Herbie Hancock

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Herbie Hancock
Herbie Hancock al Round House, Camden, 2006
Herbie Hancock al Round House, Camden, 2006
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Jazz modale[1]
Jazz-funk[1]
Hard bop[1]
Post-bop[1]
Fusion[1]
Funk[1]
Periodo di attività 1960 – in attività
Album pubblicati 51
Studio 48
Live 3
Sito web
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore colonna sonora 1987

Herbert Jeffrey “Herbie” Hancock (Chicago, 12 aprile 1940) è un pianista e tastierista statunitense jazz, fusion e funky.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a studiare pianoforte all'età di 7 anni, e subito si dimostra un bambino prodigio. Nel 1961 Donald Byrd lo invita ad unirsi al suo gruppo a New York, dopodiché l'etichetta Blue Note gli offre un contratto.

Il suo primo album è Takin' Off, del 1962, che diventa un successo commerciale dopo che Mongo Santamaría suona come cover il pezzo Watermelon Man. Nel maggio del 1963, Miles Davis lo chiama per il suo album Seven Steps to Heaven. Hancock entra così a far parte dello storico quintetto di Davis, dove incontrerà anche Wayne Shorter, Tony Williams e Ron Carter. Durante la permanenza nel quintetto, Hancock continua a lavorare per l'etichetta Blue Note, realizzando capolavori come Maiden Voyage, Cantaloupe Island, e Speak Like a Child. Nel frattempo realizza la musica per il film Blow-Up di Michelangelo Antonioni.

Hancock e gli Headhunters, 1975

Nel 1968, lasciato il gruppo di Davis, registra per la Warner l'album Fat Albert Rotunda, il suo primo disco squisitamente funky, anche colonna sonora dell'omonimo cartone animato. Nel 1969 forma un sestetto con cui realizza diversi dischi come The Prisoner. In questo periodo incomincia a interessarsi di strumenti elettronici. Gli album per la Warner Bros segnano il definitivo passaggio nella sfera del funky. L'album di transizione è Fat Albert Rotunda al quale seguono Crossings e Sextant (il sound ricorda vagamente Bitches Brew di Miles Davis) per poi passare alla fase funk vera e propria. L'album più significativo è Headhunters nel quale è presente il famoso singolo Chameleon.

Questo periodo continuerà fino agli anni ottanta, data nella quale il continuo zigzagare di Hancock da un genere all'altro lo porterà a seguire due progetti contemporaneamente: uno vicino alla disco e alla musica elettronica (dal quale usciranno album come Future Shock, che contiene il celebre singolo da classifica Rockit, e Perfect Machine) e uno hard-boppistico: la riunione venne formata con gli stessi membri dei primi dischi di Hancock: Tony Williams, Ron Carter e Freddie Hubbard. Sempre in questi anni si esibisce con numerosi concerti nel power-jazz trio Hurricane con Billy Cobham e con Ron Carter, riscuotendo un enorme successo. Durante il tour internazionale del 1984, assieme a lui suona Foday Musa Suso (griot del Gambia), e nel 1985 pubblicano assieme Village life, LP in cui Hancock suona il sintetizzatore elettronico Yamaha DX-1 che consente di modificare l'intonazione delle singole note, permettendogli di usare la stessa accordatura non temperata della kora di Suso.

Gli anni novanta segnarono un nuovo e fertile periodo per il pianista di Chicago: i progetti The New Standards, Gershwin World, Future 2 Future e Directions in Music sono gli album di riferimento delle nuove avventure di Hancock.

Nel 2007 esegue con Quincy Jones il brano The Good, The Bad and The Ugly contenuto nell'album We All Love Ennio Morricone.

Nel febbraio del 2008 il suo River: The Joni Letters, dedicato all'amica cantautrice Joni Mitchell, viene premiato con il Grammy Award come miglior album del 2007.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Cantaloupe Island è tra i brani di Hancock che hanno avuto maggior successo, al punto da essere considerato uno dei moderni standard. La composizione originale fa parte dell'album Empyrean Isles del 1964, ed è eseguita da Freddie Hubbard (tromba), lo stesso Hancock (pianoforte), Ron Carter (contrabbasso) e Tony Williams (batteria). Nel 1994 gli US3 hanno pubblicato un remix del brano, intitolandolo "Cantaloop (Flip Fantasia)". Il gruppo, realizzando una coraggiosa e ben riuscita contaminazione jazz-rap, ha inciso molto probabilmente la versione più conosciuta del brano, che nei soli States ha venduto più di un milione di copie.

