Trento

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Trento
comune
(IT) Trento
(DE) Trient
(LAD) Trent
Trento – Stemma Trento – Bandiera
Panorama della città dalla frazione di Sardagna.
Panorama della città dalla frazione di Sardagna.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Sindaco Alessandro Andreatta (PD) dal 03/05/2009
Territorio
Coordinate 46°04′00″N 11°07′00″E / 46.066667°N 11.116667°E46.066667; 11.116667 (Trento)Coordinate: 46°04′00″N 11°07′00″E / 46.066667°N 11.116667°E46.066667; 11.116667 (Trento)
Altitudine 194[1] m s.l.m.
Superficie 157,92 km²
Abitanti 115 368[2] (30-11-2012)
Densità 730,55 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Albiano, Aldeno, Besenello, Calavino, Cavedine, Cimone, Civezzano, Garniga Terme, Giovo, Lasino, Lavis, Padergnone, Pergine Valsugana, Terlago, Vezzano, Vigolo Vattaro, Villa Lagarina
Altre informazioni
Cod. postale 38121 nord - 38122 centro - 38123 sud
Prefisso 0461
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022205
Cod. catastale L378
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 567 GG[3]
Nome abitanti trentini o tridentini (storico)
Patrono San Vigilio
Giorno festivo 26 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Trento
Sito istituzionale

Trento (/ˈtrɛnto/, Trènt in dialetto trentino, Trient in tedesco, Trent in ladino, Tria in cimbro[4], Trea't in mocheno[5]) è un comune italiano di 115.368 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Panorama della città con vista sul castello

La città di Trento è situata nella valle del fiume Adige, a circa 150 km dalla sorgente del fiume, 55 km a sud di Bolzano e 100 km a nord di Verona, 200 km a nord di Rovigo ed a 250 km dalla sua foce.

La città di Trento è collocata al centro di un'area urbana compresa longitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto e che si estende ad est verso la Valsugana, fino al comune di Pergine.

Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. La popolazione comunale non è concentrata solo in città, ma anche in numerosi centri sparsi (sobborghi), piuttosto diversi l'uno dall'altro e che conservano ancora una propria identità sia urbana, sia paesana, rurale o montana. La città antica conta 80 000 abitanti (ottobre 2004). L'agglomerato urbano con i comuni limitrofi arriva a 150 000 abitanti. Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo (a nord della città, 12 449 abitanti la circoscrizione). Quello meno popolato è Sardagna (1 106 abitanti). La maggioranza di essi è distribuita sul fondovalle dell'Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna è situato ad ovest su un piano roccioso a 560 metri di altitudine ed è collegato al fondovalle anche da una piccola funivia; i paesi del Bondone sono invece situati tra i 490 m s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1 650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale.

La vastità della zona comunale fa derivare quindi una densità di popolazione non caratteristica di città compatte e a forte concentrazione di popolazione (736 ab./km² contro, per esempio, i 1990 ab./km² di Bolzano).

Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna; a nord-ovest si trova la Paganella, a nord-est il monte Calisio, a est la Marzola, a sud-est la Vigolana e a ovest il Monte Bondone, chiamato anche l'"Alpe di Trento". Quest'ultimo, che in gran parte ricade nel territorio comunale, è raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale.

Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il Centro di Ecologia Alpina e il giardino botanico, nonché iniziare l'escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone (Cornet, Dos d'Abramo e Cima Verde).

I 15 803 ettari di cui è composto il comune di Trento sono così suddivisi (in ordine di grandezza):

  • 50,62% di area ricoperta da boschi (7 999,21 ettari)
  • 20,09% di area agricola (3 174,12 ettari)
  • 7,70% di area residenziale (1 216,64 ettari)
  • 3,33% di area adibita a pascolo (525,84 ettari)
  • 3,23% di area improduttiva; perlopiù zona rocciosa e montagnosa (510,99 ettari)
  • 3,00% di area ricoperta da strade (474,33 ettari)
  • 2,63% per altri servizi (416,24 ettari)
  • 2,48% di area adibita a verde pubblico in aree residenziali (392,62 ettari)
  • 2,48% di area produttiva e industriale (391,56 ettari)
  • 2,02% di area ricoperta da fiumi, laghi e biotopi (320 ettari)
  • 0,89% di area ricoperta da ferrovia (140,43 ettari)
  • 0,70% di area estrattiva (111,40 ettari)
  • 0,61% di area sciabile (96,37 ettari)
  • 0,12% di area adibita a parcheggi (19,42 ettari)
  • 0,09% altro (13,82 ettari).

La città di Trento è attraversata da diversi corsi d'acqua: il fiume Adige, che la percorre da nord a sud, e il torrente Fersina, che l'attraversa da est a sud-ovest per poi confluire nell'Adige, sono i maggiori. Parallelo all'Adige, scorre il canale chiamato "Adigetto". A sud della città scorre un altro piccolo corso d'acqua permanente, proveniente dalla collina di Povo, il Rio Salè, che confluisce nel Fersina poco prima che questo a sua volta confluisca nell'Adige; nonostante abbia argini adeguati ed un ampio letto rispetto alla portata normale, alcune volte ha invaso, alluvionandola, la zona circostante, detta "Bolghera" o anche "Gocciadoro".

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Trento.

A Trento è ubicata una stazione meteorologica. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +1,6 °C, mentre quella del mese più caldo, luglio, è di +22,4 °C.

Le precipitazioni medie annue superano i 900 mm, distribuite mediamente in 88 giorni, con un picco nella tarda primavera e in estate ed un minimo relativo invernale[6].

La città fu tra le più colpite dalla Nevicata del Secolo del 1985 per i suoi 140 cm circa di neve.[7]

TRENTO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,1 7,9 12,8 17,3 21,2 25,5 28,2 27,0 23,0 16,5 9,9 5,8 6,3 17,1 26,9 16,5 16,7
T. min. mediaC) -1,8 0,0 3,6 7,1 10,7 14,4 16,6 16,1 13,1 7,8 3,0 -0,9 -0,9 7,1 15,7 8,0 7,5
Precipitazioni (mm) 58 45 74 68 106 96 76 94 79 83 107 59 162 248 266 269 945
Giorni di pioggia 5 5 8 7 11 10 8 9 6 6 8 5 15 26 27 20 88
  • Classificazione climatica: zona E, 2567 GG. Considerato che il comune ha una porzione edificata di territorio molto più elevata rispetto alla quota della casa comunale (194 m) è stata attribuita la zona F (3001 GG) alla parte avente quota superiore a 431 metri[8].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Trentino.
Le origini del nome

Secondo la tradizione latina il toponimo Trento deriva da Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Monte Verruca o Doss Trent, Dosso Sant'Agata e Dosso di San Rocco[9]) che circondano la città.

In realtà il nome è ben più vecchio e di origine retica[10]. Il toponimo deriva infatti da trent, ovvero triforcazione (dovuta al letto irregolare del fiume Adige oppure ai tre corsi d'acqua, Adige, Fersina e Salè, che formano una triforcazione guardando la città da sud).

Aquila bronzea con l'iscrizione

Nonostante tutto la tradizione latina ha sempre avuto la meglio, al punto che sul vecchio municipio si legge ancora l'iscrizione latina Montes argentum mihi dant nomenque Tridentum ("I monti mi danno l'argento e il nome di Trento"), dovuta a Fra Bartolomeo da Trento († 1251; ovviamente l'argento si riferisce alle miniere del monte Calisio che sovrasta la città a Nord-Est).

Dalle origini all'età romana[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcune teorie, Trento (Tridentum) si sarebbe sviluppata su un precedente insediamento retico di fondovalle. È inoltre probabile la presenza di un antico castelliere retico sul Doss Trento, forse utilizzato anche dai Romani dopo la conquista, uno dei primi nuclei urbani della città[11]. È ragionevole ritenere che la Valle dell'Adige, in quanto via di comunicazione nord-sud di primaria importanza, abbia favorito frequenti scambi culturali con le altre popolazioni pre-romane, come i Veneti, gli Etruschi e i Galli.

Lapide attribuita al 23 a.C. murata nella chiesa di Sant'Apollinare, con iscrizione che attesta l'esecuzione da parte di Marcus Appuleius di un'opera (non identificata) su comando dell'imperatore Augusto

La conquista romana del Trentino avvenne nel corso del I secolo a.C. Trento, sorta già prima della conquista come accampamento militare romano (castrum), venne battezzata Tridentum ("città dei tre denti"), forse perché nei pressi della città sorgono proprio tre colli vagamente assomiglianti a tre denti (Doss Trento, Sant'Agata e San Rocco). La città divenne municipium tra il 50 e il 40 a.C.

In periodo augusteo, con l'Impero impegnato in una serie di operazioni militari nell'arco alpino, il ruolo strategico della città crebbe. Trento si sviluppò a partire da una pianta quadrangolare, delimitata da un lato dal fiume Adige, dagli altri tre lati da mura e fossati, con torri quadrangolari e porte per l'accesso; la principale, Porta Veronensis, era gemina, con due torri circolari ai lati. Le vie cittadine si svilupparono in maniera ordinata, parallelamente all'impianto del cardo e del decumano secondo i principi dell'urbanistica romana[12]. Tridentum era dotata di tutte le infrastrutture tipiche di un importante centro romano: erano presenti un foro, un anfiteatro, delle terme, un porto fluviale, un acquedotto proveniente dalle colline orientali per l'approvvigionamento idrico e una zona adibita alle sepolture all'esterno delle mura, oltre ad abitazioni (ville) e infrastrutture all'esterno della cinta muraria. Tridentum era inoltre un importante snodo viario, per la presenza nel suo territorio della Via Claudia Augusta (principale via militare verso il nord), nelle sue diramazioni della Claudia Augusta Padana e della via Claudia Augusta Altinate, che collegava la città con il Veneto passando per la Valsugana.

Nonostante la difficile situazione politica venutasi a creare con la decadenza dell'Impero, Trento rimase anche nel IV e nel V secolo il centro economico, commerciale e militare della regione.

Alto Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Attorno alla metà del IV secolo venne istituita la cattedra vescovile, affidata al primo vescovo di cui si conosce solo il nome, Giovino (Iovinus). L'istituzione della diocesi tridentina rappresentò un passaggio importante, perché la figura del vescovo cercò sempre di garantire alla città sicurezza e unità, nonostante le continue incursioni straniere. Il terzo vescovo di Trento, successore di Giovino e Abbondanzio, fu un patrizio romano, Vigilio. Egli cercò di accelerare l'evangelizzazione del Trentino, di stabilire solidi legami con l'esterno in particolare con Ambrogio e la Chiesa milanese, di cui Trento era inizialmente suffraganea. La figura di Vigilio rappresentò la prima grande guida della Chiesa tridentina (che nei secoli successivi assumerà su di sé anche i poteri laici) e morì in Val Rendena, divenendo patrono della città e oggetto di venerazione in tutto il territorio della regione.

Nel VI secolo Trento venne occupata dai Goti, guidati da Teodorico. In una lettera, il re goto, secondo quanto riportato da Cassiodoro, invitò la città veneta di Feltre a collaborare con il municipio tridentino per la costruzione di un nuovo centro urbano, probabilmente da edificare nella Bassa Valsugana, che in realtà non venne costruito. Secondo alcuni storici, di questo episodio, risalente al 523-526, rimane traccia nella tradizione popolare cittadina, attraverso la disfida dei Ciusi e dei Gobj che si svolge ogni anno durante le feste vigiliane, nella quale i Ciusi (a rappresentare le genti feltrine) cercano di conquistare la polenta difesa dai Gobj (i trentini) e dalle strozzere, contadine armate. I nomi di Ciusi e Gobi hanno origini lontane e più precisamente da Chiusi (in Toscana) e Gabi (nel Lazio). La mascherata risale all'epoca di Teodorico re degli Ostrogoti quando un contenzioso tra i Feltrini e i Trentini sui confini territoriali si risolse in una guerra vinta dai trentini che per ricordare l'evento istituirono il carnevale. In tal modo i Ciusi dovrebbero ricordare i feltrini con una maschera a muso di cane[13].

La città e l'intero territorio trentino furono conquistati dai Longobardi attorno al 568-569. In seguito i Franchi e i Baiuvari si impegnarono in continue incursioni e spedizioni militari nel territorio del Trentino-Alto Adige. Per cercare di preservare la città e di trovare un compromesso fra Longobardi e Franchi, il vescovo di Trento Agnello (577-591) si rese protagonista di una serie di iniziative di pace tra i popoli, impegnando anche finanziariamente la diocesi per il riscatto dei prigionieri fatti dai Franchi. A seguito di ciò si rafforzò la dominazione longobarda che organizzò un Ducato di frontiera con capitale a Trento e retto per primo dal duca Evino († 595). Con i Longobardi venne stabilita per la prima volta l'area di influenza sulla quale si estendeva il potere della città, il Tridentinum Territorium, che si estendeva fino a sud di Merano, compresa l'attuale città di Bolzano. Solo i territori più a nord dell'Alto Adige non erano soggetti all'autorità del duca di Trento e rimanevano in mano ai Franchi e ai Bavari. A Evino succedette Gaidoaldo che riuscì a espandere il ducato verso ovest, occupando l'intera Valsugana e le valli del Cismón. In seguito il Ducato di Trento perse la sua autonomia e divenne probabilmente un territorio dipendente direttamente dalla corona longobarda.

Nel 982 Trento venne inglobata dagli Ottoni nel Sacro Romano Impero Germanico.

Il Principato Vescovile entro la Contea di Tirolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principato Vescovile di Trento.
Mappa dell'XVIII secolo che mostra le mura della città e l'originario corso del fiume Adige

Nel 1027 (o 1004) l'imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II creò il Principato vescovile di Trento, istituzione che resistette assieme alla Contea del Tirolo (formatasi successivamente) fino al periodo napoleonico. Il principato era unito alla contea secondo la "Foederatius Tyrolensis". Il territorio del Principato però non coincideva del tutto con quello dell'attuale provincia di Trento: alcune zone, specialmente quelle poste nell'attuale Alto Adige (Bozner Unterland), erano oggetto di disputa politica con i conti di Tirolo (che risiedevano nell'omonimo castello sopra l'attuale Merano), poi diventati Conti del Tirolo. Altre furono durante un periodo oggetto di disputa delle città venete (Primiero, bassa Valsugana, Riva del Garda). I Tirolo - anche in seguito al passaggio della contea agli Asburgo, nel 1363 - divennero gli avvocati (da advocare, "chiamare a sé, chiamare in aiuto") e difensori militari del Principato di Trento, ma ben presto gli Asburgo assunsero il controllo politico di fatto ma non nominale del principato vescovile. Il Principato vescovile segnò la storia della città nell'ambito germanico per otto secoli, con maggiore o minore autonomia a seconda delle situazioni e dei personaggi, con il susseguirsi al suo vertice di 51 principi-vescovi, spesso scelti dal potere imperiale.[14]

La città fu intorno al 1200 un centro minerario (soprattutto argento, proveniente dal Monte Calisio) di discreta importanza, tanto che emanò il primo statuto minerario dell'arco alpino, dovuto al principe vescovo Federico Vanga. Nel 1407 Rodolfo Belenzani fu a capo di una rivolta dei cittadini, i quali insorsero contro l'oppressione del principe vescovo Giorgio di Liechtenstein (Georg von Liechtenstein) e governarono Trento per un paio di anni. Trento divenne famosa a livello internazionale per il Concilio (1545-1563), col quale ebbe inizio la Controriforma. Il XVI secolo fu uno dei periodi di maggior splendore per il capoluogo trentino. A capo del Principato i cardinali Bernardo Clesio e Cristoforo Madruzzo, importanti figure di mecenati, trasformarono l'impianto urbanistico di Trento secondo i principi rinascimentali, ristrutturando e edificando nuovi edifici e chiese. La curvatura delle vie del centro (via S. Pietro, via Belenzani, via Oss Mazzurana, etc.) sarebbe stata studiata appositamente da Bernardo Clesio per offrire al forestiero un sorprendente effetto scenico[15]. Il principato dovette più volte difendersi, oltre che dai tentativi di sopraffazione dei conti del Tirolo, anche dal successivo tentativo di espansionismo veneziano che culminò con la battaglia di Calliano, in cui il piccolo esercito trentino (circa 3 000 uomini) con l'appoggio di piccolissimi contingenti locali e di un piccolo contingente (800 uomini) dell'esercito imperiale, di presidio in Trento, inflissero una sonora e definitiva sconfitta al molte volte più numeroso esercito veneziano al comando di Roberto di San Severino, perito nella battaglia, facendone sterminio. Non miglior fortuna per i veneziani fu una specie di battaglia navale combattuta sul Lago di Garda nel tentativo di prendere alle spalle Riva del Garda, dominio del Principe vescovo di Trento, che i veneziani non erano riusciti a conquistare con numerosi attacchi navali dal lago di Garda.

