Rieti

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Rieti
comune
Rieti – Stemma Rieti – Bandiera
(dettagli)
Panorama del centro storico di Rieti visto da Colle San Mauro (a Est della città)
Panorama del centro storico di Rieti visto da Colle San Mauro (a Est della città)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
Sindaco Simone Petrangeli (SEL) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 42°24′09.32″N 12°51′38.88″E / 42.402588°N 12.860801°E42.402588; 12.860801 (Rieti)Coordinate: 42°24′09.32″N 12°51′38.88″E / 42.402588°N 12.860801°E42.402588; 12.860801 (Rieti)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 206,52 km²
Abitanti 47 927[3] (30-09-2013)
Densità 232,07 ab./km²
Frazioni Case San Benedetto, Casette, Castelfranco, Castel San Benedetto, Cerchiara, Chiesa Nuova, Cupaello, Lisciano, Lugnano, Maglianello Alto, Maglianello Basso, Moggio, Piani Poggio Fidoni, Piani S. Elia, Piani S. Filippo, Piè di Moggio[2], Poggio Fidoni, Poggio Perugino, San Filippo, San Giovanni Reatino, Sant'Elia, Setteponti, Vaiano, Vazia
Comuni confinanti Belmonte in Sabina, Cantalice, Casperia, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Colli sul Velino, Concerviano, Contigliano, Greccio, Longone Sabino, Micigliano, Monte San Giovanni in Sabina, Montenero Sabino, Poggio Bustone, Rivodutri, Roccantica, Stroncone (TR), Terni (TR), Torricella in Sabina
Altre informazioni
Cod. postale 02100
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057059
Cod. catastale H282
Targa RI
Cl. sismica zona 2A (sismicità media)
zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 324 GG[4]
Nome abitanti reatini
Patrono santa Barbara
Giorno festivo 4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rieti
Posizione del comune di Rieti nell'omonima provincia
Posizione del comune di Rieti nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Rieti (Riete in reatino, IPA: [ri'εte], Ascolta[?·info]) è un comune italiano di 47.927 abitanti[5] del Lazio, capoluogo della Provincia di Rieti.

Tradizionalmente ritenuta il centro geografico d'Italia[6][7], e per questo indicata come Umbilicus Italiae, sorge lungo una fertile pianura alle pendici del Monte Terminillo, sulle sponde del fiume Velino.

Fondata all'inizio dell'età del ferro, divenne un'importante città dei Sabini. Fu conquistata dai romani nel 290 a.C. Fece parte per molto tempo dello Stato Pontificio; fu poi annessa al Regno d'Italia dopo l'ingresso dell'esercito italiano il 23 settembre 1860[8][9][10].

È caratterizzata da estati calde e da inverni con temperature notturne spesso inferiori allo zero. La bellezza del paesaggio e la quiete dei luoghi ne fanno un posto vivibile e meta privilegiata di molti turisti, provenienti soprattutto dalla vicina Roma.

Così come la sua provincia, nella quale si trovano le sorgenti del Peschiera e che fornisce molta dell'acqua necessaria a Roma (circa 550 milioni di metri cubi ogni anno[11]), Rieti è una città ricca d'acqua: sul suo territorio si trovano le Fonti di Cottorella.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conca Reatina.
Il massiccio del Terminillo visto dalla Piana Reatina
Il fiume Velino attraversa Rieti

Il centro di Rieti sorge su una piccola collina al margine della pianura denominata Piana Reatina, che si estende per circa 90 km², a un'altitudine di 405 m s.l.m.[12] La piana anticamente era occupata dalle acque del Lacus Velinus; fu bonificata in età romana aprendo un varco tra il calcare accumulatosi negli anni presso Marmore, generando così l'omonima cascata. Di questo lago oggi restano specchi d'acqua minori: il lago di Piediluco (Provincia di Terni), quello di Ventina e quelli Lungo (o di Cantalice) e di Ripasottile[13]. Gli ultimi due oggi sono inseriti in una riserva naturale. La piana è racchiusa dal Monte Terminillo e dai Monti Reatini, di cui fa parte, ad est, dai Monti Sabini ad ovest ed è tagliata dal Fiume Velino che riceve in essa le acque dei fiumi Salto e Turano.

In base alla Carta Geologica d'Italia redatta dal Servizio Geologico d'Italia il terreno su cui sorgono il centro e la periferia di Rieti è costituito da "alluvioni fluviali recenti terrazzate" e "fluvio-lacustri recenti", mentre le zone vicine ai laghi sono costituite da "terreni grigi scuri e bruni limnopalustri" e "luoghi torbosi".[14]

La natura dei terreni fa sì che la zona della conca reatina sia una zona a elevato rischio idrogeologico[15], incluso, secondo i dati 2008 di Legambiente, il Comune di Rieti[16].

Classificazione sismica: Zona 2 (sismicità media)[17]

Il territorio circostante il comune di Rieti è caratterizzato da massicci montuosi che superano 2.000 m: il Terminillo i monti della Duchessa e i monti della Laga (2458 m), i più alti del Lazio è caratterizzato anche da numerosi corsi d'acqua e sorgenti. Oltre i già citati fiumi Velino (che attraversa direttamente la città), Salto e Turano, nella parte settentrionale della valle si trovano le Sorgenti di Santa Susanna, con una portata di 5 mc/s, mentre 2 km ad est della città a quota 400 m s.l.m. si trovano le Sorgenti del Cantaro, che hanno una portata di circa 500 litri al secondo e sono probabilmente alimentate da una sorgente geologica posta a quota 450 m presso Vazia[18].

Un'altra sorgente è posta a 2 km a sud della città, si tratta delle Sorgenti di Cottorella, che forniscono un'acqua oligominerale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Tipica nebbia mattutina (fine ottobre)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Rieti.

