Isernia

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Isernia
comune
Isernia – Stemma Isernia – Bandiera
Isernia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
Sindaco Luigi Brasiello (centro-sinistra) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°35′49″N 14°14′07″E / 41.596944°N 14.235278°E41.596944; 14.235278 (Isernia)Coordinate: 41°35′49″N 14°14′07″E / 41.596944°N 14.235278°E41.596944; 14.235278 (Isernia)
Altitudine 423 m s.l.m.
Superficie 69,15 km²
Abitanti 21 977[1] (31-05-2014)
Densità 317,82 ab./km²
Frazioni Acquazolfa, Bazzoffie, Breccelle, Capruccia, Castagna, Castelromano, Collecroci, Colle de' Cioffi, Colle Martino, Colle Pagano, Conocchia, Coppolicchio, Fragnete, Marini, Salietto,Valle Soda, Valgianese
Comuni confinanti Carpinone, Forlì del Sannio, Fornelli, Longano, Macchia d'Isernia, Miranda, Pesche, Pettoranello del Molise, Roccasicura, Sant'Agapito
Altre informazioni
Cod. postale 86170
Prefisso 0865
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 094023
Cod. catastale E335
Targa IS
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti isernini (alcune fonti, del tutto estemporanee e pressoché prive di riscontro storico, dicono anche iserniani)
Patrono san Celestino V
Giorno festivo 19 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isernia
Posizione del comune di Isernia nell'omonima provincia
Posizione del comune di Isernia nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« A Isernia, che vanta il titolo di prima capitale d’Italia, custode di intatte bellezze naturali e di significative testimonianze di una lunga storia di civiltà; a Isernia, medaglia d’oro al valor civile per le stragi e distruzioni belliche sopportate con eroico contegno; a Isernia, che fedele al suo motto araldico risorge oggi come capoluogo di una provincia ricca di antiche virtù e forte di una gioventù laboriosa e onesta, il mio augurio di un futuro di sereno benessere. »
(Carlo Azeglio Ciampi)

Isernia (IPA: [iˈzεrˑnja], Aesernia in latino,[2] Aisernio in osco, Esernius secondo Plinio, Serni secondo l'Itinerario Antonino, Sèrnia in dialetto isernino) è una città italiana di 21.977 abitanti[1], terza del Molise per popolazione dopo Campobasso e Termoli, e capoluogo dell'omonima provincia.

Primo insediamento paleolitico documentato d'Europa, fiorente città sannita, capitale della Lega Italica, Municipium romano, tenace oppositrice contro le truppe napoleoniche e luogo di reazione borbonica antiunitaria nel 1860, medaglia d'oro al valor civile per i bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale e infine capoluogo di provincia; Isernia è una città di riferimento dell'Alto Molise.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Territorio di Isernia

Isernia è situata sul fianco di una collina[3] nel centro degli Appennini che divide due corsi d'acqua di modeste dimensioni, il Carpino e il Sordo[4][5] che confluiscono nel fiume Cavaliere, affluente del fiume Vandra a sua volta affluente del Volturno. La città sorge all'incrocio della strada statale 85 e la strada statale 17 Appulo-Sannitica[3] ed è circondata dai monti del Matese a sud e dalle Mainarde a nord e il suo territorio ha un'altimetria che varia da 285 m s.l.m. fino a 905 m s.l.m., per una media di 457 m s.l.m.[6]. La zona è ritenuta ad alto rischio sismico in quanto l'attività tellurica nel territorio è stimata molto intensa[7]. La parte più a nord del centro abitato si trova ad un'altitudine maggiore rispetto alla parte più a sud (la parte più vecchia), ed è situata in un terreno quasi pianeggiante[3] ma molto umido in quanto è ricco di sorgenti acquitrinose infatti vi è presente anche la sorgente del fiume Sordo.

Secondo la Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia[8] il territorio del comune di Isernia è situato a metà tra formazioni "calcareo-dolomitiche mesozoiche" a sud dell'appennino campano e dei monti del matese e "sedimenti di tipo pelagico" del mesozoico-terziario a nord appartenenti all'appennino sannita e all'appennino abruzzese[8]. L'accavallamento molto esteso di queste due zone è un'anomalia rispetto al resto della morfologia appenninica. Il sottosuolo del centro abitato è formato da rocce di travertino mentre nella parte nord del comune sono presenti rocce arenarie e calcaree[8].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Isernia.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,9 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,5 °C[9].

ISERNIA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,6 10,5 13,1 16,7 21,4 26,0 29,1 29,8 25,4 18,7 13,5 11,4 10,5 17,1 28,3 19,2 18,8
T. min. mediaC) 2,2 2,6 4,8 7,6 11,0 14,5 17,0 17,1 14,8 9,9 6,3 4,5 3,1 7,8 16,2 10,3 9,4

La temperatura più bassa registrata ad Isernia in gennaio 2011 è stata di -8,5 °C[senza fonte].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Isernia.
Etimologia del nome Isernia
Iscrizione latina

L'origine del toponimo Isernia non ha una provenienza certa. Una delle ipotesi principali è che il nome provenga dalla radice indoeuropea «ausa», che vuol dire «acqua». Questa radice, infatti, ha dato origine a molti nomi di luoghi e città in tutta Europa. Ulteriori ipotesi prevedono che il nome provenga dalla radice sannitica Aiser, che significa "Dio". Questo darebbe un'aura sacrale al nome della città[10], accresciuta anche dal fatto che la radice Aiser, in lingua Etrusca, significa "Dèi"[11]. Entrambe le etimologie suggeriscono quindi che la città sarebbe stata "consacrata agli dèi". Infine, nel nome latino di Isernia, cioè Aesernia, o meglio nel nome osco Aisernio, è molto marcata l'assonanza con il toponimo Esere. Questo nome è un'epiclesi di Ercole e compare in un frammento di ceramica di origine osca, trovato a Campochiaro. Di conseguenza, tale origine potrebbe indicare che Isernia è una città sacra dedicata ad Ercole[12].

L'area dove oggi sorge Isernia è stata abitata dall'uomo sin dall'era paleolitica[13]: i primi insediamenti, infatti, risalgono ad almeno 700.000 anni fa. Anche le origini dell'agglomerato urbano sono molto antiche, ma non se ne può ancora definire una data certa.

La città fu sotto il dominio Sannita[2] fin dal V secolo a.C. Grazie alla sua posizione strategica, il suo controllo fu uno dei punti cruciali durante le guerre sannitiche[14]. Nel 264 a.C. divenne colonia romana e nel 209 a.C. rimase fedele a Roma nella seconda guerra punica[15]. Nel periodo che va dal 263 a.C. al 240 a.C.[16], cioè dopo la deduzione a colonia, furono coniate le monete di Aesernia. Alcuni autori ritengono che parte della monetazione della guerra sociale possa essere stata coniata nello stesso centro[17]. Durante la guerra sociale, nel 90 a.C. fu occupata dagli italici dopo un lungo assedio e divenne la loro capitale. Cadde alla fine della guerra[18] per mano di Silla, il quale la rase al suolo.[2]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monetazione di Aesernia.

Negli anni successivi, vari imperatori, da Cesare a Nerone, promossero un piano di ripopolamento inviando colonie nei territori ove sorgeva la città. Ai tempi di Traiano, Isernia venne elevata al rango di Municipio; in quel periodo, venne anche costruito il Capitolium[19].

Dopo la caduta dell'Impero romano, Isernia venne distrutta nel 456 dai Vandali, capitanati da Genserico, per ben tre volte dai Saraceni, negli anni 860, 882 e 883.

Fontana Fraterna in una foto d'epoca
Rivolte cittadine nel 1957

Nel VII secolo, i Longobardi ne promossero la rinascita[20] con la costruzione di opere pubbliche. Successivamente, durante il dominio normanno, nel quale faceva parte della contea di Molise, subì una fase di decrescita: la sua diocesi fu unificata con quelle di Venafro e Bojano. Inoltre, nel 1199, fu saccheggiata da Marcovaldo di Annweiler. Nel XIII secolo, la città rinacque ancora, grazie a Federico II.

Dopo vari passaggi di proprietà della città tra un feudatario ed un altro, nel 1519 fu annessa da Carlo V al Regno di Napoli

Il 23 ottobre 1860 Isernia ospitò per una notte Vittorio Emanuele II di Savoia in viaggio per recarsi a Teano ad incontrare Giuseppe Garibaldi. Il Sovrano prese alloggio nel Palazzo Cimorelli, sito nella via che poi prese il Suo nome, ospite di Vincenzo Cimorelli (n. 5 aprile 1796 - m. 9 agosto 1889)[21]. L'indomani, alla partenza per Venafro, donava all'ospite la sua tabacchiera d'oro in un cofanetto sul coperchio del quale erano incise le iniziali reali[22].

Alla fine del XVIII secolo, era la città più popolosa del Contado di Molise. Oppose resistenza ai francesi nel tentativo di conquista del Regno di Napoli, così come oppose resistenza anche nel 1860, in virtù della reazione borbonica contro i Piemontesi[23]. I piemontesi ordinarono anche a Isernia fucilazioni sommarie in cui secondo Pino Aprile morirono 1245[24], mentre secondo uno scritto del tempo (1861) lo scontro "costò 1245 vittime tra guardie nazionali, liberali, reazionari e soldati delle due armate belligeranti"[25].

Poesia di Carlo Betocchi su Isernia

Nel giorno 10 settembre 1943, durante la seconda guerra mondiale, Isernia subì un pesantissimo bombardamento da parte degli alleati, che rase al suolo quasi un terzo dell'abitato e provocò la morte di un numero altissimo di persone. A causa dei danni causati da questi e da altri bombardamenti, verso la metà del XX secolo si pose in atto un piano di rinascita[26] della città, che prevedeva anche lo sviluppo nella zona più a nord.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bombardamento di Isernia.

Inoltre, nel 1957, dopo la divisione dell'Abruzzi e Molise, cominciò a prendere piede l'ipotesi dell'istituzione della provincia di Isernia. In realtà, questo non era il primo tentativo in tal senso: l'istituzione della provincia era stata promossa già nel 1810 da Gioacchino Murat, ma senza successo. Il Parlamento, però, rinviò qualsiasi decisione al riguardo. Il nuovo fallimento del processo di istituzione della provincia scatenò una protesta nella città, caratterizzata da cortei di operai e studenti; la protesta, poi, sfociò in una serie di rivolte cittadine, culminate con blocchi stradali e violenti scontri con le forze dell'ordine, con feriti ed arresti. Il 1957 e 1958 furono gli anni ricordati a Isernia come 'della violenza sociale'.

Il 16 febbraio del 1970 il Parlamento sancì l'istituzione della nuova provincia che divenne operativa il 3 marzo 1970[27].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico

Lo stemma di Isernia[28] è formato da uno scudo oblungo di tipo sannitico, su cui campeggiano le iniziali della città composte da un caduceo, intorno al quale è attorcigliato un serpente; lo scudo è avvolto da foglie di acanto ed è sormontato da un elmo, rabescato a cancelli con cimiero. Le lettere, le foglie e i bordi dello scudo sono giallo-oro, lo scudo è azzurro e l'elmo è grigio scuro. Il caduceo, emblema del potere ed anche della prosperità, indica che Isernia è stata sempre città regia e mai assoggettata in feudo, se non per pochi anni; il serpente, invece, è simbolo di prudenza, di riflessione, di pace e di sollecitudine, qualità necessarie per riuscire nelle imprese. Il caduceo e il serpente accoppiati simboleggiano anche la prosperità e la buona salute; erano infatti attributi tradizionali di Esculapio, dio della medicina.

Storia dello Stemma

Non si hanno notizie certe dell'epoca in cui è stato adottato lo stemma[29], né si conosce il nome del suo ideatore. Il primo documento storico pervenutoci, su cui è riprodotto lo stemma della città di Isernia, è il privilegio concesso alla città da Carlo V nel 1521, il cui originale cartaceo è conservato nella biblioteca comunale. Nel corso dei secoli è stato più volte ritoccato, abbellito, ma lo scudo e la disposizione delle lettere sono rimasti sempre uguali; quello attuale risale al 1956.

Targa alla medaglia d'oro

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Isernia è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile[30] nel 1960

Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Sopportava con stoico coraggio numerosi e spaventosi bombardamenti aerei che distruggevano la maggior parte del centro abitato e uccidevano un terzo dei suoi abitanti, mai deflettendo dal suo eroico e dignitoso contegno verso lo straniero e dalla sua fede nella risurrezione della Patria.»

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

La torre campanaria
Cattedrale di San Pietro
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Isernia.

È la chiesa più importante della città, cattedrale della diocesi di Isernia-Venafro è dedicata a San Pietro Apostolo e si trova in piazza Andrea d'Isernia. L'edificio attuale sorge su un antico tempio pagano italico del III secolo a.C. di cui è rimasto integro l'intero podio da cui è possibile ricostruirne la forma. Il tempio era un capitolium, cioè un tempio dedicato alla triade capitolina che aveva l'ingresso dalla parte opposta rispetto alla collocazione attuale. In epoca medioevale venne costruita una cattedrale di stile greco-bizantino che rispettava la disposizione del precedente tempio pagano. Nel 1349 questo edificio fu distrutto completamente da un terremoto e venne costruito un nuovo edificio nella disposizione moderna. Agli inizi dell'800 un nuovo terremoto lesionò gravemente la chiesa che venne ricostruita nella stessa sede ma di dimensioni maggiori e di aspetto molto simile a quello attuale.

L'aspetto attuale è dovuto ai restauri neoclassici ordinati dal vescovo Gennaro Saladino nella seconda metà del XIX secolo che presenta il grande timpano triangolare in travertino, è sorretta da due coppie di pilastri agli angoli e da quattro alte colonne ioniche sulla fronte. Lo spazio interno appare suddiviso in tre navate con pilastri decorati da lesene corinzie in marmi policromi. Nella cappella del Santissimo Sacramento vi è l'antica tavola bizantina denominata "Virgo Lucis" (la Madonna della Luce) di Marco Basilio risalente al XV secolo.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Chiara
Eremo dei Santi Cosma e Damiano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Isernia.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fontana Fraterna

Fontana della Fraterna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fontana Fraterna.

Annoverata fra le fontane monumentali d'Italia per la sua mirabile struttura architettonica, la Fontana Fraterna[31][32][33] è una delle opere più significative e più importanti nonché simbolo della città.

La fontana, composta da blocchi di pietra locale provenienti da un numero imprecisato di edifici nella città e da costruzioni di epoca romana, è formata principalmente da una serie di archi a tutto sesto. Presenta diverse epigrafi incise su di essa, tra cui una dedicata agli Dei Mani. Al centro della fontana c'è una lastra di marmo più grande delle altre, decorata con due delfini ed un fiore, proveniente da un edificio sepolcrale. Si può affermare quindi che la fontana non risale ad un periodo storico preciso, ma che è testimone dei numerosi periodi storici che hanno attraversato la città.

La fonte si trova in piazza Celestino V a seguito dei bombardamenti del 1943; in precedenza si trovava in piazza della Fraterna, da cui prese il nome.

  • L'Acquedotto romano di Isernia è un acquedotto di origine romana scavato nelle rocce travertiniche nel sottosuolo della città ed è tutt'oggi funzionante.
Ponte Cardarelli
  • Il ponte Cardarelli, già viadotto La Prece, sul fiume Sordo
« Alla via Nazionale, che con pendenze troppo sentite attraversava la città d'Isernia, venne sostituito un nuovo tratto di strada di cui fa parte il viadotto detto La Precie, per l'attraversamento, presso Isernia, del profondo vallone dal quale prende il nome. Il manufatto è a due soli ordini, quantunque misuri 57 metri d'altezza, il che lo rende specialmente ardito e singolare. È lungo ben 130 metri, di cui 92 tra le spalle. Riesce svelto allo sguardo e pertanto, per la sua grande mole, desta un senso d'imponenza ed ammirazione, specialmente a chi lo ammira dal fondo della valle. La sua costruzione ebbe principio nell'aprile 1887 e terminò nell'aprile 1892, con la spesa di lire 300.000. Vi si impiegarono 11.000 metri cubi di muratura, compresi mille metri di pietra da taglio. Allo scopo di diminuirne il peso, tra la sommità delle arcate superiori e il piano stradale vi è una galleria longitudinale di 120 metri, della capacità di metri cubi 1090. Detta galleria è illuminata da finestre ricavate sotto gli archetti ed è comodamente praticabile. L'ingegnere del Genio Civile Gustavo Baliviera diede al preesistente progetto l'attuale sua forma ed ebbe la direzione del lavoro »
(Notizie da una pubblicazione di fine Ottocento[34])
  • Acque Sulfuree: è presente, in contrada Acqua Sulfurea, uno stabilimento termale risalente ai tempi dei romani, e in disuso ormai da molto tempo. Nello stabilimento è presente una fontana di acqua sulfurea tutt'oggi attiva. Recentemente - a seguito di una ancora parziale ristrutturazione del sito ad opera dell'amministrazione comunale - c'è stata una rivalorizzazione del luogo, anche grazie a delle organizzazioni giovanili che hanno organizzato serate, musicali e non, per attirare i giovani isernini nel posto.
  • Viadotto Santo Spirito: viadotto ad arco della Ferrovia Termoli-Vairano sul fiume Carpino. Distrutto nei bombardamenti alleati del 1943, venne ricostruito nella forma attuale. Consiste in due serie di piccoli archi separate da un arco di notevoli dimensioni.

Palazzi di Isernia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo D'Avalos-Laurelli
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzi di Isernia.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

L'Incontro
  • L'Incontro (Piazza della Repubblica)[35]. Nel 1998, in Piazza della Repubblica, fu posta una scultura in pietra lavorata del maestro Pietro Cascella, denominata "L'incontro". L'opera rappresenta l'anima di Isernia, fondata su un incontro di più strade e quindi di culture diverse.
  • Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, collocato nel Parco della Rimbembranza e costruito dal mastro scalpellino Camillo Centuori, il monumento è dedicato alle vittime della prima guerra mondiale; è formato da sei colonne con capitelli corinzi, che sorreggono una struttura circolare sulla quale sono scolpiti i nomi delle vittime della Grande Guerra e i sei fiumi protagonisti della vittoria italiana.
  • Le leonesse di marmo: in piazza Andrea D'Isernia era presente una fontana nel XVI secolo. Di questa fontana rimangono soltanto quattro leonesse di marmo. Due di queste sono state posizionate all'ingresso sud dell'attuale villa comunale. Altre due giacciono in un deposito comunale (ritrovate casualmente da un operaio dello stesso comune) e da almeno un decennio attendono di essere ricollocate.
Monumento ai caduti (Isernia).JPG StatuaXSettembreIsernia.JPG
Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale
Statua alle vittime del X Settembre
  • Statua alle vittime del X settembre, situata in Piazza X settembre, la statua delle vittime del X settembre rappresenta una figura maschile bronzea tra le macerie, che si ripara dai bombardamenti aerei.
  • Terminal Francesco Martino: Il terminal per gli autobus urbani ed extraurbani, costruito nei primi anni 2000 vicino alla stazione ferroviaria, è stato intitolato a Francesco Martino, il ragazzo di Isernia morto in un incidente ferroviario sulla tratta Roma-Campobasso nei pressi di Roccasecca il 20 dicembre 2005[36].
  • Mura Ciclopiche: il centro storico di Isernia (cioè la parte della vecchia colonia latina) era circondato da mura ciclopiche (oggi visibili solo in alcuni punti) risalenti al terzo secolo a.C. circa. Le mura circondavano l'area della cittadella fortificata sul tracciato delle quali nel Medioevo furono innalzate delle torrette di guardia circolari ancora oggi perfettamente visibili. L'area delle mura ciclopiche va dalla zona della Chiesa di San Pietro Celestino ed arriva all'altezza dell'attuale piazza Celestino V dove è situata la Fontana Fraterna davanti alla quale sono state recentemente scoperte resti delle suddette mura. Altri resti sono stati scoperti durante il restauro di un locale adibito a ristorante adiacente piazza Celestino V.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Isernia La Pineta.
  • La Necropoli: ci sono stati molti ritrovamenti di oggetti funerari sulle strade che uscivano dalla città che si presume appartenessero a delle necropoli. Il ritrovamento più importante è stato quello nel 1980 della necropoli a sud della città, dove il Sordo e il Carpino si uniscono a formare il fiume Cavaliere, risalente ai primi secoli dopo cristo. Le tombe erano di tipo a fosso, ricche di corredo funerario, ma con corredi molto simile tra loro ad indicare una uniformità sociale. Alcuni corredi funerari sono esposti nel museo di Santa Maria Delle Monache.

Valico del Macerone[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Valico del Macerone (684 m sldm) situato nella zona nord della città. In passato collegava Isernia con Forli del Sannio e Castel di Sangro (ora è stata costruita un'arteria autostradale) ed è molto conosciuto soprattutto per gli amanti del ciclismo e degli escursionisti in moto. Anche se il valico vero e proprio è presente nel comune di Isernia, con il termine 'Macerone' si intende di solito tutta la strada che arriva fino alla piana delle cinque miglia a Roccaraso. Nel 1921 in una tappa del giro d'Italia, Costante Girardengo sui tre chilometri devastanti con pendenze sino al 14% del 'Macerone', scese dalla bicicletta e tracciò una croce sulla polvere della strada sussurrando "Girardengo si ferma qui!" con voce stremata, per poi abbandonare la corsa[39].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale di Isernia sorgono numerose frazioni e contrade per cui la popolazione si distribuisce in maniera irregolare su tutto il territorio, mentre la città capoluogo presenta una popolazione che si attesta intorno alle 16.000 unità.

Notevole la crescita demografica del comune dopo l'istituzione della Provincia di Isernia nel 1970[27], per poi crescere solo modestamente nei decenni successivi. Sono sorti due nuovi quartieri con ampi spazi verdi ed ampie carreggiate stradali: il quartiere San Leucio e il quartiere San Lazzaro, leggermente staccato dal centro cittadino.

Negli ultimi anni è in notevole espansione la zona nord della città (località Nunziatella), con la costruzione di un piccolo ma moderno Centro Commerciale e con l'ammodernamento dell'impianto stradale attraverso la realizzazione di nuove rotonde e una nuova strada (doppia corsia, due marciapiedi e pista ciclabile) che collega più agevolmente il centro città direttamente con la nuova sede di Pesche dell'Università.

Abitanti censiti[40]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Isernia al 31 dicembre 2010 sono 603, pari al 2,7% della popolazione comunale.[41] Le nazionalità più numerose sono:

Molto popolosa è la comunità rom, presente soprattutto a causa delle deportazioni compiute dal regime fascista nel 1943 nel locale campo di internamento. La maggior parte dei rom risiede nelle abitazioni popolari dei quartieri di San Lazzaro e San Leucio.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto di Isernia fa parte del dialetto molisano della zona centro-occidentale della regione con tutte le sue particolarità. Molto marcato è il rotacismo negli articoli determinati maschili (ru càne per "il cane" o ru cegliùcce per "l'uccellino"), così come il rotacismo della "d", tuttavia non sempre applicato (songhe re Sernia per "sono di Isernia").

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'attuale statuto comunale di Isernia è indicato come patrono San Pietro Celestino ma il vero protettore di Isernia è San Nicandro[20][42] insieme a san Marciano e santa Daria, come riportato in molti documenti[43], nei quali si evince che fino agli inizi dell'800 venivano celebrati con fiere e celebrazioni religiose. Il culto e la devozione di questi santi è molto forte nella vicina Venafro dove vennero martirizzati nel 303 d.C. nel luogo in cui oggi sorge la basilica dedicata ai Ss. Martiri.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Il Tombolo di Isernia[modifica | modifica wikitesto]

Donne alla lavorazione del Tombolo negli anni cinquanta

A Isernia è molto diffusa da secoli la lavorazione del merletto a tombolo[44][45] (Isernia è definita anche la città dei merletti). La cosa che più contraddistingue il tombolo isernino è, oltre alla finissima fattura, un tipo di filo prodotto in zona di colore avorio che rende tutto il lavoro più luminoso ed elegante. La sua introduzione nella città è di antichissima origine, si presume infatti che la diffusione risalga al XIV secolo, ad opera di suore spagnole che alloggiavano nel monastero di Santa Maria delle Monache. Col passare del tempo il tombolo viene lavorato sempre meno in maniera artigianale e sempre più in maniera industriale. È anche materia presso l'Istituto Artistico della città.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tombolo di Isernia.

Le Confraternite di Isernia[modifica | modifica wikitesto]

A Isernia sono presenti numerose Confraternite[46][47]. La più antica è la confraternita "la Fraterna" istituita nel 1289 di Pietro Angelerio futuro papa Celestino V; poi esistono la confraternita del "Santissimo Rosario", la confraternita "Santa Maria del Suffragio" e la confraternita di "Sant'Antonio. In passato le dispute tra le varie confraternite erano delle vere e proprie lotte di classe infatti ogni confraternita rappresentava una diversa classe sociale.

Gli Incappucciati

La processione del Venerdì Santo[modifica | modifica wikitesto]

Come in altre città d'Italia, il Venerdì che precede la Pasqua, anche ad Isernia si svolge la processione[48]. Essa percorre tutta la città e riscuote una partecipazione da parte della popolazione davvero numerosa. Molto tradizionale è la presenza degli incappucciati, fedeli che per un voto di penitenza partecipano alla processione incappucciandosi totalmente con un telo bianco (in modo da non permettere a nessuno di essere riconosciuti) e si incoronano la testa con una corona di spine. Molti di loro, per aggravare la penitenza, portano croci e camminano scalzi per tutto il percorso della processione; loro è anche il compito di portare statue della Mater Dolorosa e del Cristo Morto. Le Confraternite della città partecipano alla processione, ognuna con un ruolo ben preciso all'interno del corteo.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ospedale Ferdinando Veneziale: è l'ospedale più grande della Provincia. È intitolato a Ferdinando Veneziale, politico isernino che partecipò alla Consulta Nazionale.
  • Comunità Montana Centro Pentria: è una comunità[49] nata nel 1973 per valorizzare le bellezze storico-naturalistiche della regione centrale della Pentria.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Come stabilito anche dalla ricerca di Legambiente, Mal'Aria 2010[50], Isernia è uno dei capoluoghi di provincia con la qualità dell'aria più alta d'Italia, grazie alla folta vegetazione ed alla bassa urbanizzazione del suo territorio ed alla mancanza di industrie pesanti e di traffico.

Inoltre, sempre secondo uno studio di Legambiente, nel 2011 Isernia è risultato uno dei comuni completamente rinnovabili d'Italia, infatti il fabbisogno energetico della città è completamente coperto attraverso la produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici per 392 kW, miniidroelettrico 3.3MW, eolico 2.4MW e 625 kW da biogas[51].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca civica "Michele Romano"
  • Biblioteca provinciale Theodor Mommsen, è la biblioteca provinciale[53] che ha sede nel palazzo della provincia in via G.Berta. Nata per un progetto provinciale di diffusione della cultura e della lettura in tutto il territorio[54], contiene circa 40.000 volumi e 60.000 tra giornali quotidiani, periodici ed opuscoli, in particolare per le sezioni "scienze", "economia" e "diritto". Sono presenti emeroteca, mediateca e internet point[55].
  • Biblioteca comunale[56], via Kennedy, 19
  • Biblioteca della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, corso Risorgimento, 302
  • Biblioteca dell'archivio di Stato di Isernia[57], Via L. Testa, 27
  • Biblioteca dell'Ente provinciale per il turismo pentro[58], via Farinacci, 9
  • Biblioteca di ateneo di Isernia[59], via Mazzini, 9

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Isernia è sede di varie scuole elementari e medie, e di un numero rilevante di complessi scolastici per le scuole superiori.

Con l'espansione della città sono stati costruiti due nuovi plessi scolastici (nei quartieri San Leucio e San Lazzaro), intitolati ai due giovani studenti di Isernia Michele Iavagnilio e Vittorio Tagliente che persero la vita durante il terremoto dell'Aquila nel 2009.

« È una decisione che l'amministrazione comunale prese già all'indomani del sisma, interpretando l'unanime sentimento di cordoglio della città. In titolare per non dimenticare, scegliendo due strutture scolastiche in modo da evocare l'impegno di studio dei nostri due giovani concittadini, strappati alla vita e agli affetti dal sisma aquilano »
(Il sindaco Gabriele Melogli)

Università[modifica | modifica wikitesto]

Università degli Studi del Molise - Sede di Isernia[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli studi del Molise.

Isernia è, insieme a Campobasso, Termoli e Pesche (IS), una delle sedi dell'Università degli studi del Molise[60].

Scienze Politiche, dell'Amministrazione e di Governo
  • Corsi di laurea triennale in Scienze della Politica e dell'Amministrazione
  • Corsi di laurea magistrale in Scienze Politiche e di Governo
Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Corso di laurea in Informatica
  • Corso di laurea in Scienze Biologiche
  • Corso di laurea in Ottica e Optometria
  • Scienze dell'Ambiente e della Natura
Facoltà di Scienze Umane e Sociali
  • Beni Culturali
  • Corso di laurea in Lettere
Sapienza Università di Roma - Sede di Isernia[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sapienza Università di Roma.

A Isernia è presente una sede dell'università di Roma La Sapienza[61].

Facoltà di Medicina e Chirurgia
  • Corso di laurea in Infermieristica
  • Corso di laurea in Igiene Dentale

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sono presenti tre musei molto importanti:

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Valentina
  • Radio Orizzonte

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Quotidiano del Molise
  • Nuovo Molise
  • Il Tempo Molise

Internet[modifica | modifica wikitesto]

  • www.isernino.com
  • www.comune.isernia.it
  • www.altromolise.it

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina di Isernia è molto legata alla tradizione contadina della zona, soprattutto per quanto riguarda la preparazione di pasta fatta in casa, salumi e formaggi[62].

Un secondo tipico della città sono i "turcinelli arrostiti", interiora di agnello avvolte in budella e arrostite. Ci sono poi "ru macche" (polenta con fagioli), "i frattaruoli" (tocchetti di polenta con salsiccia) e "ru sciarone" (mezzelune di pasta ripiene di uova e formaggi)[62].

Per quanto riguarda i prodotti della natura, molto tipici della zona sono:

  • il tartufo molisano, in particolare quello bianco, di cui è ricca l'intera provincia, si stima infatti che contribuisca alla produzione nazionale con una quota di mercato del 40%.
  • la cipolla di Isernia[63] detta anche di San Pietro: tonda, schiacciata e di dimensione notevole (ogni cipolla pesa circa dai 100 ai 300g). Famosa anche la varietà Majorina, più piccola e precoce. È molto importante nella tradizione isernina sia in campo medico, perché veniva usata per la cura delle cisti e duroni ai piedi, sia dal punto di vista della preparazione di piatti tipici come la frittata di cipolle (cipollata).

A Isernia è presente un proverbio sulla cipolla

« La mogl ch vò ben a ru marit la sera r fa truà la cpullata »
(La moglie che vuole bene al marito la sera gli fa trovare la cipollata)

Vini[modifica | modifica wikitesto]

In zona si producono anche molti vini, per lo più produzioni casalinghe, tra i quali:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festa dei santi Cosma e Damiano[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 settembre di ogni anno si celebra ad Isernia la festa dei santi Cosma e Damiano, che è molto sentita nella città. Oltre al giorno deciso dalla chiesa, il 26 di settembre infatti, ad Isernia le celebrazioni continuano anche il giorno 27, noto come “festa dei santi per gli isernini”[64][65]. Oltre alle classiche celebrazioni religiosi, è presente anche una grande fiera, che si svolge nel centro storico della città, oltre che spettacoli vari (musicali come piccole orchestre o artisti nazionali) si svolgono nella città ad opera del comitato che organizza la festa. La festa, in passato, era una celebrazione pagana del Dio Priapo, trasformata con il passare del tempo nella celebrazione dei due santi medici.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese_di_Isernia#Eremo dei Santi Cosma e Damiano.
San Pietro e le cipolle
Fiera delle Cipolle sull'area oggi occupata dalla villa comunale

L'associazione tra San Pietro e la cipolla deriva da un'antica leggenda isernina in cui, per salvare sua madre dall'inferno, San Pietro fece scendere una resta di cipolle a cui la donna poteva aggrapparsi. Alla resta, però, si aggrapparono anche altre anime. La madre del santo, allora, per non far aggrappare gli altri dannati, cominciò a dimenarsi. Così facendo, però, fece rompere la resta e ricadde tra le fiamme.

Fiera delle Cipolle[modifica | modifica wikitesto]

La fiera[66], legata ai festeggiamenti dei Santi Pietro e Paolo, è la più importante della città di Isernia e si svolge il 28 e 29 giugno. Di antica origine (la prima testimonianza risale al XV secolo) è nata inizialmente per favorire il commercio della cipolla di Isernia dei produttori locali; è oggi diventata una fiera molto variegata e frequentata ma sono comunque presenti i tipici banchetti con la cipolla di Isernia. Un tempo si svolgeva dove si trova attualmente il parco della rimembranza, denominato il largo delle cipolle; dopo l'espansione a nord della città, la fiera si è svolta per alcuni decenni su corso Risorgimento, per poi spostarsi negli ultimi anni sul corso principale della città, corso Garibaldi[66]. La fiera, con il passare del tempo, ha perso la sua funzione originaria, cioè quella di favorire il commercio della cipolla. Allo stato attuale, la maggior parte delle bancarelle adibite alla vendita di questo prodotto è stata rimpiazzata da allestimenti di tipo generico, presenti in qualsiasi altra fiera o mercato italiano[66].

Festa di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Ad Isernia è molto sentito il culto di Sant'Antonio[67][68]. Nella città, infatti, è presente una cappella nella Chiesa di San Francesco, e una confraternita dedicata al santo. La processione, che si svolge la sera negli ultimi anni, è una delle cose più caratteristiche della città, in quanto prevede la partecipazione di cavalli bardati con vistosi drappi, nastri colorati e immagini del santo, che seguono il corteo per tutta la città. Il numero di questi cavalli, per tradizione, deve essere 13, come il numero del santo[67]. Questi cavalli, una volta di proprietà dei contadini, sono attualmente quelli della comunità Rom molto presente nella città. Oltre al corteo, durante i giorni di festa, nella città sono presenti molti altarini con immagini raffiguranti il santo, e molti bambini vengono vestiti come Sant'Antonio per invocare la protezione del santo su di essi. Di questa festa si occupano il comitato festa e la confraternita di Sant'Antonio fondata nell'anno 1781 con Regio Decreto. Nel giorno della festa (13 giugno) in chiesa viene distribuito il pane benedetto a tutti i fedeli che vi si recano.

Fiera nazionale del tartufo bianco molisano[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 dicembre 2011 è stata inaugurata la prima fiera nazionale del tartufo bianco molisano a cui hanno partecipato numerosi produttori di tartufi e prodotti tipici dell'intera regione. La fiera ha avuto una durata di una settimana accostando alla vendita del tartufo anche numerosi eventi e manifestazioni culturali[69].

Festa de L'unità[modifica | modifica wikitesto]

Altro evento della città è la Festa de l'Unità, dal nome del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, già organo ufficiale del PCI e poi giornale di "area", che si svolge solitamente nei primi giorni di settembre, dura all'incirca 5 giorni e presenta serate all'insegna di musica e spettacoli vari. Anni fa veniva organizzata nel centro storico, quindi all'interno della villa comunale, ed era incentrata su giochi popolari. Successivamente venne spostata in piazza Ignazio Silone (adiacente alla scuola elementare) mentre negli ultimi anni si è svolta nel terminal situato in contrada Tremolicci[70] con l'organizzazione di concerti di artisti anche molto famosi come i Negramaro, Caparezza, Luca Barbarossa ecc. Essendo sostanzialmente una festa di partito, peraltro organizzata a livello nazionale, con la nascita del PD, sorto dalla fusione di Ds e Margherita, la festa ha cambiato nome e negli ultimi anni non è stata più organizzata ad Isernia.

La canzone italiana d'autore[modifica | modifica wikitesto]

La canzone italiana d'autore[71] è un concorso musicale ideata dall'assessorato alla cultura del Comune di Isernia che si svolge nella città (in piazza Andrea d'Isernia, prima si svolgeva in piazza Celestino V) e propone il rilancio della musica italiana. È un concorso per artisti emergenti non professionisti, ognuno dei quali si esibisce con un brano edito ed uno inedito. Ospiti del concorso sono stati artisti di fama nazionale come Alex Britti. Eugenio Finardi, Angelo Branduardi e Bobby Solo. È un concorso recente che ha visto come direttore artistico Red Ronnie, ruolo che è attualmente rivestito da Dario Salvatori. L'evento musicale rientra nella serie di iniziative appartenenti a Molise Live[72].

Cronologia Vincitori

La sigla di apertura del concorso canoro è stata realizzata dal compositore isernino Giacomo Bucci, il titolo del brano è "Il Grande Momento"

Settembre isernino[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente a settembre il centro storico di Isernia è sede di tante manifestazioni artistico/culturali tra cui proiezioni di pellicole cinematografiche all'aperto ed organizzazione di spettacoli tipo "la corrida".

Altre feste[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 18 e 19 maggio si svolgono i festeggiamenti legati al patrono della città, San Pietro Celestino;
  • L'ultima domenica di maggio nella frazione di Salietto si celebrano i festeggiamenti della Madonna della Medaglia Miracolosa;
  • Il 6 giugno si svolgono i festeggiamenti legati a Santa Barbara invocata dalla popolazione contro il pericolo dei terremoti, essendo la città ad alto rischio sismico; la Santa può essere definita un patrono antisismico della città si dal 1456[73];
  • Il 13 giugno si svolge la processione di sant'Antonio da Padova;
  • Dal 23 al 29 giugno c'è la Fiera delle Cipolle;
  • Il 6 agosto nella frazione Castelromano si celebra San Salvatore;
  • Il 7 agosto si svolgono i festeggiamenti nella frazione di Salietto legati a San Donato;
  • 27, 28 e 29 settembre c'è la celebrazione dei Santi Cosma e Damiano;

Persone legate a Isernia[modifica | modifica wikitesto]

Statua di San Pietro Celestino a Isernia replica della statua della scuola del Bernini sopra il colonnato di San Pietro a Roma

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'urbanistica di Isernia è notevolmente cambiata dopo la sua istituzione a Provincia[27]. Al centro storico (a sud), caratterizzato da un unico corso principale (Corso Marcelli) e da numerosi strettissimi vicoli, si è aggiunta (a nord) la parte nuova della città. Quest'ultima si espande attorno a 4 assi stradali principali (Corso Garibaldi, Corso Risorgimento, via XXIV maggio e via Giovanni XXXIII) disposti a V, il cui vertice coincide con la Villa Comunale. Fuori dal centro cittadino è nato il quartiere di San Lazzaro, mentre recentemente è in forte espansione la località a nord della Città. Lo sviluppo urbano della città non presenta mai un'eccessiva densità; inesistente o quasi il problema del traffico, facilmente risolto con la costruzione di poche rotonde, realizzate soprattutto dopo le pressioni dell'opinione pubblica.

Centro Storico - Corso Marcelli

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Parte interessante della città di Isernia è senz'altro il centro storico della città, che ha mantenuto in parte il suo antico aspetto ed ancor oggi è contraddistinta dagli stretti vicoli. Situato nella parte sud ovest della città, è stretto al lato da due pendii; è circondato da due antiche mura e da due strade, via Roma e via Occidentale, che ne permettono un facile accesso. Il completo restauro dopo il terremoto del 1984[74] ha consentito al centro storico di tornare cuore pulsante della città, anche grazie all'apertura delle sedi universitarie e di numerose botteghe locali. Il giovedì e il sabato mattina è sede di un caratteristico mercato, luogo di ritrovo per i più e i meno giovani. Presenta un corso principale, corso Marcelli, che unisce le due piazze principali, piazza San Pietro Celestino V e piazza Andrea D'Isernia (dove è presente la cattedrale).

Piazza Celestino V (da notare la pavimentazione che ricorda le antiche abitazioni prima del bombardamento)

Piazza Celestino V[modifica | modifica wikitesto]

La piazza san Pietro Celestino V è una delle piazze più importanti della città. Situata nel centro storico, accoglie la Fontana Fraterna. Essa è nata dopo il bombardamento del 10 settembre del 1943, che distrusse la maggior parte delle abitazioni che vi erano presenti facendo spazio alla nuova piazza; al giorno d'oggi, attraverso la differente pavimentazione, è possibile riconoscere dove erano allocate le vecchie abitazioni e la strada principale. Su questa piazza è presente anche la chiesa della Concezione (a volte la piazza è chiamata "la Concezione") e una statua del patrono d'Isernia San Pietro Celestino.

Piazza X Settembre[modifica | modifica wikitesto]

La piazza, intitolata al bombardamento del 10 settembre 1943, accoglie la statua bronzea che ricorda le migliaia di vittime che la città pagò quel tragico giorno. La piazza stessa è stata figlia di quel bombardamento spaventoso e sono ancora visibili alcuni ruderi delle abitazioni preesistenti.

Quartiere San Lazzaro[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere San Lazzaro si è sviluppato nella parte nord della città, lungo la Strada Statale 17 su una piccola collina collegata al resto della città attraverso il viadotto "San Leonardo" sopra il fiume Sordo.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sono frazioni di Isernia: Colle Croce, Colle Martino, Conocchia, la castagna, Salietto, Castelluccio, Castelromano...

Castelromano[modifica | modifica wikitesto]

La frazione più grande e popolosa (500 abitanti ca.) è Castelromano che sorge in un pianoro ai piedi del monte La Romana (882 m) ad un'altitudine di 680 m s.l.m., distante circa 5 km ad ovest della città.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castelromano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Marchio DR

Isernia e la sua provincia è una delle aree del Mezzogiorno che ha visto diminuire il peso dell'imprenditoria privata, essendo per lo più una città basata su redditività statale e parastatale. Il comune pentro è infatti incentrato sull'agricoltura con piccole presenze artigianali quali, conciarie, dolciarie, meccaniche, automobilistiche, delle materie plastiche e dei laterizi difatti ha il nucleo produttivo più piccolo d'Italia, contando poco meno di 7600 imprese in tutta la provincia[75].

Settore Primario[modifica | modifica wikitesto]

L'industria agraria è poco sviluppata, per lo più è di tipo privato o in aziende di medie dimensioni, con scarse forma di allevamento e pastorizia. Molto praticato, invece, è l'artigianato delle ceramiche e dei merletti a tombolo. Degno di nota è anche il settore della falegnameria che si distingue per le manifatture originali e di indiscussa qualità. Ci sono inoltre varie piccole botteghe nel centro storico della città (ad esempio pelletterie ecc.).

Settore Secondario[modifica | modifica wikitesto]

Vi è una minuta presenza di medie imprese fuori dal territorio comunale del tipo tessile e del tipo automobilistico ormai rimaneggiata. L'industria tessile ha un grandissimo impatto sulla città a causa della vicinanza della ITTIERRE[76] Spa (gruppo IT Holding), industria che produce svariati capi di abbigliamento per grandi marchi del vestiario, marchi propri come Extè e che offre lavoro a una grande quantità di persone e che alla fine del 2009 è entrata in una fase critica, da cui poi è uscità con l'arrivo di una nuova proprietà.

Negli ultimi anni si sta tentando di sviluppare vari settori tra cui quello energie rinnovabili e stanno nascendo molte aziende anche di rilievo nazionale azienda iscritta nel registro delle eccellenze italiane PMI.

Settore Terziario[modifica | modifica wikitesto]

Le attività terziarie si basano soprattutto sulla pubblica amministrazione. Oltre al Comune, dopo l'istituzione della Provincia[27], Isernia è diventata sede di numerosi servizi pubblici, che hanno dato nuovo slancio alla crescita economica e sociale della città.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Infine Isernia è uno dei centri turistici principali della sua provincia, che presenta bellezze naturalistiche con laghi, fiumi, monti, pianori e innumerevoli borghi. Si possono raggiungere facilmente le più importanti stazione sciistiche dell'Appennino: Campitello Matese, Capracotta, Roccaraso, l'Oasi WWF di Monte Mutria, l'Oasi LIPU di Casacalenda, l'oasi WWF Le Mortine di Venafro, il massiccio del Matese, la Riserva naturale Collemeluccio, la Riserva naturale Montedimezzo e il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Per quanto riguarda il turismo storico, invece, la città stessa presenta diversi siti archeologici, tra cui Isernia La Pineta.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Isernia è attraversato principalmente dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica che la collega a nord con Sulmona, L'Aquila fino ad arrivare a Antrodoco, e verso est fino a raggiungere Campobasso e Foggia. Negli ultimi anni è stata inaugurata la variante della ss17, che arriva fino a Forlì del Sannio, e che rappresenta il primo pezzo della nuova strada che collegherà Isernia con Castel di Sangro[77]. IL 28 dicembre 2011 è stato inaugurato il lotto finale di questa strada, cioè quello che collega Forlì del Sannio a Castel di Sangro[78]

Molto importanti sono anche la Strada statale 650 di Fondovalle Trigno, che collega Isernia con San Salvo Marina, la Strada statale 85 Venafrana che collega la città con Vairano Patenora e infine la Strada statale 627 della Vandra che la collega con Sora.

Inoltre è in fase di progettazione l'autostrada Autostrada A14-A1 Termoli-San Vittore che passerà anche nel comune di Isernia.

Isernia dista esattamente 80 km (sulla rete stradale) da entrambe le coste, sia quella adriatica di San Salvo Marina sia quella tirrenica di Scauri[79].

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Isernia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Isernia.

Dal 1894 Isernia è collegata con Vairano, e quindi con Napoli, attraverso la linea ferroviaria Vairano-Isernia, questa linea è stata collegata nel 1900 con la linea Isernia-Campobasso per permettere i collegamenti tra le due città. I collegamenti con Roma sono garantiti dal 2000 attraverso la diramazione Rocca d'Evandro - Venafro che permette collegamenti diretti con la capitale. Infine dal 1897 fino al 2010 (data di chiusura fino a data da destinarsi) era attiva la linea Sulmona-Isernia oggi sostituita con una linea di autobus.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico locale nell'ambito del territorio comunale è gestito dalla società AUTOSERVIZIO URBANO Aesernia s.r.l.[80]; il servizio consta di 8 linee di autobus[80] che collegano tra loro il centro storico, il centro urbano, l'ospedale Veneziale e il quartiere San Lazzaro oltre che le varie frazioni nel territorio e il cimitero. È presente inoltre un servizio navette che collegano il centro città e la stazione ferroviaria con la nuova sede dell'università[81].

I collegamenti regionali, con il capoluogo e con gli altri centri della provincia sono gestiti dalle società Molise Trasporti e ATM[80].

Infine è presente una piccola rete di taxi[80].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Isernia.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1998 1999 Giovanna Fraraccio Commissario Prefettizio
1999 2001 Giuseppe Caterina centrosinistra Sindaco
2001 2002 Gerardo Cafaro centrosinistra Sindaco
2002 2012 Gabriele Melogli centrodestra Sindaco
maggio 2012 giugno 2012 Ugo De Vivo centrosinistra Sindaco In queste elezioni si è verificata l'Anatra zoppa con la maggioranza dei consiglieri comunali di centrodestra
giugno 2012 novembre 2012 Annunziato Vardè Commissario prefettizio Commissariamento a causa della dimissione in massa dei consiglieri di maggioranza di centrodestra
novembre 2012 dicembre 2012 Ugo De Vivo centrosinistra Sindaco Dopo la sentenza del TAR del Molise che annulla il commissariamento[82]
dicembre 2012 maggio 2013 Vincenza Filippi Commissario prefettizio Dopo l'annullamento della sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato[83]
maggio 2013 in carica Luigi Brasiello centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Isernia è gemellata con:

« Douz, nel cuore dell'oasi fra le dune del grande sud tunisino, già deserto del Sahara, Isernia, fra le colline alberate del centro meridione d'Italia. Due mondi separati dallo stesso mare, vicini, lontani. Diversi per vicende storiche, filosofie di vita, religioni, abitudini ancestrali, ma fatti di uomini che continuano al tempo stesso a cercarsi per scoprirsi e conoscersi, divenire amici e, se possibile, amarsi invece di combattersi. [...] »
(Maria Franca Martino convegno sul tema «Isernia-Douz, incontro tra due civiltà»[84])

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b http://demo.istat.it/bilmens2014gen/index.html
  2. ^ a b c Strabone, Geografia, V, 3,10.
  3. ^ a b c Isernia su Iserniaturismo.it. URL consultato il 16 luglio 2011.
  4. ^ Mauro Gioielli, I sacri fiumi di Isernia in Isernia fra passato e presente, Campobasso, Palladino Editore, 2006.
  5. ^ Fiumi di Isernia - sito pro loco. URL consultato il 16 luglio 2011.
  6. ^ Altimetria di Isernia. URL consultato il 15 luglio 2011.
  7. ^ Rischio Sismico Rischio sismico. URL consultato il 13 giugno 2010.
  8. ^ a b c Servizio Geologico d'Italia - Carta Geologica d'Italia, foglio n° 161 (Isernia). URL consultato il 15 luglio 2011.
  9. ^ Tabella climatica.
  10. ^ zerodelta dio aiser. URL consultato il 14-05-2010.
  11. ^ Dizionario illustrato della civiltà etrusca, p. 127.
  12. ^ Tavola di Campochiaro. URL consultato il 07-04-2010.
  13. ^ a b Sulle tracce dell'uomo di Isernia.
  14. ^ Tito Livio, x. 31..
  15. ^ Velleio Patercolo, Livy Epit., volumi xvi. xxvii., p. 10.
  16. ^ Rutter, Historia Nummorum Italy, p. 58.
  17. ^ Head, Historia Numorum: Social War.
  18. ^ Raffaele Garrucci, La storia di Isernia, raccolta dagli antichi monumenti, pp. 28-29-30.
  19. ^ Domenico Romanelli, Antica topografia istorica del regno di Napoli, Napoli, 1818, p. 468.
  20. ^ a b Longobardi a Isernia.
  21. ^ Raffaele de Cesare: La fine di un regno, Milano 1969, pag. 963
  22. ^ Francesco Colitto: Imperatori, Re e Regine nel Molise: Vittorio Emanuele II. S. Giorgio Editrice, Campobasso 1978
  23. ^ Mark Lemon, Henry Mayhew, Tom Taylor, Shirley Brooks, Sir Francis Cowley Burnand, Sir Owen Seaman, Punch, volume XXXIX, 1860.
  24. ^ Pino Aprile-Terroni, p.66
  25. ^ Vedi Isernia — La reazione avvenuta nei distretto d'Isernia dal 30 settembre al 20 ottobre 1860, Napoli, t. Nazionale 1861. p. 48 in 4°. riportata a pag. 80 in Giuseppe Bertocci Repertorio bibliografico delle opere stampate in Italia nel secolo XIX. Storia, Vol 1, 1876, Tipografia di Mario Armanni, Roma.
  26. ^ Piano di ricostruzione dell'abitato di Isernia post Guerra. URL consultato il 28-03-2010.
  27. ^ a b c d Istituzione della Provincia di Isernia
  28. ^ Stemma di Isernia. URL consultato il 29-03-2010.
  29. ^ Stemma su comune.isernia.it. URL consultato il 29-03-2010.
  30. ^ Sito del Quirinale Documento assegnazione onorificenza. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  31. ^ Fontana Fraterna su Iserniaturismo.it. URL consultato il 10 giugno 2010.
  32. ^ Fontana Fraterna su touringclub.com. URL consultato il 10-06-2010.
  33. ^ La Fontana dei Misteri. URL consultato il 10 giugno 2010.
  34. ^ Ponte Cardarelli su wikimapia. URL consultato il 20-03-2010.
  35. ^ L'incontro. URL consultato il 15 giugno 2010.
  36. ^ Disastro Ferroviario a Roccasecca. URL consultato il 15-06-2010.
  37. ^ The Lower Palaeolithic Palaeosurfaces at Isernia-La Pineta. URL consultato il 5 febbraio 2013.
  38. ^ "Sulle tracce dell'uomo di Isernia.
  39. ^ storia del giro d'italia. URL consultato il 10-04-2010.
  40. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  41. ^ Cittadini Stranieri 2011 - Isernia su Tuttitalia.it. URL consultato il 1º giugno 2012.
  42. ^ Giambattista Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, volume 3.
  43. ^ patrono di isernia. URL consultato il 12-06-2010.
  44. ^ Isernia turismo - Il Tombolo di Isernia. URL consultato il 7 giugno 2010.
  45. ^ Molisando - Il Merletto a Tombolo. URL consultato il 1º giugno 2010.
  46. ^ Mauro Gioielli, Congregomachia in Isernia fra passato e presente, Campobasso, Palladino Editore, 2006.
  47. ^ Le Confraternite di Isernia. URL consultato il 31 luglio 2011.
  48. ^ Venerdì Santo. URL consultato il 28 aprile 2010.
  49. ^ Comunità Centro Pentria. URL consultato il 10-06-2010.
  50. ^ Malaria 2010. URL consultato il 31 luglio 2011.
  51. ^ Comuni Rinnovabili 2011. URL consultato il 10-05-2011.
  52. ^ Biblioteca Michele Romano. URL consultato il 16 giugno 2010.
  53. ^ Biblioteca Provinciale. URL consultato il 10 giugno 2010.
  54. ^ Sistema bibliotecario provinciale. URL consultato il 10 giugno 2010.
  55. ^ Biblioteca provinciale di Isernia. URL consultato il 10-06-2010.
  56. ^ Biblioteca comunale. URL consultato il 10 giugno 2010.
  57. ^ Biblioteca dell'Archivio di Stato. URL consultato il 10 giugno 2010.
  58. ^ Biblioteca dell'Ente provinciale per il turismo Pentro. URL consultato il 10 giugno 2010.
  59. ^ Biblioteca di Ateneo di Isernia. URL consultato il 10 giugno 2010.
  60. ^ Offerta diddattica Unimol. URL consultato il 15-06-2010.
  61. ^ La Sapienza - Sede di Isernia.
  62. ^ a b La cucina di Isernia.
  63. ^ Cipolla di Isernia. URL consultato il 7-05-2010.
  64. ^ Festa dei Santi Cosma e Damiano - forche caudine. URL consultato il 13 agosto 2011.
  65. ^ Festa dei Santi Cosma e Damiano - pro loco isernia. URL consultato il 13 agosto 2011.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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