Caligola

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Caligola
(Gaio Cesare)
Busto di Gaio Cesare Germanico detto Caligola.
Busto di Gaio Cesare Germanico detto Caligola.
Imperatore romano
In carica 18 marzo 37 – 24 gennaio 41
Predecessore Tiberio
Successore Claudio
Nome completo Gaius Iulius Caesar Germanicus
Gaius Caesar Augustus Germanicus
Altri titoli Pontifex Maximus
Pater Patriae
Nascita Antium - attuali Anzio e Nettuno, 31 agosto 12
Morte Roma, 24 gennaio 41
Luogo di sepoltura Mausoleo di Augusto
Dinastia Giulio-claudia
Padre Germanico Giulio Cesare
Madre Agrippina maggiore
Coniugi Giunia Claudia (33-34)
Livia Orestilla (37-38)
Lollia Paolina (38-39)
Milonia Cesonia (39-41)
Figli Giulia Drusilla (da Milonia Cesonia)
Adottivo:Tiberio Gemello

Gaio Giulio Cesare Germanico (in latino: Gaius Iulius Caesar Germanicus; Antium - oggi Anzio e Nettuno[1], 31 agosto 12Roma, 24 gennaio 41) , regnante con il nome di Gaio Cesare (Imperator Gaius Caesar) e meglio conosciuto con il soprannome Caligola (Caligula, cioè "piccola caliga" per il tipo di calzari preferiti da adolescente), fu il terzo imperatore romano, appartenente alla dinastia giulio-claudia, e regnò dal 37 al 41. Le fonti storiche pervenute lo hanno reso noto per la sua stravaganza, eccentricità e depravazione, tramandandone un'immagine di despota. L'esiguità delle fonti fa comunque di Caligola il meno conosciuto di tutti gli imperatori della dinastia. Caligola spese molto del patrimonio accumulato da Tiberio, donando a molti somme promesse nel testamento di quest'ultimo, per giochi ed elargizioni di denaro e cibo al popolo, e per le proprie stravaganze, ispirate all'autocrazia dei monarchi orientali ellenistici, tuttavia non troppo diverse dalle vendette che Tiberio stesso aveva messo in atto, nonché al disprezzo che egli portava verso la classe senatoria, probabilmente ritenuta corresponsabile delle sventure della sua famiglia. Tuttavia diminuì le tasse, cosa che ha fatto pensare agli studiosi moderni che Caligola non fosse un così cattivo amministratore; in particolare c'è chi ha sottolineato la sua abilità strategica e militare che gli permise di risparmiare utilizzando meno legioni, e garantendo all'impero le frontiere col minimo dispendio di uomini.[2]Negli ultimi tempi diede segni di declino fisico e gravi squilibri caratteriali, che ha fatto pensare soffrisse di una malattia degenerativa. Fu assassinato a soli 29 anni da un gruppo di sue guardie.

Le fonti storiografiche[modifica | modifica wikitesto]

Il problema delle fonti, nel caso dell'imperatore Caligola, è una questione complessa. Le Vite dei Cesari di Svetonio sono lo scritto principale da cui è possibile trarre informazioni sul suo regno. Tuttavia, così come gli altri documenti a noi tramandati (ad esempio gli scritti di Cassio Dione Cocceiano), gli scritti di Svetonio tendono a focalizzare l'attenzione su aneddoti riguardanti la crudeltà e la supposta instabilità mentale di Caligola, tanto che alcuni storici moderni hanno espresso dubbi sull'attendibilità di questi resoconti (nella sua biografia Svetonio dedica quattordici capitoli a Caligola principe e trentanove a Caligola mostro).

Si trattò certamente di un personaggio discusso, molto popolare fra la gente ma politicamente avverso alla classe sociale e al ceto dal quale provenivano gli storiografi. Purtroppo non ci è giunta la parte su Caligola degli Annales di Tacito, lo storico del periodo generalmente ritenuto più rigoroso.

