Druso maggiore

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Druso maggiore
Roman SPQR banner.svg Console dell'Impero romano
Drusus the elder bust.jpg
Busto marmoreo raffigurante Druso Maggiore
Nome originale Nero Claudius Drusus
Titoli Germanicus
Nascita 38 a.C. circa
Roma
Morte 9 a.C.
Mogontiacum
Coniuge Antonia minore
Figli Claudio
Gaio Giulio Cesare Claudiano Germanico
Padre Tiberio Claudio Nerone
Madre Livia Drusilla

Druso maggiore o Nerone Claudio Druso Germanico (latino: Nero Claudius Drusus Germanicus; Roma, 14 gennaio 38 a.C.Mogontiacum, 14 settembre 9 a.C.) è stato un militare e politico romano. Fece parte della dinastia giulio-claudia, in quanto figlio della terza moglie di Augusto, Livia Drusilla.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini della sua famiglia[modifica | modifica sorgente]

Druso nacque poco dopo il divorzio di sua madre Livia Drusilla dal padre, Tiberio Claudio Nerone, al tempo del suo matrimonio con Augusto. Così ci riferisce Svetonio a proposito della sua nascita:

« Vi fu anche chi sospettò che Druso fosse figlio adulterino del patrigno, Augusto. Poco dopo venne infatti divulgato un verso: "La gente fortunata riesce ad avere dei figli in tre mesi". [...] Augusto amò immensamente Druso da vivo, tanto da nominarlo sempre coerede insieme ai suoi figli [...] e da morto lo lodò in pubblico [...] al punto di pregare gli dèi affinché i due "cesari" fossero simili a lui. »
(Svetonio, De vita Caesarum, Claudius, 1.)

Egli fu educato, insieme al fratello maggiore, il futuro imperatore Tiberio, dal nuovo sposo della madre, che secondo alcuni era anche il suo vero padre (ma moderne interpretazioni sostengono che Livia non aveva ancora incontrato Augusto quando fu concepito Druso).

Certamente fu il preferito di Augusto, tra i due figliastri, appartenendo ora anch'egli alla nuova famiglia Giulio-Claudia. Secondo Svetonio, esso nacque con il prenome di Decimus, in seguito cambiato in Nero. In una lettera di Augusto a Tiberio, il patrigno racconta di aver giocato con Druso durante una delle festività romane:

« Mio Tiberio, noi abbiamo passato molto piacevolmente le Quinquatrie; abbiamo infatti giocato durante tutti questi giorni e abbiamo riscaldato il tavolo da gioco. Tuo fratello [Druso maggiore] ha partecipato al gioco con alte grida; alla fine, ad ogni modo, non ha perduto molto, ma dopo le perdite, a poco a poco si è rifatto oltre quanto sperava. Io invece ho perduto ventimila sesterzi, ma perché, secondo la mia abitudine, fui un giocatore estremamente generoso. Se avessi richiesto infatti quanto ho condonato a ciascuno, avrei vinto almeno cinquantamila sesterzi. Ma va bene così; la mia generosità infatti mi porterà fino alla gloria celeste. »
(SvetonioAugustus, 71.)

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Processione della famiglia di Augusto sul lato sud dell'Ara Pacis; l'uomo in primo piano al centro è Druso, mentre parla con Antonia minore girata verso di lui, con il figlio Germanico in mezzo. Druso indossa l'abito militare, il paludamentum, in quanto nell'anno rappresentato nel fregio (13 a.C.) era in guerra sul Reno.

Sposò Antonia minore, figlia di Marco Antonio e di Ottavia minore (sorella di Augusto) da cui ebbe diversi figli, ma soli tre gli sopravvissero: Germanico (15 a.C.-19), il futuro imperatore Claudio (10 a.C.-54) e Claudia Livilla o Livia Giulia (13 a.C.-31).

Druso, uomo di sani principi morali, rimase sempre fedele alla moglie, Antonia, così come la stessa era stata con lui durante i suoi lunghi anni di assenza per le campagne militari al Nord.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Primi successi militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista di Rezia ed arco alpino sotto Augusto.

Il padre adottivo concesse numerosi privilegi al figliastro; nel 19 a.C., ebbe la possibilità di ricoprire cariche pubbliche (cursus honorum), cinque anni prima dell'età consentita per legge.

Divenuto questore nel 16 a.C., fu uno dei più audaci realizzatori della politica militare di Augusto, combattendo contro Rezi e Vindelici a nord dei passi alpini, in quella che sarà la nuova provincia di Rezia.

