Ragusa

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Ragusa
Panorama di Ragusa
Ragusa - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Sicilia-Stemma.png Sicilia
Provincia: stemma Ragusa
Coordinate: 36°55′30″N 14°43′50″E / 36.925, 14.73056Coordinate: 36°55′30″N 14°43′50″E / 36.925, 14.73056
Altitudine: Minima 0 Massima 863 m s.l.m.
Superficie: 442,6 km²
Abitanti:
72.836 03/2009 
Densità: 164,5 ab./km²
Frazioni: Marina di Ragusa, San Giacomo Bellocozzo 
Comuni contigui: Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Modica, Monterosso Almo, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria, Rosolini (SR)
CAP: 97100
Pref. telefonico: 0932
Codice ISTAT: 088009
Codice catasto: H163 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Class. climatica: zona C, 1324 GG
Nome abitanti: ragusani 
Santo patrono: San Giorgio e San Giovanni Battista 
Giorno festivo: 29 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« Ragùs forte rocca, città ricchissima che vanta antiche origini, nei cui mercati è un continuo andirivieni di genti da tutte le nazioni »

Ragusa (Raùsa in siciliano) è una città italiana di 72.836 abitanti,[1] capoluogo dell'omonima provincia in Sicilia. È il settimo comune dell'isola per numero di abitanti ed è situato sui monti iblei.

La città è la più agiata del mezzogiorno d'Italia, [2] è chiamata la "Città dei ponti" per la presenza di tre strutture molto pittoresche, ma è stata definita anche da letterati, artisti ed economisti come "l'isola nell'isola" o "l'altra Sicilia", [3] grazie alla storia e ad un contesto socio-economico molto diverso dal resto dell'isola; nel 1693 un devastante terremoto causò la distruzione quasi totale dell'intera città, mietendo più di cinquemila vittime. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo la divise in due grandi quartieri; da una parte Ragusa superiore, situata sull'altopiano e dall'altra Ragusa Ibla; sorta dalle rovine dell'antica città e ricostruita secondo l'antico impianto medioevale.

I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, Ragusa è uno luoghi più importanti in assoluto per la presenza di preziose testimonianze di arte barocca. [4]

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Monti Iblei.

[modifica] Territorio

Il territorio di Ragusa nella provincia

La città si estende sulla parte meridionale dei monti Iblei, è il capoluogo di provincia più a sud d'Italia ed il più alto dopo Potenza, Campobasso, L'Aquila e dopo Enna Caltanissetta in regione. Dista mediamente dal mare 20 km ed è la città italiana più popolata fra quelle poste (altitudine della casa comunale) ad un'altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare. L'estensione del territorio comunale è degna di nota ponendosi tra le più grandi per km², inoltre è la città italiana più popolata al di sotto dei 37° di latitudine e la terza d'Europa dopo Candia e Ceuta.

La cima più elevata è rappresentata dal monte Arcibessi (906 metri s.l.m.), per questo è fra i comuni lambiti dal mare che presentano il più elevato dislivello. Il quartiere più antico della città, cioè Ragusa Ibla, sorge su una collina. Ad est la città è circondata dal colle San Cono, in mezzo vi scorre il fiume Irminio, il più importante della Sicilia sud-orientale. A nord la città è circondata dal monte Patro, nella valle in mezzo vi scorre il fiume San Leonardo. A sud si trova il monte Bollarito che è diviso da Ragusa tramite il torrente Fiumicello. Infine a ovest sorge Ragusa superiore sui colli Patro e Cucinello, la parte più recente della città invece sui colli Corrado, Pendente e Selvaggio, i primi due staccati dalle colline circostanti da due profonde gole, le tipiche "cave" del tavolato ibleo, la cava San Leonardo e la Cava Santa Domenica.

Monti Iblei, Cava Volpe

La città si sviluppa verso ovest fino a raggiungere l'altopiano (680 s.l.m.). In passato l'intero territorio di Ragusa era ricoperto da una fitta vegetazione mediterranea composta principalmente da querce e allori. I disboscamenti perpetrati nei secoli, a partire da quelli massicci effettuati dai romani, al fine di destinare la terra alla coltura dei cereali e alla pastorizia, hanno contribuito in larga parte alla diminuzione delle risorse idriche, che comunque nell'intera provincia sono superiori rispetto a quelle di altre province siciliane. Il fiume Irminio, un tempo navigabile, come si evince da antichi documenti arabi, è sbarrato da una diga, ciò ha dato luogo a un lago artificiale: il lago Santa Rosalia, che si trova a metà tra il territorio di Ragusa e quello di Giarratana. Nel territorio ibleo la flora annovera oltre 1500 taxa, per la maggior parte appartenenti all'elemento circum-mediterraneo.

Il territorio extracomunale, nella quasi totalità, insiste sugli ultimi lembi dei Monti Iblei che dolcemente, scivolano verso il mare, un altopiano caratterizzato da enormi distese coltivate, di un interrotto reticolo di muri a secco punteggiato da carrubi e olivi. I rilievi una volta degradati fino al livello del mare, lasciano il posto alla costa per lo più costituita da enormi distese di sabbia.

Paesaggio ibleo e il lago S. Rosalia

Negli ultimi due milioni di anni, terminata la regressione marina che nel miocene aveva lasciato emergere gli Iblei e tutto il fondale che va fino alle isole dell'arcipelago maltese, il movimento contrario, nel pliocene immerse le terre più basse e le vicende orogenetiche provocate dall'attività vulcanica sottomarina composero il tavolato ragusano. Il territorio è prevalentemente collinare, formato da grandi altipiani e vallate e lo scorrere dei fiumi ha eroso l'altopiano formando numerosi canyon profondi. Il plateau ibleo costituisce uno dei promontori della placca africana ed è costituito da una crosta di tipo continentale in massima parte da sedimenti carbonatici e carbonatico-marnosi di età cretaceo-quaternario in cui si intercalano vulcaniti basiche, inoltre è diffuso il carsismo. Nelle zone costiere, nei pressi del mare, si trova la pietra arenaria. Alcune aree dei Monti Iblei presentano anche rocce di origine vulcanica come nei pressi del Monte Lauro, facente parte di un complesso vulcanico sottomarino. Dalla pietra calcarea che abbonda nell'intero territorio, nascono i muri a secco, che delimitano le chiuse e che caratterizzano il paesaggio.

  • Per quanto riguarda il rischio sismico Ragusa è classificata nella zona 2 (sismicità medio-alta) dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Ragusa.

Ragusa gode di un clima mediterraneo di tipo collinare: la sua altitudine infatti determina temperature medie più fredde rispetto a quelle della costa siciliana. Sono rari gli eventi nevosi nelle zone più basse della città come Ibla, che invece si verificano con una maggiore frequenza nelle zone più alte, situate sull'altopiano, le quali presentano un clima mediterraneo montano. L'inverno è molto piovoso: la piovosità è abbondante da ottobre a tutto marzo. Insieme a Messina, Ragusa è uno dei più piovosi capoluoghi di provincia, avendo una media annua di circa 700 mm annui. Maggiore è invece la quantità di pioggia che cade sulle zone elevate dei monti Iblei, dove si possono superare 1000 mm annui. Le precipitazioni maggiori si hanno, oltre che durante intense fasi temporalesche tipiche dell'autunno, nel corso delle levantate invernali più persistenti, che riescono ad apportare facilmente quantitativi anche intorno ai 200 mm in un giorno su tutti gli Iblei, con l'eccezione del bassopiano vittoriese che risulta sfavorito se soffiano venti orientali. Esiste un'oscillazione decennale compresa tra i 650 mm e 1481 mm complessivi.[5]

Dal punto di vista legislativo, il comune di Ragusa ricade nella Fascia Climatica C e D, tuttavia la frazione di Marina di Ragusa è classificata nella fascia climatica A [6]


Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9,1 7,7 13,4 15,0 22,6 25,4 29,6 27,3 24,7 20,0 15,6 11,2 9,3 17 27,4 20,1 18,5
T. mediaC) 6,2 4,8 9,6 11,2 17,7 21,1 24,6 22,6 20,6 16,9 12,4 8,2 6,4 12,8 22,8 16,6 14,7
T. min. mediaC) 3,4 2,0 5,7 7,5 12,9 16,8 19,7 17,8 16,6 13,8 9,2 5,3 3,6 8,7 18,1 13,2 10,9
Precipitazioni (mm) 96,6 71,1 53,8 48,3 21,2 9,7 10,2 20,1 46,5 77,1 78,2 113,2 280,9 123,3 40 201,8 646

Temperature estreme del 2008:

Minima: -1.8 °C

Massima: 33.9 °C

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia di Ragusa, Contea di Ragusa, Contea di Modica e Kamarina.
Le origini del nome

L'antico nome della città deriva probabilmente dalla misteriosa Dea Hybla venerata dagli antichi siculi, in seguito i greci la chiamarono Hybla Heraea associandola alla divinità Hera protettrice dei campi. L'origine del nome Ragusa invece risale all'epoca bizantina, (Ρογος) Rogos ovvero granaio, dovuto alla ricchezza agricola della zona. Durante il dominio arabo, il nome divenne Ragus o Rakkusa che in arabo significa "luogo famoso per un sorprendente avvenimento" probabilmente una battaglia. Infine in epoca normanna e aragonese venne latinizzato in Ragusia, per poi diventare alla fine del XVIII secolo Ragusa. Tuttavia alcuni studiosi[7] sostengono la trasformazione del greco Heraea in Heresium per poi passare a Reusium, Reusia, Rakkusa sotto gli arabi, Ragusia e al definitivo Ragusa.

[modifica] Storia antica

Le origini di Ragusa risalgono al neolitico esattamente alla cultura di Castelluccio, i primi insediamenti sono datati al XX secolo a.C., la città ha da sempre ricoperto un ruolo fondamentale nella storia dell'isola. La leggenda vuole che il re siculo Hyblon abbia fondato un primo nucleo abitativo, scacciando gli antichi sicani meno evoluti rispetto ai siculi.[8] Durante il periodo ellenico assunse il nome di Hybla Heraia in onore alla dea Era protettrice dei campi; la città fu più volte assediata dai greci ma inutilmente, nel 491 a.C. Ippocrate di Gela morì in battaglia contro gli Iblei durante l'ennesimo assedio di Hybla Heraia. Nel 450 a. C., Falaride, tiranno d'Agrigento minacciò più volte col suo esercito all'indipendenza e alla libertà del popolo di Ibla. Ma il tiranno venne respinto tenacemente e facilmente, anche grazi all'aiuto di Kamarina e di Siculi che intervennero con i loro eserciti a combattere gli agrigentini. Grazie a queste vittorie, la città fu nota in tutto il mondo antico abitato, cosicché le fu attribuito l'appellativo di "Audax", Hibla "l'Audace" dunque la polis conservò la propria indipendenza fino alla metà del III secolo a.C.[9] La città gemella Kamarina, popolata da siculi iblei e da greci, non ebbe la stessa sorte, durante il corso dei secoli, a causa dei continui saccheggi, fu completamente spopolata e gli abitanti si rifugiarono nella città patria d'Hybla. In seguito sotto i Romani, Ragusa divenne una città decumana insieme a Modica, obbligate cioè a pagare la decima parte dei raccolti, ciò fa pensare ad un trattamento di favore, probabilmente dovuto al fatto che le città si arresero senza combattere.

[modifica] Storia medioevale

Ragusa in epoca medievale

I bizantini costruirono un ampio muro di cinta a Ibla intorno al 700 d.C., inoltre Basilio e Nicola furono nominati patroni della città. Già agli inizi del IX secolo gli arabi avevano conquistato la maggiorparte dell'isola, nel [844 d.C.] l'alleata Modica viene conquistata. Gli arabi provarono più volte ad espugnare la città ma la conquistarono solo nel 848 dopo varie ed estenuanti guerre contro le popolazioni iblee[10]; nel 866 d.C. la popolazione iblea espulse gli arabi da tutto il territorio a causa di una violenta ribellione, solo nel 878 venne nuovamente riconquistata. Tuttavia durante gli arabi si formarono decine e decine di casali, coltivazione di cotone, coltivazioni irrigue, terrazzamenti. In poco meno di 200 anni gli arabi diedero un impulso grandioso all'agricoltura.[11] <Nel 1090 un'imponente rivolta popolare supportata da spie normanne, scacciò definitivamente gli arabi da tutto il ragusano innescando una tremenda caccia all'invasore. Dal periodo normanno, tranne per qualche breve interruzione, la città fu per più di cinquecento anni amministrata autonomamente da vari conti, anche all'interno di altre dominazioni come quelle angioine e aragonesi, grazie agli antichi privilegi che nel 1091 il Gran Conte Ruggero concesse al proprio figlio Goffredo primo conte di Ragusa, che poté amministrarla con un'ampia autonomia. Durante il periodo svevo la città fu incorporata nel demanio, tuttavia alcuni privilegi furono ristabiliti grazie al re Federico II. Gli angioini, invece, amministrarono la Sicilia e Ragusa in modo pessimo e furono cacciati grazie ai famosi vespri Siciliani, in particolare Giovanni Prefoglio capeggiò la rivolta ragusana che sterminò il presidio francese. In seguito a ciò, sotto gli aragonesi, Ragusa riacquistò l'antica autonomia normanna e fu concessa in Signoria a Donna Marchisia Prefoglio, moglie del citato Giovanni. La contea di Ragusa si fuse con la contea di Modica nel 1296 grazie a Manfredi I Chiaramonte, che prese in sposa Isabella Mosca, figlia del Conte di Modica. Nel 1366, con Manfredi III Chiaramonte, la contea raggiunse il massimo splendore con l'acquisizione delle terre di Terranova e di tutto l'arcipelago maltese. La Contea di Modica godeva di un'amministrazione autonoma del tutto separata dal governo di Palermo, nessun re aveva diritto a governarla, ma solo il conte. Divenne dunque fra gli stati feudali italiani più importanti. Ma fu soprattutto sotto il potente conte Bernardo Cabrera che l'infeudazione ebbe il massimo prestigio.

