Papiro

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Piante di papiro a Siracusa.

Papiro (dal latino papȳrus, a sua volta dal greco πάπυρος) è la superficie di scrittura ricavata da una pianta acquatica, molto comune nel Delta del Nilo e in alcune parti del Mediterraneo, un'erba palustre della famiglia delle Cyperaceae, il Cyperus papyrus.

Dal papiro alla carta[modifica | modifica wikitesto]

In varie parti dell'Occidente (tra cui l'Italia) è stata usata la parola carta per indicare i fogli su cui scrivere, fino ad allora fu tuttavia il papiro a essere impiegato come principale materiale di supporto alla scrittura e, nonostante la rapida e maggior diffusione dell'assai più conveniente carta, la sua importanza storica è ancor oggi testimoniata da molte lingue europee. Si ha notizia della lavorazione del papiro già dal 3000 a.C., quando grazie ad un raro frammento di carta di papiro non scritto, fu possibile risalire a tale data. Gli egiziani chiamavano i fogli prodotti dalla pianta del papiro shefedu, i greci li chiamavano biblos (dal nome della città fenicia di Biblo, principale porto d'esportazione del papiro) e i romani charta. La carta di papiro rappresentò una vera e propria rivoluzione nel campo della scrittura, poiché risultava facilmente pieghevole, leggera e di colore chiaro, tutte qualità adatte per gli scritti. L' Egitto ebbe nell'antichità l'esclusiva della produzione di carta papiro; lungo le rive del fiume Nilo. La sua produzione si distribuiva in più fasi: la raccolta della pianta, la sua divisione del fusto in lamine, la realizzazione del foglio, la rifinitura e l'assemblaggio del rotolo. I fogli ricavati dal papiro venivano poi destinati ad usi diversi in base alla loro qualità, stabilita in base alla loro dimensione. Dell'antica arte della produzione egizia del papiro, purtroppo, non ci rimangono notizie tramandate. Ciò deriva dal fatto che gli egiziani non trascrissero nulla sui fogli di papiro che potesse descrivere il loro sapere sulla sua lavorazione millenaria. Gli scienziati oggi pensano che ciò sia da ricercare nella mancanza di riscontri scientifici che vi erano all'epoca.


La produzione del papiro fu per l'Egitto una grande fonte di reddito, poiché gli egiziani lo esportavano nei loro commerci su tutto il bacino Mediterraneo e nel Medio Oriente. Durante il III milleniio a.C. vi era una forte linea di scambio commerciale per il papiro con i porti della Fenicia, e durante il X secolo a.C. il commercio aumentò notevolmente. Dopo che i popoli del Mediterraneo appresero l'arte della scrittura, la richiesta di carta di papiro aumentò enormemente: divenne preziosa e comune in tutta l'area geografica mediterranea. Gli arabi lavorarono il papiro dal VII secolo a.C., i greci dal VI secolo a.C., i copti dal IV secolo.

Come si è potuto constatare furono molti i popoli che conobbero la coltura del papiro, ma la sua produzione ebbe un brusco rallentamento, fino a scomparire temporaneamente, nel tempo in cui gli egiziani smisero di fabbricare carta di papiro; dopo 4200 anni di produzione, a causa di una forte siccità che dal 1052 d.C. al 1055 d.C. colpì il fiume Nilo, facendo quasi estinguere la coltura del cyperus papyrus[senza fonte]. Altro fattore fu che in quel periodo cominciò ad essere commercializzata e ben richiesta la carta prodotta dagli stracci, tecnica molto usata dagli arabi.Quindi la carta di papiro finì i suoi tempi di gloria con l'avvento nel Mediterraneo delle nuove tecniche per la fabbricazione della nuova carta, importata in Europa o da Damasco (Siria) attraverso Costantinopoli (l'odierna Istanbul in Turchia) o dall'Africa tramite la dominazione araba in Sicilia e successivamente con la prima fabbrica di carta aperta nelle Marche (Italia).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi [[Storia della carta]].

Ma fu un italiano a far riprendere la produzione della millenaria carta di papiro; l'archeologo catanese Saverio Landolina Nava, che nel 1780 circa, s'interessò a tale pianta e volle riprendere la fabbricazione di suddetta carta nella città di Siracusa, produzione che da allora non è più cessata fino ai tempi odierni.

Il papiro nella religione[modifica | modifica wikitesto]

La pianta di papiro è stata spesso rappresentata nei riti religiosi: nel Basso Egitto, era simbolo di fertilità, fecondità e rigenerazione. La pianta era inoltre usata come offerta agli dei egizi durante processioni religiose e funerarie.