Il clima è continentale di fondovalle: rigido in inverno (che dura 140 giorni), caldo in estate con ampie escursioni termiche che ne fanno il capoluogo di provincia con le temperature minime più basse da aprile a settembre. Piogge superiori a 1.000 mm annui, con due massimi, il principale in autunno e il secondario in tarda primavera. Nebbie frequenti e raramente persistenti per l'intera giornata. Nevicate più rare nel fondovalle, principalmente con circolazione da nord-ovest, numerose sui rilievi circostanti. Temporali estivi frequenti. Nel 2008 temperatura media annua +12,7 °C, minima -10,3 °C, massima +35,4 °C, pioggia caduta 1.411 mm in 106 giorni, escursione media giornaliera 13,9 °C, escursione media in agosto 19,2 °C, 3 mesi (gennaio, febbraio e dicembre) con media delle temperature minime inferiore a zero gradi, 7 mesi senza gelate, temperatura massima del giorno più freddo +3,3 °C, temperatura minima del giorno più caldo +17,8 °C[19]. L'inverno reatino dura 4 mesi. Record del freddo nel 1956, nel 1985 e nel febbraio 2012: risp. -20 °C, -18 °C, -15 °C, con accumuli nevosi al suolo compresi tra 40 e 70 cm. L'estate dura in media 100 giorni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

L'estensione dell'antico Lago Velino in un plastico del museo archeologico di Rieti

L'antica Reate, secondo la leggenda fondata dalla dea Rea, da cui il nome della città, sorse, all'inizio dell'età del ferro, intorno al IX-VIII secolo a.C. Probabilmente in origine le terre intorno a Rieti furono abitate dagli umbri, per essere poi conquistate dagli aborigeni[20], presso i quali Rieti assunse particolare importanza dopo che vi si rifugiarono gli abitanti di Lista, e dopo ancora conquistata dai Sabini[21], come suggeriscono i ritrovamenti archeologici, arrivarono fino ai territori vicini al Tevere.

Età antica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ratto delle sabine.

Così come la fondazione della città si perde nella leggenda, anche i primi contatti con Roma non hanno contorni definiti. Il ratto delle sabine è infatti un avvenimento leggendario, anche se si basa su fatti accaduti: la città di Roma era infatti sorta da poco e Romolo, in cerca di alleanze e, per popolare la città, di donne, pensò di sfruttare la festa della consulia, alla quale parteciparono i Sabini, per rapire le donne di cui Roma aveva bisogno per crescere. La conseguenza fu la guerra fra Roma e i suoi vicini, i quali, ad eccezione dei Sabini, vennero sconfitti. Lo scontro si fermò quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti imponendo la tregua fra Romolo e Tito Tazio e la nascita di una collaborazione fra i due popoli.

Rieti e il suo territorio vennero conquistati e assoggettati a Roma nel 290 a.C.[22] per opera del console Manio Curio Dentato, rimanendo prefettura fino al 27 a.C. e divenendo poi Tribù Quirinae. In breve l'intera sabina venne presa. Al console romano si deve la bonifica dell'antico lacus Velinus, operata facendo confluire le acque nel vicino fiume Nera e dando così vita alla cascata delle Marmore. Nel corso del tempo molte furono le antiche famiglie sabine che diedero lustro alla città di Roma e ne seguirono le sorti. Da ricordare l'ascesa della Gens Flavia, il cui esponente più noto, l'Imperatore Tito Flavio Vespasiano, ebbe i meriti di iniziare la costruzione del più noto monumento romano: il Colosseo. Degno di essere ricordato è, altresì, il grandissimo scrittore Marco Terenzio Varrone, nato a Rieti nel 116 a.C. e sovente ricordato con gli appellativo il "Reatino" e il "padre della romana erudizione".

Nella tarda antichità (VI secolo circa) Rieti vide l'arrivo dei Longobardi, che nel 568 avevano fatto il loro ingresso nella penisola. Barbari e pagani, ebbero ben presto a convertirsi al cristianesimo per mezzo dell'opera dei monaci benedettini della vicina Abbazia di Farfa. Nel 592 d.C. la Sabina divenne parte del Ducato di Spoleto e Rieti fu sede di un gastaldato.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Sull'origine del nome Reate, con cui la città era nota in età romana, esistono più ipotesi.

VDopo il saccheggio dei saraceni, avvenuto durante il X secolo, la città fu ricostruita. La figura del Vescovo assunse importanza fondamentale con la ricostruzione della cattedrale nel 1109. Il secolo successivo fu un periodo di splendore per la città di Rieti. Il rinnovo urbano coincise, del resto, con la presenza nei santuari circostanti il territorio di S. Francesco d'Assisi che, come con la città di Soriano nel Cimino (VT), dove venne confermato il suo ordine da Papa Niccolò III, ebbe un rapporto privilegiato con Rieti e con il territorio reatino. A tal proposito, basti menzionare l'anno 1223, passato alla storia per la realizzazione nel santuario di Greccio del primo presepe vivente, ancor oggi simbolo mondiale della cristianità. Il 29-V- 1289, Carlo II d'Angiò, figlio di Carlo I d'Angiò fratello del Re di Francia Luigi IX il Santo, venne incoronato nella Cattedrale della città Re di Puglia, di Sicilia e di Gerusalemme da Papa Nicolò IV.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Il XVI secolo si caratterizzò per l'emergere di grandi proprietari terrieri quali i Vincentini, i Vecchiarelli, i Potenziani, che, usufruendo della fertile pianura reatina ancora in corso di bonifica, diedero vita spesso ad aziende agrarie. Storicamente la piana reatina fu nota, nel XVIII secolo, per la quantità di guado presente nel territorio lacustre, che servì a tingere di blu le divise delle truppe napoleoniche. Annessa al dipartimento del Tronto durante il Regno Italico, divenne ben presto centro della delegazione omonima della Sabina. Il 7 marzo 1821 la battaglia di Rieti vide la sconfitta delle truppe di Guglielmo Pepe per opera degli austriaci guidati dal generale Johann M. Von Frimont.

