Coca-Cola
| Coca-Cola | |
|---|---|
| Categoria | soft drink |
| Marca | The Coca-Cola Company |
| Ingredienti |
Acqua, zucchero, colorante caramello (E 150D), aromi naturali, caffeina e acido fosforico (E 338). |
| Valori nutrizionali medi in 100 g | |
| Valore energetico | 37 kcal / 154,88 kJ |
| Proteine | 0,07 g |
| Carboidrati | 9,56 g |
| di cui zuccheri | 8,97 g |
| Grassi | 0,02 g |
| di cui saturi | 0 g |
| Sito | coca-cola.it |
La Coca-Cola (anche nota come Coke soprattutto negli Stati Uniti) è una bevanda industriale analcolica di tipo soft drink. Il suo colore scuro è dovuto al caramello presente in essa.
La bibita deve il suo nome al fatto che nella sua ricetta sono impiegati, tra le altre sostanze, estratti provenienti dalle noci di cola ed estratti dalle foglie della pianta di coca, questi ultimi privati delle sostanze (alcaloidi) psicotrope.
Con lo stesso nome viene spesso indicata anche la casa produttrice della bevanda: The Coca-Cola Company.
Indice |
Storia del prodotto [modifica]
La "Coca-Cola" fu inventata dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 ad Atlanta, inizialmente come rimedio per il mal di testa e per la stanchezza. Il primo nome che venne dato alla bevanda fu "Pemberton's French Wine Coca". Quella di Pemberton era una variazione del cosiddetto "vino di coca" (o Vin Mariani), una miscela di vino e foglie di coca che aveva avuto largo successo in Europa quando era stata creata dal farmacista còrso Angelo Mariani. L'alcol venne in seguito sostituito con un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale reputata non dannosa per la salute. Dall'uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale. Quando anche la coca venne bandita (dalla pianta si estrae infatti la cocaina), venne scartato l'alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola (in noci) continuò a essere utilizzata.
Nonostante la scoperta, Pemberton accumulò forti debiti e per 2.300 dollari vendette formula e diritti della Coca-Cola ad Asa Candler, uomo d'affari che aveva intuito il potenziale della bevanda e compreso l'importanza della pubblicità per diffonderla e per sbaragliare la concorrenza.
Dopo la quotazione in borsa dell'azienda nel 1919, la Coca-Cola cominciò la sua diffusione mondiale negli anni venti, trasformandosi in un 'business' di grandi dimensioni, gestito dalla The Coca-Cola Company con sede a New York, e che comprende ulteriori bibite (meglio note col nome di bevande gassate) come la Fanta, la Sprite e altre.
Nel 1927 la Coca-Cola viene importata anche in Italia. Nel 1960 comparve la prima Coca-Cola in lattina, mentre nel 1980 anche quella in bottiglia PET.
La bibita è disponibile nella maggioranza dei luoghi di ristorazione del mondo, ed è la bevanda per eccellenza nei fast-food.
Il marchio è stato più volte indicato da numerose ricerche come il più conosciuto al mondo.[1] La maggior rivale della Coca-Cola è la Pepsi, ma ne esistono moltissime imitazioni.
La Coca-Cola vanta diversi luoghi legati interamente al marchio, tra i quali un museo ad Atlanta, sede della compagnia, e alcuni negozi di merchandising, i World of Coca-Cola di New York e Las Vegas.
Ricetta [modifica]
La ricetta è la seguente: fluido estratto da 3 dramme di Coca (11,67 g), 3 once di acido citrico (93,3 g), 1 oncia di caffeina (31,1 g), 3 once di zucchero (93,3 g), 2.5 galloni di acqua (9,475 l), 2 pinte e un quarto di succo di lime (1,064 l), 1 oncia di vaniglia (31,1 g), 1.5 once (o di più) di caramello come colorante (46,65 g), aromi 7X (utilizzare 2 once di aromi (62,2 g) ogni 5 galloni di sciroppo (18,95 l)), 8 once di alcol (248,8 g), 20 gocce di olio d’arancia, 30 gocce di olio di limone, 10 gocce di olio di noce moscata, 5 gocce di coriandolo, 10 gocce di neroli e in fine 10 gocce di cannella.