Le notizie più importanti sull'aspetto di Caligola provengono da Svetonio. Pare che arrivasse al metro e novanta di altezza, che fosse quasi calvo (almeno negli ultimi anni di regno) e che avesse gli occhi incavati e penetranti. Era un ottimo conduttore di quadrighe, dal fisico agile e scattante.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albero genealogico giulio-claudio e Dinastia giulio-claudia.
Cronologia
Vita di Caligola
12 31 agosto - nascita di Caligola, figlio di Germanico e di Agrippina maggiore.
14 18 maggio - Augusto invia Caligola a raggiungere il padre (in Gallia o in Germania);
19 agosto - morte di Augusto.
17 26 maggio - Caligola assiste a Roma al trionfo di Germanico;
Autunno - Agrippina maggiore e Caligola lasciano Roma al seguito di Germanico, inviato in missione in Oriente.
18 Inizi dell'anno (?) - Caligola pronuncia un discorso ad Asso.
19 10 ottobre - morte di Germanico.
20 Inizi dell'anno - Caligola torna in Italia con la madre.
26 Tiberio si ritira a Capri.
27 Fine dell'anno - Caligola si trasferisce a casa della bisavola paterna, Livia, sul Palatino.
29 Inverno o primavera - morte di Livia;
Caligola va ad abitare con la nonna paterna Antonia minore.
31 Fine dell'estate o inizi dell'autunno - morte di Nerone Cesare (fratello di Caligola);
Dopo il 31 agosto - Tiberio convoca Caligola a Capri;
18 ottobre - Caduta in disgrazia di Seiano.
32 Flacco viene nominato prefetto dell'Egitto.
33 Caligola diventa questore;
Caligola sposa Giunia Claudia;
Morte di Agrippina maggiore e di Druso Cesare, madre e fratello di Caligola.
35 Tiberio nomina coeredi Caligola e Tiberio Gemello.
36 Arrivo di Erode Agrippa a Capri.
37 Inizi dell'anno (?) - Vitellio stipula un accordo con i Parti;
16 marzo - morte di Tiberio;
18 marzo - Caligola viene acclamato "princeps" dal Senato;
28 marzo - Caligola entra a Roma;
28 o 29 marzo - Il Senato concede a Caligola i sommi poteri;
29 marzo - Scortato dai soldati entra a Roma il corpo di Tiberio;
aprile - Caligola recupera e porta a Roma i resti della madre e del fratello Nerone Cesare;
3 aprile - Funerale di Tiberio;
21 aprile - Conferma formale dei poteri di Caligola;
1º maggio - Morte di Antonia minore;
1º luglio - Caligola inaugura (ed esercita per 2 mesi) il primo consolato;
30 o 31 agosto - Dedicazione del tempio di Augusto;
21 settembre - Il Senato concede a Caligola il titolo di Padre della patria;
Fine settembre (?) - Improvvisa malattia di Caligola;
Fine ottobre (?) - Guarigione del principe;
Fine dell'anno (?) - Morte di Tiberio Gemello e di Giunio Silano;
Caligola sposa Orestilla (Orestina).
38 Nel corso dell'anno - Abolizione dell'imposta sulle compravendite;
Ripristino dell'elezione popolare dei magistrati;
Inizi dell'anno - Morte di Macrone e della moglie;
10 giugno - Morte di Giulia Drusilla, sorella di Caligola;
agosto - Arrivo di Erode Agrippa ad Alessandria;
Tumulti antiromani ad Alessandria;
23 settembre - Deificazione di Drusilla;
Fine settembre - Caligola sposa Lollia Paolina;
ottobre - Arresto e condanna di Flacco;
21 ottobre - Incendio nel distretto Emilio.
39 1º gennaio - Caligola inaugura (ed esercita per 30 giorni) il secondo consolato;
Inizi dell'anno (?) - Caligola denuncia il Senato;
Reintroduzione del "crimen maiestatis";
Primavera (?) - Caligola sposa Milonia Cesonia;
Un mese dopo (?) - Nascita di Giulia Drusilla (figlia di Caligola e Cesonia);
Estate (?) - Costruzione di un ponte di barche nel golfo di Baia;
La II legione (di stanza in Africa) passa sotto il controllo imperiale;
Dopo il 3 settembre - Rimozione dei consoli in carica;
Prima del 27 ottobre (?) - Processo contro Sabino, governatore della Pannonia;
Esecuzione di Lepido;
Partenza di Caligola per Mevania;
Denuncia e probabile esecuzione di Getulico;
Invio di Galba nella Germania superiore, soggiorno a Mogontiacum;
Condanna all'esilio di Agrippina minore e di Giulia Livilla (sorelle di Caligola);
Partenza di Caligola per le province settentrionali;
Dopo il 27 ottobre - A Roma ulteriori processi per il crimine di lesa maestà;
Caligola incontra a Lione una prima delegazione di senatori;
Inverno 39/40 - Una delegazione di greci alessandrini parte per Roma;
Tumulti antiromani a Iamnia.
40 1º gennaio - Caligola inaugura (ed esercita per 12 giorni) il terzo consolato;
Inizi dell'anno (?) - Caligola raggiunge le truppe stanziate lungo il Reno;
Sottomissione di Arminio a Caligola;
Inizi dell'anno - Tolomeo viene convocato a Roma;
Primavera (?) - Caligola ordina a Petronio di porre una sua statua nel tempio di Gerusalemme;
maggio (?) - Caligola riceve una seconda delegazione di senatori;
Fine di maggio - Caligola si avvicina a Roma;
Primo incontro di Caligola con la delegazione alessandrina;
Estate - Caligola si reca in Campania;
Estate (?) - Incontro tra Caligola e Erode Antipa;
Ritorno di Erode Agrippa a Roma;
Esecuzione di Tolomeo a Roma;
Rivolta in Mauritania;
31 agosto - Caligola entra a Roma onorato con un'ovazione;
Dopo il 31 agosto (?) - Secondo incontro di Caligola con la delegazione alessandrina;
Imposizione di nuovi tributi nell'urbe;
Fine dell'anno (?) - Esecuzione di sospetti cospiratori.
41 1º gennaio - Caligola inaugura (ed esercita per 6 giorni) il quarto consolato;
Fine gennaio - Assassinio di Caligola durante i ludi palatini.