Nel 15 a.C. Druso mosse dalla Gallia Cisalpina (Aquileia), passò il Brennero, mentre il fratello, Tiberio, proveniente dalla Gallia Comata muoveva incontro a Druso. Insieme batterono Reti e Vindelici, sottomettendoli e sperimentando, per la prima volta, la tattica della "manovra a tenaglia", risultata fondamentale nelle successive campagne germaniche del 12-9 a.C.

Campagne di Germania[modifica | modifica sorgente]

Le campagne di Druso in Germania dal 12 al 9 a.C.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Occupazione romana della Germania sotto Augusto.

Legato in Gallia nel 13 a.C., comandò le operazioni militari contro le tribù del Reno, che si erano ribellate alle azioni dei precedenti governatori, e si spinse fino all'Ems, al Weser, all'Elba, costruendo una grandiosa rete di fortificazioni difensive.

Nel 12 a.C. cominciò la prima campagna germanica, respingendo prima una nuova invasione di Usipeti, Tencteri e Sigambri, concludendosi poi con una spedizione navale nelle terra di Frisi e Cauci che lo vide anche costruire un canale (fossa Drusi) per trasportare le flotta dal Reno allo Zuiderzee.

Nell'11 a.C. Druso, nominato praetor urbanus l'anno precedente, una volta tornato a Roma per l'inverno, operò più a sud, battendo prima le popolazioni limitrofe ai confini imperiali, come Usipeti e Sigambri, che si trovavano di fronte a Castra Vetera, poi percorse il fiume Lippe, costruendovi alcune fortezze tra il Reno ed il fiume Weser (tra cui la famosa Aliso), e battendo le popolazioni germaniche di Marsi e Cherusci. Per questi successi ricevette gli onori trionfali (ovvero gli ornamenta triumphalia), di celebrare l'ovatio e di esercitare il potere proconsolare alla scadenza della sua carica di pretore, mentre dai suoi soldati gli fu conferito il titolo di Imperator.

Dopo i successi degli anni precedenti otteneva da Augusto l'imperium proconsolaris e nel 10 a.C. riprese con una nuova campagna in terra germana, operando ancora più a sud. Dalla nuova fortezza legionaria di Mogontiacum (l’odierna Magonza), combatté le popolazioni di Catti, Tencteri e Mattiaci. Al termine dell'anno, incontrava Augusto e Tiberio a Lugdunum, Lione (luogo in cui nacque Claudio), e rientrava con loro a Roma.

Venne eletto console nel 9 a.C., all'età di 28 anni (con 5 anni di anticipo sul cursus honorum), ma ancora una volta lasciò la città prima di assumere ufficialmente la carica. Combatté prima contro i Marcomanni (che in seguito a questi avvenimenti decisero di migrare in Boemia), poi la potente tribù dei Catti, alcune popolazione suebe limitrofe (probabilmente gli Ermunduri) ed i Cherusci, compiendo una marcia fino a raggiungere il fiume Elba, ma morì poco dopo a causa di una caduta da cavallo, dopo aver resistito per un mese ai traumi, e come ci tramanda Svetonio, rifiutandosi di tornare a Roma.

Il suo corpo venne portato nell'Urbe dal fratello Tiberio accorso dall'Illirico al suo capezzale. Le sue ceneri vennero depositate nel Mausoleo di Augusto, mentre a Druso furono tributati tutti gli onori che competevano al figlio di un sovrano. Druso, infatti, fu salutato imperator ed a lui ad alla sua discendenza fu attribuito il titolo di Germanicus. Rimasto popolare ed amato dalle sue legioni galliche, in suo onore fu eretto un monumento funebre a Moguntiacum. Sembra che lo stesso Augusto, di cui egli era sempre stato il preferito tra i due fratelli, abbia scritto di lui una biografia, non conservatasi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Fonti secondarie[modifica | modifica sorgente]

  • C.M.Wells, The german policy of Augustus, 1972.
  • Santo Mazzarino, L'impero romano, vol.1, Roma-Bari 1976.
  • Michael Grant, Gli imperatori romani, Roma 1984.
  • AAVV, Gli imperatori romani, Torino 1994.
  • CAH, L'impero romano da Augusto agli Antonini, Milano 1975.
  • Mario Attilio Levi, Augusto e il suo tempo, Milano 1994.
  • Ronald Syme, L'aristocrazia augustea, Milano 1993.
  • Pat Southern, Augustus, Londra-N.Y. 2001.
  • Antonio Spinosa, Augusto il grande baro, Milano 1996.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Gaio Marcio Censorino,
Gaio Asinio Gallo
Console romano
9 a.C.
con Tito Quinzio Crispino Sulpiciano
Successore
Africano Fabio Massimo,
Iullo Antonio