Aromi 7X [modifica]
Aroma denominato 7X (o anche merchandise #7, ossia aroma numero 7):
Estratti dalle foglie della pianta di coca, privati delle sostanze (alcaloidi) psicotrope. Le foglie della qualità Eritroxylum Novogranatense, coltivate legalmente in Perù, sono poi esportate in New Jersey, dove la Stephan Chemical Company, sotto l'egida dell'ente antinarcotici statunitense DEA, provvede a ottenere l'estratto aromatico decocainizzato, la cui produzione è interamente acquistata dalla The Coca-Cola Company.
Logo [modifica]
Il celebre logo della Coca-Cola fu creato con scarsa attenzione nel 1886 dal contabile dell'azienda, Frank Mason Robinson, che fece solo alcuni piccoli ritocchi alla scritta, utilizzando come base il carattere Spencerian Script, che in quel tempo, negli Stati Uniti era fra i più comuni e utilizzati. Si lega a questo logo una leggenda metropolitana che si è diffusa piuttosto rapidamente nel mondo: sembra che osservando la scritta Coca-Cola allo specchio sia possibile interpretare l'immagine come una frase in lingua araba che recherebbe un messaggio contro la cultura islamica, "No a Maometto, No alla Mecca, no alle preghiere". In realtà è improbabile che al momento della creazione di questo logo, quando ancora non esisteva la multinazionale The Coca-Cola Company e nessuno si sarebbe aspettato il successo a livello mondiale che la bevanda avrebbe riscosso, si pensasse di inserire un simile messaggio all'interno del celebre logo. Anche il Grand Mufti Sheik Nasser Farid Wassel, importante figura religiosa egiziana, ha commentato questi fatti facendo notare come questo marchio fu scritto in caratteri latini e non arabici più di un secolo fa; è dunque una voce che ha soltanto danneggiato la multinazionale, con un forte calo delle vendite registrato in alcuni paesi islamici[2].
Per il 100º anniversario della Coca-Cola, nel 1986 è stato creato in Cile, sul fianco di una montagna, il più grande logo Coca-Cola del mondo. Sono state utilizzate circa 70 000 bottiglie di Coca-Cola e la scritta risulta di circa 30 per 120 metri.
Design del contenitore [modifica]
La Coca-Cola è famosa per i particolari contenitori che la rendono facilmente distinguibile rispetto alle altre confezioni di bevande analcoliche; in particolare, le frequenti variazioni promozionali nella decorazione delle lattine in presenza di eventi, come il Natale o eventi sponsorizzati dalla bevanda, hanno reso queste ultime oggetto di collezionismo. Le bottiglie contour, comparse nel 1916, hanno una forma particolare con marchio registrato, probabilmente ispirata alle curve anatomiche dell'attrice Mae West che indossava il particolare abito aderente detto hobble skirt[3].
Il design del prototipo è stato ideato nel 1915 da Earl R. Dean, della Root Glass Company di Terre Haute, Indiana, che potrebbero essersi ispirati alla forma di un baccello di cacao.[4] Il prototipo venne scartato perché inadatto alle macchine imbottigliatrici; tuttavia ispirò le forme della bottiglia definitiva che entrò in produzione nel 1916. Bottiglie similari, prima in vetro e poi in PET, sono state utilizzate anche dalla concorrente Pepsi, ma dalla forma significativamente diversa per non violare il copyright della The Coca-Cola Corporation.
Slogan pubblicitari [modifica]
Agenzia pubblicitaria storica della Coca Cola è stata la D'Arcy, che ne curò la pubblicità dal 1906 al 1954 e che ebbe l'idea di impiegare Babbo Natale come testimonial natalizio a partire dal 1931.[5]
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Produzione [modifica]
Le foglie della qualità Eritroxylum novogranatense, coltivate legalmente in Perù, sono poi esportate in New Jersey, dove la Stepan Chemical Company, sotto l'egida della DEA, l'ente antinarcotici statunitense, provvede a ottenere l'estratto aromatico privo della componente allucinogena[6], la cui produzione è interamente acquistata dalla The Coca-Cola Company;[7] si tratterebbe dell'aroma denominato "7X" (o anche merchandise #7, ossia "aroma numero 7"), su cui l'azienda ha sempre mantenuto il più stretto riserbo. Comunque sia, la ricetta completa (o anche solo una parte di essa) della Coca-Cola non è mai stata rivelata in modo ufficiale. È sicuramente cambiata più volte nel tempo, per allinearsi alle legislazioni nazionali dei vari paesi in cui viene prodotta e/o commercializzata; la formula viene quindi modificata in base al progresso di società e cultura, non esente da operazioni di cost saving, a partire dagli anni novanta.
Composizione [modifica]
La composizione viene indicata sull'etichetta della bevanda. Gli ingredienti sono elencati in ordine di peso, tuttavia la Coca Cola Company, come la maggior parte delle aziende alimentari, non ha reso pubbliche le proporzioni esatte degli ingredienti né la ricetta.
- Acqua
- Anidride carbonica
- Zucchero (solitamente sciroppo di glucosio, ma diversi dolcificanti possono essere utilizzati nelle versioni dietetiche o in altre)
- Caramello (ha la funzione di colorante alimentare)
- Acido fosforico
- Aromi naturali
- Caffeina 100 mg/l[8] (quantità variabile in versioni dietetiche o altre)
Critiche [modifica]
La Coca-Cola è stata oggetto nel tempo di critiche di vario genere. Le principali hanno per oggetto danni alla salute, il mancato rispetto di norme igieniche nelle fasi produttive e comportamenti antisindacali in Colombia.[9]
I critici della Coca Cola sono a volte accusati dall'azienda di muoversi da posizioni ideologiche secondo logiche anti-imperialistiche e anti-globalizzazione.
La Coca-Cola è stata accusata di provocare danni alla salute anche perché, fra i suoi ingredienti, figurano la caffeina ed elevate quantità di zucchero[senza fonte]. A causa delle forti dosi di caffeina e di zuccheri semplici, è una bevanda eccitante e molto calorica. L'azienda si difende affermando che[senza fonte] la quantità di zuccheri semplici che contiene il suo prodotto è paragonabile a quella di succhi di frutta o altre bevande estive.
Dopo diverse pressioni effettuate dall'associazione a tutela dei consumatori Center for Science in the Public Interest, che ha avviato una petizione rivolta alla Food and Drug Administration per vietare alcuni coloranti (E150d oppure 4-MEI o 4-MI) cancerogeni presenti nelle lattine di Coca-Cola, la società multinazionale ha deciso di cambiare ricetta (ma solo in California dove è stato denunciato il fatto)[10].
