Salonicco

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Salonicco
comune
Θεσσαλονίκη - Thessaloniki
Salonicco – Bandiera
Salonicco – Veduta
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Macedonia Centrale
Unità periferica Salonicco
Amministrazione
Sindaco Ioannis Boutaris dal 2010
Territorio
Coordinate 40°38′N 22°57′E / 40.633333°N 22.95°E40.633333; 22.95 (Salonicco)Coordinate: 40°38′N 22°57′E / 40.633333°N 22.95°E40.633333; 22.95 (Salonicco)
Altitudine 0 / 250 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 363 987 (2001)
Densità 19 157,21 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 53x xx, 54x xx, 55x xx, 56x xx
Prefisso 231-xxx-xxxx
Fuso orario UTC+2
Targa NAx-xxxx a NXx-xxxx
Nome abitanti Tessalonicesi
Patrono San Demetrio
Giorno festivo 26 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Salonicco
Salonicco – Mappa
Sito istituzionale

Salonicco (in greco: Θεσσαλονίκη, Thessaloniki), l'antica Tessalonica (nome ufficiale della città), è la seconda città della Grecia per numero di abitanti e la prima e più importante della regione greca della Macedonia. È inoltre il capoluogo della periferia greca della Macedonia Centrale. Il comune di Salonicco in senso stretto conta 363 987 abitanti, mentre l'area urbana – che giace su una baia del Golfo Termaico alla testa della penisola Calcidica – ha in totale circa un milione di abitanti.[1]

A seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011[2] che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è ora di 19 km².

È chiamata ufficiosamente Συμπρωτεύουσα (Symprotevousa),[3] ovvero co-capitale, titolo d'onore in quanto, accanto a Costantinopoli, era la Συμβασιλεύουσα (Symbasilevousa, cioè co-regnante) dell'Impero bizantino.

Salonicco è oggi un fiorente centro industriale, economico e culturale, e un punto nevralgico per i trasporti nel sud-est Europa: da qui passano infatti i corridoi stradali europei E65 e E90. Salonicco è inoltre il secondo porto più grande della Grecia dopo quello del Pireo di Atene per trasporto di container.

La città presenta diverse tracce della dominazione ottomana e della comunità ebraica, che prima della seconda guerra mondiale era una delle più numerose d'Europa, oltre che numerosissimi esempi di architettura bizantina e paleocristiana, che sono stati nominati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Ogni anno dal 1926 è sede della Fiera Internazionale di Salonicco (Διεθνής Έκθεση Θεσσαλονίκης), e dal 1960 dell'International Thessaloniki Film Festival.
La città sarà inoltre capitale europea della gioventù per l'anno 2014.[4][5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tessalonica.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

La città venne fondata attorno al 315 a.C. da Cassandro, Re dei Macedoni, nelle vicinanze o sul luogo dove sorgeva l'antica città di Therma e diversi altri villaggi. Cassandro le diede il nome di sua moglie Tessalonica, che era anche sorellastra di Alessandro Magno. Ella venne così chiamata dal padre, Filippo II di Macedonia, per commemorare la sua nascita nel giorno in cui egli ottenne una vittoria (nike) sui Tessali.

Dopo la caduta del regno di Macedonia, nel 146 a.C., Salonicco entrò a far parte dell'Impero romano. Divenne un importante centro commerciale sulla Via Egnatia, una strada romana che collegava Bisanzio (in seguito Costantinopoli, oggi Istanbul) con Durrachium (l'odierna Durazzo, in Albania). La città divenne capitale di uno dei quattro distretti romani di Macedonia, ed era governata da un pretore. Nel 42 a.C., per essersi schierata a fianco di Ottaviano e Marco Antonio contro Cassio e Bruto, i vincitori l'avevano dichiarata 'città libera', col suo dèmos, la sua bulè e con magistrati propri (i politarchi). Tale privilegio le imponeva l'obbligo morale di un lealismo oltre ogni sospetto. Essa ospitava una considerevole colonia ebraica e fu uno dei primi centri della cristianità. Nel suo secondo viaggio missionario, San Paolo predicò nella sinagoga della città, la principale in quella parte di Macedonia, e gettò le fondazioni di una chiesa. L'opposizione nei suoi confronti da parte degli Ebrei lo costrinse a lasciare la città e a trovare rifugio a Veria.

