The New York Times

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The New York Times
Logo de The New York Times
Paese bandiera Stati Uniti
Lingua inglese
Periodicità quotidiano
Formato Broadsheet
Tiratura al giorno: 1.000.665
domenica: 1.438.585[1]
Fondazione 1851
Sede New York, al New York Times Building, 620 Eighth Avenue
Sito web [1]

Il New York Times è un quotidiano pubblicato negli Stati Uniti, con sede a New York.
La diffusione media è di 1.000.665 copie giornaliere [2].
A marzo 2009 i visitatori unici del sito web sono 31 milioni al mese (61 milioni per cookies stimati) per 250 milioni di accessi e 1,1 miliardi di pagine visualizzate. In Italia le pagine visualizzate sono 3,8 milioni al mese [3].

Il quotidiano ha vinto più premi Pulitzer di qualsiasi altro giornale. Nel solo 2009 ne ha vinti cinque, superando quota 100 (ne ha vinti 101 dal 1917 ad oggi) [4]. Paul Krugman, editorialista per l'economia, ha vinto il premio Nobel per l'economia nel 2008.

Politicamente appartiene all'area liberal (termine della tradizione politica americana che indica un liberalismo progressista molto attento alle questioni sociali, ma nel contempo geloso custode del rispetto dei diritti individuali[5]).
Appartiene alla “The New York Times Company”, che pubblica giornali come l'International Herald Tribune e il Boston Globe.

The New York Times è il primo quotidiano di New York City ad essere ospitato in un edificio costruito appositamente per quest'uso. Nel 1904 ha trasferito i propri uffici in un'area chiamata Long Acre Square e da allora rinominata Times Square, una delle piazze più celebri di New York.

La versione online del quotidiano è disponibile quasi per intero gratuitamente in Internet; anche il suo enorme archivio è consultabile online.

Indice

[modifica] Origini

Fu fondato il 18 settembre 1851 da Henry Jarvis Raymond e George Jones.

[modifica] Elezioni presidenziali

Com'è consuetudine nella tradizione giornalistica americana, anche il New York Times ha dichiarato pubblicamente il candidato preferito alle Elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Nel 1860 il quotidiano si schierò per il candidato repubblicano, Abramo Lincoln, dato per sfavorito, che invece vinse.
Nel 1940 il NYT appoggiò il candidato repubblicano W. L. Willikie, che perse contro Roosevelt. Nel 2004, il sostegno del quotidiano andò a John Kerry, che venne sconfitto da George W. Bush.[6]
Nel 2008, il sostegno del quotidiano andò a Barack Obama, che vinse contro McCain.[7]

[modifica] Fatti recenti

La nuova sede del New York Times

Nel corso del 2007 la sede del Times è stata trasferita dallo storico edificio sulla 43a strada al nuovo grattacielo di 52 piani sull'ottava avenue disegnato da Renzo Piano e del quale il giornale possiede circa il 58%. Un anno dopo il trasferimento la testata ha clamorosamente annunciato di avervi messo un'ipoteca di 225 milioni di dollari.

Alcune modifiche hanno interessato nello stesso periodo anche il giornale: il formato è stato ridotto, alcune sezioni sono state riorganizzate e soprattutto si è cominciato a preparare la risposta alla sfida che nel 2008 è stata lanciata dal nuovo Wall Street Journal di Rupert Murdoch, allo scopo di spodestare il NYT dal ruolo di quotidiano principale degli Stati Uniti.
Il confronto NYT e WSJ online però non lascia spazio a dubbi, con il Nytimes che raggiunge 31 milioni di utenti contro i 12 di WSJ nel mondo [8].

Per conservare e migliorare il proprio primato, il Times ha affidato la direzione della Book Review ("Rivista dei libri") e dell'inserto culturale della domenica al conservatore Sam Tanenhaus ed ha assunto un editorialista come Bill Kristol, di idee «neocon». Con Kristol gli editorialisti conservatori nel Times sono diventati due (il primo è stato David Brooks). Il sito web è continuamente migliorato con risultati record e, infine, da settembre 2007 il sito web e l'immenso archivio sono stati resi accessibili integralmente e a titolo gratuito [9].

Nel 2007 Andrea Elliott ha vinto il Premio Pulitzer per gli scritti sull'immigrazione negli USA e lo stesso riconoscimento è stato attribuito nel 2006 a Nicholas D. Kristof per gli articoli che hanno portato all'attenzione del mondo il genocidio in atto nel corso del Conflitto del Darfur.