Origini familiari[modifica | modifica wikitesto]

Caligola ("piccola caliga", la calzatura dei legionari, affettuoso soprannome datogli in giovane età dai soldati del padre Germanico) era il terzo figlio di Agrippina Maggiore e Germanico, generale molto amato dal popolo romano. La madre era figlia di Marco Vipsanio Agrippa (amico di Augusto) e di Giulia (figlia di primo letto di Augusto). Il padre era figlio di Druso maggiore (fratello di Tiberio e figlio di Livia, moglie di Augusto) e di Antonia Minore (figlia di Marco Antonio e Ottavia, sorella di Augusto).

Inoltre suo padre Germanico era stato adottato da Tiberio, che era stato adottato da Augusto, che a sua volta era stato adottato da Giulio Cesare.

Questa particolare situazione familiare (che tramite Augusto poteva risalire a Cesare e quindi persino alle origini stesse di Roma, a Enea e Venere) rendevano Caligola il più probabile successore di Tiberio.

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di Antium, da ragazzo Gaio accompagnava i genitori nelle spedizioni militari in Germania (14 - 16) e indossava nei campi la calzatura dei legionari (caliga), da cui il soprannome affettuoso "Caligola" datogli dai soldati.

Nel 17, dopo aver assistito al trionfo del padre a Roma, partì con la famiglia al seguito di Germanico inviato in missione a Oriente. Solo due anni più tardi il padre morì, forse avvelenato dal geloso zio e padre adottivo Tiberio, e Caligola, insieme alla madre, fece ritorno in Italia. Seiano, il prefetto del pretorio, con l'iniziale assenso di Tiberio, imprigionò e causò la morte di Agrippina maggiore, Druso Cesare e Nerone Cesare, madre e fratelli di Gaio Cesare.

Nel 27 andò a vivere a casa della bisavola paterna Livia, sul Palatino e nel 29 a casa della nonna Antonia minore dove incontrò molti monarchi orientali vassalli di Roma, che influenzarono il suo modo di fare politica: i tre giovani principi traci, Polemone II (a cui diede poi il regno del Ponto e del Bosforo), Rhoimetalkes (a cui darà quasi la metà dell'antico regno di Tracia) e Kotys III (a cui darà l'Armenia minore). Conobbe anche Erode Agrippa II (discendente dai Re di Giudea della dinastia erodiana), uno dei suoi futuri amici, e il cugino Tolomeo di Mauretania (figlio di Cleopatra Selene, la figlia di Cleopatra e Marco Antonio, nonché sorellastra di sua nonna Antonia).

L'imperatore Tiberio, ritiratosi a Capri già nel 26, volle Caligola con lui nel 31, anno in cui divenne Pontifex (sacerdote). Nel 33 divenne questore, e qui si chiude il cursus honorum di Caligola.

Tiberio nonostante tutto nominò suoi successori nel testamento (35) Caligola e il suo giovane nipote Tiberio Gemello. Secondo Svetonio, Tiberio considerava Caligola perverso e crudele già da ragazzo, tuttavia la sua delusione verso il popolo che lo odiava gli fece dire che "Gaio vive per la rovina sua e di tutti; io educo un serpente per il popolo romano, un Fetonte per il mondo."[3] Lo stesso Caligola cominciò a dire: "Mi odino pure, purché mi temano", citando la tragedia Atreo di Lucio Accio, riportata anche in un'opera di Cicerone (De officis I, 28, 97).[4]

Ebbe quattro mogli: Giunia Claudilla, Livia Orestilla, Lollia Paolina, già sposata a Publio Memmio Regolo e Milonia Cesonia, dalla quale ebbe una figlia che chiamò Giulia Drusilla in onore della sorella deceduta.

Ascesa al trono[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Tiberio, avvenuta il 16 marzo 37, il Senato ne annullò il testamento, che lasciava la guida dell'impero a Caligola e a Tiberio Gemello, nipote del defunto imperatore, sostenendo che al momento della stesura Tiberio fosse insano di mente e proclamò Imperator Caligola il 18 marzo 37. Caligola salì al potere con l'appoggio di tutti: Senato, esercito e popolo. Le ragioni di questa approvazione sono varie: la sua giovane età (25 anni all'avvento), la popolarità del padre, la lunghezza del regno di Tiberio (23 anni), l'infanzia trascorsa negli accampamenti, la sfortuna della sua famiglia, la parentela sia con Augusto che con Marco Antonio e la sua devozione verso i familiari.

Il principato (37-41)[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico della dinastia giulio-claudia.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Caligola che deposita le ceneri della madre e del fratello nella tomba degli antenati di Eustache Le Sueur, 1647.

Si pensava che Caligola avrebbe proseguito la politica del padre, Germanico, ma non fu così. Il breve impero di Caligola fu caratterizzato da ripetuti massacri degli oppositori, e da atti che tendevano a una continua umiliazione della classe senatoria. Caligola si comportava in modi assai strani che lo identificarono come "pazzo", e le fonti antiche videro in lui un esempio di "pazzia sanguinaria". Secondo una leggenda nominò senatore il proprio cavallo Incitatus, ma è evidente che con questa nomina voleva semplicemente sottolineare il proprio totale disprezzo per il Senato: infatti con una battuta dichiarò che avrebbe potuto nominare il proprio cavallo come senatore, essendo questo più capace dei senatori stessi. Altri racconti attestano che aveva frequenti e pericolosi attacchi d'ira. Tacito racconta che durante un banchetto Caligola improvvisamente scoppiò a ridere. Un commensale che sedeva con lui gliene chiese il motivo, e Caligola rispose che stava pensando alla sua morte, e lo fece uccidere. Caligola adottò una politica di assolutismo monarchico, con l'intenzione di diventare un sovrano cui si rendevano onori divini sul modello delle monarchie orientali, esasperando il noto processo di divinizzazione degli imperatori defunti. Caligola assunse atteggiamenti autocratici e pretese che gli venisse eretto un tempio. Egli si rese popolarissimo con elargizioni alla plebe e costosi giochi circensi.

Se gli imperatori prima di lui avevano scelto, almeno nella parte occidentale dell'impero, di mantenere i legami con le tradizioni repubblicane del potere romano, egli virò sensibilmente verso oriente (si disse che volesse trasferire la capitale ad Alessandria d'Egitto, come voleva il suo bisnonno Marco Antonio), verso una forma di potere assoluto a quel tempo ancora sconosciuto in Italia, anticipando in tal modo un'abitudine frequente tra gli imperatori romani a partire dal III secolo d.c., e facendo capire di voler instaurare una vera e propria monarchia.

Il nuovo imperatore, per evitare problemi dinastici, nominò Tiberio Gemello princeps iuventutis e lo adottò, nominandolo erede. Per evitare comunque che Tiberio Gemello reclamasse la coreggenza che gli spettava, nel 38 lo fece uccidere o lo indusse al suicidio. Stessa sorte toccò al prefetto del pretorio Macrone. Probabilmente Caligola non si fidava più di determinati personaggi che potevano eliminarlo, con il loro potere, il carisma o il denaro. Più che crudeltà, nel caso di Caligola si può parlare di machiavellismo della politica.

Stando alle fonti, Caligola al culmine del suo regno avrebbe voluto essere proclamato dio. Nel 38 fece introdurre una propria statua nei luoghi di culto di tutte le religioni dell'impero, comprese le sinagoghe, come ad Alessandria d'Egitto. Potrebbe trattarsi dell'ennesima manifestazione di follia, o di una subdola politica per aumentare il proprio potere presso i popoli ellenistici, abituati da tempo a considerare il loro sovrano una divinità. Insomma, il tentativo religioso di un principe giovane di mantenere il potere con tutti i mezzi. Questo, comunque, provocò molto scontento, soprattutto, presso quelle popolazioni che già avevano problemi con la semplice autorità civile di Roma senza contare quella religiosa, per esempio i Giudei, che scatenarono moti di rivolta molto pesanti.

Secondo Svetonio, che lo accusa di nefandezze, omicidi e massacri in maniera forse eccessiva (secondo lo storico, Caligola aveva il volto "orribile e ripugnante"[5], cosa che non emerge affatto da nessun ritratto e nessun altra descrizione, e ha fatto pensare ad un suo intento peggiorativo e propagandistico della vita da lui raccontata), la condotta di Caligola peggiorò notevolmente dopo una grave malattia che lo aveva colpito nel 38, seguita dalla morte dell'amatissima sorella Giulia Drusilla.[6] Sono state ipotizzate dagli studiosi moderni, come causa di ciò e degli sbalzi d'umore, allucinazioni, insonnia e paranoie di cui soffriva secondo il biografo, oltre a disturbi mentali veri e propri, patologie come l'epilessia, l'ipertiroidismo e il saturnismo (avvelenamento da piombo dovuto al vino conservato in otri di questo metallo, per addolcirlo), una malattia attribuita anche a Tiberio durante la vecchiaia.[7][8][9] È anche possibile che le sue stranezze fossero solamente una mossa politica per esplicitare il proprio disprezzo per il Senato.

Amministrazione economica e finanziaria[modifica | modifica wikitesto]

Germanico Giulio Cesare: denario[10]
Germanicus restitution Denarius 2120277.jpg
GERMANICVS CAESAR P(ater) C(aius) CAES AVG GERM, busto del padre Germanico; C CAESAR GERM P M TR POT, testa di Caligola laureata.
18 mm, 3.58 g, coniato nel 37/41 da Caligola in ricordo delle imprese militari del padre degli anni 14-16.

Alla morte di Tiberio nelle casse del fiscus romano c'erano 2.700.000.000 di sesterzi[11] che Caligola spese in un anno circa. Alcune delle spese sostenute dal nuovo imperatore furono inevitabili: elargizioni varie al popolo, all'esercito, ai pretoriani (a cui diede un donativo doppio rispetto a quello promesso da Tiberio, 2000 sesterzi a testa[12]) e ai regni vassalli di Roma (dette 100.000.000 di sesterzi ad Antioco IV di Commagene). Non bisogna dimenticare, inoltre, che Caligola rispettò il testamento di Tiberio, nonostante fosse stato annullato formalmente dal Senato, e diede quanto stabilito a tutti. Non vanno dimenticati gli enormi banchetti e feste varie organizzate per tenere buono e calmo il popolo. A tutto questo si aggiunsero, tuttavia, diverse stravaganze, citate dagli storici contemporanei, come la stalla del suo cavallo tutta in avorio e marmo, i due milioni di sesterzi donati a un auriga e il milione donato a Livio Geminio (che giurò di aver visto Drusilla salire in cielo e conversare con gli dei). Va, inoltre, citata l'abolizione della tassa sulle compravendite.

