Pergamo

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Coordinate: 39°07′N 27°11′E / 39.116667°N 27.183333°E39.116667; 27.183333

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Modello della città di Pergamo.

Pergamo è un'antica città dell’Asia Minore, nell'Eolide (verso il sud-est della Troade e sud della Misia; e verso il nord dell'Ionia e nord-ovest della Lidia), posta a poca distanza dalla costa del Mar Egeo, su di una collina (l'Acropoli di Pergamo) che costituisce la principale località archeologica dell’area. La città attuale è nota col nome di Bergama (Turchia, Provincia di Smirne).

La città ebbe una fioritura in età ellenistica, quando divenne capitale dell’omonimo regno, raggiungendo il massimo splendore sotto la dinastia illuminata degli Attalidi (241-133 a.C.). La città divenne un importantissimo centro artistico, considerata quasi una seconda Atene ellenistica. In seguito divenne parte dell'Impero romano. Viene citata nell'Apocalisse di Giovanni come una delle sette chiese dell’Asia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Regno di Pergamo intorno al 188 a.C.

Il mito vede la città fondata da Grino, nipote di Telefo, che avrebbe onorato l'amico Pergamo, nipote di Achille, intitolando a lui la città. La città viene citata per la prima volta da fonti intorno al 400 a.C., ma l'acropoli doveva già essere abitata in età arcaica. Presso la città aveva sede un importantissimo santuario di Esculapio, rinomato per la capacità taumaturgiche dei suoi sacerdoti ed importante sede di pellegrinaggi provenienti da tutta la Grecia.

La sua importanza si accrebbe notevolmente in età ellenistica, quando Lisimaco, uno dei Diadochi di Alessandro Magno, dopo la battaglia di Ipso (301 a.C.) scelse e fortificò l'acropoli come sede del suo tesoro (di oltre 9000 talenti) e ne diede la custodia a Filetero, figlio di Attalo. Quando Lisimaco fu sconfitto da Seleuco I, Filetero ne approfittò per consolidare la sua posizione e rendere definitiva la sua supremazia sulla città, divenendo il capostipite della dinastia degli Attalidi.

A Filetero successe Eumene I, che rafforzò ulteriormente il regno contro le mire espansionistiche dei sovrani seleucidi.

L'Acropoli di Pergamo vista dalla Via Tecta all'ingresso dell'Asclepeion.

Con il successore Attalo I (241-197 a.C.) la città esercitò la sua egemonia su gran parte dell’Asia Minore occidentale. Il sovrano rifiutò di pagare il tributo ai Galati, tribù celta stanziatasi nell'area dell'Asia Minore che aveva fondato il regno della Galazia, alleati di Antioco III seleucide. Questi mossero guerra ai pergameni, ma furono sconfitti nel 240 a.C. presso le fonti del Caico assieme alle truppe di Antioco. Pergamo riuscì quindi ad annettersi molti territori seleucidi dell’Asia Minore. Ma è nel 232 a.C. con la vittoria sui Tolistoboi, altra tribù celtica della Galazia, preso il tempio di Afrodite della città di Pergamo che il re Attalo I libera le sue terre dalle incursioni celtiche. Seguirono altre guerre con seleucidi, con alterne fortune. Venne stipulata un'alleanza con i romani, di cui rimasero alleati dinastici e la città conobbe una notevole fioritura artistica.

Eumene II (197-159 a.C.) successe ad Attalo I e sotto di lui il regno ebbe un’ulteriore espansione. Il re protesse le arti e la cultura, fondando la biblioteca di Pergamo ed erigendo il famoso Altare di Zeus. Il figlio di Antioco III, Seleuco IV, assediò la città durante la guerra tra Roma e Antioco III.[1]

Con Attalo II (159-138 a.C.), fratello di Eumene II e tutore di Attalo III (il figlio minorenne di Attalo I), ma di fatto re di Pergamo, il regno consolidò l’alleanza con i romani combattendo contro altri dinasti ellenistici.

Infine Attalo III (138-133 a.C.) fu l’ultimo dinasta indipendente, poiché alla sua morte lasciò il regno in eredità ai romani, e il suo territorio venne a costituire la provincia romana d'Asia.

In età romana Pergamo fu una città prospera, famosa per l’attività dei ceramisti, la produzione di unguenti e di pergamene, che prendono il nome dalla città. La città fu probabilmente sede di una chiesa apostolica poiché viene nominata nell’Apocalisse di Giovanni.

Il declino della città seguì quello dell’Impero Romano. In età bizantina fu sede di vescovado. Saccheggiata dagli arabi, la città fu poi presa dagli Ottomani, che vi edificarono diverse moschee.

I resti della capitale furono scavati a partire dal 1873.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Tempio di Traiano sull'Acropoli di Pergamo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuola di Pergamo.

Il regno di Pergamo si caratterizza per l’intensa produzione artistica, patrocinata dai sovrani attalidi.

Tempio di Atena Polias[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tempio di Atena Polias (Pergamo).

Nel III secolo a.C. la città, dopo la vittoria di Attalo I sui Galati, si espanse a tal punto da dare vita ad un'acropoli monumentale: su di essa il sovrano eresse un tempio dedicato ad Atena Poliàs, e ne ornò la piazza antistante con alcune statue bronzee, a noi note tramite altre copie in marmo. Altre sculture vennero collocate da Attalo II donario sull'acropoli cittadina nel 201 a.C. Tema dominante di queste opere è la vittoria sui barbari, ed il trionfo della civiltà sulla forza. Il frontone era decorato sulla sommità destra dalla figura di Proteo, al centro Atena, e sulla sinistra un mostro marino cavalcato da Eracle.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Appiano, Guerra siriaca, 26.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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