Cover

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Nella terminologia musicale, una cover è la reintepretazione o il rifacimento di un brano musicale - da altri interpretato e pubblicato in precedenza - da parte di qualcuno che non ne è l'autore originale.

La differenza tra interpretazione e cover non è ben definita: in genere quando un musicista interpreta un brano considerato un classico della musica eseguito innumerevoli volte si esita ad usare il termine cover (si parla in questo caso piuttosto di interpretazione). Il termine cover è invece maggiormente utilizzato per indicare la reinterpretazione di brani relativamente recenti (come nel caso delle "cover band", gruppi musicali che interpretano solo canzoni note scritte da altri).

Il termine è vastamente usato nella musica leggera (principalmente pop e rock e comunque all'interno di generi musicali in cui di norma esecutore e compositore coincidono), mentre è desueto o addirittura inapplicabile in altri ambiti dove la performance di brani altrui è la norma più che l'eccezione. Ad esempio, in ambito jazz si parla in genere di standard; in musica classica nessuna incisione di Tosca verrà mai definita una cover di Puccini.

Esistono anche delle cover eseguite in maniera parodistica; a questo proposito in Italia sono noti Stefano Nosei e i Gem Boy, negli Stati Uniti d'America Weird Al Yankovic.

Indice

[modifica] Aspetti economici

I diritti economici e le rendite relative alla riproduzione del brano rimangono degli autori originali (eccetto la remunerazione relativa alla mera interpretazione), i cui nomi devono solitamente essere pubblicati in calce alla riproduzione audio.

Una cover, perciò, è qualcosa di ben diverso da un plagio, in cui gli autori originali non vengono menzionati. Gli autori (o i possessori dei diritti) che acconsentono alla reinterpretazione vengono remunerati per questo.

Talvolta, nell'interpretare una cover, i testi sono modificati o tradotti in un'altra lingua; in tal caso i diritti possono essere divisi percentualmente a seconda dell'entità delle modifiche tra l'autore originale e colui che ha apportato le modifiche.

[modifica] Cenni storici

Quando negli anni venti l'industria discografica era agli albori anche l'aspetto promozionale non era molto sviluppato, e l'acquirente-tipo spesso era una persona matura, interessata ad acquistare dischi contenenti determinate canzoni, senza particolari preferenze per chi ne fosse interprete. La casa discografica doveva perciò "coprire" o "includere" (to cover in inglese) la canzone.

Negli anni trenta, durante la swing era, artisti come Glenn Miller cominciarono ad avere enorme successo radiofonico e l'età del pubblico diminuì gradualmente. Le case discografiche continuavano comunque a concentrarsi più sul brano di successo che sull'interprete o autore.

Negli anni cinquanta, agli albori del rock and roll molti brani di successo delle prime star di colore furono reinterpretate in versioni più leggere, in modo da essere più vendibili e fare da ponte (to cross over) tra il pubblico giovanile e quello più conservatore dei genitori e delle emittenti radiofoniche. Molto spesso le versioni originali erano state realizzate da artisti di colore e non sarebbero state trasmesse da molte radio americane. Venivano quindi realizzate versioni edulcorate dei brani, cantate da cantanti bianchi, che spesso ottenevano grande successo, oscurando (e "coprendo") le versioni originali. Questi rifacimenti venivano chiamati cross cover version.

Da allora, particolarmente in ambito pop e rock, il termine cover si è diffuso ed ha assunto il suo attuale significato comune.

[modifica] Le cover in Italia

Per approfondire, vedi la voce Lista di cover in italiano di brani musicali in lingua straniera.

Nel contesto Italia le cover più note sono state spesso una traduzione di brani già noti all'estero.

Ad esempio, negli anni sessanta, la beat generation italiana, ed in generale la musica pop italiana degli anni sessanta e settanta, ha attinto a piene mani dal repertorio inglese e americano traducendo decine di brani, spesso all'insaputa del pubblico che credeva che l'interprete fosse anche l'autore [1].

Nel compiere una traduzione l'adattamento della melodia è un compito non semplice, e può portare ad alcune incongruenze rispetto il testo originale. Ad esempio Una città per cantare di cui Ron è l'interprete italiano, è la traduzione, secondo alcuni non proprio perfetta, di The Road di Jackson Browne che a sua volta riprese il brano dal repertorio del cantante americano Danny O'Keef. [2].

In altri casi la traduzione può anche sortire effetti migliorativi; ad esempio secondo alcuni Se perdo te di Gianni Morandi ha testi migliori dell'originale di Neil Diamond Solitary Man [3].

