Bos taurus

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bussola Nota disambigua – Se stai cercando il Bos taurus primigenius o Uro, specie di bovide selvatico europeo, estinto nel 1627, vedi Bos taurus primigenius.

Il Bovino (Bos taurus) è una specie di mammifero appartenente alla famiglia dei Bovidi.

L'individuo maschio di tale specie è chiamato bovino (plurale: bovini), l'individuo femmina bovina (plurale: bovine).

Il bovino adulto, cioè di età superiore ai quattro anni, non castrato è anche chiamato toro (plurale: tori), adulto castrato bue (plurale: buoi), di età compresa tra uno e quattro anni castrato manzo (plurale: manzi), di età inferiore ad un anno vitello (plurale: vitelli). La bovina adulta, cioè di età superiore ai tre anni, o che si trovi oltre il sesto mese di gravidanza, è anche chiamata vacca (plurale: vacche), di età compresa tra uno e tre anni e che non si trovi oltre il sesto mese di gravidanza manza (plurale: manze), di età inferiore ad un anno vitella (plurale: vitelle). La vacca destinata alla produzione di latte è anche chiamata mucca (plurale: mucche). La vacca che non ha superato i tre anni d'età è anche chiamata giovenca (plurale: giovenche).

Il bovino viene allevato per il latte molto usato nell'alimentazione sia come bevanda sia come materia prima da cui ricavare formaggio, panna, burro (vedi Derivati del latte).

I vitelli vengono allevati principalmente per la carne, solo una parte viene infatti lasciata crescere per destinarla alla riproduzione.

I bovini non vengono solamente usati per la produzione lattifera o per la loro carne, infatti prima della meccanizzazione agricola (e dunque ancora oggi in molte aree del mondo) i buoi, essendo forti come i tori ma molto più mansueti per via della loro castrazione, erano molto impiegati anche come forza motrice per macchine agricole e mezzi di trasporto.

Dagli escrementi bovini si possono ottenere inoltre molti macroelementi e microelementi per la coltivazione dei terreni agricoli, in primis Azoto, utile per la crescita delle piante. Da notare che oggi l' allevamento dei bovini è, non immotivatamente, messo sotto accusa per l'effetto serra: il biochimismo digestivo bovino (e dei ruminanti in generale) in effetti produce metano, gas ad effetto serra; secondo alcuni studi recenti vi sarebbe la possibilità di ridurlo, modulando la carica batterica del tubo digerente da cui verrebbe ridotta la componente metanogena.

Indice

[modifica] Anatomia e fisiologia

Il bovino, essendo un ruminante, è dotato di 3 prestomaci di origine esofagea (reticolo, rumine e omaso) e uno stomaco ghiandolare (abomaso), ognuno adibito a una specifica fase della funzione digestiva. La bocca dei bovini non presenta i denti incisivi superiori; infatti l'osso incisivo del cranio, non presenta gli alveoli dentali, bensì una cresta ossea rivestita da tessuto mucoso chiamato cuscinetto dentale. La conformazione fisica è quella tipica dei Bovidi: la corporatura è robusta, il corpo allungato e gli arti colonnari.

Esistono molte razze di bovini, molte selezionate dall'uomo tramite unione di vari esemplari, che si distinguono per dimensioni medie, colorazione del mantello, presenza e conformazione delle corna ecc. Le razze più diffuse sono quelle dal manto pezzato (bianche e nere chiamate frisone) e dalle corna di media lunghezza lunghe mediamente 20-30 cm. Queste razze di solito hanno un peso di 300-400 kg per le vacche, 450-520 kg per i tori. Ci sono poi razze come le Longhorn inglesi, che, come suggerisce il nome, hanno corna di dimensioni eccezionali, lunghe anche 1 metro. Le razze più grandi sono l'italiana Chianina e la francese Bionda d'Aquitania. I tori di queste razze possono raggiungere i 1600 kg di peso.

[modifica] Razze

Per approfondire, vedi la voce Lista di razze bovine.

I bovini vengono allevati soprattutto allo scopo di produrre carne e latte. Le principali razze bovine sono state migliorate nel tempo e sono diventate via via sempre più specializzate.

[modifica] Allevamento

Mungitura automatizzata
Mungitura automatizzata

Le femmine (comunemente dette manze) vengono generalmente fecondate a 15 mesi e a 2 anni, dopo nove mesi di gravidanza, nasce il primo vitello e inizia la prima lattazione (produzione di latte) che dura circa 10 mesi. A tre mesi dal parto circa vengono fecondate, dopo altri sette sono messe in asciutta per ricostuire riserve corporee); dopo altri due mesi avviene il parto successivo. Si punta ad avere un vitello l'anno, una lattazione di 10 mesi e un riposo di 2 mesi.

La mungitura viene eseguita con la mungitrice meccanica: può essere alla posta, cioè senza far muovere gli animali; oppure nella sala mungitura, detta anche mungitura a giostra, di cui sono dotati gli allevamenti più grandi. Cominciano ad avere una certa diffusione i robot di mungitura; le bovine in lattazione vi accedono spontaneamente più volte durante la giornata e vengono munte automaticamente; la diffusione è limitata dall'alto costo degli impianti (dell'ordine di diverse centinaia di migliaia di euro) che li rende economici solo per stalle di dimensioni consistenti (circa un centinaio di bovine in lattazione).

Il quantitativo di latte prodotto giornalmente da ogni singola vacca varia a seconda dello stadio e del numero di lattazione. Una vacca alla sua prima lattazione produrrà una quantità inferiore di latte rispetto ad una alla sua terza. Questo incremento di produzione si avrà fino alla sua sesta o settima lattazione, momento alla fine del quale la vacca verrà scartata per l'età che avrà ormai raggiunto. Inoltre, nella singola lattazione, il picco viene raggiunto dopo una trentina di giorni e mantenuto per qualche mese dopo di che la produzione lentamente si riduce; se non avvenisse un nuovo ciclo di fecondazione gravidanza parto si ridurrebbe a quantitativi giornalieri antieconomici. La produzione media di una vacca di razza da carne arriva a un picco di una decina di litri; alcune campionesse di razze specializzate arrivano anche a 60 - 70 litri al giorno superando i 200 quintali nei 300 giorni di lattazione media. Nelle comuni stalle italiane si parte dai 50 - 60 quintali anno per bovina, per arrivare ai 100 in quelle specilizzate e oltre i 120 in quelle al top. Alla nascita il vitello deve assumere il colostro dalla madre, (tassativamente alcuni litri nelle prime 24/36 ore per ricavarne gli anticorpi di cui nasce sostanzialmente privo). Appena ha partorito la vacca non produce infatti latte, bensì colostro, un liquido con caratteristiche simili al latte, indispensabili per proteggere il piccolo dalle malattie principali fino a quando non sarà in grado di produrli da solo. Dopo una settimana circa, il latte diventa idoneo all'uso umano (consumo e caseario). Una volta scolostrato, il vitello sarà alimentato con latte artificiale.

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[modifica] Galleria


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