Fotografia aerea del bombardamento dell'aeroporto di Rieti da parte di aerei Baltimore e Curtiss Kittyhawk della Royal Air Force, durante la seconda guerra mondiale

L'Unità d'Italia vide l'annessione della città e della Sabina nella provincia di Perugia. Le vicende di questo periodo portarono a profondi mutamenti socio-economici, ma il ruolo della città rimase marginale. Alla figura di Giacinto Vincenti si deve un tentativo di rinnovamento, tramite la fondazione di un'azienda agraria aperta a nuovi tipi di colture; degno di menzione è anche il principe Giovanni Potenziani, che seguendo l'esempio del Vincenti avviò la coltivazione della Barbabietola da zucchero. A questa pianta rimarrà legata per moto tempo la città e così la sua l'industria: nel 1874 fu inaugurato il primo zuccherificio italiano, che dal 1887 grazie ad Emilio Maraini iniziò a produrre su scala nazionale. Nell'agricoltura a Rieti vennero realizzate anche grandi varietà di grano ad alta produttività e resistenti a fattori ambientali ostili.

Nel novecento Rieti vide lo scorporo del suo territorio da quello abruzzese e umbro. Inoltre nel 1923 ci fu l'inserimento nella provincia di Roma, poi, il 2 gennaio 1927, ci fu l'istituzione di una propria provincia[24], per atto diretto di Benito Mussolini, che permise alla città di dar vita a un processo di crescita più efficace. L'industrializzazione reatina fu poi legata ad un'altra azienda, la Supertessile, uno stabilimento per la produzione della seta artificiale.

Durante la seconda guerra mondiale, il 6 giugno 1944 la città subì un bombardamento sull'area del quartiere Borgo[25] che causò numerose vittime e rase al suolo parte del rione.

A partire dagli anni sessanta una spinta ulteriore verso la crescita industriale si ebbe con la nascita del nucleo industriale di Rieti-Cittaducale, grazie anche ai contributi della Cassa del Mezzogiorno. Tuttavia in seguito, complici l'interruzione dei finanziamenti dell'ente pubblico e soprattutto la mancanza di collegamenti, le industrie sono andate incontro a una crisi che dura ancor oggi. Zone come quella dello zuccherificio, chiuso e in rovina ma in piedi e quella della vecchia Supertessile, che nel corso del tempo ha cambiato più volte nome e che ormai sembra essere arrivata alla fine della sua storia, sono state inglobate dalla città ed è in corso una valutazione sulle sorti che tali aree seguiranno.

Lo stemma[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Rieti.
Stemma della Città di Rieti

Lo stemma della città è suddiviso in due parti ed è quindi uno stemma troncato. Nella parte superiore a sfondo rosso ruggine, si può vedere una figura femminile identificata con Rea Silvia, da cui deriverebbe anche il nome della città, che offre uno stendardo a un cavaliere a sua volta identificato nella figura di Manio Curio Dentato. Entrambi sono realizzati con un colore argentato, così come previsto dal decreto di riconoscimento, ma in alcune versioni si possono trovare d'oro[26].

Gonfalone della Città di Rieti

La metà inferiore a sfondo celeste riporta tre pesci ed una rete anch'essa d'argento. Il significato della metà superiore rimanderebbe all'opera romana di bonifica, eseguita per mano proprio di Manio Curio Dentato, quindi la scena simboleggerebbe il ringraziamento della popolazione del capoluogo sabino nei confronti di colui che liberò l'odierno territorio della piana reatina dalle acque paludose del lago. Pompeo Angelotti vedrebbe invece nella figura femminile la dea Rea nell'atto di porgere il comando della città al marito Saturno (Crono), ed effettivamente Rieti prende come sua fondatrice proprio Rea (e anche qui, dal suo nome deriverebbe quello della città stessa). La metà inferiore ha un significato meno chiaro. È raffigurata una rete che copre l'intera porzione dello stemma, sotto di essa nella parte alta sono piazzati due pesci e un terzo è posizionato più in basso, a formare quindi con gli altri due un triangolo rivolto a terra, ma a differenza dei precedenti, questo si colloca sopra la rete ed è visibilmente più grosso. La spiegazione vedrebbe la rete come un simbolo della legge e i due pesci da essa racchiusi come i cittadini che a essa devono sottostare. Il pesce più grande quindi, sarebbe un Magistrato a cui spetta il compito di farla rispettare. Lo scudo attuale è sovrastato da una corona da marchese e ornato in basso da una di foglie e a volte da un nastro che recita: in pratis late rea condidit ipsa reate[27]. Originariamente lo stemma della città era costituito interamente da una semplice rete senza la rappresentazione dei pesci e della scena presente nella parte superiore.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La città si presenta come un piccolo centro abitato di grande tranquillità ma dotata di alcune eccellenze che la rendono interessante, specie se inserita nell'insieme della sua provincia. Negli ultimi anni ha cercato nuove vie per la crescita del suo territorio e della sua provincia ed oggi lo sviluppo del settore turistico è una delle vie più battute. Notevole è l'importanza del fattore religioso, che può contare sulla presenza di due dei quattro santuari Francescani, quello di Fonte Colombo e quello de La Foresta e sulla vicinanza con i restanti due, siti nei vicini comuni di Greccio, e Poggio Bustone. Molti pellegrini giungono, infatti, nella "Valle Santa" per ripercorrere, con il cosiddetto Cammino di San Francesco, le gesta ed i momenti della vita del Poverello d'Assisi.

case del rione Santa Lucia sul fiume Velino

Molto caratteristico il centro storico, posto su una leggera altura ai margini della conca reatina, protetto su un lato da una cinta muraria di origine medievale ancora per la maggior parte intatta e ben conservata. Via Roma, una delle più vive del centro, divide la città nei rioni medievali di San Francesco, San Rufo, della Verdura e Santa Lucia.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

