Al Green

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Al Green
Al Green in concerto.
Al Green in concerto.
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rhythm and blues
Gospel
Soul
Smooth soul
Periodo di attività 1967 – in attività
Album pubblicati 38
Studio 16
Live 12
Raccolte 10
Sito web

Albert Greene (Forrest City, 13 aprile 1946) è un cantante statunitense di musica gospel e soul che godette di una grande popolarità all'inizio e sino alla metà degli anni settanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordio[modifica | modifica wikitesto]

Green nacque a Forrest City, in Arkansas. Figlio di un mezzadro, iniziò a esibirsi a nove anni in un quartetto musicale di Forrest City chiamato i "fratelli Greene" (eliminò la "e" dal suo cognome anni dopo, quando lavorava come solista). Fecero molti tour durante la metà degli anni cinquanta in Louisiana fino a quando i Greene non si trasferirono a Grand Rapids, in Michigan, dove iniziarono a esibirsi nello stato. Venne cacciato dal gruppo perché beccato da suo padre mentre ascoltava musica di Jackie Wilson.

Green formò allora un gruppo chiamato "Al Greene & the Creations" durante la high school. Curtis Rogers e Palmer James, due membri delle Creations, crearono un'etichetta indipendente chiamata "Hot Line Music Journal". Nel 1967, sotto il nuovo nome di "Al Greene & the Soul Mates", la band registrò Back Up Train e lo fece uscire sotto la "Hot Line Music"; la canzone divenne un successo dell'R&B. I singoli successivi del gruppo non andarono bene come il primo. Green contattò il leader di una band, Willie Mitchell della Hi Records di Memphis, in Tennessee, dove Green venne assunto come voce per uno show in Texas in cui suonava la band di Mitchell.

Ascesa e notorietà[modifica | modifica wikitesto]

Mitchell prevedeva un'imminente notorietà per Green, e lo spronava a trovarla come "sostitutore" di tutti i suoi beniamini, come Jackie Wilson, Wilson Pickett, James Brown e Sam Cooke. L'uscita dell'album Green Is Blues, primo per la Hi Records di Green, consentì di mostrare la sua voce potente ed espressiva, che cantava musiche con arrangiamenti simili a quelli di Mitchell. L'LP successivo, Al Green Gets Next to You del '70, fu un successo che ricevette quattro dischi d'oro per il nuovo talento vocale e compositore di Green. Let's Stay Together del '72 arriva prima nella Billboard Hot 100 e fu un successo enorme, così come I'm Still in Love with You, dello stesso anno: la traccia principale di Let's Stay Together verrà poi usata nel film Pulp Fiction di Quentin Tarantino, del 1994. Call Me fu un successo di critica e pubblico; è uno degli album oggi più amati. Al Green Explores Your Mind del 1974 conteneva la canzone "Take Me to the River", della quale poi i Talking Heads fecero una cover nel loro secondo album.

Conversione[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 ottobre 1974, la fidanzata di Green, Mary Woodson, versò su di lui dei fiocchi d'avena bollenti mentre si faceva la doccia perché Green aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio. Questo causò delle ustioni di secondo grado alla sua schiena, allo stomaco e ad un braccio. In seguito la ragazza si suicidò nella stanza adiacente. Profondamente scosso, Green si convertì al Cristianesimo e divenne un pastore ordinato della Full Gospel Tabernacle di Memphis, nel 1976. Continuando a registrare R&B, Green vide le sue vendite iniziare a crescere e i critici sempre più aspri nei suoi confronti.

The Belle Album del 1977 venne acclamato dalla critica ma non ricevette abbastanza attenzione dal pubblico. Nel 1979, Green venne ferito mentre suonava, e interpretò l'incidente come un messaggio da Dio. Si concentrò dunque verso la chiesa e i canti gospel, apparendo nel 1982 con Patti Labelle nel musical teatrale a Broadway Your Arms Too Short to Box with God. Il suo primo album gospel fu The Lord Will Make a Way. Dal 1981 al 1989, Green registrò una serie di canzoni gospel, guadagnando otto Grammy per la "miglior performance da gospel". Nel 1984 il regista Robert Mugge realizzò un film documentario, Gospel According to Al Green, che includeva interviste sulla sua vita e footage dalla sua chiesa.

Ritorno all'R&B[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver trascorso diversi anni a cantare esclusivamente canti sacri, Green ritornò all'R&B. Prima, realizzò un duetto con Annie Lennox, "Put A Little Love In Your Heart", che fece da colonna sonora per S.O.S. fantasmi, un film di Richard Donner, con Bill Murray. Nel 1989 Green si mise in affari con il produttore discografico Arthur Baker per comporre il successo internazionale "The Message Is Love". Nel 1994 fece un altro duetto, con la cantante country Lyle Lovett: la canzone che ne venne fuori univa elementi della musica country con l'R&B, e gli fece guadagnare il nono Grammy, questa volta nella categoria pop. Il primo album che escludeva la musica sacra fu Your Heart's In Good Hands, del 1995, sempre ben accolto dalla critica ma distrutto dalla quantità di copie vendute: lo stesso anno, Green entrò nella "Rock and Roll Hall of Fame".

Nel 2000, Green pubblicò Take Me to the River, un libro sulla sua carriera. Ricevette nel 2002 un Grammy alla carriera. Dal 2003 Green realizzò un album per la prima volta da tempo non religioso intitolato I Can't Stop, che rappresenta la sua prima collaborazione con Willie Mitchell dal singolo He's the Light del 1985. In seguito, in marzo 2005, pubblicò Everything's Ok come una sorta di seguito a I Can't Stop. Anche Mitchell ha lavorato sull'ultimo cd di Green.

Nel 2004, Green venne introdotto all'associazione per la musica gospel della Gospel Music Hall of Fame. Ancora oggi egli continua a fare tournée e a riempire con i suoi concerti il Full Gospel Tabernacle di Memphis, in Tennessee. Sempre nel 2004 la rivista "Rolling Stone" lo ha collocato al 65º posto sulla sua lista dei "100 più grandi artisti di tutti i tempi".[1] Nel 2008 Al Green ha registrato con il batterista dei Roots, Ahmir "?uestlove" Thompson l'album Lay It Down per la Blue Note Records.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1971 - Tired of Being Alone
  • 1972 - Let's Stay Together
  • 1972 - I'm Still in Love with You
  • 1972 - Look What You Done for Me
  • 1972 - You Ought to be with Me
  • 1973 - Call Me (Come Back Home)
  • 1973 - Here I Am (Come and Take Me)
  • 1974 - Sha-La-La (Make Me Happy)
  • 1974 - Let's Get Married
  • 1974 - Livin' for You
  • 1975 - L-O-V-E (Love)
  • 1975 - Full of Fire
  • 1977 - Keep Me Cryin'
  • 1988 - Put a Little Love in Your Heart (con Annie Lennox)
  • 1989 - The Message Is Love (Arthur Baker e i Backbeat Disciples con Al Green)
  • 1993 - Love Is a Beautiful Thing

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Immortals: The First Fifty, articolo disponibile qui; ultimo accesso il 4 maggio 2007.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 85473326 LCCN: n90606420