Ramones

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ramones (disambigua).
Ramones
I Ramones in concerto nel 1987 a San Paolo
I Ramones in concerto nel 1987 a San Paolo
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere American punk[1]
New York punk[1]
Periodo di attività 1974-1996 [1]
Etichetta Sire
Philips
Beggars Banquet
Radioactive
Chrysalis
Album pubblicati 37
Studio 14
Live 6
Raccolte 17
Sito web
Ramones Logo Greyscales.png
« Hey, Ho! Let's Go! »
(Ramones, Blitzkrieg Bop)

I Ramones furono uno dei più influenti gruppi musicali punk rock statunitensi. Formatosi a Forest Hills[2], nel Queens (New York), intorno al marzo 1974[3], il gruppo fu fra i fondatori del movimento punk rock newyorkese[4].

Tra il 1974 ed il 1996 i Ramones eseguirono 2.263 concerti[3][5][6], con una media di due concerti a settimana[6]. Nel 1996, con più di dieci album alle spalle, il gruppo si sciolse. I quattro membri originari, Joey, Dee Dee, Johnny e Tommy, morirono nei due decenni successivi[7][8][9].

I loro unici dischi d'oro sono stati la raccolta Ramones Mania[10] ed il DVD del 2004 Ramones: Raw[10][11]. L'apprezzamento per il gruppo ha avuto un rilancio intorno al 2000: a partire da quel momento gli album della band compaiono regolarmente nelle liste dei "migliori di tutti i tempi" in molte riviste musicali autorevoli, come Rolling Stone, che nel 2003 ha posto la band al 26º posto nella sua classifica dei 100 migliori artisti musicali di sempre[12] o Mojo[13]. Nel 2002 la rivista Spin Magazine ha descritto i Ramones come la seconda più grande band rock and roll della storia, dopo i Beatles[14][15][16]. Il 18 marzo[3][8] 2002 i Ramones entrarono nella Rock and Roll Hall of Fame[3][17].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini (1972 - 1974)[modifica | modifica wikitesto]

I Ramones nel 1976.

Pur facendo parte a pieno titolo della scena punk, i Ramones iniziano la loro attività un paio di anni prima, precorrendo tutti gli altri gruppi storici, Sex Pistols e Clash sopra tutti.

I componenti della prima formazione avevano già compiuto le loro classiche esperienze musicali giovanili: Joey Ramone (Jeffrey Ross Hyman) si diletta alla batteria, ma canta in un gruppo di nome Sniper[18][19] che prova nello scantinato della galleria d'arte della madre di Joey, in Queens Boulevard[20]; Johnny Ramone (John Cummings) suona il basso con i Tangerine Puppets,[21][22][23][24] insieme al chitarrista Tommy Ramone (Tamás Erdélyi);[21][22][23] Dee Dee Ramone (Douglas Glenn Colvin) ha già avuto le proprie esperienze, definite da lui stesso 'brutte'[25], con altri gruppi.

Dee Dee si ricordava di un giorno in cui andò a vedere Joey con gli Snipers in un concerto a Manhattan dove c'erano anche i Suicide.[26]

« Fu una serata strana. Fecero una cover di 'Let's Spend The Night Together' dei Rolling Stones. All'epoca Joey si faceva chiamare Jeff Starship. Scusatemi se per caso mi sbaglio. Forse era Jeffry Starman... Bah, è passato tanto tempo! Ad ogni modo era vestito con dei pantaloni rosa, un top argento di lamé, degli stivali a zatterone comprati da Granny e cantava nel microfono come se non avesse fatto altro per tutta la vita. Fu una cosa abbastanza impressionante.[25] »
(Dee Dee Ramone)

Tommy suona poi con i Butch[25], con Jeff Salem alla voce e Monte Melnick, che anni dopo diventerà il tour manager dei Ramones[27], al basso; con loro suona anche Harry, il batterista dei Dorian Zero. Melnick entrerà successivamente nei Thirty Days Out[27], gruppo country con cui registrerà due album nei primi anni settanta. Lo scioglimento dei Thirty Days Out porta Melnick a diventare socio di Tommy, che gestisce una sala prove sulla 20ª Strada, il Performance's Studio, vicino al Max's Kansas City[27]. Dopo lo scioglimento dei Tangerine Puppets[28], Johnny e Tommy restano sempre in contatto e Tommy si meraviglia continuamente del fatto che il suo amico non faccia parte di alcuna rock band, dato il suo carisma e la sua forte personalità. Poco dopo Tommy si compiacerà di ricevere una telefonata in cui Johnny lo avvisa dell'acquisto di una chitarra Mosrite blu per lui[21] e di un basso Dan Electro per Dee Dee[27][28], che nel frattempo ha conosciuto il futuro chitarrista del gruppo. E fissarono un appuntamento per formare una band[29]. Joey venne chiamato grazie a Dee Dee, il quale dopo averlo visto in concerto era rimasto affascinato dal suo stile[29].

Si incontrano a casa di Johnny, con Dee Dee, Tommy, Joey ed un altro ragazzo, Richie Stern, seconda chitarra, che presto abbandonò la scena perché non riusciva a stare al passo con gli altri[18], ma che fu da allora conosciuto come Ritchie Ramone[18][28]. Il 30 marzo del 1974 i Ramones ottengono il loro primo ingaggio al Performance's Studio[1][3][4][30], grazie a Tommy e Monte Melnick. Spediscono loro stessi i volantini pubblicitari[30]; formazione su indicazione di Tommy[29]: Johnny alla chitarra, Joey alla batteria e Dee Dee al basso ed alla voce; biglietto: due dollari; spettatori: una trentina circa[30], nonostante adesso decine e decine di persone più o meno famose sostengano di essere stati presenti all'evento[28]. Al secondo concerto non andò nessuno[28].

Monte Melnick è abbastanza arrabbiato per il risultato molto scarso ottenuto, ma acconsente comunque al proseguimento delle prove. Intanto il gruppo suona anche le canzoni scritte da Joey molto tempo prima, come Here Today, Gone Tomorrow e I Don't Care; secondo Dee Dee Ramone, divenne lui il cantante "perché conosceva le parole". Ma la versione di Tommy è un'altra ed è collegata al fatto che Dee Dee non riusciva a cantare ed a suonare contemporaneamente[29] e che diventava rauco dopo poche canzoni[28]. Con Joey alla voce, manca solo il batterista. Ci furono mesi di inutili audizioni infruttuose perché si presentarono solo ragazzi che sapevano suonare la batteria con uno stile heavy metal che non era quello che Joey, Dee Dee e Johnny stavano cercando[31][32]. Un giorno non venne nessuno[29] e così gli altri membri della band chiesero a Tommy di provare[29] a suonare con la batteria. Tommy si convinse così a diventare il percussionista del gruppo, lasciando il ruolo di primo manager del gruppo[31], inventando[31] il suo stile di batteria del 4/4[33], dettando così il ritmo delle canzoni che Joey e Dee Dee stanno scrivendo. È sempre stato Tommy a capire che Joey sarebbe stato meglio come prima voce[29][31]. La prima canzone è stata Judy Is a Punk, scritta presso lo scantinato della galleria d'arte della madre di Joey, in Queens Boulevard, dove la band inizialmente provava[20][29].

La nascita dei Ramones (1974 - 1976)[modifica | modifica wikitesto]

Il club CBGB dove i Ramones iniziarono la loro carriera musicale

Il gruppo iniziò a farsi conoscere come The Ramones ed ogni componente scelse Ramone come cognome d'arte per dare maggior compattezza, come veri fratelli senza esserlo. È quasi certo che l'idea sia stata di Dee Dee, che si ispirò allo pseudonimo usato da Paul McCartney durante la prima tournée in Scozia, Paul Ramone[24][31][34][35], anche se alcune fonti affermano che si facesse chiamare Paul Ramon[36][37]). L'identità del gruppo era rafforzata dal look, identico per tutti: giubbotti di pelle nera, jeans stracciati, t-shirt e scarpe da ginnastica.

Generalmente, chi è alle prime armi inizia arrischiando reinterpretazioni di gruppi già famosi. Ma le capacità tecniche dei Ramones erano talmente limitate da rendere impercorribile questa strada[29][38]. Suonarono dunque, sin dall'inizio, brani scritti da loro stessi ed adatti ai loro limiti, con testi spesso autobiografici, oppure ironici, divertenti e privi di significati politici.

Il concerto successivo alla disastrosa prova al Performance's Studio si tenne il 16 agosto 1974[39][40][41][42] al CBGB's-OMFUG (Country Blue-Grass Blues - Other Music For Umplifiting Gourmandizers)[31], più o meno Altra musica per aspiranti ghiottoni[43]), un locale al 315 di Bowery Street a Manhattan, inaugurato nel dicembre 1973[43] e che diventò in breve la mecca per tutti i gruppi emergenti di New York, assieme al Max's Kansas City. La prima serata al CBGB's dei Ramones fu organizzata da Tommy, alla batteria da poche settimane; suonarono anche i Blondie (all'epoca si chiamavano ancora Angel and the Snake), e i Savage Voodoo Nuns. Il gruppo non si sentiva pronto, ma lo show andò bene.