L'interno della cattedrale
Il campanile della Cattedrale
  • La Cattedrale di Santa Maria Assunta iniziò ad essere costruita nel 1109 in stile romanico; la cripta fu consacrata nel 1157 mentre la basilica superiore nel 1225. Fu pesantemente modificata in epoca barocca, soprattutto negli interni. Oltre alla già menzionata cripta, presenta la torre campanaria del 1252, il battistero, il portico del 1458 e diverse cappelle settecentesche; ospita inoltre il Museo diocesano di Rieti.
  • La chiesa di Sant'Agnese iniziò ad essere costruita nel 1499 e fu completamente rimodernata nel 1748.
  • La chiesa di Santa Lucia.
  • La chiesa di Sant'Eusanio.
  • La chiesa di San Benedetto.
  • La chiesa dell'Ospizio Cerroni Vincenti-Mareri.
  • La chiesa di Santa Caterina.
  • La chiesa di San Giuseppe.
  • La chiesa di Sant'Antonio Abate, commissionata al Vignola nel 1570 e completata nel XVII secolo, fa parte di un complesso architettonico trecentesco che comprende anche un ospedale e un cimitero. Oggi l'edificio è chiuso al pubblico, abbandonato in uno stato di profondo degrado.
La chiesa di Sant'Agostino
  • La chiesa di Sant'Agostino risale alla metà del XIII secolo[28] e fu realizzata dagli Agostiniani, in stile romanico-gotico. La facciata in pietra, di forma rettangolare, con ai lati due pilastri, termina con un attico leggermente sporgente. L'ingresso principale è costituito da un unico portale, il quale presenta una strombatura fatta da tre ordini di colonnine, al di sopra delle quali sono presenti cinque archi a tutto sesto sovrastati da un timpano. Immediatamente sopra si apre il rosone. L'interno, a navata unica, è sormontato da capriate in legno e termina in tre absidi sulle quali si aprono una finestra trifora e due bifore. Con Decreto del 17 giugno 2010 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha conferito a questa chiesa il titolo e la dignità di basilica minore.
San Domenico
  • La chiesa di San Domenico fu eretta sul finire del Duecento dai Domenicani. Un tempo ricca di decorazioni, oggi è estremamente segnata dal passare del tempo ed ha rischiato anche la demolizione sul finire del settecento. Nel periodo napoleonico fu adibita a scuderia e all'inizio del Novecento a segheria. Con gli inizi degli anni novanta del Novecento, si è cercato di recuperare la struttura, ricostruendo il tetto, crollato a seguito di un terremoto e oggi sostenuto da venti capriate in legno e riconsolidando il campanile risalente al 1642. La chiesa venne poi riconsacrata nel 1999. All'esterno la struttura è semplice, le facciate sono formate da blocchi di travertino. Su quella principale si apre il portone d'ingresso in legno, sormontato da un arco a tutto sesto e da un timpano, ai lati del quale si aprono due piccole finestre. Fino alla fine del 700 sopra tale portale si apriva un rosone, al posto del quale oggi è visibile un ampio finestrone. Affaccia sulla piccola Piazza Beata Colomba. L'interno è costituito da un'unica e ampia navata. Gli anni di abbandono, hanno causato la perdita della quasi totalità delle decorazioni tanto che le pareti sono intonacate di bianco, tuttavia in alcuni punti, grazie al restauro, sono ancora visibili le pitture originali. Al suo interno, trova spazio il monumentale Organo Dom Bedos Roubo[29], il cui progetto si basa su due trattati del 1760, e che con le sue 4040 canne e la mostra di 32 piedi è uno dei più grandi d'Europa. Il complesso comprende anche l'oratorio di San Pietro martire, un convento e un chiostro decorato con alcune storie della vita della beata Colomba da Rieti. Questa parte è però oggi integrata all'interno della caserma Verdirosi[30] e per accedervi è necessario un permesso.
San Francesco
  • La chiesa di San Francesco, che affaccia sull'omonima piazza, fu eretta nel XIII secolo dai francescani. Realizzata in stile gotico-romano con una facciata a frontone molto semplice, in pietra, dotata di un portone a strombatura sollevato da terra da sette gradini in travertino, incorniciato da alcune colonnine sui lati, che si raccordano con gli archetti della lunetta posta immediatamente sopra il portale in legno di forma rettangolare e di un piccolo rosone. All'interno la chiesa si presenta con tre navate, una centrale e due laterali più piccole. La copertura era costituita originariamente da una volta barocca la quale purtroppo crollò a seguito di un terremoto nel 1898 ed oggi, al suo posto, è visibile una struttura a capriate. Di fianco alla chiesa vera e propria è situato l'oratorio di San Bernardino. La chiesa sorge molto vicino al Fiume Velino, questa vicinanza ha posto nel Seicento, la necessità di alzare di circa due metri il livello del pavimento, per ridurre i danni delle esondazioni del fiume. Essa possiede anche un chiostro, oggi sede del liceo scientifico Carlo Jucci. All'interno di questa chiesa annualmente si svolgono le celebrazioni per il giugno antoniano e da qui parte la Processione di S. Antonio.
San Rufo
  • La chiesa di San Rufo si trova in un posizione estremamente centrale, sulla piccola piazza S. Rufo, nella quale secondo la tradizione è collocato il centro d'Italia (Umbilicus Italiae). Sorta nel 1141 in luogo di una chiesa ancora più antica, venne ricostruita nella sua forma attuale nel 1748 e consacrata nel 1760. Sulla facciata si apre un portale di forma rettangolare privo di elementi particolari, stretto da due lesene ai fianchi e da un timpano in alto sollevato da terra da cinque scalini. Poco sopra si apre una semplice finestra decorata da una croce su vetro. Anticamente un altro ingresso era posto sul fianco sinistro della struttura ma venne successivamente murato, e di esso resta solo l'"impronta". L'interno si appare con un'unica navata decorata da stucchi e particolari in legno. Dietro l'altare si colloca una tela che rappresenta L'estasi di San Camillo de Lellis. Nella controfacciata si pone un piccolo organo settecentesco. In questa chiesa è conservato un dipinto denominato L'Angelo Custode, che in passato fu attribuito al Caravaggio, mentre oggi si ritiene che sia opera di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino.
  • La chiesa di Santa Scolastica inizio a essere costruita nel 1696 e fu consacrata nel 1717. Oggi è sconsacrata e costituisce l'auditorium Varrone.
San Pietro martire
  • La chiesa di San Pietro martire fu costruita nel 1266 dai Padri Cistercensi. La facciata in conci di travertino delimitata da due lesene è estremamente semplice e l'elemento di maggior rilievo è il portale del 1546, opera di Giacomo da Locarno e Stefano da Como, che presenta sei colonnine in pietra (tre per lato) poggiate ognuna, su uno scudo che raffigura un busto di San Piero e che sostengono un architrave. Questa portale in origine era collocato nella facciata dell'oratorio di San Pietro martire (chiesa di San Domenico) e fu spostato nel 1576 nella sua posizione attuale.
  • L'oratorio di San Pietro Martire.
San Pietro
  • Santuari francescani: la valle su cui sorge Rieti è denominata anche Valle Santa. Questo principalmente per il legame con la figura di S. Francesco d'Assisi, che vi soggiornò per alcuni anni lasciando ai suoi margini quattro santuari disposti a croce: La Foresta, Poggio Bustone, Fonte Colombo e Greccio.
  • La chiesa di San Giovenale e San Vincenzo Ferreri (Santa Maria della Scala).
  • La chiesa di San Paolo.
  • La chiesa di Santa Chiara.
  • La chiesa di San Giorgio.
  • La chiesa di San Michele Arcangelo.
  • La chiesa di San Nicola.
  • La chiesa di Santa Maria al Corso.
  • La chiesa di San Liberatore.
  • La chiesa di San Donato.
  • La chiesa di Santa Maria del Cuore (o Madonna del Cuore).

