Sonny Rollins

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Sonny Rollins
Sonny Rollins durante uno dei suoi concerti a Perugia nell'ambito di Umbria Jazz
Sonny Rollins durante uno dei suoi concerti a Perugia nell'ambito di Umbria Jazz
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz
Periodo di attività circa 1945 – ?
Sito web

Sonny Rollins, all'anagrafe Theodore Walter Rollins (Harlem, 7 settembre 1930), è un sassofonista e compositore statunitense di musica jazz e uno dei più importanti capiscuola dello stile hard bop.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

« Sonny era una leggenda, quasi un Dio per i musicisti più giovani. Molti pensavano che suonasse al livello di Bird. Quello che posso dire io è che ci andava molto vicino. Era un musicista aggressivo e innovativo con sempre nuove idee. Mi piaceva tantissimo come strumentista ed era anche un grande compositore. (Ma penso che più tardi Coltrane lo abbia influenzato e gli abbia fatto cambiare stile. Se avesse continuato quello che stava facendo quando lo conobbi, forse sarebbe oggi un musicista anche più grande di quello che è - ed è un grande musicista) »
(Miles Davis[1])

Sonny ha i primi contatti con la musica a undici anni, quando prende lezioni di pianoforte e di sassofono; dopo una breve esperienza con il sassofono contralto, passa permanentemente al sax tenore nel 1946, all'età di sedici anni. Entra negli Harlem Rollin' dove suonano anche Jackie McLean, Arthur Taylor, e Kenny Drew con i quali costituirà una band alle scuole superiori. I suoi genitori provenivano dalle isole Vergini ed egli amava molto la musica da ballo dei Caraibi: si avvicinò al sassofono nell'era della musica "jump" antecedente al rock and roll e, anche se la sua musica rivela quel passato, Rollins va molto al di là: una sua singola improvvisazione (ed alcune sono molto estese) può sembrare come un veloce cammino a ritroso attraverso la musica popolare dell'Ovest, costruita in modo così eccentrico da risultare quasi astratta.

Le sorelle ed i fratelli di Sonny erano tutti studenti di musica classica, ma uno zio sassofonista, appassionato di blues, conquistò con la sua musica il giovane che assorbì gli stili degli idoli del sassofono degli anni quaranta: da Coleman Hawkins prese la sonorità intensa e l'abilità di muoversi tra gli accordi, da Lester Young la capacità di raccontare storie nel modo più originale, da Charlie Parker tutte le caratteristiche di Hawkins e Young messe insieme sintetizzate in un nuovo, rivoluzionario, linguaggio. Da questo crogiolo ribollente Rollins emerse con un bagaglio unico di sicurezza, velocità, swing e spontaneità inventiva. Anche il pianista Thelonious Monk influenzò molto Rollins, rendendo i suoi assoli più frammentari e melodicamente più imprevedibili, con un'inclinazione a spezzettare il materiale tradizionale e spesso a rovesciarlo.

La celebrità[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni quaranta aveva raggiunto un livello di bravura tale da poter cominciare a suonare con i musicisti suoi idoli, e con i suoi coetanei che stavano facendo la storia del jazz, tra cui Miles Davis, con cui si sarebbe ritrovato più volte nel corso degli anni. L'ascolto di Oleo[2], Doxy e Airegin[3] sull'LP Bags' Groove (1954) e dell'album di Thelonius Monk Brilliant Corners (1956) dimostra la statura raggiunta da Rollins come strumentista e come compositore: gli standard da lui composti in questi anni restano tra i più famosi e frequentati.

Nel 1955 sostituì Harold Land nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach. Negli anni successivi realizzò molte incisioni che lo proiettarono nel firmamento del jazz con la considerazione di miglior sassofonista dai tempi di Charlie Parker. Nella seconda metà degli anni cinquanta registrò, molto spesso insieme a Roach, alcuni dei suoi lavori più importanti: il fondamentale Saxophone Colossus, Tenor Madness (in cui lo si può ascoltare in una spettacolare chase - o gara - con John Coltrane appena approdato al quintetto di Miles Davis), e Freedom Suite.

La celebrità che accompagnò Rollins in questo periodo non spense mai il suo innato desiderio di apprendere ed evolversi, un impulso che egli stesso attribuisce alla volontà di competere con i suoi fratelli maggiori. Proprio quando l'avanguardia avanzava Rollins si prese due anni di riposo, dal 1959 al 1961, per approfondire i complessi problemi riguardo al rapporto tra improvvisazione e struttura. In quei due anni, Rollins riprese a studiare lo strumento come se dovesse ricominciare, e per evitare le proteste dei vicini prese ad andare a studiare su un ponte sull'East River, dove talvolta lo raggiungeva Steve Lacy anch'egli alle prese con una riflessione sulla sua musica.

« Stavo diventando molto famoso a quei tempi, e sentivo di dover migliorare molti aspetti della mia arte. Mi pareva di star ricevendo troppo presto e troppo in fretta, e mi dissi, aspetta un momento, voglio farlo a modo mio. Non volevo lasciare che mi spingessero troppo allo scoperto per poi lasciarmi cadere; volevo prepararmi adeguatamente, e farlo da solo. In quel periodo andavo a studiare sul ponte, il Williamsburg Bridge che era vicino a casa mia perché in quegli anni vivevo nel Lower East Side »
(Sonny Rollins[4])

Negli anni cinquanta aveva conosciuto il grande "architetto" del free jazz, Ornette Coleman, e al suo ritorno sotto i riflettori cominciò a lavorare con due importanti sideman di quest'ultimo: il trombettista Don Cherry ed il batterista Billy Higgins. Il risultato musicale fu più libero e avventuroso, ancora segnato, però, dall'energia instancabile con la quale Rollins riusciva ad incatenare, l'una all'altra, nuove idee nel corso di ogni furioso assolo. Rollins incise sei album negli anni successivi al 1961: The Bridge è uno dei più conosciuti ed è così intitolato a ricordo delle sue sedute di studio sul Williamsburg Bridge.

Si ritirò nuovamente tra il 1969 ed il 1971 per tornare nel 1972 alla guida di giovani band che, però, eseguivano un jazz più commerciale.

Tempi moderni[modifica | modifica wikitesto]

In tempi più recenti Sonny Rollins ha sempre più spesso lasciato emergere gli entusiasmi musicali dei suoi anni giovanili, e molte delle sue registrazioni degli anni 1990-2010 comprendono un funk molto più rilassato, ballads romantiche e musica soul contagiosa. Ma egli resta un improvvisatore senza pari. In qualsiasi momento, nelle performance dal vivo, egli è sempre in grado di lasciare che la sua creatività, ancora vivace e ostinata, attinga alla sua inesauribile riserva di melodia per elaborarla in maniera ammaliante ed imprevedibile. Al Ronnie Scott's Club di Londra si ricorda ancora un finale di un suo concerto: mentre dava la buonanotte al pubblico, di colpo affiorò nella sua memoria una canzone di Tin Pan Alley intitolata Goodnight Rollins continuò a suonare senza accompagnamento per oltre un'ora, quasi senza prendere fiato.

Dopo la perdita, nel 2005, della moglie Lucille che gli aveva fatto da agente per più di trent'anni, Rollins fondò una propria casa editrice, la Doxy Records[5], che, nel gennaio 2007, pubblicò il suo primo album di studio da più di cinque anni, "Sonny, please"[6].

La spinta continua ad elaborare nuova musica traendo ispirazione da quella vecchia fa parte dello spirito jazz, di cui Sonny Rollins è un portavoce folgorante. Tornato - quasi ottantenne - ai concerti dal vivo ed all'improvvisazione, Rollins ha dimostrato di essere ancora uno dei più importanti tenorsassofonisti jazz.

Nel 2010, Rollins ha celebrato il suo ottantesimo compleanno con un tour che, il 16 novembre 2010, lo ha visto partecipare al Bologna Jazz Festival con un concerto al Teatro Europauditorium.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Sonny Rollins.

Collaborazioni principali[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Rollins sarebbe potuto essere il sassofonista del famoso primo quintetto di Miles Davis, al posto di John Coltrane. Quando Miles lo chiamò, Sonny era a Chicago in uno dei suoi ritiri e declinò l'offerta. Davis dapprima non voleva chiamare Coltrane, che non considerava allo stesso livello: l'audizione e le raccomandazioni di Dizzy Gillespie gli fecero cambiare idea. A giudicare da alcune frasi ironiche presenti nella sua autobiografia, pare che l'ombroso Davis non abbia apprezzato particolarmente il rifiuto di Rollins.
  • Negli anni cinquanta uno dei soprannomi di Rollins era Newk a causa della sua forte somiglianza con il famoso giocatore di baseball Don Newcombe per il quale veniva regolarmente scambiato.[7]
  • Nel dicembre del 1956 incide Tour the Force, con Kenny Drew e Max Roach e, soprattutto, con il cantante Earl Coleman: un connubio sax tenore-canto che sarà ripreso un decennio più tardi da John Coltrane e Johnny Hartman e a metà degli anni ottanta da Benny Carter e Billy Eckstine (che dei due summenzionati cantanti è stato "maestro").

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce d'Onore di I Classe per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Onore di I Classe per le scienze e per le arti (Austria)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Miles Davis: The Autobiography with Quincy Troupe
  2. ^ Il nome di questa composizione è dovuta al fatto che Rollins la scrisse in sala prove sul retro di un pezzetto di carta che risultò essere l'incarto di un pezzo di margarina,oleomargarine in inglese.
  3. ^ Airegin è Nigeria scritto al contrario. Rollins diede questo titolo alla sua composizione ispirandosi ad una mappa dell'Africa che aveva visto, al rovescio, su un tavolo.
  4. ^ Citato sulla Sonny Rollins Page
  5. ^ Intervista su The New York Times. Doxy è il titolo di uno dei più famosi standard composti da Rollins. La parola doxy significa donna facile o sgualdrina.
  6. ^ Sito dedicato all'album
  7. ^ BBC: Sonny Rollins

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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