Palazzolo Acreide

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Palazzolo Acreide
comune
Palazzolo Acreide – Stemma
Palazzolo Acreide – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Sindaco Carlo Scibetta (Noi per Palazzolo) dal 16/06/2008
Territorio
Coordinate 37°04′00″N 14°54′00″E / 37.066667°N 14.9°E37.066667; 14.9 (Palazzolo Acreide)Coordinate: 37°04′00″N 14°54′00″E / 37.066667°N 14.9°E37.066667; 14.9 (Palazzolo Acreide)
Altitudine 670 m s.l.m.
Superficie 86,34 km²
Abitanti 9 047[1] (31-10-2012)
Densità 104,78 ab./km²
Comuni confinanti Buscemi, Cassaro, Floridia, Modica, Giarratana (RG), Noto, Siracusa, Solarino, Sortino, Canicattini Bagni
Altre informazioni
Cod. postale 96010
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089015
Cod. catastale G267
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti palazzolesi
Patrono San Paolo Apostolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzolo Acreide
Posizione del comune di Palazzolo Acreide nella provincia di Siracusa
Posizione del comune di Palazzolo Acreide nella provincia di Siracusa
Sito istituzionale

Palazzolo Acreide (Palazzolu o Palazzolu Creidi in siciliano) è un comune italiano di 9.047 abitanti[2] della provincia di Siracusa in Sicilia.

Città barocca dalle radici greche, situata nei Monti Iblei e non distante dal fiume Anapo e la Necropoli Rupestre di Pantalica, nel 2002 è stata insignita del titolo di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO, insieme con il Val di Noto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Palazzolo Acreide dista 44 chilometri da Siracusa; 39 chilometri da Ragusa, e 91 chilometri da Catania. È situato nella parte ovest della provincia, sulle pendici dei monti Iblei.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei pressi di Palazzolo Acreide sorgeva Akrai, una colonia siracusana fondata attorno al 664 a.C. (70 anni dopo la fondazione di Siracusa) dagli stessi siracusani. Della città antica si conservano numerose testimonianze, in particolare un importante edificio teatrale e un complesso di edifici adiacenti all'agorà greco-romana. Di una strada urbana identifica con il decumano si conserva integro il manto stradale. Molti degli edifici e dei complessi cimiteriali cristiani furono esplorati e dal Barone Gabriele Judica di Bauly. Delle ricerche effettuate dal nobile archeologo si conserva una dettagliata relazione in una pregiata edizione del 1819, oggi piuttosto rara, ma di facile reperimento nelle biblioteche specializzate.
La città greca sorgeva sull'altura del monte Acremonte, in questa località sono stati nel tempo localizzati un Aphrodision (Heraion?) e altri edifici religiosi citati nell'iscrizione Kaibel 217. Di notevole importanza storica e il santuario extraurbano di Cibele identificato dal marchese Paolo d'Albergo e successivamente fatto conoscere dal pittore francese Jean Houel che visitò Palazzolo nel 1779. Durante il periodo greco la città coniò una moneta con l'effigie della dea Demetra e si arricchì di importanti edifici civili, al regno di Gerone II, probabilmente nato o cresciuto in questa località, si deve il riordino urbano dell'abitato in epoca ellenistica. del periodo romano si conservano parecchie testimonianze tra queste ad esempio la base di una statua onoraria dedicata a Caio Verre intercettata da Gabriele Judica. in epoca tardo antica e cristiana la città accolse una numerosa comunità di cristiani e di ebrei che migrarono dopo l'editto del 18 giugno 1492 che espelleva dai domini spagnoli le comunità israelitiche.
Alla presenza dei cristiane delle catacombe urbane dell'Intagliata e dell'Intagliatella, ma anche e soprattutto un cospicuo numero di catacombe rurali note alla letteratura scientifica. Importanza notevole rivestono in questo contesto le iscrizione greche e cristiane studiate da Giovanni Pugliese Carratelli. in epoca moderna la città è tornata ad essere oggetto di scavi e di studi che hanno favorito una migliore comprensione della storia dell'abitato antico. Impulso notevole hanno esercitato le ricerche di Clelia Laviosa, Luigi Bernabò Brea, Beatrice Basile, Salvatore Distefano, Giuseppe Voza, Lorenzo Guzzardi.
La città antica fu distrutta dalle truppe islamiche nell'827 si accamparono nei suoi pressi in attesa di occupare Siracusa. Di recente le ricerche sono state riprese dall'Università di Varsavia che ha condotto nell'area della città greco-romana alcune campagne di scavo.