In altri casi ancora non vi è alcuna traduzione, ma uno stravolgimento totale dei testi [4]. In questi casi, sebbene in Italia si usi il termine cover, forse sarebbe più corretto il termine remake o adattamento.

Più rari sono invece i casi di brani italiani ripresi da interpreti stranieri, segnaliamo la versione di Dean Martin della celebre Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno e Help Yourself che prima di essere un successo di Tom Jones era stato interpretato da Dino e Wilma Goich. Invece la cover italiana ha avuto molto successo negli anni 60-70 ed 80 nei paesi del Blocco comunista come ad esempio la traduzione in Ceco di Felicita' di Albano e Romina tradotta con il titolo stravolto di Dovolena' (Vacanze).

La più prolifica interprete di cover in Italia è senz'altro Mina che già negli anni sessanta reincideva canzoni di Sanremo a pochi giorni dalla loro presentazione al Festival da parte di altri artisti e per molti anni ha pubblicato ogni anno un doppio album con un disco di inediti e uno di cover.

Il fenomeno delle cover ancora oggi continua, un esempio è La primavera cantata da Marina Rei nel 1997, una traduzione della canzone You To Me Are Everything dei The Real Thing.

Nel novembre del 2006 Laura Pausini ha pubblicato un album, Io canto, interamente composto da cover di celebri canzoni italiane. L'album è stato pubblicato con successo anche in versione spagnola con il titolo di Yo Canto.

[modifica] Omaggi e cover

Negli anni sessanta esistevano fondamentalmente due approcci diversi alle cover.[senza fonte]

Il primo consisteva nel presentare una versione italiana di un brano di un autore od un gruppo famoso già noto all'estero: questa era spesso la via per un successo sicuro.

Il secondo approccio era di proporre come nuovo qualche brano poco noto recuperato nel vasto repertorio anglosassone. Alcuni gruppi facevano largo uso di questo approccio (ad esempio i Corvi o i Dik Dik).

Con il passare degli anni l'approccio alle cover è cambiato; spesso artisti di successo eseguono una cover per onorare e omaggiare (in inglese to pay tribute to) un artista da loro apprezzato (ad esempio Sting ha reinterpretato con successo Little Wing di Jimi Hendrix).

Altri gruppi si specializzano nell'esecuzione di sole cover (cover band) o addirittura nei brani di un solo artista o gruppo (tribute band). Oggi la tendenza di questi gruppi è di concentrarsi sulla riproduzione fedele delle musiche, dei testi e a volte anche del look, con una casistica minore rispetto al passato (anche se sempre presente) di brani tradotti o adattati.

Vengono prodotti anche album interi di cover dedicate ad un unico artista (tribute album) anche da gruppi non pop; a titolo di esempio citiamo The Spirit of St. Louis dei Manhattan Transfer dedicato a Louis Armstrong, oppure The String Quartet Tribute to R.E.M. (e innumerevoli altri album) degli String Quartet. Nel 2006 Bruce Springsteen ha conquistato le classifiche con We Shall Overcome: The Seeger Sessions un tribute album, dedicato alle canzoni di Pete Seeger.

In Italia gli artisti che hanno ricevuto i maggiori tributi sono Lucio Battisti e Fabrizio De Andrè. [senza fonte] Nel 1993, nel 1994 e nel 2006 sono stati pubblicati 3 album tributo a Lucio Battisti intitolati Innocenti Evasioni. Tra gli interpreti Fabio Concato, Nek, Giorgia, Samuele Bersani.

[modifica] Brani con il maggior numero di cover

  • Yesterday dei Beatles è considerata la canzone che vanta il maggior numero di cover pubblicate ufficialmente, secondo il Guinnes Book of Records oltre 3000. Nel 1972, sette anni dopo la sua pubblicazione erano già state realizzate 1186 cover.
  • Popcorn di Gershon Kingsley può vantare oltre 200 cover ufficiali. [5]

[modifica] Esempi noti

Gli esempi di cover sono innumerevoli [6]:

[modifica] Note

  1. ^ musicaememoria.altervista.org: Cover e traduzioni
  2. ^ (EN) Giovanna Summerfield (ABD, University of Florida), Technical Transference or Cultural Adaptation: Songs in Translation
  3. ^ grammatiche.com: Andare a tempo nei versi
  4. ^ musicaememoria.altervista.org: Cover. Quelle adulterate
  5. ^ [1]
  6. ^ musicaememoria.altervista.org: Elenco di cover (DE) coverinfo.de mywayonline.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica
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