[modifica] Storia moderna

Ragusa descritta dall'abate Paolo Balsamo agli inizi dell'800
Duomo di San Giorgio

Paolo Balsamo esperto viaggiatore nel 1808 visitò la contea.

« Ci dipartimmo da Ragusa gratissimi per le cortesie usateci [..]; ed affezionatissimi ad una città, che chiamammo per ischerzo la nostra Capua, perciocché ci distolse dal nostro semplicissimo modo di vivere e viaggiare e c'intrattenne con piacevolezze e passatempi, che provenire non possono se non da una raffinata civiltà e da una bastevole affluenza di pubbliche e private fortune. Io che ho veduto a sufficienza di Europa e posso luoghi con luoghi comparare, ingenuamente confesso, che le provincie di Sicilia, mancano di quella ridente prosperità; vorrei tuttavia, che quei maldicenti nazionali e forestieri, conoscessero e contemplassero bene Ragusa, affinché si divezzassero da certi concetti, ed opinioni sullo stato dell'interno del Regno, che hanno adottate per difetto di opportune notizie, e per una immaturità, e precipitanza di giudizi. »
(Paolo Balsamo, Giornale di viaggio fatto in Sicilia e particolarmente nella contea di Modica)
« Urbs dives, città opulentissima, ricca di cospicue famiglie, e che forma la miglior parte della contea »
(Vito Amico, Lexicon Siculum, 1757)

L'11 gennaio 1693 un terremoto devastante distrusse l'antica città e causò circa cinquemila morti su una popolazione di tredicimila abitanti. Questo determinò la ricostruzione dell'intera città dando origine allo splendido barocco che caratterizza il Val di Noto.

Nel 1848 insieme alle città di Modica e di Scicli si ribellò al governo borbonico, al fine di ottenere la libertà e l'indipendenza dell'Isola. Nel 1860 furono inviati immediatamente dei volontari armati in aiuto di Garibaldi che era appena sbarcato a Marsala e dunque entrò a far parte del Regno d'Italia sotto la guida del senatore Corrado Arezzo de Spuches di Donnafugata. Nel 1889 nasce la Banca Popolare Cooperativa di Ragusa, primo embrione della attuale Banca Agricola Popolare di Ragusa, la banca nacque grazie alle ingenti ricchezze e alla florida agricoltura che appartenevano all'ormai ex contea e divenne subito un polo importante di riferimento per tutta l'economia iblea.
Agli inizi del XX secolo anche nel ragusano si diffusero le idee socialiste in modo particolarmente forte rispetto alla regione, da molti storici fascisti Ragusa fu descritta come "un feudo dei rossi, non dissimile da quello di Bologna"[12]. A causa di una forte dialettica politica, a Ragusa si impose il fascismo, provocando una risposta violenta analoga a quella padana. Il 29 gennaio 1921 un gruppo di fascisti distrusse il circolo socialista di Vittoria, uccidendo un uomo e ferendone dieci e due mesi dopo a Ragusa furono uccise quattro persone e sessanta rimasero ferite. La città fu la prima siciliana ad avere dato vita questo movimento politico, a tal punto che nella Torre littoria edificata per volere dello stesso Mussolini fu incisa la seguente frase: "Fascismo ibleo Tu primo a sorgere nella generosa terra di Sicilia". In seguito, nel 1927 grazie a Filippo Pennavaria noto esponente fascista, Ragusa venne istituita provincia(doveva essere istituita Modica per numero di abitanti invece Ragusa si unì a Ibla per formare una sola città e quindi battè Modica su tutti i fronti).
Durante la Seconda guerra mondiale la città fu scossa improvvisamente dai bombardamenti, a partire dal 1942 e per tutto il 1943, a causa della presenza dell'aeroporto militare di Comiso; dalla sua pista partivano i cacciabombardieri dell'Asse. Nel 1943 la costa iblea fu poi teatro dello Sbarco in Sicilia da parte degli Alleati, ritornando comunque rapidamente alla normalità alla fine della guerra. Il 4 gennaio 1945, la giovane Maria Occhipinti diede origine ad una rivolta popolare; infatti la donna incinta di cinque mesi si stese a terra davanti un camion militare, ed in tutta la città scoppiò una violenta sommossa, soprattutto nelle zone più popolari e in particolare nel quartiere soprannominato Russia. La calma fu ristabilita rapidamente non senza feriti e molti ragusani vennero incarcerati o costretti a essere espulsi dalla città.[13] Il 1º ottobre 1955 con regolare bolla pontificia, Ragusa è stata eretta alla dignità di diocesi, grazie al sagage e costante impegno di Mons. Carmelo Canzonieri, allora parroco di San Giovanni Battista divenuto in seguito vescovo ausiliare di Messina prima e di Caltagirone poi, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Siracusa e dalla diocesi di Noto.

Oggi Ragusa si presenta come una città dinamica e benestante: è sede di numerose aziende ed enti ed è inoltre il più importante polo finanziario del meridione per la presenza della BAPR che è la quarta banca popolare italiana. Dagli anni novanta l'economia ragusana si sta sviluppando verso il settore industriale che è tutt'ora in rapida crescita in controtendenza rispetto alla situazione italiana; la scarsa presenza di infrastrutture ha limitato la grande potenzialità di questo territorio che comunque rimane l'area export più importante della Sicilia, inoltre la città dal 1993 è sede universitaria [14].

[modifica] Simboli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stemma di Ragusa.

L'antico simbolo della popolazione Iblea era la lucertola, che deriva dalla famosa Ibla Galeota o Herea. I camarinensi, discendenti dei siculi Iblei, coniavano infatti monete raffiguranti effigi di lucertole, allegoria dei Galeoti o Iblei. Un altro simbolo fu probabilmente anche l'effigie di una donna con testa turrita circondata da api, rappresentante il famoso miele ibleo. Con l'arrivo dei conti normanni, la città acquisì come simbolo l'aquila allocata nella croce di San Giorgio. Tutt'ora la famosa bandiera viene utilizzata per la Festa di San Giorgio e come bandiera d'Ibla.

Ragusa-Stemma.png
Provincia di Ragusa-Stemma.png

Lo stemma deriva dagli antichi conti normanni, come pure lo stemma della provincia che deriva dalla blasonatura del conte Goffredo d'Altavilla.

« D'azzurro, all'aquila al volo spiegato di nero, beccata e rostrata d'oro, coronata dello stesso, tenente un caduceo in banda con la zampa destra e una cornucopia fruttifera in fascia con la sinistra entrambi d'oro »

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Monumenti di Ragusa e Ragusa Ibla.
« Ma anche si pretende la passione per le macchinazioni architettoniche, dove la foga delle forme in volo nasconde fino all'ultimo il colpo di scena della prospettiva bugiarda. Bisogna essere intelligenti per venire a Ibla, una certa qualità d'animo, il gusto per i tufi silenziosi e ardenti, i vicoli ciechi, le giravolte inutili, le persiane sigillate su uno sguardo nero che spia  »
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia)
Ragusa

Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
Ragusa by night.jpg
Tipologia architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo no
Anno 2002
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

Ragusa è stata catalogata nel 2002 patrimonio dell'umanità, è una delle città d'arte più importanti d'Italia, grazie a svariate ricchezze artistiche e archeologiche, eredità della sua storia plurimillenaria. La ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693 ha avuto protagonisti famosi quali Vaccarini, Palma, Vermexio, Ittar, Sinatra e soprattutto il celebre Rosario Gagliardi. Questi, con l'aiuto di uno stuolo di scultori locali e capomastri, ha contribuito a creare un fenomeno unico e particolare: il Barocco del Val di Noto. Esso è adornato dalla pietra locale, di volute, di vuoti e di pieni, di colonne e capitelli, di statue e di composizioni architettoniche, di cui probabilmente il Duomo di San Giorgio è la massima espressione. Già dalla fine del 1500 a Ragusa circolavano libri importanti qualiI sette libri di architettura di Sebastiano Serlio, i Quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio, le opere di Domenico Fontana ed altri testi di celebri architetti. In generale il barocco ragusano è una rielaborazione di opere o disegni, spunto in cui si inserisce il gusto raffinato ed eclettico dell'artista, infatti molti mastri-scultori costituirono la base sulla quale la fantasia, l'estro e l'abilità di questi, riprodusse e personalizzò modelli e schemi, ricavando con la pietra locale, calda e dorata, effetti riferibili solo al barocco ibleo. La maggior parte del patrimonio artistico, con la sola eccezione della Cattedrale di San Giovanni Battista e di qualche palazzo settecentesco, si trova nel quartiere antico di Ibla. Il solo quartiere di Ragusa Ibla contiene oltre cinquanta chiese, la maggior parte sono in stile tardo barocco. Anche i palazzi storici sono numerosi. Di tutte le strutture edificate fra la tarda antichità e la fine del Seicento esistono solo frammenti: un breve tratto della cerchia di mura, nelle vicinanze della Chiesa del S.S. Trovato, il portale di epoca sveva e la torre campanaria nella Chiesa di San Francesco all'Immacolata, il portale della antica Cattedrale di San Giorgio, unico avanzo dell'antico tempio; la porta Walter, una delle porte che si aprivano nella cinta muraria di epoca bizantina; un piccolo portale gotico murato all'esterno della Chiesa di Sant'Antonino; le cappelle annesse a una delle navate della chiesa di Santa Maria delle Scale; le sculture all'interno della sagrestia del Duomo di San Giorgio, datate 1570 attribuite ad Antonio Gagini, figlio del grande Antonello Gagini, morto nel 1536; alcuni frammenti della lapide del conte Bernardo Cabrera. Innumerevoli furono le opere portate al termine negli anni trenta in brevissimo tempo, a coordinare i progetti fu chiamato l'architetto Ugo Tarchi della reale accademia di Brera, che in particolare curò lo studio urbanistico e la costruzione di piazza Impero, con il maestoso Palazzo del Fascio caratterizzato dall'alta torre centrale, su progetto dell'architetto Ernesto Lapadula. Sulla medesima piazza si avviò anche la costruzione del Palazzo del consiglio provinciale delle corporazioni, oggi sede della Camera di Commercio, su progetto dell'architetto Fichera. Al lato della Cattedrale si trova il Monumento ai Caduti, opera in bronzo dello scultore Sindoni, su basamento rivestito di marmo, inaugurato il 12 maggio del 1924 in occasione della prima visita a Ragusa di Benito Mussolini.