Nella seduta del 27 giugno 2002 a Budapest, durante la XXVI Sessione Plenaria dell'UNESCO, la chiesa di San Sebastiano (www.sansebastiano.org) e quella di San Paolo di Palazzolo Acreide sono state dichiarate monumento patrimonio dell'umanità.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)
(EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
Chiesa di San Paolo - Palazzolo A.(SR).jpg
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo no
Riconosciuto dal 2002
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Le chiese di San Paolo e San Sebastiano sono stato dichiarate patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.

  • Basilica di San Paolo;
  • Basilica di San Sebastiano;
  • Chiesa di Santa Maria della Medaglia;
  • Chiesa Madre di San Nicola;
  • Chiesa Madonna Annunziata;
  • Chiesa Sant'Antonio;
  • Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco;
  • Chiesa di Santa Maria Maddalena;
  • Chiesa dell'Immacolata, con al suo interno una Madonna col Bambino di Francesco Laurana, risalente al XV secolo;
  • Chiesa di San Michele;
  • Castello Medievale;
  • Catacombe Santa Lucia;
  • Grotta Senebardo;
  • Intagliata Intagliatella;
  • Palazzo comunale;
  • Teatro Greco;
  • I Santoni;
  • Palazzo Judica (1700) conservava una raccolta di antichità acrensi, ora divise fra Lentini e Siracusa. Vi è il progetto del costituendo Museo Acrense.
  • Casa-museo di Antonino Uccello. Contiene un'interessante raccolta di materiale etnografico siciliano. Fu aperto dal fondatore nel 1971. Alla sua morte nel 1979 fu acquistato dalla Regione siciliana. In una frase di Antonino Uccello si racchiude il significato di una vita dedicata alla memoria della propria terra: Un museo etnografico potrà notevolmente contribuire a salvaguardare almeno in parte il materiale di studio, a educare e sensibilizzare l'opinione pubblica, per non dire poi degli ovvi vantaggi che se ne dovrebbero ricavare sul piano scientifico, culturale e turistico.
  • Museo del Presepe[3]
  • Museo dei Viaggiatori in Sicilia[4].
  • Museo dell' Informatica Funzionante[5]
  • Museo Francesco Lombardo di Giuseppe (Comune di Floridia). Raccolta privata del maestro Francesco Lombardo detto don ciccio pastasciutta che operò tra gli anni ’30 e ’50 del primo ‘900 siciliano.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

San Paolo in una vecchia foto

Abitanti censiti[6]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Il teatro antico di Akrai

Le manifestazioni che hanno un'antica tradizione popolare nel paese sono: le feste in onore di san Paolo, san Sebastiano, san Michele, l'Addolorata, la Santa Pasqua, il Carnevale e le "rappresentazioni classiche".

Le feste in onore dei santi si svolgono quasi tutte con uno stesso cerimoniale, ma quelle con il maggior coinvolgimento popolare sono quella in onore di san Paolo, patrono della città (25 gennaio e 29 giugno), quella dei san Sebastiano (20 gennaio e 10 agosto), quella dell'Addolorata (terza domenica di settembre e venerdì santo) e quella di San Michele (domenica successiva al 29 settembre, quando questa data non cade di domenica, e 8 maggio).

I festeggiamenti, fino agli anni sessanta, duravano circa una settimana, in quanto si tenevano, per l'occasione, fiere di bestiame note in tutta la Sicilia. Oggi i festeggiamenti durano tre giorni. Nel primo giorno si svolgono concerti di musica leggera al Giardino Pubblico ('a sirata a villa). Nel secondo giorno ('a vigilia) avviene la svelata del santo nell'altare maggiore della chiesa di appartenenza ('a sciuta ra càmmira).

Il terzo giorno è quello dei festeggiamenti veri e propri: le messe solenni, quelle cantate, il panegirico e, alle tredici, l'uscita del santo dalla chiesa ('a sciuta ri manziornu), tra scampanii, fuochi artificiali e lancio di 'nzareddi, portato, secondo la tradizione, a spalla ('a spadda nura) e seguito da fedeli, soprattutto donne, a piedi nudi ('u viaggiu scausu), che adempiono allo scioglimento di un voto. Il santo viene fatto uscire anche di sera, verso le ore 20, e condotto per tutto il paese, secondo itinerari tradizionali, accompagnato dalle bande musicali e dai fedeli. I festeggiamenti si concludono nella tarda notte o nelle prime ore del mattino con l'esibizione di cantanti o altri spettacoli e con il grande finale di fuochi d'artificio.