Nel 2008 il NYT si è aggiudicato altri due Premi Pulitzer, assegnati a:

  • Walt Bogdanich e Jake Hooker, per l'inchiesta sulla filiera farmaceutica (Toxic Pipeline Series), che ha svelato come ingredienti farmaceutici pericolosi sono entrati nel mercato globale a partire dalla Cina;
  • Amy Harmon per la serie "L'età del DNA" (The DNA Age), che ha spiegato l'impatto delle tecnologie genetiche nella vita delle società occidentali.

Oggi il grattacielo sede del NYT è al centro di una grossa operazione finanziaria, che ha l'obiettivo di reperire la liquidità necessaria soprattutto per azzerare l'indebitamento a lungo termine della casa editrice del quotidiano. Ventuno dei 52 piani dello stabile verrebbero acquistati per 225 milioni di dollari dal gruppo finanziario WP Carey. Trascorsi 10 anni, il Times potrà riacquistare parte dell'immobile alla stessa cifra incassata per il primo passaggio di proprietà. Nel frattempo pagherà un canone annuo variabile che, per il primo anno, ammonterà a 24 milioni [10].

Il 5 gennaio 2009 il NYT ha per la prima volta venduto uno spazio pubblitario della prima pagina, da sempre considerata lo spazio informativo più importante del giornale [11]. Si tratta di una striscia a colori di 6 cm, ceduta alla rete televisiva CBS. La decisione è stata presa per contrastare la crisi economica che ha colpito anche il prestigioso quotidiano.

[modifica] Tiratura

Nel 2004 la tiratura media[12] era di:

  • 1.124.700 copie nei giorni lavorativi
  • 1.669.700 copie la domenica

[modifica] Presenza sul Web

Il New York Times ha avuto una presenza significativa sul Web fin dal 1995 ed è uno dei più visitati siti giornalistici. È uno dei siti web più trafficati al mondo e il primo quotidiano online con base in US con 31 Milioni di utenti al mese a marzo 2009 secondo google Ad Planner. Nel marzo 2009 i siti web di nytimes.com e IHT.com si sono fusi in un'unica piattaforma digitale accessibile da entrambe le home page. Il 14 settembre The NYT ha chiuso il programma di accesso a pagamento per gli archivi e gli articoli del quotidiano varando una strategia più open e in linea con l'evoluzione della rete. I risultati eccezionali conseguiti in termini di traffico web sono diretta conseguenza del continuo lavoro di miglioramento del sito nytimes.com. Tra i miglioramenti introdotti nel solo 2008 citiamo le partnership con CNBC per la condivisione di contenuti nelle aree business e technology, l'applicazione per iPhone rilasciata a luglio 2008, la partecipazione con LinkedIn, il lancio in beta del social network TimesPeople.[13]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Newspapers see sharp circulation drop of 4.8 pct (Jesdanun Annick). Associated Press. URL consultato il 05-11-2008.
  2. ^ Variazione da ottobre 2007 a settembre 2008.
  3. ^ Fonte: Google Ad Planner.
  4. ^ (EN) The Times Wins 5 Pulitzer Prizes. The New York Times Company. URL consultato il 20-04-2009.
  5. ^ Liberal, 1° novembre 2008.
  6. ^ Marco Contini, «La carica dei quotidiani per Obama», la Repubblica, 25 ottobre 2008, pagg. 16-17.
  7. ^ Marcello del Bono, «Il New York Times: Obama è la scelta giusta», http://blog.delbono.eu/new-york-times-obama/
  8. ^ Fonte: Google.
  9. ^ The New York Times,«Times to Stop Charging for Parts of Its Web Site», http://www.nytimes.com/2007/09/18/business/media/18times.html
  10. ^ Giornalisti, rivista dell'ODG dell'Emilia-Romagna, gennaio-marzo 2009, pag. 24.
  11. ^ Pubblicità sul Times - Articolo di La Repubblica http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/nyt-pubblicita/nyt-pubblicita/nyt-pubblicita.html
  12. ^ (EN) Dati forniti dalla New York Times Company
  13. ^ The New York Times Company,"New York Times Timeline " http://www.nytco.com/company/milestones/timeline.html

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[modifica] Collegamenti esterni

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