[modifica] Architetture religiose

  • Portale di San Giorgio; l'antica chiesa di San Giorgio edificata nel XII secolo, ebbe la massima attenzione da parte del conte Goffredo che modificò e ampliò e arricchì la primitiva chiesa sia negli aspetti architettonici che nell'arredo e nelle dotazioni patrimoniali. La Chiesa a giudicare dal portale doveva essere di grande magnificenza, in linea con l'estetica che lo stile ogivale esigeva, si trattava dunque di un grande tempio a tre navate separate da sette colonne per lato, arricchite da ben dodici altari oltre i tre dell'abside al Fonte Battesimale. Caratteristica dell'edificio era soprattutto il campanile, edificato dall'architetto ragusano Di Marco, mirabile esempio di architettura con i suoi 100 metri d'altezza fu tra i più alti d'Europa. Del terribile terremoto del 1693 purtroppo resta solo il portale, magnifico esempio di architettura gotico-catalana costruito con blocchi di calcare tenero, dal tenue colore rosato. La lunetta sopra l'architrave rappresenta il santo cavaliere che trafigge il drago, con la regina di Berito inginocchiata che assiste alla scena. L'arco è contenuto tra due lesene scanalate e lo spazio superiore è arricchito da due grandi losanghe, all'interno delle quali alloggia l'aquila ragusana. Gli interstizi tra le colonne dell'arco sono ornate da figure che rappresentano le arti e i mestieri e lungo tutta la superficie da una teoria di figure mostruose e immaginarie, tra fiori e foglie, eredità dei bestiari medievali. Nelle strombature ha eleganti colonnine a fascio, che si uniscono formando un armonioso arco; l'ultima colonna dei nove fasci non segue l'arco ma si restringe, si alza sugli altri otto per formare un grande fiore. Il portale è tra i più importanti simboli della città, inoltre il noto premio Portale d'argento assegnato dalla città di Ragusa si fregia della contemporanea presenza del premio di rappresentanza del presidente della repubblica italiana.
  • Cattedrale di San Giovanni Battista; è fra le più grandi chiese della Sicilia[15], prima del terremoto sorgeva nella parte ovest della città, sotto le mura del castello. I capimastri Giuseppe Recupero e Giovanni Arcidiacono progettarono la riedificazione in stile barocco. Possiede una maestosa facciata, ricca di intagli e sculture, è divisa in cinque partiti da grandi colonne, sul lato sinistro svetta il campanile che si innalza per oltre 50 metri. L'interno è a croce latina, con presbiterio absidato, è diviso da tre ampie navate e quattordici colonne in pietra pece ragusana come anche il pavimento, costituita anche da intarsi in calcare bianco, mentre nel 1858 fu costruito il grande organo Serassi con l'ampia cantoria in legno scolpito e dorato. Dal 1950 la chiesa è sede della cattedra del Vescovo e madre di tutte le chiese della diocesi. All'incrocio del transetto con la navata centrale, nel 1783, venne innalzata la cupola che, nei primi anni del secolo XX, fu rivestita con una copertura di lastre di rame, per eliminare le nocive infiltrazioni d'acqua piovana che ne stavano compromettendo la struttura. Nella prima metà del XIX secolo gli altari delle navate laterali originariamente in pietra calcarea riccamente scolpita e dorata, opera degli intagliatori ragusani della famiglia Cultraro, sono demoliti e trasformati in piccole cappelle, in cui vennero posti dei sobri altari in marmi policromi.
  • Duomo di San Giorgio; è una delle massime espressioni al livello mondiale dell'architettura sacra barocca, la chiesa antica sorgeva all'estremità est dell'abitato, dove si trova ancora l'antico portale. Fu riedificata al posto della chiesa di S. Nicola, che fino al XVI secolo era stata di rito greco. Del progetto venne incaricato il grande architetto Rosario Gagliardi, si conservano tuttora le antiche tavole originali, esso è caratterizzato dalla monumentale facciata a torre che ingloba anche il campanile nel prospetto e termina con una cuspide a bulbo. La sua collocazione al termine di un'alta scalinata e la sua posizione obliqua rispetto alla piazza sottostante ne accentuano l'imponenza e gli effetti plastici. La cupola di gusto neoclassico a doppia calotta, poggiante su due fila di colonne sarebbe stata progettata dal capomastro ragusano Carmelo Cultraro, ispirandosi alla cupola del Pantheon di Parigi. All'interno si trovano le statue del Gagini e si trova inoltre il capolavoro della ditta Serassi che lo volle chiamare Organum maximum in quanto sintesi della migliore arte organaria all'epoca esistente composto da 3368 canne. Nelle cappelle delle navate laterali si trovano tele dei migliori[16] artisti del settecento siciliano: D'Anna, Tresca, Manno. Sopra le porte laterali sono conservati i due simulacri che vengono portati in processione per le strade , durante la festa patronale di San Giorgio: la statua del Santo a cavallo opera dello scultore palermitano Bagnasco, che la realizzò nel 1874, e la grande cassa-reliquiario in lamina d'argento sbalzata, opera del 1818 dell'argentiere palermitano Domenico La Villa. Le finestre della navata centrale sono chiuse da vetri colorati, artisticamente istoriati: in tutta la Chiesa ve ne sono ben 33, raffiguranti 13 episodi del Martiorio di San Giorgio, 6 figure di Santi, 14 simboli vari, realizzati su disegni di Amalia Panigatti. L'architettura trova corrispondenza non tanto nelle Chiese italiane, ma è molto più simile ai modelli dell'Europa del nord, come le chiese londinesi di Hawksmoor o quelle di Neumann in Franconia, che sviluppano in facciata il tema del partito centrale a torre.
  • Chiesa di Santa Maria dell'Itria; la chiesa di Maria S.S. dell'Itria è la chiesa commendale del Sovrano Militare Ordine di Malta sotto il titolo di San Giuliano, fondata dal barone Blandano Arezzi nel 1626, vicino all'ospedale col medesimo nome. Il nome deriva dal greco Odygitria (ovvero colei che indica il cammino). La chiesa, che è situata al centro dell'antico quartiere ebraico di "Cartellone", non fu particolarmente colpita dal sisma, essa però venne ugualmente ampliata e modifica in stile barocco, diventando uno dei luoghi di culto più importanti del quartiere.
  • Chiesa di Santa Maria delle Scale; costruita nel XV secolo del cui periodo rimangono avanzi di un portale e di un pregevole pulpito in pietra in stile gotico.
  • Chiesa di San Filippo Neri; sorta intorno al XVII secolo grazie alla confraternita devota al santo, il prospetto molto semplice si affaccia su un piccolo sagrato ed è impreziosito dal portone d'ingresso. L'interno, ad aula, con una cappella sul lato destro, fu rimaneggiato alla fine dell'ottocento.
  • Chiesa di Santa Maria dei Miracoli; venne edificata intorno alla metà del XVII secolo dopo il rinvenimento di una immagine della Madonna col Bambino, di origine bizantina. Ha una pianta ottagonale allungata e rappresenta dunque un unicum nel contesto ibleo, il dipinto sacro, presenta caratteri cirillici preslavi, tuttora avvolta nel mistero, anche se secondo la leggenda fu portata da Isacco Comneno dove qui fu sepolto.
  • Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio; ricostruita completamente nel XVIII secolo a tre navate e con facciata tripartita. Vi si conservano pregevoli tele e la statua in argento del XVII secolo del santo.
  • Chiesa di San Giuseppe; edificata nel 1756 per iniziativa delle monache benedettine, progettata dal Gagliardi, la facciata a tre ordini, ricca di intagli e sculture. L'interno è caratterizzato da una pianta ovale, la copertura è costituita da una grande cupola.
Chiesa di San Giuseppe
  • Convento e chiesa di Santa Maria del Gesù; costruita intorno al 1636 per volere dei frati minori riformati, il prospetto ha una caratteristica forma a capanna e ha come unico ornamento il portale scandito da due semicolonne che reggono un timpano spezzato. Vi è un piccolo campanile posto sul lato sinistro della chiesa. L'interno è riccamente adornato da stucchi e affreschi.
  • Convento e chiesa di San Francesco all'Immacolata; la chiesa sorse probabilmente nel XIII secolo, i frati francescani la vollero allocare all'estremità dell'abitato per poter svolgere l'accoglienza e la cura dei malati. La torre campanaria è tra le più antiche della sicilia, databile infatti al periodo svevo.
  • Chiesa di San Vincenzo Ferreri; la chiesa venne costruita agli inizi del XV secolo, non fu particolarmente danneggiata dal terremoto, però probabilmente subi qualche modifica. Ha un prospetto lineare molto semplice che presenta due colonne con capitelli corinzi e un timpano, spezzato da un finestrone. Particolare è il campanile impreziosito da fasci di pietre policrome. L'interno è affrescato con pitture murali che rappresentano la Ragusa medioevale, il tetto purtroppo a causa dell'incuria è in parte crollato. Attualmente la chiesa è chiusa da molti anni ed è sottoposta a lavori di restauro, diventando una sala convegni e un auditorio musicale, all'esterno c'è un'antica meridiana risalente ai primi del 1500.

[modifica] Architetture civili

  • Palazzo Zacco; il palazzo, tra i più belli di Ragusa superiore, fu costruito dal barone Melfi. Si presenta con due prospetti, in ognuno dei quali si aprono tre balconi nel piano nobile. Il portone d'ingresso è fiancheggiato da due colonne su alti plinti in pietra pece, con capitelli corinzi sui quali poggia il balcone centrale con una ringhiera mistilinea in ferro battuto. Gli stipiti dei balconi sono sorretti da mensoloni con due registri: in quello inferiore mascheroni grotteschi, in quello superiore figure fantastiche che ricalcano quelli di altri palazzi nobiliari coevi o realizzati nei decenni precedenti. Nella testata ad angolo tra le due strade l'enorme scudo araldico dei Melfi. Con questo palazzo entra a Ragusa lo stile rococò più sfrenato che ha riscontro solo in pochi altri edifici. Il palazzo diverrà la sede del museo delle tradizioni ragusane.[17]
Balcone di palazzo Cosentini
  • Palazzo Schininà di Sant'Elia; fu costruito alla fine del XVIII secolo dal barone Mario Leggio Schininà marchese di Sant'Elia e primo sindaco di Ragusa superiore. Si estende per un intero isolato, dal 1950 la parte nord è stata regalata alla diocesi e successivamente vi furono trasferiti la sede del vescovado e alcuni uffici amministrativi. Del lunghissimo prospetto è completo solo il piano terra su cui si aprono i due portoni. La facciata dell'ala nord ha sette balconi al primo piano: nel mezzo si trova il portone centrale, delimitato da due paraste su alti plinti, arricchite da ghirlande, con capiteli rococò. Dal portone si accede a un cortile interno da cui si diparte il sontuoso scalone che porta ai portici del piano nobile I sei balconi sono sorretti da grandi mensoloni con finissimi motivi fogliacei; gli ornamenti degli stipiti ripetono il motivo del balcone centrale e culminano con una classica conchiglia barocca. È la più grande costruzione del tardo settecentesco di Ragusa.
  • Palazzo Sortino-Trono; il palazzo fu edificato nel 1778 su parte delle mura dell'antico castello. L'imponente prospetto sovrasta la piazza degli archi e si affaccia sulla balconata. Vi è un ampio portale d'ingresso, lievemente convesso, che regge un balcone dalla cornice alquanto lineare realizzata in pietra calcarea con intarsi in pietra pece. I tre balconi laterali hanno grandi mensole in pietra pece scolpite a motivi vegetali e nelle aperture cornici in pietra calcarea, con un caratteristico fregio a lambrecchini di gusto rococò. Ai lati del portone d'ingresso due piccole aperture di forma ovale e nei tre partiti, grandi finestroni dalla cornice mistilinea sormontata da un fregio a conchiglia.
  • Palazzo Bertini; edificato alla fine del settecento, caratteristiche sono le sculture presenti, tre grandi teste, dette "mascheroni" che raffigurano tre personaggi della cultura barocca: il mendicante, il nobile e il mercante. Il primo è coperto di stracci e mostra un viso deforme con un grande naso e la bocca senza denti, il nobile, dallo sguardo fiero, ha un elegante cappello piumato da cui fuoriesce la capigliatura a boccoli, mentre il mercante ha il viso paffuto con un grande turbante ed un orecchino con una grande perla, segno di ricchezza e opulenza.
  • Palazzo Nicastro; edificato nella prima metà del XVIII secolo, divenne sede della cancelleria comunale, il prospetto principale si affaccia su una piazzetta che anticamente era l'unica via d'accesso al quartiere superiore della città. Due alte lesene racchiudono lo spazio in cui troneggia la grande tribuna, l'elemento di maggior pregio della costruzione.
  • Palazzo Cosentini; edificato nel terzo quarto del XVIII secolo per iniziativa del barone Raffaele Cosentini. I tre balconi presenti, si caratterizzano per la ricchezza di decorazioni delle mensole con mascheroni dai volti grotteschi e deformi sormontati da figure di musici, in quello centrale, figure alludenti all'abbondanza e in quello a destra, personaggi del popolo. Il prospetto è laterale, delineato da due alte paraste.
  • Palazzo La Rocca; costruito intorno al 1765 dal barone La Rocca di S. Ippolito. Il prospetto, ad un piano, sobrio ed elegante, è caratterizzato da sette balconi sorretti ognuno da tre mensole in pietra pece. Vi sono raffigurate delle figure antropomorfe tra cui particolarmente interessante il flautista, il suonatore di liuto, la popolana col bimbo e le due figure unite in un abbraccio, ripetuto dai puttini nelle mensole piccole laterali.
  • Palazzo Battaglia; la costruzione fu iniziata nel 1724 probabilmente dal Gagliardi. La facciata principale, rivolta verso la chiesa della SS. Annunziata, è costituita da un pianterreno ed un primo piano separati da una semplice fascia di pietra, nel sovrastante piano nobile troviamo tre balconi dalle sobrie cornici; quello centrale è sormontato dal grande scudo araldico con gli stemmi della casa nobiliare delle famiglie Battaglia e Giampiccolo.
  • Circolo di conversazione; l'aristocrazia ragusana decise di costruire un proprio circolo di conversazione, raro esempio di stabile costruito appositamente a tale scopo. È chiamato anche Caffè dei cavalieri. Costruito nel 1850 in stile neoclassico è una delle poche strutture ricreative che si è conservata intatta. Il prospetto ad un piano, si presenta elegante e sobrio lungo circa 10 metri, in stile neoclassico. Ha tre porte divise da sei paraste scanalate con capitelli di stile dorico, il cornicione ornato da triglifi, in corrispondenza delle porte presenta tre bassorilievi con due donne alate che sorreggono una lampada e due sfingi ai lati. Sul cornicione, lo stemma della città affiancato da due leoni antropomorfi circondati da una ghirlanda di fiori. Il fastoso salone delle feste mostra un soffitto affrescato dal ragusano Tino Del Campo alla fine del XIX secolo con un'allegoria delle arti e delle scienze e quattro medaglioni agli angoli. Trattandosi di un locale privato non è aperto al pubblico, ma la disponibilità dei soci ne permette spesso la visita.

