Belluno

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Belluno
Panorama di Belluno
Belluno - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Belluno
Coordinate: 46°8′27″N 12°12′56″E / 46.14083, 12.21556
Altitudine: 389 m s.l.m.
Superficie: 147,19 km²
Abitanti:
36.042 2007
Densità: 244,86 ab./km²
Frazioni: Vedi elenco 
Comuni contigui: Farra d'Alpago, Limana, Longarone, Ponte nelle Alpi, Sedico, Sospirolo, Vittorio Veneto (TV)
CAP: 32100, 32024
Pref. tel: 0437
Codice ISTAT: 025006
Codice catasto: A757 
Nome abitanti: bellunesi/belumat 
Santo patrono: San Martino 
Giorno festivo: 11 novembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Belluno (in veneto Bełun, in bellunese Belùn) è un comune di 36.042 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, e maggiore centro abitato della Valbelluna.

Indice

[modifica] Geografia

La parte antica della città di Belluno sorge su uno sperone di roccia in prossimità della confluenza del torrente Ardo con il fiume Piave. A nord si staglia verso il cielo l'imponente gruppo dolomitico dello Schiara (2565 s.l.m) con la caratteristica Gusela del Vescovà, il monte Serva (2133 s.l.m) con la sua mole e il monte Talvena, mentre a sud le prealpi separano il bellunese dalla pianura veneta. Sempre a sud, nella zona del Castionese, si erge il Nevegal (pronuncia: Nevegàl) sul quale sono situati impianti di risalita e piste da sci.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Belluno.

Belluno è indicata come la città capoluogo di provincia più fredda d'Italia nelle temperature medie invernali. Anche la temperatura media annua è forse la più bassa fra quelle dei capoluoghi di provincia italiani. Nel 1998, ad esempio, essa fu di 9,8°C, mentre la media mensile di gennaio fu di circa 0°C. Nel torrido 2003 la temperatura media annua non raggiunse i 10,0° [1]. Assai consistente è la piovosità: su Belluno cadono annualmente circa 1400-1500 mm di precipitazioni (1355 mm nel 2005), concentrate nei mesi da aprile a novembre, che possono anche raggiungere i 2000 mm, mentre l'inverno è siccitoso con cielo sereno. Il clima della città complessivamente è perciò pittosto freddo.

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Belluno.

[modifica] Toponimo

Il nome della città deriva dal celtico belo-dunum che significa collina splendente, proprio per la posizione favorevole che occupa l'abitato nel cuore della Valbelluna.

[modifica] Le origini romane

La città fu fondata attorno al 200 - 220 a.C. e a partire dal 181 a.C. la Città diventò una strategica base militare romana e il "municipium Bellunum" al tempo di Augusto entrò con un ruolo di primaria importanza nella Regio X Venetia et Histria. La particolare ubicazione geografica il controllo assoluto grazie alla costruzione della prima torre di quello che oggi è il castello di Zumelle, sulla via di comunicazione più importante verso il nord, la Claudia Augusta Altinate, la resero una roccaforte inespugnabile. Nonostante tutto i barbari arrivarono comunque in città ed iniziò il lento ed inesorabile tramonto della città romana.

[modifica] Medioevo

Belluno rimase a lungo sotto il dominio longobardo (VI sec. D.C.) e carolingio (VII sec.), e al termine del nono secolo si affermò un governo aristocratico di un Vescovo-Conte e si definì la città medievale con castello, cinta di mura, porte e torri. Belluno fu anche una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta a Treviso nel 1260. Questo fu un periodo caratterizzato da sanguinose guerre esterne contro i trevigiani, in particolar modo durante il periodo di governo del sagace vescovo conte Giovanni II che estese i domini bellunesi fino alla fertile pianura di Montebelluna, ma ben presto la superiorità di Venezia obbligò il governo bellunese ad optare, non senza gravi divergenze interne, alla dedizione spontanea alla città lagunare nel 1404 anno in cui si conclusero guerre esterne contro i Trevigiani e le lotte interne fra le varie fazioni. Per un breve intervallo nel XIV secolo Belluno venne anche incorporata nell'immenso territorio della signoria veronese dei Della Scala, che si estendeva da Parma a Cividale del Friuli.

[modifica] La Repubblica di Venezia

In tal modo si poté rinnovare il tessuto urbano grazie alla costruzione di case e palazzi dei nobili e della nascente borghesia, in un clima di nuova prosperità economica favorita dagli intensi rapporti con Venezia, cui si fornivano legname e spade. Il Piave fu in questi secoli l'importantissima via di navigazione delle zattere, prezioso legname che dai boschi del Cadore al mare riforniva la Serenissima e alimentava l'attività economica di artigiani, segherie, porti. Dopo il breve periodo napoleonico (1797-1815), in cui fu costituito il Dipartimento della Piave, Belluno passò all'Austria e poi al Regno d'Italia.

[modifica] Seconda guerra mondiale

Belluno è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

[modifica] Onorificenze

Il 16 marzo 1947, la città di è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:[1]

« Due volte invasa nel corso di venticinque anni, due volte la sua nobile ed intrepida gente si ergeva, decisa, le armi in pugno, a combattere l'odiato tedesco. Subito dopo l'armistizio del settembre 1943, i suoi figli si organizzavano in formazioni partigiane e gli 86 impiccati, i 277 fucilati, i 7 arsi vivi, gli 11 morti per sevizie, i 564 caduti in combattimento, assieme ai 301 feriti, ai 1667 deportati e ai 7000 internati, costituiscono il tributo di sangue e di eroismo dato alla lotta di liberazione. Nei giorni dell'insurrezione i suoi volontari della libertà si opponevano arditamente al X Corpo d'armata corazzato tedesco, forte di tre Divisioni, attestato al Ponte delle Alpi, gli precludevano ogni via di scampo e lo attaccavano di concerto con le sopraggiunte forze alleate, ottenendone la resa a discrezione. Dalle rive sacre del Piave, arrossato ancora una volta dall'italo sangue, i suoi partigiani, che per primi ebbero il privilegio d'imbracciare le armi contro l'invasore, marciano oggi alla testa delle formazioni dei Martiri e degli Eroi di tutte le lotte per l'Italia una e libera e ci additano la via del dovere e del sacrificio. Settembre 1943 - aprile 1945. »

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Visita della città

Supponendo di arrivare in auto presso la città, posteggiandola presso il parcheggio di Lambioi e poi salendo con la scala mobile, dalla quale si gode la vista di un panorama sulla Valbelluna, si arriva nel cuore della città antica. Qui è situata la piazza Duomo dove si erge il campanile progettato nel '700 da Filippo Juvarra, e dove si affacciano i palazzi dell'antico potere cittadino, il palazzo dei Rettori del 1491 (oggi prefettura), il palazzo rosso del municipio e il palazzo dei vescovi oggi sede dell' Auditorium, eretto nel 1190 dal vescovo-conte Gerardo de' Taccoli: costruzioni su cui lo stile nordico si fonde allo stile architettonico veneziano con bifore e polifore a sesto acuto, portici cornicioni e ornamenti; ancora ciò che colpisce lo sguardo è la fontana centrale costruita nel 1411, la nuova statua posta in cima al pilastro è di produzione recente e rappresenta San Joatà (la statua originale è conservata nel vicino Museo Civico). La cattedrale risalente alla fine del 1400 si sviluppa su tre navate con l'abside rivolto verso occidente, il progetto dell'attuale Cattedrale è attribuito a Tullio Lombardo, architetto veneziano, che venne a Belluno nel 1517 quando i lavori di costruzione erano già stati iniziati da qualche tempo sotto la direzione di un capomastro del luogo, un certo Nicolò Tagliapietra, autore anche dell'Orologio del Palazzo dei Rettori.

Piazza Duomo
Piazza Duomo

Camminando per via Mezzaterra (l'antico decumano massimo della città romana) su cui si affacciano decine di palazzi tutti risalenti all'arco temporale incluso tra 1300 e 1600, si giunge alla chiesa di San Pietro collegata a uno dei chiostri dell'attiguo Seminario Gregoriano, come è documentato da un iscrizione all'interno dell'attuale Cappella Fulcis, la chiesa di S. Pietro fu terminata nel 1326, dopo più di quarant'anni di lavori, svoltisi in concomitanza con il Giubileo del 1300 indetto da Bonifacio VIII. La chiesa, costruita dai frati minori in stile gotico, oggi si presenta in stile barocco con numerose opere d'arte: ben cinque dipinti dei Andrea Schiavone (San. Pietro, San Paolo, l'Annunciazione …), tre capolavori di Sebastiano Ricci nella Cappella Fulcis (costruita nel 1704 tra la chiesa e la sacrestia): una Sacra Conversazione, su tavola, collocata nell'abside, e i due affreschi: "Decollazione di San Giovanni Battista" e "Chiamata di San Pietro" e soprattutto le due pale lignee di Andrea Brustolon. In alto, sul presbiterio, vi è uno dei pochissimi esempi di organo fonocromico a due manuali di Giovan Battista De Lorenzi (1860).

Ai due estremi della città antica si possono ammirare, pressoché integre, le due porte principali, l'imponente porta Dojona a nord e, con i suoi merletti in pietra e mattoni, porta Rugo a sud, nei pressi della quale si trovano anche il Palazzo del Capitano e la cinquecentesca chiesa di Santa Maria dei battuti.

Pochissimi resti di mura testimoniano la presenza di un castello che sorgeva nella parte superiore della città antica alle spalle della quale, appena fuori dalla cinta muraria, si apre quella che oggi è la piazza dei Martiri (detta "Campedel") considerata il salotto dei bellunesi con la sua lunga passeggiata (detta "listòn"), i suoi portici e la cinquecentesca chiesa di S. Rocco con opere di Padre Santo da Venezia e Luigi Cima, particolare della chiesa di S. Rocco è la presenza sulla lunetta al di sopra della porta di una bassorilievo che rappresenta la Belluno medioevale. Proseguendo verso est e oltrepassando piazza Vittorio Emmanuele, su cui si affaccia il teatro Comunale, si giunge in via Roma e da lì si arriva alla chiesa di Santo Stefano.

Piazza Martiri ex Campedel e facciata di San Rocco
Piazza Martiri ex Campedel e facciata di San Rocco

La chiesa di S.Stefano, la cui costruzione viene deliberata nel 1463, sostituì l'antica chiesetta di S.Maria delle Grazie. Nel 1480 durante i lavori di scavo viene portato alla luce il sarcofago di Flavio Ostilio, ora custodito nel cortile di palazzo Crepadona. A sostegno delle volte a crociera, e considerati fra le opere d'arte più interessanti conservate nella Chiesa, vi sono due angeli di Andrea Brustolon (autore anche di un crocifisso - sulla parete della navata sinistra); nella Cappella Cesa (1485) a sinistra del presbiterio: un altare ligneo intagliato, attribuito al bellunese Andrea di Foro (XV sec), con piccoli affreschi nella cornice attribuiti a Matteo Cesa; affreschi nelle pareti centrali di Jacopo da Montagnana, raffiguranti il martirio di S.Stefano, la conversione di Paolo, vita del Cristo, tornati alla luce da sotto l'intonaco con il terremoto del 1873. Sembra che l'altare provenga dall'antica Chiesetta di S.Maria delle Grazie. Inoltre, da segnalare: il tabernacolo ligneo di frate Francesco della Dia; tele della scuola di Vecellio, una "Adorazione dei Magi", forse della bottega di Tiziano; quindici formelle di rame ed una in tela di Francesco Frigimelica nella cappella di sinistra; tele di Cesare Vecellio e del Frigimelica sulla parete del battistero. A lato della chiesa sorge il convento dei Serviti con il chiostro gotico oggi sede dell'intendenza di finanza. Sorge poco lontano dalla chiesa di Santo Stefano, al termine delle "scalette" l'unico esempio di chiesa in stile romanico della città dedicata a San Biagio.

Da ricordare: palazzo Barcelloni Corte, Palazzo Doglioni, Palazzo Piloni, Palazzo Barpo, le chiese di Santa Maria di Loreto, la Seicentesca chiesa di San Gervasio, la chiesa di San Nicolò nel quartiere meridionale di Borgo Piave che lambisce le sponde dell'omonimo fiume e la chiesa di San Giuseppe "marangon" (falegname) a Borgo Prà che fino alla fine del medioevo fu la capitale europea della produzione di spade da battaglia assieme a Tolone[2]. La città poi continua verso i quartieri residenziali di Cavarzano, Baldenich, Mussoi e San Lorenzo.

[modifica] La fontana di S. Gioatà

la Fontana di S. Gioatà (copatrono della città insieme al più celebre San Martino), si trova in Piazza Duomo, davanti al Palazzo dei Vescovi. Posta su un basamento in ciottolato, è sormontata dalla scultura del santo a cui è intitolata. Le reliquie di questo santo sarebbero state portate dall'Africa dal primo Vescovo di Belluno, Teodoro. La fontana dal punto di vista stilistico assomiglia a quella di Piazza Mercato (dedicata a San Lucano) ed è stata costruita quasi contemporaneamente nel 1411. Al centro della vasca è collocata una colonna sormontata da un capitello a forma di parallelepipedo. Sul lato ovest della fontana troviamo una data in stile gotico M CCCC LXJ; tale scritta è situata sulla pietra da cui escono le canne. Nella parte superiore del parallelepipedo, sempre sul lato ovest, si trova lo stemma di Belluno e le lettere C e B indicanti la città di Belluno. Sul lato sud troviamo un leone scolpito e lo stemma del rettore Benedetto Trevisan; a nord un altro stemma con le lettere C e B. Una delle canne da cui sgorga l'acqua è decorata, mentre le altre tre sono semplici.

[modifica] Cultura

Sebastiano Ricci Diana ed Endimione, 1714, Londra, Chiswick House
Sebastiano Ricci Diana ed Endimione, 1714, Londra, Chiswick House

Numerose le manifestazioni culturali organizzate in ambito cittadino. Palazzo Crepadona negli ultimi anni è divenuto il centro culturale cittadino per antonomasia ospitando numerose importantissime mostre da Vincent Van Gogh a Pablo Picasso, da Jean-Baptiste-Camille Corot a Claude Monet, Ippolito Caffi, Sebastiano Ricci e molti altri, l'ultima grande mostra del 2007 è stata interamente dedicata al grande bellunese Tiziano Vecellio ed ha attirato turisti da tutto il mondo. La città è sede di un'orchestra da camera, di numerosi cori polifonici e popolari (nel 2006 ha ospitato il festival della coralità veneta).

La stagione teatrale di prosa attira spettatori da ogni città del Veneto. Ogni anno, in occasione della festa patronale di San Martino, viene organizzata l'ex tempore di scultura su legno in cui decine di artisti di fama internazionale si sfidano a colpi di scalpello sparsi per tutti gli angoli più suggestivi della città.

Ogni anno all'interno manifestazione di "Oltre le vette - metafore, uomini, luoghi della montagna" vengono effettuati una serie di incontri, concerti, convegni, mostre, rappresentazioni teatrali dedicati alla montagna.

All'interno del festival estivo (luglio-agosto) "Filo D'Arianna" si svolgono manifestazioni fra le più diverse che coinvolgono le arti della danza, teatro, installazioni artistiche, mostre fotografiche, videoproiezioni e quanto altro abbiano da offrire singoli artisti (giovani proposte o scambi con altre città) o associazioni che vengano coinvolte dall'organizzazione.

[modifica] Feste e fiere

La "sagra de i fiŝciòt" ("dei fischietti") è senza dubbio la più caratteristica fiera della città e si svolge in primavera (due domeniche prima di Pasqua). La consuetudine (nata nel 1716[3]) relativa alla festa, nata come religiosa, prevede una lunga processione con la statua della Madonna Addolorata, che durante l'anno è custodita in una cappella laterale della chiesa di Santo Stefano. La festa prevede una fiera con numerosi stand gastronomici e di artigianato locale. Alla sera la città viene illuminata da una festa di fuochi pirotecnici.

La Fiera di San Martino (11 novembre), patrono della città, si svolge a novembre e prevede, oltre alla già citata ex tempore internazionale di scultura su legno, un vivace mercato dell'antiquariato e di degustazione dei prodotti locali con le immancabili castagne accompagnate da vino novello. Il tutto viene coronato alla sera con un concerto di musica sinfonico-corale nella Cattedrale.

[modifica] Sport

Belluno vista dal col Visentin a ridosso dell'alpe del Nevegal
Belluno vista dal col Visentin a ridosso dell'alpe del Nevegal
Costumi tipici bellunesi della metà dell'800 con i "Spiloi e i tremoi" ad ornare il capo della ragazza
Costumi tipici bellunesi della metà dell'800 con i "Spiloi e i tremoi" ad ornare il capo della ragazza
Vista notturna su Belluno
Vista notturna su Belluno
Palazzo dei Rettori
Palazzo dei Rettori

Belluno è dotata di numerosi impianti sportivi, un circolo tennis immerso nel verde, con quattro campi coperti e due all'aperto, a Lambioi una piscina con tre vasche (nuoto, tuffi e baby) e un ex palazzo del ghiaccio, costruito per le Universiadi invernali del 1985 e riconvertito in palazzetto per il gioco del calcio a cinque (ospita le partite interne della Canottieri Belluno e dell'Atletico Belluno), uno stadio polisportivo, due campi da rugby (a Safforze), un polo tennistico in località Fisterre, un palazzetto dello sport e, a pochi passi dal centro, sull'alpe del Nevegal un comprensorio sciistico con piste da sci alpino di varie difficoltà e pendenze e una pista di sci nordico in località Pianlonghi (Nevegal) in uan posizione peculiare ed invidiabile, molto vicina alla pianura Veneta ed alle grandi città, a pochi minuti dallo svincolo autostradale A27 Venezia-Belluno. Luogo adatto per trascorrere ogni genere di vacanza, a stretto contatto con la natura. Chilometri di pista da discesa e da fondo, numerose strutture sportive, adatte a soddisfare le diverse esigenze di età e di preparazione. Le piste disponibili del circuito sciistico coprono una lunghezza di 40 chilometri: dalla gloriosa Coca (con la pista illuminata la COCA BASSA) alle difficili Erte, dalla ampia Lieta alla ripida Grava fino alla partenza con la seggiovia di Col Canil, la Toront, la Busa de Camp al lungo rientro sul piazzale del Nevegal, passando per le tre Faverghere. Per lo sci da fondo sono disponibili piste per 10 chilometri. Vi è anche una pista per lo snow board. Per gli amanti di questa disciplina è presente in Col Toront uno Snowboard Park aperto tutta la stagione. Non potranno mancare gli itinerari per lo sci alpinismo: infatti ve ne sono 3. Moderni impianti di risalita collegano le 12 piste di sci alpino, da quota 1000 a quota 1673 m., lungo affascinanti percorsi immersi in una natura quasi incontaminata. Un servizio di innevamento programmato garantisce l'apertura degli impianti durante tutta la stagione invernale; piste illuminate, sempre ben battute, a vari livelli di difficoltà, per soddisfare le esigenze del principiante, ma anche dello sciatore più esperto. Il Nevegal è anche mountan bike sulla neve, gare di sledog e snowrafting. Qualche numero utile per girarsi attorno e cercare eventualmente maggiori informazioni. L'ufficio informazioni e assistenza turistica di Belluno risponde al numero 0437940083. Il Consorzio Cooperativo del Nevegal , invece, risponde al numero 0437907106.

Il Nevegal è dotato di specifiche infrastrutture e dispone di personale altamente qualificato affinché anche il portatore di handicap possa godere di tutti i benefici di una vacanza sulla neve. Ottima ricezione alberghiera , garantita da prestigiosi alberghi e confortevoli appartamenti di diverse metrature. La migliore cucina bellunese, nei rinomati ristoranti e nei caratteristici rifugi. Nel Nevegal dunque tutte le opportunità per divertirsi e fare sport.

Inaugurato il nuovissimo impianto che serve la pista del Campo Scuola. Il Nevegal si conferma il paradiso di chi vuole imparare a sciare. Si completa così l’offerta dedicata agli sciatori principianti e alle famiglie. Oltre al Campo Scuola è attivo il Baby Fun Park, l’area, dotata di tappeti mobili, dove le due Scuole di sci Nevegal e Valbelluna accolgono i bambini che vogliono imparare e divertirsi sulla neve. La vecchia sciovia Nevegal, che era attiva dal 1973, è stata smantellata e sostituita con un moderno impianto che ha una portata di 720 persone all’ora. E’ dotato di moderni pali inclinati che lo rendono ancora più sicuro e adatto ai principianti. E’ progettato per migliorare sia l’imbarco che la partenza a monte. Le cabine di comando, in legno, sono due, una a monte e l’altra a valle.


Durante il periodo natalizio (da dicembre a metà gennaio circa) viene allestita una pista di ghiaccio all'aperto presso la piazza del Duomo o presso il parco comunale cittadino (Parco città di Bologna) in sostituzione del defunto palaghiaccio.

L'Associazione Calcio Belluno 1905, porta i colori giallo e blu.

Dalla primavera 2008 verrà attivato un centro specifico per il nordic walking che servirà tutta la Valbelluna.

[modifica] Frazioni

Antole, Bes, Bolzano Bellunese, Caleipo-Sossai, Castion, Castoi, Cavessago, Cet, Chiesurazza, Cirvoi, Col di Piana, Col di Salce, Collungo, Faverga, Fiammoi, Giamosa, Giazzoi, Levego, Madeago, Miér, Nevegal, Orzes, Pedeserva, Pra de Luni, Rivamaor, Safforze, Sala, Salce, San Pietro in Campo, Sopracroda, Sois, Sossai, Tassei, Tisoi, Vezzano, Vignole, Visome.

[modifica] Quartieri cittadini

Baldenich, Borgo Garibaldi (o via garibaldi), Borgo Piave, Borgo Prà, Cavarzano (o Caverzano), Cusighe, L'Anta, Lambioi, Mussoi, Quartier Cadore, Nogarè, San Lorenzo, San Francesco, San Gervasio, via Montegrappa, via Cairoli, San Pellegrino, via Feltre-Maraga.

[modifica] Strutture, vie di comunicazione, ospitalità

Belluno è raggiungibile con il treno dalle vie provenienti da Padova o in direzione opposta da Venezia. Dalla stessa direzione è raggiungibile da Ponte nelle Alpi e quindi dalla direzione di Calalzo (a settembre 2006 le cronache parlano di estendere la linea fino a Cortina) oppure dalla zona dell'Alpago, direzione Venezia. Belluno è collegata, in alcuni giorni della settimana, alla Stazione di Roma Tiburtina con un treno espresso. Le principali statali che si dipartono da (o che arrivano a) Belluno vanno in direzione di Feltre (verso Padova oppure Trento), di Treviso (strada per Caerano S.Marco, Quero e così via), di Agordo, di Ponte nelle Alpi e Longarone, dell'Alpago e di Vittorio Veneto (strada detta "Sinistra Piave" da Belluno).
Tutte le forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia, Vigili Del Fuoco, Vigili Urbani) trovano una loro sede nel capoluogo che è dotato di svariate caserme ad uso del corpo degli Alpini (ex 7° reggimento), sempre meno popolate a seguito della fine dell'obbligatorietà del servizio di leva.
Belluno è servita da un moderno Ospedale (Ulss n° 1 ospedale San Martino) nella zona di S.Gervasio (viale Europa), mentre il vecchio ospedale che si trovava in centro storico ha smesso di funzionare negli anni '80 e verrà riconvertito ad opera di privati in un centro per l'intrattenimento. Attualmente (dic.2007) i lavori sono in corso. Numerosi sono gli Hotel, i Bed & Breakfast, le pensioncine o le case con stanze, in zona ed in provincia, non mancano osterie, taverne, trattorie, ristoranti ed agriturismi sia in centro città che nelle immediate vicinanze. Presso il comune di Belluno hanno sede gli istituti di scuola media superiore di riferimento della provincia come i Licei, gli istituti tecnici e commerciali, una scuola civica di musica pareggiata e un corso parauniversitario di Scienze Religiose presso il Seminario Gregoriano. La zona industriale di Belluno è per la maggior parte situata a nord-est della città, lungo la SS50 verso Ponte nelle Alpi, le vie parallele e quelle che le uniscono , fino ad arrivare alla località "La Rossa"; vi si svolgono diverse attività e non è identificabile un unico settore industriale preponderante. La città di Belluno è inoltre dotata di un piccolo aeroporto civile-turistico Arturo dell'oro, sede di un aeroclub locale, nonché di un eliporto, sede del nucleo operativo della guardia forestale e della compagnia Elidolomiti (gruppo INAER).

Scorcio notturno sul campanile del duomo
Scorcio notturno sul campanile del duomo

[modifica] Chiese della città di Belluno

[modifica] Città gemellate

Belluno è attualmente gemellata con Cervia.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonio Prade (centrodestra) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0437 913111
Email del comune: info@comune.belluno.it

  • Cap: 32100; 32024 per il castionese

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Riferimenti, Bibliografia, note

  1. ^ dati Arpav rilevati alla stazione di Pra Magri
  2. ^ Mario Dal Mas, Spade Bellunesi
  3. ^ http://comune.belluno.it/dinamici/comunicato.php?area=7&Codice=4193

[modifica] Collegamenti esterni

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