Da segnalare infine la festa con processione dell'Immacolata (8 dicembre), ripristinata da qualche anno. Come tradizioni gastronomiche ricordiamo la "salsiccia palazzolese", le paste di mandorle, la produzione di olio extravergine d'oliva....ed anche squisiti piatti con i sapori dell'ambiente circostante: timo, asparagi, finocchietto selvatico, origano, "aiti","amareddi" e altre ancora.

Persone legate a Palazzolo Acreide[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Palazzolo Acreide è gemellato con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Palazzolo Acreide gioca la squadra di calcio del S.C.Palazzolo che dopo aver vinto il campionato di eccellenza siciliana girone B nella stagione 2010/2011 ha disputato l' anno seguente la serie D. I colori sociali sono il giallo e verde e disputa le sue partite allo stadio "A. Scrofani Sallustro" un impianto con 2880 posti a sedere.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2011.
  2. ^ Dati Istat al 31 gennaio 2009.
  3. ^ Museo del Presepe
  4. ^ MuseoViaggiatori.it
  5. ^ Museo dell'Informatica Funzionante
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Riparte il gemellaggio con Sikyon Scambio di visite col nuovo sindaco della cittadina greca. URL consultato l'08.01.03.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Precisazioni Storico topografiche sull’Alto corso del Tellaro, in NETUM anno X n. 1/3 ottobre 1985, pag. 52 sgg.
  • Il Castello di Palazzolo Acreide, in SIRACUSA anno IV n. 5, 1986 pag. 36 sgg.
  • La Misteriosa città di Bidis, in ANTIQUA anno XI n. 5, 1986 pag. 57 – 59
  • Frammenti ceramici tardo rinascimentali da Buscemi, in R. ACQUAVIVA, Buscemi, Storia e Immagini, Siracusa 1987.
  • Il Problema dell’identificazione della chiesa di San Martino a Palazzolo Acreide, in L’ALTA VALLE DELL’ANAPO, a cura di P. Giansiracusa, Noto 1988 pag. 108 – 112.
  • Sul valore topografico di alcuni materiali rinvenuti nel territorio acrense, in L’ALTA VALLE DELL’ANAPO, a cura di P. Giansiracusa, Noto 1988, pag. 144 – 166.
  • Frammenti architettonici della chiesa Madre di Palazzolo Acreide, in L’ALTA VALLE DELL’ANAPO, a cura di P. Giansiracusa, Noto 1988, pag. 108
  • L’Antica Akrai torna ad offrire i suoi tesori, in PROSPETTIVE SIRACUSA 1990, anno 5, pag. 25 – 29
  • L’Ipogeo di Valeria, ricerche ed esplorazioni nel territorio acrense, Ispica 1991.
  • Le catacombe di Gaetany e l’Historia del Praedium Longarini, in ALVERIA anno XI 1994, pag. 3
  • Appunti per una storia dell’industria olearia sull’altopiano acrense, in PROSPETTIVE SIRACUSA 1993, n. 6 pag. 52 – 54.
  • La chiesa di Mezzogrogoli 66 anni dopo la scoperta dell’Orsi, in ALVERIA anno X n. 6 (1993) pag. 3.
  • Come gli antenati spremevano le olive, in PROSPETTIVE SIRACUSA dicembre 1993, n. 6 pag. 52 – 54.
  • Materiali per un’inchiesta archeologica sull’abitato medievale di Palazzolo, in QUADERNI DEL MEDITERRANEO 2 (1994) pag. 111 – 132.
  • Per una storia dell’industria olearia nel territorio acrense, in QUADERNI DEL MEDITERRANEO 3 (1995) pag. 128 – 135.
  • Le origini del culto di Iside ad Akrai, in PROSPETTIVE SIRACUSA 1996, n. 5 pag. 48-51.
  • Per una storia del territorio di Akrai in età imperiale, in AITNA – QUADERNI DI TOPOGRAFIA ANTICA 2 (Atti delle Giornate di Studio sugli Insediamenti Rurali della Sicilia Antica) Catania 1996, pag. 75 – 78.
  • Le Maioliche del Castello di Buccheri dagli Arabi ad Isabella de Montalto, in QUADERNI DEL MEDITERRANEO 4 (1996) pag. 119 – 134.