La Coca-Cola contiene acido fosforico in una concentrazione di 325 mg/l che le conferisce un valore di pH di circa 2,4, compreso tra quello dell'acido gastrico (pH 1,5) e quello dell'aceto (pH 3,0); inoltre l'acido fosforico lega il calcio, il magnesio e lo zinco nell'intestino diminuendone così il loro assorbimento; in particolare si rischia un'eccessiva perdita di calcio, in quanto vi è anche un'aumentata escrezione urinaria dovuta alle elevate dosi di zucchero presenti nella bevanda.[senza fonte] Infine, si sospetta che la bevanda possa creare effetti di dipendenza, dubbio che la The Coca-Cola Company stessa non ha mai contribuito a sciogliere, avendo sempre mantenuto il riserbo sull'elenco degli ingredienti appellandosi al diritto di protezione del segreto industriale. Tra le motivazioni addotte dell'azienda, quella che gli ingredienti sono già per legge presenti in etichetta, anche se non è resa pubblica dal momento che la legge non lo richiede, l'esatta composizione delle sostanze aromatizzanti che vengono invece comprese sotto la generica indicazione di legge di "aromi naturali".[senza fonte]
Nel maggio 2006 lo stato della California ha accusato la The Coca-Cola Company di aver importato dal Messico e distribuito per almeno quattro anni bottiglie con alto contenuto di piombo nella vernice delle etichette.[11] L'azienda ha respinto le accuse, a differenza della Pepsi, che per un'accusa analoga risalente ad alcune settimane prima preferì pagare una multa da 2,25 milioni di dollari e ritirare dal mercato le confezioni sospette.
L'azienda che produce la coca cola è stata molto spesso accusata di aver recato ingenti danni ambientali[12].
Curiosità [modifica]
- La Coca-Cola Company è famosa anche per aver dato il caratteristico colore rosso al costume di Babbo Natale che inizialmente era verde. Sarebbe divenuto rosso solo dopo che, negli anni '30, l'azienda lo usò per la sua pubblicità natalizia, e lo vestì in bianco e rosso, come appunto la scritta della sua famosa bibita[13]. Questa teoria non è però da ritenersi corretta siccome storicamente la Coca-Cola non fu la prima a usare la figura moderna di Babbo Natale nelle sue pubblicità, ma venne preceduta in questo dalla White Rock Beverages per la vendita di acqua minerale nel 1915 e per la vendita di ginger ale nel 1923. Ancor prima di queste pubblicità, la figura di Babbo Natale apparve vestita di rosso e bianco in alcune copertine della rivista Puck nei primi anni del ventesimo secolo.
- Lo slogan di una delle prime campagne Coca-Cola era La pausa che rinfresca; in Giappone dovette essere cambiato in Il momento che rinfresca poiché a Tokyo il concetto di pausa ha un valore negativo.
- Il semplice sciroppo di Coca-Cola era venduto come medicinale nelle drogherie in tutti gli Stati Uniti e può ancora essere acquistato in alcune farmacie di Atlanta al prezzo di 1 dollaro per oncia.
- Negli anni sessanta i Beatles accettarono di diventare testimonial della Coca-Cola; si giunse quasi a firmare un contratto per fargli cantare le pubblicità, ma il prezzo richiesto sembrò troppo alto e Woodruff (l'allora presidente della The Coca-Cola Company) mandò tutto a monte.
- Dopo l'espressione americana "OK", "Coca-Cola" è la parola più conosciuta nel mondo.[senza fonte]
- Alla 18ª edizione degli IG Nobel, l'annuale cerimonia dedicata alla scienza più bizzarra istituita nel mondo scientifico, tenuta dalla rivista "Annals of Improbable Research" presso l'Università statunitense di Harvard, il riconoscimento per la chimica 2008, consegnato da William Lipscomb (premio Nobel per la Chimica nel 1976) è andato a due gruppi di ricerca, il primo statunitense e l'altro di Taiwan, che hanno cercato di capire se la Coca-Cola fosse un efficace spermicida. Cosa singolare, nel mondo scientifico, i due gruppi hanno ottenuto e dimostrato risultati diametralmente opposti[14].
- La bevanda è citata nella canzone Bollicine di Vasco Rossi.
Note [modifica]
- ^ Classifica marchi mondiali
- ^ La Coca-Cola contro l'islamismo. leggendemetropolitane.net. URL consultato in data 22 febbraio 2013.
- ^ Mae West con la hobble skirt
- ^ (1-2 febbraio 2007) titolo articolo sconosciuto. Casamica (Rizzoli-Corriere della Sera).
- ^ Stéphane Pincas e Marc Loiseau. A History of Advertising. Colonia, Taschen, 2008. ISBN 978-3-8365-0212-2.
- ^ http://www.nytimes.com/1988/07/01/business/how-coca-cola-obtains-its-coca.html
- ^ Fonte: http://www.demosion.org/?p=13 (contiene traduzione articolo dal "The New York Times")
- ^ L'esatto contenuto di caffeina deve essere indicato per legge negli Stati Uniti, nell'Unione Europea e in altri paesi.
- ^ New ITUC Worldwide Report Reveals Catalogue of Murder, Violence and Intimidation Against Trade Unionists
- ^ http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_marzo_09/coca-cola-colore-california_b637231c-69db-11e1-b42a-aa1beb6952a8.shtml
- ^ California, causa alla Coca Cola - "Bottigliette con troppo piombo".
- ^ http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4ba8fe332fe6f/
- ^ Corriere della Sera, 13 dicembre 2004
- ^ Fonte: Repubblica, 03.08.2008, "Gli Ig Nobel 2008: efficacia della Coca-Cola come spermcida"
Bibliografia [modifica]
- AAVV. Una bibita, un'industria. The Coca-Cola Export Corporation - Filiale Italiana, Milano, 1979, 1987, 1990
- Thomas Oliver. Coca contro Coca. Edizione del Sole 24 Ore, 1988
- AAVV. Momorabilia Club News. Organo del Memorabilia Club, dal 1988 in poi
- Mariateresa Biasio, Ugo Fadini. Coca-Cola, un mito. 112 pp, Leonardo De Luca Editori srl, 1992
- AAVV. Cocart - Bevete arte contemporanea - Catalogo mostra FAGIB S.p.A. Verona. 156 pp, bp Bianca Pilat, Vignate, 1992
- Mark Pendergrast. Per Dio, la patria e la Coca-Cola: la vera storia (non autorizzata) della bibita più famosa del mondo. Piemme, Casale Monferrato, 1993. ISBN 88-384-1953-1
- Fiora Steinbach Palazzini. Nata per vincere - Storia e mito della Coca-Cola. 176 pp, IdeaLibri s.r.l., Rimini, 1996 ISBN 88-7082-299-0
- Vittorio Parazzoli. La Divina Coca-Cola. 128 pp, Lupetty Editori di Comunicazione srl, Milano, 1997
- AAVV. Coca-Cola in forma d'arte - Le opere della collezione privata della Coca-Cola Italia. 100 pp, Coca-Cola Italia, 1998, edizione fuori commercio
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) The Coca-Cola Company
- (EN) Rapporto sulla pericolosità per la salute umana delle bevande gassate
- Motivi per il boicottaggio dei prodotti coca cola, sito web della OEW
- Reboc - Rete boicottaggio Coca Cola
- (EN) Michael F. Jacobson, Liquid Candy: How Soft Drinks are Harming Americans' Health, Center for Science in the Public Interest.
- (EN) Russell Robertson, Soda, Calcium, and Osteoporosis, Healthlink—Medical College of Wisconsin.
- (EN) Cola Soft Drinks may Contribite to Lower Bone Mineral Density in Women, American Society for Bone and Mineral Research, 19 settembre 2003.
- (EN) Label Caffeine Content of Foods, Scientists Tell FDA, Center for Science in the Public Interest, 31 luglio 1997.
- (ES) La storia nera delle acque nere, analisi critica sulla The Coca-Cola Company nei vari paesi del mondo
- Venezia: stop per i distributori automatici della Coca-Cola, in "La Repubblica", 03.2009
- "Coke Art: oggetti prodotti con contenitori Coca-Cola di riciclo", in "La Repubblica", 27.05.2009
- (EN) "Fighting CocaColanisation in Plachimada: Water, soft drinks and a tragedy of the commons in an Indian village", by Eva Wramner. Lund University. Spring Term 2004