« Era un posto semi abbandonato (...) Era una fogna (...) Il posto si riempì di travestiti che erano entrati al CBGB's dopo essere stati al Bowery Lane Theater. Furono grandi con noi, supportandoci durante tutto lo show e rendendo la cosa molto cabarettistica. Il pubblico strillava e fischiava ad ogni canzone (...) Quando salimmo sul palco, io attaccai il basso e diedi un'occhiata intorno. Sul muro, vicino al palco, c'era un enorme poster di Marlene Dietrich (...) Suonammo per quindici minuti e fu un successo. Cercavamo di suonare le canzoni una attaccata all'altra. Dopo ogni canzone, qualcuno gridava «Take it!» ed io contavo uno, due, tre, quattro ed attaccavamo subito un altro pezzo. Alla fine del concerto io lanciai per aria il mio Danelectro facendolo rimbalzare per terra un po' di volte finché non si ruppe. Pensavo che fosse l'ultima moda glamour.[44] »
(Dee Dee Ramone)

Legs McNeil, il futuro co-fondatore della rivista Punk (nel 1976), era presente al concerto e descrisse così il loro show[29]:

« "Indossavano tutti queste giacche di pelle nere. Sembrava che fossero entrate le SS[29]. Dee Dee iniziò a contare 1-2-3-4... e fummo tutti colpiti da questo muro di suono. Questi ragazzi non erano hippy. Questo era qualcosa di completamente nuovo."[45] »
(Legs McNeil)

Il locale poteva contenere al massimo un centinaio di persone, ma quella sera non erano più di una decina. Il gruppo tornò al CBGB's anche più di una volta alla settimana, fino alla fine dell'anno. Dallo scarso pubblico, inizialmente composto più o meno dal barista, dal suo cane e da qualche avventore[46], si passò al 'tutto esaurito', con la presenza tra il pubblico di personaggi del calibro di Andy Warhol[44][46] e menzioni ammirate di star già affermate come Lou Reed[44]. Ma le esibizioni continuarono ad essere sempre brevissime: la band, dopo aver esaurito i pezzi a disposizione, ricominciava dall'inizio una, due, tre volte. Capitava che si fermassero a discutere e litigare tra loro[39] e dopo il «One, two, three, four» di Dee Dee che ognuno iniziasse un pezzo diverso[29][31][39][44].

La fama dei Ramones continuò a crescere ed arrivò il momento di suonare fuori dal CBGB's. Il battesimo del fuoco avvenne al Palace Theatre di Waterbury, nel Connecticut[29][47], come spalla non prevista di Johnny Winter[29]. Il pubblico non conosceva i Ramones, e soprattutto non conosceva il loro tipo di musica.

« "Noi pensavamo di non trovare problemi. Pensavamo a quanta gente ci poteva ascoltare e che diranno wow, come sono bravi, come siamo fortunati a vedere questa band. Beh, non è andata così. Siamo stati fortunati perché non c'erano pause fra una canzone e l'altra. Quando ci stavamo togliendo le giacche prima di suonare I Wanna Be Your Boyfriend ci fu un lento crescendo di Boooooo, seguito da un lancio di bottiglie. Tutti ci urlavano "Scendete dal palco!"."[29] »
(Tommy Ramone)

Quello fu il primo di una serie di concerti difficili e terribili, con un pubblico ostile. Ma dal settembre 1975 in poi, alcune testate autorevoli come Rolling Stone[29][48] ed il Village Voice[29] si accorsero di loro, e iniziò l'uscita di recensioni positive anche da parte di chi li aveva snobbati[49]. I Ramones iniziarono a farsi un nome.

Nel settembre del 1975 i demo di Judy Is A Punk e di I Wanna Be Your Boyfriend furono incisi ai 914 Studios[48][49], in compagnia di Marty Thau, futuro manager dei New York Dolls e fondatore dell'etichetta discografica Red Star, per cui registrarono anche i Suicide. Thau sapeva che il quartetto era già stato visionato dalla Sire Records e prese contatto con Craig Leon[48]. A Leon le incisioni piacquero, e le fece immediatamente ascoltare anche a Seymour Stein: i possibili dubbi sulle capacità del gruppo svaporarono in cinque minuti[29][48][49]. La decisione di incidere il primo album era presa: i Ramones firmarono il contratto con la Sire Records, di Seymour Stein e Richard Gottehrer. Seymour però non era contento che nella canzone Today Your Love, Tomorrow The World ci fosse la frase "I'm a nazy baby"[50]. Chiese alla band di cambiare il passaggio ma i Ramones rifiutarono perché non volevano compromettersi[29]. Neanche Stein insistette molto, perché considerava la Sire Records come una etichetta discografica che non imponeva restrizioni[50]. Il 2 febbraio del 1976[51] s'iniziò quindi la registrazione di Ramones

La trilogia dei Fast Four (1976 - 1978)[modifica | modifica wikitesto]

Le registrazioni di Ramones furono concluse il 19 febbraio del 1976[51] con un budget di soli 6.000 $[1][3][4][50].Presentato nel mese di aprile dello stesso anno e pubblicato il 23[52], nel corso della prima settimana vendette più di cinquemila copie[53][54], raggiungendo la posizione numero 111 nella US Album Chart[1][4][55]. Comprendeva già molti dei loro pezzi forti, come Blitzkrieg Bop, Beat on the Brat e Judy is a Punk.

L'album fece la gioia dei formalisti; il mixaggio era semplice, ma indovinato: un ritmo di batteria minimale (su ambedue i canali) forniva la struttura di base per i testi, cantati mangiando le parole (al centro); il basso scandiva sia la melodia, sia le impercettibili variazioni del ritmo (a sinistra) ed il suono della chitarra (a destra) non era altro che una distorta trama ritmica[54].

Marc Bell, batterista dei Voidoids, descrisse così l'album in un'intervista[29][56], dopo che lo aveva sentito per la prima volta:

« Non ho mai sentito nulla di simile prima d'ora nella mia vita. Era così potente che ad un certo punto ho pensato: cazzo, vorrei stare in questa band. »
(Marc Bell)

Dice il critico musicale Jon Savage:

« Al momento della sua pubblicazione, nell'aprile del 1976, il primo album dei Ramones fu strabiliante. Rimane uno dei pochi dischi che abbiano cambiato irreversibilmente il pop, ma tutti i primi tre album del gruppo sono determinanti. Dopo di che c'è l'immortalità.[54] »

Le recensioni sono molto buone, ma a parte l'impatto iniziale, le vendite non risultarono proprio clamorose e a causa della reputazione della band molti promoter erano ancora riluttanti ad organizzare concerti per loro. L'impatto fu molto più grande in Inghilterra, dove l'album raggiunse il numero uno delle classifiche di vendita dei dischi di importazione[54], anche grazie ai passaggi regolari sullo show serale di Radio 1 di John Peel[54]. Un critico inglese li saluta come «i salvatori del rock 'n' roll»[54].

L'album successivo, Leave Home, fu pronto in pochissimo tempo[57], e venne pubblicato nel gennaio del 1977[57]. Ma si rivelò un grande album nelle intenzioni, meno nella sostanza; pur contenendo alcuni dei migliori pezzi mai scritti dal gruppo, risultò piuttosto carente in fase di produzione, colpa forse anche di Tommy Bongiovi (un cugino di Jon Bon Jovi[58]), il nuovo produttore, che poco aveva a che spartire con quel suono così granitico. A testimonianza dell'estrema validità del materiale, è bene ricordare che quando il gruppo propose dal vivo i pezzi contenuti in Leave Home, il risultato fu grandioso[59].

I Ramones si ritagliarono uno spazio molto importante nella scena del periodo, il che li costrinse a darsi una veste più professionale, cercando di ridurre al minimo tutti gli screzi fra i membri; i tour si fecero sempre più intensi e frenetici ed aumentò il tempo passato in viaggio da un posto all'altro, «sempre in furgone», come ha ricordato Eddie Vedder dei Pearl Jam in occasione del discorso di investitura per l'ingresso dei Ramones nella Rock and Roll Hall of Fame[60]. Il 21 agosto del 1977[61] iniziarono le registrazioni del terzo album, Rocket to Russia, che completò la cosiddetta 'trilogia dei Ramones'. Il terzo album è considerato quello più riuscito dal punto di vista tecnico: un vinile che consentì al gruppo di entrare nella Top-50 degli Stati Uniti[3].

