Rieti
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| Rieti | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 405 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 206,52 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 231,59 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Case San Benedetto, Casette, Castelfranco, Cerchiara, Chiesa Nuova, Cupaello, Lisciano, Lugnano, Maglianello, Moggio, Piane di Poggio Fidoni, Piani S. Elia, Piè di moggio, Poggio Fidoni, Poggio Perugino, San Giovanni Reatino, Sant'Elia, Vaiano, Vazia | ||||||||
| Comuni contigui: | Belmonte in Sabina, Cantalice, Casperia, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Colli sul Velino, Concerviano, Contigliano, Greccio, Longone Sabino, Micigliano, Monte San Giovanni in Sabina, Montenero Sabino, Poggio Bustone, Rivodutri, Roccantica, Stroncone (TR), Terni (TR), Torricella in Sabina | ||||||||
| CAP: | 02100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0746 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 057059 | ||||||||
| Codice catasto: | H282 | ||||||||
| Nome abitanti: | reatini | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Barbara | ||||||||
| Giorno festivo: | 4 dicembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Rieti (latino: Reate, Reatino: Riete, IPA: [ri'εte]) è una città italiana di 47.678 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia di 73 comuni[1] ancor'oggi chiamata Sabina. Tradizionalmente ritenuta il centro geografico d'Italia, si estende lungo una fertile pianura alle pendici del Monte Terminillo.
È caratterizzata da estati calde ed inverni con temperature notturne spesso inferiori allo zero. La bellezza del paesaggio e la quiete dei luoghi ne fanno un posto assai vivibile e meta privilegiata di molti turisti, provenienti soprattutto dalla vicina Roma.
Così come la sua provincia nella quale si trovano le sorgenti del Peschiera e che fornisce molta dell'acqua necessaria al comune di Roma ( circa 550 milioni di metri cubi ogni anno[2] ), Rieti è una città ricca d'acqua e sul suo territorio comunale si trovano le Fonti di Cottorella.
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Conca Reatina. |
Rieti sorge al margine di una pianura, denominata Piana Reatina, che si estende per circa 90 km² a un'altitudine di 405 m s.l.m. La piana anticamente era occupata delle acque del Lacus Velinus e fu bonificata in età romana aprendo un varco presso Marmore, generando l'omonima cascata. Di questo lago oggi restano solo specchi d'acqua minori: il lago di Piediluco (Provincia di Terni), quello di Ventina e quelli Lungo (o di Cantalice) e di Ripasottile. Gli ultimi due oggi sono inseriti in una riserva naturale. La piana è racchiusa dal Monte Terminillo e dai Monti Reatini, di cui fa parte, ad est, dai Monti Sabini ad ovest ed è tagliata dal Fiume Velino che riceve, in essa, le acque dei fiumi Salto e Turano.
Classificazione sismica: Zona 2 (sismicità media)[3]
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Rieti. |
- Classificazione climatica: zona E, 2324 GR/G
Il clima è continentale di fondovalle: molto rigido in inverno (che dura 140 giorni), caldo in estate con ampie escursioni termiche che ne fanno il capoluogo di provincia italiano con le temperature minime più basse nel semestre da aprile a settembre. Piogge superiori a 1.000 mm annui, con due massimi, il principale in autunno ed uno secondario in tarda primavera. Nebbie frequenti ma raramente persistenti per l'intera giornata. Nevicate più rare nel fondovalle, principalmente con circolazione da nord-ovest, mentre sono numerose sui rilievi circostanti. Temporali estivi frequenti. Nel 2008 temperatura media annua +12,7 °C , minima assoluta -10,3 °C, massima assoluta +35,4 °C, pioggia caduta 1.411,2 in 106 giorni di pioggia, escursione media giornaliera 13,9 °C, escursione media del mese di agosto 19,2 °C, 3 mesi (gennaio, febbraio e dicembre) con media delle temperature minime inferiore a zero gradi, 7 mesi senza gelate, temperatura massima del giorno più freddo +3,3 °C, temperatura minima del giorno più caldo +17,8 °C[4].
[modifica] Storia
[modifica] Preistoria
L'antica Reate, che la leggenda vuole fondata dalla dalla dea Rea , da cui forse deriverebbe anche il nome della città, sorse, all'inizio dell'età del ferro, presumibilmente intorno al IX-VIII sec. a.C. Probabilmente in origine le terre intorno a Rieti, furono abitate dagli umbri, per essere poi conquistate dagli aborigeni, una popolazione di origini incerte, e in fine dai Sabini che, come suggeriscono i ritrovamenti archeologici, arrivarono fino ai territori vicini al Tevere.
[modifica] Età Antica
Cosi come la fondazione della città si perde nella leggenda, anche i primi contatti con Roma non hanno contorni ben definiti. Si ricorda infatti il ratto delle sabine. Come molte leggende tale avvenimento si basa su fatti accaduti realmente. La città di Roma era infatti sorta da poco e Romolo, in cerca di alleanze e donne per popolare la città pensò di sfruttare la festa della consulia, alla quale parteciparono anche i Sabini, per rapire le donne di cui Roma aveva bisogno per crescere. La conseguenza fu la guerra fra Roma e i suoi vicini, i quali vennero sconfitti ad eccezione dei Sabini. Lo scontro si fermò quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti imponendo la tregua fra Romolo e Tito Tazio e la nascità di una collaborazione fra i due popoli. Per un'analisi più approfondita del fatto si rimanda alla voce sul Ratto. Rieti e il suo territorio vennero conquistati definitivamente e assoggettate a Roma nel 290 a.c.[5] per opera del console Manio Curio Dentato, rimanendo prefettura fino al 27 a.C. e divenendo poi Tribù Quirinae. In breve l'intera sabina venne presa. Proprio al console romano si deve l'opera di bonifica dell'antico lacus velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino fiume Nera, dando vita alla famosa cascata delle Marmore. Nel corso del tempo molte furono le antiche famiglie sabine che diedero lustro alla città di Roma e ne seguirono le sorti. Da ricordare l'ascesa della Gens Flavia, il cui esponente più noto, l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano, ebbe i meriti di iniziare la costruzione del più noto monumento romano: il Colosseo. Quest'ultimo, conosciuto anche con il nome di Anfiteatro Flavio, vide l'inizio dei lavori intorno al 72 d.C. e fu completato sotto l'Impero di Tito, figlio di Vespasiano, nell'80 d.C. Degno di essere ricordato è, altresì, il grandissimo scrittore Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C. e sovente ricordato con l'appellativo de "Il Reatino" e "padre della romana erudizione". Nella tarda antichità ( VI secolo circa ) Rieti vide l'arrivo dei Longobardi, che nel 568 avevano fatto il loro ingresso nella penisola italiana, i quali, barbari e pagani, ebbero ben presto a convertirsi al cristianesimo per mezzo dell'opera dei monaci benedettini della vicina Abbazia di Farfa. Nel 592 d.C. La Sabina divenne parte del Ducato di Spoleto.
[modifica] Medioevo
Dopo il saccheggio dei saraceni avvenuto durante il X secolo, la città fu gradualmente ricostruita e la figura del Vescovo assunse un'importanza fondamentale con la ricostruzione della cattedrale nel 1109. Il secolo successivo fu un periodo di splendore per la città di Rieti. Il suo rinnovo urbano coincise, del resto, con la presenza nei santuari circostanti il territorio, di S. Francesco d'Assisi che con la città ebbe un rapporto privilegiato. A tal proposito, basti menzionare l'anno 1223 che passò alla storia per la creazione, nel santuario di Greccio, del primo presepe vivente che, ancor oggi, è simbolo mondiale della cristianità. Nel 1289, Carlo II d'Angiò, fratello del Re di Francia Luigi IX, venne incoronato Re di Puglia, Sicilia e di Gerusalemme da Papa Nicolò I, presso la Cattedrale della città.
