Baldassarre Peruzzi

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Ritratto di Baldassarre Peruzzi ne Le vite di Giorgio Vasari

Baldassarre Tommaso Peruzzi (Siena, 7 marzo 1481Roma, 6 gennaio 1536) è stato un pittore e architetto italiano, specializzato in fortificazioni.

Indice

[modifica] Biografia

Nel 1503 si trasferì a Roma per studio, pur continuando a gravitare tra lì e Siena. Nel 1504 fu aiuto del Pinturicchio durante la realizzazione degli affreschi nella Biblioteca Piccolomini nel Duomo di Siena.

A Roma lavorò per lungo tempo: tra gli altri, progettò la Villa Farnesina (1509-1511), ora sede dell'Accademia dei Lincei e lavorò ai mosaici della cappella di Sant'Elena nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Nel 1516-17 fu impegnato nelle decorazioni di Santa Maria della Pace sotto la guida di Raffaello.

Nel 1520, alla morte di Raffaello, Antonio da Sangallo il Giovane divenne primo architetto della Fabbrica di San Pietro e Peruzzi assunse l'incarico di coadiutore, che fino a quel momento era stato di Sangallo. Peraltro, a Peruzzi è stato attribuito un progetto per il completamento della basilica, che prevedeva, a differenza di quanto proposto da Raffaello, la realizzazione di una chiesa a pianta centrale; questo disegno, pubblicato da Sebastiano Serlio nel suo trattato, non trovò però attuazione.

Quindi Peruzzi venne chiamato a lavorare in molti luoghi d'Italia: a Carpi (1515), dove progettò la facciata della chiesa di Santa Maria in Castello, a Bologna, chiamato per il completamento della facciata di San Petronio (1522-23), realizzò il portale della chiesa di San Michele in Bosco, il Palazzo Lambertini (poi demolito), la Cappella Ghilisardi nella basilica di San Domenico (1530-34), il cartone con L'Adorazione dei Magi, ma ciononostante raggiunse la fama solo dopo la morte. Con il suo stile architettonico, secondo alcuni critici, preannunciò il Manierismo. A Carpi, sotto la direzione ad Alberto III Pio signore della città, fu autore del riassetto urbanistico del centro e costruì il portico del grano; lavorò inoltre alla sistemazione del Duomo e della piazza antistante, al rifacimento e ampliamento di Palazzo Pio.

Nel 1527, durante il Sacco di Roma fu fatto prigioniero dagli spagnoli e riuscì a farsi liberare raggiungendo rocambolescamente Siena dopo uno sbarco a Porto Ercole. Tornò a Roma solo qualche tempo dopo grazie all'interessamento di alcuni prelati che apprezzavano le sue doti artistiche.

Nel 1529-30 il Peruzzi lavorò per il Castello di Montepò, nel comune di Scansano, nella Maremma toscana. Fu molto amico del Beccafumi.

Palazzo Massimo alle Colonne

Una delle più importanti costruzioni realizzate dal Peruzzi è il Palazzo Massimo alle Colonne, sempre a Roma, costruito sulle rovine dell'Odeon di epoca romana e che si pone tra le più importanti fabbriche della cultura manierista.[1] Il Vasari ricorda questa opera nelle sue Vite:

« ...fece anco, stando in Roma, il disegno della casa de' Massimi girato in forma ovale, con bello e nuovo modo difabbrica; e nella facciata dinanzi fece un vestibulo di colonne doriche molto artifizioso e proporzionato, et un bello spartimento nel cortile e nell'acconcio delle scale, ma non poté vedere finita quest'opera, sopragiunto dalla morte. »

L'artista, a causa della conformità del terreno innalzò una facciata curva, con al pian terreno, tra una serie di paraste, un colonnato aperto su un vestibolo all'antica; sopra inserì una fascia convessa, unico elemento orizzontale che sostiene le finestre a edicola del piano nobile. Negli ultimi due piani disegnò finestre a mezzanino, esemplificate su quelle del Palazzo Branconio dell'Aquila di Raffaello; l'effetto dinamico della facciata è accentuato dal chiaroscuro dato dalla griglia dei giunti delle pietre.

È sepolto nel Pantheon non distante dal suo maestro Raffaello, e i senesi gli dedicarono una lapide nel 1921:

« BALTHASARI PERUTIO SENENSI VIRO ET PICTURA / ET ARCHITECTURA ALTISQUE INGENIORUM ARTIBUS / ADEO EXCELLENTI UT SI PRISCORM OCCUBUISSET / TEMPORIBUS NOSTRA ILLUM FELICIUS LEGERENT / VIX ANN LV MENS XI DIES XX / LUCRETIA ET JO SALUSTIUS OPTIMO CONIUGI ET / PARENTI NON SINE LACRYMIS SIMONIS HONORII / CLAUDII AEMILIAE AC SULPITIAE MINORUM EILIORUM / DOLENTES POSUERUNT / DIE IIII JANUARII MDXXXVI / RESTUTUITA ALL'ONORE DEL PANTHEON / A CURA DEI SENESI MCMXXI »

[modifica] Altre opere d'architettura

Villa Farnesina

A Siena partecipò alla fortificazione della città in continuo conflitto con Firenze, che culminò in seguito con la guerra del 1552-1555. A questo riguardo, più che per una singola opera, il Peruzzi è celebre per aver applicato gli studi relativi alle nuove strategie di combattimento necessarie davanti alle nuove armi "da fuoco". Bastioni e fortificazioni medievali non si adattavano più alle tattiche cinquecentesche, ed egli capì e tradusse in pratica le nuove necessità, come il bastione angolare senza "punti ciechi".

Nella sua città natale costruì pure il Castello di Belcaro e lavorò al Palazzo Celsi-Pollini in Pian dei Mantellini.

Tra gli altri lavori del Peruzzi (o della sua bottega), occorre ricordare:

Testimonianze artistiche apprezzabili sono state lasciate anche dal figlio, Giovanni Sallustio Peruzzi.

[modifica] Dipinti

[modifica] Note

  1. ^ R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999, p. 267.

[modifica] Bibliografia

  • R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Laterza, Bari 1999.
  • Simon Pepper, Nicholas Adams, Armi da fuoco e fortificazioni. Architettura militare e guerre d'assedio nella Siena del XVI secolo, Nuova Immagine Editrice, Siena 1995 ISBN 887145068X
  • C. L. Frommel, A. Bruschi, H. Burns, F. P. Fiore, P. N. Pagliara, Baldassarre Peruzzi 1481-1536, Marsilio Editori, 2005, pp. VIII-672, ISBN 88-317-8495-1
  • F. Dal Co, C. Tessari, Baldassarre Peruzzi. Il progetto dell'antico, Mondadori Electa, Milano 1995, ISBN 88-4354-758-5

[modifica] Voci correlate

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