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Dettaglio del tratto di mura tra porta Conca e porta d'Arci
  • Le Mura medievali di Rieti, risalenti al secolo XIII, sono ben conservate e cingono la città per un intero lato. Lungo il loro percorso si aprono cinque porte:
    • Porta d'Arci
    • Porta Conca
    • Porta San Giovanni
    • Porta Cintia. Ricostruita nell'Ottocento, andò distrutta durante la seconda guerra mondiale; nel dopoguerra, al suo posto, furono edificati due edifici in cemento armato, che si allacciano direttamente alle mura circostanti.
    • Porta Romana. Dal 1930 è collocata in Piazza della Repubblica.
Le volte del piano terra del palazzo vescovile
  • Il Palazzo Vescovile, o Palazzo Papale, è posto in posizione adiacente alla Cattedrale, con la facciata rivolta verso piazza M. Vittori e la fiancata lungo via Cintia. La sua costruzione iniziò nel 1283[31]. La facciata principale presenta una loggia coperta da un tetto sorretto da due colonne in pietra e da un pilastro centrale. In passato tale loggia era raggiungibile direttamente dalla piazza, grazie ad una scalinata in pietra demolita negli anni venti, che oggi è visibile solo in alcune foto d'epoca. Il piano terra è caratterizzato da sei pilastri che dividono l'ambiente in due parti e sostengono le grandi volte a crociera. Volte gotiche a due navate conducono nel suggestivo arco di Bonifacio VIII Caetani.
  • Palazzo Dosi Delfini sorge su Piazza Vittorio Emanuele II; al pian terreno oggi ospita la sede della Cassa di Risparmio di Rieti, mentre nei due piani immediatamente sopra trovano spazio alcuni uffici dell'amministrazione provinciale. La facciata integra elementi del tardo barocco con alcuni elementi neoclassici. Il piano terra è caratterizzato, per intero, da un bugnato in pietra calcarea e al centro si apre il portone ai lati del quale due colonne in pietra sostengono un piccolo balcone al quale si accede dalla finestra centrale del piano immediatamente sopra. Le finestra di questo piano sono caratterizzate da una piccola cornice e da un timpano ad eccezione, per quel che riguarda quest'ultimo particolare, proprio della finestra centrale che si distingue per la presenza dello stemma della famiglia Vincentini. All'interno del palazzo è presente un piccolo cortile ellittico e a livello del primo piano può essere osservata una statua di Santa Barbara, realizzata in bronzo.
Palazzo Comunale
  • Palazzo Comunale: l'edificio che oggi affaccia su Piazza Vittorio Emanuele II è il risultato di svariate opere di ampliamento e ristrutturazione di una struttura costruita nel XIII secolo[32]. La facciata, che culmina in un piccolo campanile, ha uno stile tardo barocco con due ordini di finestre e un portico sotto il quale sono presenti un busto di Giuseppe Garibaldi e uno di Vittorio Emanuele II. Sul suo fianco destro, oggi si erge una torre di cinque piani, rivestita in travertino, costruita nel 1940, all'interno di un progetto di ampliamento che vide fra l'altro la costruzione di un altro pezzo posto dietro l'edificio originale, demolendo il vecchio Albergo della Croce Bianca, visibile in alcune fotografie d'epoca e Palazzo Alfani.
  • Palazzo Potenziani: è un edificio sito in Via dei Crispolti, il cui nucleo originario risale al 1200. Di proprietà dell'omonima famiglia fino al 1979, anno in cui venne acquistato dalla Cassa di Risparmio della città, dal 2001 è di proprietà della Fondazione Varrone, che qui ha collocato la propria sede. Gli interventi di restauro a cui è stato sottoposto negli ultimi anni hanno permesso di restituire alle facciate il loro aspetto originario, rimuovendo gli intonaci e riportando alla luce la pietra originale. Anche gli interni sono stati recuperati per salvaguardare alcuni affreschi.
La facciata di Palazzo Vincentini
  • Palazzo Vincentini: è un edificio di tre piani che sorge su Piazza Cesare Battisti, oggi sede della prefettura (e perciò spesso chiamato Palazzo della Prefettura o Palazzo del Governo). È uno dei palazzi più belli che Rieti conservi. La sua costruzione, o quantomeno la sua ristrutturazione nella forma attuale dopo l'acquisto da parte dell'omonima famiglia, è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola, ma questo punto è stato spesso oggetto di discussione, in quanto alcuni sostengono che il progetto sia da attribuire a Giovan Domenico Bianchi. La facciata rinascimentale presenta un portale decorato da un bugnato ai cui lati si trovano quattro finestre con inferriate (due per lato). Il primo piano ha, come anche il secondo, cinque finestre munite di una cornice e quella centrale si apre su un piccolo balcone ed è sovrastata da un timpano spezzato nel cui vertice è posto lo stemma della famiglia.
Giardini e loggia di Palazzo Vincentini