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Monumenti paleocristiani e bizantini di Salonicco
(EN) Paleochristian and Byzantine Monuments of Thessalonika
THES Panaghia Chalkeon 5944.JPG
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1988
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Salonicco ottenne un santo patrono, san Demetrio di Tessalonica, nel 306. Egli era un proconsole romano di Grecia sotto l'imperatore Massimiano, e venne martirizzato a Sirmium, l'odierna Sremska Mitrovica (Serbia). Le sue reliquie sono tuttora ospitate e venerate a Salonicco.

Quando l'Impero romano venne diviso in una parte orientale e una occidentale, governate rispettivamente da Bisanzio/Costantinopoli e Roma, Salonicco ricadde sotto il controllo dell'Impero bizantino. La sua importanza era seconda solo alla stessa Costantinopoli. Nel 390, dopo una rivolta contro l'imperatore Teodosio I, tra i 7.000 e i 15.000 cittadini di Salonicco vennero uccisi per vendetta nell'ippodromo. Un atto per cui Teodosio si guadagnò una scomunica temporanea.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Ripetute invasioni barbariche successive alla caduta dell'Impero romano, lasciarono la Macedonia spopolata, e la stessa Tessalonica fu oggetto di attacchi degli Slavi nel VII secolo. Questi non riuscirono a catturare la città, ma una considerevole comunità slava vi si insediò. I fratelli San Cirillo e San Metodio nacquero a Salonicco, e l'imperatore Michele III, affermando che "gli abitanti di Salonicco parlano lo slavonico abbastanza bene", li incoraggiò a visitare le regioni slave settentrionali come missionari. Lo slavo meridionale da essi usato divenne la base dell'Antico slavo ecclesiastico. Nel IX secolo, i bizantini decisero di spostare il mercato per i prodotti provenienti dalla Bulgaria da Costantinopoli a Salonicco. Lo zar Simeone I invase la Tracia, sconfisse un esercito bizantino e costrinse l'impero a riportare il mercato a Costantinopoli.

La città venne occupata dai musulmani nel 904 e dai Normanni di Sicilia nel 1185, con notevoli distruzioni e perdite di vite umane in entrambe le occasioni. L'Impero bizantino ne perse realmente il controllo nel 1204, quando Costantinopoli venne conquistata dalla Quarta Crociata. Salonicco e il territorio circostante (il Regno di Tessalonica), divennero il feudo più grande dell'Impero latino di Costantinopoli, che occupava gran parte della Grecia settentrionale e centrale. La città venne data dall'imperatore Baldovino I al suo rivale Bonifacio I del Monferrato, ma nel 1224 venne conquistata da Michele Ducas, il despota greco d'Epiro. La città venne ripresa dall'Impero bizantino nel 1246. Nel 1423 incapace di difenderla dalle invasioni dell'Impero ottomano, il despota bizantino Andronico Paleologo fu costretto a venderla alla Repubblica di Venezia, che la tenne fino a quando venne catturata dal sultano ottomano Murad II nel 1430.

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Panorama del centro.
Facoltà di Filosofia, Università Aristotele di Salonicco.

Salonicco, in turco Selanik, rimase sotto controllo ottomano fino al 1912 e divenne una delle città più importanti dell'impero, dotata di un grande porto costruito nel 1901 dai commercianti albanesi. Il fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, di madre albanese[senza fonte], nacque a Salonicco nel 1881, e il movimento dei Giovani Turchi ebbe qui il suo quartier generale all'inizio del XX secolo. La città ha costituito un unicum al mondo, in quanto popolata in maggioranza da ebrei, nel 1910 l'amministrazione comunale contava 132.000 abitanti, di cui 65.000 ebrei, 35.000 greci e 30.000 turchi o musulmani[6]. Gli ebrei erano in gran parte sefarditi, espulsi dalla Spagna e dal Portogallo dopo il 1492. Erano presenti anche alcuni ebrei romei. La lingua quotidiana parlata in città era il Ladino giudeo-ispanico[senza fonte], un linguaggio giudaico derivato dal castigliano del XV secolo. Il giorno di riposo settimanale in città era il sabato, lo Shabbat ebraico. (Per approfondire si veda la voce Storia degli ebrei a Salonicco).

Salonicco fu il principale obiettivo della prima guerra dei Balcani del 1912, durante la quale venne conquistata dalla Grecia alla Bulgaria. Re Giorgio I di Grecia venne assassinato a Salonicco nel marzo del 1913. Durante la prima guerra mondiale, una grossa forza di spedizione alleata sbarcò a Salonicco, tra cui un corpo di spedizione italiano per usare la città come base per un'offensiva contro la Bulgaria alleata della Germania. Vi venne stabilito un governo provvisorio pro-alleati, guidato da Eleftherios Venizelos, contro il volere del Re di Grecia, tedesco e a favore della neutralità.

Nel 1917 gran parte della città venne distrutta da un grande incendio di origine sconosciuta, probabilmente accidentale. Venizelos proibì la ricostruzione del centro cittadino fino a quando non fosse stato pronto un progetto moderno. Questo venne completato pochi anni dopo dall'architetto e archeologo francese Ernest Hébrard. Il progetto di Hebrard spazzò via le caratteristiche orientali di Salonicco e la trasformò in una città di stile europeo.

Una conseguenza dell'incendio fu la distruzione delle abitazioni e dei beni di quasi metà della popolazione ebraica, che fu costretta a emigrare. Molti si recarono in Palestina, alcuni salirono sull'Orient Express in direzione Parigi, altri ancora emigrarono in America. Gli ebrei emigrati vennero rapidamente rimpiazzati dai profughi di un altro disastro, noto anche come Catastrofe dell'Asia Minore, pochi anni dopo la guerra, quando grandi gruppi di greci vennero espulsi dalla Turchia nel 1922 a seguito della guerra greco-turca. La città di conseguenza si espanse enormemente. Venne soprannominata "La capitale dei rifugiati" (Η πρωτεύουσα των προσφύγων, I Protévoussa ton Prosfígon) e "Madre dei poveri" (Φτωχομάνα, Ftohomána), e ancora oggi la cultura e gli abitanti hanno caratteristiche distintamente anatoliche.

Salonicco cadde davanti alle forze della Germania nazista nel 1941 e rimase sotto occupazione tedesca fino al 1944.

La città venne ricostruita abbastanza rapidamente dopo la guerra, ma nel 1978 venne gravemente danneggiata da un terremoto.

Salonicco è stata Capitale europea della cultura nel 1997, e nel 2014 sarà capitale europea della gioventù.[5]

La città ha due università: l'Università Aristotele di Salonicco, la più grande università greca (fondata nel 1926), e l'Università di Macedonia.

Popolazione storica[modifica | modifica sorgente]

Comune di Salonicco nella prefettura omonima.
Anno Popolazione Variazione
1981 406.413 -
1991 383.967 -22.446/-5,52%
2001 363.987 -28.014/-7,29%

Salonicco rappresenta un unicum, all'interno dell'Unione Europea, per la rapida trasformazione demografica subita nell'ultimo secolo, in particolare dopo la sua annessione allo Stato greco nell'autunno del 1912, al termine della Prima Guerra Balcanica. Al momento della liberazione la comunità greca occupava il terzo posto su un totale di 157.887 abitanti, si contavano 39.965 greci (25,3%) contro 61.439 israeliti, (38,9%), 45.867 musulmani (29%), 6.263 Bulgari (3,9%) e 4.364 (2,7%) persone di varie nazionalità.
Nel giro di pochi anni, nel 1916, su un totale di 165.704 abitanti l'elemento greco questa volta occupa il primo posto con 68.205 abitanti (41,33%), contro i 61.400 (37%) della comunità israelita e i circa 30.000 (18%) della comunità musulmana.
Negli anni successivi queste proporzioni sono cambiate totalmente. Il mutamento radicale della carta demografica ed etnologica di Salonicco e di tutta la Macedonia è avvenuto attraverso due avvenimenti che hanno sconvolto la struttura demografica e l'identità stessa della città.
Il primo è lo scambio di popolazioni tra la Grecia da una parte e la Bulgaria e la Turchia dall'altra (1919-1926). Con questo scambio (il più grande nella storia dell'Europa sud-orientale e del Mediterraneo orientale) l'elemento greco in 15 anni ha avuto un'impennata sia in Macedonia (88,3% nel 1926) sia nella periferia di Salonicco (80%).
Il secondo fattore è dato dalle conseguenze dell'invasione italiana e tedesca (1941) e il conseguente annientamento della quasi totalità della comunità ebraica. Di quella che è stata una delle più ricche e composite "capitali ebraiche" d'Europa resta oggi molto poco. Visitando la città potrebbe essere interessante il vecchio quartiere turco che ospitando molte attività commerciali sta vivendo una nuova vita.

