Libro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « Considerate quel che avete nella più piccola biblioteca scelta. Una compagnia dei più saggi e arguti uomini che si potrebbero andare a pescare da tutti i paesi civili in mille anni, e che han messo nell’ordine migliore i risultati delle loro esperienze e della loro saggezza. Quegli uomini, di per sé, erano nascosti e inaccessibili, solitari, insofferenti alle interruzioni, circondati da recinti di etichetta; ma il pensiero che essi non svelarono al loro più intimo amico è scritto qui in parole chiare e trasparenti a noi, stranieri di un’altra epoca. » | |
|
(Ralph Waldo Emerson, "Libri")
|
| « Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente » | |
Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro, usato per avere informazione o anche per divertimento, è ancora oggi lo "strumento principe del sapere".[1]
Indice |
[modifica] Etimologia del termine
La parola italiana libro deriva dal latino liber. Il vocabolo originariamente significava anche "corteccia", ma visto che era un materiale usato per scrivere testi (in libro scribuntur litterae, Plauto), in seguito per estensione la parola ha assunto il significato di "opera letteraria". Un'evoluzione identica ha subìto la parola greca βιβλίον (biblìon): si veda l'etimologia del termine Biblioteca.
[modifica] Formati dei libri
I libri a stampa sono ottenuti a partire da un foglio di carta di dimensioni più o meno standard su cui vengono stampate diverse pagine. Le dimensioni del foglio hanno subìto diverse variazioni nel tempo, in base alle capacità delle presse. Il foglio stampato viene poi opportunamente piegato per ottenere una segnatura, costituita da un fascicolo di pagine progressive.
Sulla base del numero pagine stampate sul foglio e, quindi, del numero di pieghe che il foglio subisce, i formati tradizionali dei libri vengono denominati:
| Formato | pieghe | pagine | altezza (cm) |
|---|---|---|---|
| in plano o atlante | - | 2 | oltre 50 |
| in folio | 1 | 4 | oltre 38 |
| in quarto | 2 | 8 | 28-38 |
| in ottavo | 4 | 16 | 15-25 |
| in sedicesimo | 8 | 32 | 10-15 |
Esistono anche formati intermedi (in decimo, in dodicesimo) o più piccoli (in ventesimo, in trentaduesimo, ecc...) ma sono poco utilizzati.
Le segnature vengono rilegate per ottenere il volume. Il taglio delle pagine, soprattutto nelle edizioni più economiche, era di norma lasciato al lettore fino agli anni '40 del XX secolo, mentre ora le segnature vengono rifilate direttamente dalla tipografia.
Il termine "tascabile" rappresenta un concetto commerciale e identifica libri economici stampati in dodicesimo o sedicesimo, la cui diffusione, a partire dall'ultimo Ottocento (ma soprattutto nella seconda metà del XX secolo) ha permesso un notevole calo dei prezzi. Sostanzialmente, peraltro - sia per il formato, sia per l'economicità - esso trova precedenti nella storia del libro anteriore alla stampa, già a partire dall'antichità (il "libro che sta in una mano" nel mondo greco: encheiridion, in quello latino i pugillares, nel medioevo il libro da bisaccia).
[modifica] Parti di un libro
[modifica] Aletta
Le "alette" o "bandelle" sono i risguardi della "sovraccoperta" dove viene solitamente stampata una biografia essenziale dell'autore e una succinta introduzione al testo.
[modifica] Carte di guardia
Nel libro antico le "carte di guardia" o "guardie" o "sguardie" sono delle carte che, poste a protezione delle prime pagine stampate o manoscritte che compongono il blocco del testo, introducono materialmente al volume. Riconoscibili per essere realizzate con carta differente da quella dell'interno del volume, possono essere in numero variabile a seconda della struttura che il legatore ha dato loro, e che in genere differisce per ogni tipo di legatura. Si dice "controguardia" la carta che viene incollata sul "contropiatto" (la parte interna del "piatto"), che permette il definitivo ancoraggio della coperta al blocco del testo.
Nel libro moderno è di norma la garza che unisce i fascicoli alla copertina che viene coperta da fogli di carta bianca o colorata, detti "sguardie" che danno unità estetica al volume vero e proprio.
[modifica] Colophon
Il "colophon", che può seguire il "frontespizio" o chiudere il volume, riporta le informazioni essenziali sullo stampatore e sul luogo e la data di stampa. In origine era costituito dalla firma del copista o dello scriba, e riportava data, luogo e autore del testo; in seguito fu la formula conclusiva dei libri stampati nel XV e XVI secolo che conteneva, spesso in inchiostro rosso, il nome dello stampatore, luogo e data di stampa e l'insegna dell'editore.
| Per approfondire, vedi la voce Colophon. |
[modifica] Coperta o copertina
Di norma i fascicoli che costituiscono il libro vengono tenuti insieme da un involucro detto appunto '"coperta" o "copertina".
Nel libro antico poteva essere di svariati materiali: pergamena, cuoio, tela, carta. Poteva essere decorata con impressioni a secco o dorature.
Nel libro moderno la coperta è costituita da due "piatti" dello stesso formato del libro o di poco superiore (vedi "Unghiatura") e da un "dorso", per le cosiddette copertine rigide ("legature a cartella" o "Bradel" o "cartonato"), oppure da un cartoncino più o meno spesso che opportunamente piegato lungo la linea del dorso abbraccia il blocco delle carte. In quest'ultimo caso si parla di "brossura" e l'"unghiatura" è assente.
Nata con funzioni prettamente pratiche quali la protezione del blocco delle carte e il permetterne la consultabilità, la coperta assume nel tempo funzioni e significati diversi, non ultimo quello estetico e rappresentativo. Nell'XIX secolo la coperta acquista una prevalente funzione promozionale.