Il lato rivolto verso la Cattedrale è munito di una splendida loggia formata da due ordini di archi, tre sono posti a livello del piano terra, separati da due coppie di pilastri e tre a livello del primo separati da due coppie di colonne alle quali sono sovrapposti due ovali, mentre all'altezza dell'ultimo piano sono presenti due nicchie. La loggia vignolesca affaccia su un giardino all'italiana, oggi pubblico, circondato da una recinzione in ferro e pilastri di pietra, realizzata in sostituzione un antiestetico muro dopo che nel 1927 la famiglia Vincentini decise di cedere l'edificio alla neonata provincia. Nel 2009 i giardini sono stati oggetto di alcuni interventi di sicurezza, volti ad aumentare la stabilità dei grandi pini domestici in esso presenti. All'interno il piano terra, che ospita gli uffici della prefettura, è decorato con pitture del 1932 che raffigurano Marco Terenzio Varrone e Tito Flavio Vespasiano. Al primo piano si trovano le stanze dove alloggia il Prefetto, ed è di particolare rilevanza il camino in marmi policromi risalente al Cinquecento, che riporta con una scritta in oro il nome di uno dei proprietari della famiglia Vincentini. Anche il secondo piano, che non presenta elementi di particolare rilevanza, oggi ospita uffici della Prefettura.

Palazzo Vecchiarelli
  • Palazzo Vecchiarelli: L'edificio, collocato lungo Via Roma, con elegante facciata ed imponente portale, fu realizzato sul finire del XVI secolo, su progetto di Carlo Maderno[33]. Fino a Giugno 2013 è stata sede della Sabina Universitas.
  • Teatro Flavio Vespasiano, posto lungo Via Garibaldi, dove annualmente si svolge un'intensa attività teatrale. Venne costruito sul finire dell'Ottocento e, a tutt'oggi, l'acustica del teatro viene considerata come la migliore d'Italia e una delle migliori al mondo.[34][35][36]
  • Palazzo Vincenti Mareri
  • Palazzo Crispolti
  • Palazzo Secenari
Palazzo Ricci
  • Palazzo Ricci: l'edificio intitolato all'insigne letterato di origine toscana Angelo Maria Ricci, è sito in Piazza Oberdan e costituisce ancora oggi un magnifico modello di architettura neoclassica. L'esterno del palazzo, che si articola in tre piani, rileva la contraddizione tra la dovizia delle armi e la tradizione per nulla belligerante della nobile famiglia Ricci. All'esterno è ben visibile lo Scudo di famiglia costituito da una quercia diradicata con i festoni che scendono perpendicolari o si inflettono, mettendo in mostra tralci di foglie, configurati in bulbi a tre o quattro lamine, ed associate a grandi e belle rose araldiche. Non appena si accede al suo interno, è ben visibile una lapide in lingua latina che ricorda come Serafino Ricci, padre del poeta, commissionò nel 1789, all'architetto romano G. Stern, la ricostruzione di un edificio limitrofo che si trovava in stato di decadenza per la troppa antichità. Proseguendo al suo interno sono presenti decorazioni allegoriche che ricordano le opere poetiche di Angelo Maria Ricci. Il Palazzo era, anche, sede di una notevole collezione di opere pittoriche prevalentemente del Seicento, il cui fiore all'occhiello era costituito dal gesso originale della Ebe di Antonio Canova attualmente conservata presso il locale Museo Civico.
  • Palazzo del Seminario: il complesso comprende il Palazzo Pretorio e del Podestà realizzato alla fine del XIII secolo. L'edificio in questione, perfettamente inglobato al tessuto urbano circostante è dotato, in origine, di due sottopassi sormontati da due volte a crociera: il primo tuttora esistente su via Varrone, il secondo, poi chiuso, su via del Seminario. Tra i due passaggi è ancora individuabile l'antica sala per le assemblee popolari, coperta da un sistema a quattro crociere. Il Palazzo venne in seguito trasformato, sotto la direzione di Jacopo Barozzi da Vignola, in Seminario Diocesano ed inaugurato il 4 giugno 1564. Tra il 1639 e il 1660 viene costruita una nuova ala su via della Pescheria, poi prolungata nel 1935. Intorno al 1684 vengono realizzati alcuni locali sopra l'arco, poi detto del Seminario, che scavalca via Morrone. Altri ampliamenti si verificano tra il XVIII e il XIX secolo. Nel 1964, in occasione del IV centenario della fondazione del Seminario, il complesso viene completamente restaurato.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

I resti del ponte romano, adagiati sul fondale del Velino
  • I resti del Ponte romano (III secolo a.C.), immerso nelle acque del Velino da quando fu demolito negli anni trenta.
  • Rieti sotterranea, un percorso nelle cantine di alcuni palazzi di via Roma, dove si possono osservare i resti dell'antica via Salaria risalenti al III secolo a.C.[37]

Altro[modifica | modifica sorgente]

