Grotta

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Una grotta, nel suo significato più ampio, è qualsiasi tipo di vuoto sotterraneo, sia naturale sia artificiale ovvero una cavità più o meno estesa del terreno sottostante il suolo.

Dal punto di vista etimologico la parola grotta (francese grotte, tedesco Grotte, spagnolo gruta, ma si usa comunemente cueva) deriva dal latino volgare grupta, corruzione del latino classico crypta, a sua volta prestito greco (da κρύπτη, kryptē) dal significato di "(luogo) nascosto".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si definiscono grotte primarie quelle formatesi contestualmente alla roccia in cui si aprono, grotte secondarie quelle formatesi a seguito dell'alterazione dei materiali di costituzione. Appartengono al primo tipo i tubi di lava, e le grotte definite tettoniche (cavità apertesi per la presenza nella roccia di fratture e faglie, in seguito allargatesi sotto l'influenza della forza di gravità). Appartengono al secondo tipo le grotte naturali che si formano pressoché in qualsiasi roccia, per effetto del lavoro delle acque terrestri, a spese di un ammasso roccioso fratturato.

Le grotte possono avere uno sviluppo prevalentemente orizzontale o verticale. Quelle a sviluppo orizzontale sono dette a galleria se si può procedere in posizione eretta oppure cunicoli se si deve procedere in altro modo. Nelle grotte orizzontali un posto particolare spetta alla caverna, un’ampia cavità facilmente accessibile dall’esterno, e che offrì riparo ai nostri progenitori. Le gallerie di alcuni sistemi si estendono fino a qualche centinaio di chilometri (500 per la Mammoth Cave negli Stati Uniti, vedi Parco nazionale di Mammoth Cave).[1] Quelle a sviluppo verticale sono dette pozzi, se hanno una profondità di alcune decine di metri, oppure abissi se hanno profondità maggiori o sono formate da più pozzi in successione; i dislivelli verticali possono superare il chilometro (vedi Lista delle grotte più profonde del mondo).

Grotte naturali: formazione[modifica | modifica wikitesto]

Grotta-ninfeo scavata dagli antichi romani sul lato est di capo Miseno

Nella maggioranza dei casi, le grotte derivano dalla corrosione (scioglimento o dissoluzione chimica) di rocce solubili, quali i calcari, le dolomie, i marmi, i gessi, i depositi di salgemma ed in forma minore, i calcescisti. Alla corrosione si aggiunge, subordinatamente, anche il fenomeno dell'erosione meccanica.

I carbonati sono i litotipi che più comunemente danno luogo alla formazione delle grotte. Essi sono una categoria di rocce che comprende i calcari, le dolomie e i marmi, e ogni tipo di roccia ad essi riconducibili, cioè tutte le rocce contenenti lo ione carbonato CO32-. Nei carbonati, e a loro spese, avviene un fenomeno denominato carsismo. Il carsismo è il processo secondo il quale le rocce carbonatiche si "sciolgono", seguendo la reazione CaCO3 + H2CO3 → Ca2+ + 2HCO3-. Tale fenomeno avviene a partire dalle acque che, più o meno inacidite dalla presenza di CO2 atmosferica, si trasformano H2CO3, intaccano il CaCO3 trasformandolo sia in idrocarbonato che calcio, ed infine asportandoli in soluzione.

L'idrocarbonato, o ione bicarbonato, e il calcio sono solubili in acqua.

Grotta detta di Nettuno a Tivoli (Villa Gregoriana)

Tutto ciò è valido anche per i calcescisti, anche se non sono carbonati in senso stretto. Essi, possedendo una frazione terrigena non solubile, saranno meno fortemente intaccati dalla dissoluzione e soprattutto in maniera più discontinua. La frazione terrigena resterà nel sistema come sabbia o fango, sotto forma di deposito.

È necessario sottolineare che le acque, secondo i casi, possono arricchirsi, oltre che di CO2, anche di altri elementi derivanti dall’attività biologica e diventare maggiormente acide e più forti nel corrodere il carbonato. Un esempio classico è il carsismo equatoriale, molto incisivo e pervasivo, caso in cui le acque sono fortemente aggressive per la presenza di acidi che si sviluppano grazie alla presenza di folta vegetazione.

Ogni sistema carsico è legato alla presenza di fattori ed agenti, necessari e determinanti. Il principale fattore è la fratturazione, il principale fra gli agenti è l'acqua. La fratturazione è la condizione indispensabile per l'evoluzione di un sistema carsico, l'acqua è il suo agente modellante. Le fratture (siano esse faglie o giunti) sono le strutture all'interno delle quali le acque si introducono nella roccia, per dare inizio al processo corrosivo. Esistono altri fattori ed altri agenti, ma qui vengono omessi.

La grotta di Fingal

Semplificando, le fasi secondo cui un sistema ipogeo si crea, sono tre:

  1. la fratturazione, che crea le vie di deflusso idrico preferenziali;
  2. l'invasione da parte delle acque, che crea i grandi vuoti ipogei, allargando le fratture. In questa fase il fenomeno del concrezionamento esiste, ma limitatamente;
  3. l'abbandono delle acque, che dà vita al vuoto percorribile.

In quest'ultima fase avvengono i fenomeni di percolamento che formano le concrezioni più diffuse, quali le stalattiti e le stalagmiti. L'abbandono delle acque è responsabile anche dei riempimenti sabbiosi e fangosi, depositati per sedimentazione.

Condizioni fisiche in grotta[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di un vano sotterraneo permette la presenza a volte, in ambienti confinati, di atmosfere o presenze di fluidi particolari che derivano da tale confinamento, spesso mantenute da erogazioni dal suolo circostante. Tali fluidi in condizioni particolari (ad esempio riducenti o alcaline) possono sostenere forme di vita particolari basate su plancton alimentato da archeobatteri.

La temperatura di grotta di norma è costante su tutto l'arco dell'anno, e in assenza di flussi termici particolari è tipica di ogni area geografica, varia primariamente con la latitudine e con l'altitudine; è collegata infatti principalmente alla media delle temperature annuali di superficie.

Per conseguenza, ogni luogo ha la sua propria temperatura di grotta, che è ovviamente molto più bassa della temperatura locale estiva, ma più calda di quella invernale. Questo ha favorito l'uso umano ed animale delle grotte. Quando la temperatura di grotta permane a temperature inferiori allo zero centigrado (cioè: la media delle temperature annuali di superficie è inferiore allo zero centigrado) si ha la condizione del suolo detta permafrost o permagelo.

A profondità maggiori si assiste, invece, ad un progressivo aumento di temperatura dovuto al flusso termico dal centro del pianeta verso la superficie, con un peculiare e specifico rapporto incrementale all'aumentare della profondità.

Uso umano delle grotte[modifica | modifica wikitesto]

La Grotta Azzurra di Capri

Le grotte furono il primo rifugio dell'uomo e alcune di esse restarono certamente a lungo sede di culti arcaici: si vedano le pitture rupestri paleolitiche nelle grotte di Lascaux e di Altamira nonché quelle del Tassili n'Ajjer (deserto del Sahara), le incisioni della Grotta dell'Addaura (Palermo), o i reperti di epoca minoica trovati nelle grotte dedicate al culto di Ilithia e in quelle di Arkalochori a Creta. Singolari e celebri sono le pitture rupestri della Cueva de las Manos nel sud dell'Argentina.

Frequente fu l'uso di grotte da parte di eremiti o comunità religiose. Si ricordano, ad esempio, le grotte di Qumram in Cisgiordania, sede di una comunità di esseni e l'Eremo delle carceri presso Assisi, già utilizzato da eremiti in età paleocristiana e poi da San Francesco d'Assisi e dai suoi seguaci. Anche in Veneto nei Colli Berici (Vicenza) si trovano grotte frequentate un tempo da eremiti.[2]

Nell'ambito del buddhismo sono assai importanti i templi in grotta in India (grotte di Ellora, grotte di Ajanta) ed in Cina (Grotte di Mogao, Grotte di Yungang, Grotte di Longmen [3] ).

L'architettura romana utilizzò volentieri le grotte naturali, adattate e antropizzate, per fini sia utilitari (piscicoltura) che estetico-religiosi, per il loro potere evocativo: ancora nel I secolo Tiberio, non pago delle sue dodici ville a Capri, aveva "arredato" la grotta marina della sua villa di Sperlonga, che, adattata a ninfeo, ospitava un grande triclinio, con gruppi scultorei che rappresentavano scene e personaggi mitologici dall'Odissea, come Polifemo e Scilla. Assai frequente fu, inoltre, l'uso di grotte artificiali nell'edilizia di età imperiale: l'utilizzo di ambienti ipogei era destinato a creare eleganza, frescura, relax e anche ad evocare presenze mitologico-religiose.

La riscoperta dell'architettura romana nel Rinascimento riportò in auge l'uso di grotte artificiali. Il Manierismo italiano e francese le collocò nei giardini, dedicandole alle rinate divinità pagane. La più antica è la grotta degli Animali nella villa di Castello, mentre la più famosa è forse la grotta del Buontalenti del giardino di Boboli, a Firenze, realizzata da Bernardo Buontalenti fra il 1583 e il 1593.

Passano gli anni, il Rinascimento finisce, ma la moda delle grotte no: da Versailles alle Tuileries, dai Giardini d'estate di Pietro il Grande a San Pietroburgo al Palazzo Te di Mantova, da Twickenham al palazzo Farnese di Caprarola, si continuano a progettare e a costruire elegantissime grotte artificiali fino a metà del XVIII secolo.

Un altro tipo di antropizzazione delle grotte sono le città rupestri, nate generalmente a scopo difensivo, nella gran parte dei casi abbandonate, ma in alcuni casi ancora utilizzate.

In Italia l'esempio più noto e meglio conservato sono i Sassi di Matera, ma non sono l'unico caso. In Italia settentrionale spiccano i monumenti rupestri della val Camonica, in Italia centrale spicca su tutti l'insediamento rupestre di Vitozza,[4] in provincia di Grosseto, mentre nell'Italia meridionale troviamo numerosi insediamenti in tutta la Puglia,[5] Calabria (in particolare nella provincia di Crotone ed il complesso monastico bizantino delle grotte di Pignarelle a Palmi), e in Sicilia[6], con un utilizzo dei siti per lo più dal IX al XIV secolo.

Nel resto del mondo assai note sono le città rupestri di Cappadocia, Uplistsikhe in Georgia, Petra in Giordania, Matmata in Tunisia, Garian in Libia.

Le grotte come «memoria geologica»[modifica | modifica wikitesto]

Le grotte rappresentano uno straordinario e unico archivio geologico che fornisce informazioni sulla evoluzione climatica e quindi geologica avvenuta nel corso delle ere. Le stalattiti e le stalagmiti, veri e propri depositi chimici delle grotte, infatti, memorizzano le caratteristiche sia dell'acqua che le ha prodotte sia di quegli avvenimenti che hanno inciso nella loro formazione, e quindi studiando le loro diverse forme e alcuni elementi come l'anidride carbonica, la temperatura, il sistema cristallino specifico del carbonato, è possibile fornire una prima valutazione delle alternanze climatiche dell'ambiente esterno (umido o secco).[1] Inoltre l'analisi dei depositi detritici, provenienti dall'esterno, fornisce indicazioni sul clima dell'ambiente circostante alla grotta.

I geologi identificano quei periodi di arresto del concrezionamento, causati dallo scarso apporto di acqua, che abitualmente separano i vari periodi di formazione delle stalattiti e stalagmiti, grazie alla presenza di strati di colorazione scura rilevabili sulle carote (ossia campioni di roccia di forma cilindrica prelevati).

Le datazioni delle concrezioni sono effettuabili con varie modalità:[1] una è quella diretta in cui si misura la concentrazione dell'isotopo radioattivo rimasto intrappolato dentro la concrezione (il carbonio 14 consente datazioni fino a 40 000 anni, l'uranio-torio fino a 400 mila); la seconda che si può definire indiretta misura, invece, le emissioni di oggetti sottoposti a bombardamento con radiazioni oppure ai quali è stata applicata la termoluminescenza; un terzo metodo è quello che utilizza le proprietà dei sedimenti; un ultimo metodo analizza la presenza di lamine di carbonato nelle concrezioni, depositatesi in successioni temporali, che possono essere paragonabili agli anelli di accrescimento degli alberi.

Aspetti simbolici[modifica | modifica wikitesto]

La caverna nel suo intrinseco significato, come luogo di rifugio millenario per l'uomo ed altre specie, ha suscitato riflessioni, idee e teorie filosofiche fin dai tempi delle prime civiltà urbanizzate; alcuni di questi aspetti si ritrovano nella riflessione allegorica del "Mito della caverna" di Platone.[non chiaro]

Principali grotte italiane[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c "Le grotte come archivi di eventi sismici e climatici", di Paul Dubois & Bertrand Grellet, pubbl. su "Le Scienze (America Scientific)", num.344, aprile 1997, pag-56-63
  2. ^ eremo di San Bernardino ed eremo di San Cassiano: http://www.magicoveneto.it/berici/Mossano/Eremo-Grotta-San-Bernardino-a-Mossano.htm; http://www.magicoveneto.it/berici/Lumignano/Eremo-Covolo-San-Cassiano-Lumignano.htm
  3. ^ China ABC-Le grotte di Longmen
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ [3]

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