Anche allo scopo di migliorare la situazione economica Caligola, come molti altri imperatori successivi, espropriò il patrimonio di molti senatori accusandoli di tramare contro la sua persona (accusa non sempre falsa).

Gli storici moderni tendono a sminuire le voci che parlano di dissesto finanziario delle casse statali, così come presentato dalle fonti antiche, poiché non si spiegherebbe né la diminuzione del peso fiscale avvenuto sotto il suo regno, né quella avvenuta sotto il suo immediato successore.

Amministrazione giudiziaria[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Caligola

Diversi furono gli atti interessanti di Caligola: l'abolizione, nel primo anno di governo, della legge di lesa maestà, una legge molto odiata dai senatori, reintrodotta però nel 39. Interessante anche il progetto, attuato nel 38 di restituire ai comizi e alle magistrature, almeno formalmente, le antiche prerogative, con la conseguenza diretta che il popolo eleggeva i magistrati. In generale si può dividere la sua politica giudiziaria in due periodi: il primo molto liberale e filo-popolare, nel quale cercava l'accordo con i senatori, e il secondo nel quale il princeps fece di tutto per mantenere il potere.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Stati Clienti e alleati di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Con i regni alleati non seguì una stessa linea politica, si basò molto sulla simpatia e sulla fiducia che ogni singolo sovrano era in grado di trasmettergli. Esiliò Mitridate, re d'Armenia; mandò a morte Tolomeo, re della Mauritania, e ridusse il suo regno a provincia; nominò Antioco IV re di Commagene, regione ridotta a provincia nel 18, al quale dette 100 milioni di sesterzi.

Affidò regni anche ai tre giovani principi traci che aveva incontrato in gioventù, a casa della nonna Antonia: a Polemone II darà il regno del Ponto e del Bosforo nel 38, a Rhoimetalkes metà dell'antico regno di Tracia e a Kotys l'Armenia Minore.

Aiutò in tutti i modi Erode Agrippa, al quale affidò, in un primo tempo, la Palestina nord-occidentale, che dalla morte di Erode Filippo II (34) era sotto il controllo diretto di Roma, successivamente anche i territori del tetrarca di Galilea, Erode Antipa, accusato di volersi impadronire dei territori di Erode Agrippa, che verrà prima esiliato e poi eliminato nel 40.

Politica militare[modifica | modifica wikitesto]

Caligola aveva importanti ascendenti che si erano guadagnati la gloria con le imprese belliche, è probabile, quindi, che fosse intenzionato a emulare le loro gesta e nel caso a superarle. Se Druso maggiore e Germanico si erano concentrati sulla Germania, egli per superare le loro gesta doveva, non solo conquistare la stessa regione, ma varcare l'oceano e giungere in Britannia. Sarebbe stato il primo imperatore dopo le campagne di Augusto in Spagna nel 26-25 a.C. a guidare un esercito in battaglia.

Stando a Svetonio egli fece leve in tutto l'impero e ammassò un ingente quantitativo di vettovagliamenti. Secondo Cassio Dione egli arruolò per le sue imprese tra i 200 e i 250 000 uomini. Nel 39 Caligola represse una rivolta fra le sue truppe nell'alto Reno e marciò verso la costa settentrionale della Gallia, apparentemente intenzionato a invadere la Britannia. Invece, ordinò alle truppe di scendere in acqua a cercare conchiglie, come ci racconta Svetonio; o più probabilmente lasciò perdere una spedizione male preparata.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Caligola morì assassinato in una congiura di Pretoriani guidati da due tribuni, Cassio Cherea e Cornelio Sabino, il 24 gennaio del 41. Insieme a lui persero la vita sua moglie Milonia Cesonia e la loro figlia bambina, Giulia Drusilla (così chiamata in ricordo della sorella di Caligola da lui divinizzata alla morte) che fu schiacciata brutalmente contro un muro. A lui succedette lo zio Claudio che si era nascosto dietro a una tenda del palazzo imperiale, perché temeva di essere ucciso dai pretoriani, che invece lo nominarono imperatore. Subì la damnatio memoriae e il suo corpo fu dato alle fiamme e sepolto in fretta, ma le sorelle tornate dall'esilio (dove lui stesso le aveva mandate) lo fecero disseppellire e cremare con una cerimonia ufficiale, tumulando le ceneri nel mausoleo dei giulio-claudii.

