Codicologia

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La codicologia è la disciplina che studia i manoscritti, nel loro aspetto materiale. La denominazione è recente e nasce a Parigi negli anni trenta-quaranta con Charles Samaran e Alphonse Dain. Samaran coniò il termine "codigrafia" sul modello del termine paleografia, senza però riscuotere consenso.

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

Dain creò il termine codicologia e lo utilizzò per la prima volta nel corso di filologia greca da lui tenuto nel 1944. Il termine rimase pressoché inutilizzato sino al 1949 data di pubblicazione della sua celebre opera Les manuscrits, nella quale rivendicava fra l'altro la paternità del termine, sottolineando anche come tale definizione si fosse oramai acclimatata nel lessico di numerosi studiosi.

Il termine codicologia deriva dalla parola latina codex, "codice" (parola che indica una struttura libraria composta da fascicoli collegati fra loro ed eventualmente forniti di una coperta, in opposizione al volumen, "rotolo") e il suffisso -logia dal greco λόγος (lógos), "discorso".

Accezioni[modifica | modifica sorgente]

Solitamente si differenzia la codicologia stricto sensu dalla codicologia lato sensu.

  • La codicologia stricto sensu viene definita "l'archeologia del libro". Essa studia colla massima attenzione forma, supporti e procedure tecniche per la fabbricazione del libro. In generale l'archeologia del libro comprende una serie di conoscenze e di competenze di natura prettamente tecnica; essa si occupa della fisicità del manoscritto, della sua materialità.
  • La codicologia lato sensu va al di là della materialità del libro manoscritto, occupandosi della storia del libro in una sua accezione più ampia. È interessata a ciò che il libro rappresenta, al suo pubblico, alla sua fortuna, alla sua conservazione ed alle sue vicende.

Studi, riviste, risorse[modifica | modifica sorgente]

L'interesse per tale studio nasce in Germania col nome di Handschriftenkunde, “arte o scienza del manoscritto”, termine ancora in uso nei paesi di lingua tedesca. In Italia non si nota un interesse particolare per questa disciplina: le principali riviste relative al settore sono infatti per lo più di area nord europea. Vanno in particolare citate:

  • “Scriptorium” (franco-belga) fondato nel 1946, semestrale, che raccoglie i saggi di varie discipline più un bollettino che raccoglie la bibliografia degli studi codicologici;
  • “Codicologica” (olandese) fondata nel 1976 e orientata verso riflessioni metodologiche (organizzata in fascicoli tematici, affrontano problemi specifici della codicologia).
  • "Gazette du livre medieval”, fondata nel 1982, per stabilire un legame tra i codicologi, diffondere l'informazione relativa al manoscritto e stimolare il dibattito metodologico.

In Italia, ma non specificamente sull'argomento, si può citare:

Tra gli strumenti ausiliari sono poi da citare alcune raccolte di termini specialistici per aiutare gli studiosi, fra gli altri:

  • Vocabulaire codicologique realizzato nel 1985 da Denis Muzerelle, in cui sono esaminati circa 2200 termini riguardanti:
    • supporti scrittori;
    • copisti e materiali per la scrittura;
    • fabbricazione del libro;
    • copia e testo;
    • decorazione;
    • legatura;
    • trasmissione e conservazione dei manoscritti;
  • Terminologia del libro manoscritto di Marilena Maniaci.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Ruiz Garcia, Manual de codicologia, Salamanca-Madrid 1988.
  • J. Lemaire, Introduction à la codicologie, Louvain 1989.
  • J.A. Szirmai, The archaeology of medieval bookbinding, 1999.
  • Marilena Maniaci, Terminologia del libro manoscritto, Roma-Milano 1996.
  • Marilena Maniaci, Archeologia del manoscritto: metodi, problemi, bibliografia recente, Roma 2002.
  • M. L. Agati, Il libro manoscritto. Introduzione alla codicologia, Roma 2003.
  • François Déroche, Annie Berthier, Manuel de Codicologie des manuscrits en écriture arabe, BnF, Parigi 2000.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]