Per tutto il medioevo comunque la città conservò, grazie alla sua posizione geografica fortificata sulla via Nord-Sud (con ripetuti transiti e brevi soggiorni di re ed imperatori) ed alla fiera difesa della sua autonomia, un'importanza notevole sicuramente sproporzionata alla modestia del numero degli abitanti (meno di 10 000 per tutto il medioevo). All'inizio dell'evo moderno poi ebbe ancor maggiore notorietà internazionale per il Concilio che vi si celebrò e le cui risoluzioni rappresentarono per i quattro secoli successivi il baluardo della dottrina cattolica contro le eresie protestanti.

XIX e XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Dante nei giardini pubblici. La statua venne eretta nel 1896, come simbolo dell'italianità della città e in contrapposizione alla statua del cantore medievale Walther von der Vogelweide a Bolzano.

Dall'inizio dell'occupazione napoleonico-bavarese sino al 1809 patrioti trentino-tirolesi comandati da Andreas Hofer avevano combattuto contro l'esercito napoleonico una permanente guerriglia con una serie di scaramucce, senza mai ottenere il più volte promesso aiuto dell'esercito asburgico. Alla fine, in un'epica battaglia al Bergisel di Innsbruck, le truppe trentino-tirolesi di Hofer vennero sconfitte dai franco-bavaresi, mentre poi la figlia dell'imperatore d'Austria andava in sposa a Napoleone e Andreas Hofer veniva giustiziato a Mantova. Dopo l'era napoleonica, nel 1816 Trento e tutta la sua attuale provincia ritornano all'Impero Asburgico, integrati nella Contea Principesca del Tirolo, da secoli storicamente vincolata da legami politici e militari al Principato Vescovile di Trento. Il Congresso di Vienna del 1815 sancisce il nuovo assetto territoriale. L'antico governo autonomo del Principato Vescovile, già abolito da Napoleone, non verrà ripristinato, pur mantenendo il vescovo di Trento il titolo di formale Principe e di "Sua Altezza"sino al 1953, quando il papa Pio XII abolì tutti i titoli nobiliari degli ecclesiastici.

Francesco Ranzi, Pianta di Trento Antica e Moderna, G.B. Monauni, 1869

Durante tutto il XIX secolo Trento fu oggetto di trasformazioni di notevole rilevanza. Fra queste va ricordata la costruzione della Ferrovia del Brennero nel 1864, che collegava Venezia (allora sotto dominio asburgico) a Vienna (allora capitale dell'impero asburgico) passando per le città fortezza di Verona e di Trento, la ferrovia della Valsugana (fra Trento e Bassano) ad opera di una società privata austriaca con concessione dal 1899 al 1998 (ma incorporata alle Ferrovie dello Stato italiano nel 1919), e la ferrovia Trento Malè (tuttora formalmente privata e gestita sotto il controllo della provincia autonoma), ultimo residuo di altri tratti ferroviari che dall'inizio del XX secolo collegavano Trento con Riva del Garda (via Mori-Arco) e Predazzo (via Ora-Cavalese). Altri eventi rilevanti furono lo spostamento (allo scopo di meglio realizzare la ferrovia) verso la periferia Ovest del corso del fiume Adige dal suo secolare alveo che lambiva la città medievale, e la costruzione di palazzi di grande prestigio quali scuole pubbliche, caserme, il Palazzo di Giustizia composto da Tribunale e Carceri (architetto Karl Schaden), la Banca Austro-Ungarica (attuale sede della Banca d'Italia), l'Hotel Imperial (attuale sede della Provincia autonoma di Trento) e la stazione ferroviaria (demolita 50 anni dopo dal governo fascista).

A partire dal 1870 si svilupparono a Trento movimenti e circoli politici irredentisti che cercavano di difendere l'italianità della città dai tentativi di germanizzazione portati dai settori più nazionalisti del Tirolo tedesco, come il movimento del Tiroler Volksbund (costituitosi a Vipiteno nel 1905). A questi si aggiunsero anche movimenti di difesa dell'italianità trentina, ma senza la volontà di staccare il Trentino dall'Impero austro-ungarico. Come esempio del clima improntato agli antagonismi nazionalisti di fine Ottocento, nel 1896 venne inaugurato a Trento un monumento al massimo poeta della lingua italiana, Dante Alighieri.[16][17] A Bolzano venne eretto invece il Monumento a Walther von der Vogelweide, poeta medievale di lingua tedesca. Anche se negli ambienti irredentisti più radicali si auspicava il distacco del Trentino dal Tirolo e dall'Impero e la sua annessione al Regno d'Italia, la maggioranza della popolazione, soprattutto contadina, era fedele all'Impero asburgico, pur auspicando una maggiore autonomia territoriale rispetto al governo provinciale tirolese di Innsbruck. Come riportato nel resoconto dei colloqui da lui avuti a Roma nel 1915 con Sonnino, Ministro degli Esteri del regno d'Italia, Alcide De Gasperi, rappresentante dei cattolici trentini al parlamento imperiale di Vienna, convenne che la maggioranza dei Trentini non era favorevole ad un'annessione all'Italia. Durante la prima guerra mondiale Trento fu dichiarata città fortezza (Fortezza di Trento) e divenne il caposaldo del fronte meridionale austro-ungarico. Più di 60 000 trentini combatterono nell'Imperial regio Esercito austro-ungarico, migliaia di soldati trentini (10 001 in tutta la provincia, di cui 1000 provenienti dalla città di Trento) caddero in battaglia nei reggimenti dei Tiroler Kaiserjäger (cacciatori imperiali tirolesi) e Kaiserschuetzen (Sìzzeri o Schützen), truppe alpine di difesa territoriale. La città era coronata da una rete formidabile di forti difensivi che ancor oggi sono visibili ed in parte visitabili. Alla fine dell'anno 1915 la Fortezza di Trento divenne la sede del quartier generale austro-ungarico per il fronte meridionale. Nelle montagne circostanti si celava il più grande e più potente caposaldo del fronte, con la maggior parte del sistema difensivo scavato nella roccia. L'ideatore della Fortezza di Trento era il maggior generale Steinhardt.

Il primo conflitto mondiale rappresentò per Trento, come per il resto della zona di confine, una tragedia di proporzioni immani, caratterizzata anche dall'evacuazione della maggior parte della popolazione civile. Per via dell'evacuazione, rimane un dubbio circa la spontaneità mostrata nelle fotografie della "popolazione in festa" che accolse l'arrivo delle truppe italiane il 4 novembre 1918.

Recentemente uno storico tedesco, Volker Jeschkeit, studiando antichi diari del tempo, scoprì che furono gli inglesi a raggiungere per primi Trento, negoziando la resa della città con la guarnigione austo-ungarica già la mattina del 2 novembre 1918. Questo quando si legge nel diario del tenente inglese Mitch Williamson: "la divisione raggiunse la città di Trento, capitale del Tirolo meridionale, ma dopo averla circondata venne ordinato di mantenere la posizione e non entrare in città. Due giorni dopo l'esercito italiano marciava fra musica di bande e colori ed essi entrarono in città come «liberatori».[18]

Trento, congiuntamente al resto della contea principesca tirolese a sud dello spartiacque alpino passò all'Italia nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale, annessione sancita dal Trattato di Saint Germain.

Il ponte San Lorenzo distrutto durante la strage della Portela nel 1943

L'annessione all'Italia rappresenta un periodo molto difficile per la città e per i tirolesi di lingua italiana, in particolare dal punto di vista dell'integrazione economica nell'ambito del Regno d'Italia. Il fascismo pose fine all'autonomia che la città aveva avuto per secoli fino a quel momento: nel 1923 il consiglio comunale fu sciolto dal governo di Roma dopo che il sindaco Giovanni Peterlongo, liberale eletto l'anno precedente, si dimise assieme al suo gruppo in seguito alle pressioni ricevute (Peterlongo fu quindi nominato commissario prefettizio, incarico che mantenne fino al 1926).[19] Per l'ottenimento dell'autonomia amministrativa ed economica si dovrà aspettare fino alla fine del secondo conflitto mondiale (statuto della Regione autonoma Trentino-Alto Adige). Durante la seconda guerra mondiale Trento fu bombardata dagli alleati dal 2 settembre 1943 fino al 3 maggio 1945, per un totale di 80 incursioni che causarono circa 400 vittime e 1792 danneggiamenti di edifici. Durante il primo bombardamento si verificò la strage della Portela, dove vi furono circa 200 morti.[20]

La storia della città nel XX secolo coincise per lo più con quella della provincia e della regione. "Via da Trento" nella sua accezione tedesca di "Los von Trient" divenne il motto del movimento per l'autonomia provinciale del Sudtirolo a partire dalla famosa grande manifestazione di massa svoltasi a Castel Firmiano (in tedesco Schloss Sigmundskron), alle porte di Bolzano il 17 novembre 1957.

Con le modifiche statutarie del 1971 e con le relative norme di attuazione degli anni seguenti, l'autonomia venne notevolmente ampliata, ma la Regione venne in pratica smembrata con l'attribuzione di quasi tutti i poteri alle due province di Trento e di Bolzano, le uniche province autonome esistenti nel sistema amministrativo italiano, che riuscirono negli anni successivi ad ottenere importanti mezzi finanziari dallo Stato centrale.

Aneddoti[modifica | modifica sorgente]

  • Presso via Torre Verde, quando l'Adige lambiva la zona, sorgeva l'antico porto commerciale della città da dove le merci provenienti dalla Lombardia e dal Veneto erano scambiate o vendute presso i mercati rionali. Le imbarcazioni da grande tonnellaggio, le tanse, impiegavano 3 giorni per raggiungere Venezia, mentre per il trasporto leggero erano utilizzate le zattere i cui marinai erano raggruppati nella corporazione dei Paroni de barca con sede nel medesimo luogo.
  • Il quadrivio che si incunea tra v. S. Pietro, v. Manci e v. del Suffragio, cd. el canton, delimitava i quattro cantoni del centro città dove si teneva il mercato; in particolare venendo da v. S. Pietro si possono scorgere, al secondo e terzo piano dell'edificio prospiciente, degli sporti di legno cioè dei balconcini coperti, cd. gelosìe, dove gli abitanti potevano controllare cosa avveniva in strada senza essere visti a loro volta.
  • In un confessionale in S.Maria Maggiore sarebbero incise un gruppo di sette cifre per indicare il disprezzo che Martin Lutero nutriva per il Presidente del Concilio: Maledetto Madruzzo Martino Mai Muterà Meglio Morire!
  • Durante il Concilio, il cardinale Madruzzo decise di espellere temporaneamente tutti i poveri e i miserabili della città concentrandoli oltre l'Adige nell'attuale quartiere di Piedicastello. Quelli che vivevano di espedienti si facevano chiamare baroni del sol.
  • Piazza Pasi, la vecchia piazza delle Opere dove si teneva il mercato delle verdure, nasconderebbe ancora il tesoro del barbaz seppellito da Brenno, secondo alcuni, il fondatore retico della città.
  • Via delle Orne deriva il nome da un'unità di misura per liquidi, l'orna appunto, che corrispondeva a circa 64 litri ed era utilizzata dagli artigiani locali per la costruzione delle botti per il vino.
  • Presso il vicolo dei Birri, vicino al Duomo, vi era la sede della polizia che aveva il compito di depositare le denunce al Palazzo del Pretorio. Il capo della polizia era il Bargello.
  • In via Secondo da Trento, nei pressi di piazza di Centa, era frequentatissimo fino al 1958 (Legge Merlin) il bordello "alle bettine", all'epoca luogo malfamato.
  • Al semaforo tra via Vanga e via Pozzo venendo dalla stazione, alle spalle della scuola privata di lingue, si trovava la Casa della Catena, di fattura medievale, detta così perché un tempo, una catena bloccava la navigazione notturna del fiume.
  • Si chiama Man la zona situata tra Villazzano e l'Adige, che prende il nome dal latino manes in quanto si ritiene che fossero venerate le anime dei morti.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del Comune di Trento raffigura un'aquila spiegata di nero, rostrata, armata e munita sulle ali di due gambi trifogliati d'oro, linguata e cosparsa di fiammelle di rosso come descritto nel Decreto di riconoscimento del 6 maggio 1930[21]. L'aquila di San Venceslao, che rispetto all'originale ha subito col passare dei secoli alcune modifiche, è lo stemma ufficiale di Trento dal 1407 (anno dell'insurrezione di Rodolfo Belenzani); anche se il Re Giovanni di Lussemburgo donò il simbolo della città molto prima, precisamente a Bratislava nell'anno del Signore 1339 (come si desume dal testo della concessione dello stemma di S. Venceslao al vescovo e alla chiesa trentina). Appena tre anni prima, nel 1336, Carlo di Boemia figlio maggiore del re Giovanni di Lussemburgo, si era insediato nel castello di Tirolo quale reggente in vece del fratello minore che nel 1330 si era sposato con Margherita di Maultasch, contessa di Tirolo. Carlo di Boemia aveva portato con sé il cancelliere Nicolò da Bruna che nel 1338, grazie all'influente appoggio di re Giovanni, venne nominato vescovo di Trento. In questo modo fu possibile alla Casa di Boemia assicurarsi la completa fedeltà e sottomissione del Principato trentino. Il 9 agosto 1339, per ricompensare il principe vescovo dell'amicizia sempre dimostratagli, re Giovanni volle concedere, a Nicolò ed ai suoi successori sulla cattedra di San Vigilio, lo stemma di San Venceslao.

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Gonfalone civico

Il gonfalone del comune di Trento è un drappo di tessuto di colore bianco, al cui centro troneggia l'aquila di San Venceslao. Sotto di essa vi trova posto l'iscrizione a lettere maiuscole dorate: «Comune di Trento».

La Bandiera di Trento

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

La bandiera è composta da tre strisce orizzontali della stessa dimensione (drappo interzato in fascia), le due più esterne giallo e la centrale blu, con al centro uno scudo bianco che ospita un'aquila nera con le ali spiegate e cosparsa di fiammelle, l'aquila di San Venceslao. Ovvero lo stesso scudo che è presente nello stemma del Comune di Trento.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Trento è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare 16 aprile 1976 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione - nastrino per uniforme ordinaria Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione
«Permeata nella cultura, nella lingua e nelle tradizioni da secoli di civiltà italica strenuamente difesa contro ogni tentativo di mortificazione, la città di Trento, già presente durante il secolo scorso nei fermenti di libertà dei moti risorgimentali, anche nel corso della prima guerra mondiale aveva dimostrato l'elevatezza dei suoi sentimenti patriottici, testimoniandoli con l'olocausto dei suoi figli migliori, con l'accorrere di volontari, col sacrificio di numerosi cittadini impiccati, caduti e feriti in combattimento, deportati o imprigionati. Nuovamente strappato alla Madre Patria dalla prepotenza nazifascista, il popolo trentino, traendo luce da quelle gloriose radiazioni, si pose ancora una volta al baluardo d'italianità. Da una vasta rete di cospirazione trasse vita un'organizzazione di lotta clandestina che investì tutta la provincia. Monti, valichi, vallate furono campi d'attività delle formazioni partigiane, d'azioni di guerriglia e di sabotaggio, che ostacolarono e spesso impedirono il movimento d'uomini, di mezzi, di materiale lungo le importanti vie operative del nemico, che subì ingenti perdite e onerosi danni. Nonostante la barbara repressione operata dalle locali forze d'occupazione e dall'aviazione nemica, la gente trentina diede spontaneo supporto alla Resistenza nella città, nei sobborghi, sulle montagne, nelle fabbriche e perfino nei campi di concentramento, dove si organizzava la fuga e l'assistenza dei prigionieri di guerra. A prezzo d'altri gravi sacrifici i Trentini portarono così a felice compimento l'impegno, sempre vivo, di costante affermazione della loro unità con tutto il popolo italiano nella fede e nella lotta per la libertà.[22]»
— 16 aprile 1976

Trento è stata anche insignita del titolo Città alpina dell'anno 2004.[23]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Piazza Duomo nella stagione invernale
Cattedrale di San Vigilio e fontana del Nettuno

La città vanta numerose chiese, con un'architettura che va dal periodo romanico all'epoca moderna. Le più importanti sono:

  • Cattedrale di San Vigilio - La cattedrale di San Vigilio è il Duomo di Trento situato in Piazza del Duomo. È la principale chiesa cittadina ed è stata edificata nel XIII secolo sull'area in cui era originariamente presente un'antica basilica dedicata a San Vigilio, da cui prende il nome e che è il Patrono della città. Questa antica basilica fu costruita fuori dalle mura perché fungeva da chiesa cimiteriale: vi furono infatti sepolti San Vigilio e i resti dei tre martiri Ananuensi Sisinnio, Martirio ed Alessandro. L'Imperatore austriaco Massimiliano I (autore del Landlibell tirolese) fu coronato nella cattedrale Imperatore del Sacro Impero il 4 febbraio 1508 dal Vescovo di Gurk Mattias Lang.

Nella cattedrale sono sepolti la maggior parte dei vescovi di Trento, tra cui tutti i più recenti. Negli anni sessanta e settanta del XX secolo sono stati eseguite importanti ricerche archeologiche nel sottosuolo absidale della basilica, che hanno modificato in parte anche la distribuzione interna della zona absidale.

Chiesa di Santa Maria Maggiore
Facciata della chiesa di San Lorenzo
Facciata della chiesa del Santissimo Sacramento
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore – costruita nel XVI secolo da Antonio Medaglia per volontà del cardinale Bernardo Cles, in stile rinascimentale ma con rimanescenze gotiche (stile clesiano). La facciata presenta un importante portale cinquecentesco, mentre all'interno è da notare una cantoria dello stesso secolo e le tele di Cignaroli e di Moroni. La chiesa ospitò il terzo periodo del Concilio di Trento (aprile 1562 - dicembre 1563). L'esterno è stato completamente ripulito e riportato allo stato originale nel 2007. L'edificio sacro è stato edificato sopra una chiesa più antica (romanica, S. Maria della Neve), quest'ultima era stata costruita sopra una ecclesia paleocristiana che fungeva da sede vescovile e da principale luogo di culto cittadino durante i primi secoli di vita del cristianesimo. Questa ecclesia, a sua volta, era stata costruita sopra un antico tempio romano, oppure è stato solo riutilizzato. Qui era infatti presente, con molta probabilità, il foro di Tridentum.
  • Chiesa dei Santi Pietro e Paolo - venne edificata nel XII secolo nei pressi di piazza dell'Anfiteatro su una preesistente cappella. La facciata neogotica venne rifatta su progetto di Pietro Estense Selvatico tra il 1848 e il 1850. È partita in tre campate ed è sormontata dalla statua di San Pietro. Piazza dell'Anfiteatro (la cui forma ricalca in parte l'ovale di un anfiteatro) prende il nome da un muro con gradoni scoperto presso una cantina del luogo che si ritiene sia il basamento dell'antico anfiteatro romano dove si svolgevano gli spettacoli pagani. Altri frammenti dell'anfiteatro romano possono essere visitati in un'area interna del Palazzo della Cassa di Risparmio in via Galilei.
La facciata della chiesa dedicata a Sant'Apollinare
  • Chiesa di Sant'Apollinare - eretta nel XIII secolo ai piedi del Doss Trento sulle rive dell'Adige presso l'antico borgo di Piedicastello. È dedicata al vescovo di Ravenna del V secolo e ciò fa presupporre origini molto più antiche. Si presenta come estremamente slanciata verso l'alto, con un tetto spiovente di gusto tipicamente nordico con copertura a scandole (piccole assi in legno). Nel 1183 il pontefice Lucio III decise che la vicina chiesa di San Lorenze prendesse in custodia questa chiesa: ecclesiam sancti Apollinaris cum capellis suis et pertinentiis.[24]
  • Abbazia di San Lorenzo – costruzione risalente al XII secolo edificata dai Benedettini bergamaschi chiamati a Trento dal vescovo Altemanno. Particolarmente interessante la parte absidale realizzata in stile romanico e il presbiterio.
  • Chiesa dell'Annunziata - eretta tra il 1713 e il 1715, tra via Belenzani e piazza Duomo.
  • Chiesa di Santa Chiara - nonostante gli interventi medioevali e settecenteschi conserva il suo carattere romanico, ma con alcuni interventi pesanti barocchi (1629). In origine dedicata a San Michele Arcangelo, si trova nel borgo di Santa Croce. Le due fasi medioevale e settecentesca sono visibili sia all'esterno che all'interno, come nel campanile. Delle prime sono testimonianze i conci calcarei a vista, segno del timpano con oculi delle dimensioni laterali dell'edificio originario, le monofore oblunghe dei prospetti sud e nord giro inferiore e le bifore del campanile. La seconda fase la troviamo all'esterno nella sopraelevazione intonacata, nelle finestre a lunetta nel rosoncino del timpano. L'antico monastero delle Clarisse è stato oggetto di numerose ricostruzioni e ristrutturazioni, è un autorevole edificio seicentesco che conserva un tratto di chiostro e dei loggiati. Oggi è centro dei servizi Culturali Santa Chiara.
  • Cappella del Crocifisso - salita Manci verso Mesiano a ridosso della facoltà di Ingegneria.
  • Originale chiesa di Santa Chiara, a lato della chiesa di Santa Chiara, ora sede dell'aula magna delle Fondazione Bruno Kessler.
  • Chiesa di san Francesco Saverio (1711), su disegno di Andrea Pozzo, tempio barocco al termine di via R. Belenzani.
  • Chiesa di Santa Croce (chiesa dei Cappuccini, 1840 - 1842, ried. 1948) - con annesso convento dei frati Cappuccini. Nei pressi ombreggiano una magnolia secolare del 1880 su S. Michele, e un platano del 1825 su S. Croce.
  • Santuario della Madonna delle Laste - del 1618 di stile barocco. Il capitello con l'effigie della Madonna fu deturpato in maniera evidente da alcuni vandali, nonostante i ripetuti restauri. Alle Laste, così come a Luserna, si era soliti innalzare delle immagini sacre su delle colonne che adornavano le strade per allontanare gli untori di peste.
  • Chiesa della Santissima Trinità (1519) in via SS. Trinità a fianco al Liceo Classico Giovanni Prati, da questa chiesa partì la processione di apertura del Concilio ecumenico tridentino diretta al Duomo, alle ore 9:30 del 13 dicembre 1545.
  • Chiesa del Suffragio (1720-1726) - in stile barocco, in via del Suffragio. Ogni domenica ad ore 18:00 viene celebrata la Santa Messa in rito tridentino (Vetus Ordo - Messa in latino).
  • Chiesa di San Marco (1273, ried. 1660) con annesso convento, in piazzetta degli Agostiniani.
  • Chiesa dei Sette Dolori, già di san Francesco d'Assisi - con annesso convento delle Figlie della Carità (Canossiane), in piazza Venezia. Di origine duecentesca, dopo i numerosi interventi presenta ben poche tracce della sua storia più remota
  • Chiesa di Santa Margherita, costruita in epoca antica, ricostruita in forma neoclassica nel XVIII secolo.
  • Chiesetta in via San Giovanni Bosco - piccola chiesa sopra piazza Fiera, nei pressi della Curia Arcivescovile.
  • Chiesa dello Sposalizio di Maria - in via san Bernardino.
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù - di carattere moderno, in viale Verona.
  • Chiesa di Sant'Anna - piccola chiesa del XV secolo a destra della chiesa di san Pietro.
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova - di carattere moderno nei pressi dell'ospedale Santa Chiara.
  • Chiesa del S.S. Sacramento - tra via santa Croce e corso III novembre, di fronte al parco santa Chiara e nei pressi della Chiesa di santa Chiara.
  • Chiesa di San Martino - di carattere moderno all'inizio di via Brennero.
  • Chiesa di San Giuseppe operaio (1958, arch. E. Ferrari), in via Vittorio Veneto 18.[25]
  • Chiesa di San Bartolameo - a san Bartolameo.
  • Chiesa di Santo Stefano Protomartire - a Villazzano.
  • Santuario della Madonna della Grotta - a Villazzano.
  • Chiesa dei S.S. Martiri Anaunensi - ai Solteri.
  • Chiesa della Madonna della Pace.
  • Chiesa di Cristo Re (1941 - 1953, arch. Efrem Ferrari); contiene il grande crocifisso in legno di rovere, opera dello scultore meranese Umberto Volante.
  • Chiesa di Madonna Bianca.
  • Chiesa di San Pio X, in Via S. Pio X 34.[25]
  • Chiesa a San Carlo Borromeo.
  • Chiesa di San Rocco.
  • Chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
  • Chiesa San Donato - a San Donà.
  • Chiesa di San Vito e Modesto - a san Vito.
  • Chiesa della Visitazione di Maria Ss. - a Gardolo.

Altre chiese si trovano all'interno dei Seminari di Trento, ex Seminari e scuole private Cattoliche.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Affreschi sulle case Cazuffi-Rella in Piazza del Duomo.
Palazzo Thun
Palazzo Calepini
Palazzo Quetta-Alberti-Colico
Palazzo Geremia
Palazzo Larcher Fogazzaro
Palazzo Saracini Cresseri
  • Case Cazuffi-Rella - Gli affreschi delle due case sarebbero state commissionate da Tommaso Cazuffi in occasione della visita nel 1535 di Ferdinando I d'Austria imperatore dei Romani.
  • Palazzo delle Albere - palazzo di stile rinascimentale, fu costruito intorno al 1550 per volere della famiglia Madruzzo, che resse il Principato di Trento per un secolo. Pur essendo una residenza di rappresentanza, esso presenta fortificazioni ed elementi architettonici di difesa, come le quattro torri angolari. Fu villa di campagna suburbana dei Principi-Vescovi, sino al completo abbandono dal secondo dopoguerra in poi. Dopo l'acquisto negli anni settanta del XX secolo da parte della Provincia autonoma di Trento, ospita oggi la sede di Trento del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - MART.
  • Palazzo Pretorio - situato in Piazza del Duomo, tra il Castelletto e la Torre Civica, fu l'antica e prima residenza vescovile (fino alla metà del XIII secolo). Orlato da una merlatura e decorato con bifore, accanto ad esso è stata costruita la Torre Civica. Ora ospita il Museo Diocesano Tridentino.
  • Palazzo Thun (attuale sede del municipio) – in via Belenzani 19, palazzo di rappresentanza della famiglia Thun, originaria della Val di Non, che riunì in un unico complesso una serie di edifici preesistenti nella metà del XV secolo. Ha subito una trasformazione notevole nel 1830, quando venne profondamente restaurato secondo il gusto neoclassico per volontà del conte Matteo Thun.
  • Palazzo Geremia – in via Belenzani 20, edificio costruito verso la fine del Quattrocento dallo stile rinascimentale all'esterno e tardo gotico negli ambienti interni. Ora è di proprietà del Comune e ospita l'ufficio del sindaco e manifestazioni culturali. Sulla facciata sono ritratti diversi personaggi quali Marco Curzio ritratto su un cavallo bianco (al primo piano a sinistra della quadrifora), Muzio Scevola (a destra della stessa quadrifora) e Curio Dentato. Al livello inferiore vi sono la ruota della fortuna e l'alabardiere.
  • Palazzo Sardagna – in via Calepina 14 palazzo di proprietà della Provincia autonoma di Trento, venne edificato nel Cinquecento e ristrutturato nel Settecento per volontà della famiglia Sardagna, il cui stemma familiare è dipinto nella volta dell'atrio. Ha ospitato dal 1982 al 2013 la sede del Museo tridentino di scienze naturali. Uno dei tre putti, che appaiono nella Sala Costantino, è stato ritratto con tonalità particolarmente scure, cd. angioletto negretto, che secondo la leggenda sarebbe il frutto di un miracolo verificatosi mentre l'autore, il vicentino Marcello Fogolino, dipingeva l'affresco.
  • Palazzo Lodron - costruito nel periodo del Concilio di Trento (attorno al 1570) da Ludovico Lodron, ospita un ciclo pittorico che si estende su tutte le sale più importanti dell'edificio. Sede del Tribunale Amministrativo Regionale di Trento.
  • Palazzo Salvadori – in via Manci 119, uno dei primi esempi di architettura civile rinascimentale a Trento. Venne costruito dal maestro lombardo Lucio Tosani, nel periodo clesiano a partire dal 1515. Attorno alla metà del XVIII secolo furono affissi due medaglioni in pietra sulla facciata per celebrare il martirio di S.Simonino di Trento, il bambino che si riteneva falsamente vittima di un rituale ebraico nella Pasqua del 1475. Questo episodio, forse il più negativo della storia della città, causò la cacciata della piccola comunità ebraica di Trento, che aveva nel palazzo la propria sinagoga i quali locali sono ancora visibili a livello semi-interrato lungo il vicolo al Vò con tanto di stele commemorativa. La cappella del Santo, invece, si trova presso il Palazzo Bortolazzi ed è attualmente occupato da una gioielleria.
  • Palazzo Galasso o Del Diavolo (Ca del Diaol)- sito in via Manci 99 e fatto costruire nel 1602 da un discendente della potente famiglia di banchieri Fugger; così chiamato, secondo la leggenda, citata anche da Goethe[26], a causa di una scommessa vinta dal Fugger contro Mefistofele[27].
  • Palazzo Roccabruna – in via SS.Trinità 24, parte di un accorpamento di varie unità edilizie avvenuto a metà del XVI secolo, con cortile, salone affrescato e cappella affrescata dedicata a san Gerolamo. Nel medesimo edificio sorge al piano terra l'Enoteca Provinciale che ospita mostre e degustazioni di vini tipici locali.
  • Palazzo Calepini - il palazzo prende il nome dalla nobile famiglia che si insediò nel XV secolo.
  • Palazzo Ghelfi – in piazza Pasi 21, prende il nome dalla famiglia che nel corso del Quattrocento si insediò nella città di Trento.
  • Palazzo Cazuffi – in via Oss Mazzurana 45, sito nella contrada di San Benedetto è di origine rinascimentale. Della ricca decorazione pittorica che interessava l'intero palazzo rimane la parte superiore e la fascia marcapiano. Da non confondere con le Case Cazuffi di piazza Duomo.
  • Palazzo Balduini – in piazza Duomo 30, di origine medioevale è affrescata da un pittore "astrattista" ignoto. Ospita un'osteria tipica locale.
  • Casa Torre Mirana – in via Belenzani 21, una delle più antiche costruzioni del Sass, di origine medioevale è stata rimaneggiata nel Rinascimento dalla famiglia Mirana.
  • Palazzo Migazzi Ciani – in via Manci 158 il vasto edificio rinascimentale appartenne alla famiglia Migazzi di Cogolo in Val di Pejo. Ospita un cinema.
  • Palazzo Trautmannsdorf – in piazza Sanzio ad angolo con via Suffragio, si estende tra piazza Mostra e via Suffragio e si affaccia su piazza Raffaello Sanzio; assunse le sembianze attuali nel corso del Seicento per opera dei conti tirolesi Trautmannsdorf. Precedentemente apparteneva alla nobile famiglia Particella; dopo i conti passò ai baroni Salvadori.
  • Palazzo Alberti Quetta Colico – in via Belenzani 30, accanto a palazzo Geremia deriva dalla fusione di due nuclei edilizi precedenti, presenta una facciata affrescata a candelebra e affreschi che vanno dal periodo trecentesco a quello cinquecentesco.
  • Palazzo Civico - (o municipio vecchio) accanto a palazzo Alberti Quetta Colico, era l'antica sede del Magistrato consolare. Sul tetto sta scritto un motto (in latino) attribuito a S.Bartolomeo che, tradotto, suona più o meno così: el sass me gavè dà l'arzent e l'nom de Trent (la montagna ci ha rifornito di argento e del titolo di Trento).
  • Palazzo Consolati - in via S.Maria Maddalena 1 dove si riunivano i membri "dell'Accademia degli Accesi" per contendere il titolo di lezù (= intellettuali) a quelli degli Agiati di Rovereto.
  • Palazzo del Monte – in via Suffragio 93, costruito nel 1519 al "Cantone" (tra via Suffragio e via San Marco), è affrescata con le fatiche di Ercole e con uno stemma di Massimiliano I.
  • Palazzo della Filarmonica – in via Verdi 30, all'interno la sala per stagione concertistica della Società della Filarmonica.
  • Palazzo Firmian – in via Galilei 1, di origine rinascimentale; nel palazzo nacque Carlo G.Firmian, governatore della Lombardia (dal 1759), protettore di letterati e poeti e uno dei valorizzatori del giovane Mozart. Ora e sede della Cassa di Risparmio.
  • Palazzo Larcher Fogazzaro – in via Mazzini 10, edificio del tardo barocco trentino eretto dalla nobile famiglia Guarinoni. Il portale presenta due giganti che reggono il balcone sovrastante. Attiguo si può scorgere un frammento delle mura medievali, residuo dei lavori di rimozione lungo via Verdi.
  • Palazzo Pilati – in via Oss Mazzurana 38, presenta un interessante facciata gotica risalente al XV secolo.
  • Palazzo Saracini Pedrotti – in via Manci 57, di gusto rinascimentale è stato sopraelevato nel 1862. Ora sede della S.A.T. (da non confondere con la S.O.S.A.T. avente sede in palazzo Bortolazzi).
  • Palazzo Tabarelli – in via Oss Mazzurana 65, costruito nel 1515 prende il nome da chi ne ordinò la costruzione. Anche detto "Palazzo dei Diamanti": così infatti lo battezzarono i Trentini, per la sua facciata rilucente di diamantini riflessi. Sulla facciata sono scolpiti 22 profili di personaggi storici locali (l'ultimo a destra al primo piano è Bernardo Clesio).
  • Palazzo Trentini – in via Manci 83, originariamente dei baroni Trentini, il palazzo fu costruito verso la metà del secolo XVIII, sede del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.
  • Palazzo della Prepositura - a lato della chiesa di Santa Margherita, qui abitò Enea Silvio Piccolomini.
  • Palazzo della Provincia – in piazza Dante, sede della Presidenza e della Giunta della Provincia Autonoma di Trento. All'interno vi sono decorazioni di Fortunato Depero.
  • Palazzo ex collegio dei Gesuiti – in via Roma, acquistato nel Seicento dai Gesuiti è ora la sede della biblioteca comunale di Trento inglobando una vecchia sala cinematografica, tuttora visibile in via Torre Verde 28.
  • Palazzo A Prato – di origine cinquecentesca era la dimora dei baroni A Prato, demolito per fare posto al:
  • Palazzo delle Poste – (1929-1934) in piazza Vittoria, edificato nel periodo fascista ingloba la parte posteriore del Palazzo a Prato.
  • Palazzo Voltolini - in piazza Vittoria(lato nord), risalente al XVII secolo ora è sede del Genio Civile.
  • Palazzo del Tribunale di Trento – in via San Francesco, costruito nel 1876 come "palazzo del Governo" austroungraico ospita attualmente il Palazzo di Giustizia, mentre le carceri giudiziarie sono state da poco trasferite in periferia.
Il Palazzo Vescovile in Piazza Fiera a Trento
  • Palazzo della facoltà di Sociologia – in via Verdi 32, dal 1962 sede della facoltà di sociologia e della biblioteca centrale delle facoltà umanistiche. Anteriormente (dal 1889 sino al 1961) ospitava una scuola elementare.
  • Palazzo Ranzi – in piazza S.Maria 31, costruita in stile neorinascimentale (lesene in granito rosa di Fiemme) sulla quale facciata sono state collocate una serie di busti marmorei rappresentanti 15 personaggi trentini: dal basso a sinistra: Andrea Pozzo (architetto gesuita), Francesco Oradini (scultore), Gianbattista Lampi (pittore), Francesco Guardi (pittore), Fede Galizia (pittrice), Bianca Laura Saibanti (poetessa roveretana), Niccolò Dorigatti (pittore), Andrea Rensi (pittore), Antonio Tita (naturalista), Aliprando Caprioli (incisore); al secondo piano da sinistra: Andrea dell'Aquila (pittore e scultore), Vincenzo Vicentini (pittore), Alessandro Vittoria (scultore), Vigilio Rubini (scultore) e Bernardo di Santagnese (religioso).
  • Palazzo Vescovile – nel lato est di piazza Fiera, costruito su progetto di Ignazio Liberi per la famiglia Ceschi, usufruendo di alcune strutture della seicentesca villa extraurbana dei Particella, poi Cannella, che a sua volta era sorta nel luogo delle due casupole cinquecentesche. Dalla residenza dei Particella, detta secondo leggenda[28], "La favorita", rimane il portale a larghe bugne bianche e rosse che serve il giardino. Dal 1921 è residenza arcivescovile e sede della Curia.
  • Ex Casa Littoria – in Largo Porta Nuova, edificata nel 1938, raffigura su una porzione della facciata un altorilievo di un uomo a petto nudo mentre indossa un mantello con una mano alzata, nell'altra impugna un fucile e una vanga, sopra il quale si erge un poggiolo con un falco scolpito sul parapetto. Verso la sommità del palazzo sono presenti due sostegni tra i quali si trovava un fascio.
  • Palazzo Nogarola-Guarenti – in via Oss Mazzurana 1 del XVI secolo ospita attualmente dei grandi magazzini. Al primo piano salta all'attenzione un grazioso sporto a due piani con tanto di poggiolo in ferro battuto.
  • Molino Vittoria – in via Verdi risalente al 1912, inizialmente adibito alla lavorazione dei cereali mutò frequentemente uso e destinazione. Ora è di proprietà dell'università di Trento che ne ha riservato alcuni locali ad uso biblioteca. La facciata sud presenta due interessanti statue dedicate a Cerere, dea dei cereali e delle messi (nell'angolo ovest), e Mercurio, dio delle merci e protettore dei commercianti (nell'angolo est).
  • Villa Tambosi - a Villazzano di Trento ora sede della sezione trentina del European Centre for Theoretical Studies in Nuclear Physics and Related Areas (ECT).
  • Mausoleo di Cesare Battisti sul Doss Trento - sulla collina (308 m) che si erge in riva destra dell'Adige è stato costruito il Mausoleo dedicato a Cesare Battisti: 16 colonne di marmo alte 14 metri su basamento circolare. Il Doss Trento ospita anche il Museo degli Alpini. Accanto sono presenti i resti di un'antica chiesa paleocristiana del IV secolo d.C.
  • Albergo Cavour, in piazza S.M.Maggiore 21, la facciata convessa domina la parte più suggestiva della piazza, costruito nel sec. XVI attualmente ospita la Birreria Rosa d'oro.
  • Ex Complesso degli Agostiniani (XVI sec.) in v. S.Marco, angolo v.S.Maria, ospitava l'omonimo ordine, attualmente è un parco pubblico.

Interessanti le numerose case affrescate di piazza Duomo e in altre vie delle città. Sono esempi dell'architettura residenziale trentina e ne costituiscono la maggior parte di abitazioni in centro, le case a schiera di tipo monocellulare, che si elevano, di solito, sino a 3 piani fuori terra. Priva di elementi decorativi di rilievo, conserva tuttora l'impianto tipico con l'androne e bottega al piano terra, corpo scale ligneo a due o più rampe e vani superiori prospicienti sulla via (soggiorno e zona notte, mentre cucina e latrina sono sistemate sul fondo).

Le scuole Francesco Crispi[modifica | modifica sorgente]

Site all'angolo tra piazza Fiera e via Don Bosco, originariamente era un Orfanotrofio commissionato dalla Civica Congregazione di Carità di Trento attorno al 1860 all'architetto Angelo Milesi "di Ortona sul mare dell'Abruzzo Citeriore". Questo progetto prevedeva la demolizione del preesistente Maso dei Leoni, la deviazione della roggia e la costruzione dell'edificio in allineamento con quelli che costituivano il limite meridionale di piazza Fiera.

L'edificio ottocentesco, attualmente in ristrutturazione ormai da diversi anni, è caratterizzato da una corte interna, da un porticato a pieno sesto e da un loggiato archivoltato a balaustre, entrambi tamponati allorché, verso la fine degli anni venti, il comune ottenne la struttura dalla congregazione con lo scopo di adattarla ad edificio scolastico. Tra il 1927 e il '28 furono eseguiti il progetto ed i lavori.

Fontane[modifica | modifica sorgente]

Fontana del Nettuno
  • Fontana del Nettuno - uno dei più importanti monumenti della città del XVIII secolo (venne eseguita tra il 1767 e il 1768 su progetto di Francesco Antonio Giongo), edificata nel periodo dell'Illuminismo per "salute e decoro della città". Nel cortile del palazzo municipale si trova la statua originale del Nettuno, quella scolpita da Stefano Salterio da Como: sulla cima della fontana, infatti, negli anni 1940, è stata posta una riproduzione bronzea.
  • Fontana dell'aquila - piccola fontana in piazza Duomo sormontata da un'aquila di pietra. Su quest'aquila è nata una leggenda.
  • Fontana delle Naiadi - fontana del 1954 al centro di largo Porta Nuova, di forma circolare con 150 getti lungo il perimetro che spruzzano l'acqua verso il centro ove dal 1983 è collocata una scultura di Eraldo Fozzer (1908-1995) rappresentante due cavalli stilizzati adiacenti che guardano verso il cielo. La fontana prende il suo nome dalla scultura, ancora di Fozzer, che nel 1956 era stata collocata al centro e che raffigurava appunto due corpi ignudi di Naiadi, rimossa in seguito in nome del senso del pudore dei trentini[29] (la scultura fu poi acquistata nel 1960 dal comune di Bolzano, che la collocò sulla fontana di Piazza del Tribunale). La fontana è localmente conosciuta anche con il nomignolo di lavamàn del sindaco, per via della sua forma circolare.[30][31]
  • Fontana di piazza delle Erbe - disegnata nel 1867 da Stefano Varner e da Tamanini, era originariamente collocata al centro nell'attigua piazza Alessandro Vittoria, da cui venne rimossa per erigere il monumento ad Alessandro Vittoria nel 1908. Sulla fontana è presente un putto bronzeo, opera di Andrea Malfatti, che medita alla sommità della colonna portante, con due getti laterali che versano acqua in vasche a forma di conchiglia. È anche detta "ostarìa dei dó castradi" (osteria dei due castrati) per via dei getti laterali a forma di ariete.[32][33]
  • Fontana del Fauno Innamorato - fontana ottocentesca, detta anche del Bacchino, si può ammirare sul lato ovest di piazza Pasi che, nel bozzetto originale, doveva rappresentare la mitica figura di Narciso e che, invece, risultò un capriccio dello scultore trentino Andrea Malfatti il quale si era innamorato di Mariolina, una fanciulla che lavorava presso una sartoria nel palazzo attiguo. Lo sguardo del Fauno, infatti, intento nel versare l'acqua in un orcio, è rivolto verso una finestra di Casa Crivelli.[34]
  • Fontana dei due delfini, nella piazzetta antistante al parco S.Chiara, nei pressi dell'omonima chiesa.
  • Fontana sulla chiesa di san Marco, con la statua di s. Giovanni Nepomunceno, posta all'angolo della chiesa all'interno di una nicchia dall'incorniciatura classica.
  • Fontana del XX secolo dedicata ad Antonio Rosmini, all'angolo tra via Bartolomeo Malfatti e corso III novembre, con un busto opera di Livio De Gasperi del 1955.
  • Fontana-monumento del XX secolo dedicata a Luigi Negrelli, in piazza Dante. L'opera ricorda il progetto del Canale di Suez, realizzato appunto da Negrelli.
  • Fontana del 1957 nei giardini di piazza Venezia, opera dello scultore Antonio Berti, situata nella scalinata sul retro del monumento ad Alcide De Gasperi. È caratterizzata da un mosaico in cui compaiono gli stemmi dei capoluoghi italiani.

La città di Trento inoltre possiede altre fontane di minor interesse artistico. Tra queste vi sono la fontana di Port'Aquila, la fontana del parco davanti al tribunale, le 3 fontane nel parco di san Marco, la fontana in piazza Garzetti, dietro alla Torre del Massarello, la fontana in piazza santa Teresa Verzeri.

Ponti[modifica | modifica sorgente]

Torrente Feresina visto dal ponte dei Cavalleggeri

Essendo Trento di origine romana e situata su un'importante via militare è lecito supporre l'esistenza di alcuni ponti che attraversavano il fiume Adige e il torrente Fersina, situato a sud della città da dove veniva la via militare. Si tenga tuttavia presente che il corso del torrente Fersina è nel luogo attuale solo dal XVI secolo, quando fu deviato perché più volte l'anno allagava il centro storico il corso essendo al centro dell'attuale piazza Fiera, subito fuori le mura, in posizione più elevata del centro storico. La cascata di Ponte Alto (realizzata per frenare la velocità delle acque) ed i poderosi argini allora costruiti a contenimento del corso attuale hanno evitato ogni successiva alluvione del Fersina, anche se qualche rara volta il torrente è arrivato a sfiorare gli argini. Qualche volta però la zona bassa della Bolghera è stata invasa dall'acqua del Rio Salè, che a sud del Fersina scorre quasi parallelo ad esso, sfociando poi nel Fersina subito prima che questo sfoci nell'Adige.

Di questi ponti fino ad ora non è stata trovata traccia, né è dato sapere se fossero di muratura, di legno o costruiti con delle barche (nel caso dell'Adige, ricordando che nello spostamento del corso il percorso del fiume fu sensibilmente accorciato e quindi in precedenza l'acqua scorreva molto più lentamente ed il corso era più ampio).

Stesse considerazioni si possono applicare ai ponti di origine medioevale. Antiche mappe della città riportono l'esistenza di un ponte, chiamato "ponte coperto", che attraversava l'Adige all'altezza di Torre Vanga per portare alla Chiesa di San Lorenzo e di un altro ponte situato sopra il Fersina. Quasi sicuramente questi ponti sorgevano dove un tempo sorgevano quelli romani, da quello sul Fersina (posto probabilmente davanti al Torrione di piazza Fiera) passava la strada che conduceva in città. Ovviamente il ponte fu ricreato al posto dell'attuale Ponte dei Cavalleggeri al momento dello spostamento del corso del Fersina, probabilmente in legno (ma non ve ne è memoria né certezza). Il "Ponte coperto" sull'Adige fu distrutto quando, per opera del governo austriaco, fu deviato il corso del fiume Adige per far posto alla ferrovia.

Ora in città ci sono ponti più recenti.

Sul Fersina:

  • Ponte Dame di Sion - presso l'Istituto Galilei;
  • Ponte Vicenza - sull'omonima via;
  • Ponte dei Mille - sull'omonima via;
  • Ponte dei Cavalleggeri - tra corso III novembre e viale Verona
  • Ponte Santa Barbara - all'inizio di via De Gasperi
  • Ponte Lodovico - lungo la strada che sale a Mesiano, vicino alla rotatoria di San Donà
  • Ponte Alto - piccolo e stretto ponte a est della città, sulla stradina che porta a Povo dall'ingresso della superstrada. La vicina cascata di Ponte Alto in realtà è un salto artificiale creato per ordine di Bernardo Clesio per sfogare le piene del Fersina.
  • Ponte Cornicchio - salita Manci verso Mesiano

Sull'Adige:

  • Ponte di San Lorenzo - in città
  • Ponte di San Giorgio - in città
  • Ponte di Ravina - sulla strada per il paese di Ravina
  • Ponte di San Nicolò - sulla Strada Statale a sud della città
  • Ponte della Statale - sulla Strada Statale a nord della città
  • Ponte dell'Autostrada - sull'Autostrada del Brennero a nord della città.

Architettura contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Aeroporto di Trento
  • Aeroporto di Trento "G. Caproni" - nel sobborgo di Mattarello a 5 km a sud della città.
  • Boscolo Hotel – in via Alfieri 3 dal 1939 assolve le funzioni di albergo.
  • Casa del Balilla – in via Pozzo fin dal 1933 ospitava i locali della Gioventù Italiana del Littorio, demolita negli anni cinquanta in favore della Stazione Autocorriere.
  • Case IACP – anche conosciuto come "Complesso ai Muredei" sito nella via omonima, realizzato nel 1929 ad uso residenziale; è uno dei pochi esempi della città in stile deco.
  • Case per i mutilati e gli invalidi di guerra – in via Montello 30 costruite in stile deco nel 1927 per i reduci della Grande Guerra. Sull'angolo si scorge un'edicola ex voto.
  • Caserma "Gavino Pizzolato" intitolata alla memoria del Gen. Gavino Pizzolato, decorato di due Medaglie d'Argento al Valor Militare e di due Medaglie di Bronzo al Valor Militare, dell'Ordine Militare di Savoia e dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia, caduto in Nord Africa il 23 marzo 1943.[35]
  • Centro sociale Bruno – accanto alla Stazione Trento-Malè, fin dal 1934 ospitava i locali della dogana, poi negli anni sessanta fu riattato in funzione di servizi sociali autogestiti.
  • Espansione della facoltà di Giurisprudenza - Mario Botta
  • Facoltà di Ingegneria a Mesiano - Giovanni Leo Salvotti de Bindis (1985-1995)
  • Galleria Garbari – tra via Manci e Piazza Italia fu realizzata nel 1924 in stile liberty.
  • Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale (1950) in piazza S.Maria angolo via S.Giovanni, ex Ente Nazionale di Scuole Italiane di Servizio Sociale. Ospita una biblioteca specializzata sull'assistenza sociale. Sulla facciata è visibile un rilievo di Luigi De Gasperi.
Il MuSe
  • MuSe – in corso del Lavoro e della Scienza 3, realizzato nel 2013 su progetto di Renzo Piano
  • Officina elettrica – in viale Trieste attualmente per diversi usi, fin dagli anni venti funzionava come centrale idroelettrica.
  • Padiglione del Turismo – tra via Alfieri e via Torre Verde, costruito nel 1940 in tempi da record per sostituire il precedente padiglione. Attualmente versa in stato di abbandono.
  • Padiglione Savoia – accanto a quello del Turismo, realizzata nel 1920 come ostello per accogliere i viaggiatori provenienti dalla stazione, in seguito fu adibita a pasticceria fino a tempi più recenti quando fu acquistata dalla SIT.
  • Palazzo del Governo – in C.so III novembre 11, prevista fin dal 1950 per le funzioni di Co.Re.Co., ospita attualmente il Commissariato di Polizia.
  • Palazzo della Regione – in via Gazzoletti 2, Adalberto Libera (1950-56)
  • Palazzo delle Poste - Angiolo Mazzoni (1929-1934)
  • Palazzo Salvotti (1960) ad uso residenziale sito in corso III novembre angolo con via Piave.
  • Passaggio Dorigoni – collega via Suffragio con via Torre verde, realizzata nel 1910 in corrispondenza del vecchio Porteghet. Appena visibili degli affreschi che ritraggono Crono.
  • Seminario Maggiore – in c.so III novembre 46, ospita la facoltà di teologia e due biblioteche.
  • Stazione ferroviaria - Angiolo Mazzoni
  • Scuola elementare Raffaello Sanzio – nel piazzale omonimo, Adalberto Libera (1931-34)
  • Stazione delle autocorriere - a lato della stazione ferroviaria (1956).
  • Unità residenziale e chiesa parrocchiale a Madonna Bianca - Marcello Armani e Luciano Perini (anni settanta)

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Il Castello del Buonconsiglio, per molti secoli residenza dei principi vescovi e uno dei simboli di Trento.

Oltre ai castelli e torri dislocate nel territori comunale esistevano, e alcune esistono ancora, alcune caserme militari, tra cui la "Cesare Battisti", la "G. Pizzolato" e la "Chiesa".

Castelli[modifica | modifica sorgente]

Veduta notturna da Sardagna
  • Castello del Buonconsiglio - Eretto nel Duecento, ha ospitato per cinque secoli i principi vescovi della città. La struttura più antica è rappresentata dal Castelvecchio (XIII secolo), poi riedificato. Accanto venne costruita per volontà di Bernardo Clesio il Magno Palazzo, decorato dal Romanino e Dosso Dossi, poi messo in comunicazione diretta con l'edificio antico tramite la Giunta Albertiana. Torre Aquila, orientata verso Aquileia, conserva un importante affresco del Gotico Internazionale, il Ciclo dei Mesi, forse attribuibili al maestro Venceslao di Boemia. Altre torri del castello sono Torre d'Augusto (il torrione principale, quello circolare) e torre del falco. Di fronte all'entrata principale del castello, al di là della strada, è inoltre presente un sarcofago di pietra. Secondo la leggenda, il Castello dell'Buonconsiglio prima si chiamava Malconsiglio a causa delle streghe che infestavano la Torre d'Augusto e che furono cacciate dopo il Concilio. Si sarebbero rifugiate, poi, in val di Sole presso S.Bernardo di Rabbi dove vivrebbero tuttora.

Torri[modifica | modifica sorgente]

Torre Vanga
Torre Verde

Le famiglie nobili non esitavano a erigere una torre presso la propria abitazione in quanto è risaputo che ai piani alti le temperature sono più calde; in armonia con il nome della città, se ne possono contare trentatré[36]:

  • Torre Civica - costruita prima dell'anno 1000 accanto a palazzo Pretorio dove, durante il periodo romano, sorgeva porta Veronensis. Originariamente rappresentava il mastio di palazzo Pretorio (più basso e tozzo rispetto all´attuale torre, la quale venne innalzata nel corso dei secoli). Su di essa è presente un grande orologio e all'interno si trova la campana della Renga, ovvero la campana che chiamava "all´Arengo", alle pubbliche assemblee e alle condanne a morte eseguite nella sottostante Piazza Duomo. Nella torre civica che sovrasta p.za Duomo si dice che una volta rintoccava una campanella per annunciare a Vigilio la prossima morte di Romedio, patrono noneso.
  • Torre Vanga - torre edificata nel 1210 dal principe vescovo Federico Vanga e un tempo lambita dal corso dell'Adige, aveva lo scopo di controllare l'accesso sulla collina del Doss Trento.
  • Torre Verde - eretta nel 1450, era anch'essa edificata sulle rive dell'antico corso del fiume, presso un'area portuale. Il letto dell'Adige fu deviato nel corso dell'Ottocento per fare posto alla costruzione della ferrovia.
  • Torre Tromba - risalente ai primi del Duecento, è stata edificata nei pressi del Duomo.
  • Torre Mozza - del XIII secolo, si trova in via Belenzani nelle immediate vicinanze di Torre Tromba.
  • Torrione Madruzziano (El Torion), o anche la Rotanda (poiché di forma circolare). Il torrione fu costruito nel XVI secolo, per ordine di Ludovico Madruzzo, era fornito di un corpo di guardia che vigilava sull'entrata meridionale della città (Porta Santa Croce), ormai abbattuta. Il Torrione è situato sul lato occidentale di Piazza Fiera, proprio di fronte al palazzo della Curia, che si trova sul lato orientale. Esso è fornito di un corpo di guardia che vigilava sull'accesso da sud alla città. Col tempo (Ottocento) venne trasformato per destinarlo a edificio commerciale (caffetteria) e successivamente destinato a negozi ed abitazioni. Oggi il piano terra è in stato di abbandono. La torre è coperta da un'alta cuspide conica (lanterna).
  • Torre del Massarello - di costruzione medioevale, era la sede degli arcidiaconi del capitolo della cattedrale al tempo del Concilio (da qua il probabile nome originario di Casa-torre arcidiaconale). Il nome attuale deriva da quello di Angelo Massarelli da San Sepolcro, segretario generale del Concilio di Trento, che vi abitò nel ventennio in cui si tenne l'assise[37]. Questa torre è mozzata della parte superiore e si trova in via SS. Trinità.
  • Torre dei Gionghi - in località graffiano di Povo, sopra il parco di Gocciadoro. Solo questa torre rimane del Castello di Pietrapiana, il quale controllava la città di Trento dalla sua posizione collinare[38].
  • Torre Aquila - in via Cervara, inglobata nelle mura medievali
  • Torre Benassuti - nel vicolo omonimo, di origine romana
  • Casa torre Benetti-Mersi, in Largo Carducci ad angolo con via S.Pietro
  • Torre Consolati - in via Rosmini nei pressi delle rovine della Villa Romana
  • Torre dei Canopi - in Civezzano, quartiere periferico di Trento
  • Torre dei Rochi - in Ravina
  • Torre dell'Orco - in Ravina
  • Casa torre De Negri - in piazza Duomo (bar Portici) da non confondere con:
  • Casa torre De Negri-Rella - in via S.Pietro di fianco della Galleria dei Legionari
  • Torre del Deposito - Molino Vittoria, ex panificio municipale
  • Torre Franca - in Mattarello
  • Torre Moderna - in via degli Orti, 8
  • Torre Littoria - in piazza Venezia preso la ex Casa Littoria
  • Torre Maestranzi - in piazza Lodron
  • Campanile di S. Maria Assunta - Chiesa di S. Maria Maggiore
  • Campanile di S. Lorenzo - Tempio Civico
  • Campanile di S. Francesco Saverio - ex Casa delle Costede
  • Campanile del Duomo - prospiciente via Verdi
  • Campanile di S. Romedio - prospiciente via Garibaldi
  • Campanile di S. Apolinnare - Oltrecastello
  • Campanile di S. Pietro - piazza Anfiteatro
  • Campanile dei SS. Pietro e Andrea - Povo
  • Campanile di S. Croce - Chiesa omonima in c.so III novembre
  • Campanile di S. Marco - Chiesa omonima
  • Campanile dei SS. Filippo e Giacomo - Chiesa cimiteriale in Sardagna

Mura e porte della Città Medioevale[modifica | modifica sorgente]

  • Port'Aquila - nella parte orientale della città, inglobata durante i secoli dal castello.
  • Porta S. Margherita - porta secondaria nella parte occidentale della città, risparmiata, insieme a Port'Aquila, dall'abbattimento dell'Ottocento perché in posizione secondaria rispetto alle maggiori direttrici del traffico.
  • Mura di Piazza Fiera - uniche rimaste delle antiche mura duecentesche che circondavano la città, fatte erigere dal Vescovo Vanga sono sormontate da merli a coda di rondine. Da notare i resti della scala che portavano al passaggio di ronda. Sotto la piazza, nel parcheggio coperto, si può vedere un altro tratto di mura, infatti nel Medioevo il piano stradale era molto più basso di adesso, essendo il suolo dell'attuale piazza di Fiera innalzato dalla ghiaia continuamente ivi portata dalle alluvioni del Fersina che correva davanti alle mura ed i cui vecchi argini sono stati ritrovati nello scavo del parcheggio sotterraneo. Tratti di altri pezzi di mura si possono inoltre notare inglobate dalle case che si trovano lungo il perimetro delle stesse.

Fortificazioni[modifica | modifica sorgente]

Il forte Bus de Vela, presso Cadine, poco sopra a Trento.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fortezza di Trento.

In provincia di Trento sono numerosi i forti e fortificazioni risalenti ai secoli XVII e XIX e comunque a prima della prima guerra mondiale costruiti dall'Impero austro-ungarico, alcuni sono in buono stato di conservazione, di altri sono visibili solo i resti. Delle molte fortificazioni trentine[39], alcune di queste costituivano il complesso fortificato Fortezza di Trento, in tedesco Festung Trient, che comprendeva:

Questi ultimi due complessi fortificati, anche se non sono di competenza del comune di Trento, sono stati menzionati per la loro posizione di confine.

