Lucio Vero
| Lucio Vero | |
|---|---|
Busto di Lucio Vero (Metropolitan Museum of Art) |
|
| Imperatore romano | |
| In carica | 8 marzo 161 – 169 (con Marco Aurelio) |
| Predecessore | Antonino Pio |
| Successore | Marco Aurelio (da solo) |
| Nome completo | Lucius Ceionius Commodus
Verus Armeniacus |
| Nascita | Roma, 15 dicembre 130 |
| Morte | Altinum, 169 (39 anni) |
| Dinastia | Antonini |
| Padre | Lucio Elio (naturale); Antonino Pio (adottivo, dal febbraio 138) |
| Madre | Avidia Plautia |
| Coniuge | Annia Aurelia Galeria Lucilla |
| Figli | tre figli |
Lucio Ceionio Commodo Vero (in latino Lucius Ceionius Commodus Verus; Roma, 15 dicembre 130 – presso Altino, gennaio 169) più noto semplicemente come Lucio Vero, fu un imperatore romano, e governò insieme al fratello d'adozione Marco Aurelio, dal 161 sino alla morte.
Indice |
Biografia [modifica]
Origini familiari [modifica]
Vero era figlio di Lucio Elio Cesare, uomo molto vicino all'imperatore Adriano e sua prima scelta come successore, attraverso la moglie Avidia. Quando Elio Cesare morì nel 138, Adriano scelse come successore Antonino Pio, a condizione che questi adottasse a sua volta Lucio Vero (che allora aveva sette anni) e Marco Aurelio, suo nipote diciassettenne. Come principe imperiale, Vero ricevette un'accurata educazione dal famoso oratore Marco Cornelio Frontone. Di Vero si dice che fosse uno studente eccellente, appassionato della scrittura di poesie e di oratoria.
Vero cominciò la carriera pubblica come questore nel 153 e fu console nel 154, molto prima dell'età ufficialmente richiesta per tale incarico (32 anni) e senza essere pretore fra l'una e l'altra carica. Nel 161 fu di nuovo console, con Marco Aurelio come collega anziano. Quello stesso anno Antonino morì e gli succedette Marco Aurelio. Vero fu contestualmente scelto come co-imperatore, evento senza precedenti nell'Impero romano. Ufficialmente entrambi avevano lo stesso potere, ma in pratica Marco Aurelio esercitò la propria influenza sul collega. A Vero fu dato il controllo dell'esercito, a riprova della fiducia che correva fra i due. Per rafforzare tale alleanza, Marco Aurelio dette in moglie sua figlia Annia Aurelia Galeria Lucilla a Vero che da lei ebbe tre figli.
Il principato (161-169) [modifica]
| Per approfondire, vedi Campagne partiche di Lucio Vero. |
Tra il 162 e il 166 Vero fu in oriente al comando di una campagna militare contro la Partia. La spedizione non fu un successo, ma Vero si dimostrò un eccellente comandante, senza paura di delegare incarichi strettamente militari a generali più competenti di lui. Contemporaneamente, non sembra che Vero abbia fatto una vita di sacrificio durante tale campagna. Era sempre circondato da attori e musicisti, e usufruiva di copiosi banchetti e altri piaceri della vita. Apparentemente tale possibilità era allargata anche alla truppa, il cui morale era alto. Questo atteggiamento non ridusse la ragionevolezza delle sue azioni: Vero rimase un comandante competente e svolse bene i suoi compiti. Al ritorno dalla campagna, Vero fu accolto col trionfo. La parata, fuori dalle consuetudini, incluse Vero, Marco Aurelio e i loro figli e figlie non sposate, come una grande celebrazione di famiglia.
I successivi due anni Vero li trascorse a Roma, continuando a condurre un lussuoso stile di vita e trattenendo presso di sé lo stuolo di attori e favoriti. Aveva fatto costruire una taverna nella sua casa in cui celebrava feste fino all'alba con gli amici. Gli piaceva anche aggirarsi per le strade in incognito in mezzo alla gente. I giochi del circo furono un'altra passione della sua vita, specialmente le corse dei carri. Marco Aurelio disapprovava la sua condotta ma, finché Vero continuava ad eseguire con efficienza i suoi incarichi ufficiali, lo lasciava fare.
Nell'inverno del 166/167 fu travolta la frontiera del Danubio quando un gruppo di barbari tra cui Longobardi e Osii invasero i territori romani; i due imperatori furono costretti a recarsi sul Danubio a Carnuntum l'anno successivo (168). Le successive guerre marcomanniche contro le popolazioni germaniche e sarmatiche a nord del tratto danubiano compreso tra Vindobona (l'odierna Vienna) e Singidunum (l'odierna Belgrado) durarono fino ad oltre il 180, ma Vero non ne vide la fine. Nel 169, mentre assieme a Marco Aurelio rientravano a Roma dal fronte, Vero fu colpito da infarto, sebbene alcuni sostennero che vi fossero i sintomi da avvelenamento da cibo. Morì dopo tre giorni nei pressi di Altino.
A dispetto delle differenze fra loro, Marco Aurelio sentì molto la perdita del fratello adottivo. Ne portò il corpo a Roma offrendo giochi in sua memoria. Dopo le esequie il senato lo divinizzò dandogli l'appellativo di Divus Verus.
Titolatura imperiale [modifica]
| Per approfondire, vedi Monetazione degli Antonini. |
| Titolatura imperiale | Numero di volte | Datazione evento |
|---|---|---|
| Tribunicia potestas | 9 anni: | la prima volta (I) il 7 marzo del 161 e poi rinnovatagli al 10 dicembre di ogni anno. |
| Consolato | 3 volte: | nel 154, 161 e 167. |
| Salutatio imperatoria | 5 volte: | I (al momento della assunzione del potere imperiale) nel 161, (II) nel 163, (III) 165, (IV) 166 e (V). |
| Titoli vittoriosi | Armeniacus nel 163, Parthicus Maximus nel 165 e Medicus nel 166. | |
| Altri titoli | Pater Patriae nel 166. |
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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| Predecessore | Imperatore romano | Successore | |
|---|---|---|---|
| Antonino Pio | 161 - 169 (con Marco Aurelio) | Marco Aurelio |
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