L'abbandono di Tommy, Road to Ruin, End of the Century (1978 - 1981)[modifica | modifica wikitesto]

I Ramones ad Oslo nel 1981

La fama dei Ramones cominciò a crescere notevolmente oltreoceano, soprattutto in Inghilterra[29][62], grazie ad una serie di concerti effettuati a partire dal 4 luglio 1976[3][29][62] (i quali saranno fonte d'ispirazione per vari gruppi punk inglesi, come i Clash[3][29][62][63], i Sex Pistols[3][29][62][63], i Damned[29][62], i Buzzcocks[3] ed i Pretenders[62]).

Joe Strummer in un'intervista[29] ha descritto così i loro concerti:

« Era come un'ondata di calore, un bombardamento costante di canzoni. Non riuscivi ad accendere una sigaretta tra la fine di un brano e l'inizio di un altro. Era incredibile. »
(Joe Strummer)

Dopo l'ultima esibizione inglese al Rainbow Theatre di Londra il 31 dicembre[3] 1977 che portò alla registrazione dell'album live It's Alive[3], il gruppo inaugurò il 1978 con un grande concerto a casa loro, al Palladium di New York. La maggior parte della critica era ormai convinta, ma c'era ancora qualcuno che sembrava non farsi impressionare troppo; una recensione sul 'New York Time' definì i Ramones "uno scherzo di cui la gente si stancherà molto presto"[64].

Non vi è alcun dubbio sul fatto che i concerti dal vivo giochino un ruolo determinante per la fama della band. Ma gli ingaggi rimasero ancora troppo bassi e la maggior parte dei guadagni dovette essere reinvestita in nuove attrezzature. Il 'salario' pro capite ammontava a circa centoventicinque dollari alla settimana, ma la tossicodipendenza di Dee Dee ne costava cento al giorno[64][65]. In questo periodo cominciò a crescere anche l'invidia[29] più o meno palese nei confronti dei Sex Pistols, i quali sembravano riscuotere maggior successo, vendendo più dischi e guadagnando molto di più dei Ramones.

Joey disse[29]:

« Ci sembrava con i Sex Pistols di diventare come i Beatles ed i Rolling Stone degli anni sessanta. »
(Joey Ramone)

Ma di lì a poco i Pistols si scioglieranno.

I concerti dal vivo rappresentavano una tappa fondamentale nella storia del gruppo, ma andare in tournée era molto faticoso[65] e Tommy iniziava a sopportare di mal grado questa situazione soprattutto perché non veniva considerato un vero Ramone[29].

Tommy aveva uno stile di vita troppo distante dagli altri membri della band[29]: era una persona molto più tranquilla. Lui stesso si vedeva da una parte come un passeggero dentro il furgone con cui giravano il mondo, non considerato e schernito, invece dall'altra si vedeva con grandi prospettive per un'attività di produttore musicale, attività che gli è sempre interessata e piaciuta.

Dee Dee disse relativamente al suo stile di vita[29]:

« Era fantastico per un ragazzo di ventun'anni andare al supermercato a comprarsi delle patate e gli ingredienti per farsi un hamburger per cena quando io ad esempio passavo il tempo a mangiare patatine fritte e droga. »
(Dee Dee Ramone)

Dopo aver registrato It's Alive e definito il mixaggio, Tommy decise di dedicarsi unicamente al ruolo di co-produttore, abbandonando la batteria il 4 maggio 1978[66]. Venne sostituito da Marky Ramone (Marc Bell), chiamato nella band da Johnny[29] perché lo conosceva già e per lui era un batterista eccellente[65]. A proposito dell'abbandono di Tommy, Dee Dee disse:

« Tommy non era il tipo da sopportare la vita da rock star e così un giorno se ne andò. Mi recai alle prove a New York e Marc Bell era già lì: Johnny gli aveva chiesto di unirsi alla band. Non saremmo mai riusciti a ripetere quel sound classico che avevamo con Tommy, ma con Marc nella band avevamo acquistato un musicista davvero duro. Marc era stato il mio compagno di bevute prima di unirsi ai Ramones e mi piaceva fare baldoria con lui. Iniziammo ad uscire insieme rovinandoci a vicenda (...) Questo ai Ramones non piaceva molto e Marc se ne accorse. All'epoca i Ramones avevano questa politica anti-alcolici alla quale né io né Marc ci saremmo mai adeguati.[64] »

In pochissimo tempo Marky fu pronto e le registrazioni di Road to Ruin iniziarono poco dopo, con Tommy nel ruolo di produttore[29]. L'intenzione della band era quella di fare un album che riuscisse ad ottenere un buon successo commerciale[29].

Road to Ruin presentò inaspettate aperture acustiche ed una reinterpretazione di Needles and Pins, canzone scritta da Sonny Bono e Jack Nitzsche per i Searchers. I commenti della critica sono però discordanti. Scott Isler, su 'Trouser Press' parla di «disco blasfemo, che segna la caduta dei Ramones»[64], mentre Robert Christgau del 'Village Voice' lo definisce «opera della maturità»[64]. Il pubblico accolse discretamente l'album, le cui prime mille copie erano su vinile giallo[64].

Tommy di quest'album disse[29] che se non fosse riuscito ad ottenere un buon successo, i Ramones non sarebbero mai riusciti a vendere. La casa discografica però faticava a venderlo[29] e non riuscì ad ottenere il successo sperato.

L'album End of the Century uscì nel gennaio del 1980 ed ancora oggi è forse l'album più controverso della band e quello più odiato dai fan. Le chitarre taglienti c'erano ancora; Phil Spector, il nuovo produttore, le "lucidò" un po' di più scontrandosi con il suo Wall of Sound[67] e diede loro una nuova musicalità per poter ottenere un maggior successo commerciale[29][31][68][69]. La rivista 'Time' lo decretò miglior disco dell'anno[70][71][72] ed End of the Century divenne l'album più venduto per il quartetto di New York[3], raggiungendo la posizione numero 44[3] nelle classifiche statunitensi.

Per Johnny fu un incubo l'intro iniziale di chitarra di Rock 'n' Roll High School: Phil Spector glielo fece rifare molte volte non ritenendolo adeguato[29][73], nell'ordine di 50-60 volte. Johnny fu più volte sul punto di abbandonare la sala di registrazione[29] ma alla fine decise di rimanere e di completare l'album.

End of the Century rappresenta la tipica musica pop punk che Joey ha sempre amato[29]. Johnny non era invece soddisfatto dell'album: per lui il suono della band doveva rimanere il più possibile simile e fedele a quello del primo album della band, Ramones[29]. Di quest'album disse:

« Il disco aveva una produzione strana per un gruppo come il nostro, ma Phil non ha mai provato a cambiarci. Ha prodotto le nostre canzoni alla sua maniera, ma non avremmo dovuto fare Baby I Love You.[72] »

Ma i cambiamenti in questo periodo non furono solo musicali. I rapporti fra i componenti si fecero piuttosto tesi, a causa soprattutto della forte personalità di Johnny che cercò fin dall'inizio di colmare il vuoto lasciato da Tommy[29][74].

Dee Dee di questo disse[29][74]:

« Cercava di ottenere dei vantaggi personali da una situazione unica nella vita. Ma comunque l'ho sempre rispettato, ha fatto molti sacrifici per la band, cercando di portare ordine e disciplina. »
(Dee Dee Ramone)

Pleasant Dreams, Too Tough to Die (1981 - 1984)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo End of the Century i Ramones entrarono in una sorta di crisi di identità. I tempi erano cambiati: si cominciò ad assistere ad un continuo cambio generazionale delle punk-band storiche, solo i Clash erano sulla cresta dell'onda grazie ad un album come London Calling, mentre cresceva una folta schiera di gruppi new wave. La crisi dei Ramones proseguì anche nel corso del 1981, anno in cui fu pubblicato l'ennesimo album, Pleasant Dreams, un lavoro molto incerto anche per via di una produzione sbagliata[29]. Secondo la critica, mancava completamente un filo conduttore e quella potente melodia che li caratterizzava fino ad End of the Century[75][76][77]. Nessun brano riesce ad uscire dalla mediocrità. Le reazioni della stampa furono pessime ed il gruppo ne risentì tantissimo. Johnny rimase molto colpito, ma quello che lo preoccupava maggiormente era la direzione in cui stava andando la band, con il rischio di perdere il rispetto dei fans e di parte della critica così faticosamente conquistato[77][78]. Le tensioni fra i membri della band aumentano, soprattutto fra Joey e Johnny, le quali culminarono nella canzone The KKK Took My Baby Away.

Il KKK si riferisce all'orientamento politico di Johnny, noto repubblicano (l'opposto di Joey), che lo portò a dare una connotazione autoritaria, quasi militare alla band[29].

Johnny all'inizio tradiva la sua ragazza di allora per vedere Linda[29], l'ex ragazza di Joey. Quando voleva vedere una delle ragazze, era solito scusarsi con il fatto che doveva visitare suo zio a Philadelphia[29]. Johnny alla fine sposò Linda, e di conseguenza le sue relazioni con Joey divennero molto tese, arrivando ad una totale incomunicabilità[24][29][31].