La fontana dei Delfini
  • Piazza San Rufo, una piccola piazzetta situata nel centro storico, raggiungibile da quattro accessi diversi. Oltre ad ospitare l'omonima chiesa (descritta più in alto), in essa la tradizione individua l'esatta collocazione del centro geografico della penisola italiana (umbelicus italiae). Per ricordarlo sono presenti un monumento (realizzato nel 2001, e chiamato scherzosamente "la caciotta" per la sua forma circolare e bassa che ricorda una forma di formaggio) e una targa.
  • La Fontana dei Delfini, in piazza Vittorio Emanuele II, che risale alla prima metà del XIX secolo[38].
  • Il "Pincetto", una rampa che collega piazza Oberdan con via Marchetti, così chiamata per l'analogia con quella del Pincio di Roma.
  • Il Monumento Nazionale alla Lira di Piazza Cavour. L'opera, inaugurata il 1º marzo 2003, e realizzata con la fusione di 2.200.000 monete da 200 lire[39] presso le Fonderie Caggiati di Parma su disegno di Daniela Fusco, rappresenta l'Italia turrita che sostiene una grande moneta da una Lira, mentre su uno dei tanti drappi che l'avvolgono è impressa la scritta "L'Italia per la Lira". La faccia anteriore della moneta riporta l'incisione della Lira coniata nel 1951, mentre il retro originariamente corrispondeva a quella della moneta da una lira emessa nel 1861, ma fu sostituito nel 2008 e oggi la statua tiene fra le mani una moneta con i dritti della prima e dell'ultima Lira coniata. La statua è rivolta verso il Ponte Romano, mentre su un lato scorre un piccolo rivolo d'acqua che simboleggia il fiume Velino, il simbolo della ricchezza di Rieti e della sua provincia: l'acqua. Si scelse Rieti per la collocazione di tale monumento, per il suo valore simbolico, dato che il capoluogo sabino storicamente è riconosciuto come il centro della penisola.
  • L'organo Dom Bedos-Roubo, custodito nella chiesa di San Domenico, è un imponente organo di costruzione recente e misura 14 metri di altezza. La costruzione è basata sui due trattati del Settecento ed è uno degli strumenti artisticamente più rilevanti al mondo; conta solo due analogie storiche: l'organo di Saint Croix di Bordeaux e l'organo Moucherel di Albi.[40]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Gli impianti sciistici del Monte Terminillo
Sciatori al Terminillo
  • Il Monte Terminillo (2216 m s.l.m.), una destinazione molto frequentata durante la stagione invernale. Migliaia di persone, usufruendo dei numerosi alberghi presenti, sfruttano la stagione sciistica per apprezzare le bellezze della montagna. Tuttavia il numero dei turisti è fortemente diminuito nel corso degli ultimi trent'anni, principalmente a causa di un'impiantistica obsoleta e invariata da decenni, e per la mancanza di collegamenti rapidi con le altre città. Le grandi folle di turisti, soprattutto romani, regolarmente presenti negli anni sessanta e settanta (tanto da far valere al Terminillo il soprannome di "Montagna di Roma"), si sono progressivamente riversate sulle vicine montagne abruzzesi, meglio attrezzate e collegate a Roma dall'autostrada A24. Oggi si sta cercando di ridare slancio alla montagna, ne è un esempio la realizzazione dell'illuminazione di un tratto delle piste da fondo il quale può così essere utilizzato anche in notturna, e dell'ammodernamento di alcuni impianti. La montagna comunque non offre attrazioni solo per gli amanti dello sci: infatti anche d'estate si presta per escursioni lungo i percorsi segnati del CAI.
Il fiume Velino lascia intravedere il fondale in un giorno di particolare limpidezza. Il tratto fotografato è quello dietro la chiesa di San Francesco.
  • Il Fiume Velino, che attraversa la città delimitando il centro storico a Sud. Mantiene ancora oggi buona parte della limpidezza che lo ha sempre caratterizzato, tanto che persino il tratto cittadino è abitato da oche e germani reali, regolarmente visibili anche nei tratti più centrali del fiume. Oggi alcuni tratti degli argini cittadini risultano facilmente accessibili e sono meta di coloro che amano correre all'aperto, o semplicemente fare passeggiate a piedi o in bicicletta, grazie anche alla separazione di tali tratti dal traffico automobilistico. Nell'antica Roma era chiamato Avens flumen, mentre fino al XVII secolo era riportato sulle carte geografiche come Mellino[42]. È attraversato da cinque ponti ("Ponte di ferro", Ponte Giovanni XXIII, Ponte Romano, la passerella pedonale tra piazza San Francesco e piazza Cavour, e Ponte Cavallotti).
  • Il Cammino di Francesco, un percorso di circa 80 km diviso in otto tappe, che permette di raggiungere i quattro santuari francescani (Greccio, La Foresta, Fonte Colombo e Poggio Bustone) ripercorrendo le strade sulle quali passò San Francesco d'Assisi, toccando anche il centro di Rieti. È stato istituito nel 2003, ed è una proposta valida sia nel campo del turismo religioso che nel campo naturalistico. A tutti coloro che si sottopongono al viaggio viene conferito un attestato, chiamato “Passaporto”, che documenta l'effettivo compimento del percorso: deve essere ritirato presso uno dei quattro santuari, e va fatto timbrare ad ogni tappa. In più, se il percorso viene compiuto in non meno di due giorni, si può richiedere l'”Attestato del pellegrino” all'Ufficio del Cammino di Francesco. Per permettere ai viaggiatori di orientarsi lungo il tragitto, sulle strade interessate sono dislocati cartelli in legno (nel 2010 ne sono stati aggiunti altri in alluminio) e segnali in vernice gialla sulle pavimentazioni stradali (con la forma del logo del Cammino), con le indicazioni necessarie per raggiungere i luoghi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Al 1º gennaio 2008 la popolazione residente nel comune di Rieti era di 47.617 unità, costituita al 47,63% da maschi e al 52,37% da femmine[43]. Dato in costante crescita dal 2002, in cui, al 1º gennaio, la popolazione residente secondo l'istat era di 43.788 unità, un aumento dell'8,74% circa. Al termine del 2008 la popolazione nel comune è arrivata a 47.654[44] abitanti, pari a oltre il 29% della popolazione provinciale nello stesso periodo. Alla fine del 2009, la popolazione era di 47.780[45] abitanti.

Abitanti censiti[46]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 rappresenta il 4.52%.[47][48], in aumento rispetto ad un anno prima. I gruppi nazionali più numerosi (in percentuale rispetto al totale dei residenti stranieri) sono:

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto sabino.

Il dialetto della città di Rieti si inserisce nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio reatino-aquilano, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o ed -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino: caballus), ma scrio per "io scrivo" (latino: scribo).

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

A Rieti esistono diverse manifestazioni legate alle tradizioni locali di origine più o meno antiche:

La Processione dei Ceri e il Giugno Antoniano[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Francesco a giugno, addobbata per le celebrazioni

Sebbene la santa patrona di Rieti sia Santa Barbara, la città è fortemente legata alla figura di Sant'Antonio da Padova per la quale, da oltre seicento anni, esiste una fortissima venerazione; il perché di tanta devozione si perde nei secoli. La sua manifestazione più eclatante è la Processione dei Ceri (più spesso indicata semplicemente come Processione di Sant'Antonio), che si svolge ogni anno nel mese di giugno, un mese che i credenti dedicano interamente alla figura del santo, tanto da essere indicato come Giugno Antoniano. È un evento-simbolo per la città, e nonostante si sia registrato un certo calo nell'affluenza (i giovani non sono soliti seguire la processione), gode ancora di notevole seguito.

