Proteo (mitologia)

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Proteo in un'incisione del 1531

Proteo (in greco antico Πρωτεύς) è una divinità marina e oracolo della religione greca, figlio di Oceano e Teti, capace di cambiare forma in ogni momento.

Il suo nome allude al "primo nato" e il personaggio è associato ad altri due "vecchi del mare", Nereo e Forco.

Secondo Omero, Proteo risiedeva abitualmente nell'isola di Faro, prossima all'Egitto, a circa un giorno di distanza dal fiume Nilo. Nell'Odissea si racconta che Proteo soleva uscire dal mare a mezzogiorno per sdraiarsi a riposare all'ombra delle rocce, circondato dal gregge di foche di Poseidone al quale accudiva. Chi anelava sapere dal dio la propria ventura, ricorrendo alle sue facoltà di veggente sincero e veritiero, doveva accostarglisi a quell'ora e coglierlo nel sonno, utilizzando anche la forza bruta per trattenerlo, poiché egli era in grado di trasformarsi per tentare di sfuggire al compito talvolta ingrato di vaticinare. Tuttavia, una volta tornato, magari anche per coercizione, alle sue fattezze naturali di vecchio, rispondeva con schiettezza a ogni quesito che gli veniva posto.

Nell'Odissea di Omero Proteo è padre di Idotea.

Dalla sua capacità di trasfigurarsi scaturisce il termine proteiforme, che sta a indicare un essere in grado di mutare la propria forma in ogni momento, oppure l'accezione proteo riferita a una persona che cambia spesso opinioni o parola, per cui di un uomo variabile si dice che è un Proteo.

Da questo personaggio mitologico deriva anche la cosiddetta sindrome di Proteo, una malattia rarissima che comporta deformazioni estese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Scuderi, Il paradosso di Proteo. Storia di una rappresentazione culturale da Omero al postumano, Carocci, Collana Lingue e letterature n.147, Roma, 2012. ISBN 9788843067190

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