La produzione del disco successivo venne affidata a Richie Cordell ed a Glen Kolotkin; nel 1983 uscì Subterranean Jungle, che mostrò un piccolo passo nella direzione giusta[79].

Ma a causa dei suoi abusi alcolici, che avevano portato la band a saltare un concerto[29][80], Marky fu allontanato[29][31][80][81] ed al suo posto arrivò Richie Ramone (Richard Reinhardt)[80].

Richie Ramone, sulle audizioni per entrare nella band disse[29]:

« Ho suonato tutto al doppio della velocità. Siamo arrivati al punto che un set di un'ora e 15 minuti diventava di 56 minuti. Eravamo dei lampi. »
(Richie Ramone)

Mentre il gruppo era impegnato nell'inserimento del nuovo batterista, nell'agosto del 1983 durante una lite[80][82] con Seth Macklin della band Sub Zero Construction, Johnny fu colpito da un calcio alla testa e ricoverato in ospedale, dove subì un delicato intervento chirurgico. Il gruppo fu costretto a fermarsi. Il chitarrista tornò solo qualche mese più tardi con il cranio completamente rasato e per diverso tempo portò un cappellino da baseball[77][80].

Questo incidente ricompattò i Ramones, che iniziarono anche a portare le rispettive compagne in tour, con non pochi problemi. La ritrovata fiducia ed una nuova ventata di creatività riportarono nuovamente i membri del gruppo in sala d'incisione, dove ritrovarono Ed Stasium e Tamás Erdélyi (Tommy Ramone) alla produzione. Nel 1984[3][83][84][85][86][87][88][89] uscì Too Tough to Die, il quale è considerato come[90]:

« "L'ultimo grande album che avrebbero dovuto fare."[90] »

Per la prima volta, dai testi traspare anche un certo impegno politico che denota una crescita fino a quel momento tenuta ai margini della loro musica. Jim Faber del 'New York Daily News' definisce Too Tough to Die come il disco dei Ramones più ricco di emozioni dai tempi di Road to Ruin, ed uno dei dischi più belli dell'anno[77][84].

Il nome dell'album e dell'omonima canzone (Troppo duro per morire) deriva dall'incidente occorso a Johnny, che mise in serio pericolo la sua vita.

Animal Boy, Halfway to Sanity (1984 - 1988)[modifica | modifica wikitesto]

Joey Ramone e Dee Dee Ramone in concerto a Seattle nel 1983

L'album Animal Boy uscì nel 1986 e ricevette grandi riconoscimenti; vinse il premio "New York Music Award"[91] come miglior album e come miglior singolo, con la canzone My Brain Is Hanging Upside Down (Bonzo Goes to Bitburg); il singolo Something To Believe In, sfiorò l'Oscar come miglior video clip[91], superato solo da Sledgehammer di Peter Gabriel. Il videoclip inizia con un certo Ken Senomar (Ramones letto al contrario) che spiega che cos'è il Ramones Aid; in pratica, si trattò di una presa in giro di Hands Across America[92], grande evento caritatevole dell'epoca, del quale tutti i più grandi artisti erano desiderosi di far parte; nel video è possibile vedere i Ramones che cantano tenendosi per mano ai loro amici, tra i quali B-52's, Afrika Bambaataa, Cheap Trick, Ted Nugent, Sparkes, X e Circle Jerks.

Sulle colonne del "New York Times", Jon Pareles accoglie con favore Animal Boy[91]. Disse Joey:

« Eravamo finalmente fuori dal tunnel. Abbiamo toccato il fondo nel 1983/84 e stavo pensando di smettere, o al massimo di fare un album come solista.[91] »

Dai tempi dei It's Alive, questo è l'album che secondo molti esperti è meritevole di maggior attenzione, anche se non sono mancate le critiche, come quella di Robert Christgau sul "Village Voice"[91].

My Brain Is Hanging Upside Down (Bonzo Goes to Bitburg) doveva originariamente essere intitolata Bonzo Goes to Bitburg nella release americana, ma il chitarrista Johnny Ramone, repubblicano, insistette perché My Brain Is Hanging Upside Down fosse il titolo principale e che il termine Bonzo Goes to Bitburg che ricollegava al presidente Ronald Reagan ed a una sua discussa visita ad un cimitero di soldati tedeschi a Bitburg, nell'ovest della Germania, fosse scritto fra parentesi[93][94][95].

Per promuovere Animal Boy prese il via un altro tour, che si rivelò tra i migliori della carriera del quartetto di New York[96]. Non venne a mancare però il tempo per scrivere nuovo materiale, che confluì di lì a poco nell'ennesimo album. Nel settembre del 1987 uscì Halfway to Sanity, contenente canzoni che gli stessi Ramones giudicarono eccellenti[96]. Secondo Joey si tratta del loro miglior disco di sempre[97]; per Johnny invece è inferiore solo a Rocket to Russia[96][97].

Anche se per la maggior parte della critica le cose stavano diversamente[96]; l'album viene ritenuto qualitativamente inferiore ad Animal Boy, superbo solo in qualche episodio, come I Wanna Live e Bop `Til You Drop. Mancano comunque canzoni-faro come nell'album precedente. Per la prima volta il gruppo si trovò in compagnia del giovane produttore Daniel Rey, reclutato per l'occasione da Johnny per poter risparmiare sulle spese.

Daniel Rey è un altro prodotto del mondo-Ramones. In un'intervista[29][98] dichiara che all'età di quattordici anni un suo amico gli portò una serie di dischi nuovi, tra cui Uriah Heep, Head East, Dictators e Ramones; dopo aver notato la copertina del primo album dei Ramones ascoltò il disco e rimase sorpreso: nessun assolo ed una elevata velocità d'esecuzione, come i New York Dolls. Il giovane Daniel ascoltò anche gli altri dischi, ma dopo un po' non fu in grado di ascoltare nient'altro: tutto ad un tratto la sua collezione di dischi era diventata obsoleta[29][98]. Daniel Rey, oltre a fare il produttore, è già stato anche co-autore di numerose canzoni, lavorando soprattutto in coppia con Dee Dee.

Poco prima dell'uscita dell'LP Halfway to Sanity, Richie lasciò il gruppo poiché non era considerato membro della band a tutti gli effetti, dal momento che non riceveva soldi per la vendita del merchandise[29]. In tutta fretta venne chiamato a sostituirlo Elvis Ramone (Clem Burke), già batterista dei Blondie. Il suo stile però non riuscì a stare dietro alla velocità del gruppo[29][99] e così rimase solo per due concerti, alla fine del mese di agosto del 1987[99]. Il suo posto fu preso un'altra volta da Marky Ramone (Marc Bell), richiamato da Johnny Ramone dopo un periodo di disintossicazione dall'alcool[99]. Era tornato più in forma che mai e continuò a suonare nella band fino allo scioglimento.

Ramones Mania, Brain Drain, l'abbandono di Dee Dee (1988 - 1990)[modifica | modifica wikitesto]

Joey Ramone in concerto con la band a Porto Alegre nel 1991

Nel 1988 uscì la raccolta ufficiale Ramones Mania, segno inequivocabile di una discreta notorietà a livello mondiale; i Ramones non potevano più essere considerati alla stregua di un gruppo punk «che non andrà oltre il primo LP»[100][101].

Nello stesso periodo si manifestò ancora più intensamente la sbandata di Dee Dee per il rap; i fans temevano che uno dei fondatori potesse uscire dal gruppo; la critica non accolse con favore gli "esperimenti" di Dee Dee[101] e Joey si affrettò a dire che, nonostante le sue digressioni musicali, il bassista fosse impegnatissimo nella composizione delle canzoni per l'LP successivo.

Nel 1989 i Ramones pubblicarono Brain Drain, prodotto da Bill Laswell, noto per aver lavorato con P.I.L., Motörhead e Iggy Pop. L'album uscì in concomitanza con il tour italiano e con la versione italiana del film basato sul romanzo Pet Sematary di Stephen King Cimitero vivente. Dee Dee e Daniel Rey scrissero la canzone trainante del film, l'omonima Pet Sematary, come omaggio allo stile di King, spesso «musicale» secondo il bassista. Lo stesso Daniel Rey era il chitarrista che eseguì il riff di chitarra che caratterizza l'intro del pezzo e che si ripete durante il brano[102]. Secondo il noto DJ newyorkese Howard Stein, grandissimo fan dei Ramones, Pet Sematary risulta essere addirittura fenomenale, la «miglior canzone dell'anno»[101][103].

Ma alla fine del tour di Brain Drain, nel luglio del 1989[104], una sciagura si abbatté sul gruppo: Dee Dee decise di abbandonare i Ramones e di iniziare una nuova carriera rap senza di loro, adottando il nome di Dee Dee King[105]. Dee Dee uscì dal gruppo, ma non dalla sfera dei Ramones, dato che in seguito continuò a scrivere canzoni per loro.

L'uscita di scena dello storico bassista colse un po' tutti di sorpresa. Johnny vide l'uscita di Dee Dee come una cosa ormai certa da molto: Dee Dee aveva lasciato la moglie Vera da un mese e questo poteva essere una delle cause[106]. Disse:

« Un momento di grande instabilità mentale, ma non ho mai pensato che avrebbe smesso. Pensate che l'abbia fatto per la carriera da solista? Non mi sembra che abbia ricevuto grossi benefici, o sbaglio?[101] »

Relativamente all'uscita di scena di Dee Dee, anche Joey dice la sua:

« Andava ogni giorno dallo psicanalista, poi smise il programma di recupero e smise di prendere le medicine. Pensava che gli altri fossero pazzi e non ascoltava più nessuno, perché pensava che gli altri fossero dei nemici che cercavano di fargli del male[101] »

Cause a parte, restava sempre un problema di grande importanza: sostituire uno dei pilastri portanti. Dopo numerose audizioni, la scelta cadde su C.J. Ramone (Christopher Joseph Ward). Si trattava di un vero e proprio pezzo mancante di un puzzle, un giovane Dee Dee[29][31] che se non trovato avrebbe rischiato di mettere a rischio la sopravvivenza musicale dei tre punk-rocker rimasti[29][107]. C.J. era nei marines[108][109] e venne chiamato da un amico di un amico di un amico che suonava in una band con il fratello di Johnny Ramone. Venne informato sul fatto che i Ramones stavano facendo delle audizioni alla ricerca di un bassista. Questo amico gli disse di andare a provare. C.J. rispose che non suonava il basso da due anni[110] ma alla fine si convinse a togliere la polvere dal suo basso e ad andare Manhattan alla 25ª strada a provare in studio. Presso lo studio suonò alla presenza degli altri membri dei Ramones I Wanna Be Sedated ed altre canzoni e quelli gli fecero alcune domande. Qualche giorno dopo venne chiamato da Marky Ramone che gli disse d'imparare qualche altra canzone e di tornare a provare in studio. Quando tornò nello studio suonò altre canzoni alla velocità dei concerti live e venne presentato ad altre persone (tra cui Arturo Vega, il creatore del logo della band[29]) per vedere cosa ne pensavano. Da questo momento però C.J. per il corpo dei marines diventò un disertore[109][110] perché non poteva lasciare il servizio militare senza darne comunicazione ai suoi superiori. Venne così arrestato e dovette trascorrere vari giorni in prigione. Durante una di queste giornate ricevette una telefonata da Johnny Ramone, il quale gli chiese in quanto tempo avrebbe risolto la faccenda. C.J. rispose che avrebbe risolto il tutto in uno o due mesi. Johnny gli disse di "prendersi il suo tempo" e di non cacciarsi più nei guai perché adesso aveva un lavoro[31][111].

Nell'autunno del 1990 Dee Dee venne arrestato assieme ad altre venticinque persone durante una retata al Washington Square Park (al Greenwich Village di New York), mentre stava comprando una piccola dose di droga[95][101][112]; il New York Post pubblicò una foto dove Dee Dee appariva coperto di tatuaggi[112]. Due settimane dopo, venne pubblicato un altro articolo sul New York Post: quella volta Dee Dee fu sorpreso in un bagno di un night club e fu cacciato fuori[113]. Dopo questi avvenimenti, Joey dichiarò al Boston Phoenix che avrebbe augurato a Dee Dee tutto il bene possibile, ma nessuno lo avrebbe mai più voluto nella band[101][113].

Mondo Bizarro, Acid Eaters (1990 - 1993)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 uscì il video Lifestyles of the Ramones, che comprendeva tutti i loro video, compresa la versione integrale di Psycotherapy, ed un'intervista curata da George Seminara alla band[114]. Successivamente, uscirono anche le raccolte All the Stuff (And More!) Volume 1 e Volume 2, che raccoglievano i primi quattro LP della band, oltre ad alcune demo e brani live.

La popolarità del gruppo tra i fans era rimasta intatta e molti gruppi, vecchi e nuovi, iniziarono a tributare loro manifestazioni di stima: i Soundgarden chiesero a Johnny di presentarli in una memorabile serata al Madison Square Garden di New York con i Guns N' Roses[115]; i Motörhead dedicarono[116][117] addirittura ai Ramones una canzone, R.A.M.O.N.E.S..

Nel corso del 1991 fu pubblicato anche il primo dei tantissimi tributi ai Ramones, Gabba Gabba Hey. Sempre nel 1991 uscì il secondo album dal vivo, Loco Live, registrato durante il tour europeo. Come omaggio a Sergio Leone, ad Ennio Morricone ed agli spaghetti-western in generale, il concerto iniziò con Ecstasy of Gold, colonna sonora del film Il buono, il brutto, il cattivo.

Il live fu pubblicato in una doppia versione, sia per quanto riguarda la veste grafica, sia per quanto riguarda il contenuto; il secondo album dal vivo è anche l'ultimo disco registrato per la Sire; gli LP successivi vennero incisi per la Radioactive Records, che già nel 1992 pubblicò il nuovo album Mondo Bizarro, il primo in studio senza Dee Dee. Da rilevare che C.J. si dilettò anche come cantante in Main Man e Strength to Endure, composte da Dee Dee e da Daniel Rey, i quali scrissero anche quella che è da molti ritenuta come una delle canzoni non-violente più belle ed armoniose del gruppo, Poison Heart, la quale raggiunse la posizione numero 6 nella Billboard Modern Rock Tracks[118]. Al disco parteciparono anche Vernon Reid dei Living Colour e Flo & Eddy, famoso duo americano degli anni sessanta. L'album viene considerato un punto di svolta per la grande carica che si sviluppa nel disco ed attorno al gruppo; la presenza di Dee Dee nel giro si fa sentire ed è eloquente; l'ex bassista aveva ritrovato la salute fisica e la tranquillità, aveva smesso di bere e di fare uso di droga, grazie anche all'aiuto di Marky e di Johnny[119].

Nel 1992 la rivista musicale "Spin" classificò i Ramones (The Fast Four) al secondo posto assoluto della speciale classifica delle cinquanta migliori rock 'n' roll band di tutti i tempi, secondi solo ai Beatles (The Fab Four), e davanti a Led Zeppelin, Bob Marley e Rolling Stones[15][16]. Bella è la motivazione della rivista: «il punk esiste a causa della falsa assunzione secondo la quale i Ramones possono essere imitati»[120]. Sull'onda di questi riconoscimenti ed attestati di stima, il gruppo iniziò la realizzazione di un'iniziativa che progettava da tempo, vale a dire un intero LP di cover; l'album Acid Eaters uscì nel 1993 con le scelte più disparate: The Who, Bob Dylan, Jefferson Airplane, Rolling Stones, Beach Boys ma ottenne scarse vendite[121].

¡Adios Amigos!, lo scioglimento (1993 - 1996)[modifica | modifica wikitesto]

I Ramones in concerto al Mogi Das Cruzes di San Paolo nel 1996

Nel 1993 prese il via l'ennesimo tour mondiale, che portò i Ramones in Messico, in Brasile ed in Argentina, dove ad accoglierli c'erano decine di migliaia di fans che resero stracolmi gli stadi dove suonarono[115]. Ma una voce insistente iniziò a farsi strada, quella dello scioglimento del quartetto.

C.J. Ramone durante un'intervista per il film-documentario End of the Century: The Story of the Ramones ha spiegato il motivo dello scioglimento:

« "Quando iniziò ad avere successo la musica alternativa, fu la nostra ultima opportunità per vendere. C'erano tutti questi gruppi, dai Nirvana ai Soundgarden ed ai Rancid che ci citavano di continuo: "Si i Ramones, i Ramones" ma noi continuavamo a non vendere. Credo che sia stato a quel punto che ci dicemmo "siamo finiti"." »
(C.J. Ramone)

Nel 1995 fu pubblicato il nuovo album. Il titolo, ¡Adios Amigos!, non lasciò scampo ai fans[122]. Originariamente non era certo che fosse l'ultimo: l'unico avvenimento che poteva impedirlo era che l'album vendesse molto[29][122][123], cosa che non fece, anche se raggiunse la posizione numero 148 nella Billboard 200[124].

L'album si apre con una bella versione di I Don't Want to Grow Up di Tom Waits, a cui seguono dodici brani di alto rilievo che fanno impallidire i detrattori dei Fast Four e rendere ancora più amara la loro uscita di scena per le migliaia di fan sparsi per il mondo[125]. Come in altri casi, anche questa volta l'album contiene una piccola "perla"; nella versione per il mercato statunitense è presente, come traccia nascosta alla fine del CD e non menzionata in alcuna parte dell'album, la canzone Spider Man, cover della colonna sonora dell'omonimo cartoon.

