Marco Claudio Marcello (nipote di Augusto)

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Marco Claudio Marcello
Roman SPQR banner.svg Senatore sotto il principato augusteo e nipote dello stesso Augusto
Marcellus4.jpg
Statua dell "apollineo" Marco Claudio Marcello esposta al Louvre.
Nome originale Marcus Claudius Marcellus
Nascita 42 a.C.
Roma
Morte 23 a.C.
Baia
Coniuge Giulia maggiore (figlia di Augusto)[1]
Padre Gaio Claudio Marcello (minore)
(LA)

« Heu, miserande puer, si qua fata aspera rumpas,
Tu Marcellus eris. »

(IT)

« O, giovane degno di pietà, se solo tu potessi rompere il tuo fato crudele,
Tu sarai Marcello »

(Virgilio, Eneide, VI, 882)

Marco Claudio Marcello (latino: Marcus Claudius Marcellus; Roma, 42 a.C.Baia, 23 a.C.) fu un membro della dinastia giulio-claudia, nipote prediletto e successore designato di Augusto, cui premorì.

Era figlio di Ottavia Minore, sorella di Augusto, e di Gaio Claudio Marcello minore, un ex-console. Era discendente di sesta generazione di Marco Claudio Marcello, un famoso generale della seconda guerra punica.

Infanzia e primi incarichi politici[modifica | modifica wikitesto]

La sua importanza storica sta nel fatto che fu uno dei primi candidati alla successione di Augusto, il quale, infatti, gli concesse di sposare sua figlia Giulia nel 25 a.C.,[1][2] lo stesso anno in cui militò in Spagna, come tribuno militare insieme a Tiberio sotto il comando dello stesso Augusto.[3] In precedenza, all'età di tre anni, era stato promesso alla figlia di Sesto Pompeo.[4] Crescendo, Marcello apparì spesso in pubblico con Augusto, anche nel trionfo con Marco Antonio.

Si racconta che la madre, Ottavia avesse scelto per lui un importante pedagogo come Nestore di Tarso, uno dei filosofi dell'Accademia degli stoici.[5] Sempre nel 25 a.C. potrebbe essere stato uno dei fondatori del collegio degli Arvali.[6]

Il cursus honorum di Marcello fu "accelerato" di 10 anni per decreto del Senato nel 24 a.C., in modo da scavalcare Tiberio nella linea di successione e diventare un concorrente di Agrippa. A Marcello, infatti, era concesso il diritto di diventare senatore tra gli ex pretori e di candidarsi al consolato con dieci anni di anticipo.[7] Nel 24 a.C. fu nominato Edile[8] e diede giochi magnifici, ma alla fine dell'anno successivo morì (23 a.C.).[9]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Dione ci racconta anche che prima di morire:

« ...quando Augusto si accorse che Marcello per via della scelta precedente [Augusto aveva consegnato ad Agrippa l'anello, simbolo del potere imperiale, all'inizio dell'anno, quando si era ammalato gravemente e disperava di poter guarire] era animato da rivalità nei confronti di Agrippa, inviò quest'ultimo con grande celerità in Siria, per scongiurare che, entrambi presenti a Roma, potesse nascere qualche contesa tra i due. »
(Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 32, 1)

Agrippa tornò a Roma dopo la morte di Marcello. Augusto fece sposare Agrippa con sua figlia, precedentemente sposa di Marcello, designandolo così a essere suo successore.

Ecco ciò che scrive Cassio Dione Cocceiano a proposito dei funerali di Marcello:

« Augusto gli diede una sepoltura pubblica, dopo i consueti elogi lo seppellì nella tomba che fece costruire (si riferisce al mausoleo di Augusto)... E egli ordinò anche che fossero portati nel teatro [di Marcello] una sedia curule, un ritratto e una corona d'oro durante i Ludi Romani...[10] »

Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto e madre di Tiberio e Druso, fu sospettata della morte di Marcello, sulla base del movente secondo cui questi era stato preferito ai figli della stessa; è più plausibile che Marcello fu vittima di un'epidemia che si abbatté su Roma in quell'anno provocando molte morti.[11] Egli fu comunque celebrato da Virgilio nel VI libro dell'Eneide e da Properzio, alla sua memoria furono intitolati una biblioteca e il Teatro di Marcello nel 13 a.C.[12] Si racconta che quando Virgilio lesse ad Augusto in anteprima i versi dell'Eneide che parlavano del defunto Marcello, Ottavia svenne per l'emozione.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b SvetonioAugustus, 63.
  2. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 27, 5; Velleio Patercolo, Storia di Roma, II, 93, 1.
  3. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 26, 1.
  4. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XLVIII, 38, 3; XLIX, 11, 1.
  5. ^ Strabone XIV, 675.
  6. ^ Ronald Syme, L'aristocrazia augustea, trad.it., Milano 1993, p.72.
  7. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 28, 3.
  8. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 28, 4.
  9. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 30, 4.
  10. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 30,5 - 31,3
  11. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIII, 33, 4.
  12. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia di Roma, LIV, 26, 1.
  13. ^ Elio Donato, Vita di Virgilio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti secondarie

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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