Eumene I

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Eumene I (... – 241 a.C.) fu un dinasta (regnante) della città di Pergamo, in Asia Minore, dal 263 a.C. fino alla sua morte 241 a.C. [1].

Eumene I
Moneta fatta coniare da Eumene, raffigurante suo zio Filetero, Cabinet des Médailles, Parigi
Moneta fatta coniare da Eumene, raffigurante suo zio Filetero, Cabinet des Médailles, Parigi
Re di Pergamo
In carica 263 a.C.241 a.C.
Predecessore Filetero
Successore Attalo I
Morte Pergamo, 241 a.C.
Casa reale Attalidi
Padre Eumene (fratello di Filetero)
Madre Satyra
Figli Filetero (soltanto presunto)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figliuolo di Eumene, fratello di Filetero (il fondatore della dinastia attalide) e Satyra, figlia di Poseidonio. Non avendo avuto figli, Filetero adottò Eumene per farlo diventare suo erede.

Sebbene nominalmente sotto il controllo seleucide, Pergamo sotto Filetero godette di una consistente autonomia. Ad ogni modo, quando succedette al trono, Eumene, forse incoraggiato da Tolomeo II, in guerra allora con i seleucidi, si ribellò, sconfiggendo nel 261 a.C. Antioco I nei pressi di Sardi, capitale della lidia. Egli fu perciò capace di liberare Pergamo, ingrandendone il suo territorio. Nei suoi nuovi possessi, egli stabilì posti di guarnigione a nord ai piedi del Monte Ida chiamato Filetereia da nome del suo padre adottivo, a da est, a nord-est di Thyatira, vicino alle sorgenti del fiume Lico, chiamato Attaleia dal nome di suo nonno, ed estese il suo controllo anche a sud del fiume Caico fino al Golfo di Cuma. Dimostrando la sua indipendenza, egli iniziò a coniare monete con il ritratto di Filetero, mentre il suo predecessore aveva ancora raffigurato Seleuco I Nicatore.

Oltre alla rivolta contro i seleucidi, non ci sono successivamente documenti riguardanti ulteriori ostilità che coinvolgano Pergamo durante il regno di Eumene, anche se continuavano i conflitti tra i seleucidi e i Tolomei, e i galli della Galazia andassero continuamente saccheggiando tutta la regione. Se Eumene fu capace di tenere Pergamo libera dalle devastazioni dei galli, fu probabilmente a causa del tributo che versava loro. [2]

Benché mai assunse nominalmente il titolo di "re", Eumene di fatto esercitava tutti i poteri.[3]Imitando altri regnanti ellenistici, venne istituita a Pergamo una festività in onore di Eumene chiamata Eumeneia.

Non si sa se avesse avuto figli. Un "figlio Filetero di Eumene" viene menzionato in un'iscrizione nella città di Thespiae; alcuni lo cinsiderano come figlio di Eumene, morto prima dunque del padre (241 a.C.) Eumene adottò il suo cugino di secondo grado, Attalo I, che gli succedette al trono di Pergamo. [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Strabone 13.4.2, dice che Eumene "… morì dopo un regnò di 22 anni", iniziato con la morte di Filetero, nel 263 a.C.
  2. ^ Che Pergamo probabilmente pagasse un tributo può essere dedotto da Livio 38.16, che i galli avessero "… imposto un tributo sull'intera Asia a occidente del Tauro, … perciò il terrore del loro nome e la crescita del loro numero finì per far sì che anche i re di Siria non osassero rifiutare il pagamento del tributo" e che Attalo I, successore di Eumene, fu il primo a rifiutare di pagare un tale tributo.
  3. ^ Hansen pp. 23-24.
  4. ^ Strabone, 13.4.2, dice che egli era il cugino di Attalus I. Pausania, 1.8.1, probabilmente sulle orme di Strabone, riferisce lo stesso. Ma gli scrittori moderni hanno concluso che Strabone abbia saltato una generazione, vedi Hansen p. 26.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Moneta coniata durante il regno di Eumene I. Il recto raffigura la testa di suo zio, Filetero, mentre sul rovescio viene rappresentata Atena seduta, divinità protettrice della città di Pergamo. Si legge ΦΙΛΕΤΑΙΡΟΥ (philetairou), "(moneta) di Filetero"
  • (EN) Hansen, Esther V. (1971). Gli attalidi di Pergamo. Ithaca, New York: Cornell University Press; Londra: Cornell University Press Ltd. ISBN 0-8014-0615-3.
  • (EN) Kosmetatou, Elizabeth (2003) "Gli attalidi di Pergamo," in Andrew Erskine, ed., A Companion to the Hellenistic World. Oxford: Blackwell: pp. 159–174. ISBN 1-4051-3278-7. text
  • (EN) Livio, Storia di Roma, Rev. Canon Roberts (traduttore), Ernest Rhys (Ed.); (1905) Londra: J. M. Dent & Sons, Ltd. 
  • (EN) Pausania, Descrizione della Grecia, Libro I-II, (Loeb Classical Library) tradotto in inglese da W. H. S. Jones; Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press; Londra, William Heinemann Ltd. (1918) ISBN 0-674-99104-4. 
  • (EN) Strabone, Geografia, Libri 13-14, (Loeb Classical Library) tradotto in inglese da Horace Leonard Jones; Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press; Londra: William Heinemann, Ltd. (1924) ISBN 0-674-99246-6. 
  • M. Bettalli (2006), Storia Greca, ed. Carocci (Roma), ISBN 88-430-3668-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sovrano attalide di Pergamo Successore
Filetero 263 a.C.241 a.C. Attalo I