[modifica] Architetture militari

Porta Walter.
  • Porta Walter o Porta Vattiri è l'unica delle cinque porte d'ingresso alla città antica che ha resistito ai secoli e rappresenta uno dei pochi resti della cinta muraria[18]. Fu edificata nella prima metà del '600 in occasione della visita del Viceré di Sicilia Giovanni Alfonso Enriquez de Cabrera. La porta, alta 5 metri e larga 3, sopra l'arco a sesto ribassato ha un'iscrizione in latino su due file di blocchi intagliati di calcare. Purtruppo le sei righe di caratteri latini sono ormai quasi illeggibili. Da Porta Walter scende una stradina che porta alla vallata Santa Domenica e alla strada per Modica.
  • Mura Bizantine; accanto la Chiesa del santissimo Signore Trovato che si trova alla periferia orientale di Ragusa Ibla e dietro la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio[19] nel quartiere degli Archi si trovano i resti di mura bizantine del VIII secolo che facevano parte della cinta muraria difensiva del Castello di Ragusa costruito dai bizantini e poi ingrandito dai normanni.
  • Torre Cabrera di Marina; si trova nel territorio comunale anche la Torre Cabrera di Marina di Ragusa che è una torre di difesa costiera che fu costruita nel XVI secolo a protezione del caricatoio del porto vecchio della frazione ragusana.
  • Castello di Donnafugata; la leggenda narra che la principessa Bianca di Navarra, fu imprigionata dal conte Bernardo Cabrera signore della Contea di Modica, ma la principessa riuscì a fuggire attraverso le gallerie che conducevano nella campagna che circonda il palazzo. Il conte era talmente temuto dai sovrani di Palermo che non reagirono, né mai ridimensionarono il suo potere.

Ma il nome del castello è probabilmente di origine araba, dal nome dato alla località. Si dice che sia stato edificato sulla vecchia struttura di una torre duecentesca[20]; una parte dell'edificio, tra cui la torre, risalgono alla metà del Settecento ma nel suo complesso il possente edificio è dovuto al Barone Corrado Arezzo che lo fece realizzare un secolo dopo inserendo nella facciata principale, in stile neo-gotico con richiami del veneziano, la bella loggia con gli eleganti archi trilobati. L'edificio si sviluppa su una superficie di 2500 m² e consta di ben di 122 vani. Il piano nobile è dotato dell'arredamento originale dell'epoca; vi si accede mediante una grande scalinata monumentale in pietra-pece (tipica della zona ragusana ricca di bitume e olio minerale). Notevoli il salone degli stemmi, con affreschi parietali di insegne nobiliari delle grandi famiglie Siciliane, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo, con infine la improbabile, dal punto di vista cronologico, ma affascinante dal punto di vista della leggenda, stanza da letto della principessa di Navarra. Le stanze, le sale e i corridoi sono decorati con stucchi ed affreschi. Il Castello è attorniato da un parco lussureggiante di quasi 8 ettari con grandi alberi di Ficus, ed altre essenze esotiche. Al suo interno si trovano un labirinto, un tempietto circolare, una coffee-house e delle grotte artificiali.

[modifica] Ponti di Ragusa

Il ponte vecchio
  • Ponte Vecchio; nel 1843 con la costruzione del Ponte Vecchio la città si poté sviluppare pure verso sud, il ponte infatti permetteva di superare l'ostacolo naturale della vallata S. Domenica. Il ponte in stile architettonico romano detto anche dei Cappuccini, fu voluto dal Padre cappuccino Gianbattista Occhipinti Scopetta (1770-1836) , dell'omonima famiglia Occhipinti di cui deriva il psudonimo di "Scopetta" molto conosciuto a Ragusa, costruito come collegamento tra il centro abitato ed il convento di S. Francesco di Paola oggi d'Assisi edificato al di là della vallata e voluto sempre dallo stesso Padre Scopetta, sul colle in cui vi erano numerose attività industriali per l'estrazione della pietra pece, e aprendo così in un certo modo la strada verso il mare.
  • Ponte Nuovo; nel 1937 fu inaugurato il secondo ponte, chiamato Ponte del Littorio, comunemente chiamato dai cittadini Ponte Nuovo. Nel punto più alto misura quaranta metri, è lungo circa centotrentadue metri e largo circa dieci, oltre i marciapiedi larghi due metri ciascuno. Presenta quattro pilastri in cemento armato ricoperti di calcare duro (pietra viva) e quattro arcate.
  • Ponte Papa Giovanni XXIII; nel 1964, a causa dell'intenso sviluppò cittadino, si realizzò un terzo ponte, il Ponte Papa Giovanni XXIII (detto anche Ponte Nuovissimo per distinguerlo dal ponte del '37) a campata unica che unisce il quartiere del Carmine con il quartiere dei Cappuccini.

[modifica] Siti archeologici

Scavi archeologici a Ibla

L'area iblea è una delle zone italiane più importanti per quanto riguarda l'archeologia, nella zona di Fontana nuova, nei pressi di Marina di Ragusa, spetta il primato del più antico ritrovamento di testimonianze umane finora scoperto in Sicilia: in una grotta sono state ritrovate alcuni raschiatoi e lame da taglio in pietra scheggiata, risalenti a 30.000 anni fa[21]. La maggior parte dei reperti si trovano al Museo archeologico ibleo.

  • Kamarina. La città antica era realizzata su tre colli, come testimoniano le tracce e le parti di Mura arcaiche e una grande torre. Resti di case ellenistiche: Casa dell'altare, Casa dell'iscrizione e Casa del Mercante.
  • Monte Arcibessi. Nel territorio di Monte Arcibessi sono presenti insediamenti fortificati ("castellieri") dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro. Abitati preistorici, resti di insediamenti abitati greci arcaici, testimonianze di epoca ellenistico-romana e resti bizantini e medievali.
  • Kaukana. Resti archeologici di una città portuale greco-romana ed insediamento bizantino.
  • Hybla Heraia. Resti della citta' stato siculo-greca rinvenuti dagli scavi effettuati a Ragusa Ibla.
  • Scornavacche. Villaggio dell'eta' del rame ed insediamento ellenistico.
  • Grotta delle Trebacche. Sito archeologico di architettura funebre a carattere monumentale dell'epoca romana e bizantina.
  • Castiglione di Ragusa. Insediamento siculo-greco con resti di due ampi quartieri del VI secolo a.c., fortificazioni, strada urbana, un'area sacra ed una necropoli Greca.

Tra i ritrovamenti più importanti di tutta l'area iblea vi è il Guerriero di Castiglione un bassorilievo da un'unica lastra di calcare locale, raffigurante un armato a cavallo con destriero incedente verso sinistra, mentre l'estremità del blocco sono decorate con le protomi di un toro e di una sfinge. [22]

[modifica] Aree naturali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Giardino Ibleo, Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio e Parco forestale Calaforno.
Parco Giovanni Paolo II

Ragusa è circondata da ampie vallate che costituiscono un verde pubblico naturale di cui è possibile usufruire, inoltre all'interno della città vi sono quattro parchi che costituiscono un polmone verde. Ogni vallata è percorsa da un fiume, a nord si trova il San Leonardo, ad est il fiume Irminio e a sud scorre il torrente fiumicello.

Il comune ospita la Riserva naturale macchia foresta del fiume Irminio, il Parco forestale Calaforno, inoltre sarà realizzato a breve il Parco Nazionale dei Monti Iblei.

  • Muri a secco, il 2 maggio 1445 la Gran Corte Regia di Palermo condannò all' esborso di 60.000 Ducati il conte Giovanni Bernardo, per appropriazioni indebite di terre e diritti demaniali. Il conte, per pagare questa somma, diede così inizio all'enfiteusi, iniziando a spezzettare e cedere il proprio feudo ai contadini, in cambio di modesti canoni. Questa opera di distribuzione delle terre continuò per tutto il Quattrocento ed il Cinquecento, anche con i subentranti Conti della dinastia degli Enriquez Cabrera. Alla distribuzione delle terre seguì l'opera di dissodamento da parte dei contadini e la costruzione dei muri a secco. Queste strutture servivano a rendere coltivabile il terreno e a delimitare le proprietà dei contadini. Questa fitta rete geometrica di muri caratterizza il paesaggio rurale ragusano.

[modifica] Società

Ragusa è fra i venti comuni più sicuri d'Italia, i delitti denunciati all'autorità giudiziaria rappresentano meno del 3% del complesso regionale, in particolare i reati contro il patrimonio sono meno del 1% regionale. Il 2% dei denunciati è costituito da minori di diciotto anni nella provincia, rispetto alla media dell'Isola (3,5%), inoltre per ragioni storiche non si riscontrano fenomeni di criminalità organizzata.[23] Risulta prima in Sicilia per efficienza degli Uffici Prefettizi e per minor debito accumulato dai Comuni verso i concessionari. Presenta il minor tasso di disoccupazione della Sicilia che è del 9%, con una forbice fra classi agiate e classi povere fra le più basse del meridione. Ragusa risulta quarta in Italia per minor numero di truffe e sesta per minor numero di fallimenti. I procedimenti di separazione personale nel contesto regionale sono più elevati in proporzione al numero di abitanti.[24]

[modifica] Evoluzione demografica

Popolazione Storica di Ragusa
Data Popolazione
1366 3.000
1569 10.000
1693 13.000
1820 24.000
2008 72.824

[25]


Abitanti censiti

In media d'anno, il numero di figli per donna è mediamente pari a 1,6 bambini, valore lievemente superiore al dato regionale, inoltre in media il comune presenta un tasso di mascolinità inferiore a 100: in pratica vi sono 97 maschi ogni 100 femmine. Vi è un incremento annuo della popolazione: (+0,4%), dovuto a un saldo positivo del movimento naturale ed a un saldo positivo del movimento migratorio.

[modifica] Etnie

Ragusa è la meta privilegiata degli stranieri che arrivano nel mezzogiorno d'Italia. Sono infatti 16.414 i residenti stranieri presenti negli iblei, un numero che fa di Ragusa la prima provincia siciliana per incidenza del fenomeno migratorio sul totale della popolazione, un dato più che doppio rispetto anche alla media regionale.[26]


Fonte Istat 2007

[modifica] Lingue e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lingua siciliana.

Il dialetto ragusano è di tipo metafonetico, esso è diffuso in tutta la parte sud orientale della Sicilia. Si differenzia dal siciliano comune per alcuni aspetti salienti. La differenza più importante è costituita dalla c dolce invece di una c dura davanti alle vocali, inoltre vi è la trasfiguarazione del "di" in "ri" all'inizio delle parole.

[modifica] Tradizioni e folclore

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Festa di San Giovanni Battista e Festa di San Giorgio.
San Giovanni

Nel 1063 l'importante battaglia di Cerami segnò la disfatta degli arabi in Sicilia. Ruggero fu il primo ad inventare la cosiddetta propaganda bellica, anticipatrice dell'intelligence, infatti i normanni fecero circolare la voce che la battaglia fosse stata vinta grazie ad appena un centinaio di cavalieri, contro preponderanti forze nemiche. La leggenda vuole che San Giorgio per volere di Dio fosse sceso sulla terra per aiutare i soldati normanni, cosi il conte Goffredo, costruì a Ragusa l'imponente chiesa dedicata al Santo cavaliere, l'edificio era in stile gotico-catalano, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1693 e ai giorni nostri è rimasto solo lo splendido portale.

San Giovanni Battista invece è il patrono di Ragusa superiore, probabilmente il culto risale al VI secolo d.C., ma è ormai confermato che nel quartiere dei cosentini, formatosi con il conte Goffredo, fosse stata eretta una chiesa devota al santo, fuori le mura d'Ibla. Dunque questa situazione di doppio patrono, deriva da una serie di eventi storici, ma si inasprì soprattutto dopo il terremoto del 1693 che divise in due la città, già sofferente a causa di guerre campanilistiche sempre più intense. Queste lotte portarono alla formazione di due comuni autonomi, solo nel 1926 le due amministrazioni si riunirono dopo circa due secoli di separazione. Attualmente la festa di San Giorgio si svolge l'ultima settimana di maggio a Ragusa Ibla, mentre la festa di San Giovanni Battista si celebra il 29 agosto a Ragusa superiore. Ormai non esiste più una vera contrapposizione fra i due Santi, ma entrambi vengono festeggiati con sontuose processioni.

San Giorgio

Negli ultimi decenni, qualche volta i due santi si sono incontrati; San Giorgio è salito, mentre San Giovanni è sceso a Ibla, in modo da attenuare gli antichi dissapori che si trascinavano da secoli. Nel 2000, in occasione del giubileo, in entrambe le feste i patroni hanno trascorso il venerdì sera nella chiesa madre dell'altro. Le due feste sono però abbastanza diverse, quella di San Giorgio è una festa che si caratterizza più per l'aspetto folkloristico e gioioso, con la statua che viene fatta ballare dai fedeli; invece quella di San Giovanni è la festa più religiosa, più interiore, la festa delle oltre diecimila persone con le candele accese davanti al simulacro. Un dente di San Giovanni si conserva nella cattedrale di Ragusa. La compatrona di Ragusa superiore è la Maria S.S. della Medaglia, mentre la compatrona di Ragusa Ibla è Santa Gaudenzia. Durante il Santo Natale vengono allestiti caratteristici presepi a Ibla e presepi viventi, questi ultimi favoriti nelle ambientazioni dagli scenari naturali a disposizione, spesso infatti le vallate di Ragusa sono l'ambientazione ideale per questo tipo di manifestazioni. Il Venerdì Santo invece vi è la tradizionale processione per le vie barocche dei simulacri, che in serata tornano nelle rispettive Chiese.

[modifica] Istituzioni, enti e associazioni

Monumento all'AVIS di Ragusa inaugurato il 20 dicembre

[modifica] Salute e assistenza

Oltre il 70% della mortalità complessiva è dovuta a malattie del sistema circolatorio e ai tumori. Ragusa registra un tasso di mortalità dell' 8,8 per 1000 abitanti che risulta il secondo in Sicilia più contenuto dopo quello di Catania (8,3). Esso è notevolmente minore rispetto a quello italiano pari al (9,4).[27]

Istituti pubblici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Azienda Ospedaliera Civile e Ospedale Maria Paternò Arezzo.
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Il distretto sanitario di Ragusa, comprende i comuni di Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo e Santa Croce Camerina. Dal 1° settembre 2009 le due aziende sanitarie Azienda Ospedaliera Civile Ompa di Ragusa e la Azienda Unità Sanitaria locale n° 7 di Ragusa hanno cessato di esistere per dare posto alla nuova Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa che comprede:

  • Ospedale Maria Paternò Arezzo
  • Ospedale Civile, in centro città.
  • Ospedale Giovan Battista Odierna, nato come tubercolario negli anni '20, oggi è destinato principalmente ad attività amministrative.
  • Nuovo Ospedale. È in fase di costruzione il terzo ospedale cittadino per arrivare ad una capienza complessiva di 700 posti letto su tutto il territorio comunale, si estenderà su una superficie lorda complessiva di m2. 32.197, una superficie utile convenzionale di m2. 25.821 ed una volumetria di m.c. 139.150. L'area dove sorgerà l'opera ha una superficie di circa 16 ettari, di proprietà dell'Azienda Ospedaliera, sita in contrada Cisternazzi.
  • Ragusa è l'unica provincia siciliana ad avere un proprio registro tumori, inoltre detiene anche il registro tumori infantili della Sicilia.

Secondo un'indagine della Doxa il Maria Paternò Arezzo è il secondo ospedale siciliano come giudizio complessivo, mentre risulta primo per cure e trattamenti ricevuti.[30]

Istituti Privati Il più importante istituto privato è la Clinica del Mediterraneo.[31]

[modifica] Cultura

[modifica] Ragusa e il mito

Fortificazione meridionale di Kamarina, periodo arcaico

Secondo il grande poeta Omero, il popolo dei Feaci abitava la parte meridionale della Sicilia a causa delle guerre contro i ciclopi che invece abitavano nella costa del nord-est siciliano. Gli storici Vibio Sequestro e Eustazio affermano che Ipperia, come dice anche Omero, era una città dei Feaci abitata dal famoso re Alcinoo, Ipperia è molto probabilmente l'antico nome Ibleo di Kamarina, che ancora oggi è attraversata dal fiume Ippari; secondo i più avanzati scavi archeologici, intorno a Kamarina sorgeva un ampio muro di cinta già nel 1000 A.C.. Inoltre esiste ancora oggi l'antica località balneare chiamata Porto di Ulisse.

« Mentre sepolto in un profondo sonno Colà posava il travagliato Ulisse,Minerva al popol de' Feaci e all'alta Lor città s'avvïò. Questi da prima Ne' vasti d'Iperèa fecondi piani Far dimora solean, presso i Ciclopi, Gente di cuor superbo, e a' suoi vicini Tanto molesta più quanto più forte. Quindi Nausitoo, somigliante a un dio, Di tal sede levolli, e in una terra, Che dagli uomini industri il mar divide, Gli allogò, nella Scheria; e qui condusse Alla cittade una muraglia intorno.[..] Alte vi crescon verdeggianti piante, Il pero e il melagrano, e di vermigli Pomi carico il melo, e col soave Fico nettáreo la canuta oliva. Né il frutto qui, regni la state, o il verno, Pêre, o non esce fuor: quando sì dolce D'ogni stagione un zeffiretto spira, Che mentre spunta l'un, l'altro matura. »
Dafni e Apollo, sullo sfondo la valle del fiume Irminio

Anche Ercole visitò la città di Kamarina, infatti la moneta coniata dalla città, raffigurava il famoso eroe.

(LA)
« Daphnis ego in silvis, hinc usque ad sidera notus, formosi pecoris custos, formosior ipse »
(IT)
« Io Dafni fui nelle selve, da qui fino alle stelle noto, di un bel gregge pastore più bello.  »

Così Virgilio nelle sue Bucoliche descrive Dafni, figlio di Mercurio e della ninfa Dafnide, allevato dalle muse nella valle del fiume Irminio. Dafni viveva pascolando le greggi, inoltre Pan lo istruiva nell'arte della musica e del canto con la zampogna. Suonava il suo amore per la ninfa Echemeide, figlia di Giunone, che lui aveva sposato giurandole fedeltà eterna. Ma la regina Climene ammaliata dalla bellezza del giovane e dalle sue doti artistiche, s'innamorò del pastore. Dafni resistette, ribadendo alle richieste della regina la sua promessa di fedeltà alla cara Echemeide. Ma la perfida regina decise di farlo ubriacare, facendogli bere del vino drogato con succo di alloro. Giunone, però, dall'alto dell'Olimpo vide l'infedeltà compiuta e offesa dalla mancanza di rispetto del genero per la figlia Echememeide, si vendicò rendendolo cieco. Dafni, disperato, fuggì per la campagna, cantando tutto il suo dolore fin quando si uccise gettandosi da una rocca. Gli Dei commossi, lo trasformarono in una rupe, con la quale, ancora oggi, la brezza marina suona i suoi malinconici lamenti d'amore. Invece il romanziere greco Longo Sofista, compose l'opera Le avventure pastorali di Dafni e Cloe, essa narra di altre avventure del mitico Dafni. È il più raffinato degli antichi romanzi greci pervenutici, più delle vicende esterne interessano la descrizione poetica del mondo arcadico e soprattutto del nascere del desiderio e dell'amore tra i due adolescenti.

[modifica] Biblioteche

  • Biblioteca di Ragusa Giovanni Verga (custodisce più di 80.000 volumi)
  • Biblioteca di Marina di Ragusa
  • Biblioteca Diocesana
  • Biblioteca provinciale
  • Biblioteca Feliciano Rossitto
  • Biblioteca Umberto I
  • Biblioteca Fabio Besta
  • Biblioteca Soprintendenza BB.CC.AA.
  • Biblioteca Universitaria
  • Archivio Storico Comunale

[32]

[modifica] Ricerca

  • CORFILAC: ente regionale per la ricerca lattiero-casearia
  • Istituto zooprofilattico sperimentale regionale
  • Centro Studi Feliciano Rossitto
  • Laboratorio regionale di scienze agrarie tropicali e subtropicali

Inoltre la zona industriale di Ragusa insieme a quella di Catania presenta i laboratori del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia.

[modifica] Università

L'antico distretto militare, oggi sede della facoltà di Scienze Agrarie Tropicali e Sub Tropicali

Ragusa è sede distaccata dell'Università degli Studi di Catania dal 1993. Esiste anche un consorzio universitario della provincia di Ragusa costituito nel 1995 con il fine di gestire iniziative universitarie e culturali del territorio Ibleo. Il consorzio, fondato dalla Provincia Regionale di Ragusa, dal Comune di Ragusa e dall'Associazione per la Libera Università degli Iblei a cui si sono aggiunti altri comuni, associazioni di categoria e professionali, enti finanziari e associazioni culturali, si propone di assicurare la prosecuzione degli studi universitari. Con cinquemila studenti, Ragusa aspira alla realizzazione del quarto polo universitario statale dell'isola, obiettivo che è stato tenacemente perseguito negli ultimi dieci anni. Fra gli indirizzi di studio, oltre a quelli più strettamente legati all'economia locale, vi sono corsi di laurea in lingue anche orientali, come l'arabo e il giapponese.[33] Purtroppo il corso di "Medicina e chirurgia" è stato chiuso nel giugno del 2009. Sono presenti le seguenti facoltà:

  • Agraria
  • Lingue e letterature straniere
  • Scienze del Governo
  • Giurisprudenza

Inoltre sono presenti:

  • Accademia di belle arti Mediterranea
  • Istituto di scienze e tecnica delle produzione animali
  • Università popolare di Ragusa

[modifica] Musei

Cratere del IV sec. a.C. ritrovato nei pressi di Kamarina

Ragusa possiede alcuni musei, molti reperti furono trasferiti al museo archeologico regionale di Siracusa, ma adesso si sta procedendo ad una riqualificazione del museo archeologico cittadino che è tra i più importanti in Europa per quanto riguarda reperti archeologici prellenici[34]. Inoltre a Ragusa si sta costruendo il Museo nazionale del tiro a volo e il Museo regionale dello sport che saranno ubicati vicino la scuola regionale dello sport.

[modifica] Media

Quotidiani Periodici TV Radio Web

Edizioni di Ragusa

  • Ragusa Sera
  • La Città
  • Il Pungiglione
  • Ragusa Mondo
  • Ragusa Sottosopra
  • La provincia
  • TeleIblea
  • TeleNova
  • VideoMediterraneo
  • E20 Sicilia
  • Radionova
  • Antenna Iblea
  • RVS Radio
  • Radio Mondo Centrale Network
  • Radio Don Bosco
  • corrierediragusa.it
  • ilgiornalediragusa.it
  • reteiblea.it
  • ragusanews.com

[modifica] Cinema

Sin dagli anni sessanta, Ragusa è stata scelta come set per l'ambientazione di numerosi film sulla Sicilia. Fra i titoli più conosciuti Divorzio all'italiana di Pietro Germi, Gente di rispetto di Luigi Zampa, Kaos dei fratelli Taviani e L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore. Infatti i paesaggi intatti, i centri storici barocchi e le campagne, qui hanno mantenuto l'aspetto di un tempo, anche il magnifico castello di Donnafugata si è prestato molte volte come set per importanti produzioni fra cui il Gattopardo di Luchino Visconti. Questo settore si è particolarmente sviluppato dagli anni novanta grazie ad alcune serie televisive di successo come il Commissario Montalbano e Il capo dei capi. Per poter incentivare sempre di più l'industria cinematografica in questa zona, è stata istituita la Film Commission Ragusa, essa punta a promuovere e sostenere la produzione di opere cinematografiche, televisive e audiovisive in tutta la provincia, anche per valorizzare l'inestimabile patrimonio architettonico, paesaggistico e naturalistico. Nel periodo di dicembre si tiene il Festival cinematografico ISOLA DEL CINEMA rassegna di film d'autore. [36]

[modifica] Teatro

Attualmente il comune sta ristrutturando l'antico Teatro Concordia[37], che fu costruito a spese delle quattordici famiglie più ricche della città, ed inaugurato il 15 agosto del 1844, venne denominato teatro della concordia in omaggio all'accordo raggiunto dalle famiglie che lo sovvenzionarono; nel 2007 è stato acquistato dal comune. Sono inoltre presenti:

  • Teatro Donnafugata
  • Teatro Tenda
  • Cineteatro 2000
  • Cineteatro Don Bosco

[modifica] Cucina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce gastronomia ragusana.
« Oh, dolcissima, come il miele ibleo! »
Vari tipi di miele Ibleo

Ragusa detiene il primato regionale per i prodotti agroalimentari tipici d'eccellenza tutelati dalla UE, inoltre è tra i primi trenta comuni italiani per l'enogastronomia di qualità.[38] Il noto ristorante Duomo premiato con due stelle, è fra i primi dieci d'Italia secondo la guida Michelin. Invece l'antica pasticceria Di Pasquale possiede i tre chicchi e tre tazzine, massimo riconoscimento per la guida del gambero rosso per i bar d'Italia gambero rosso, titolo di cui possono fregiarsi solo diciannove bar sul territorio nazionale. Lo stesso Catone lodò nei suoi scritti la cucina ragusana[39], in particolare un dolce, le cassateddi, ovvero una specie di crostata di ricotta dolce, all'aroma di cannella, inoltre molti poeti hanno celebrato il famoso miele ibleo. Ragusa rispetto alla tradizionale cucina siciliana, non presenta molti piatti a base di pesce, ma è ricca di molteplici sapori e trae la sua origine dalle tradizioni del mondo contadino; i piatti ricchi e sostanziosi vengono presentati in maniera del tutto semplice, senza ogni tipo di ornamento. Di notevole rilevanza gli allevamenti zootecnici e le produzioni dei diversi cereali, fanno si che la cucina ragusana sia ricca di carni, formaggi, legumi e farinacei. Il re dei vari latticini prodotti in questa terra è sicuramente il rinomato caciocavallo ragusano a marchio DOP, ormai conosciuto ed apprezzato anche a livello internazionale. [40]

Antipasti e formaggi Primi piatti Secondi Dolci
  • Trippa alla ragusana
  • Bollito di vitellone
  • 'mpanata
  • Sfuogghiu
  • Aggrassatu
  • Salsiccia di maiale
  • Costata ripiena di maiale
  • Gelatina di maiale
  • Turciniuna
  • Stigghiola
  • Gallina col cino
  • Coniglio a' pattuisa
  • Coniglio a' timpirata
  • Anguilla a' timpirata

[modifica] Personalità legate a Ragusa

Bernardo Cabrera

Bernardo Cabrera, Visconte di Cabrera e di Bas, Conte d' Ossuna, Signore di Monclus, d'Hostalric, d'Arginon e di Parafolls in Spagna. Fu il braccio destro di Re Martino, che conquistò la corona di Sicilia nel 1392. In ricompensa dei suoi notevoli servigi fu investito nel 1392 del titolo di Conte di Modica, grande Almirante di Castiglia capitano generale delle truppe e dell'armata navale, nel 1393 fu insignito della carica di Capitano di Giustizia di Palermo. Portò la contea al suo massimo splendore, grazie a lui infatti fu definita "regnum in regno", geograficamente la vasta infeudazione corrispondeva all'attuale provincia di Ragusa. Morí di peste a Catania e per sua volontà fu seppellito nell'antica chiesa di San Giorgio a Ragusa.

Secondo la mitologia greca, Dafni fu un pastore di Ragusa e divenne l'inventore della poesia bucolica. Fu amato dalla ninfa Achenais e in una versione della sua leggenda, si narra della sua infedeltà, tanto che la ninfa, ingelosita, lo accecò. Cosi Dafni concluse i propri giorni intonando tristi pastorali, accompagnati con la zampogna.

Sicuramente il cittadino dell'antichità più illustre fu il celebre Psaumida, vincitore con i cavalli della IV olimpiade dedicata a Zeus e celebrato anche dal poeta Pindaro. Dell'epoca moderna invece ricordiamo il grande scienziato Giovan Battista Odierna, ormai considerato fra i più grandi astronomi del XVII secolo, infatti esso creò la prima catalogazione sistematica degli oggetti celesti non stellari; i fratelli Carlo e Teodoro Belleo, autori di vari trattati medici e filosofici; Francesco Paternò Castello, ideatore del microscopium ragusanum tra i primi in Europa; Padre Gianbattista Occhipinti Scopetta (Cappuccino) ideatore sia del Ponte Vecchio detto dei Cappuccini e del convento di S. Francesco di Paola fu Prefetto Apostolico a Tunisi e stretto consigliere della famiglia reale Borbonica di Napoli nel Regno delle Due Sicilie. Maria Paternò Arezzo principessa di Castellaci che istituiva a Ragusa Ibla il primo ospedale destinato al ricovero e alla cura dei poveri e bisognosi, moriva sotto le macerie a sole 38 anni nel luttuoso terremoto di Messina del 1908. Il celebre poeta Vann'Antò, che è considerato insieme a Ignazio Buttitta il massimo esponente della poesia siciliana del Novecento; la Beata Maria Schininà fondatrice delle suore del Sacro Cuore di Gesù; ricordiamo anche Carmelo Cappello, fra i massimi scultori italiani del Novecento.

[modifica] Eventi

Ragusa ospita ormai da diversi anni, vari eventi e manifestazioni internazionali. Evento importante (non solo a livello locale) l'IBLA Grand Prize, un concorso annuale per cantanti, musicisti, compositori, pianisti, che si tiene ogni estate tra l'ultima settimana di giugno e la prima settimana di luglio. I vincitori vengono presentati alla Carnegie Hall di New York, alla Tokyo Opera City Hall e al Bolshoi di Mosca. Durante lo svolgimento dell'IBLA Grand Prize, oltre a concerti aperti al pubblico, viene anche offerta la possibilità ai concorrenti di partecipare ai Master Classes tenuti da una commissione di illustri musicisti membri della Giuria Internazionale.

Ibla Buskers è un appuntamento che si svolge da quattordici anni nelle prime settimane di ottobre, è il più importante dell'italia meridionale per il suo genere, rappresenta la festa per eccellenza degli artisti di strada detti anche buskers. Giocolieri, illusionisti, cantastorie, trapezisti e musicisti vengono per quattro giorni a Ibla da ogni parte del mondo per mostrare a tutti le loro abilità. Tantissima gente viene ad assistere a questa divertentissima festa dove la strada è il palco degli artisti, dove la magia del barocco si fonde con i giochi dei trapezisti e con i sorrisi dei clown.

Il Festival Organistico Internazionale di Ragusa è una rassegna che si svolge nel periodo tra i mesi di novembre e dicembre, mirata a valorizzare il notevole patrimonio organario e gli organi delle numerose chiese della città, Ragusa, infatti, vanta una tradizione secolare dell'arte organaria. Scenario della più bella musica organistica sono le chiese barocche, quasi tutte dotate di organo. Per circa sei serate si esibiscono i più noti organisti Italiani e straneri spesso accompagnati da strumentisti o cantanti lirici.

Inoltre a Ragusa si tiene la CheeseArt, biennale di cultura e scienza delle tradizioni casearie e agro-alimentari del mediterraneo. [41]

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Cronologia
Evoluzione urbanistica di Ragusa
Urbanizzazione di Ragusa.gif
Data Evento
Dal X a.C. Hybla, nucleo primigenio, viene fondata dai siculi.
700 I bizantini fortificano la città.
1700 Viene fondata Ragusa superiore in seguito al terremoto del 1693.
1843 Ragusa si espande verso sud tramite il primo ponte cittadino.
1930 Elevazione a capoluogo ed espansione verso sud e ovest.
1980 Sprawl odierno verso ovest.

L'urbanistica di Ragusa Ibla, ovvero il quartiere più antico della città, deriva dall'antico impianto altomedievale, probabilmente di origine bizantina. A causa del terremoto del 1693, l'antica città venne ricostruita sempre secondo l'antico tessuto urbano; mentre Ragusa superiore fu costruita ex novo subito dopo il terremoto. Il nuovo quartiere si sviluppò grazie alle idee e ai progetti illumistici del barone Mario Leggio Schininà, secondo un vero e proprio modello urbanistico a maglia ortogonale, già largamente sperimentato nelle nuove città spagnole in America latina ed utilizzato anche nella ricostruzione barocca di molti altri centri siciliani. Ragusa Ibla viene descritta come un pesce tra le acque dolci, a causa della forma che assume la collina, non solo ma grazie al suo isolamento urbano, ha potuto mantenere un'integrità stilistica veramente ammirevole. Invece a Ragusa superiore, si può distinguere il centro storico sempre in stile barocco, in cui sorgono però anche palazzi più recenti (ottocenteschi e novecenteschi). Lo sviluppo del nuovo quartiere continuò durante il XVIII secolo ed il successivo XIX, ma un sostanziale cambiamente avvenne nel secondo quarto dell'Ottocento con la costruzione del primo ponte cittadino, ultimato nel 1843 che superando l'ostacolo naturale della vallata S. Domenica, consentì l'espansione della città verso sud dove si trovavano i giacimenti di asfalto e le prime attività industriali. Successivamente fu costruito un altro ponte in epoca fascista e infine negli anni sessanta, a causa dell'intenso sviluppò cittadino, si realizzò un terzo ponte a campata unica.[42] Attualmente la città continua ad espandersi verso ovest, nella zona dell'altopiano e anche verso la zona sud, in quel sistema di quartieri che ormai viene comunemente chiamato Ragusa nuova. La città è la prima in Italia per superficie immobiliare pro capite.[43].

[modifica] Suddivisioni Storiche

Prima del terremoto del 1693 Ragusa Ibla era divisa in tre quartieri: S. Rocco, S. Maria e S. Paolo. Subito dopo il terremoto, si crearono due grandi quartieri autonomi: Ragusa Superiore e Ragusa Inferiore. I due quartieri, a causa di forti contrasti campanilistici, divennero nel 1865 dopo l'Unità d'Italia due comuni distinti e separati (R. Superiore e R. Inferiore); solo nel 1926, con la nomina a capoluogo di provincia, le due amministrazioni furono riunificate in un solo comune.

[modifica] Suddivisioni amministrative

Panorama notturno d'Ibla

Mentre le altre due circoscrizioni sono:

[modifica] Frazioni

[modifica] Marina di Ragusa

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Marina di Ragusa.

Marina di Ragusa si trova a circa 20 km più a sud, de Ragusa, è bagnata dal canale di Sicilia e presenta un clima mediterraneo estremamente mite. La circoscrizione è abitata da circa 4.000 abitanti ma d'estate arriva a superare le 70.000 unità considerando le presenze turistiche e la maggiorparte dei ragusani che nel periodo estivo si trasferiscono nella località marittima. È un'amena ed elegante località turistico-balneare, la più attrezzata e rinomata della Sicilia Sud-Orientale. Negli ultimi quindici anni ha subito un notevole sviluppo sia sotto l'aspetto delle strutture che sotto quello dell'estensione urbana, che la rende ormai una piccola città, durante la primavera del 2009 aprira' il nuovo porto turistico che ha capienza per oltre ottocento posti barca diventando uno dei tre Hub Siciliani per la marina da diporto. L'analisi delle acque marine della costa iblea ha dato risultati pienamente soddisfacenti, gli indicatori di balneabilità e trofico sono tra i migliori dell'isola.[44]

[modifica] Contrade

  • Annunziata
  • Arizza
  • Bocampello
  • Bussello
  • Bettafilava
  • Buttarella
  • Buttino
  • Calafato
  • Camemi
  • Carnesala Gargallo
  • Castellana
  • Castiglione
  • Cava Giumenta
  • Cento pozzi
  • Cerasella
  • Cilone
  • Cimillà
  • Cisternazzi
  • Conservatore
  • Costa
  • Costa del diavolo
  • Cutalia
  • Donnafugata
  • Fargione
  • Ficazza
  • Fontana Galerme
  • Fontana nuova
  • Fortugno
  • Gaddimeli II
  • Galerme
  • Gallina
  • Gelso
  • Genisi
  • Gisolfo
  • Granatello
  • Ilici
  • Imperatore
  • Lusia
  • Magnì
  • Maltempo
  • Marchesa Monte Margi
  • Menta
  • Mistretta
  • Monachella
  • Monsovile
  • Montesano
  • Nunziata
  • Palazzello
  • Palazzola
  • Patro
  • Pendente
  • Piana matarazzi
  • Piancatella
  • Pianicella
  • Piombo
  • Pizzillo
  • Ponte di Modica
  • Pozzi
  • Punta Braccetto
  • Puntarazzi
  • Salinella
  • Salomone
  • San Giacomo Bellocozzo
  • Santa Barbara
  • Sant'Antonino
  • Sciammacca
  • Scifazzo
  • Selvaggio
  • Serra Garofalo
  • Serra Montone
  • Soprano
  • Sparti Vento
  • Tabuna
  • Torre del Mastro
  • Trebastoni
  • Tre Casuzze
  • Tresauro
  • Zannafondo

[modifica] Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia di Ragusa.
« Si vedono in questa città pochissimi poveri, si contano cinque, o sei famiglie veramente ricche; e piani, e numerosi sono gl'indizj, che si offrono anche al poco diligente osservatore di una certa universale agiatezza in tutta la popolazione. I Ragusani si reputano assai proclivi all'ospitalità, non meno che ad un fastoso tenor di vivere.[...] fanno nelle loro case così copiose provvisioni di mobili, di vettovaglie, e di ogni maniera di comodi, che par loro familiare, ed abituale la vita civile, e splendida.  »

Da molti osservatori il ragusano è stato definito il nuovo sud-est, evidenziandone lo stato florido dell'economia locale e definendo il cosiddetto modello Ragusa come economia vincente da seguire. Il ragusano, nonostante la nota carenza di infrastrutture, è l'area più ricca della Sicilia.[45] I livelli occupazionali e il reddito medio pro capite sono fra i più elevati dell'Italia meridionale[46] L'indice di libertà economica che tiene conto non solo del PIL prodotto ma anche di elementi quali: economia, lavoro, contesto sociale, finanza, fisco e trasferimenti pone il ragusano ai livelli di province del nord Italia, collocando la provincia al cinquantunesimo posta della classifica nazionale, con un indice di 64,8 su 100 [47].

Con un reddito pro capite pari a 20.008 euro, Ragusa si colloca al primo posto fra le province del meridione d'Italia, considerando il fortissimo deficit infrastrutturale e il difficile contesto economico confinante. Ragusa che rappresenta lo 0,5% della popolazione Italiana e il 6% di quella Siciliana produce esattamente lo 0,5% del Pil Italiano (pari all'8% di quello regionale), per un valore superiore ai 6,2 miliardi di euro. Il tasso di crescita è leggermente superiore al dato nazionale e decisamente più alto di quello regionale. Inoltre le spetta il primato regionale per l'indice d'imprenditorialità con una media di circa 59,7 unità locali d'imprese ogni mille abitanti.[48]

[modifica] Agricoltura e allevamento

Tipico paesaggio agricolo ragusano

Ragusa detiene il primato nazionale per quanto riguarda la produzione agricola lorda vendibile, con il 47% della produzione ortofrutticola e floricola sotto serra: si pensi che il 6% appena della popolazione Siciliana produce più del 20% del reddito agricolo regionale. Ragusa vanta il 60% della produzione lattiero-casearia regionale e il 65% della produzione di carni[49], infatti si è sviluppato e specializzato il settore della zootecnia. Particolarmente rinomati sono i bovini grazie agli allevamenti della pregiata razza modicana, bovino autoctono degli iblei e l'unico siciliano classificato come razza autoctona. Tale razza è a rischio di estinzione e nel territorio ragusano permangono solo 15 allevamenti e 15 tori da monta. Il rinomato formaggio Ragusano, a marchio DOP,conosciuto ed apprezzato anche oltre confine, può essere prodotto sia con latte della bovina modicana sia con quello di altre razze bovine quali la frisona o bruna. Per quanto riguarda le razze asinine, è presente l'asino ragusano, fra le poche razze italiane di un certo pregio e particolarmente apprezzato per la qualità del latte. Rinomata anche la produzione dell'olio Dop Monti Iblei e l'apicoltura che in queste zone ha origini antichissime. Ragusa inoltre è la prima in Italia per esportazioni di merci derivanti dall'agricoltura biologica. Il vino per eccellenza del ragusano è il Cerasuolo, prodotto principalmente nel comune di Vittoria, è l'unico vino siciliano catalogato DOCG. L'agricoltura dunque è uno dei motori trainanti dell'intera zona ragusana, essa non è un settore a parte, ma si integra pienamente con il contesto economico e industriale ragusano. Ragusa appartiene alle Città del formaggio, dell'olio, del miele e del vino.

[modifica] Artigianato

L'artigianato ibleo si dimostra particolarmente dinamico, esso è formato da moltissime piccole e medie imprese che creano occupazione e incidono sullo sviluppo ibleo. Nel 2000 si avevano 6.678 aziende artigiane, mentre nel 2005 si contavano oltre 7500. Questo trend positivo è in costante aumento, l'artigianato inoltre rappresenta circa il 25% nel territorio ibleo, mentre in termini occupazionali rappresenta oltre dodicimila addetti. Particolarmente sviluppato è la produzione di tessuti confezionati a mano.[50]

[modifica] Industria

Colacem

Ragusa ha avuto e continua ad avere una forte caratterizzazione industriale. Infatti essa assorbe circa il 15% dell'occupazione totale. [51] Grazie alla presenza di asfalto e petrolio, sono presenti varie industrie di tipo estrattivo, inoltre opera la società del gruppo Eni Polimeri Europa, specializzata nel settore chimico. Rilevante anche la presenza dell'industria lattiero-casearia, dolciaria e conserviera. Nelle acque prospicienti a Marina di Ragusa è presente la piattaforma Vega che è la più grande del mediterraneo con una media di cinquemila barili estratti ogni giorno. Attualmente il comune di Ragusa ha dato la propria disponibilità per la ricerca e l'estrazione di metano da parte della compagnia statunitense Panther Oil. Diffusi anche le aziende che trattano il cemento e la pietra pece. La zona industriale della città è fra le più grandi del mezzogiorno, essa è in rapida espansione, secondo indagini del Censis e dell'Istat, la maggiorparte sono micro, piccole e medie imprese, articolate in sei raggruppamenti merceologici: agroalimentare e mangimistico, materiali e complementi per l'edilizia, marmi e graniti,legno-arredo,chimico-plastico,metalmeccanico-impiantistico. Si produce inoltre il 60% della produzione di polietilene e dei materiali plastici per l'agricoltura al livello regionale, ed è il 3º polo italiano dei materiali lapidei (marmi, graniti, pietra locale) dopo Verona e Carrara. Oltre il polo industriale di Ragusa, è molto importante anche l'agglomerato industriale di Modica e Pozzallo, posizionato in maniera strategica per l'import-export nel mediterraneo, inoltre possiede varie aziende che fabbricano prodotti veterinari.[52]

[modifica] Servizi

In questo settore, le attività più importanti sono quelle legate alla Banca Agricola Popolare di Ragusa, la 4° banca popolare italiana, ormai l'unica con sede decisionale nel meridione. Molto importate per l'economia ed il prestigio cittadino e dell'intera provincia è l'istituzione del Consorzio Fattorie Informatiche capeggiato dalla Argo Software, software house leader nel settore della scuola.[53].

[modifica] Fiera

La Fiera Agricola Mediterranea è l’appuntamento più importante a livello regionale del comparto agricolo e zootecnico e tra i più significativi d’Italia.[54]

[modifica] Turismo

Scorcio di Ragusa Ibla

Il turismo nel Ragusano è un settore di recente formazione, grazie a numerose fiction e film girati nel capoluogo e l'inserimento tra le liste dell'Unesco, l'afflusso turistico è aumentato in maniera abnorme rispetto al passato. Moltissime le attività alberghiere ed i Bed and breakfast, nel 2005 il flusso turistico registrato in complesso è stato di 212.234 arrivi e 885.100 presenze. Oggi Ragusa rappresenta circa il 10% del turismo al livello regionale, infatti l'ampia presenza di risorse artistiche determina un flusso turistico costante tutto l'anno, mentre la frazione di Marina di Ragusa è ricercata maggiormente nel periodo estivo; questa grazie ad i numerosi negozi, locali notturni e discoteche, rappresenta la località balneare più attiva della Sicilia sud-orientale. Molto importante è anche la presenza del turismo enogastronomico, infatti la città come l'intera provincia produce molti prodotti agroalimentari tipici tutelati dalla UE avendo pure il primato siciliano in questo settore[55], ciò la rende una fra le mete più ambite per degustare pietanze o bevande uniche e di alta qualità. Ragusa presenta il maggiore rialzo in termini di arrivi dei turisti italiani e stranieri, seguita a breve distanza da Siracusa,[56] inoltre detiene la permanenza media più elevata tra le province siciliane, infatti è attestata a una media di 4,2 giorni. [57]

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Pesante è il deficit infrastrutturale del ragusano, infatti scarso interessamento politico e una difficile orografia, hanno fatto si che la provincia di Ragusa fosse fra le ultime per la presenza di infrastrutture; tuttavia negli ultimi tempi sono state realizzate varie opere importanti, molti cantieri sono stati aperti e molti altri apriranno a breve, al fine di uscire da questa impasse.[58]

[modifica] Strade

L'intero sistema viario necessita di interventi radicali[59], anche in considerazione del fatto che si tratta di uno dei poli produttivi più importanti d'Italia[60] ; non avendo un sistema ferroviario efficiente, è costretto ad un intenso uso del trasporto su gomma.

[modifica] Ferrovie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ferrovie siciliane, Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì e Ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini.

La linea ferroviaria che attraversa il territorio e serve la città è la Ferrovia Siracusa-Gela-Canicattì. Purtroppo la linea è caratterizzata da una bassa velocità di crociera[61], che ne disincentivava l'uso, però oggi sembra avviata ad un recupero di funzionalità e ad un ammodernamento grazie al potenziamento delle opere d'arte (ponti e viadotti), tra Vittoria e Siracusa, eseguito nell'ambito del Programma integrativo FS con i fondi stanziati dalla legge 12 febbraio 1981[62]. La linea, pur tortuosa e con elevate pendenze, attraversa e collega direttamente alcuni tra i più grandi centri urbani ragusani. Il traffico merci su rotaia è attualmente quasi inesistente, nonostante l'alto potenziale [63] costituito dalle aree di grande produttività di Ragusa, Modica, Vittoria, e agli intensi scambi commerciali del porto di Pozzallo. Fino al 1949 la città fu anche servita dalla ferrovia Siracusa-Ragusa-Vizzini che univa il capoluogo ibleo ai suoi comuni montani di Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Monterosso Almo e oltrepassato monte Lauro alle provincie di Catania e Siracusa.

[modifica] Le stazioni di Ragusa

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stazione di Ragusa, Stazione di Ragusa Ibla e Stazione di Ragusa SAFS.
  • La stazione di Ragusa[64] venne costruita alla periferia sud del centro abitato alla fine del 1800 in corrispondenza della nuova zona di espansione, ed il primo treno vi transito il 18 giugno 1893. Fu rimodernata durante il ventennio fascista, bombardata durante l'ultimo conflitto mondiale, quindi ricostruita con l'attuale ma col passare degli anni la città ha inglobato la stazione che adesso si trova in pieno centro urbano. Dopo i tagli attuati dalla RFI negli anni '90 nella stazione transitano esclusivamente treni regionali. Il fascio binari si trova ad ovest della stazione e sono presenti 2 binari entrambi provvisti di banchine collegate da passerelle e pennsiline per il movimento passeggeri. La stazione di Ragusa si trova in Piazza del Popolo nelle vicinanze dell'Ospedale Civile e del Comando Provinciale dei Carabinieri.
  • La stazione di Ragusa Ibla, la quale fu la prima d essere attivata a Ragusa, si trova poco fuori dal centro barocco. Fu chiusa durante gli anni '90 e ceduta a privati. Oggi è usata come ristorante.
  • La stazione di Ragusa SAFS danneggiata durante la guerra fu demolita negli anni '50.

[modifica] Porti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Marina di Ragusa.

Il porto di Marina è stato progettato alla fine degli anni ottanta, però per motivi burocratici i lavori furono bloccati. Solo grazie ai fondi dell'Unione Europea, il porto è stato finanziato e i lavori sono potuti cominciare ufficialmente l'11 aprile 2006, affidati alla ditta Tecnis. Il porto, che ha una capienza di oltre ottocento posti barca, è stato dichiarato operativo il 3 luglio del 2009 quando vi entrarono le prime barche maltesi. Il porto ospiterà la nuova capitaneria insieme a quella già presente nel porto di Pozzallo, al fine di un migliore servizio di sicurezza per tutta la fascia costiera iblea, infine sarà presente un servizio di aliscafi diretti verso l'arcipelago maltese distante solo 80 km.

[modifica] Aeroporti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Comiso.
La torre di controllo del nuovo aeroporto.
  • L'aeroporto "V. Magliocco" dista circa 15 km da Ragusa, esso venne utilizzato dal dopoguerra fino all'inizio degli anni settanta dall'Alitalia e durante gli ultimi anni della guerra fredda come base aeronautica dalla NATO[65]. Dopo una profonda ristrutturazione, entrerà nuovamente in funzione alla fine del 2009. L'aeroporto punta a diventare il 3° scalo siciliano, contando su un bacino d'utenza di circa un milione di persone, considerando le province di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta e la zona del Calatino, inoltre lavorerà in sinergia con l'aeroporto di Catania, soprattutto quando a causa dell'eruzioni dell'Etna quest'ultimo scalo venisse chiuso al traffico aereo. Nei piani della So.A.Co si prevede di ospitare voli charter e compagnie low cost e si è anche pensato all'utilizzo dello scalo per il trasporto delle merci ad alta deperibilità prodotte nel ragusano, grazie alla presenza del mercato orto-floro-frutticolo di Vittoria, il più grande d'Europa alla produzione.[66][67]

[modifica] Aviosuperfici

  • Inoltre a Ragusa è presente l'Aviosuperficie Giubiliana con una pista orientata 7/25 di 700m in asfalto[68].
  • Vicino Marina di Ragusa è presente il campo di volo Elpi Fly con pista or. 05/23 in terra battuta da 320m x 20m[69].

[modifica] Mobilità urbana

Il capolinea "Zama".

A Ragusa il mezzo di trasporto più utilizzato è l'automobile, risultando una delle città in Italia con il maggior consumo pro capite di carburante[70] mentre il principale mezzo pubblico è l' autobus, che non risulta essere molto utilizzato. Il servizio di trasporto urbano in città è gestito dall’AST (Azienda Siciliana Trasporti) che opera una serie di linee che raggiungono tutti i quartieri della città. I capolinea princiapli del servizio urbano sono il "Nodo Zama" che si trova accanto la stazione degli autobus ed il "Nodo Piazza del Popolo", che si trova difronte la stazione ferroviaria. Delle 15 linee operate a Ragusa solo la linea 3 svolge servizio notturno (ultima corsa alle 01:00) con corse tra il centro città ed il quartiere barocco di Ibla. Durante il periodo estivo alle linee operate nel capoluogo se ne aggiungono altre due (linea A e B) che servono la frazione di Marina di Ragusa.

Le fermate proposte per il SFM.

[modifica] Servizio ferroviario metropolitano

A causa di un traffico crescente, si sta discutendo sulla possibilità della realizzazione di un Servizio ferroviario metropolitano, in parte di superficie, sfruttando l'antica linea ferroviaria già esistente sotto la città. Il progetto appare arduo, in quanto Ragusa è in pendenza ed in collina ma, la metro sarebbe aiutata da un sistema integrato di busnavetta ecologici, che andrebbero a sostituire gli attuali ed obsoleti autobus. La metropolitana si snoderebbe per 18 km e sarebbero previste 15 fermate, prevede l'uso di tre convogli con tempi di attesa di mezz'ora, mentre nelle zone a maggior traffico sono previsti tempi di attesa di 10 minuti. Il costo complessivo ammonta a 31 milioni di euro, che potranno essere messi a disposizione per i progetti di mobilità alternativa per i comuni che come Ragusa sono tutelati dall'Unesco[71].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Nello Dipasquale (Popolo della Libertà) dal 26/06/2006, autosospesosi il 25/09/2009
Centralino del comune: 0932 676111
Posta elettronica: sindaco@comune.ragusa.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Ragusa.

[modifica] Gemellaggi

Ragusa è gemellata con le seguenti città del mondo.

[72]

[modifica] Rapporti bilaterali

Ragusa intrattiene rapporti bilaterali e progetti in collaborazione con:

[modifica] Sport

Lo sport a Ragusa è molto praticato, è la città siciliana con più attività dedicate al tempo libero e risulta inoltre fra le prime sessanta d'Italia.[38]

[modifica] Calcio

Il calcio era rappresentato dall'Unione Sportiva Ragusa, società che militava sino alla stagione 2006/07 in Serie D, ma in passato recente ha giocato in serie C2 girone C. Anche questa società gloriosa, dopo 58 anni di storia calcistica, è pervenuta nel luglio 2007 al fallimento. Dopo il fallimento dell'U.S. Ragusa la nuova squadra rappresentativa del capoluogo è l'A.S.D. Ragusa che attualmente milita in serie Eccellenza e che ambisce a riconquistare le serie professionistiche nazionali.

[modifica] Basket

Ragusa è stata per molto tempo protagonista della pallacanestro nazionale. La Virtus Ragusa, fondata nel 1948, meglio conosciuta come Popolare Ragusa, ha preso parte a molti campionati nazionali di serie C e B oltre a sei campionati consecutivi in Serie A2 (l'ultimo nel 2003-04) per poi retrocedere in B1, poi in B2 ed infine approdare al fallimento con il suo presidente Rabito e il GM Giancarlo Diquattro. Tra i suoi migliori giocatori si ricordano Sasà Cintolo, Pino Minardi, Giovanni Occhipinti, Ninni Gebbia, Darryl Wilson e Peppe Cassì. Adesso è rinata per opera di un pugno di appassionati ed ex giocatori in C1 con il nome di Nova Virtus Ragusa. Le colonne portanti di questa nuova società sono il presidente Sergio Tumino, il general manager Emiliano Ottaviano e l'avvocato Giuseppe Cassì, ideatore del progetto New Virtus Giovani.

[modifica] Rugby

Oggi la società sportiva più rappresentativa per la città è il Pam Padua Rugby, formazione che milita nel campionato nazionale di rugby serie C. Il rugby a Ragusa è lo sport che può contare di più su un forte settore giovanile che conta circa 600 iscritti. In tempi recenti alcuni ex giocatori di rugby hanno dato vita all'Over Ragusa Rugby Clan, una formazione ragusana Old, cioè composta da giocatori aventi più di 35 anni. I maggiori artefici della nascita dell'associazione (che conta più di 50 iscritti) sono Antonio Buscemi, Gianni Biazzo e Giancarlo Iacono

[modifica] Altri sport

Tamburello

La società più titolata a livello nazionale è la G.S. Tamburello Ragusa che ha vinto pure molti titoli europei di tamburello a 3 e tambeach. Altra gloriosa società cittadina è Tambeach Kaukana che ha vinto vari titoli nazionali in tutte le specialità di tambeach.

Inoltre a Ragusa abita la campionessa italiana in doppio di tamburelli, vale a dire Mariavera Incardona

Judo

Lo Jūdō si sta sviluppando sempre di più con stage (a cui hanno partecipato campioni olimpionici come Girolamo Giovinazzo, Luigi Guido e Janusz Pawlowsky) e gare. Gli allievi delle palestre hanno ricevuto molte premiazioni a livello nazionale e regionale, inoltre a Ragusa ci sono molte donne e ragazze che praticano judo.[75]

[modifica] Scuola regionale dello sport

La Scuola di Sport della Sicilia del CONI "Giambattista Cartia", unica in italia tra le scuole regionali ad avere una sede dedicata, viene istituita dalla giunta esecutiva del CONI nel 1996. I principali ambiti di attività della Scuola sono riconducibili a tre direttrici fondamentali: la formazione, la documentazione e la ricerca. La Scuola di Sport della Sicilia ha sede stabile, per una serie di circostanze e di sensibilità convergenti nella città di Ragusa: la Provincia Regionale di Ragusa ha finanziato la realizzazione della sede della Scuola, il Comune di Ragusa ha ceduto gratuitamente l'area dove sorge, il comitato regionale CONI della Sicilia ha reputato valida l'aspirazione del movimento sportivo ragusano di focalizzare la scuola sul proprio territorio. La scuola si pone, come elemento di raccordo e armonizzazione delle qualificate esperienze nel settore sportivo maturate sul territorio, prodigandosi nel far emergere le risorse professionali presenti e operanti nelle singole realtà territoriali. La Scuola di Sport della Sicilia rappresenta un luogo di incontri stabili e duraturi dove si favorisce, con spirito solidale, lo sviluppo di uno sport a misura d'uomo. La scuola è una struttura che riflette le potenzialità, le vocazioni e i bisogni peculiari del territorio isolano, ma interpreta anche, per la sua posizione geografica strategica al centro del Mediteranneo, le esigenze di quanti, in tale area, operano per lo sviluppo degli ideali olimpici.[76] Guarda il video: [14]

[modifica] Impianti sportivi

L'interno del PalaMinardi
L'esterno del PalaMinardi.
Struttura[77] Capienza
  • Stadio Comunale Aldo Campo
  • Campo Sportivo G. Biazzo (ex Enal)
  • Campo Sportivo di Marina di Ragusa
  • Campo Sportivo di calcio, Via N. Colajanni
  • Campo Sportivo di Rugby, Via Forlanini
  • Impianto Polivalente Petrulli
  • PalaMinardi
  • PalaPadua
  • Palestra Umberto I
  • Palestra A. Moro
  • Palestra Bellarmino
  • Piscina comunale
  • Campo di tennis C/da Gaddimeli
  • Campo di tennis Via delle Miniere
  • Scuola Regionale dello Sport
  • 3500
  • 200
  • 500
  • 100
  • 600
  • 1000
  • 3800
  • 2000
  • 600
  • ---
  • ---
  • 500
  • ---
  • ---
  • ---

[modifica] Personalità sportive legate a Ragusa

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico al 30 Marzo 2009, dati ISTAT
  2. ^ Rapporto unioncamere dati 2009, al 73° posto nella graduatoria nazionale, nel gruppo delle province delle regioni centrali
  3. ^ Antica definizione di "regnum in regno" data dallo storico Vito Amico e da altri con la formula concessa a Bernardo Cabrera da Re Martino "sicut Ego in Regno Meo et Tu in Comitato tuo", definizione di Gesualdo Bufalino da "La Luce e il lutto", Leonardo Sciascia in "L'antica contea" foto di Giuseppe Leone, Sole 24 ore "modello ragusa "[1]
  4. ^ Ray Bondin, componente del Consiglio ICCROM, Organizzazione Internazionale dell'UNESCO
  5. ^ Sias Regione Siciliana. URL consultato il 29-12-2007.
  6. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
  7. ^ Il Garofalo nel suo libro "Discorsi sopra l'antica e moderna Ragusa" riporta questa ipotesi
  8. ^ Tiranni ed indigeni in Sicilia in età arcaica
  9. ^ Citazione di Silio Italico
  10. ^ "Cronaca di Cambridge" e nella "Storia dei Musulmani" di Michele Amari
  11. ^ Tavole cronologiche di Ragusa e del suo territorio
  12. ^ La mafia durante il fascismo di Duggan Christopher
  13. ^ Maria Occhipinti Una Donna Libera
  14. ^ Investire a Ragusa
  15. ^ Andrea Ottaviano (m 66 x 44)
  16. ^ I monumenti del tardo barocco a Ragusa - Giuseppe Antoci
  17. ^ Ragusa sottosopra editoriale del comune di Ragusa
  18. ^ Sito del Assessorato al Turismo Ragusa
  19. ^ Sito del comune di Ragusa, Chiesa delle Anime del Purgatorio
  20. ^ Gaetano Cosentini "Donnafugata un Castello un giardino"
  21. ^ Salvatore Spoto, Sicilia Antica. Newton e Compton editori.
  22. ^ provincia di Ragusa tranne il "guerriero di Castiglione" preso dalla Guida Turistica "Su e giu per le antiche scale"
  23. ^ Intervista al questore Oddo - Corrierediragusa.it 24/11/2008
  24. ^ Fonte Istat[2]
  25. ^ Date riportate dal Sortino Trono e dal Garofalo
  26. ^ Rapporto Caritas Migrantes
  27. ^ Ragusa in cifre Istat 2006
  28. ^ Ragusa in cifre Istat
  29. ^ Avis Ragusa
  30. ^ Bimestrale Sanità iblea
  31. ^ con 45 camere di degenza è la casa di cura più grande in provincia
  32. ^ Sito del comune di Ragusa "Vivere il tempo libero e la cultura"
  33. ^ Discorso di Ciampi 11-01-2006
  34. ^ Giovanni Distefano "La regione Camarinese in età Romana", "Indigeni e Greci nell'entroterra di Camarina", "Archelogia Iblea"
  35. ^ da Ragusa Sottosopra [3] e dal sito del comune [4]
  36. ^ Progetto "Ibla movie tour" presentato dalla associazione Glocal
  37. ^ appalto servizio di ingegneria ed architettura per restauro ex teatro della concordia[5]
  38. ^ a b Qualità della vita Sole 24 ore 2006
  39. ^ A Liccumia Cesare Pluchino
  40. ^ Cosa mangiare a Ragusa
  41. ^ Tutti gli eventi di Ragusa presi dal sito del comune
  42. ^ da "I monumenti del Tardo Barocco di Ragusa"
  43. ^ Modello Ragusa
  44. ^ Modello di gestione integrata della fascia costiera della Provincia di Ragusa [6]
  45. ^ Capitolo18. URL consultato il 24-10-2007.
  46. ^ Classifica del reddito pro capite 2005 delle province italiane.. URL consultato il 07-02-2008.
  47. ^ La Sicilia 16 settembre 2006
  48. ^ Indice di imprenditorialità, Ragusa prima in Sicilia secondo l'Istat
  49. ^ Industria casearia in provincia di Ragusa. URL consultato il 17-02.2008.
  50. ^ bilancio modello Ibleo
  51. ^ Ragusa in cifre ISTAT
  52. ^ Ragusa e la sua provincia:un Mezzogiorno dinamico.. URL consultato il 17-02-2008.
  53. ^ Modello Ragusa
  54. ^ l’appuntamento più importante a livello regionale del comparto agricolo e zootecnico e tra i più significativi dell’Italia meridionale. [7]
  55. ^ "A liccumia" Ragusano Dop olio d'oliva Igp e il cerasuolo di Vittoria unico vino siciliano DOCG, Prefazione del Dott. Salvatore Bocchieri assessore provinciale allo sviluppo economico
  56. ^ Report Sicilia
  57. ^ Annuario istat 2007
  58. ^ Inaugurazione del porto turistico di Marina di Ragusa nel giugno 2009, approvazione definitiva del Cipe per la Ragusa - Catania entro il primo semestre del 2009 (Conferenza di fine anno del presidente della provinciai di Ragusa Franco Antoci [8]
  59. ^ Regione Siciliana,Piano regionale dei trasporti e della Mobilità-parte I,12/2003:punto I-3.4 ..le caratteristiche delle SS194 e SS514..sono al disotto degli standard normativi.
  60. ^ [Camera dei Deputati 10-02-2008]
  61. ^ Ferrovie dello Stato,Fascicolo orario di servizio 159, Compartimento di Palermo
  62. ^ Gianfranco Tiberi,Gli investimenti ferroviari:150 anni di altalena-annesso A,in La tecnica professionale12/1989, Editore CIFI,Roma
  63. ^ Ragusa e la sua Provincia:un Mezzogiorno “dinamico”
  64. ^ http://www.regione.sicilia.it/TURISMO/TRASPORTI/arctrasporti/Stazioni/ragusa/stz%20ragusa.htm
  65. ^ Sito della Società aeroportuale
  66. ^ Camera dei deputati al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali[9]
  67. ^ Sito Aeroporto di Comiso
  68. ^ Sito dell'Ente Nazionale Aviazione Civile
  69. ^ Aviazione Leggera Online
  70. ^ Rapporto "Ecosistema Urbano 2008" di Legambiente
  71. ^ Ragusa Sottosopra
  72. ^ gemellaggio Asuncion [10], per le altre [11]
  73. ^ Tavolo di concertazione permanente
  74. ^ progetto di cooperazione tra ragusa e la città francese di tours per promuovere scambi turistici e commerciali [12]
  75. ^ Basaki judo
  76. ^ [13]
  77. ^ Fare sport a Ragusa

[modifica] Bibliografia

  • Padre Benigno Occhipinti, P. Gianbattista Occhipinti Scopetta e il Ponte Vecchio di Ragusa, Editrice Salvatrice Occhipinti, 1992.
  • Piero Guccione, Il Parco degli Iblei in Provincia di Ragusa , Argo Software, 2006 . ISBN 978-88-88659-24-4
  • Maria Occhipinti, Una donna libera , Sellerio editore, 1957. ISBN 88-389-1932-1
  • Giuseppe Antoci, I monumenti del tardo barocco di Ragusa , Nonsolografica editrice, 2003.
  • Giuseppe Coria, Stemmi e Gonfaloni negli Iblei , Provincia regionale di Ragusa, 2001.
  • Giovanni Distefano, Archelogia Iblea , Distretto scolastico n.52- Ragusa con il contributo dell'assessorato regionale ai beni culturali - Palermo, 1987.
  • Giuseppe Iacono, Folklore religioso nella Contea di Modica 1989, , Salvina Tomaselli.
  • Giuseppe Coria, Ragusa Produce , Camera di commercio I.A.A., 1992.
  • Gaetano Cosentini, Donnafugata Un Castello un giardino , Leopardi Editore, 1985.
  • Francesco Purpura, Sicilia mitica. Miti e leggende della Sicilia classica , Trinakria, 2005. ISBN 88-86544-22-7
  • Duggan Christopher, La mafia durante il fascismo , Rubbettino, 2007. ISBN 88-498-1823-8
  • Fabio Militello, Rodo , 2006, Castelli di Sicilia, Santoro . ISBN 88-89224-21-5

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