Sebastiano Serlio

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Sebastiano Serlio (Bologna, 1475Fontainebleau, 1554) è stato un architetto e teorico dell'architettura del rinascimento italiano.

Si era recato a Roma intorno al 1514, rimanendovi fino al sacco come allievo di Baldassarre Peruzzi, che gli fornì piante e disegni da lui ampiamente impiegati nel trattato. Fu poi a Venezia fino al 1540 e poi partì per la Francia dove era stato chiamato da Francesco I.

Indice

[modifica] I Sette libri dell'architettura

Facciata di una chiesa realizzata in legno da Sebastiano Serlio. Il disegno è stato pubblicato in un trattato di architettura a Venezia nel 1537

I Sette libri dell'architettura di Sebastiano Serlio bolognese, pubblicato tra il 1537 e il 1551, fu il primo trattato di architettura il cui scopo fosse più pratico che teorico, ed il primo a codificare i cinque ordini. Diffuse il linguaggio di Bramante e Raffaello in tutta Europa, offrendo un vasto repertorio di motivi.

Sono apparsi in ordine irregolare: IV (ordini), III (architettura antica), I e II (problemi matematici e rappresentazione prospettica, nonché scenografia), V (architettura sacra: tipologie pentagonali, circolari: varietà di soluzioni, longitudinale (cf. poi San Pietro, 5 cupole), prospetto con 2 campanili che avrà una grande influenza in Sicilia), VII (“delle habitationi di tutti li gradi di homini”, fino all’urbanistica: adeguamento alla nuova cultura, più prospetto esterno che struttura interna-simmetria, accettazione del frammentismo storico, cioè della coabitazione di diversi stili nella città), VI (stessi argomenti ma rimasto inedito per secoli), VIII (architettura militare). Sebbene rimasto inedito per secoli, il VI libro è conosciutissimo dagli architetti cremonesi del Cinquecento Francesco e Giuseppe Dattaro.

I disegni fantastici, specie di portali bugnati, nelle ultime parti del trattato vennero spesso imitati dagli architetti manieristi.

Nel suo trattato il Serlio teorizza la finestra ad arco centrale affiancata da due aperture rettangolari che appunto da lui prende il nome di serliana. Architetto – scenografo – trattatista. È un ammiratore di Baldassarre Peruzzi, che segue come maestro e modello. Il Lomazzo cerca di chiamare l’opera del Serlio un plagio. La sua fama gli fece ottenere un invito in Francia, dove morì a Fontainbleau. Il Trattato di Architettura è la sua opera più famosa. La trifora, formata da un arco centrale e da 2 aperture laterali, prende il nome di serliana perché nota attraverso i suoi disegni. I libri di cui è composta la sua opera, sono:

  1. Il primo che tratta della teoria dei 5 ordini. Notevole è la quantità di progetti per palazzi veneziani. I suoi progetti rispecchiano l’influsso della Toscana sull’Italia settentrionale. Importanti sono le notizie sopra la decorazione pittorica delle facciate.
  2. Il secondo tratta l’architettura. Accanto troviamo costruzioni moderne: le piante del Bramante e del Peruzzi per San Pietro.
  3. I libri successivi sono libri I e II, di cui il primo ha per argomento i fondamenti matematici dell’architettura, il secondo la prospettiva.
  4. L’ultimo tratta dei palazzi e delle ville.

[modifica] Opere

Principali opere architettoniche:

[modifica] Bibliografia

  • Sabine Frommel, Sebastiano Serlio e il palazzo Zen a Venezia in Annali di architettura n° 13, Vicenza 2001
  • Pauwels Yves, L’architecture au temps de la Pléiade, Paris, 2002
  • Alberto Faliva, Sebastiano Serlio e l'Ordine Composito dei Romani Antichi, in Bollettino Ingegneri, Firenze, numero 12, 2006
  • Alberto Faliva, Jacopo Sansovino e altri dodici casi. Un altro medioevo (questa volta rinascimentale), in Bollettino Ingegneri, Firenze, numero 11, 2007

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