  • La chiesa alto medievale di Aguglia e la fine del mondo antico sull’altopiano acrense, in Atti dell’Istituto Studi Acrensi, vol. II, (1984 – 1995) Siracusa 1999, pag. 119 – 134.
  • Stemmi e famiglie notabili dei centri urbani del Val di Noto, in QUADERNI DEL MEDITERRANEO 5 (1998) pag. 109 – 158.
  • Le Arti Suntuarie Bizantine: la gioielleria e l’oreficeria della Sicilia e dell’Occidente del Mediterraneo tra il V e l’XI secolo d.C., in QUADERNI DEL MEDITERRANEO 7 (2000) pag. 107 – 119.
  • Noto – La chiesa alto medievale di Mandre Alte e la fondazione del villaggio bizantino di Nicastro: problemi e prospettive d’indagine, in RICERCHE anno 4, n. 3 (2000) pag. 41 – 54.
  • Il Risorgimento nel Val di Noto: il marchese Corradino D’Albergo, in RICERCHE anno 5, n. 1 (2001) pag. 43 – 57.
  • Il capitello medio bizantino di Contrada Pantano e le origini delle scultura medievale ad Akrai, in RICERCHE anno 5, n. 2 (2001) pag. 23 – 38.
  • La Basilica di Eloro e il problema della cristianizzazione del Santuario di Demetra, in ALVERIA anno XVIII n. 11, pag. 7 – 8.
  • Piccolo Dizionario Araldico Palazzolese, in RICERCHE anno 6 n. 2/3 (2002) pag. 131 – 157.
  • Il Palmento di Acremonte. Contributo alla storia dei vini dell’ager Acrensis tra Tardo Antico e Medioevo, in SICILIA ARCHEOLOGICA anno XXXV (2002) fascicolo 100, pag. 89 – 112.
  • La Commenda Martinez, in “La Sicilia dei Cavalieri. Le Istituzioni dell’Ordine di malta in età moderna (1530 – 1826)”, a cura di G. Pace e L. Buono, Messina 2003, pag. 221 – 223.
  • Palazzolo: nuovi documenti e materiali per una storia delle Commenda Martinez, in Archivio Storico Siracusano s. III, XVIII (2004) pag. 131 – 153.
  • Le Terrecotte della Collezione acrense del Museo A. Salinas di Palermo, Contributo allo studio dei culti e delle istituzioni religiose di Akrai, Catania 2006.
  • Palazzolo 1812. Una movimentata competizione elettorale tra Illuminismo e Restaurazione, annotata ed illustrata attraverso due misconosciute «Memorie» pubblicate a Palermo dal m.se Paolo d'Albergo e da Ercole Cappellani barone del Pirainito, Archivio Storico Siracusano, s. III, n. XX (2006), pag. 33-65.
  • Buccheri (SR) – Le Stoviglie dei suoi signori, in «I Mediterranei» n. 74 luglio/agosto 2007, pag. 14-22.
  • Palazzolo 1777 – il «marchese» e il pittore del Re di Francia che scoprì i Santoni. Atti del Convegno Inter. Voyage & Voir: I Viaggiatori del Grand Tour, Whitmore Hall, Heritage Malta Conservation Division, Bighi, Kalkara, Siena 2008, pag. 97-103.
  • Ceràmica con reflejo dorado y con la Corona del Reino de Valencia del castillo de Buccheri, RICERCHE, anno 12 n. 2 (2008), pag. 107-114.
  • Jerone II Re degli Acrensi – Contributo alla storia di Akrai tra le due guerre puniche, in «I Cinquant’anni del Platone» Canicattini Bagni 2009, pag. 214-261.
  • Palazzolo Medievale - La Rocca di Castelmezzano e i suoi Signori, Caltagirone 2009.
  • Palazzolo Acreide (SR) Maioliche Islamiche e Medievali dalla Rocca di Castelvecchio, Atti del V Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Palazzo della Dogana, Salone del Tribunale (Foggia), Palazzo dei Celestini, Auditorium (Manfredonia), Edizioni All’Insegna del Giglio, Firenze 2009, pag. 618-619.
  • Palazzolo: c’era un castello, un principe e una torre… e si mangiava castrato e vitella, in «in Side» Rivista di Attualità, Arte, Cultura Società Turismo, anno 1 n. 2 ottobre-novembre, pag. 60-63.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia