Little Richard

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(Tutti Frutti - Little Richard)
Little Richard
Little Richard nel 1967
Little Richard nel 1967
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rock and roll
Rhythm and blues
Soul
Gospel
Periodo di attività 1946 – in attività
Etichetta Atlantic, Bell, Brunswick, Coral, Critique, Elektra, End, Guest Star, Kent, Lost-Nite, Mainstream, Manticore, MCA, Mercury, Modern, Okeh, Peacock, RCA Victor, Reprise, Specialty, Vee Jay, Warner Bros., WTG
Album pubblicati 48

Little Richard, nome d'arte di Richard Wayne Penniman (Macon, 5 dicembre 1932), è un cantautore statunitense, si fa chiamare anche The Original King of Rock and Roll ("Il vero re del Rock and Roll").

Figura di grande influenza sulla storia della musica e sulla cultura popolare del XX secolo, i suoi lavori più celebrati appartengono soprattutto agli anni cinquanta, periodo nel quale, grazie a un sound ritmato e veloce unito a una interpretazione vocale innovativa e a un look decadente, fu uno dei musicisti che aiutò il genere del rock and roll a nascere e a diffondersi, diventando uno dei primi rockers a impersonare lo stile trasgressivo e oltraggioso del genere[1].

La sua musica ha avuto un profondo impatto su generi come il soul e il funk e influenzò numerosi cantanti e musicisti dall'epoca rock al rap. Questa importanza ha portato Little Richard a essere stato più volte onorato da varie istituzioni: è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Songwriter Hall of Fame, e ha ottenuto svariati riconoscimenti[2]. La sua canzone Tutti Frutti fu inserita nel 2010 nella Biblioteca del Congresso per il suo "sound ritmato e irresistibile, sposato a un'interpretazione vocale unica, che annunciò una nuova era per la storia della musica"[3].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Little Richard è un pioniere dei primi sviluppi del rock and roll. L'inizio della sua carriera discografica, negli anni cinquanta, è caratterizzato dalla mescolanza di elementi del blues e del rhythm and blues, con forti influenze gospel.

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Richard Wayne Penniman nacque a Macon, in Georgia, terzo di dodici figli nati da Charles "Bud" Penniman Sr. e sua moglie Leva Mae Stewart. Richard crebbe in una famiglia molto religiosa nella quale la musica era parte integrante delle loro vite; infatti la famiglia si esibiva come gruppo canoro in varie chiese locali con il nome d'arte "The Penniman Singers". I suoi parenti lo soprannominarono "War Hawk" a causa della sua potente voce stridente e acuta. All'età di dieci anni, ispirato dalla figura di Brother Joe May, un cantante evangelista conosciuto come "The Thunderbolt of the West" ("Il fulmine del West"), Penniman decise di voler diventare un prete da grande.[4]

Abitando in un quartiere nero; Richard alle volte aveva qualche contatto con persone di razza bianca ma, a causa della segregazione razziale, non poteva oltrepassare il confine dove abitavano i bianchi.[5] Giunto alle scuole superiori, Penniman suonava il sassofono nella banda della scuola. Ben presto perse interesse nello studio e iniziò a esibirsi in diversi spettacoli amatoriali.[6]

Anni cinquanta: Rock 'n' Roll & successo[modifica | modifica sorgente]

Penniman iniziò la sua carriera di registrazione il 16 ottobre 1951[7] imitando lo stile influenzato dalla musica gospel di artisti della fine degli anni quaranta come Billy Wright,[8] ma non raggiunse il successo fino al 1955, quando, sotto la guida dell'esperto produttore Robert "Bumps" Blackwell, iniziò a registrare in uno stile che aveva utilizzato per anni durante le esibizioni dal vivo,[9] e che consisteva in ritmi veloci, percussioni forti, un suono funky del sassofono, un cantato gospel sopra le righe, grida, spasmi e gemiti, accompagnati a una combinazione di musica boogie-woogie e rhythm and blues.

Nell'ottobre 1951, Penniman aveva ottenuto un contratto con la RCA Camden, ma ben presto fu colpito da un grave lutto. Infatti, suo padre venne ucciso da un colpo di pistola mentre lui si stava esibendo in un locale il 12 gennaio 1952.[6] Due anni dopo la tragedia, passò a incidere per la Peacock Records.[10] Richard pubblicò regolarmente dischi nel periodo 1951–54, ma nessuno di essi si rivelò un successo. Dopo sole due sedute di registrazione con la Peacock nel 1953,[11] Penniman, insoddisfatto dell'andamento della sua carriera solista, formò un gruppo musicale R&B dal nome "The Upsetters".

Il 45 giri Good Golly, Miss Molly

La band era composta dal batterista di New Orleans Charles "Chuck" Connors e da due sassofonisti, incluso Wilbert "Lee Diamond" Smith.[12] Nel 1955, al gruppo si aggiunsero altri due sassofonisti, Clifford "Gene" Burks e Grady Gaines, che presto si guadagnò il ruolo di leader,[13] insieme a Olsie "Baysee" Robinson al basso, e a Nathaniel "Buster" Douglas alla chitarra.[14] Richard Penniman inviò una demo alla Specialty Records nel 1955, e partecipò a una sessione di registrazione a New Orleans, in una pausa della quale cominciò a cantare Tutti Frutti, una canzone riproposta negli anni a seguire da molti artisti, tra i quali Elvis Presley, la cui versione del 1956 è rimasta celebre.

Questo brano, con parti trascinanti di batteria, sassofono e pianoforte, un beat veloce e testi ripuliti, è, con Lucille, il più famoso tra quelli composti da Little Richard, che negli anni successivi registrò numerosi altri successi, tra cui Long Tall Sally, Slippin' and Slidin, Jenny, Jenny e Good Golly, Miss Molly. Altri brani conosciuti, sia scritti che interpretati da lui sono Don't Deceive Me, Devil With a Blue Dress on, Keep a Knockin', Rip It Up, Land of Thousand Lands e You Know You Make Me Wanna Shout. Penniman, insieme alla sua band, iniziò a girare in lungo e in largo tutti gli Stati Uniti suonando i suoi successi negli stadi e nelle sale concerto delle principali città del Paese[15].

Durante le sue esibizioni, le persone di colore si mischiavano con i bianchi, le razze si univano, tutto questo in un periodo nel quale in America ancora vigevano leggi razziali severe indicanti che nei luoghi di pubblica aggregazione (inclusi i concerti) dovevano esserci zone separate riservate ai "bianchi" e ai "neri". Invece il pubblico di Richard, iniziava ad assistere al concerto effettivamente diviso in zone separate, ma il più delle volte, mentre il concerto proseguiva, piano piano le razze si mischiavano insieme.[16] Associazioni razziste del Sud degli Stati Uniti, come la "North Alabama White Citizens Council" (Consiglio dei cittadini bianchi del Nord dell'Alabama), protestarono vivacemente mandando in onda spot in Tv, che mettevano in guardia la popolazione affermando che "il Rock n Roll è parte di un complotto comunista per danneggiare i valori morali della gioventù americana. È pieno di riferimenti sessuali, immorale e...avvicina le persone di razze diverse le une alle altre".[17]

Il successo di Little Richard era comunque così trascinante, che persino nel sud dove il segregazionismo razziale imperava, i pregiudizi verso gli artisti di colore che si esibivano in locali per bianchi andarono lentamente scemando sempre più.[18] Non solo la sua musica o il fatto che fosse un nero scandalizzava i bempensanti dell'epoca, ma anche il suo spregiudicato look composto da abiti sgargianti, colorati, esagerati, la sua celebre pettinatura imbrillantinata e il trucco sugli occhi che gli davano un'aureola di pericolosa "lascivia", inedita per un cantante degli anni cinquanta.

Conversione al Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Raggiunto finalmente il successo, Little Richard lasciò il music business improvvisamente nel 1957, a metà di un tour australiano, per entrare in un'università cristiana nell'Alabama e intraprendere la carriera di predicatore. In questo periodo pubblicò solo qualche brano gospel nei primi anni sessanta, mentre la Speciality Records pubblicò alcuni suoi nuovi brani basati su registrazioni del passato.

Anni sessanta: Il ritorno sulle scene[modifica | modifica sorgente]

Little Richard (1966)

Nel 1962, Little Richard tornò sulla scena con un tour nel Regno Unito, ricevuto con entusiasmo e con il supporto di Rolling Stones e Beatles, suoi fan da tempo. Il 1º marzo 1964, Little Richard reclutò il giovane Jimi Hendrix come nuovo membro della sua band,[19] Hendrix iniziò a vestirsi come lui e a farsi crescere i baffi proprio come li portava Penniman.[20] Hendrix andò in tour con Penniman e suonò in circa una dozzina di tracce per la Vee Jay Records tra la primavera del 1964 e il 1965 prima di lasciare il gruppo.[21] Tre singoli, inclusa una reinterpretazione di Whole Lotta Shakin' Going On, entrarono in classifica riscuotendo un successo contenuto.[22]

Nel 1966 e nel 1967, Penniman registrò due album di musica soul per la Okeh Records, insieme al suo vecchio amico degli anni cinquanta, Larry Williams, come produttore, e con Johnny Guitar Watson alla chitarra.[23] Il primo disco produsse il singolo di successo Poor Dog.[24] Nell'agosto 1967, il secondo album, che consisteva in una raccolta di esibizioni in concerto all'Okeh Club, riportò Penniman nella classifica dei 200 album più venduti d'America stilata da Billboard, dopo circa dieci anni di assenza. Questo periodo di rinnovato successo rifece cascare Penniman nello stile di vita pieno di orge bisessuali e stravizi che lo aveva portato a convertirsi al fondamentalismo cristiano sul finire degli anni cinquanta, inoltre iniziò ad abusare pesantemente di cocaina.[25]

Con l'emergere del movimento Black Power alla fine del decennio, Penniman fu "caldamente" consigliato di esibirsi strettamente per un pubblico di soli neri. Egli rifiutò perché non voleva vietare a nessuno la possibilità di assistere a un suo spettacolo.[26] per tutto il resto del decennio, rimase una figura di spicco nel music business, facendo frequenti concerti negli Stati Uniti e in Europa, come anche in Messico e in Canada.

Anni settanta: declino e rinascita[modifica | modifica sorgente]

Penniman continuò a vivere "pericolosamente" per gran parte degli anni settanta[27] e sviluppò dipendenze da diversi tipi di droga.[28] Nel frattempo, lui e suo fratello fondarono la loro propria compagnia, la Bud Hole Incorporated.[29] Nel 1977, Penniman arrivò a un punto di non ritorno. Due suoi cari amici, un fratello e un nipote che amava come un figlio, morirono, e lui quasi rischiò di essere ucciso dal suo vecchio amico Larry Williams, che, mentre era in crisi d'astinenza, gli puntò una pistola contro minacciando di ucciderlo se non gli avesse dato del denaro per la droga.

In quello che Richard ricorda come il momento più terrorizzante di tutta la sua vita, Penniman si ricordò di avere un po' di contanti in tasca e prontamente li diede a Williams, che quindi lo lasciò andare.[30] Dopo questo brutto episodio e i lutti subiti, Penniman decise di cambiare definitivamente stile di vita e tornò all'evangelismo cristiano.[31] Lasciò contemporaneamente anche le scene, dichiarando che non era possibile conciliare una carriera da rockstar con la volontà di servire il Signore.

Anni ottanta, novanta e oltre[modifica | modifica sorgente]

Little Richard nel 1988 intervistato al 60° Academy Awards.

Penniman continuò a evangelizzare le folle in circa 250 occasioni durante la prima metà degli anni ottanta, alle volte in piccole chiese, altre in auditori da 21.000 posti. Le sue prediche vertevano principalmente sulla necessità dell'eguaglianza tra le razze e il redimere dai peccati la propria anima grazie all'amore del Signore, prendendo spunto dal suo rinnegato passato da alcolizzato, drogato e omossessuale.[32] Quindi si riconciliò con il mondo della musica, tornando a esibirsi in concerto, indicando di aver compreso che era possibile servire Dio anche attraverso la musica, rendendo felici le persone.

Nel 1986 Penniman fece una comparsata nel film Su e giù per Beverly Hills, ricevendo buone recensioni per la sua prova di attore.[33] Nel 1988, apparve sull'album tributo Folkways: A Vision Shared (per il brano The Rock Island Line, affiancato dai Fishbone)[34] ed eseguì la canzone portante della colonna sonora del film I gemelli insieme a Philip Bailey. Recitò anche un sermone e cantò il coro di sottofondo nella versione live estesa del brano degli U2 e di B.B. King When Love Comes to Town del 1989.[35] Penniman rimase attivo per tutti gli anni novanta, facendo della apparizioni, di tanto in tanto, in televisione, concerti, videoclip musicali, spot, film, e registrando nuovi brani.[36]

Nel 1990, registrò un frammento di parlato rap per la canzone Elvis Is Dead dei Living Colour (featuring Maceo Parker al sax) e in seguito suonò il brano insieme al gruppo dal vivo in TV.[37][38][39] Da quel momento Little Richard ha avuto una carriera periodica nel cinema, pubblicando occasionalmente nuove opere e mantenendo il suo status come pioniere del rock and roll.

Lascito artistico[modifica | modifica sorgente]

Little Richard nel 2007

Penniman ha influenzato lo sviluppo di diversi generi musicali di primo piano nel ventesimo secolo ed è stato anche importante nella formazione di altri celebri artisti. James Brown, che riteneva Penniman il suo "idolo",[40] affermò che egli era stato il primo a mischiare il funk con il rock and roll negli anni cinquanta.[31] Otis Redding riteneva che Penniman avesse contribuito significativamente allo sviluppo della musica soul.[41] Penniman è stato citato come fonte primaria di ispirazione da numerosi altri artisti di successo. Nel 1989, Ray Charles lo presentò durante il "The Legends of Rock n Roll concert", definendolo "un uomo che diede inizio a un genere di musica che gettò le basi per molto di quello che venne in seguito".

Bo Diddley disse che "Little Richard era un genio dello show business unico nel suo genere, e che aveva influenzato molte persone nel music business".[42] Paul McCartney ha confessato di aver sempre idolatrato Penniman quando andava a scuola da ragazzo, e che avrebbe voluto saper cantare come lui.[43] Mick Jagger definì Penniman "il creatore" e "il suo primo idolo".[44] Durante gli anni scolastici, Bob Dylan dichiarava spesso che la sua ambizione più grande sarebbe stata quella di entrare a far parte del gruppo musicale di Little Richard.[45] Nel 1966, Jimi Hendrix avrebbe detto: «Voglio riuscire a fare con la mia chitarra quello che Little Richard fa con la sua voce».[46] Bob Seger,[47] John Fogerty,[48] David Bowie,[49] Bon Scott,[50] Angus Young,[51] Freddie Mercury,[52] e Rod Stewart[53] sono alcuni degli altri artisti che hanno citato Penniman come loro influenza primaria.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Little Richard.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.scaruffi.com/vol1/richard.html
  2. ^ He is the recipient of Lifetime Achievement Awards from The Recording Academy and the Rhythm and Blues Foundation
  3. ^ "Tutti Frutti" was included in the Library of Congress' National Recording Registry in 2010, claiming the "unique vocalizing over the irresistible beat announced a new era in music."
  4. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 15-17.
  5. ^ Crossing racial lines: Meeting friends they never had - CNN.com in CNN, 12 novembre 2009. URL consultato l'11 maggio 2010.
  6. ^ a b BBC - h2g2 - Little Richard, Feeds.bbc.co.uk. URL consultato il 18 settembre 2010.
  7. ^ This Day in Music: October 16th
  8. ^ White, Charles (2003), pp. 25-7. The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press.
  9. ^ White (2003), p. 55.
  10. ^ White (2003), pp. 263-4.
  11. ^ Gaines, Grady 1934– – FREE Gaines, Grady 1934– information | Encyclopedia.com: Find Gaines, Grady 1934– research
  12. ^ White (2003), p.38-39.
  13. ^ Dahl, Bill, Grady Gaines, Allmusic. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  14. ^ White (2003), p. 82.
  15. ^ Chuck Berry - Mr. Rock'n'Roll, Chuckberry.de. URL consultato il 18 settembre 2010.
  16. ^ White (2003), pp. 69-70.
  17. ^ White (2003), pp. 82-3.
  18. ^ White (2003), p. 65.
  19. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 132.
  20. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 126.
  21. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 249-251.
  22. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 267-268.
  23. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 253-255.
  24. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 268
  25. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 154-155.
  26. ^ White, Charles, The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press, 2003, pag. 151.
  27. ^ White (2003), p.166.
  28. ^ White (2003), p.204,205.
  29. ^ White (2003), p. 168.
  30. ^ White (2003), p. 186-191.
  31. ^ a b c Little Richard: inducted in 1986 | The Rock and Roll Hall of Fame and Museum, Rockhall.com. URL consultato il 18 settembre 2010.
  32. ^ White (2003), pp. 203-14.
  33. ^ White (2003), p. 221.
  34. ^ Folkways: A Vision Shared - A Tribute to Woody Guthrie & Leadbelly: Tribute to Guthrie, Leadbell: Amazon.ca: Music, Amazon.ca. URL consultato il 18 settembre 2010.
  35. ^ By Jonathan on April 1, 1989 9:23 AM, U2ography | April 1989 Archives, U2Station.com, 1º aprile 1989. URL consultato il 18 settembre 2010.
  36. ^ Little Richard - IMDb
  37. ^ Elvis Is Dead: Living Colour: MP3 Downloads, Amazon.com. URL consultato il 18 settembre 2010.
  38. ^ Broadcast Yourself, YouTube. URL consultato il 18 settembre 2010.
  39. ^ “”, Living Colour - Elvis Is Dead (Live On Arsenio), YouTube, 24 aprile 2008. URL consultato il 18 settembre 2010.
  40. ^ White (2003), p. 229.
  41. ^ White (2003), p. 231.
  42. ^ White, Charles. (2003), p. 226. The Life and Times of Little Richard: The Authorised Biography. Omnibus Press.
  43. ^ White (2003), p. 114-15.
  44. ^ White (2003), pp. 119-20.
  45. ^ Shelton, Bob. pag. 39
  46. ^ White (2003), pp. 125-28, 131-32, 163 e 228.
  47. ^ Influences, Seger File. URL consultato il 10 agosto 2009.
  48. ^ John Fogerty, Psych.mcgill.ca. URL consultato il 10 agosto 2009.
  49. ^ White (2003), p. 226
  50. ^ bravewords.com, News > AC/DC Guitarist Angus Young Remembers Bon Scott - "When I Think Back In Hindsight, He Was A Guy That I Always Knew Was Full Of Life", Bravewords.com. URL consultato il 18 settembre 2010.
  51. ^ Angus Young, Acdcwillie.tripod.com. URL consultato il 18 settembre 2010.
  52. ^ Zoe Chace, Where Are All The Pretty Boys? : The Record, NPR, 30 agosto 2010. URL consultato il 18 settembre 2010.
  53. ^ Austin Scaggs, As Time Goes By: Rod Stewart in Rolling Stone, 7 ottobre 2003. URL consultato il 10 agosto 2009.
  54. ^ Walk of Fame Directory, Hollywoodchamber.net. URL consultato il 10 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2008).
  55. ^ Lifetime Awards, GRAMMY.com, 8 febbraio 2009. URL consultato il 10 agosto 2009.
  56. ^ Rhythm and Blues Foundation Website, Web.archive.org, 13 febbraio 2008. URL consultato il 10 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  57. ^ BMI ICON Awards Honor Three of Rock & Roll’s Founding Fathers, bmi.com. URL consultato il 2 ottobre 2010.
  58. ^ CNN.com - Today's Buzz stories |date=2002-02-06 [collegamento interrotto]
  59. ^ Songwriters Hall of Fame, Web.archive.org, 1º ottobre 2006. URL consultato il 10 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2006).
  60. ^ The Greatest Artists of All Time: Little Richard
  61. ^ Little Richard - Tutti Frutti Tops World-Changing Hit List, Contactmusic.com. URL consultato il 10 agosto 2009.
  62. ^ Inductee Information to the Music City Walk of Fame, Visitmusiccity.com. URL consultato il 18 settembre 2010.
  63. ^ LITTLE RICHARD 2009, Louisiana Music Hall of Fame. URL consultato il 18 settembre 2010.

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