Blondie

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Blondie
Deborah Harry in concerto con i Blondie nel 1979
Deborah Harry in concerto con i Blondie nel 1979
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Punk rock[1]
New wave[1]
Pop rock[1]
Dance rock[1]
Disco[1]
New York punk[1]
Periodo di attività 1975-1983[2]
1998-in attività
Album pubblicati 24
Studio 8
Live 3
Raccolte 13
BlondieLogo.png

I Blondie sono un gruppo punk rock statunitense, fondato da Deborah Harry e Chris Stein. Fu fondamentale nella scena punk e new wave della metà degli anni Settanta.

Il primo album contiene importanti elementi del genere. Nonostante il fortissimo successo nel Regno Unito e in Australia, negli U.S.A. il gruppo era considerato "underground" fino al 1978, anno di pubblicazione di Parallel Lines. Nei tre anni successivi i Blondie portarono al successo molti singoli e divennero importanti per l'eclettico insieme di elementi disco-pop e reggae. Il gruppo si sciolse nel 1982 dopo la pubblicazione dell'album The Hunter. Debbie Harry continuò con fortuna alterna la carriera da solista negli anni seguenti. Nel 1997 il gruppo si riformò e produsse alcuni singoli di successo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini (1975-1978)[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni Settanta Chris Stein si trasferì da Manhattan a Brooklyn. Qui, ispirato dalla nuova musica dei New York Dolls, nutre il desiderio di formare un gruppo di questo stampo. Suonò dal 1973 con gli Stilettos e instaurò una relazione con la cantante Debbie Harry. Questa, "Coniglietta" di Playboy, era stata in precedenza la cantante del gruppo folk "The Wind In The Willows", durante la fine degli anni '60. Stein e Harry formarono un nuovo gruppo nel 1974, chiamando il batterista Billy O'Connor e il bassista Fred Smith. Dopo una serie di cambi, la formazione si assestò con l'arrivo di Clem Burke alla batteria, Gary Valentine al basso e Jimmy Destri alle tastiere.

Inizialmente presero il nome di "Angel and The Snake" e in un secondo momento, nel 1975, si rinominarono "Blondie" per l'aspetto fisico e il carattere irriverente della cantante. I Blondie cominciarono a suonare regolarmente allo Studio 54, celebre locale di New York e, nel 1976 registrarono il loro primo disco, omonimo, promosso dal singolo X-Offender. Il disco fu prodotto dalla Private Stock Records, la quale fu successivamente acquisita dalla Chrysalis Records che ripubblicò l'album nel 1977. La critica giudicò questo esordio molto eclettico, si trovano ampie e variegate influenze se paragonato alla musica del periodo. È inoltre da notare che la forza del gruppo stava nella sensuale immagine di Debbie Harry.

I primi successi commerciali arrivarono nel 1977 in Australia. L'album entrò nei primi posti della classifica, e a questo successo seguì un tour in dicembre, sostanzialmente fallimentare perché venne, infatti, sospeso a causa di una malattia che colpì Debbie Harry. Sempre nel 1977, uscì il loro secondo disco, "Plastic Letters". Disco registrato senza Gary Valentine, che lasciò il gruppo in quell'anno. Il primo singolo estratto dall'album fu "Denis", cover di una canzone del 1963. Con questo disco i Blondie furono uno dei primi gruppi della new wave americana a raggiungere il successo nel Regno Unito. Il disco venne definito dalla critica inferiore al precedente, costruito per accontentare i fan.

Successo mondiale (1978-1981)[modifica | modifica sorgente]

Parallel Lines è il terzo album, il più popolare del gruppo e il più venduto, pubblicato nel settembre del 1978. I primi due singoli estratti dal disco, "Hanging On The Telephone" e "Picture This", raggiunsero i vertici della classifica inglese, mentre "Heart Of Glass" arrivò al numero uno negli U.S.A. Questo pezzo, rielaborazione di un pezzo rock/reggae che il gruppo suonava da molti anni, venne reso attuale dall'apporto di influenze disco-music. Clem Burke qualche tempo dopo affermò che, per la composizione del pezzo, si ispirarono ai Kraftwerk e ai Bee Gees. Un altro singolo di successo fu "One Way Or Another" che insieme a "Sunday Girl" raggiunse i vertici delle classifiche sia americane che inglesi. La critica sostenne che i Blondie con questo disco imboccarono una strada commerciale.

