Wayne Shorter

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Wayne Shorter
Wayne Shorter (2006)
Wayne Shorter (2006)
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Periodo di attività anni '50 – in attività
Strumento sassofono

Wayne Shorter (Newark, 25 agosto 1933) è un sassofonista, musicista e compositore statunitense di origine afro-cubana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre lo inizia involontariamente alla musica jazz ascoltando la radio al ritorno dal lavoro: grazie alla trasmissione quotidiana di Martin Block, il giovane Wayne scopre infatti Bud Powell, Thelonious Monk, Charlie Parker, il bebop, Coleman Hawkins e Lester Young. Studia musica per quattro anni alla New York University, dopodiché parte militare fra il 1956 e il 1958. Durante questo periodo, suona per un po’ con Horace Silver, quindi, congedatosi in ottobre, entra dapprima nell’orchestra di Nat Phipps e poi, nel luglio-agosto 1959, in quella di Maynard Ferguson ove incontra Joe Zawinul. Il suo primo album lo incide in novembre, quando Lee Morgan, presentatogli da Charlie Persip, lo fa scritturare da Art Blakey come sostituto di Hank Mobley, avendo questi abbandonato il gruppo proprio nel corso di una tournée internazionale. Rimarrà nell’organico dei Jazz Messengers sino al 1964, svolgendo persino mansioni di direttore musicale in virtù dei suoi talenti di arrangiatore e compositore. Con la formazione effettua numerose tournée attraverso l’Europa e il Giappone. Nell’estate del 1964 si unisce al quintetto di Miles Davis per una collaborazione che si protrarrà fino al 1970. In questi anni si avvicina definitivamente al sax soprano e si dimostrerà quanto più sensibile all’apertura del jazz ai nuovi orizzonti musicali. Anche nel quintetto davisiano la sua influenza musicale è notevole con molte composizioni, autentiche gemme del jazz moderno. Nel frattempo, incide ora in qualità di leader, ora di sideman, insieme a Freddie Hubbard, Lee Morgan, Grachan Moncur III, Bobby Timmons. Nel 1970 si separa da Davis. Un anno dopo, si unisce a Zawinul, Miroslav Vitous, quindi Jaco Pastorius, nei Weather Report. Nel corso degli anni ottanta incide con artisti provenienti da altre esperienze musicali, non propriamente jazzistiche: Joni Mitchell, Pino Daniele, Carlos Santana, Milton Nascimento, il complesso Steely Dan. Dopo aver messo fine, nel dicembre del 1986, al sodalizio con i Weather Report, porta infine avanti una carriera principalmente da leader, dedicandosi nella fattispecie alla scoperta di nuovi talenti soprattutto femminili: le percussioniste Marilyn Mazur e Terri Lyne Carrington, e le pianiste Geri Allen e Renee Rosnes. Il suo attuale quartetto, con Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade, ha segnato il ritorno di Shorter alla musica acustica, oltre che il passo definitivo nella free improvisation.

STILE: Similmente a molti altri sassofonisti della generazione formatasi alla scuola di Coltrane, anche per Wayne Shorter sono dovuti trascorrere diversi anni prima che potesse esprimere al meglio il suo talento. L’influenza coltraniana degli esordi (nitidezza nell’attacco delle note, lunghe frasi, contrasti, ricorso al parossismo) è quanto più sensibile in un ambiente sonoro che non differisce di molto da quello del suo primo maestro. Eppure, alcuni indizi (note tronche, punteggiatura in falsetto, roca sonorità appena marcata, dolce lirismo) lasciano già supporre una prossima evoluzione che la vicinanza di Miles Davis avrà solo il potere di accelerare. Inoltre, l’uso sempre più frequente del sax alto (e del lyricon, sax computerizzato ancora più acuto del soprano), unito alle sue preoccupazioni d’organizzatore del suono, lo immetteranno sulla via d’una creazione plurivocale in cui l’accompagnamento e l’assolo, senza smettere la loro interdipendenza, sembrano tuttavia diventare autonomi. L’impostazione perfetta e l’introduzione di strumenti elettrici, quindi elettronici, culminano in alcune composizioni per i Weather Report, mentre il discorso di Shorter strumentista si fa conciso. Nondimeno, il suo lirismo nostalgico innerva costantemente una musica che, sull’esempio della produzione davisiana, persegue l’unione di bellezza e modernità.

Discografia principale come leader[modifica | modifica wikitesto]

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