Dopo uno storico concerto a Rio de Janeiro dove i Pearl Jam chiesero ed ottennero il permesso di aprire il loro set[125], una dichiarazione di Johnny fece cadere gli ultimi dubbi:

« Il nostro scioglimento è ufficiale al 99%[125] »
(Johnny Ramone)

Nel 1996 uscì l'ennesimo live, Greatest Hits Live, contenente anche due tracce registrate in studio, R.A.M.O.N.E.S. dei Motörhead e Any Way You Want It dei Dave Clark Five.

Il 6 agosto[3][5] 1996 i Ramones tennero il loro ultimo concerto dal vivo[5][126], (raggiungendo l'incredibile primato di 2.263[3][5][6] concerti) al Palace di Los Angeles[5], accompagnati per l'occasione da qualche illustre ospite: Lemmy Kilmister[5][127][128] dei Motörhead, Lars Frederiksen[5][128] e Tim Armstrong[5][128] dei Rancid, Eddie Vedder[5][128] dei Pearl Jam, Chris Cornell[5][128] e Ben Shepherd[5][128] dei Soundgarden e Dee Dee Ramone[5][128].

Subito dopo lo scioglimento, Johnny appese la chitarra al chiodo; Joey si dilettò per un po' come DJ in una stazione radiofonica newyorkese e si concentrò sull'album da solista, Don't Worry About Me, uscito postumo; Marky e C.J. fondarono quattro band diverse: Marky Ramone and the Intruders prima e Marky Ramone & the Speedkings dopo, C.J. fondò i Los Gusanos prima, e i Bad Chopper poi, ma entrambi i progetti non ebbero la stessa solidità dei fast four, da qui la scelta di Marky di girare il mondo, passando anche per l'Italia, come batterista di altre bands storiche del punk come i Misfits (con i quali è stato in Italia per ben due volte tra il 2002 e il 2003), i Queers (estate 2007) o anche da solista (2008, 2009 e 2010). Dee Dee invece, insieme allo stesso Marky, formò i The Ramainz, band con cui suonò fino al 2002, anno della sua morte.

Dopo la separazione (1996 - oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Durante il 1997 viene pubblicata in VHS la registrazione dell'ultimo concerto, We're Outta Here!, svoltosi al Palace di Los Angeles.

Nel 1998[129][130] viene pubblicata una VHS, Ramones - Around the World, in cui sono presenti vari spezzoni di concerti live.

Il 15 aprile[7][63][131] 2001 muore Joey Ramone, per un linfoma, ad un mese circa dal suo cinquantesimo compleanno. Il tributo che la città di New York rende ad uno dei suoi artisti più importanti è memorabile. Il 19 maggio 2001, in quello che avrebbe dovuto essere il giorno del suo compleanno, si tiene all'Hammerstein Ballroom il Joey Ramone Birthday Bash, uno show atto a ricordarlo, con la presenza, tra gli altri, di Danny Fields, Richard Hell, Hilly Kristal (proprietario del CBGB's), Allan Arkush (regista del film dove i Ramones sono protagonisti, Rock 'n' Roll High School), Legs McNeil e John Holmstrom (di "Punk"), Cheap Trick, Debbie Harry (Blondie), Damned e di Uncle Floyd.

La partecipazione è massiccia (si è parlato di tremila headbangers). Ma la commozione raggiunge i massimi livelli quando Little Steven[132] legge e commenta un documento del Congresso degli Stati Uniti dove la figura di Joey viene riconosciuta come una delle più importanti icone del rock 'n' roll e dove si proclama il 19 maggio "Joey Ramone Day". L'iniziativa è stata preparata da Gary Ackerman[132], membro del Congresso degli Stati Uniti d'America e rappresentante del Quinto Distretto di New York. Ackerman ha indicato come Joey sia stato l'ideatore di una rivoluzione musicale e culturale, nonché un pioniere del punk rock. Alla signora Charlotte, madre di Joey, viene donata la bandiera americana, che venne sventolata a Washington il 15 maggio in onore di Joey. All'uscita dall'Hammerstein Ballroom i partecipanti hanno potuto ammirare l'Empire State Building illuminato con i colori della bandiera americana[132], il più imponente tributo di New York ad uno dei suoi eroi. Ma le celebrazioni in onore di Joey non si esauriscono nel corso del 2001. Il 26 gennaio 2002 il New York City Community Board (il Municipio di New York) intitola una piazzetta a Joey: l'angolo tra la East Second Street e Bowery Street nell'East Village, a pochi passi dal leggendario CBGB's, diventa "Joey Ramone Place", proprio vicino al celebre muro contro il quale fu scattata la foto per la copertina del primo album dei Ramones[132]. Le celebrazioni ufficiali si tengono il 30 novembre 2003, alla presenza di Alan Jay Gerson del Primo Distretto di New York e di Margarita Lopez del Secondo Distretto di New York.

A differenza del cantante, Dee Dee ha almeno la soddisfazione di poter vedere i Ramones entrare ufficialmente nella Rock and Roll Hall of Fame il 18 marzo 2002[3][8], anche se pochi mesi dopo, il 5 giugno, muore anche lui per overdose di eroina[8][133].

Il 12 settembre[134] 2004 si tiene all'Avalon di Los Angeles un concerto tributo alla band per il trentesimo anniversario dalla fondazione (immortalato nel film-documentario Too Tough to Die: a Tribute to Johnny Ramone).

Il 15 settembre[8][135][136] 2004 muore, nella sua casa di Los Angeles, Johnny Ramone, a causa di un tumore alla prostata, diagnosticato nel 2000. Personaggio dal carattere molto forte e dal grande senso di autodisciplina, Johnny è stato l'elemento catalizzatore dei Fast Four ed il mediatore tra le diverse personalità a volte molto esuberanti e portate all'autodistruzione[29].

Il 28 settembre 2004[137] viene pubblicato il DVD Ramones: Raw che comprende svariati video di concerti live, presi dalla libreria personale di Marky Ramone.

Il 14 gennaio[138] 2005, nel corso di una cerimonia al Santa Monica Blvd di Hollywood alla quale hanno partecipato diverse star, viene scoperto un cenotafio dedicato a Johnny. Il cenotafio si trova all'Hollywood Forever Cemetery, a Los Angeles, vicino a quello eretto in onore di Dee Dee. La moglie di Johnny, Linda Cummings, presiede la cerimonia durata un paio d'ore ed alla quale partecipano C.J. Ramone, Tommy Ramone e molti amici del defunto chitarrista, come Eddie Vedder dei Pearl Jam, Rob Zombie, Vincent Gallo, John Frusciante e Nicolas Cage. Il cenotafio, realizzato dall'artista Wayne Toth, mostra Johnny mentre suona la sua Mosrite e riporta le seguenti parole[109][132]:

(EN)

« If a man can tell if he's been successful in his life by having great friends, then I have been very successful. »

(IT)

« Se un uomo può dire di essere arrivato al successo nella vita in base al fatto di avere dei grandi amici, allora io ho avuto molto successo. »

(Johnny Ramone)

Nicolas Cage, presente anche lui alla cerimonia, disse[109]:

« I bambini verranno qui e diranno: Hey chi è quel figo con la chitarra mosrite, la giacca di pelle e un taglio di capelli così buffo? Voglio essere quel ragazzo. »
(Nicolas Cage)

Il 15 marzo 2005[139] è stato pubblicato su DVD il film-documentario End of the Century: The Story of the Ramones del 2003, il quale ripercorre buona parte della storia della band.

Il museo sui Ramones a Berlino

Il 15 settembre 2005 è stato aperto a Berlino il primo museo sulla band[140]. Ha avuto un inizio travagliato, dovuto ad una localizzazione non ottimale, la quale ha portato alla difficile decisione di chiudere il museo per svariati mesi. Nei primi giorni di ottobre del 2008, è stato riaperto. Adesso si trova vicino ad Alexanderplatz[141]

Nel 2006[142] viene rimasterizzata la versione VHS di We're Outta Here! in DVD.

Il 2 ottobre[143] 2007 viene pubblicato dalla Rhino Records il doppio DVD live It's Alive 1974-1996[143] che comprende oltre 100 tracce live della band durante tutta la carriera. È presente anche qualche brano del concerto che si è tenuto a Londra al Rainbow Theatre il 31 dicembre 1977, meglio conosciuto come quello in cui si è registrato l'album live It's Alive, considerato uno dei migliori album live della storia della musica.

C.J. Ramone, con la sua band, i Bad Chopper, e con l'aiuto del produttore Daniel Rey, ha pubblicato un album omonimo il 1º novembre[144] 2007.