[modifica] Età moderna e contemporanea
Il 1500 si caratterizzò per l'emergere di grandi proprietari terrieri quali i Vincentini, i Vecchiarelli, i Potenziani, che, usufruendo della fertile pianura reatina ancora in corso di bonifica, diedero vita spesso ad aziende agrarie. Storicamente la piana reatina fu nota, nel XVIII secolo, per la quantità di Guado presente nel territorio lacustre, che servì a tingere di blu le divise delle truppe napoleoniche. Annessa al dipartimento del Tronto durante il Regno Italico, divenne ben presto centro della delegazione omonima della Sabina. Il 7 marzo 1821, Rieti fu teatro della sconfitta delle truppe di Guglielmo Pepe per opera degli austriaci guidati dal generale J.M. Von Frimont. L'Unità d'Italia vide l'annessione della città e della Sabina, nella Provincia di Perugia. Le vicende di questo periodo portarono a profondi mutamenti socio-economici, ma il ruolo della città rimase marginale. Alla figura di Giacinto Vincenti si deve un tentativo di rinnovamento, tramite la fondazione di un'azienda agraria aperta a nuovi tipi di colture, ma degno di menzione è anche il principe Giovanni Potenziani che, seguendo l'esempio del Vincenti avviò la coltivazione della Barbabietola da zucchero. A questa pianta erbacea la città rimarrà legata per moto tempo così come la sua l'industria, in quanto nel 1874, venne inaugurato il primo zuccherificio italiano che dal 1887 grazie ad Emilio Maraini iniziò a produsse su scala nazionale. Sempre nell'agricoltura a Rieti vennero realizzate grandi varietà di grano ad alta produttività e resistenti a fattori ambientali ostili. Con il '900 Rieti vide lo scorporo del suo territorio da quello Umbro e l'inserimento nella Provincia di Roma nel 1923 e poi l'istituzione di una propria provincia il 2 Gennaio 1927, per atto diretto di Benito Mussolini, che permise finalmente alla città di dare vita a un processo di crescita più efficace. L'industrializzazione reatina fu poi legata ad un'altra azienda, la Supertessile, uno stabilimento per la produzione della seta artificiale. Durante la seconda guerra mondiale, il 6 giugno 1944 la città subì un bombardamento sull'area del quartiere borgo[6] che causo numerose vittime e rase al suolo una parte del rione. A partire dagli anni '60 e '70 una spinta ulteriore verso la crescita industriale si ebbe con la nascita del nucleo industriale di Rieti-Cittaducale, grazie anche ai contributi della Cassa del Mezzogiorno. Tuttavia in seguito, complice anche l'interruzione dei finanziamenti dell'ente pubblico, ma sopratutto la mancanza di collegamenti, le industrie sono andate incontro a una profonda crisi che dura ancora oggi. Zone come quella dello zuccherificio oggi chiuso e in rovina ma ancora in piedi e della vecchia Supertessile, che nel corso del tempo ha cambiato più volte nome e che ormai sembra essere arrivata alla fine della sua storia, sono state inglobate dalla città ed è in corso una valutazione sulle sorti che tali aree seguiranno.
[modifica] Lo stemma
Lo stemma della città è suddiviso in due parti ed è quindi uno stemma troncato. Nella parte superiore a sfondo rosso ruggine, si può vedere una figura femminile identificata con Rea Silvia, da cui deriverebbe anche il nome della città, che offre uno stendardo a un cavaliere a sua volta identificato nella figura di Manio Curio Dentato. Entrambi sono realizzati con un colore dorato ma in alcune versioni, e nella descrizione presente nello statuto comunale, si possono trovare d'argento. La metà inferire a sfondo celeste riporta tre pesci ed una rete anch'essa d'argento. Il significato della metà superiore rimanderebbe all'opera romana di bonifica, eseguita per mano proprio di Manio Curio Dentato, quindi la scena simboleggerebbe il ringraziamento della popolazione del capoluogo sabino nei confronti di colui che liberò l'odierno territorio della piana reatina dalle acque paludose del lago. Pompeo Angelotti vedrebbe invece nella figura femminile la dea Rea nell'atto di porgere il comando della città al marito Saturno (Crono), ed effettivamente Rieti prende come sua fondatrice proprio Rea (e anche qui, dal suo nome deriverebbe quello della città stessa). La metà inferiore ha un significato meno chiaro. È raffigurata una rete che copre l'intera porzione dello stemma, sotto di essa nella parte alta sono piazzati due pesci e un terzo è posizionato più in basso, a formare quindi con gli altri due un triangolo rivolto a terra, ma a differenza dei precedenti, questo si colloca sopra la rete ed è visibilmente più grosso. La spiegazione vedrebbe la rete come un simbolo della legge e i due peci da essa racchiusi come i cittadini che a essa devono sottostare. Il pesce più grande quindi, sarebbe un Magistrato a cui spetta il compito di farla rispettare. Lo scudo attuale è sovrastato da una corona d'oro e ornato in basso da una di foglie e a volte da un nastro che recita: IN PRATIS LATE REA CONDIDIT IPSA REATE[7]. Originariamente comunque lo stemma della città era costituito interamente da una semplice rete e non erano presenti ne i pesci ne la scena della parte superiore.
[modifica] Presentazione
La crisi che negli ultimi decenni ha colpito il settore industriale, ha spinto la città a cercare nuove vie per la crescita del suo territorio e della sua provincia ed oggi lo sviluppo del settore turistico è una delle vie più battute. Notevole è l'importanza del fattore religioso, che può contare sulla presenza di due dei quattro santuari Francescani, quello di Fonte Colombo e quello de La Foresta e sulla vicinanza con i restanti due, siti nei vicini comuni di Greccio, e Poggio Bustone. Molti pellegrini giungono, infatti, nella "Valle Santa" per ripercorrere, con il cosiddetto Cammino di San Francesco, le gesta ed i momenti della vita del Poverello d'Assisi.
Il Monte Terminillo risulta poi una destinazione molto frequentata durante la stagione invernale. Migliaia di persone, usufruendo dei numerosi alberghi ivi presenti, sfruttano la stagione sciistica per apprezzare le bellezze di questa montagna. Tuttavia l'impiantistica è in sostanza la stessa da 30 anni. Questo ha causato un progressivo allontanamento delle grandi folle di turisti regolarmente presenti negli anni sessanta e settanta. Oggi si sta cercando di ridare slancio alla montagna e ne è un esempio la realizzazione dell'illuminazione di un tratto delle piste da fondo il quale può così essere utilizzato anche in notturna, e dell'ammodernamento di alcuni impianti. La montagna comunque non offre attrazioni solo per gli amanti dello sci, infatti anche d'estate si presta per escursioni lungo i percorsi segnati del CAI.
Rimanendo in città, è molto caratteristico il centro storico, posto su una leggera altura ai margini della conca reatina, protetto da una cinta muraria di origine medievale ancora per la maggior parte intatta e ben conservata. Via Roma, una delle più vive del centro, divide la città nei rioni medievali di S.Francesco, San Rufo, della Verdura e Santa Lucia. Da segnalare la chiesa romanica duecentesca di S.Pietro Apostolo e il Palazzo Vecchiarelli, eretto da Carlo Maderno nel XVII secolo. Tramite una delle vie traverse di questa strada è possibile raggiungere piazza Cesare Battisti dove si trova il Palazzo della Prefettura, già Vicentini, con annessa l'elegante Loggia detta "del Vignola" risalente al secolo XVI e l'imponente Cattedrale di Santa Maria del XII sec con la sua torre campanaria del 1252. Il Palazzo Vescovile, (1283-1288) si erge, invece, nella contigua piazza M. Vittori. Risaltano in esso le bellissime volte gotiche a due navate che conducono nel suggestivo arco di Bonifacio VIII Caetani. All'interno della cattedrale è presente, altresì, il Museo del Tesoro del Duomo ricco di affreschi medioevali, stupende oreficerie sacre dal secolo XIII al XIX, sontuosi paramenti sacri ricamati dal secoloXV al XIX. Muovendosi ancora all'interno del centro storico, di notevole interesse risultano essere, inoltre, le duecentesche chiese di San Francesco, Sant'Agostino e San Domenico dove si trova l'organo di Dom Bedos, la cui raffinata realizzazione lo rende uno dei piu' interessanti organi del mondo. L'organo, di costruzione recente, si basa su due trattati enciclopedici del settecento e misura 14 metri di altezza. A poca distanza da piazza Vittorio Emanuele II, su cui affaccia il palazzo del comune, si trova inoltre, la settecentesca chiesa di San Rufo antistante la piazza omonima dove è collocato il monumento indicante l'Umbilicus Italiae una targa in pietra che in varie lingue segnala tale particolare. Ed ancora, l'Oratorio di S. Pietro Martire, istoriato con affreschi raffiguranti il Giudizio Universale, eseguiti da Lorenzo e Bartolomeo Torresani (1552 - 1554), la Chiesina di S. Pietro Martire a via delle Molina (con superbo soffitto intagliato e dorato e tele di Ascani Vincenzo Manenli), la Chiesa di S. Antonio Abate, con facciata di Giacomo Vignola, la Chiesa di S. Scolastica, di Francesco Fontana, con tela di Andrea Sacchi ed il neoclassico Palazzo Ricci, di Giovanni Stern. Vanto della città è, infine, il bellissimo Teatro Flavio Vespasiano, posto lungo Via Garibaldi, dove annualmente si svolge un'intensa attività teatrale. Esso venne costruito verso la fine del 1800 e, a tutt'oggi, l'acustica del teatro viene considerata come la migliore d'Italia e una delle migliori al mondo.[8][9][10]
[modifica] Economia
[modifica] Agricoltura
Fin dalla prima bonifica, operata da Roma, la pianura intorno alla città si dimostrò molto fertile, ma l'opera di bonifica andò avanti ancora per molto. Fino al secolo novecento infatti, la piana rimase sostanzialmente una zona paludosa, soggetta periodicamente a esondazioni che danneggiavano la produzione locale, situazione che favoriva per di più la proliferazione della malaria. In epoca medioevale, la piana era caratterizzata da una vasta produzione di Guado, che una volta macinato, essciccato e fermentato, veniva messo in commercio sotto l'occhio vigile dei “Consoli dell'agricoltura del Guado”. Questa coltivazione cessò con gli ultimi decenni del 1800 lasciando spazio all'Indaco. La produzione dei territori del resto della sabina andò via via caratterizzandosi sempre più per la produzione di vino e di olio d'oliva coltivazione questa che oggi permette la produzione di uno degli oli più pregiati. Sul finire dell'ottocento dunque la popolazione reatina era per molto più della metà, impiegata nella produzione agricola, tanto da arrivare a essere, in percentuale, una delle più grandi d'Italia. Sempre nell'ottocento, la produzione agricola reatina vide un nuovo ingresso, la Barbabietola da zucchero, coltivazione che favorirà la nascita di uno zuccherificio. Con il novecento la città fu teatro di una nuova varietà di frumento meglio nota con il termine "Rieti". L'artefice fu Nazareno Strampelli che, trasferitosi a Rieti nell'anno 1903 per dirigere la cattedra sperimentale di granicoltura, fu un seguace delle leggi mendeliane. A questi il merito di aver successivamente selezionato ed incrociato tra loro vari generi di frumento dai quali ottenne numerose nuove tipologie che univano alla precocità, una particolare produttività delle stesse. Fu possibile pertanto l'anticipazione dei raccolti così da lasciare liberi i campi per altre coltivazioni e la resistenza di queste, permise l'ottenimento di un notevole rendimento. Ancora da risolvere comunque era la questione della bonifica della piana reatina così nel 1936 iniziarono i lavori per regolamentare la portata d'acqua del Velino e in quest'ottica, furono costruite le dighe, ancora oggi sfruttate per la produzione di corrente elettrica, del Salto e del Turano, due affluenti del Velino, lavori che terminarono cinque anni più tardi. Questi interventi permisero una crescita più efficace del settore agricolo reatino non più penalizzato da un territorio ancora paludoso. Nel periodo del dopoguerra l'agricoltura subisce un pesante ridimensionamento nella produzione della ricchezza della città passando da quasi il 50% a1 14% all'inizio del 1970, discesa favorita dall'apertura all'industria e dalla nascita di un settore terziario.
[modifica] Industria e collegamenti
Molto sviluppato a partire dagli anni '70 e legato alla produzione nel campo dell'elettronica, il settore industriale ha subito negli ultimi 16 anni una grave crisi dovuta anche all'annoso problema delle vie di comunicazione con i centri limitrofi. Rieti è l'unico capoluogo italiano a non essere attraversato da un'autostrada e a non aver un collegamento stradale veloce con le città confinanti (Roma, L'Aquila, Terni). Roma è, infatti, raggiungibile solo tramite la via Salaria, mentre il collegamento ferroviario, riguarda solo la linea Terni-L'Aquila. Da decenni ormai si discute sulla realizzazione di un collegamento ferroviario con la capitale, ma senza che nessuno dei vari progetti abbia mai visto la luce, il 6 marzo 2009, pur escludendo la Rieti Passo Corese dalle opere strategiche immediatamente cantierabili, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha confermato la disponibilità di 90 milioni di euro per tale opera.[11]. Sul versante umbro la città è per ora collegata a Terni tramite una strada extraurbana secondaria erroneamente definita superstrada che, inoltre, termina proprio al confine con la provincia suddetta. In fase di costruzione è il nuovo tratto che, rendendo ancora più agevole il percorso Rieti-Terni, collegherà il capoluogo sabino alla statale E-45.
Per via di questi problemi che amplificano gli effetti di più ampie questioni di mercato ( come la maggiore convenienza nella produzione di alcune merci, soprattutto legate all'elettronica, nei paesi d'oriente ) alcune industrie stanno andando incontro alla chiusura o hanno chiuso. Altre stanno attraversando una fase complessa di riconversione degli impianti, generando timori sul riassorbimento dei dipendenti. Nell'ultimo periodo comunque sta prendendo slancio la la produzione di moduli fotovoltaici attraverso l'azienda che sponsorizza la formazione cestistica locale.
La disoccupazione giovanile è del 34%, il peggior dato italiano[senza fonte].
[modifica] Cultura ed istruzione
[modifica] Istruzione elementare
- Scuola elementare E.Cirese
- Scuola elementare Guglielmo Marconi (inaugurata nel 1937[12])
- Scuola elementare L. Minervini
- Scuola elementare Lombardo Radice
- Scuola elementare Piazza Tevere
[modifica] Istruzione secondaria di primo grado
- Scuola media Giovanni Pascoli
- Scuola media Basilio Sisti
- Scuola media Angelo Sacchetti Sassetti
- Scuola media Angelo Maria Ricci
[modifica] Istruzione secondaria di secondo grado
- Liceo classico Marco Terenzio Varrone
- Liceo linguistico-sociale-pedagogico
- Istituto d'arte Antonio Calcagnadoro
- Liceo scientifico Carlo Jucci
- Istituto tecnico industriale Celestino Rosatelli
- Istituto tecnico commerciale Luigi di Savoia
- Istituto per geometri U. Ciancarelli
- Istituto professionale per i servizi alberghieri e ristorazione Ranieri Antonelli Costaggini
- Istituto professionale per l'industria e l'artigianato Ezio Vanoni
- Istituto agrario Nazareno Strampelli
[modifica] Università
A Rieti è presente un piccolo polo universitario denominato Sabina Universitas che, nel 2008, conta circa 1500 iscritti[senza fonte], il più piccolo centro universitario d'Europa[senza fonte]. Manca ancora una sede unitaria, ma è presente una mensa con capienza di 160 posti[13]. Le facoltà presenti sono:[14]
- Medicina: corsi di laurea triennali in infermieristica, fisioterapia, tecniche di radiologia medica, immagini e radioterapia, tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, tecniche di laboratorio biomedico.
- Ingegneria: corso di laurea specialistica in ingegneria delle costruzioni edili; corsi triennali di ingegneria edile, ingegneria per l'ambiente e il territorio e di ingegneria delle reti e dei servizi informatici.
- Agraria: corso in scienze e tecnologie per la conservazione delle foreste e della natura, che si differenzia nei percorsi didattici di gestione delle aree protette - ecoingegneria forestale - monitoraggio e certificazione forestale e ambientale.
[modifica] Conservatorio
A Rieti è presente anche un Conservatorio, collocato nel Parco della Musica di Villa Battistini, il quale costituisce il prestigioso e storico Conservatorio di Santa Cecilia in territorio sabino.
[modifica] Biblioteche
Due sono le principali biblioteche Reatine. Una di queste è la Biblioteca Comunale Paroniana, dal nome del Monsignor Giovanni Filippo Paroni, la quale fu inaugurata il 4 giugno del 1865 nell'ex convento di S. Agostino. Dopo alcuni spostamenti dovuti al costante aumento dei volumi conservati, ha trovato la sua attuale collocazione presso quello che fu il convento di Santa Lucia nel 1998. La biblioteca possiede circa 140.000 volumi a stampa, dei quali 23.000 antichi, compresi fra il XV e il XIX secolo, 466 testate di periodici, dei quali 100 correnti, 78 codici, 80 incunaboli, numerosi manoscritti, e materiale non raccolto in libri.[15]
Vi è poi la Biblioteca Benedetto Riposati. Oggi con sede in via dei Crispolti 22, nacque nel 1982 quando Monsignor Benedetto Riposati, latinista dell'università Cattolica di Milano, donò la propria biblioteca alla cassa di risparmio della città. La raccolta di libri è stata poi ampliata dalla Fondazione Varrone e da donazioni di privati arrivando così a oltre 13.000 volumi[16], alcuni dei quali, molto rari ed importanti tanto da conferire alla biblioteca un prestigio internazionale. La consultazione delle opere è oggi resa più agevole dalla completa informatizzazione del suo patrimonio.
[modifica] Archivio di Stato
L'archivio di stato di Rieti fu istituito il 15 giugno del 1953 come sezione di archivio di stato ed è divenuto un vero e proprio archivio di stato il 30 settembre 1963 grazie a un Decreto del Presidente della Repubblica.[17][18]
Oggi ha sede in Viale Ludovico Canali 7[19] mentre in origine si trovava in via Roma.[senza fonte]
[modifica] Cinema e Teatri
Un solo cinema è al momento attivo nella città, il Multisala Moderno sito lungo via Cintia. Esso dispone oggi di 5 sale (in origine contraddistinte da colori oggi da numeri) di dimensioni via via più piccole. In passato, quando la struttura aveva il nome di Teatro Moderno, era costituito da un' unica sala grande a due livelli e di una più piccola (l'odierna sala 2 o sala in blu) detta modernetta. Se pur prevalentemente destinato alla proiezione di film, la sala più grande è saltuariamente usata per conferenze.
L'attività teatrale è invece concentrata presso il Teatro Flavio Vespasiano, un teatro di fine ottocento, noto per le sue qualità acustiche e posto lungo via Garibaldi. Esso annualmente ospita concorsi di calibro nazionale ed internazionale, legati alla danza e alla lirica.
Un secondo teatro è costituito dal Teatro Argento, un teatro tenda, ma esso è da tempo al centro di una controversia tra i gestori ed il comune e l'attività stenta a ripartire.
[modifica] Vecchie tradizioni ma anche di nuove
A Rieti esistono diverse manifestazioni legate alle tradizioni locali di origine più o meno antiche:
[modifica] La Processione dei Ceri e il Giugno Antoniano
Sebbene la santa patrona di Rieti sia Santa Barbara, la città è fortemente legata alla figura di San Antonio da Padova per la quale, da oltre seicento anni esiste una fortissima venerazione, che trova la sua manifestazione più eclatante nella Processione dei Ceri, più spesso indicata semplicemente come Processione di San Antonio, la quale si svolge ogni anno nel mese di giugno, un mese interamente dedicato, dai credenti, alla figura del santo tanto da essere indicato come Giugno Antoniano. È tuttavia un evento simbolo della città ed quindi considerato con affetto anche da chi non crede in quanto costituisce un momento di aggregazione storico. L'esposizione della statua del santo avviene sempre il 12 giugno presso la chiesa di san Francesco nel Rione Borgo e l'evento viene salutato dal suono delle campane di tutte le chiese della città, contemporaneamente all'esplosione ia aria di alcuni petardi. Generalmente la seconda domenica dopo l'esposizione ha luogo la processione, la quale parte ovviamente dalla chiesa del vecchio Borgo. I momenti più “critici” dell'avvio sono due. Il primo è sicuramente la formazione della testa del lungo corteo di persone che si snoderà per le vie del centro storico. I fedeli iniziano infatti a formare due file le quali si inseriranno lungo i bordi della strada che fiancheggia la piazzetta antistante la chiesa, costeggiando quindi i muri delle abitazioni, il tutto deve avvenire senza causare interruzioni dei due cordoni ed evitando che uno sia più lungo dell'altro (accade spesso che tra la testa della processione e il Santo ci siano anche trenta minuti di distanza, anche se va detto che il corteo si ferma spessissimo per consentire ai portatori di sopportare l'enorme peso). Dopo che si è costituita la prima parte, all'interno della chiesa viene sollevata la statua del santo, una statua che con tutta la macchina lignea sulla quale è posta e con l'aggiunta del necessario all'illuminazione dei candelabri, supera la tonnellata di peso. I sedici portatori vestiti di un saio francescano nero, quattro per angolo estratti a sorte nei giorni precedenti, muovono l'insieme lungo la navata della piccola chiesa fino all'uscita, aiutati da altri due, uno davanti e una dietro, che hanno il compito di controllare che i due lati della macchina restino alla medesima altezza. Arrivati sulla soglia, si arrestano poggiando il tutto su quattro sostegni in legno fissati sotto la struttura, mostrando la statua che rappresenta il santo ai fedeli, i quali rispondono con un lungo applauso mentre altri petardi vengono lanciati in aria ad annunciare l'uscita all'intera città. È proprio ora che inizia il secondo momento critico, infatti per poter portare la statua a livello della strada, i 16 portatori devono scendere alcuni ripidi scalini con essa in spalla ed è necessario un grande equilibrio, oltre che una indubbia forza fisica, per poterlo fare senza far oscillare la macchina. A questo punto la figura del santo si inserisce nella processione, preceduta dalle varie cariche pubbliche e religiose, mentre dietro di essa si accodano altri fedeli, per prime donne vestite di nero alcune delle quali per devozione, per penitenza o per ringraziare il santo di qualche grazia ricevuta, percorreranno l'intero tragitto scalze. La processione deve il suo nome al fatto che la maggioranza dei fedeli portano con se un grosso cero che terranno acceso per tutto il cammino, regalando con il calar della sera un bel colpo d'occhio all'osservatore. La cerimonia dunque percorre le strade del cento storico mentre i fedeli pregano accompagnati dalle varie bande musicali inserite nella fila. Arrivati davanti la cattedrale di Santa Maria, il corteo si ferma nella piazza per permettere la celebrazione di una piccola messa, per poi riprendere il proprio cammino lungo le strade infiorate. Il tutto si conclude con il ritorno della macchina davanti alla chiesa di San Francesco dalla quale era partita. Qui ha luogo l'ultimo saluto della folla all'immagine del Santo mentre il vescovo della città benedice la statua e i presenti rivolgendo a questi alcune parole.
Il perché di tanta devozione si perde nei secoli, ma sembra che le origini di questa manifestazione risalgano al 1232, quando Papa Gregorio IX annuncio di voler canonizzare Antonio da Padova proprio a Rieti perché la città già manifestava una grande devozione. Tuttavia, per questioni politiche, il pontefice fu costretto ad allontanarsi da Rieti e la cerimonia non ebbe luogo. La reazione della città, fu una fiaccolata di protesta che con il tempo si trasformò nell'odierna processione dato l'affetto nei confronti del Santo. Nel corso del tempo la statua è stata adornata di gioielli in oro offerti dei fedeli come ringraziamento per "grazie" ricevute. La festa si conclude in realtà intorno alla mezzanotte con uno spettacolo pirotecnico curato da una delle ditte presenti sul territorio.
[modifica] La Festa del Sole e Il Palio della Tinozza
Nonostante sia una manifestazione relativamente recente (si svolge dal 1969), è particolarmente amata dalla città. In realtà anche questa non si esaurisce con un solo evento ma comprende una serie di eventi che culminano in una pomeriggio di gare sul Fiume Velino. Inizialmente organizzata da un comitato cittadino, per poi essere accolta dal comune, la manifestazione prevede iniziative culturali e anche una sfilata in costume. Le gare sul fiume comprendono: Un duello su una pertica, durante la quale due rappresentanti di due rioni, si fronteggiano su una passerella a colpi di bastoni imbottiti alle estremità, allo scopo di far cadere l'avversario in acqua (in caso di caduta di entrambi, lo sconfitto è colui che, secondo i giudici, tocca per primo il fiume). Una corsa di biciclette munite di galleggianti e pale al posto delle ruote lungo il fiume (andata nella direzione di scorrimento del corso d'acqua, ritorno contro corrente). Una gara di barche fiumarole, dove due concorrenti per rione, ognuno munito di un remo in legno, spingono una piccola barchetta con i colori rionali, anch'essa in legno, lungo il corso del fiume remando prima in direzione della corrente poi in senso contrario. È considerata una delle prove più dure per via della corrente e della scomoda posizione da assumere (il rematore in testa alla barchetta poggia tutto il peso sulle ginocchia e anche le imbottiture di fortuna non servono a molto). Una gara di nuoto dove i partecipanti si immergono in costume da bagno nelle gelide acque del fiume. Il Palio della Tinozza, che è certamente la gara più attesa, tant'è che chiude la manifestazione, in cui un concorrente per rione percorre un percorso di circa 800 metri, seduto all'interno di una tinozza appunto (una sorta di “mezzo tino”), spingendosi con un solo remo in legno cercando di avere la meglio sugli avversari non che della corrente che certo non aiuta a mantenersi in equilibrio. La vittoria è del rione che nel corso delle varie prove totalizza il punteggio migliore. Il pubblico assiste alle gare dalle sponde del fiume e dai due ponti che lo attraversano in quella zona. Nella vigilia si svolge anche una maratona in costume per le vie del centro.
A questa manifestazione, si deve il gemellaggio fra Rieti e la città di Itō, in Giappone. Nel 1979 la Gazzetta dello Sport pubblicò un articolo riguardante il Festival Della Vasca di Legno, una manifestazione tenuta in una città del paese del sol levante, Itō appunto, in cui i partecipanti davano vita a una competizione acquatica con delle imbarcazioni di legno analoghe alle famigerate tinozze della festa Reatina. Questa analogia spinse il comitato reatino a mettersi in contatto con l'ambasciata nipponica a Roma e successivamente con la città di Itō direttamente. Si avviarono così gli incontri che permetteranno poi alle due città di giungere al gemellaggio, quando prima il consiglio comunale di Rieti, in data 27 marzo 1985 e poi il consiglio municipale di Itō, il giorno seguente, approvano all'unanimità e ufficialmente il gemellaggio.
[modifica] La fiera di Santa Barbara
Ha inizio con il 3 Dicembre (la cosiddetta "apparsa") e finisce con il giorno seguente per festeggiare la giornata di Santa Barbara, patrona della città. In passato si svolgeva per le vie del centro storico, mentre oggi trova spazio lungo le strade del quartiere Molino della Salce. Nonostante tale spostamento abbia privato la fiera di uno sfondo esteticamente più pregiato, le strade lungo le quali si snoda, sono invase ogni anno da una folla di tutto rispetto, alla ricerca delle più svariate merci. Contemporaneamente nella zona di Foro Boario, si svolge un mercato di bestiame e attrezzature, non che macchine, per uso agricolo.
[modifica] I lumi dell'Ascensione
Questa usanza è oggi andata praticamente completamente perduta, ma era tradizione un tempo, collocare fuori dalle finestre un lume, in occasione della Festa dell'ascensione del 31 Maggio, per indicare la strada all'ascesa del Signore.
[modifica] Vivibilità
| Posizionamento nella classifica della qualità della vita di Il Sole 24 ore:[20] | |
| 2007 | 55 |
| 2008 | 51 |
Rieti è da anni classificata ai primi posti in fatto di basso tasso di delinquenza. L'omicidio è un reato assente. Sensibile però l'aumento del consumo e dello spaccio di cocaina. Considerata una città di grande tranquillità, i reati contro la persona sono pochissimi. Più diffusi quelli contro il patrimonio.[senza fonte]
In una classifica realizzata da Legambiente nel 2009, che valuta la qualità dell'ambiente nei comuni italiani capoluogo di provincia, Rieti si piazza al 27° posto.[21]
[modifica] Parchi pubblici
Nella città sono presenti alcuni spazi verdi ed uno dei più frequentati è sicuramente il Parco di via Liberato di Benedetto. L'area si trova nella periferia della città fra l'omonima via e Viale Maraini, con un ingresso su ciascuna strada. Durante gli ultimi mesi dell'anno scolastico è sede della Festa dello Studente e al suo interno viene organizzato un piccolo palco sul quale si esibiscono gruppi costituiti dagli studenti stessi. Presso quella che in origine era una pista per il pattinaggio e che oggi costituisce un campetto per la pallacanestro all'aperto, sempre in estate vengono organizzati anche tornei "tre contro tre". In passato al suo interno era stato realizzato anche un piccolo laghetto artificiale, ma fu successivamente cementato perché ritenuto pericoloso. Muovendo verso il centro invece, si può accedere ai Giardini di Palazzo Vicentini. Questi costituiscono una piccola area verde al ridosso della Piazza Cesare Battisti e grazie alla vicinanza con Via Roma, intorno alla quale gravita la maggior parte dello svago cittadino, gode di una buona frequentazione di persone di qualunque età. Vi è poi il Parco "del Borgo" che si trova in Via della Cavatella.
Poco numerosi, i parchi pubblici sono il tallone di Achille della città. Nonostante ciò, l'estensione di aree edificate ha ridotto ulteriormente le distese verdi. Il numero di abitanti è stabile a 45.000 unità da oltre 30 anni. Il numero di case è invece aumentato del 35%, creando di fatto una speculazione edilizia tra le più estese d'Italia.[senza fonte]
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Al 1 Gennaio 2008 la popolazione residente nel comune di Rieti era di 47.617 unità, costituita al 47,63% da maschi e al 52,37% da femmine[22]. Dato in costante crescita dal 2002, in cui, al 1 Gennaio, la popolazione residente secondo l'istat era di 43.788 unità, un aumento dell'8,74% circa.
Abitanti censiti 
- Stranieri residenti
Al 31 Dicembre 2007 la popolazione straniera residente nel comune di Rieti rappresentava il 3,32% del totale e risultava così costituita:[23]
Non sono riportate percentuali inferiori all'uno.
[modifica] Dialetto
| Per approfondire, vedi la voce Dialetto sabino. |
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[modifica] Gastronomia
Tipiche della cucina locale sono le Fregnacce alla reatina. Si ottengono impastando acqua, farina e sale stendendo poi l’impasto in modo da ottenere una sfoglia circolare, ripiegandola su se stessa e tagliandola in fine in modo da ottenere dei rombi larghi circa due centimetri o poco più nella diagonale minore. Il condimento originale è costituito da lardo battuto, sedano, cipolla, pomodoro a pezzi, sale e peperoncino[24][25], anche se spesso sono servite con del sugo di carne semplice con una spolverata di pecorino locale.
Altro piatto tipico sono i Pizzicotti (presso Lisciano si tiene annualmente una sagra). Sono fatti prelevando a "pizzichi" pezzi di un impasto identico a quello utilizzato per il pane, cioè acqua, farina, sale e lievito e mettendoli a cuocere in acqua bollente. Vengono serviti conditi con un sugo di pomodoro leggermente piccante.
Per quel che riguarda le carni, diffusi in buona parte della provincia sono i Sardamirelli. Sono costituiti dai budelli dell'intestino del maiale i quali vengono lavati, e lasciati ad asciugare per tre giorni. A questo punto vengono aromatizzati con finocchio, peperoncino e sale e successivamente rivoltati e fatti essiccare per poi essere cucinati sulla brace oppure in umido con i fagioli[26].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Il monumento alla Lira: Rieti ospita il Monumento Nazionale alla Lira, inaugurato il 1° Marzo 2003 in Piazza Cavour. L’opera, realizzata con la fusione di 2.200.000 monete da 200 Lire[27], presso le Fonderie Caggiati di Parma su disegno di Daniela Fusco, rappresenta l’Italia turrita che sostiene una grande moneta da una Lira, mentre su uno dei tanti drappi che l’avvolgono è impressa la scritta "L’Italia per la Lira". La faccia anteriore della moneta riporta la grafica della Lira coniata nel 1951, mentre il retro originariamente corrispondeva a quello della moneta da una lira emessa nel 1861, ma fu sostituito nel 2008 e oggi la statua tiene fra le mani una moneta con i dritti della prima e dell’ultima Lira coniata. La statua è rivolta verso il Ponte Romano, mentre su un lato scorre un piccolo rivolo d’acqua che simboleggia il fiume Velino, il simbolo della ricchezza di Rieti e della sua provincia: l’acqua. Si scelse Rieti per la collocazione di tale monumento, per il suo valore simbolico, dato che il capoluogo sabino storicamente è riconosciuto come il centro della penisola.
Organo di Dom Bedos: è un imponente organo custodito nella chiesa di San Domenico: e' una costruzione basata sui due trattati l'Art du Facteur d'Orgue di Dom Bedos de Celles e L'Art du Menuisier-Carrossier di Andreas Roubo; e' uno degli strumenti artisticamente piu' rilevanti al mondo; conta solo due analogie storiche: l'organo di Saint Croix di Bordeaux e l'organo Moucherel di Albi.[28]
Mura cittadine: Rieti, per un suo lato, è cinta da mura medievali, risalenti al secolo XIII, sulle quali si aprono le porte di Porta d'Arci, Porta Aringo, Porta Conca, Porta Cintia e Porta Romana.
Ponte romano: resti dell'antico ponte romano sul fiume Velino, che attraversa la città.
Museo diocesano di Rieti che ospita numerose opere d'arte.
[modifica] Chiese e luoghi di culto
Cattedrale di Santa Maria:chiesa romanica, presenta oltre a diverse cappelle di stile barocco, la cripta e il Museo diocesiano di Rieti;
Sant'Agostino: La chiesa di Sant'Agostino, risale alla metà del XIII secolo[29] e fu realizzata dagli agostiniani, in stle romanico-gotico. La facciata è in pitra, di forma rettangolare, con ai lati due pilastri e in alto termina con un attico leggermente sporgente. L'ingresso principale, è costituito da un unico portale, il quale presenta una strombatura fatta da tre ordini di colonnine, al disopra delle quali sono presenti cinque archi a tutto sesto sovrastati da un timpano. Immediatamente sopra si apre il rosone, aperto dopo la realizzazione della chiesa. All'interno, l'unica navata è sormontata da capriate in legno e termina in tre absidi sui qusli si apre una finestra trifora e due bifore.
San Domenico: Questa chiesa fu eretta sul finire del '200 dai Domenicani. Un tempo ricca di decorazioni, oggi è estremamente segnata dal passare del tempo ed ha rischiato anche la demolizione sul finire del settecento. Nel periodo napoleonico fu adibita a scuderia e all'inizio del '900 a segheria. Con gli inizi degli anni novanta del 900, si è cercato di recuperare la struttura, ricostruendo il tetto, crollato a seguito di un terremoto e oggi sostenuto da venti capriate in legno e riconsolidando il campanile risalente al 1642. La chiesa venne poi riconsacrata nel 1999. All'esterno la struttura è semplice, le facciate sono formate da blocchi di travertino. Su quella principale si apre il portone d'ingresso in legno, sormontato da un arco a tutto sesto e da un timpano, ai lati del quale si aprono due piccole finestre. Fino alla fine del 700 sopra tale portale si apriva un rosone, al posto del quale oggi è visibile un ampio finestrone. Affaccia sulla piccola Piazza Beata Colomba. L'interno è costituito da un'unica e ampia navata. Gli anni di abbandono, hanno causato la perdita della quasi totalità delle decorazioni tanto che le pareti sono intonacate di bianco, tuttavia in alcuni punti, grazie al restauro, sono ancora visibili le pitture originali. Al suo interno, trova spazio il monumentale organo Dom Bedos-Roubo [30], il cui progetto risale a due trattati del 1760, e che con le sue 4040 canne e la mostra di 32 piedi è uno dei più grandi d'Europa. Il complesso comprende anche un convento e un chiostro decorato con alcune storie della vita della beata Colomba da Rieti. Questa parte è pero oggi integrata all'interno della caserma Verdirosi[31] e per accedervi è necessario un permesso.
San Francesco:
La piccola chiesa del Borgo, che affaccia sull'omonima piazza, fu eretta nel XIII secolo dai francescani in stile gotico-romano con una facciata a frontone molto semplice, in pietra, dotata di un portone a strombatura sollevato da terra da sette gradini in travertino, incorniciato da alcune colonnine sui lati, che si raccordano con gli archetti della lunetta posta immediatamente sopra il portale in legno di forma rettangolare e di un piccolo rosone. All'interno la chiesa si presenta con tre navate, una centrale e due laterali più piccole. La copertura era costituita originariamente da una volta barocca la quale purtroppo crollò a seguito di un terremoto nel 1898 ed oggi, al suo posto, è visibile una struttura a capriate. Di fianco alla chiesa vera e propria è situato l'oratorio di San Bernardino. La chiesa sorge molto vicino al Fiume Velino, questa vicinanza ha posto nel '600, la necessità di alzare di circa due metri il livello del pavimento, per ridurre i danni delle esondazioni del fiume. Essa possiede anche un piccolo chiostro. All'interno di questa chiesa annualmente si svolgono le celebrazioni per il giugno antoniano e da qui parte la Processione di S. Antonio.
Santa Lucia
San Rufo:
La chiesa si trova in un posizione estremamente centrale, esattamente sulla piccola piazza S. Rufo nella quale, secondo la tradizione, e collocato il centro d'Italia e venne ricostruita nella sua forma attuale nel 1748 e consacrata nel 1760. All'esterno appare con una facciata ottocentesca sulla quale si apre un portale di forma rettangolare privo di elementi particolari, stretto da due lesene ai fianchi e da un timpano in alto sollevato da terra da cinque scalini. Poco sopra si apre una semplice finestra decorata da una croce su vetro. Anticamente un altro ingresso era posto sul fianco sinistro della struttura ma venne successivamente murato, e di esso resta solo l'"impronta". L'interno si appare con un'unica navata decorata da stucchi e particolari in legno. Dietro l'altare si colloca una tela che rappresenta L'estasi di San Camillo de Lellis. Nella controfacciata si pone un piccolo organo settecentesco. In questa chiesa è conservato un dipinto denominato L'Angelo Custode, che in passato fu attribuito al Caravaggio, mentre oggi si ritiene che sia opera di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino. In epoca contemporanea la piccola chiesa è stata affiancata dal monumento che ricorda la presenza, secondo la tradizione, del centro d'Italia. La collocazione di questo monumento, che i cittadini hanno ribattezzato come La caciota per la sua forma circolare e bassa che ricorda una forma di formaggio, è stata oggetto di critiche da parte dei Reatini in quanto le sue dimensioni stonano vicino alla piccola mole della chiesa e nel contesto della ristretta piazzetta.
Santa Scolastica: La sua costruzione inizio nel 1696 e fu consacrata nel 1717. La chiesa è oggi sconsacrata e costituisce l'auditorium Varrone.
San Pietro martire: Fu costruita nel 1266 dai Padri Cistercensi. La facciata in conci di travertino delimitata da due lesene è estremamente semplice e l'elemento di maggior rilievo è il portale del 1546, opera di Giacomo da Locarno e Stefano da Como, che presenta sei colonnine in pitra (tre per lato) poggiate ognuna, su uno scudo che raffigura un busto di San Piero e che sostengono un architrave. Questa portale in origine era collocato nella facciata dell'oratorio di San Pietro martire (chiesa di San Domenico) e fu spostato nel 1576 nella sua posizione attuale.
Sant'Agnese
Convento di Sant'Antonio al Monte
Santuari francescani: La valle su cui sorge Rieti è denominata anche Valle Santa. Questo principalmente per il legame con la figura di S. Francesco d'Assisi, che vi soggiornò per alcuni anni lasciando ai suoi margini quattro santuari disposti a croce: La Foresta, Poggio Bustone, Fonte Colombo, Greccio.
[modifica] Palazzi storici
Palazzo Vescovile: adiacente alla cattedrale;
Palazzo Dosi Delfini: L'edificio sorge su Piazza Vittorio Emanuele II ed oggi ospita al pian terreno la sede della Cassa di Risparmio di Rieti mentre nei due piani immediatamente sopra trovano spazio alcuni uffici dell'amministrazione provinciale. La facciata integra elementi del tardo barocco con alcuni elementi neoclassici. Il piano terra è caratterizzato, per intero, da un bugnato in pietra calcareae al centro si apre il portone ai lati del quale due colonne in pietra sostengono un piccolo balcone al quale si accede dalla finestra centrale del piano immediatamente sopra. Le finestra di questo piano sono caratterizzate da una piccola cornice e da un timpano ad eccezione, per quel che riguarda quest'ultimo particolare, proprio della finestra centrale che si distingue per la presenza dello stemma della famiglia Dosi Delfini. All'interno del palazzo è presente un piccolo cortile ellittico e a livello del primo piano può essere osservata una statua di Santa Barbara, realizzata in bronzo.
Palazzo Potenziani:Palazzo Potenziani e un edificio sito in Via dei Crispolti, il cui nucleo originario risale al 1200. Di proprietà dell’omonima famiglia fino al 1979, anno in cui venne acquistato dalla Cassa di Risparmio della città, dal 2001 è di proprietà della Fondazione Varrone, che qui ha collocato la propria sede. Gli interventi di restauro a cui è stato sottoposto negli ultimi anni hanno permesso di restituire alle facciate il loro aspetto originario, rimuovendo gli intonaci e riportando alla luce la pietra originale. Anche gli interni sono stati recuperati per salvaguardare alcuni affreschi.
Palazzo Comunale: L'edificio che oggi affaccia su Piazza Vittorio Emanuele II è il risultato di svariate opere di ampliamento e ristrutturazione di una struttura costruita nel XIII secolo[32]. La facciata, che culmina in un piccolo campanile, ha uno stile tardo barocco con due ordini di finestre e un portico sotto il quale sono presenti un busto di Giuseppe Garibaldi e uno di Vittorio Emanuele II. Sul suo fianco destro, oggi si erge una torre di cinque piani, rivestita in travertino, costruita nel 1940, all'interno di un progetto di ampliamento che vide fra l'altro la costruzione di un altro pezzo posto dietro l'edificio originale, demolendo il vecchio Albergo della Croce Bianca, visibile in acune fotografie d'epoca e Palazzo Alfani.
Palazzo Ricci: L'edificio intitolato all'insigne letterato di origine toscana Angelo Maria Ricci, è sito in Piazza Oberdan e costituisce ancora oggi un magnifico modello di architettura neoclassica. L'esterno del palazzo, che si articola in tre piani, rileva la contraddizione tra la dovizia delle armi e la tradizione per nulla belligerante della nobile famiglia Ricci. All'esterno è ben visibile lo Scudo di famiglia costituito da una quercia diradicata con i festoni che scendono perpendicolari o si inflettono, mettendo in mostra tralci di foglie, configurati in bulbi a tre o quattro lamine, ed associate a grandi e belle rose araldiche. Non appena si accede al suo interno, è ben visibile una lapide in lingua latina che ricorda come Serafino Ricci, padre del poeta, commissionò nel 1789, all'architetto romano G. Stern, la ricostruzione di un edificio limitrofo che si trovava in stato di decadenza per vetustà. Proseguendo al suo interno sono presenti decorazioni allegoriche che ricordano le opere poetiche di Angelo Maria Ricci. Il Palazzo era, altresì, sede di una notevole collezione di opere pittoriche prevalentemente del '600, il cui fiore all'occhiello era costituito dal gesso originale della Ebe di Antonio Canova attualmente conservata presso il locale Museo Civico.
Palazzo Vecchiarelli: L'edificio, collocato lungo Via Roma, fu realizzato sul finire del XVI secolo, su progetto di Carlo Maderno.
Palazzo del Seminario: il complesso comprende il Palazzo Pretorio e del Podestà realizzato alla fine del XIII sec..L'edificio in questione, perfettamente inglobato al tessuto urbano circostante è dotato, in origine, di due sottopassi sormontati da due volte a crociera: il primo tutt'ora esistente su Via Morrone, il secondo, poi chiuso, su Via del Seminario. Tra i due passaggi è ancora individuabile l'antica sala per le assemblee popolari, coperta da un sistema a quattro crociere. Il Palazzo venne in seguito trasformato, sotto la direzione di Jacopo Barozzi da Vignola, in Seminario Diocesano ed inaugurato il 4 giugno 1564. Tra il 1639 e il 1660 viene costruita una nuova ala su via della Pescheria, poi prolungata nel 1935. Intorno al 1684 vengono realizzati alcuni locali sopra l’arco, poi detto del Seminario, che scavalca Via Morrone. Altri ampliamenti si verificano tra il XVIII e il XIX secolo. Nel 1964, in occasione del IV centenario della fondazione del Seminario, il complesso viene completamente restaurato.
Palazzo Vincentini - Palazzo della Prefettura:
È un edificio di tre piani oggi sede della prefettura (spesso chiamato appunto Palazzo della Prefettura o Palazzo del Governo) che sorge su Piazza Cesare Battisti. È sicuramente uno dei palazzi più belli che Rieti conservi. La sua costruzione, o quantomeno la sua ristrutturazione nella forma attuale dopo l'acquisto da parte dell'omonima famiglia, è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola, ma questo punto è stato spesso oggetto di discussione, in quanto alcuni sostengono che il progetto sia da attribuire a Giovan Domenico Bianchi. La facciata rinascimentale presenta un portale decorato da un bugnato ai cui lati si trovano quattro finestre con inferriate (due per lato). Il primo piano ha, come anche il secondo, cinque finestre munite di una cornice e quella centrale si apre su un piccolo balcone ed è sovrastata da un timpano spezzato nel cui vertice è posto lo stemma della famiglia. La facciata rivolta verso la cattedrale è munita di una splendida loggia formata da due ordini di archi, tre sono posti a livello del piano terra, separati da due coppie di pilastri e tre a livello del primo separati da due coppie di colone alle quali sono sovrapposti due ovali, mentre all'altezza dell'ultimo piano sono presenti due nicchie. La loggia vignolesca affaccia su un giardino all'italiana, oggi pubblico, circondato da una recinzione in ferro e pilastri di pietra, realizzata dalla provincia, per eliminare un antiestetico muro, dopo che la famiglia Vincentini decise di cedere l'edificio nel '27 al neonato ente. Per questioni di sicurezza, nel 2009, l'accesso ai giardini è stato per qualche mese impedito al pubblico. Alcuni rami dei pini, alti fino a 14 metri, che si trovano nel giardino, minacciavano di cadere. Per questo le piante furono analizzate e fu disposta la rimozione di una di esse e l'ancoraggio delle restanti al suolo, che vennero poi potate, per resistere alle spinte del vento. Dopo questi interventi, in occasione della festa della repubblica del 2009 i giardini furono riaperti al pubblico.
Rieti sotterranea: Resti dell'antica via Salaria ormai contenuti nelle cantine di alcuni palazzi di via Roma (la strada principale del centro di Rieti)
[modifica] Natura
Cammino di Francesco: La pianura sulla quale si estende la città, viene chiamata anche Valle Santa per il suo legame con San Francesco d'Assisi. Le traccie più evidenti del passaggio di Francesco, sono i quattro santuari che sorgono presso Greccio, La Foresta, Fontecolombo e Poggio Bustone. Nel 2003 è stato istituito un percorso di circa 80 km diviso in otto tappe, che permette di raggiungere i quattro luoghi ripercorrendo le strade sulle quali passò il Santo, toccando quindi anche mete come il centro di Rieti e il Terminillo. Per permettere al turista di orientarsi lungo il tragitto, sulle strade interessate sono dislocati alcuni cartelli in legno con le indicazioni necessarie a raggiungere i luoghi e dei segnali, con la forma del logo del cammino, in vernice gialla sulle pavimentazioni stradali. Per il pellegrino è disponibile anche un attestato, chiamato “Passaporto”, che documenta l'effettivo compimento del percorso. Esso va ritirato presso uno dei quattro santuari Francescani e va fatto timbrare ad ogni tappa. In più, se il percorso viene compiuto in non meno di due giorni, si può richiedere l'”Attestato del pellegrino” all'Ufficio del Cammino di Francesco.
Terminillo (Monte Terminillo, 2.216 metri sul livello del mare), con la stazione di sport invernali anche nota come la montagna di Roma.
Lago Lungo e Lago di Ripasottile: Sono ciò che resta dell'antico lago velino, entrambi fanno parte della Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile. La riserva ha un'estensione di circa 3000 etteri[33], si dispiega all'interno dei comuni di Rieti, Cantalice, Colli sul Velino, Contigliano, Poggio Bustone, Rivodutri. ed è quindi posta all'interno della piana reatina a circa 7 km dal capoluogo.
[modifica] Personalità legate a Rieti
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Rieti. |
In grassetto i nati a Rieti:
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Musica
Sport
Politica
Arte
Religione
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Giornalismo
Scienza
Storia
Cultura
Altro
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[modifica] Sport
Rieti dispone di diversi impianti sportivi, i principali sono:
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- Stadio Centro d'Italia - Manlio Scopigno
- Lo stadio, precedentemente noto come Stadio Centro d’Italia, è stato inaugurato nella sua forma attuale nel 1997, precedentemente infatti era costituito da una sola tribuna (Vallesanta), mentre fu intitolato a Manlio Scopigno nel 2005. Ha una struttura semplice che permette di avere un’ottima visuale specialmente dalle due tribune grazie anche all’assenza di una pista d’atletica. Il proprietario della struttura è il Comune di Rieti. Attualmente è omologato per una capienza di 9.980 spettatori. Dietro la tribuna principale è presente un parcheggio gratuito illuminato e non custodito.
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- Piscina provinciale
- È un impianto coperto sito nella zona di Campoloniano e di proprietà della Provincia di Rieti. Dispone di una vasca di 25 metri ai lati della quale sono presenti due tribune.
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- Piscina comunale
- È sita lungo via dello sport ed è di proprietà del Comune di Rieti. Possiede una vasca grande, ma non omologata per competizioni date le dimensioni, e di una più piccola, entrambe scoperte. Al suo interno è presente anche un bar e una zona verde per prendere il sole. Su un lato sono disposti degli ombrelloni.
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- Pattinodromo
- L’impianto, di proprieta della Provincia di Rieti, è costituito da una pista ad anello (due rettilinei raccordati da due curve paraboliche) e da una pista interna di forma rettangolare ad angoli smussati, utilizzata spesso per l’hockey a rotelle. Nella stessa struttura sono presenti anche un campo da calcio a 8 e un campetto da basket in asfalto. Il campo da “calciotto” e l’anello sono separati da una tribuna coperta in cemento (praticamente una sezione triangolare con seggiolini disposti sui due lati obliqui) sotto la quale sono allestiti gli spogliatoi.
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- PalaSojourner
- Il principale palazzetto dello sport di Rieti, è di proprietà della Provincia di Rieti. Venne realizzato nel 1974 per permettere alla società cestistica locale di dotarsi di un palazzetto adatto a disputare in casa, gli incontri della massima serie. Oggi è omologato per ospitare fino a 3.550 spettatori, anche se in passato, grazie anche all’assenza dei seggiolini installati su tutti i gradoni con il restauro del 2007, ha ospitato folle decisamente più numerose. Sorge in Via O. Di Fazio 1.
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- PalaLeoni
- Palazzetto dello sport sito su piazzale Adolfo Leoni. Prima della costruzione del PalaSojourner ospitava le partite casalinghe della A.M.G. Sebastiani. Oggi è utilizzato principalmente dalla società di pallavolo Reatina. Ha un fondo in parquet.
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- Stadio Raul Guidobaldi
- È lo stadio di atletica leggera. Dotato di una pista ad otto corsie ( in origine sei ), di due tribune, una coperta e l’altra no e di un “pistino” per l’allenamento posto dietro la tribuna coperta, sorge vicino l’argine del fiume velino in via dello sport. Ogni anno ospita il Meeting internazionale di atletica leggera. È di proprietà del Comune di Rieti.
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- Campo sportivo d’altura del Terminillo Enrico Leoncini
- La struttura è posta sul Terminillo a quota 1.532. È dotato di un campo da calcio in erba, uno da calcetto in erba sintetica, una pista di atletica leggera con sei corsie, due campi da tennis e uno per pallacanestro e pallavolo.
[modifica] Pallacanestro
| Per approfondire, vedi le voci AMG Sebastiani Rieti e Nuova A.M.G. Sebastiani Basket Rieti. |
Rieti è da molto una città amante dello sport, grazie alle associazioni locali che permettono ai giovani e non, di praticare le più svariate attività, ma da sempre dire sport a Rieti significa dire pallacanestro. La società più gloriosa venne fondata nel 1946 da Luigi Padronetti come sezione cestistica di una polisportiva, era la A.M.G. Sebastiani dal nome di tre giocatori Angelo, Mario e Gino Sebastiani appunto caduti nella seconda guerra mondiale per mano delle truppe naziste. Con il tempo le altre sezioni svanirono trasformando il nome Sebastiani in un sinonimo della parola basket. Fu durante la presidenza di Renato Milardi, con una panchina retta dall'indimenticato Elio Pentassuglia che la formazione sabina scalò l'Europa arrivando nella stagione 1979-1980 a conquistare la sua unica Coppa Korać, mentre nel torneo 78/79 arrivo in semifinale scudetto (poté partecipare alla lotta per il tricolore grazie alla vittoria del campionato di serie A2). La società scomparve nel 1997 a causa di una situazione debitoria che la presidenza, alla testa della quale non c'era più Milardi, non poté reggere ulteriormente. Sebbene svanita dalle classifiche, non svani certo dal cuore dei reatini, e il bisogno di una squadra con i colori della città era ancora forte. Venne così acquistato un titolo sportivo di B2 che, in seguito al ritiro di una formazione nella categoria superiore, permise alla nuova società, denominata Virtus Rieti, di giocare in serie B1. Con l'era Papalia la società ha assunto la denominazione attuale di Nuova A.M.G.Sebastiani s.r.l ma la città si rivolge ad essa ancora semplicemente come A.M.G. Sebastiani Questa nuova formazione, priva di un main sponsor, grazie al primo posto nella stagione 2006-07 in LegADue, è promossa in Serie A. Il presidente è Papalia Gaetano. Il palazzetto dove si disputano le partite casalinghe è l'ormai storico PalaSojourner, nato negli anni settanta con il nome di Palaloniano e ribattezzato con il nome attuale in onore di una vecchia gloria della pallacanestro reatina scomparsa in un tragico incidente il 20 ottobre 2005: Willie Sojourner. Sorge nel quartiere di Campoloniano.
Un'altra formazione cestistica della città è quella de La Foresta Basket, che attualmente milita nel campionato di serie C2
In città opera una società di Pallacanestro in carrozzina, si tratta dell'Associazione sportiva A Ruota Libera che disputerà il campionato di serie A2 2009/2010.
Dalla stagione 2008/2009 si è trasferita in città anche la formazione del Contigliano che ha assunto la denominazione di Spes Pallacanestro Rieti, la quale tuttavia, continua ad allenarsi presso il Palaspes sito presso Poggio Fidoni. Nella stessa stagione, ha vinto i playoff di serie C1 conquistando così la promozione in serie Serie B Dilettanti dove disputerà il prossimo campionato.
[modifica] Calcio
| Per approfondire, vedi la voce Football Club Rieti. |
La principale squadra di calcio cittadina è il Football Club Rieti che milita nel campionato nazionale dilettanti dopo essere retrocessa nel campionato di serie D nel 2008/09. Il traguardo della C2 è stato uno dei più importanti per la società dopo la promozione in serie B degli anni '50.
[modifica] Rugby
| Per approfondire, vedi la voce Rieti Rugby 1961. |
[modifica] Atletica leggera
Annualmente nuovi atleti provenienti dalle società cittadine (tra cui si ricorda la storica Studentesca CA.RI.RI.) si mettono in evidenza in questo sport. Uno studio recente di Il Sole 24 Ore ha eletto Rieti a capitale italiana dell'atletica, avendo il più alto numero di tesserati e società rapportati al numero di abitanti.[37]
Appuntamento ormai tradizionale nel panorama sportivo reatino è inoltre il Meeting Internazionale Città di Rieti, uno dei più antichi e prestigiosi d'Italia, la sua prima edizione risale infatti al 1971[38]. Questo evento regala da sempre grandi emozioni e record mondiali tra cui quello dell'edizione 2007 di Asafa Powell nei 100 metri.
Il più importante atleta della storia reatina è Andrew Howe, campione europeo di salto in lungo outdoor (2006) e indoor (2007) e vice campione del mondo ad Osaka 2007, oltre che vincitore di due medaglie d'oro ai mondiali juniores di Grosseto 2004 (salto in lungo e 200m).
[modifica] Ciclismo
Rieti è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
| Data | Tappa | Vincitore | Nazionalità |
| 31 maggio 1991 | 6ª | Vladimir Poulnikov | |
| 24 maggio 1993 | 2ª | Adriano Baffi | |
| 25 maggio 2001 | 6ª | Mario Cipollini |
Anche il Terminillo è stato più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
| Data | Tappa | Vincitore | Nazionalità | Note |
| 2 giugno 1992 | 9ª | Luis Herrera | ||
| 21 maggio 1997 | 5ª | Pavel Tonkov | ||
| 17 maggio 2003 | 7ª | Stefano Garzelli | Conclusa in località Terminillo (Campoforogna) |
[modifica] Volo a vela
Rieti nel 2007 e nel 2008 ha ospitato, presso il piccolo aeroporto Ciuffelli, i mondiali di volo a vela. L'ambiente della città laziale è considerato dagli esperti il migliore al mondo per questo sport.
[modifica] Automobilismo
| Per approfondire, vedi la voce Coppa Bruno Carotti. |
Ogni anno nel comune reatino si disputa alle pendici del Monte Terminillo la Coppa Bruno Carotti, tappa del campionato italiano ed internazionale velocità montagna. La competizione prende il via sempre dalla località Lisciano, da un particolare punto contrassegnato da una colonna liscia, posta ai margini della strada, per arrivare poi a Campoforogna, seguendo un tragitto di 15 km. È organizzata dall'ACI di Rieti.
[modifica] Viabilità e trasporti pubblici
Nonostante la città sia in fondo di piccole dimensioni, la viabilità è spesso oggetto di discussione. Molte sono, specie nel centro storico dato il poco spazio a disposizione, le vie a senso unico e questo rende spesso necessario compiere percorsi piuttosto ampi per spostarsi in auto tra due punti vicini. Due strade di particolare importanza sono Viale Maraini e Viale Molino della salce, su cui si concentra molto del traffico cittadino, cosi come viale Canali/Morroni. Altre due strade di grande rilevanza per la città, sono via Porrara e via Padule che di fatto costituiscono la tangenziale della città. Esse tuttavia presentano una carreggiata costituita da un'unica corsia e, di conseguenza, a senso unico che non permette un rapido movimento dei veicoli e nelle ore di punta il traffico risulta spesso congestionato.
Sull'area del centro storico è presente una zona a traffico limitato, che consente l'ingresso solo ai citttadini qui residenti. Per evitare violazioni di tale zona, in passato è stata valutata anche l'ipotesi di installare dei varchi elettronici, ma al momento, tale provvedimento non è stato applicato.
All'interno della città, i trasporti pubblici sono gestiti dall'Azienda Servizi Municipali Rieti s.p.a., abbreviata con la sigla ASM. Le linee al servizio dei cittadini sono 27[39] e negli ultimi tempi l'azienda si è dotata anche di alcuni mezzi a metano. L'azienda municipale, effettua anche un servizio di scuolabus per le elementari e le materne con 13 e 10 linee rispettivamente. I collegamenti su gomma con le altre province del Lazio e non solo, sono invece garantiti dal Cotral.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giuseppe Emili (centrodestra) dal 28/05/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 0746 2871
Posta elettronica: info@comune.rieti.it
- Francesco Ceci (1900 - 1901)
- Domenico Raccuini (1901 - 1902)
- Angelo Angelucci (1902 - 1903)
- Filippo Corbelli (1903 - 1907)
- Pietro Michaeli (1907)
- Valerio Vecchiarelli (1907 - 1912)
- Domenico Raccuini (1912 - 1915)
- Giovanni Moscatelli (1915 - 1916)
- Domenico Raccuini (1916 - 1919)
- Angelo Sacchetti (1920 - 1921)
- Alberto Mario Marcucci (podestà dal 1926 in poi) (1923 - 1934)
- Alfredo Iacoboni (podestà) (1935 - 1941)
- Alcibiade d'Orazi (podestà) (1941 - 1942)
- Pietro Colarieti (1944)
- Angelo Sacchetti (1944 - 1952)
- Lionello Matteucci (1952)
- Angelo Sacchetti (1952)
- Lionello Matteucci (1952 - 1957)
- Valerio de Santis (1957 - 1961)
- Giulio de Juliis (1961 - 1970)
- Pietro Aloisi (1970 - 1974)
- Ettore Saletti (1974 - 1982)
- Bruno Vella (1982 - 1983)
- Augusto Giovannelli (1983 - 1988)
- Paolo Tigli (1988 - 1990)
- Lamberto Tabellini (1990 - 1992)
- Paolo Bigliocchi (1992 - 1993)
- Antonio Cicchetti (1994 - 2002)
- Giuseppe Emili (2002 - in carica)
[modifica] Circoscrizioni
L'area del Comune di Rieti è suddivisa in tre circoscrizioni:
Circoscrizione Rieti I: Al suo interno sono inseriti il centro storico di Rieti, i quartieri Fiume dè Nobili, Borgo e Campomoro, e le frazioni di Casette, San Benedetto, Maglianello, San Giovanni Reatino, Sant'Elia, Poggio Fidoni.
Circoscrizione Rieti II: Raccoglie parte del territorio del comune di Rieti così delimitata: quartieri Maraini, Madonna del Cuore, Quattro Strade, Micioccoli; piana reatina; zona adiacente cimitero comunale; frazione Moggio.
Circoscrizione Rieti III: Comprende i quartieri di Villa Reatina, Piazza Tevere e Campoloniano; frazioni di Vazia, Lisciano, Monte Terminillo e Castelfranco.
[modifica] Mass media
I principali canali di informazione ed intrattenimento presenti a Rieti sono:
| Quotidiani | Riviste | TV | Radio | |
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[modifica] Gemellaggi
Rieti è gemellata con:
Itō (prefettura di Shizuoka), Giappone
Saint-Pierre-lès-Elbeuf (dipartimento della Senna marittima), Francia
[modifica] Note
- ^ Provinciadi Rieti.it
- ^ www.ilgiornaledirieti.it dato aggiornato all'ottobre 2003:
- ^ Sito della protezione civile.
- ^ Dati ARSIAL
- ^ www.turismolazio.it
- ^ il tempo.it
- ^ Archivio di Stato di Rieti
- ^ www.turislazio.it
- ^ www.vinilazio.org
- ^ Sito del comune di Rieti
- ^ [Il Messaggero, Prima pagina Cronaca di Rieti, Martedì 14 Aprile 2009]
- ^ Scuola elementare "Guglielmo Marconi" di Rieti in www.novecentoitaliano.it. URL consultato il 14-03-2009.
- ^ www.ilgiornaledirieti.it
- ^ Polo universitario di Rieti in www.sabinauniversitas.it. URL consultato il 27-01-2009.
- ^ Sito del comune di Rieti
- ^ www.sabinamater.it
- ^ Sito dell'archivio di stato di rieti
- ^ http://www.maas.ccr.it/
- ^ Sito dell'archivio di stato di rieti
- ^ Il sole 24 ore. Qualità della vita 2008. URL consultato il 16-03-2009.
- ^ Dati Ecosistema urbano Legambiente
- ^ http://demo.istat.it/pop2008/index.html Dati istat 1/1/2008
- ^ http://demo.istat.it/strasa2008/index.html
- ^ www.ricettelazio.com
- ^ www.rietinvetrina.it
- ^ rieti2000.it
- ^ Corriere della sera
- ^ www.organosandomenicorieti.it
- ^ rietinvetrina.it
- ^ [1]
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.ipalazzi.it
- ^ www.parks.it
- ^ Leda Battisti official website - Biografia in www.ledabattisti.it. URL consultato il 27-01-2009.
- ^ RAI. Biografia di Leda Battisti in www.archivio.raiuno.rai.it. URL consultato il 27-01-2009.
- ^ Leda Battisti: biografia e discografia essenziale in www.rockol.it. URL consultato il 27-01-2009.
- ^ A spasso nel Lazio - Rieti in www.carmineri.com. URL consultato il 26-02-2009.
- ^ rietimeeting.com
- ^ Sito dell'asm di rieti
- ^ Sindaci dal 1900 in rietinvetrina.it. URL consultato il 16-02-2009.
[modifica] Voci correlate
- Sabina
- Sabini
- Velino (fiume)
- Stadio "Centro d'Italia" di Rieti
- PalaSojourner
- Provincia di Rieti
- Lazio
- Diocesi di Rieti
[modifica] Altri progetti
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Wikizionario contiene la voce di dizionario «Rieti»


