Cyperus papyrus

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Papiro
Papyrus along the Nile in Uganda - by Michael Shade.jpg
Cyperus papyrus spontaneo, in Uganda.
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Cyperales
Famiglia Cyperaceae
Genere Cyperus
Specie C. papyrus
Classificazione APG
Ordine Poales
Famiglia Cyperaceae
Nomenclatura binomiale
Cyperus papyrus
L.
Sinonimi

Chlorocyperus papyrus
Cyperus domesticus
Cyperus papyraceus
Cyperus syriacus
Papyrus antiquorum

Il papiro egiziano (Cyperus papyrus L.) è una pianta palustre, perenne, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Cyperaceae.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il papiro è una specie erbacea perenne, una canna di palude con fusti alti da 2 a 5 metri e rizoma legnoso molto grosso. Il fusto è trigono, privo di foglie, con diametro di 2-3 centimetri, liscio, di colore verde scuro.

All'apice di ogni fusto compaiono brattee lanceolate, arcuate, disposte ad ombrello.

Le infiorescenze sono ombrelliformi con raggi lunghi da 10 a 30 centimetri, si formano all'estremità superiore dei fusti e portano delle spighe di colore paglierino che contengono acheni allungati.

La fioritura avviene da luglio a settembre.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il papiro è originario dell'Africa tropicale. Era molto diffuso nel delta del Nilo, dove ha avuto origine il suo impiego come materiale di supporto alla scrittura. Oggi vi è ancora presente seppure in quantità piuttosto ridotte.

Cyperus papyrus
alla Fonte Aretusa (Siracusa).

Secondo Teofrasto (Storia delle piante, IV, 10) cresceva anche in Siria, mentre Plinio il Vecchio (Naturalis Historia) vi aggiunge i corsi dei fiumi Niger ed Eufrate.

In Europa cresce spontaneamente in quelle aree dove una presenza abbondante di acque basse è associata alla temperatura calda [senza fonte]dell'aria che agevola la crescita del vegetale, come in alcune zone umide della Sicilia orientale, in particolare nel territorio di Siracusa, lungo il corso dei fiumi Anapo e Ciane, e alle sorgenti del Fiumefreddo nel catanese.

Negli Stati Uniti, sfuggito dalle coltivazioni, ha invaso la Florida, la Louisiana, la California e le Hawaii. Molto diffuso è anche nel Madagascar.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Può essere riprodotto per talea dal rizoma e dal fusto.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

È una specie amante della luce, che cresce lungo le rive dei corsi d'acqua a corrente lenta, con le radici sommerse.

Impieghi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Papiro.
Il papiro di Ani: gli egizi offrono papiri in segno di fertilità

Oggi il papiro viene coltivato soprattutto a scopo ornamentale, ma nell'Antico Egitto aveva molteplici usi tecnici: il midollo era usato come alimento e fonte di fibre tessili, i fiori per farne ghirlande, il rizoma come combustibile e le parti più robuste (radici e fusto) per pentole, utensili, calzature, sartiame se non addirittura imbarcazioni (come ampiamente dimostrato da Thor Heyerdahl con le sue leggendarie imprese del Ra e Ra II nel 1969-1970). Inoltre era molto presente nei riti religiosi. Nel Basso Egitto, infatti, il papiro era simbolo di fertilità, fecondità e rigenerazione; la pianta veniva offerta come dono agli dei egizi durante le processioni religiose e funerarie.
Per esempio nel papiro di Ani (databile nel 1420 a.C.), oggi conservato al British Museum di Londra, è possibile osservare la raffigurazione di Ani e la sua donna mentre offrono agli dei doni sacrificali per poter accedere al cospetto di Osiride. Il papiro nelle mani della moglie simboleggia la rinascita del futuro.[2]

Dal papiro si ricava una superficie scrittoria che ebbe un vastissimo utilizzo nell'antichità. Si otteneva incollando opportunamente svariati strati di strisce di midollo. Si può dire che sul papiro sia stata scritta la storia delle civiltà mediterranee dell'antichità (l'introduzione della pergamena risale infatti solo al II secolo e la sua diffusione al V). Il nome più antico di questa pianta è byblos, derivante da quello dell'antica città fenicia di Byblos che ne faceva commercio. Non a caso, esso poi assunse il significato di "libro" (come in Bibbia, biblioteca ecc.).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Cyperus papyrus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ Cartelli, op. cit., pp. 33, 34

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