Sempre nel 2007, la band entra nella Long Island Music Hall of Fame, ottenendo il Long Island Sound Award[145]. Quattro anni dopo, nel febbraio 2011, hanno ricevuto un Grammy Award alla carriera.[146]

L'11 luglio 2014, Tommy Ramone, batterista della formazione originaria, è morto nella sua casa del Queens, all'età di 62 anni, per una neoplasia maligna dell’albero biliare[9].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Originaria[modifica | modifica wikitesto]

Altri componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Ramones.

Album[modifica | modifica wikitesto]

Album Album
Ramones Leave Home
Rocket to Russia Road to Ruin
End of the Century Pleasant Dreams
Subterranean Jungle Too Tough to Die
Animal Boy Halfway to Sanity
Brain Drain Mondo Bizarro
Acid Eaters ¡Adios Amigos!

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Concerti dei Ramones.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Lemmy Kilmister dei Motörhead, autore della canzone R.A.M.O.N.E.S., omaggio al gruppo.

Nel 1997 a quattro specie di trilobiti vennero dati nomi ispirati ai membri della band: Mackenziurus johnnyi, M. joeyi, M. deedeei e M. ceejayi[151].

Durante il primo concerto della band in Inghilterra il 4 luglio 1976[62], i Ramones incontrarono dei fans che facevano musica: erano dei membri dei Sex Pistols e dei Clash[29][62]. Durante quest'incontro Paul Simonon disse che i Clash non avevano ancora fatto nessun concerto perché non si sentivano abbastanza bravi. Johnny Ramone gli rispose:

« "Puzziamo. Non è necessario che siate bravi, basta che andate sul palco a suonare.[29][152]" »
(Johnny Ramone)

Dopo due giorni i Clash tennero il loro primo concerto[153].

Sempre durante quel concerto, i Damned[62] erano presenti e da lì a due giorni tennero anche loro il loro primo concerto[154].

Oltre ai Clash[3][29][63] ed i Damned[29] si pensa che i Ramones abbiano ispirato anche altre band della prima ondata di gruppi punk inglesi come i Sex Pistols[3][29][62][63], i Buzzcocks[3][62], i Pretenders[62] ed altri ancora.

Invece, i primi concerti della band in California hanno ispirato il primo punk californiano[155], influenzando band come Black Flag[156], Descendents[157][158], The Germs, i Dead Kennedys[159][160], i Bad Religion[161], ed i Social Distortion[162].

Per Stephen Thomas Erlewine di All Music Guide[163]

« I primi quattro album del gruppo hanno impostato il programma del punk e dell'hardcore per un ventennio. »
(Stephen Thomas Erlewine)

Danny Fields, il primo tour manager, in un'intervista per il film-documentario End of the Century: The Story of the Ramones, ha spiegato perché i Ramones hanno influenzato così tanti gruppi:

« "I giovani prendevano in giro la band. Dicevano: guardateli. Non sanno suonare. Sono terribili! Non conoscono più di tre note... Ma intanto la band stava diventando conosciuta, famosa. Così i commenti cambiarono. Si passò a: loro sono dei grandi. Sono famosi. Capirono che potevano formare anche loro una band e suonare senza problemi.[29][45]" »
(Danny Fields)

Varie band spesso si vestono come i Ramones e propongono delle loro cover. Tra queste vanno citate gli Screeching Weasel[164] ed i The Queers[165].

Nel 2004 si è svolto all'Avalon di Los Angeles un concerto tributo alla band (immortalato nel film-documentario Too Tough to Die: a Tribute to Johnny Ramone) per il trentesimo anniversario della fondazione del gruppo. Sul palco si sono succeduti nomi molto importanti del punk tra cui Henry Rollins dei Black Flag, Steve Jones dei Sex Pistols, Tim Armstrong dei Rancid, Brett Gurewitz dei Bad Religion ed altri ancora[166].

Altri riferimenti, influenze e tributi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g (EN) All Music Guide - Ramones. URL consultato il 7 settembre 2008.
  2. ^ Bessman, p. 30 e 39
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z (EN) Ramones Biography in Rock 'n' Roll Hall Of Fame. URL consultato il 12 luglio 2014.
  4. ^ a b c d e (EN) Biografia su MTV.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l Bessman, p. 286
  6. ^ a b c Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  7. ^ a b Bessman, p. 287
  8. ^ a b c d e Bessman, p. 288
  9. ^ a b (EN) Tommy Ramone dies, theguardian.com, 12 luglio 2014. URL consultato il 24 luglio 2014.
  10. ^ a b (EN) Riaa.com Inserire Ramones in Artist. URL consultato il 7 settembre 2008.
  11. ^ (EN) Osakapopstar.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  12. ^ The Immortals: The First Fifty in Rolling Stone Issue 946, Rolling Stone. URL consultato il 7 settembre 2008.
  13. ^ (EN) Rateyourmusic.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  14. ^ (EN) Rocklistmusic.co.uk. URL consultato il 7 settembre 2008.
  15. ^ a b Bessman, p. 266
  16. ^ a b Bessman, p. 274
  17. ^ (EN) VH1.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  18. ^ a b c Bessman, p. 39
  19. ^ Pagina su Joey Ramone. URL consultato il 7 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il ).
  20. ^ a b c d e Bessman, p. 82
  21. ^ a b c Bessman, p. 37
  22. ^ a b Pagina sui TangerinePuppets. URL consultato il 19 ottobre 2008.
  23. ^ a b Autobiografia di Tommy Ramone su officialramones.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  24. ^ a b c (EN) New York Times. URL consultato il 7 settembre 2008.
  25. ^ a b c Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  26. ^ Pagina sui Ramones, con alcune loro dichiarazioni. URL consultato il 7 settembre 2008.
  27. ^ a b c d Bessman, p. 38
  28. ^ a b c d e f Biografia in Ramonestory.it. URL consultato il 14 luglio 2014.
  29. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn Jim Fields e Michael Gramaglia, End of the Century: The Story of the Ramones (DVD), 15 marzo 2005.
  30. ^ a b c Bessman, p. 43
  31. ^ a b c d e f g h i j k l The Ramones: Videobiography (DVD & Book)
  32. ^ Bessman, p. 44
  33. ^ We're Outta Here!
  34. ^ (EN) Punkbands.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  35. ^ Bessman, p. 50
  36. ^ (EN) Biografia su Rhino.co.uk. URL consultato il 14 luglio 2014 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2009).
  37. ^ (EN) Intervista a Tommy Ramone. URL consultato il 7 settembre 2008.
  38. ^ Ramonestory.it. URL consultato il 12 settembre 2008.
  39. ^ a b c Bessman, p. 66
  40. ^ Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  41. ^ (EN) BBC.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  42. ^ (EN) CBGB.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  43. ^ a b Bessman, p. 63
  44. ^ a b c d Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  45. ^ a b (EN) Pbs.org. URL consultato il 7 settembre 2008.
  46. ^ a b Bessman, p. 67
  47. ^ Bessman, p. 84
  48. ^ a b c d Bessman, p. 85
  49. ^ a b c Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  50. ^ a b c Bessman, p. 87
  51. ^ a b Bessman, p. 89
  52. ^ Bessman, p. 92
  53. ^ Bessman, p. 101
  54. ^ a b c d e f Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  55. ^ a b About the Ramones in vh1.com. URL consultato il 14 luglio 2014.
  56. ^ Bessman, p. 162
  57. ^ a b Bessman, p. 127
  58. ^ (EN) BBC.co.uk. URL consultato il 7 settembre 2008.
  59. ^ Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  60. ^ (EN) VH1.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  61. ^ Bessman, p. 145
  62. ^ a b c d e f g h i j k l Bessman, p. 116
  63. ^ a b c d e (EN) New York Times. URL consultato il 7 settembre 2008.
  64. ^ a b c d e f Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  65. ^ a b c Bessman, p. 160
  66. ^ Bessman, p. 163
  67. ^ Bessman, p. 181
  68. ^ Bessman, p. 183
  69. ^ Bessman, p. 187
  70. ^ Bessman, p. 188
  71. ^ (EN) Time.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  72. ^ a b Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  73. ^ Bessman, p. 180
  74. ^ a b Bessman, p. 192
  75. ^ Bessman, p. 195
  76. ^ Bessman, p. 197
  77. ^ a b c d Time.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  78. ^ Bessman, p. 201
  79. ^ Bessman, p. 202
  80. ^ a b c d e Bessman, p. 206
  81. ^ Jim Bessman, Ramones:An American Band, St. Martin's Press, 1993, ISBN 0-312-09369-1.
  82. ^ (EN) Notizia sul New York Times. URL consultato il 7 settembre 2008.
  83. ^ Bessman, p. 207
  84. ^ a b Bessman, p. 210
  85. ^ Ramonestory.it. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  86. ^ (EN) Usatoday.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  87. ^ (EN) Discogs.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  88. ^ (EN) Discogs.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  89. ^ Classifica su Allmusic.com. URL consultato il 15 dicembre 2008.
  90. ^ a b Scheda dell'album su Allmusic.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  91. ^ a b c d e Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  92. ^ (EN) Reason.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  93. ^ Bessman, p. 213
  94. ^ Bessman, p. 214
  95. ^ a b Poison Heart: Surviving The Ramones Dee Dee Ramone, Veronica Kofman, SAF Pub. Ltd, 1998
  96. ^ a b c d Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  97. ^ a b Bessman, p. 219
  98. ^ a b Bessman, p. 220
  99. ^ a b c Bessman, p. 223
  100. ^ Bessman, p. 231
  101. ^ a b c d e f g Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  102. ^ Studioregistrazione.com. URL consultato l'11 novembre 2009.
  103. ^ Bessman, p. 236
  104. ^ Bessman, p. 237
  105. ^ (EN) MTV.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  106. ^ Bessman, p. 239
  107. ^ Bessman, p. 241
  108. ^ Bessman, p. 242
  109. ^ a b c d Too Tough to Die: a Tribute to Johnny Ramone
  110. ^ a b Bessman, p. 244
  111. ^ Bessman, p. 245
  112. ^ a b Bessman, p. 247
  113. ^ a b Bessman, p. 248
  114. ^ Bessman, p. 255
  115. ^ a b Bessman, p. 258
  116. ^ Bessman, p. 257
  117. ^ a b "White Line Fever" Kilmister, I. F/ Garza, J : London, Simon & Schuster, 2002 ISBN 0-684-85868-1
  118. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato il 13 settembre 2008.
  119. ^ Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  120. ^ (EN) Officialramones.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  121. ^ Bessman, p. 284
  122. ^ a b Bessman, p. 285
  123. ^ (EN) Scheda dell'album su Allmusic.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  124. ^ Allmusic.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.
  125. ^ a b c Ramonestory.it. URL consultato il 12 dicembre 2008.
  126. ^ (EN) Roughedge.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  127. ^ (EN) Intervista a Lemmy Kilmyster. URL consultato il 4 ottobre 2008.
  128. ^ a b c d e f g (EN) Imdb.com. URL consultato il 4 ottobre 2008.
  129. ^ a b Ramonestory.it. URL consultato il 22 settembre 2008.
  130. ^ a b (EN) New York Times. URL consultato il 22 settembre 2008.
  131. ^ Scott - Andy Schinder - Schwartz, Icons of Rock: An Encyclopedia of the Legends Who Changed Music Forever, Greenwood Press, 2007, ISBN 0-313-33847-7.
  132. ^ a b c d e Ramonestory.it. URL consultato il 7 settembre 2008.
  133. ^ (EN) Thesmokinggun.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  134. ^ (EN) Cinemattraction.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  135. ^ (EN) Billboard.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  136. ^ (EN) hollywoodusa.co.uk. URL consultato il 7 settembre 2008.
  137. ^ (EN) Imdb.com. URL consultato il 22 settembre 2008.
  138. ^ (EN) Ramonesforever.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  139. ^ Metacritic.com. URL consultato il 22 settembre 2008.
  140. ^ a b (EN) Ramonesmuseum.com. URL consultato il 12 novembre 2008.
  141. ^ a b (EN) Ramonesmuseum.com. URL consultato il 12 novembre 2008.
  142. ^ kauhajoki.fi. URL consultato il 22 settembre 2008.
  143. ^ a b (EN) Side-line.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  144. ^ (EN) Interpunk.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  145. ^ (EN) Limusichalloffame.org. URL consultato il 7 settembre 2008.
  146. ^ (EN) The Recording Academy Special Merit Award Honorees in Grammy.com, 22 dicembre 2010. URL consultato il 15 febbraio 2011.
  147. ^ a b c d e f g h i (EN) Classifiche su Chartstats.com. URL consultato il 19 gennaio 2009.
  148. ^ a b c d e f g h i (EN) Classifiche su Allmusic.com. URL consultato il 12 novembre 2008.
  149. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato il 7 agosto 2010.
  150. ^ (EN) Imdb.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  151. ^ (EN) Amonline.net.au. URL consultato il 30 novembre 2008.
  152. ^ (EN) Fastnbulbous.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  153. ^ (EN) MTV.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  154. ^ (EN) BBC.co.uk. URL consultato il 7 settembre 2008.
  155. ^ Blush. op. cit. p. 15
  156. ^ (EN) Micksinclair.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  157. ^ (EN) Descedentsonline.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  158. ^ (EN) Meanstreet.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  159. ^ (EN) Alternativetentacles.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  160. ^ Martha Bayles, Hole in Our Soul: The Loss of Beauty and Meaning in American Popular Music, University of Chicago Press, 1996, ISBN 0-226-03959-5.
  161. ^ (EN) Exclaim.ca. URL consultato il 7 settembre 2008.
  162. ^ (EN) Socialdistortion.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  163. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  164. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato l'8 agosto 2010.
  165. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato l'8 agosto 2010.
  166. ^ (EN) Imdb.com. URL consultato l'8 gennaio 2009.
  167. ^ (EN) MTV.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  168. ^ (EN) Geekstinkbreath.net. URL consultato il 7 settembre 2008.
  169. ^ (EN) Allmusic.com. URL consultato il 4 luglio 2009.
  170. ^ Biafra, Jello. "Joey Ramone". Machine Gun in the Clown's Hand. San Francisco: Alternative Tentacles. 2002.
  171. ^ (EN) Officialramones.com. URL consultato il 28 settembre 2008.
  172. ^ (EN) Film.com. URL consultato il 23 settembre 2008.
  173. ^ (EN) Weeklywire.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  174. ^ (EN) Punknews.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  175. ^ (EN) Epitaph.com. URL consultato il 5 ottobre 2008.
  176. ^ (EN) Imdb.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  177. ^ (EN) Citypaper.com. URL consultato il 7 febbraio 2009.
  178. ^ (EN) Yahoo.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  179. ^ (EN) Retrotogo.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  180. ^ (EN) Thisnext.com. URL consultato il 7 settembre 2008.
  181. ^ (EN) musictimes.com. URL consultato il 4 novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Miles, Gabba Gabba Hey - The Ramones: An Illustrated Biography, Omnibus Press, 1980.
  • Ramonesmania AC, 1991.
  • Jim Bessman, Ramones: An American Band St Martin's Press, 1993.
  • Ignacio Julia, Ramones Ediciones Catedra, 1994.
  • Eduardo Guillot, Ramones. Tratamiento De Shock, La Mascara, 1995.
  • Leonardo Donozo, Ramones. Herederos Del Rock 'n' Roll, Distal, 1996.
  • Marcelo Gobello, Adios Ramones, Ediciones de La Urraca, 1996.
  • Vanni Neri e Giorgio Campani, Ramones: Leathers From New York, Nuovi Equilibri, 1998.
  • Dee Dee Ramone e Veronica Kofman, Poison Heart: Surviving The Ramones, SAF Pub, 1998.
  • Dee Dee Ramone, Veronica Kofman e Legs McNeil, Lobotomy: Surviving The Ramones, Thunder Mouth's Press, 2000.
  • Dee Dee Ramone, Chelsea Horror Hotel: A Novel, Thunder's Mouth Press, 2001.
  • Everett True, Hey Ho Let's Go: The Story Of The Ramones, Omnibus Press, 2002.
  • Jari-Pekka Laitio-Ramone, Heaven Needed A Lead Singer: Fans Remember Joey Ramone, 2002.
  • Chip Dayton, The Ramones, 2003.
  • Dick Porter, Ramones: The Complete Twisted History, Plexus Pub, 2003.
  • Dee Dee Ramone, Legend Of A Rock Star: The Last Testament Of Dee Dee Ramone, Thunder Mouth's Press, 2003.
  • Andrea Ian Galli, Ramones, Editori Riuniti, 2003.
  • Monte A. Melnick-Frank Meyer, On The Road With The Ramones, 2003.
  • Jari Pekka Laitio-Ramone, Rock In Peace: Dee Dee And Joey Ramone, 2004.
  • Marco Zuanelli, Gabba Gabba Book!, Pintore Editore, 2005.
  • Pablo Echaurren, Chiamatemi Pablo Ramone, 2006.
  • Dee Dee Ramone e Veronica Kofman, Blitzkrieg Punk - Sopravvivere ai Ramones, 2006.
  • Jim Bessman, Ramones: La biografia ufficiale, Arcana, 2007, ISBN 88-7966-437-9.
  • The Ramones: Videobiography (DVD e libro), 2007.
  • American punk hardcore, Milano, Shake, 2007, ISBN 978-88-88865-33-1.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Punk Portale Punk: accedi alle voci di Wikipedia che parlano di musica punk
Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni
Wikimedaglia
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 31 marzo 2007 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Archivio  ·  Voci in vetrina in altre lingue   ·  Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki