Torchio tipografico

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Torchio tipografico, seconda metà del XIX secolo (si noti che il timpano manca dello strato superiore di carta, qui sostituito con un vetro per ragioni espositive)

Il torchio tipografico è una macchina da stampa introdotta alla metà del XV secolo da Johann Gutenberg, insieme ai caratteri mobili. Con esso furono stampati libri e giornali fino all'avvento della macchina a pressione rotativa.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un meccanismo in grado di appoggiare un foglio di carta sopra una forma composta di caratteri mobili da stampa (matrice). Il sistema ricordava il torchio xilografico ma poteva essere ricavato da altri macchinari quali il torchio vinario.
Il torchio tipografico era formato da quattro elementi:

  • carrello mobile: su di esso si appoggiano la forma di stampa e il foglio di carta;
  • platina: è il piano di stampa; nel torchio è il piatto metallico superiore. Pressata uniformemente sul foglio, ne causa l'inchiostratura;
  • timpano: è un cornice di legno. Sorregge un foglio di pergamena che si interpone tra la carta e la platina; tiene bloccato il foglio di carta;
  • vite: azionata da una leva o barra, spinge in basso la platina (nell'immagine a destra è sostituita da un sistema a gomito.[quale immagine?]), che si abbassa sul timpano.

Il timpano è montato su una rotaia che permette di spostarlo in avanti, fin sotto la platina, o all'indietro, per estrarre la pagina già stampata. La forma inchiostrata si trova sotto la platina con i caratteri rivolti verso l'alto. Il torchio tipografico è azionato da due persone: il battitore, che inchiostra, e il torcoliere, che aziona la macchina.

Esecuzione di una stampa[modifica | modifica sorgente]

Torchio tipografico del 1811 (si noti il timpano alzato).

Per ottenere una stampa è necessario procedere come segue:

  1. La forma in piombo viene sistemata sul carrello mobile. Il battitore la inchiostra.
  2. Il torcoliere prende la pagina da stampare e la posiziona sul timpano. Poi fa scorrere il carrello in avanti fino a quando il timpano è esattamente sotto alla platina (il piano di stampa).
  3. Il torcoliere aziona la barra del torchio. Il piano di stampa si abbassa sul timpano. A causa della forte pressione, l'inchiostro si trasferisce sulla pagina.

Dopo la stampa, il torcoliere alza la barra e, tramite un sistema di corde attaccato a un molinello, fa scivolare indietro il carrello che sorregge il timpano. Quindi solleva il timpano, estrae il foglio di carta e lo mette ad asciugare, prima di riutilizzarlo per la seconda impressione (dopo aver stampato il recto, stampa il verso).

Intanto il battitore inchiostra nuovamente la forma, la circonda con un telaio leggero detto "fraschetta" che sorregge una cornice di carta per impedire di sporcare i fogli di carta con i bordi della forma. Il timpano riceve un nuovo foglio di carta e viene richiuso, il forziere è posto nuovamente in posizione sotto la platina e il torcoliere tira la barra.

Per evitarne la rotazione, anche parziale, la platina, come si vede[si vede?], non è montata direttamente all'estremità della vite ma su una sorta di scatola, detta "bussola". Quindi solo l'estremità della vite è in contatto con la platina, che è sostenuta in posizione da quattro tiranti (ben visibili nell'immagine a sinistra e del tutto assenti nel più moderno torchio mostrato a destra[si vedono?]).

Innovazioni[modifica | modifica sorgente]

Come tutti i macchinari, il torchio tipografico subì un'evoluzione: dal primitivo e ingombrante macchinario di legno di epoca pre-industriale (vedi l'immagine a sinistra) si giunse ai sistemi più piccoli ma considerevolmente più robusti (tutti in metallo) del periodo della rivoluzione industriale. In alcune immagini care ai bibliofili non è raro vedere i torcolieri contratti per lo sforzo. In realtà negli esemplari moderni il colpo doveva essere ben calibrato visto il rischio di spostare l'intera struttura per via di una spinta eccessiva.

Benché esistano numerosissime testimonianze di questi macchinari, essi sono generalmente in disuso per la scarsa produttività rispetto ai macchinari moderni. Sono tuttavia saltuariamente utilizzati nel caso di tirature limitate di edizioni speciali per appassionati.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]