Sindaci storici[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Panorama del porto.

Salonicco è un'importante città portuale e un importante centro commerciale e industriale. Le industrie locali producono olio, acciaio, prodotti petrolchimici, tessili, macchinari, farina, cemento, farmaceutici, e liquori. La città è anche un importante snodo per i trasporti dell'Europa sud-orientale.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Le squadre di Salonicco che partecipano alla Lega A1 (Prima divisione) sono:

L'Iraklis fu la prima squadra a vincere il titolo nazionale nel 1927-1928 e vinse nuovamente nel 1934-1935. Uno dei primi giocatori dell'Iraklis, Abatzioglou, fu uno dei 13 fondatori della FIBA, la federazione internazionale della pallacanestro. In Grecia la maggior parte delle squadre possiede uno stadio. Queste tre squadre possiedono 3 stadi distinti nei quali si allenano e giocano le partite.

Altre squadre minori sono il MENT BC Vassilakis e il ICBS Salonicco BC.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Al 2004, le squadre di cui sopra sono le uniche tre squadre di Salonicco ad aver vinto un campionato nazionale e ad aver giocato nelle coppe europee. L'Iraklis ha inoltre vinto la Coppa dei Balcani per club nel 1984-1985. Queste squadre hanno partecipato alla massima divisione del campionato greco fin dalla sua introduzione nel 1959-1960, con due sole eccezioni (l'Iraklis nel 1980-1981 e l'Aris nel 1997-1998). Altre squadre di Salonicco che hanno giocato in prima divisione sono Apollon, Makedonikos, e Thermaikos.

Nel 2004 la città ha ospitato alcune partite di calcio delle Olimpiadi di Atene 2004.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La bougatsa è considerata il tipico dolce di Salonicco, un impasto ripieno di crema dolce, formaggio o carne tritata.

Ottimo è anche il gyros con carne di maiale, preparato in gran parte della città.

Clima[modifica | modifica sorgente]

La città è caratterizzata da un clima mediterraneo, a nord di Salonicco invece il clima è quello tipico dei Balcani. In inverno sono comuni le gelate e non è raro assistere ad abbondanti nevicate. D'estate picchi di temperatura dell'ordine dei 40 gradi non sono fuori dalla norma.

Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9 10 13 18 23 28 31 30 26 21 14 10 9,7 18 29,7 20,3 19,4
T. min. mediaC) 1 2 5 7 12 16 18 18 15 11 6 2 1,7 8 17,3 10,7 9,4
Precipitazioni (mm) 40 38 43 35 43 30 22 20 27 45 58 50 128 121 72 130 451
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperature record [°C] 20 22 25 31 36 39 42 39 36 32 27 26

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Punti di interesse[modifica | modifica sorgente]

L'entrata di Santa Sofia, stile bizantino.
La torre bianca.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Salonicco[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Urban Audit - Data that can be accessed
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 marzo 2011.
  3. ^ Thessaloniki and the White Tower
  4. ^ European Youth Capital
  5. ^ a b Thessaloniki 2014
  6. ^ Régis Darques, Salonique au XXe siècle, de la cité ottomane à la métropole grecque, p. 78.
  7. ^ Città gemellate con Bratislava dal suo sito ufficiale. URL consultato il 26 luglio 2010.
  8. ^ città gemellate dal sito di Costanza. URL consultato il 25 luglio 2010.
  9. ^ Città gemellate con Tirana dal suo sito ufficiale. URL consultato il 26 luglio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]