Papiro

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Piante di papiro
all'Orto botanico di Palermo

Con il termine papiro si indica non solo la pianta Cyperus papyrus, ma anche quel particolare tipo di materiale, simile a un "foglio di carta", che si ricava dal suo fusto e che anticamente era molto usato come supporto per la scrittura.

Indice

[modifica] Storia

Il papiro è una canna di palude che cresce in quelle zone dove una presenza abbondante di acqua è associata alla temperatura calda dell'aria. Ciò agevola la crescita del vegetale che può arrivare fino a un'altezza di 5 metri. Era molto abbondante ed è ancora presente nel delta del Nilo, dove ha avuto origine il suo utilizzo come materiale scrittorio. Le più antiche notizie su questo impiego del papiro risalgono infatti alla prima dinastia dell'Egitto protodinastico, dove il papiro era anche il simbolo del regno del Basso Egitto.

Il papiro da scrittura, o foglio di papiro, conobbe però una rapida diffusione in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, in alcune regioni dell'Europa continentale e nel Medio Oriente. Note erano le sue coltivazioni in Sicilia, dove cresce ancor oggi lungo i fiumi Anapo e Ciane, che sboccano nel porto di Siracusa a poca distanza l'uno dall'altro, e alle sorgenti del Fiumefreddo nel catanese. Plinio il Vecchio riporta nella sua Naturalis Historia (XIII, 68 e seguenti) il procedimento per lavorare la pianta e ottenerne i fogli di papiro.

[modifica] Tecnica di lavorazione

Il fusto della pianta viene tagliato in varie strisce sottili che sono poi immerse in acqua, anche se alcuni studiosi ritengono che il taglio fosse limitato al solo perimetro del fusto. Dopo un certo numero di giorni, che fanno acquistare alle strisce un colorito bruno più o meno accentuato a seconda della maggiore o minore permanenza nell'acqua, le strisce vengono disposte affiancate le une alle altre, con una leggera sovrapposizione, fino a formare un foglio unico. Al di sopra di questo primo strato ne viene depositato un secondo con le fibre disposte in senso ortogonale alle precedenti, quindi un terzo disposto ortogonalmente al secondo e così via fino a ottenere uno spessore consistente. Le sostanze naturali presenti nella struttura vegetale della pianta di papiro consentono un lento ma tenace incollaggio dei vari strati man mano che essi si asciugano, sottoposti a opportuna compressione. Il risultato, dopo un periodo di tempo di alcuni giorni, è quello di un foglio assai resistente su cui è possibile usare vari tipi d'inchiostro.

Sul papiro si poteva scrivere in righe orizzontali, generalmente su un solo lato del foglio, usando sia un pennello che uno strumento appuntito e intinto nell'inchiostro. La pagina veniva quindi suddivisa in colonne. Sull'altro lato del foglio veniva poi fissato un bastoncino chiamato "ombelico", attorno al quale veniva avvolto il rotolo conservato poi in uno scaffale.

Il Romance Papyrus, papiro greco miniato del I-II secolo
(Bibliothèque nationale de France, Supplément grec 1294).

[modifica] Papiro e carta

Se il termine greco chàrtes spiega perché in Occidente sia stata usata la parola carta per indicare i fogli su cui scrivere, dopo che gli Arabi ne appresero i processi di lavorazione dagli artigiani cinesi da loro fatti prigionieri nella battaglia del Talās del 751, tuttavia, fino ad allora fu il papiro a essere impiegato come principale materiale di supporto alla scrittura e, nonostante la rapida e maggior diffusione dell'assai più conveniente carta, la sua importanza storica è ancor oggi testimoniata da un po' tutte le lingue europee.

È infatti dal "papiro" (papýrus in latino e pàpyros in greco) che derivano le attuali parole papier, termine con cui si indica la carta da scrivere in francese, tedesco, olandese e polacco (seppure con pronunce diverse), così come l'inglese paper, lo spagnolo e il portoghese papel, il boemo papir o l'antico slavo papirije, per limitarci solo a qualche esempio.

La maggiore collezione italiana di papiri egizi si trova nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

[modifica] Bibliografia

  • F. Déroche, Manuel de codicologie des manuscrits en écriture arabe. Parigi, Bibliothèque nationale de France, 2000
  • Jonathan M. Bloom, Paper before print. New Haven and London, Yale University Press, 2001

[modifica] Voci correlate

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