Filologia classica
La filologia classica è la scienza che studia i documenti scritti in lingua greca o latina, in vista della retta edizione e della corretta interpretazione di essi nel contesto dell'epoca e della civiltà che li ha prodotti.
Se da una parte l'oggetto di indagine prevalente della disciplina riguarda lo studio propriamente linguistico dei testi, dall'altra tale materia costituisce il fondamento scientifico indispensabile per la pubblicazione di edizioni critiche dei testi latini e greci.
[modifica] Storia
Le prime tracce dello studio scientifico dei testi dell'antichità vanno senz'altro ricercate nell'opera dei primi filologi della Biblioteca di Alessandria, un contributo importante è offerto da Pisistrato, tiranno di Atene nel V secolo a.C. che fece redigere in forma scritta i poemi omerici per evitare interpolazioni e corruttele di ogni genere; tuttavia la disciplina si sviluppò soprattutto nel periodo dell'Umanesimo per arrivare alla sua più compiuta sistematizzazione scientifica nell'XIX secolo grazie all'opera, in realtà consistita perlopiù nella riorganizzazione e riformulazione di spunti precedenti, del filologo tedesco Karl Lachmann. Importanti contributi alla ridefinizione di ambiti e metodi di indagine sono giunti nella prima metà del XX secolo ad opera del filologo classico italiano Giorgio Pasquali.
[modifica] Bibliografia
- G. Pasquali, Storia della tradizione e critica del testo, Firenze, Sansoni, 1974 (I ed. 1934)
- S. Timpanaro, La genesi del metodo del Lachmann, Torino, UTET, 1963