubblicato inoltre il primo video ufficiale dei Kraftwerk, intitolato sempre Minimum-Maximum, contenente registrazioni delle esibizioni del gruppo durante la tournée e un'esibizione agli MTV Video Music Awards del 2003.

Per l'ottobre 2011, i Kraftwerk hanno annunciato tre concerti in 3D presso l'Alte Kongresshalle di Monaco di Baviera.

L'abbandono di Schneider[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 2005 i Kraftwerk hanno continuato a proporre esibizioni dal vivo in diverse parti d'Europa, con una pausa nel 2007, anno in cui viene pubblicato un nuovo singolo contenente un remix dei brani Aéro Dynamik e La Forme. All'inizio del 2008 il gruppo si esibisce invece per quattro date negli Stati Uniti, a cui Florian Schneider non prenderà parte per cause non chiarite[12] (in seguito Hütter dichiarerà che Schneider era impegnato in altri progetti comunque correlati al gruppo[13]), lasciando il posto al video operatore Stefan Pfaffe[12]. Lo stesso Pfaffe, a partire dal 21 novembre prende definitivamente il posto di Schneider[14], che di fatto abbandona il gruppo[14] dopo trentotto anni di militanza.

I concerti 3D e il nuovo album[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizio del 2011, sono impegnati in una serie di concerti, di cui alcuni anche al MoMA di New York, in cui i visual utilizzati fino a quel momento vengono sostituiti da nuove proiezioni in 3D. La principale novità sarà l'evento Retrospective, poi riproposto in altre occasioni, che consiste in una batteria di concerti, per otto sere consecutive, con un'esibizione al giorno totalmente dedicata ad un album alla volta. Come precedentemente successo nell'era immediatamente anteriore alla pubblicazione di The Mix, in cui, dopo la conversione in digitale degli studi della Kling Klang, vennero riarrangiati tutti i brani per fidelizzare il pubblico alle nuove sonorità che sarebbero poi arrivate a breve, anche tra il 2012 e il 2013 si hanno nuove versioni delle tracce, dato che mette gli appassionati in odore di novità. Nel giugno del 2013, infatti, Ralf Hutter annuncia che un nuovo album è in lavorazione, e vedrà probabilmente la luce l'anno successivo.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Formazione dei Kraftwerk.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Kraftwerk.
2013 in Düsseldorf

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Kraftwerk in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Kraftwerk
  3. ^ Articolo sui Kraftwerk nel sito NME.com
  4. ^ Articolo dedicato ai Kraftwerk nel sito del giornale The Guardian
  5. ^ Cesare Rizzi, Enciclopedia Rock - Anni '70 (terzo volume), Arcana Editrice, 2002, p. 300.
  6. ^ Scheda della puntata del 22 maggio 1971 programma Beat Club della WDR dall'Internet Movie Database
  7. ^ a b c Pascal Bussy. Man, Machine and Music. SAF Publishing, 1993
  8. ^ Articolo sulla strumentazione dei Kraftwerk dal sito hyperionwebs.com
  9. ^ Digitando il nome del gruppo nel motore di ricerca di questo archivio è possibile vedere le posizioni degli album dei Kraftwerk nella classifica tedesca
  10. ^ a b Intervista a Ralf Hütter pubblicata su Blow Up Magazine dell'ottobre 2003, riportata dal sito kraftwerk.technopop.com.br
  11. ^ Pagina dedicata alla strumentazione utilizzata nei concerti dal vivo dei Kraftwerk
  12. ^ a b Kraftwerk played live at USA..., dal sito kraftwerk.technopop.com.br
  13. ^ Interview: Ralf Hutter of Kraftwerk [Kraftwerk - in pictures
  14. ^ a b Sezione "News", dal sito elektrodaten.de

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Kraftwerk. Io ero un robot" di Wolfang Flür, pubblicato da ShaKe Edizioni, ISBN 978-88-88865-09-6
  • "Kraftwerk. Il suono dell'uomo-macchina. Una forma ben organizzata d'anarchia" di Gabriele Lunati, pubblicato da Nuovi Equilibri ISBN 88-7226-865-6
  • Jorge Lima Barreto, Rock & Droga. Misteri e segreti stupefacenti: una "Bibbia" rock-psichedelica, Milano, Gammalibri, 1984.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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