Il quarto album del gruppo, Eat to the Beat, pubblicato nel 1979, prosegue la stessa linea cercando di imporsi a livello mondiale come il precedente, ma il gruppo non fu all'altezza del successo ottenuto e non rispettò le aspettative del pubblico. Nonostante questo fallimento alcuni singoli come "Dreaming" e "Atomic" ottengono posti dignitosi nelle classifiche. Nel 1980 esce il quinto album, Autoamerican. Contenente elementi reggae e qualche accenno di rap, venne considerato una presa di distacco dai temi dei lavori precedenti, infatti scompaiono gli elementi punk e new wave che li avevano resi celebri. Trova spazio molta sperimentazione, spesso mal vista dalla critica. Nel 1981 esce la prima raccolta del gruppo, contenente tutti i maggiori successi.

The Hunter, divisioni e rottura (1981-1982)[modifica | modifica sorgente]

Dopo i successi degli anni d'oro (1978-1980), i Blondie si fermarono nel 1981. In quell'anno Debbie Harry e Jimmy Destri pubblicarono degli album da solisti. La band ricomiciò l'attività nel 1982 e pubblicò il disco The Hunter. Contrariamente alle recensioni esaltanti dei primi anni, il disco fu giudicato tiepido, non registrò alcun singolo di successo e non entrò in classifica. Questo insuccesso acuì le tensioni e i contrasti all'interno del gruppo.

Inoltre, l'eccessiva attenzione mediatica sulla figura di Debbie Harry mette in secondo piano gli altri componenti del gruppo che cominciano a nutrire forti dissapori. Nell'estate del 1982 i Blondie bloccarono il loro tour prima del previsto e annunciarono lo scioglimento. Dopo qualche anno di lontananza dalla vita pubblica Debbie riprese la sua carriera da solista e pubblicò nel 1986 l'album Rockbird, con l'attiva partecipazione di Stein. Burke divenne un batterista importante nell'ambiente (suonò anche negli Eurythmics) e pure Destri continuò una prolifica carriera musicale. Nel 1988 uscì un album intitolato One More Into The Bleach che conteneva classici dei Blondie e di Debbie come solista.

Reunion (1997-2004)[modifica | modifica sorgente]

Debbie continuò la carriera da solista anche dopo la rottura con il gruppo. Nel 1990 si riunirono in forma non ufficiale per fare un tour con i Tom Tom Club e i Ramones. Tuttavia i Blondie si riunirono ufficialmente nel 1997, dopo aver riunito i membri originali. Nel 1997 i cinque musicisti che diedero vita al gruppo si riunirono, incluso Valentine (era stato il primo a lasciare). Nel 1999 pubblicarono l'album No Exit contenente il singolo di successo "Maria". Nel 2003 pubblicano The Curse of Blondie con il singolo Good Boys.

Storia recente (2011-presente)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 pubblicano Panic of Girls. Il video Mother viene trasmesso molte volte anche dall'emittente MTV Italia. Nei mesi di giugno e luglio 2013, la band intraprende il "Blast Off Tour" in Europa, e un tour negli U.S.A. Il 24 giugno 2013 viene lanciato il singolo "A Rose by Any Name", cantato in duetto con Beth Ditto, frontwoman del gruppo punk-soul dei Gossip, e in dicembre "Sugar On The Side", che anticipano entrambi la pubblicazione del nuovo album in studio, "Ghosts of Download", prevista il 17 marzo 2014.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex membri[modifica | modifica sorgente]

  • Fred Smith - basso (1975)
  • Billy O'Connor - batteria (1975)
  • Tish Bellomo - cori (1975)
  • Eileen Bellomo - cori (1975)
  • Jimmy Destri – tastiera, piano, sintetizzatore, organo, cori (1975–1982, 1997–2003)
  • Gary Valentine – basso, chitarra ritmica (1975–1977, 1997)
  • Frank Infante – chitarra, basso, coro (1978–1982)
  • Nigel Harrison – basso (1978–1982)
  • Paul Carbonara – chitarra ritmica (2004–2010; turnista: 1997-2004)
  • Kevin Patrick (alias Kevin Topping) – tastiera, piano (2003–2007)
  • Jimmy Bones - chitarra (2003)

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Blondie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Scheda del gruppo su Allmusic.com
  2. ^ Profile: Blondie, at About.com URL last accessed September 7, 2006.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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