Tra le molte composizioni di Hancock che hanno raggiunto lo stato di standard, si possono ancora citare la funky Watermelon Man e Maiden Voyage, un classico del modal jazz.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1988 Herbie Hancock dichiarò che esistono ufficialmente quattro versioni della canzone Chameleon, pubblicata nel 1973, che differiscono solamente per durata di tempo: Le due pubblicate hanno una durata di sette minuti e trentadue secondi e quindici minuti e quarantacinque secondi; quelle mai pubblicate hanno una durata dai venticinque ai trenta minuti e non furono rilasciate per paura che l'ascoltatore "non potesse sentire tutto l'album o si annoiasse".
  • Herbie Hancock usa, sia per le registrazioni che per i live, pianoforti italiani Fazioli.
  • Herbie Hancock è buddhista praticante. Segue il buddhismo di Nichiren Daishonin che si rifà agli insegnamenti di Shakyamuni, il primo Buddha storico, ed è membro della Soka Gakkai Internazionale. Ha recentemente composto un brano dal titolo Gongyo che consiste nella recitazione di parte del Sūtra del Loto e del daimoku. Titolo del sūtra in giapponese è Myōhō Renge Kyō che significa letteralmente "Legge mistica di causa ed effetto attraverso il suono".

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con Miles Davis[modifica | modifica wikitesto]

Con Milt Jackson[modifica | modifica wikitesto]

Con Wayne Shorter[modifica | modifica wikitesto]

  • 1974 - Native Dancer

Speak no evil

Con Tony Williams[modifica | modifica wikitesto]

  • 1979 - The Joy of Flying

Con Ron Carter[modifica | modifica wikitesto]

Con Terry Plumeri[modifica | modifica wikitesto]

Con Quincy Jones[modifica | modifica wikitesto]

Con Stevie Wonder[modifica | modifica wikitesto]

Con Jaco Pastorius[modifica | modifica wikitesto]

Con Foday Musa Suso[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Academy Awards[modifica | modifica wikitesto]

Grammy Awards[modifica | modifica wikitesto]

  1. 1983, Grammy Award per miglior performance R&B strumentale per Rockit
  2. 1984, Grammy Award per miglior performance R&B strumentale per Sound System
  3. 1987, Grammy Award per miglior composizione strumentale per Call Sheet Blues
  4. 1994, Grammy Award per miglior album jazz contemporaneo, per A Tribute to Miles
  5. 1996, Grammy Award per miglior composizione strumentale, per Manhattan (Island Of Lights And Love)
  6. 1998, Grammy Award per miglior arrangiamento strumentale per St. Louis Blues
  7. 1998, Grammy Award per miglior performance jazz strumentale per Gershwin's World
  8. 2002, Grammy Award per miglior album jazz strumentale per Directions in Music: Live at Massey Hall
  9. 2002, Grammy Award per miglior assolo strumentale jazz per My Ship
  10. 2004, Grammy Award per miglior assolo strumentale jazz per Speak Like a Child
  11. 2008, Grammy Award per miglior album jazz contemporaneo per River: The Joni letters
  12. 2008, Grammy Award per album dell'anno per River: The Joni letters

Altri premi importanti[modifica | modifica wikitesto]

  • MTV Awards (5 awards in total) - Best Concept Video - Rockit, 1983-84
  • Gold Note Jazz Awards - NY Chapter of the National Black MBA Association, 1985
  • French Award Officer of the Order of Arts & Letters-Paris, 1985
  • BMI Film Music Award "Round Midnight", 1986
  • U.S. Radio Award "Best Original Music Scoring - Thom McAnn Shoes", 1986
  • Los Angeles Film Critics Association "Best Score - Round Midnight", 1986
  • BMI Film Music Award "Colors", 1989
  • Soul Train Music Award "Best Jazz Album - The New Standard", 1997
  • Festival International Jazz de Montreal Prix Miles Davis, 1997
  • VH1's 100 Greatest Videos - "Rockit" is "10th Greatest Video", 2001
  • NEA Jazz Masters Award, 2004
  • Downbeat Magazine Readers Poll Hall of Fame, 2005
  • Album of the Year, 2007
  • Harvard Foundation Artist of the Year, 2008[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Herbie Hancock in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Hancock named Harvard Foundation Artist of the Year — The Harvard University Gazette

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 49408202 LCCN: n81014575