Tecniche di scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Sul papiro si poteva scrivere in righe orizzontali, generalmente su un solo lato del foglio, usando sia un pennello che uno strumento appuntito e intinto nell'inchiostro. La pagina veniva quindi suddivisa in colonne. Sull'altro lato del foglio poteva essere fissato un bastoncino chiamato "ombelico", attorno al quale veniva avvolto il rotolo, conservato poi in uno scaffale o in appositi contenitori (capsae).

La produzione antica[modifica | modifica wikitesto]

Il Romance Papyrus, papiro greco miniato del I-II secolo (Bibliothèque nationale de France, Supplément grec 1294)

L'importanza del papiro come supporto nella trasmissione della cultura è fondamentale. Durante tutta l'antichità, dall'epoca di Giulio Cesare a quella dei sovrani franchi, il «papiro alessandrino» fu il supporto più utilizzato in Europa per la stesura di ogni tipo di documento (ufficiale, mercantile, letterario, ecc.).
Il primo produttore del prezioso materiale era l'Egitto. Il particolare Alessandria, la città sul Delta, ne controllava il commercio internazionale. Le vaste paludi deltizie erano particolarmente adatte alla coltivazione delle canne da cui si ricavava la fibra dalla qualità migliore.[1] Nelle case dei romani vi erano spesso delle biblioteche domestiche. I rotoli venivano muniti di indici, etichettati (con una linguetta sporgente che in greco si chiamava sillybos) e impilati in scaffali.

Dal momento che un papiro poteva conservarsi in buono stato per trecento anni, non sono sopravvissuti papiri originali di età greca o romana. Le uniche eccezioni sono i papiri carbonizzati rinvenuti nel sito archeologico di Ercolano e una raccolta di frammenti rinvenuta nell'antica città egiziana di Ossirinco (“papiro del romanzo”). Infine, una parte dei celebri Manoscritti del Mar Morto (databili tra il 150 a.C. e il 70 d.C.) stata scritta su papiro.

Con esso inoltre si sono prodotte anche delle barche, fatte interamente da filamenti di papiro; queste barche sono state ritrovate, oltre che in Egitto, anche nei luoghi più interni dell'Africa: Uganda, Ciad, Etiopia, Kenya e Sudan, dove anche ai giorni attuali vengono realizzate.[2]

Alcuni di questi modelli di barca sono visitabili presso la sede museale siracusana dedicata al papiro.

La produzione moderna[modifica | modifica wikitesto]

Carta di papiro prodotta artigianalmente a Siracusa

Negli anni '60 le sorelle Naro di Siracusa furono le uniche al mondo a produrre carta di papiro; fu una produzione di livello qualitativo basso, poiché utilizzarono tecniche del tutto personali, ma ebbero comunque il merito di non far sparire dalla società contemporanea la tecnica di lavorazione del papiro.[3] Dagli anni '70 si ebbe una nuova grande lavorazione di carte di papiri; sia a Siracusa che in Egitto. Gli egiziani infatti ripresero a lavorare il papiro dopo una lunga sosta durata circa otto secoli. La nuova produzione prevedeva un vasto quantitativo di carta fabbricata con la pianta di papiro e indirizzata ad un mercato turistico. Eccezioni dell'epoca furono poi date da alcuni centri specializzati che si prodigarono a realizzare la suddetta carta secondo tesi, tramite ricostruzione scientifica dell'antica tecnica.[3]

Lavorazione artigianale per produrre la carta di papiro (Siracusa)

Nella città di Siracusa vi sono alcuni artigiani che, anche negli anni 2000, riproducono la carta di papiro manualmente, come si lavorava in passato.[4]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Viene detto "papiro" il manifesto tradizionalmente redatto in onore dello studente universitario neolaureato, riportante la sua caricatura, una scherzosa biografia in versi, ecc.
  • Il papiro per gli antichi egizi rappresentava il simbolo della gestazione, della gioia e della giovinezza. Altri significati attribuitigli cambiavano in base al modo in cui esso veniva utilizzato: svolgere una carta da papiro significava evoluzione e conoscenza; avvolgere una carta da papiro significava involuzione, segreto.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Greenblatt, p. 66
  2. ^ Cartelli, pp. 28
  3. ^ a b Cartelli, pp. 26
  4. ^  Linea verde. Da Portopalo a Siracusa. Rai.Tv, 24 marzo 2013. URL consultato in data 24 marzo 2013.
  5. ^ PAPIRO.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) François Déroche, Annie Berthier, Manuel de codicologie des manuscrits en écriture arabe, Parigi, Bibliothèque nationale de France, 2000, ISBN 2-7177-2106-1.
  • Jonathan M. Bloom, Paper before print. New Haven and London, Yale University Press, 2001
  • Angelo Cartelli, Il papiro : dove, quando, perché e come, Sovera Edizioni, 2005.ISBN non esistente

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