Aulo Gellio

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Aulo Gellio (in latino: Aulus Gellius; Roma, circa 125 – circa 166) è stato uno scrittore e giurista romano noto per essere l'autore delle Noctes Atticae (Le Notti Attiche), opera di venti libri, pervenutaci quasi per intero ad eccezione del Liber octavus, nella quale fa sfoggio di grandi conoscenze nei più svariati campi: dalla Retorica alla Medicina, dalla Filosofia alla Critica Letteraria; in essa Gellio cita anche episodi tratti dal suo soggiorno nell'Attica, da cui il titolo dell'opera, grazie ai quali possiamo ricostruire parzialmente la sua vita. Il principale motivo d'interesse delle Noctes sembra risiedere nella descrizione della bellezza della società imperiale negli anni di Antonino Pio, che assaporiamo di riflesso in questi racconti, consapevoli che quell'età dell'oro non sarebbe più tornata per l'Impero.

[modifica] Contesto storico

Adriano divenne imperatore dei Romani nel 117, in seguito alla morte di Ulpio Traiano, che aveva portato Roma a raggiungere la massima espansione territoriale. Fu questo un periodo significativo della Storia romana: da allora infatti la politica estera degli imperatori fu volta al consolidamento dei confini - fu lui, infatti, a costruire il vallo di Adriano. Inoltre, con Adriano si ebbero una riforma della pubblica amministrazione e la rinascita culturale della Grecia - in questo fu aiutato dal suo amico mecenate Erode Attico. Nel 138 gli succedette Antonino Pio, la cui politica fu simile a quella del predecessore.

Nel 161 Marco Aurelio, discepolo di Epitteto, e Lucio Vero gli succedettero per adozione. Fu in questo periodo che i Quadi e i Marcomanni cominciarono a premere più insistentemente lungo i confini settentrionali dell'Impero, costringendo Marco Aurelio più volte ad intervenire; sempre in questi anni i Parti invasero la Siria, dalla quale furono respinti da Lucio Vero e dal generale Avidio Cassio. Il loro Regno fu però segnato da un'epidemia di peste bubbonica, che danneggiò significativamente l'economia dello Stato, già molto provata. Morto Lucio Vero nel 169, Marco Aurelio dovette affrontare da solo la situazione disastrosa in cui versava l'Impero. Nel 180 lui stesso morì per la peste a Vienna e suo successore fu il figlio legittimo Commodo.

[modifica] Biografia

Aulo Gellio nacque a Roma, probabilmente di lunedì, nel 125 d.C., durante il principato adrianeo. Dopo gli studi sulla Retorica e sulla Grammatica, compiuti con Tito Castricio e Sulpicio Apollinare nella capitale, si recò ad Atene, per perfezionarsi nelle arti liberali. Qui conobbe, tra gli altri, Erode Attico e Peregrino Proteo.

Tornato poi a Roma, iniziò a lavorare come giudice extra ordinem, cioè come giudice del processo imperiale, e probabilmente fu in questo periodo che conobbe Marco Cornelio Frontone e il filosofo Favorino, spesso citato nelle Noctes Atticae (Le Notti Attiche), la sua unica opera pervenutaci. La sua posizione sociale nella Roma di Antonino Pio era senz'altro collocata nella fascia dell'élite, come si evince dalle sue frequentazioni.

Nel 159 furono "pubblicate" Le Notti Attiche, che si possono definire una sorta di Zibaldone ante litteram, in cui Aulo Gellio tratta di filosofia, grammatica, medicina, retorica, poesia e curiosità di ogni genere; l'opera è specchio della profonda erudizione e dello spirito indagatore dell'Autore. Poiché l'opera non fu ampliata, come Aulo Gellio stesso si proponeva di fare, è molto probabile che egli abbia trovato la morte durante l'epidemia di peste che seguì le legioni di ritorno dall'Oriente e decimò la popolazione dell'Impero dal 166 d.c. in poi. Si ritiene quindi, data la mancata pubblicazione dell'opera ampliata e di nuove opere, che egli sia probabilmente morto non molto dopo, o durante, il 166 d.C.

[modifica] Collegamenti esterni

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