Con la meccanizzazione e la diffusione dell'industria tipografica vengono introdotti altri tipi di legature e coperte, più economiche e adatte alle lavorazioni automatiche.
Il cartonato si diffonde nel XIX secolo, preferito per economicità, robustezza e resa del colore. Ha caratterizzato a lungo l'editoria per l'infanzia e oggi, ricoperto da una "sovraccoperta", costituisce il tratto caratteristico delle edizioni maggiori.
Modernamente la brossura è un sistema di legatura in cui i fascicoli sono uniti dalla cosiddetta "legatura fresata", in cui le segnature vengono fresate dal lato verso il dorso del volume e i foglietti liberati incollati gli uni agli altri.
[modifica] Dorso
Il "dorso" o "costa" o "costola" del libro è la parte della copertina che copre e protegge le pieghe dei fascicoli, visibile quando il volume è posto di taglio (ad esempio su una scaffalatura). Riporta solitamente titolo e autore del libro.
[modifica] Ex libris
| Per approfondire, vedi la voce Ex libris. |
L'"ex libris" è un foglietto che veniva incollato all'interno della copertina di un libro per indicarne, con uno stemma araldico o un'immagine simbolica, il proprietario. Sovente riportava un motto.
[modifica] Fascetta
Nel libro moderno, la "fascetta" è la striscia di carta, applicata trasversalmente alla copertina del libro, utilizzata per riportare slogan pubblicitari destinati a sottolineare il successo del libro. Assente nel libro antico.
[modifica] Frontespizio
Il "frontespizio" è la pagina, di solito all'inizio della pubblicazione, che presenta le informazioni più complete sul volume. Introdotto alla fine del Quattrocento, il frontespizio prese forma di componimento poetico, tipo occhiello o esplicativo, e si arricchì di elementi decorativi come cornici e vignette ottenute per xilografia. Nei secoli successivi si fa più prolisso e più vario e vi compaiono indicazioni di carattere pubblicitario. In epoca moderna, con l'introduzione del cartonato, le decorazioni e parte delle informazioni si sono trasferite sulla copertina. I primi incunaboli e manoscritti non avevano il frontespizio ,ma si aprivano con una carta bianca con funzione protettiva.
[modifica] Nervi
Nel libro antico i "nervi" sono i supporti di cucitura dei fascicoli generalmente in corda, cuoio, pelle allumata o, più recentemente, fettuccia. I nervi possono essere lasciati a vista (e messi in evidenza attraverso la "staffilatura"), oppure nascosti in modo da ottenere un dorso liscio. Nel libro moderno i nervi sono di norma finti, apposti per imitare l'estetica del libro antico e conferire importanza al libro.
[modifica] Occhiello
L'"occhiello" o "occhietto" è la pagina col titolo dell'opera che precede il frontespizio e, per estensione, tutta la pagina che lo riporta e le pagine bianche che lo precedono. Nei libri suddivisi in più parti, si possono avere occhielli intermedi.
[modifica] Piatto
Il "piatto" è uno dei due cartoni che costituiscono la copertina.
[modifica] Prima di copertina
La "prima di copertina" o "piatto superiore" è la prima faccia della copertina di un libro. Di norma, riporta le indicazioni di titolo e autore.
[modifica] Quarta di copertina
La "quarta di copertina" o "piatto inferiore" è l'ultima faccia della copertina, viene usata oggi a scopo promozionale. Solitamente riporta note sull'opera e sull'autore, nonché il codice ISBN.
[modifica] Sovraccoperta
I libri con copertina cartonata in genere sono rivestiti da una "sovraccoperta". In tal caso, è sulla parte esterna di quest'ultima (oltre che sulle due alette della medesima) che vengono riportati tutti i dati relativi all'opera mentre il dorso della copertina ne riporta solamente quelli essenziali.
[modifica] Taglio
Il "taglio" è la superficie dei fogli che risulta visibile in un volume chiuso; i tagli sono detti "superiore" o di "testa", "davanti" o "concavo" e "inferiore" o "piede". Dal punto di vista industriale, il taglio di testa è, con la cucitura, il lato più importante di un libro in quanto determina il registro frontale della macchina da stampa. I tagli possono essere al naturale, decorati o colorati in vario modo. In questi ultimi casi, si parla di "taglio colore", nel passato usati per distinguere i libri religiosi o di valore dalla restante produzione editoriale.
[modifica] Unghiatura
L'"unghiatura" o "unghia" o "cassa" è la parte dei piatti che sporge oltre il margine dei fogli. Deve il suo nome alla possibilità di aprire il libro grazie, appunto, all'uso della punta del dito facendo leva sull'unghiatura. Questa è anche realizzata nelle segnature (fogli piegati) per facilitare la raccolta o l'assemblaggio di un opuscolo.
[modifica] Note
- ^ Amedeo Benedetti, Il libro. Storia, tecnica, strutture. Arma di Taggia, Atene, 2006, p. 9.
[modifica] Bibliografia
- Lorenzo Baldacchini. Il libro antico. Carocci, 2001. ISBN 8843003402.
- Amedeo Benedetti. Il libro. Storia, tecnica, strutture. Arma di Taggia, Atene, 2006. ISBN 88-88330-29-1.
[modifica] Voci correlate
- Audiolibro
- eBook
- Johann Gutenberg
- Libri remainder
- Libro antico
- Lista dei libri più venduti
- Recensione
- Libreria (vendita libri)
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali sul libro
Wikizionario contiene la voce di dizionario «libro»
Wikiquote contiene citazioni sul libro