Titolatura imperiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monetazione dei Giulio-Claudii.
Titolatura imperiale Numero di volte Datazione evento
Tribunicia potestas 4 anni: la prima volta (I) al momento dell'assunzione al trono nel 37 e poi rinnovatagli ogni anno, fino al 41.
Consolato 4 volte: nel 37, 39, 40 e 41.
Salutatio imperatoria 1 sola volta: al momento della assunzione del potere imperiale, nel 37.
Altri titoli Pater Patriae e Pontifex Maximus nel 37.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Caligola, Imperatore romano Padre:
Console Germanico Giulio Cesare
Nonno paterno:
Console Druso maggiore
Bisnonno paterno:
Pretore Tiberio Claudio Nerone
Trisnonno paterno:
Druso Claudio Nerone
Trisnonna paterna:
Claudia
Bisnonna paterna:
Livia Drusilla, Imperatrice consorte romana
Trisnonno paterno:
Marco Livio Druso Claudiano
Trisnonna paterna:
Alfidia
Nonna paterna:
Antonia minore
Bisnonno materno:
Marco Antonio
Trisnonno materno:
Marco Antonio Cretico
Trisnonna paterna:
Giulia Antonia
Bisnonna paterna:
Ottavia minore
Trisnonno paterno:
Gaio Ottavio
Trisnonna paterna:
Azia maggiore
Madre:
Agrippina maggiore
Nonno materno:
Console Marco Vipsanio Agrippa
Bisnonno materno:
Lucio Vipsanio Agrippa
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
?
Nonna materna:
Giulia maggiore
Bisnonno materno:
Cesare Ottaviano Augusto, Imperatore romano
Trisnonno materno:
Gaio Ottavio
Trisnonna materna:
Azia maggiore
Bisnonna materna:
Scribonia
Trisnonno materno:
Lucio Scribonio Libone
Trisnonna materna:
Sentia

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'imperatore si considerava superiore ai mortali: beveva perle dissolte in aceto e mangiava cibi cosparsi d'oro.
  • Un giorno Caligola ebbe una discussione con Giove Capitolino perché, a suo dire, gli mancava di rispetto; quindi discusse a lungo con la statua del dio, quando si placò disse che Giove si era scusato con lui.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paola Brandizzi Vittucci, Antium: Anzio e Nettuno in epoca romana, Roma, Bardi Editore, 2000. ISBN 88-85699-83-9
  2. ^ Alberto Angela, Impero. Viaggio nell'Impero di Roma seguendo una moneta, pag. 135
  3. ^ Svetonio, Caligola, 11.
  4. ^ Svetonio, Caligola, 30.
  5. ^ Svetonio, Caligola, 50
  6. ^ Caligola
  7. ^ R.S. Katz, "The Illness of Caligula" CW 65(1972),223-25, refuted by M.G. Morgan, "Caligula's Illness Again", CW 66(1973), 327–29.
  8. ^ Caligola e il senatore cavallo
  9. ^ Nicolò Castellino, Nicola Sannolo, Pietro Castellino - Inorganic Lead Exposure and Intoxications, CRC Press, 22/nov/1994, Google books
  10. ^ Roman Imperial Coinage, Gaius Caligola, I, 18; Lyon 172; RSC 2.
  11. ^ Gaio Svetonio, 37: vicies ac septies milies sestertium, cioè due miliardi e settecento milioni
  12. ^ Cassio Dione, LIX,2,1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Tiberio 37 - 41 Claudio

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