Nel XX secolo a Trento sorgevano diverse caserme militari, di cui alcune di queste non si trova più traccia.

  • Caserma "Cesare Battisti": edificata tra il 1800 e inizio Novecento dall'ingegnere Annibale Apollonio per le truppe austro-ungariche, aveva il nome di Caserma Madruzzo. Durante la grande guerra divenne ospedale militare. Dopo il conflitto subì alcune piccole modifiche e venne dedicata il 15 maggio 1939 a Cesare Battisti, ospitando il Battaglione Alpino “Trento” e il 62º Reggimento di fanteria “Sicilia” appartenente alla Divisione di fanteria motorizzata “Trento”. Durante il II conflitto mondiale divenne sede del Corpo di Polizia Trentina. Tornata nuovamente in mano degli italiani, divenne sede di diversi reparti:[40]
    • dal 1954 al 1974: I Reggimento genio e reparti dipendenti;
    • dal 1964 al 1974: XIV Battaglione genio pionieri, I Compagnia teleferisti ed una compagnia mista del II Reggimento del genio di Bolzano;
    • dal 1975 al 1993: IV Battaglione del genio pionieri “Orta”;
    • dal 1993 al 1995: I Reggimento genio pionieri;
    • dal 1995: II Reggimento genio guastatori appartnenete alla Brigata alpina "Julia".

Altro[modifica | modifica sorgente]

Archi[modifica | modifica sorgente]

  • Arco dei Tre Portoni - era l'accesso monumentale al viale alberato che conduceva alla residenza suburbana dei Madruzzo, il Palazzo delle Albere.

Non si è a conoscenza invece di un arco di trionfo romano.

Sarcofaghi[modifica | modifica sorgente]

  • Sarcofago di pietra, di fronte all'ingresso del castello del Buonconsiglio
  • Sarcofaghi dei Vescovi di Trento: quasi tutti i vescovi di Trento dell'ultimo millennio sono sepolti entro la cattedrale del Duomo in sarcofaghi di pietra.

Cimiteri monumentali[modifica | modifica sorgente]

Colonne[modifica | modifica sorgente]

  • Colonna in Piazza Santa Maria Maggiore - eretta nel 1845 a ricordo delle celebrazioni per il terzo centenario dell'apertura del concilio.
  • Colonna nella Galleria Tirrena

Statue monumentali e piccoli monumenti[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Dante con l'opera dell'artista Favaretto
  • Monumento a Dante - in piazza Dante, eretto nel 1896 per sottolineare l'italianità della città in contrapposizione alla statua del cantore medievale Walther von der Vogelweide a Bolzano.
  • Monumento ad Alcide De Gasperi - in piazza Venezia, eretto nel 1955 per commemorare lo statista trentino. Sul basamento del monumento sono scolpite la Giustizia, la Fede e la Diplomazia. Sul mosaico della fontanella, invece, appaiono gli stemmi delle principali città italiane. È suggestiva, durante l'inverno, l'immagine della scultura sul retro del monumento sotto coltri di neve quasi ad indicare il congelamento di qualsiasi sogno di grandezza della Patria.
  • Statua ad Alessandro Vittoria - nell'omonima piazza per commemorare lo scultore trentino.
  • Statua di San Vigilio - situata al centro di Piazza D'Arogno, fianco sud della Cattedrale.
  • Statua a San Camillo - di fronte all'omonimo ospedale, raffigura il santo mentre reca tra le mani un Gesù sofferente.
  • Statua a Santa Chiara - di fronte all'omonimo ospedale.
  • Busto a Martino Martini - in Corso III novembre.
  • Busto a Giosuè Carducci - in piazza Dante.
  • Busto di Cesare Battisti scultore Eraldo Fozzer - all'interno del mausoleo omonimo sito sul Doss Trento.
  • Busto a Giovanni Prati - in piazza Dante
  • Busto a Giacomo Bresadola - (micologo trentino) in piazza Dante.
  • Busto a Antonio Gazzoletti- in piazza Dante.
  • Busto a Luigi Negrelli - nella stazione dei treni.
  • Busto a mons. Enea Silvio Piccolomini - canonico di Trento divenuto poi papa Pio II, si trova in piazza Santa Teresa Verzeri
  • Stele a Guglielmo Ranzi - (ideatore del monumento a Dante), si trova in piazza Dante accanto al monumento che lui volle.
  • Monumento a Luigi Negrelli - in piazza Dante.
  • Monumento a Eusebio Francesco Chini - in piazza Dante.
  • Monumento alla famiglia - in piazza Dante, rappresenta la famiglia Giuliani (famiglia tipo 2007).
  • Monumento a Marco Pola - (poeta) in piazza Cesare Battisti, realizzato da Cesarina Seppi tit. Fiore lunare.
  • Monumento ai Caduti della resistenza in Albania - nel parco di fronte al Tribunale.
  • Monumento ai Caduti sul lavoro - nel parco di fronte al Tribunale.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Resti archeologici di Tridentum[modifica | modifica sorgente]

Il geometra responsabile dei lavori di scavo delle fognature nel 1930 lasciò una serie di appunti circa continui ritrovamenti archeologici sotto le vie del centro storico, ma allora l'interesse era per la celere realizzazione delle opere ed i reperti furono costantemente violati per realizzare la fognatura; del resto erano passate prima, probabilmente a profondità inferiore, le reti di distribuzione del gas e dell'acqua potabile. In quegli stessi anni fu distrutto il quartiere centrale, fatto di piccole case e di stretti vicoli, e realizzati in pieno centro storico nuovi grandi edifici con al centro la nuova piazza, allora (e sino agli anni sessanta) denominata piazza Italia, e poi rinominata più volte. Il livello di pavimento del centro storico è salito nel corso del tempo per le ripetute alluvioni provenienti dal torrente Fersina (il cui corso sino alla deviazione del XVI secolo correva subito all'esterno delle mura attraversando l'attuale piazza Fiera) e dal Rio Saluga.

Di grande interesse sono altri scavi più recenti:

  • Porta Veronensis - sotto la torre civica. Era l'ingresso monumentale alla città di Tridentum, era provvista di due fornici, uno pedonale e l'altro per i carri, con pianta rettangolare e cortile interno. La facciata esterna, caratterizzata da una lesena, era fiancheggiata da due torri poligonali con 16 lati. Oggi rimane solo la parte occidentale, infatti quella orientale è stata inglobata nelle fondamenta della torre civica. La facciata interna era decorata da una statua di cui rimane solo il basamento e da una fontana, si è certi inoltre dell'esistenza di un piano superiore della porta, come suggeriscono alcuni frammenti architettonici rinvenuti durante gli scavi; è invece solo ipotizzabile la presenza di un secondo piano. Caduta in rovina, semidistrutta e poi inglobata nella torre civica.
  • Spazio archeologico del S.A.S.S. - Sotto il teatro sociale. Si tratta di un intero isolato provvisto di resti di una cinta muraria, resti di una torre, una strada con impianto fognario, una domus con vari ambienti della casa (triclinio, cucina, latrina, atrio, cortile); inoltre sono presenti un hypocastum e un mosaico.
  • Spazio archeologico sotto Palazzo Lodron - in questo spazio archeologico è presente una strada e resti di una torre, una casa con latrina e una bottega vinaria (capibile dall'impronta di 6 tini). Inoltre si può osservare un tratto ben conservato di cinta muraria.
  • Basilica Paleocristiana - sotto il Duomo. All'esterno della cinta urbica l'edificio rivestiva in origine il ruolo di basilica cimiteriale.
  • Villa Romana - in via Rosmini. Si tratta dei resti di una villa fuori dalla cinta muraria, molto interessante il mosaico presente all'interno della stessa.

Inoltre sono visibili sulla sommità del Doss Trento i resti di una basilica paleocristiana.

A Trento era presente anche un anfiteatro, infatti, sotto l'omonima piazzetta di Trento sono stati trovati frammenti di pavimentazione, mura e gradinate dello stesso, oltre al fatto che la posizione di una parte delle case della piazzetta ha la curvatura tipica dell'anfiteatro, essendo le case sorte sui resti del medesimo ed utilizzandone muri preesistenti e pietre. Pezzi di mura di cinta, torri, strade, abitazioni, sono stati trovati inoltre sotto numerosi edifici, strade e piazze di Trento.[41]

Recenti scavi sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore stanno portando alla luce un'altra zona della città, infatti, qui era presente l'antica ecclesia che fungeva da cattedrale nei primi secoli del cristianesimo, si ipotizza che sia sorta sopra un antico tempio. Secondo l'urbanistica romana questo edificio sorgeva nella zona pubblica della città, quindi si pensa che in questo luogo era presente il foro di Tridentum. Sempre nel foro sorgevano altri edifici di carattere pubblico. Ulteriori scavi hanno inoltre portato alla luce una torre romana dietro il palazzo della facoltà di sociologia e una villa romana nel luogo dove sorgerà la nuova facoltà di lettere.

A Trento forse sorgeva un tempio dedicato a Nettuno, visto il nome che aveva la città, e perché una leggenda racconta che il dio Nettuno, signore dei mari, risalì in tempi remoti il corso dei fiumi per espandere il proprio dominio sui territori alpini[42].

La presenza di un arco di trionfo non è certa, anche se i Romani li costruivano per festeggiare le loro vittorie su un determinato territorio. Infatti non si sono avuti ritrovamenti archeologici in tal senso e non ci sono neppure documenti che ne proverebbero l'esistenza.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[43]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

I cittadini stranieri residenti in città sono 13 039[44], l'11,14% della popolazione, così suddivisi per nazionalità:

  1. Romania, 1575
  2. Albania, 1484
  3. Moldavia, 1133
  4. Ucraina, 994
  5. Pakistan, 853
  6. Marocco, 838
  7. Tunisia, 596
  8. Germania, 155

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza dei trentini è di religione cattolica romana, la cittadina è inoltre (dal IV secolo) sede vescovile della Diocesi di Trento ed è suddivisa in 25 parrocchie.[45] A Trento sono anche presenti una comunità evangelica, testimoni di Geova e seguaci di altre confessioni libere come quelli della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Chiesa Neo Apostolica e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni).

A Trento dal 1475 al 1965 non furono presenti comunità ebraiche, a motivo dell'interdetto del 1475 da parte del Principe vescovo Giovanni Hinderbach all'ingresso ed anche al solo transito di ebrei nel territorio del Principato, pena l'uccisione immediata, ciò a seguito della vicenda relativa a Simonino di Trento ed analoga "scomunica" fu lanciata dagli ebrei contro Trento, città da allora maledetta per l'ebraismo. Solo nel 1965, a seguito di studi storici[46] che provarono l'insussistenza delle accuse contro gli ebrei nel 1475 e l'ingiustizia della loro esecuzione dopo mesi di terribili torture, l'interdetto (che pur ovviamente non aveva più nessun peso effettivo) fu formalmente revocato nel 1965 dall'Arcivescovo di Trento Alessandro Maria Gottardi e si svolse successivamente anche una cerimonia di perdono da parte delle Comunità ebraiche e di riconciliazione degli ebrei con la città di Trento.

Con l'immigrazione sono giunte anche fedi di carattere orientale come il Buddismo, l'Induismo, la fede Bah'ai e fedi cristiano-ortodosse. La parte più rilevante tra queste minoranze è però costituita da persone di fede islamica.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

La religione cristiano-cattolica ha inevitabilmente caratterizzato la vita della città, nel lavoro così come nei momenti di festa e nelle ricorrenze per le quali, tra l'altro, si ricorda:

  • la fiera delle Casolare nella prima domenica di quaresima dove si espongono i latticini;
  • la fiera di S. Giuseppe il 19 marzo dove si vendono piante e fiori, ma anche attrezzi per il giardinaggio e l'agricoltura, classica fiera di primavera, negli ultimi anni spostata alla domenica più vicina;
  • la fiera delle Sante Croci il 3 maggio a piazza Fiera dove si passano in rassegna delle macchine agricole;
  • la fiera dei bresi (funghi) il 15 maggio a piazza delle Erbe;
  • la fiera di S. Vigilio il 26 giugno dove si somministravano le consacrazioni;
  • la fiera di S. Lorenzo il 10 agosto delle zigole (cipolle);
  • la fiera del vino di S.Michele il 29 settembre;
  • la fiera di S. Caterina presso porta Aquila il 25 novembre dove si esponevano articoli per le malche ed animali da traino;
  • la fiera di S. Lucia il 13 dicembre in tutto il centro storico dove si vendono giocattoli, dolci e di tutto un po';
  • la fiera natalizia di S.Tommaso del 21 dicembre (cd. mercatini di Natale).

Schützenkompanie "Kaiser Maximilian I" Trient[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine degli anni 90', rinasce ufficialmente l'antica compagnia dei bersaglieri tirolesi, la Schützenkompanie Trient Kaiser Maximilian I. La Compagnia si ispira alle storiche milizie della Contea del Tirolo, dette appunto Schützen o Sizzeri. La compagnia di Trento è intitolata all'imperatore Massimiliano I d'Asburgo.

Fra le attività già intraprese, si ricorda la partecipazione alla processione di San Sebastiano, patrono del Tirolo, di San Virgilio patrono della città, il tiro al bersaglio, i fuochi del Sacro Cuore di Gesù, la pulizia di sentieri e vecchie strade militari e il ripristino di trincee della Grande Guerra e della linea di forti denominata Fortezza di Trento oltre che alcune opere di beneficenza, come la raccolta fondi per la ricerca contro i tumori.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca comunale (Sede Centrale) - ufficialmente aperta al pubblico il 1º gennaio 1856, fu creata per volontà del vescovo Giovanni Benedetto Gentilotti che nel 1725 decise che i diecimila libri della sua libreria, raccolti nella sua lunga attività di studioso, rimanessero legati alla famiglia.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Trento vanta la presenza di centri di istruzione e di ricerca scientifica all'avanguardia, che gli hanno fatto conquistare il soprannome di "Silicon Valley delle Alpi". Alcuni esempi sono:

  • istituto trentino di cultura (ITC) - ente fondato nel 1962 che si occupa di ricerca sia in campo umanistico che scientifico-tecnologico. L'aula magna di questo centro di ricerca si trova nell'antica chiesa dei Crociferi, tra la chiesa di S. Chiara e quella del Santissimo Sacramento.
    Dal 1º marzo 2007 l'ITC ha preso il nome Fondazione Bruno Kessler (FBK). Si struttura in:
    • Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica (FBK-irst) che si occupa in prevalenza dei seguenti settori: informatica, microsistemi e micromeccanica, fisica-chimica delle superfici e interfacce, fisica teorica e computazionale;
    • Istituto storico italo-germanico, centro di ricerca storica sulle relazioni fra l'Italia e il mondo germanico, in sintonia con la vocazione culturale di Trento come città-ponte;
    • Istituto per le scienze religiose (FBK- ISR), centro di ricerca religiosa istituito nella città che ha ospitato il Concilio della Riforma della Chiesa cattolica;
    • ECT*, centro di ricerca in fisica nucleare;
  • Trento RISE - polo internazionale dell'eccellenza ICT creato da FBK e dall'Università degli Studi di Trento, dedicato all'innovazione sociale abilitata dall'ICT; ospita i laboratori di aziende nazionali e straniere come Telecom, Engineering, Point Grey ecc. ed è core partner di ICT Labs dello European Institute of Innovation and Technology. Ogni anno Trento RISE organizza con FBK e Università degli Studi di Trento gli ICT Days, grande kermesse nazionale dedicata all'innovazione ICT. Tra i programmi lanciati da Trento RISE vi è TechPeaks, un acceleratore di talenti finalizzato ad attirare i migliori talenti tecnologici europei in Trentino per la creazione di nuove aziende innovative (startup).
  • Centre for Computational and Systems Biology - centro di eccellenza nato dall'accordo siglato tra il governo italiano, la Provincia autonoma di Trento, l'Università di Trento e la Microsoft. Si occupa dei settori di ricerca scientifica relativi all'incrocio tra scienze, medicina, biologia, genetica e tecnologia dell'informazione.
  • CREATE-NET - centro internazionale di ricerca, nato nel 2003 grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento e dalla volontà dell'Istituto Trentino di Cultura e dell'Università degli Studi di Trento, cui si uniscono alcune tra le più note università e centri di ricerca europei. La ricerca a CREATE-NET, Center for REsearch And Telecommunication Experimentation for NETworked communities, si concentra sulle tecnologie della comunicazione (computing pervasive, networking wireless, ottici e banda larga, ingegneria e tecnologie di rete) e sui servizi di comunicazione focalizzati sull'utente e sulle comunità (sicurezza, ambienti multimediali intelligenti e arricchiti, sistemi distribuiti peer-to-peer).
  • Centro di Ecologia Alpina – istituto finanziato della Provincia autonoma di Trento presso Viote del Monte Bondone per progetti di studio e ricerca sugli ecosistemi degli ambienti montani dell'intero arco alpino.
  • Business Innovation Centre (BIC) - nato nel 1984 e promosso dalla Direzione generale delle Politiche Regionali della Commissione Europea, si occupa dello sviluppo delle imprese e, nel caso dei BIC tentini, di ricerca favorendo l'interscambio tra i due mondi. Nel Polo tecnologico di Trento trovano posto, accanto alle attività produttive, le seguenti attività:
    • Centro Ricerche Fiat - il centro si occupa di microsistemi, manufacturing virtuale, info telematica e business information technology.
    • Laboratorio di ontologia applicata del CNR - il laboratorio studia la rappresentazione della conoscenza attraverso modelli.
Università di Trento, Facoltà di Scienze

Università[modifica | modifica sorgente]

La facoltà di Economia

L'Università di Trento fu fondata nel 1962 come Istituto universitario superiore di scienze sociali, l'Università statale di Trento è uno dei più prestigiosi atenei medio-piccoli italiani, con una forte vocazione internazionale. Sono presenti le seguenti facoltà: economia, giurisprudenza, lettere e filosofia, ingegneria, scienze cognitive (a Rovereto), scienze matematiche, fisiche e naturali, sociologia. L'ateneo offre inoltre le scuole di specializzazione post-laurea per le professioni legali. L'Università è incentrata su due poli distinti, uno in centro storico con le facoltà umanistiche occupa diversi palazzi vicini tra loro nella zona Ovest del Centro Storico, l'altro con tutte le facoltà e gli istituti di ricerca scientifica sulla collina della frazione di Povo, ove, partendo dal restaurato ad uso didattico grande edificio ospedaliero del vecchio sanatorio di Mesiano, si estende verso il centro della frazione con una serie di nuove grandi costruzioni che ospitano laboratori di ricerca e le strutture per la didattica delle facoltà scientifiche.

Grazie alla progressiva creazione nell'ultimo ventennio di diversi centri di ricerca (FBK, Trento RISE, FEM), di laboratori e alla sua università è stato soprannominato la "Silicon Valley delle Alpi".[47]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Maestro Venceslao, Ciclo dei Mesi, Gennaio, Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio, 1400 circa, importante esempio di Gotico Internazionale.

Trento vanta numerose strutture museali e diversi spazi espositivi.

Presso gli ampi ambienti del Castello del Buonconsiglio sono state organizzate le collezioni artistiche provinciali. Importanti le sezioni di arte medievale e moderna (sale del Castelvecchio e del Magno Palazzo). Da segnalare inoltre i materiali archeologici ed etnografici e una raccolta numismatica, nonché le collezioni e le mostre temporanee organizzate ogni anno.

Il Palazzo delle Albere ospita la sezione trentina del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART). Il museo vanta una vasta collezione permanente dell'Ottocento e dei primi del Novecento, fino alla prima guerra mondiale (dal romantico Francesco Hayez al futurista Boccioni) e organizza numerose esposizioni temporanee.

Il Museo della S.A.T., dedicato alla storia della Società degli Alpinisti Tridentini, è ubicato presso il primo piano del palazzo della SAT di via Manci. Raccoglie un'ampia collezione di foto, documenti e cimeli relativi alle montagne e alla storia dell'alpinismo del Trentino.

Dedicato alla storia (politica, economica, sociale) del Trentino dal XVIII secolo alla conclusione del secondo conflitto mondiale è il Museo Storico in Trento, che conserva un'ampia raccolta bibliografica e archivistica.

Il Museo diocesano tridentino ha sede in piazza Duomo, presso Palazzo Pretorio. Raccoglie il patrimonio di arte sacra dell'arcidiocesi di Trento e presenta una sezione dedicata al Concilio di Trento.

La collina del Doss Trento ospita il Museo Nazionale Storico degli Alpini, realizzato presso un ex polveriera austriaca. La struttura conserva foto, documenti, cimeli, oggetti personali relativi alla storia del Corpo degli Alpini.

Presso l'aeroporto di Trento a Mattarello è stato allestito il Museo "Gianni Caproni" aeronautica scienza e innovazione, dedicato all'ingegnere Caproni. Nel museo sono presenti una serie di velivoli costruiti tra il 1910 e il 1980, dei quali 9 unici al mondo.

L'importante Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas è un'ampia area archeologica che ha portato alla luce abitazioni, edifici pubblici e infrastrutture della Tridentum romana.

Ingresso del museo delle gallerie di Trento

Le gallerie di Piedicastello, recentemente riutilizzate come spazio museale dopo che la tangenziale è stata dirottata su di un altro tunnel. Qui vi sono due gallerie lunghe circa 300 metri, una bianca e una nera, che offrono sia al visitatore che all'espositore un ampio spazio espositivo.

Infine, la Galleria Civica di Arte Contemporanea, situata nella centrale via Belenzani, ospita mostre, eventi e convegni.

Il Museo tridentino di scienze naturali aveva sede in Palazzo Sardagna e presentava una serie di esposizioni sulle scienze naturali e sul paesaggio naturale, strutturate su uno spazio di 21 sale. In sostituzione di questo, dall'estate 2013 vi è un nuovo museo, il MuSe. Il palazzo che lo ospita è stato progettato dall'architetto italiano Renzo Piano. Il MuSe si trova immediatamente a sud dello storico Palazzo delle Albere, all'interno del quartiere residenziale Le Albere, anch'esso disegnato da Renzo Piano.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Fra le maggiori radio a livello provinciale: Radio Dolomiti, Radio Tele Trentino (RTTR), Radio Studio Sette, Radio DIGI-ONE.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

A Trento vengono pubblicati i seguenti quotidiani: L'Adige, giornale indipendente del Trentino-Alto Adige fondato nel 1945, il Trentino, quotidiano regionale del Gruppo editoriale L'Espresso pubblicato anch'esso dalla fine della seconda guerra mondiale e il Corriere del Trentino, che esce in allegato con l'edizione nazionale del Corriere della Sera dal novembre 2003. Come quotidiano online troviamo invece l'Adigetto.it.

Tra i periodici più importanti, Vita trentina, settimanale dell'Arcidiocesi di Trento e QuestoTrentino, quindicinale di informazione indipendente.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Nel capoluogo è presente la sede regionale della RAI per il Trentino. A Trento sono presenti due emittenti televisive private, che diffondo i loro programmi nell'intero Trentino-Alto Adige: Radio Tele Trentino Regionale (RTTR) e Tele Commerciale Alpina (TCA). Con l'avvento del digitale terrestre è nato anche il primo canale all-news regionale: TvAlpi, seconda emittente del gruppo televisivo di RTTR.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

A Trento sono presenti i seguenti teatri:

  • Teatro Sociale - La sua storia incomincia il 29 maggio 1819 quando fu realizzato per volontà di Felice Mazzurana su progetto dell´ing. Ducati all´interno del palazzo del conte Tommaso Festi. Nel 1835 l'imprenditore che lo volle costruito cedette l'attività e il teatro smise di chiamarsi Mazzurana. Nel 1984 il teatro venne acquistato dalla provincia che lo ristrutturò e riaprì le rappresentazioni teatrali.
  • Teatro Auditorium - per capienza è il teatro più grande della città. L'apertura avvenne nel 1985 nell'ex centro Santa Chiara dove una volta si trovava l'ospedale, nell'ala nord ospita l'università.
  • Teatro Cuminetti - il teatro si trova nel sotto tetto, nell'ala nord, del complesso che ospita il Centro Servizi Culturali S.Chiara.
  • Ridotto del Teatro Sociale - ricavato nel sottotetto sopra la platea del teatro sociale.
  • Teatro San Marco - di 249 posti in via San Bernardino.[48]

Musica[modifica | modifica sorgente]

A Trento ha sede il Conservatorio di musica "F. A. Bonporti", una scuola di alta formazione musicale, pubblica e statale. La sua prima finalità è la formazione di compositori, cantanti e strumentisti, insegnanti di musica. Esso svolge oltre a ciò attività di ricerca (convegni, pubblicazioni, ecc.) e di produzione artistica (concerti, spettacoli musicali, ecc.). Dal 1987-88 inoltre è stato avviato il Liceo quinquennale sperimentale ad indirizzo musicale annesso al Conservatorio. Per di più a Trento hanno sede due dei più prestigiosi cori italiani che hanno fatto la storia del canto corale popolare ovvero il coro della SOSAT e il coro della SAT; esiste inoltre un prestigioso coro polifonico, la Corale Città di Trento, fondata nel 1889 e diretta da Roberto Gianotti. Inoltre, dal 2008 esiste l'Orchestra Giovanile Trentina, fondata e guidata quasi esclusivamente da giovani, che ha già al suo attivo decine di concerti in Italia e all'Estero, e dal 2013 promuove una propria Stagione Concertistica al Nuovo Teatro Comunale di Pergine Valsugana.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo fieristico di Trento.
Festival dell'economia.

Le manifestazioni più importanti, che coinvolgono il maggior numero di persone e che richiamano molti turisti sono:

Persone legate a Trento[modifica | modifica sorgente]

Alcide De Gasperi

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Rispetto alla situazione storica, la città ha subito una forte espansione urbanistica, cominciando negli anni cinquanta con edifici in centro storico od a contatto con esso (si pensi al palazzo ITAS in centro storico) per poi espandersi prima verso Sud del centro storico, poi verso le frazioni della collina ad est e nord est (Cognola, Povo e Villazzano) ed infine verso nord, venendo a formare una continuità urbana con la frazione (o ex frazione) di Gardolo posta a nord, mentre si prevede nel futuro anche una espansione verso ovest, prima impossibile per la situazione orografica, urbanizzando l'area industriale ex Michelin e forse nuove strutture al di là dell'Adige.

Per il futuro sono allo studio i seguenti interventi urbanistici, anche se la recente crisi economica europea sembra aver rallentato se non fermato del tutto questi progetti.

  • Deviazione del fiume Adige
  • Interramento dell'asse ferroviario - Joan Busquets
  • Riqualificazione area ex-Michelin - Renzo Piano Building Workshop (conclusa luglio 2013)
  • Riqualificazione area ex-Sloi - Gregotti Associati International
  • Polo giudiziario (concorso di progettazione) - Pierluigi Nicolin
  • Facoltà di Lettere in via Gar - Ishimoto Europe (conclusa)

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

La città di Trento nel periodo medioevale-rinascimentale era suddivisa in nove contrade:

  • Contrada Larga - comprendeva il centro della città l'odierna via Belenzani, Piazza Duomo più le vie strettamente limitrofe. Fu chiamata anche Contrada degli Scutai, Contrada della Piazza, Contrada dei Belenzani.
  • Contrada San Benedetto - comprendeva le vie che collegano il Duomo con contrada Longa, prende il nome dall'antica chiesa di San Benedetto ora scomparsa. Una parte si chiamò, nel Settecento, Contrada della Morte per via dalla chiesa, ora demolita della Confraternita della Buona Morte, poi Contrada del Teatro.
  • Contrada Longa - era l'attuale via Roma e via Manci, anticamente a ridosso del fiume Adige, prima della sua deviazione nel 1864, fiume a cui la Contrada Longa era collegata da alcuni vicoli in pendenza verso il fiume, vicoli detti "Vodi", come l'attuale vicolo del Vo'.
  • Contrada degli Orvesi - comprende la parte a Centrale a est del nucleo medioevale della città. Fu anche chiamata Contrada antica, contrada di San Pietro.
  • Contrada del Macello Vecchio - Era situata nella parte a Sud-Est dell'antico borgo, fu anche chiamata Contrada delle Beccherie Grandi[53].
  • Contrada Todesca - Comprende la parte nord-orientale dell'antico borgo, fu anche chiamata Contrada dei Cappellari, Contrada delle Osterie Grandi, Contrada delle Osterie Tedesche.
  • Contrada Santa Maria Maddalena - Si trovava lungo le mura a est della città, prende il nome dall'antica chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, ora scomparsa.
  • Contrada Santa Maria - Comprendeva la parte di città che univa la chiesa di Santa Maria Maggiore al Duomo.
  • Borgo Antico di San Martino - comprendeva la parte di città dal castello fino alla Torre Verde, fino ad arrivare al fiume Adige, che sino al 1864 scorreva ove è l'attuale via Brennero.

Ad introdurre alle contrade erano una serie di antiche Porte: Brescia o Portela (tra Torre Vanga e via S. Giovanni), Germana o di S. Martino (tra Torre Verde e la scuola Sanzio), Aquila (via Clesio), Augusta (via Roma), Nuova (a piazza Venezia ex piazza delle armi), Verona o di S. Vigilio (via S.Croce), Margherita (via S.Margherita), Porta Venezia (via Maffei).

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Abitanti per circoscrizione
Circoscrizione Abitanti
Gardolo 12 968
Meano 4 432
Bondone 4 575
Sardagna 1 106
Ravina-Romagnano 4 974
Argentario 12 086
Povo 5 394
Mattarello 6 018
Villazzano 4 885
Oltrefersina 18 303
S. Giuseppe-S. Chiara 17 544
Centro Storico-Piedicastello 19 383

l Comune di Trento è suddiviso in 12 circoscrizioni amministrative:

  • Bondone - formato dai sobborghi di Sopramonte, Cadine, Vigolo Baselga, Baselga del Bondone, Candriai (parziale), Vaneze, Norge, Vason, Piana delle Viote
  • Gardolo - formato dai sobborghi di Gardolo, Melta, Roncafort, Canova, Spini, Ghiaie
  • Meano - formato dai sobborghi di Meano, Vigo Meano, Cortesano, Gazzadina, S. Lazzaro, Gardolo di Mezzo
  • Sardagna - formato dai sobborghi di Sardagna, Candriai, Pra della Fava e Vaneze (parziale)
  • Ravina-Romagnano - formato dai sobborghi di Ravina, Romagnano, Belvedere
  • Argentario - formato dai sobborghi di Cognola, Martignano, Maso Bolleri, Montevaccino, Tavernaro, Villamontagna, Moià, S. Donà, S. Vito
  • Povo - formato dai sobborghi di Povo (Sprè, Panté, Salé), Oltrecastello, Passo Cimirlo, Gabbiolo, Mesiano
  • Mattarello - formato dai sobborghi di Mattarello e Valsorda
  • Villazzano - formato dai sobborghi di Villazzano, Grotta, S. Rocco e località di Malga Maranza, Rifugio Bindesi
  • Oltrefersina - formato dai quartieri cittadini di Bolghera, Clarina, S. Bartolomeo, Madonna Bianca, Man, Villazzano Tre, Casteller
  • San Giuseppe-Santa Chiara - formato dai quartieri cittadini di San Giuseppe, Santa Chiara, S. Croce, Laste, Cervara (num. pari), S. Maria
  • Centro Storico-Piedicastello - formato dai quartieri cittadini del Centro Storico (Androne, Contrada Todesca, S. Pietro, Duomo, Sass, ecc.), Piedicastello, Cristo Re, San Martino, Solteri-Centochiavi, Vela, Cervara e Spalliera (n. dispari)

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Frazioni poste sul monte Bondone: Baselga del Bondone, Cadine, Candriai, Norge, Sardagna, Sopramonte, Vaneze, Vason, Vigolo Baselga
  • Frazioni a nord di Trento: Canova, Gardolo, Ghiaie di Gardolo, Lamar, Roncafort, San Lazzaro di Meano, Spini di Gardolo, Vela
  • Frazioni a sud di Trento: Belvedere di Ravina, Mattarello, Ravina, Romagnano, Valsorda
  • Frazioni poste sul monte Marzola: Celva, Grotta di Villazzano, Mesiano, Oltrecastello, Passo Cimirlo, Ponte Alto, Povo (Panté, Salé, Sprè), San Rocco, Villazzano
  • Frazioni poste sul monte Calisio (già Argentario): Camparta, Cognola, Cortesano, Gardolo di Mezzo, Gazzadina, Maderno, Martignano, Maso Bolleri, Meano, Moià, Montevaccino, San Donà, San Vito, Tavernaro, Vigo Meano, Villamontagna, Zell

È da tener presente che praticamente la metà della popolazione del comune di Trento risiede nelle sue frazioni.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Trento è passata da città industriale a centro terziario con una buona attività industriale nella zona periferica di Trento Nord e una vasta attività agricola (mele, uva) nelle campagne della periferia di Trento Sud. Molto importante è anche il turismo (culturale e escursionistico). Il settore tradizionalmente più ricco e redditizio è in ogni caso il commercio (si veda la zona centrale della città e la zona dei centri commerciali a Trento Nord). Nell'ultimo trentennio è diventato determinante il peso economico dell'ente Provincia e delle sue articolazioni (enti e agenzie varie, numerose società partecipate, contributi generosi alle attività economiche), forte di una massa di risorse assegnatale che ha eguali solo nella consorella Provincia di Bolzano ed in Valle d'Aosta. Oltre la metà dei lavoratori del comune di Trento è direttamente o indirettamente (società partecipate) alle dipendenze di enti pubblici.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Particolare della stazione di Trento, a destra si può notare uno scorcio della stazione degli autobus e la Chiesa di San Lorenzo.
Partenza da Trento della ferrovia Trento-Malè-Marilleva

Trento, adagiata nella valle dell'Adige, è situata sull'asse viario del Brennero (Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, Autostrada A22); è punto di arrivo dell'asse viario della Valsugana (Strada statale 47 della Valsugana) ed è qui che terminano la Gardesana Occidentale e la SP 90 Destra Adige.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La ferrovia del Brennero, situata parallelamente all'autostrada permette veloci collegamenti verso nord (Bolzano, Austria e Germania) e sud (Verona). Da Trento partono, inoltre, i collegamenti diretti verso Venezia (linea ferroviaria della Valsugana) e le vallate del Trentino nord-occidentale (linea ferroviaria Trento-Malè-Marilleva).

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Trento inoltre possiede un aeroporto situato a 5 km dalla città, presso il sobborgo di Mattarello. L'aeroporto di Trento G. Caproni è un aeroporto aperto al traffico aereo turistico nazionale e comunitario, accoglie aerei da turismo, alianti ed elicotteri. È presente anche un servizio di trasporto privato di passeggeri, trasporto merci (fino ad un massimo di circa 600 kg) ed il trasporto medico sanitario operando da e per tutte le destinazioni europee con un aeromobile Piper Cheyenne III A 720.

Impianti a fune[modifica | modifica sorgente]

A Trento una funivia prodotta dalla Hölzl collega la città con la frazione di Sardagna, situata in posizione montana. La funivia venne costruita negli anni venti e permette un veloce collegamento con il Monte Bondone. Il primo viaggio della funivia ebbe luogo il 4 agosto 1925.[54]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il trasporto urbano (23 linee urbane) ed extraurbano è gestito dalla società Trentino trasporti. Centro del sistema di trasporto pubblico della Provincia, dalla città partono una serie di collegamenti ferroviari e su gomma verso le vallate trentine: Fassa, Fiemme, Giudicarie, Non, Primiero, Rendena, Sole, Tesino, Valsugana.

Il servizio taxi di Trento è gestito invece dalla Cooperativa Radiotaxi Trento.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consoli di Trento, Podestà di Trento e Sindaci di Trento.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Politica[modifica | modifica sorgente]

A partire dalle prime elezioni democratiche Trento venne retta da governi guidati dalla Democrazia Cristiana. Dopo lo scandalo di tangentopoli nacque quella che viene definita seconda repubblica. Da questo periodo in poi la città venne sempre governata da una Coalizione di Centro Sinistra. Una coalizione di Centro Destra, invece, non è mai stata eletta al governo della città.

Variazioni[modifica | modifica sorgente]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1926 aggregazione di territori dei soppressi comuni di Cadine, Cognola, Gardolo al Piano, Mattarello, Meano, Povo, Ravina, Romagnano, Sardagna, Villazzano e Sopramonte; nel 1968 aggregazione di territori dei soppressi comuni di Baselga di Vezzano e Vigolo Baselga.[55]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

Numerose sono le società sportive dilettantistiche di atletica leggera della città di Trento. La più famosa è l'"Atletica Trento Cmb", organizzatrice anche del "Metting Città di Trento", che si svolge presso il "Campo Coni".

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è S.S.D. Trento Calcio 1921 che milita in Serie D. In questa società hanno militato, in gioventù, Francesco Toldo e Giuseppe Signori. Altre squadre di calcio della città sono la U.S. Azzurra San Bartolomeo, affiliata al Vicenza Calcio[56] e iscritta nel campionato di Promozione maschile e Serie C femminile, e l' A.S.D. Virtus Trento 1947 che milita nel girone B trentino di 1ª Categoria.

L' A.S.D. Virtus Trento 1947 è nata nel 1947.

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver acquistato il titolo sportivo dal Porto Ravenna Volley, la società pallavolistica maschile di Mezzolombardo, si trasferisce nel capoluogo con il nome di Itas Trentino Volley, partecipando al campionato di A1. Nella stagione 2003/2004 ha militato nella formazione cittadina anche il trentino Lorenzo Bernardi (eletto nel 2001 come miglior giocatore di pallavolo del XX secolo). La squadra ha vinto il 7 maggio 2008 uno storico scudetto, prima vittoria di un campionato sportivo nazionale da parte di una squadra della città,[57] ed il 5 aprile 2009 ha vinto per la prima volta la Champions League di pallavolo battendo in finale a Praga per 3 a 1, la squadra greca Iraklis di Salonicco. L'anno successivo (2/5/2010) il titolo europeo è stato confermato battendo in finale a Łódź per 3 a 0 la squadra russa della Dinamo Mosca.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra della città è l'Aquila Basket Trento, che nella stagione 2013/2014 disputa il campionato di Legadue, dopo aver conquistato la promozione nella stagione precedente. Nella stagione sportiva 2012/13 vince la Coppa Italia contro Pistoia.

Tuffi[modifica | modifica sorgente]

La Buonconsiglio nuoto-tuffi è la società sportiva di Francesca Dallapè, tuffatrice che in coppia a Tania Cagnotto ha vinto molti premi, come un argento ai mondiali di Roma 2009 e tre ori agli europei di tuffi.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1983 al 2009 si è svolto il Giro d'oro, una corsa ciclistica con partenza ed arrivo dalle Terme di Comano.

Altre informazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

Trento è stata arrivo di tappa in 17 edizioni del Giro d'Italia; fra queste:

Ogni anno si svolge la “Trento-Bondone” è la cronoscalata più lunga nel calendario mondiale delle gare in salita. La partenza da Trento (308 m) ed l'arrivo a Vason del Monte Bondone(1 658 m). Il percorso si snoda lungo i 40 tornanti, misura 17,3 km con una pendenza media dell'8,88% . La gara, che ormai ha fatto storia per il numero delle sue edizioni (+55), è valida per il Campionato Italiano Velocità in Montagna e per il Campionato Europeo della Montagna.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Questi i principali:

  • Stadio Briamasco - calcio, baseball.
  • PalaTrento - volley, pallacanestro.
  • Campo Coni di Trento, campo adibito esclusivamente all'atletica leggera
  • Stadio del Ghiaccio di Trento - nei pressi del PalaTrento
  • Piscina Centro Sportivo G. Manazzon (Fogazzaro)
  • Centro Sportivo Trento Nord - calcetto, basket, nuoto
  • Sanbàpolis - Centro polifunzionale sportivo (palesta d'arrampicata, campo basket coperto)

Dal 18 novembre 1997 gli impianti sportivi di proprietà comunale sono gestiti dalla Azienda Speciale per la gestione degli Impianti Sportivi (A.S.I.S.).[58]

Personalità sportive legate a Trento[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comuni in prov. di TN per altitudine, Tuttitalia.it. URL consultato il 2 febbraio 2012.
  2. ^ a b Dato Istat al 30 novembre 2012
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ http://www.lusern.it/it/rassegna-stampa/di-sait-vo-lusern/?IDAP=1565 Di Sait Vo Lusérn, 17/03/2006, (Lingua e cultura), Slege stea stille bo du pist Loredana Nicolussi, trentino pag.42
  5. ^ http://www.elezioni.provincia.tn.it/binary/pat_elezioni/provinciali_2013/Manifesto_mod_7_mocheno_DEFINITIVO.1384182801.pdf Elezione del Consiglio provinciale e del Presidente della Provincia -Bol van Provinzalrot ont van President va de Provinz
  6. ^ erg7118.casaccia.enea.it/profili/tabelle/138%20%5BTrento%5D%20capoluogo.Txt Tabella climatica
  7. ^ E venne il grande gelo: dettagliata cronaca del gennaio 1985.
  8. ^ Decreto Ministeriale 6 ottobre 1997.
  9. ^ Dove si trova il "Bosco della città"
  10. ^ Storia - Tridentum - Le origini - Le alpi on line
  11. ^ Non è da escludere la presenza anche temporanea di gruppi sociali nel neolitico come dimostra la "Venere del Gabòn" è un manufatto d'osso simile a un coltello, scoperto a Martignano.
  12. ^ Via Belenzani si trova lungo il cardo e via Manci sul decumano
  13. ^ Società degli Alpi Tridentini, (1991) Vedute del trentino, Trento, Panorama, p. 173
  14. ^ Iginio Rogger, Storia della Chiesa di Trento da Vigilio al XIX secolo, Trento, Il margine, 2009. ISBN 978-88-6089-049-8
  15. ^ Bertoluzza A., (1990), Aria di Trento, Trento, Dossi, p. 39
  16. ^ Monumento a Dante: Trento 1896-1996. Mostra per il centenario, Fondazione Museo storico del Trentino. URL consultato il 4 maggio 2011.
  17. ^ Alessandro Cristofori, Editto di Claudio sulla concessione della cittadinanza agli Anauni (46 d.C.): Gli effetti della scoperta della Tabula Clesiana sul dibattito politico in Trentino nel 1800, www.telemaco.unibo.it. URL consultato il 4 maggio 2011.
  18. ^ Nel 1918 Trento «liberata» dagli inglesi | L'Adige
  19. ^ Fabrizio Rasera, "Dal regime provvisorio al regime fascista (1919-1937)" in Storia del Trentino - Vol. VI. L'età contemporanea. Il Novecento, a cura di Andrea Leonardi e Paolo Pombeni, Il Mulino, 2006, pp. 89-93.
  20. ^ Notizie storiche della strage
  21. ^ cfr (PDF) Statuto del Comune di Trento, TITOLO I, articolo 4.
  22. ^ Motivazione della decorazione su quirinale.it
  23. ^ Trento città alpina
  24. ^ Storia della chiesa dedicata a Sant'Apollinare su Piedicastello.tn.it
  25. ^ a b Sito delle parrocchie San Giuseppe e San Pio X a Trento
  26. ^ GORFER A. (2003) Trento città del Concilio, Trento, Arca, pagina 177
  27. ^ Vi sarebbe stata anche una Ca del Sioredio nel fabbricato sull'angolo di v. Prepositura con p.zza S.Maria. Aveva la facciata rivolta a ovest dirimpetto la casa Frizzeri (fabbricato giallo con finestre-porte ribassate) e si chiamava così perché vi si trova la sagrestia della Chiesa di S.Maria Maggiore che attualmente si trova all'imbocco di via delle Orsoline. La Ca del Sioredio fu distrutta da un incendio nell'Ottocento e fu rimpiazzata dagli attuali edifici bancari negli anni cinquanta
  28. ^ secondo una leggenda, raccolta in un libro del primo novecento, una graziosa fanciulla della famiglia Particella sarebbe stata l'amante di un vescovo di Trento nel XVI secolo
  29. ^ Pacher G., Cara vecchia Trento, Panorama, Trento, 1978, p. 150
  30. ^ Fiorenzo Degasperi, Eraldo Fozzer. Opere nella città di Trento, Trento, Temi, 2008. ISBN 978-88-89706-50-3.
  31. ^ Fontana di Largo Porta Nuova (PDF) in Trento Notizie. Circoscrizione n. 11. S. Giuseppe - S. Chiara., Comune di Trento, novembre 2009, p. 8. URL consultato il 4 aprile 2010.
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  52. ^ [1] Esposizione Internazionale di Cactus e Succulente
  53. ^ Venendo da via degli Orbi, procedendo verso via Roggia Grande, imboccando l'androna (lo stretto vicolo sovrastato da una struttura di collegamento tra gli edifici adiacenti) ad angolo con Largo Carducci, si può scorgere un cippo di pietra conficcato in terra che serviva a delimitare le contrade tra loro. Ce n'è un'altra anche all'incrocio tra via S.Giovanni e via Roma nei pressi di un'agenzia di viaggi
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  56. ^ Progetto "Vicenza Academy", Vicenza Calcio. URL consultato il 27 marzo 2013.
  57. ^ Va inoltre ricordato che altre squadre della provincia di Trento si sono imposte nei rispettivi campionati, come l'Handball Club Rovereto che ha vinto vari scudetti del campionato italiano maschile di pallamano.
  58. ^ A.S.I.S. - La gestione nello sport. URL consultato il 2 maggio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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    • 5 L'età contemporanea: 1803-1918 / a cura di Maria Garbari, Andrea Leonardi. - 2003. - 999 p.
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