Verrio Flacco

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Marco Verrio Flacco, Marcus Verrius Flaccus (... – ...), è stato un grammatico romano, vissuto tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del successivo (una datazione 50 a.C.20 sembra molto verosimile).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Museo Nazionale Romano, i Fasti Praenestini

Fonte prima per ricostruirne la vita e l'opera è il De grammaticis et rhetoribus di Svetonio (§ 17). Come altri grammatici era un liberto, ma non si conosce il nome del suo patronus. Ignota è anche la sua terra di origine, ma si suppone però che fosse di Preneste. Svetonio infatti afferma che, non solo in quella città gli furono tributati onori e gli fu dedicata una statua, ma fu lo stesso Verrio Flacco a riordinare i Fasti praenestini.

Come insegnante, egli introdusse un nuovo sistema educativo. A differenza dei suoi colleghi, che prediligevano un tipo di apprendimento passivo da parte degli studenti, Verrio Flacco ne utilizzava uno basato sulla competizione e la promessa di un premio (di solito un libro di valore) per il vincitore. Questo sistema, per i tempi certo innovativo, gli valse grande fama, tanto che lo stesso Augusto lo scelse come precettore dei suoi figli.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (31 a.C. - 14 d.C.).

Nulla dice Svetonio sulle opere di Verrio Flacco. Soltanto un accenno indiretto permette di stabilire che scrisse dei libri sull'ortografia: nel paragrafo 19, infatti, è ricordato che Scribonio Afrodisio [Verrii Flacci] libris de orthographia rescripsit ("replicò ai libri sull'ortografia di Verrio Flacco").

In realtà si conoscono i titoli e si possiedono frammenti di altri suoi scritti:

  • Res memoria dignae, un'opera antiquaria citata da Aulo Gellio;
  • Saturnus, altra opera antiquaria sui Saturnalia;
  • Res Etruscae;
  • De obscuris Catonis, di argomento filologico.

L'opera più importante è però il De verborum significatu, il prodotto più completo ed erudito dell'antica lessicografia latina. Il testo è a noi noto grazie al compendio che ne fece Festo (II secolo) e il successivo compendio di Festo operato da Paolo Diacono (VIII secolo). Da entrambi è possibile apprendere il carattere e la struttura dell'originaria opera di Verrio Flacco. Si trattava di un "vocabolario" di termini rari e eruditi, ordinati alfabeticamente e corredati di citazioni di autori precedenti utili a capirne contesto e significato. Quasi certamente l'opera non è completa, poiché, mentre la prima parte rispetta rigorosamente il criterio alfabetico, la seconda contiene termini in ordine sparso, inseriti dall'autore via via che li incontrava nelle sue letture: è questo il segnale rivelatore che Verrio Flacco non ebbe il tempo di procedere ad una completa revisione del suo testo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Grammaticae Romanae Fragmenta, ed. I. Funaioli, Lipsiae 1907, pp. 509-523.
  • Suetonius, De grammaticis et rhetoribus, ed. R. A. Kaster, Oxford, Clarendon Press, 1995, pp. 190-196.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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