L'esposizione della statua del santo avviene il 12 giugno[49] presso la Chiesa di san Francesco; l'evento viene salutato dal suono delle campane di tutte le chiese della città, e dall'esplosione in aria di petardi. Generalmente, la seconda domenica dopo l'esposizione ha luogo la processione, che parte dalla chiesa di San Francesco. Per prima cosa i fedeli iniziano a formare due file, che si inseriscono lungo i bordi della strada che fiancheggia Piazza San Francesco, dando vita alla testa del lungo corteo. A quel punto, all'interno della chiesa, viene sollevata la statua del santo, una statua che con tutta la macchina lignea sulla quale è posta e con l'aggiunta del necessario all'illuminazione dei candelabri, supera la tonnellata di peso. I sedici portatori vestiti di un saio francescano nero, quattro per angolo estratti a sorte nei giorni precedenti tra gli appartenenti alla Pia unione di sant'Antonio di Padova, muovono l'insieme lungo la navata della chiesa fino all'uscita, aiutati da altri due (uno davanti e una dietro) che hanno il compito di controllare che i due lati della macchina restino alla medesima altezza. Arrivati sulla soglia, si arrestano poggiando il tutto su quattro sostegni in legno fissati sotto la struttura, mostrando la statua ai fedeli, che rispondono applaudendo e lanciando altri petardi, per annunciare l'uscita all'intera città. Uscendo dalla chiesa, i portatori devono scendere alcuni ripidi scalini con la macchina in spalla: per evitare di farla oscillare sono necessari grande equilibrio e forza fisica. A questo punto la figura del santo si inserisce nella processione, preceduta dalle varie cariche pubbliche e religiose, e seguita da altri fedeli. Tra questi ultimi, le prime sono donne vestite di nero; alcune di esse, per devozione, per penitenza o per ringraziare il santo di qualche grazia ricevuta, percorrono l'intero tragitto scalze. La processione deve il suo nome al fatto che la maggioranza dei fedeli portano con sé un grosso cero che terranno acceso per tutto il cammino, regalando con il calar della sera un pittoresco spettacolo all'osservatore. La cerimonia percorre le strade infiorate del centro storico, mentre i fedeli pregano, accompagnati dalle bande musicali presenti. Il corteo si ferma in piazza Cesare Battisti, davanti alla cattedrale di Santa Maria, per permettere la celebrazione di una piccola messa, e infine si conclude con il ritorno alla chiesa di San Francesco, da dove era partito. Qui ha luogo l'ultimo saluto della folla all'immagine del Santo, mentre il vescovo benedice la statua e i presenti rivolgendo a questi alcune parole. Segue, intorno alla mezzanotte, uno spettacolo pirotecnico.

Sembra che le origini di questa manifestazione risalgano al 1232, quando Papa Gregorio IX annuncio di voler canonizzare Antonio da Padova proprio a Rieti, perché la città già manifestava per lui una grande devozione. Tuttavia, per questioni politiche, il pontefice fu costretto ad allontanarsi da Rieti e la cerimonia non ebbe luogo. La reazione della città fu una fiaccolata di protesta, che con il tempo si trasformò nell'odierna processione. Nel corso del tempo la statua è stata adornata dei gioielli in oro offerti dei fedeli come ringraziamento per le "grazie" ricevute.

La Festa del Sole e il Palio della Tinozza[modifica | modifica sorgente]

L'edizione 2008 del Palio della Tinozza

Nonostante sia una manifestazione relativamente recente (si svolge dal 1969), è particolarmente amata dalla città; inizialmente era organizzata da un comitato cittadino, per poi essere accolta dal Comune. La manifestazione non si esaurisce con un solo evento, ma ne comprende una serie, che culminano in un pomeriggio di gare sul Fiume Velino. Le gare sul fiume comprendono:

  • Un duello su una pertica, durante la quale due rappresentanti di due rioni, si fronteggiano su una passerella a colpi di bastoni imbottiti alle estremità, allo scopo di far cadere l'avversario in acqua (in caso di caduta di entrambi, lo sconfitto è colui che, secondo i giudici, tocca per primo il fiume).
  • Una corsa di biciclette munite di galleggianti e pale al posto delle ruote lungo il fiume (andata nella direzione di scorrimento del corso d'acqua, ritorno contro corrente).
  • Una gara di barche fiumarole, dove due concorrenti per rione, ognuno munito di un remo in legno, spingono una piccola barchetta con i colori rionali, anch'essa in legno, lungo il corso del fiume remando prima in direzione della corrente poi in senso contrario. È considerata una delle prove più dure per via della corrente e della scomoda posizione da assumere (il rematore in testa alla barchetta poggia tutto il peso sulle ginocchia e anche le imbottiture di fortuna non servono a molto).
  • Una gara di nuoto dove i partecipanti si immergono in costume da bagno nelle gelide acque del fiume.
  • Il Palio della Tinozza, che è certamente la gara più attesa, tant'è che chiude la manifestazione, in cui un concorrente per rione percorre un percorso di circa 800 metri, seduto all'interno di una tinozza appunto (una sorta di “mezzo tino”), spingendosi con un solo remo in legno cercando di avere la meglio sugli avversari non che della corrente che certo non aiuta a mantenersi in equilibrio.

Ogni gara assegna dei punti (la gara della tinozza assegna il doppio rispetto alle altre singole gare) e al termine della manifestazione, il rione primo classificato si aggiudica l'edizione e il Palio dipinto da un artista locale.

Il pubblico assiste alle gare dalle sponde del fiume e dai due ponti che lo attraversano in quella zona (il Ponte Romano e la passerella pedonale tra piazza San Francesco e piazza Cavour). Nella vigilia si svolge anche una maratona in costume per le vie del centro. A questa tradizione si devono due dei gemellaggi allacciati dalla città di Rieti.

La fiera di Santa Barbara[modifica | modifica sorgente]

Ha inizio con il 3 dicembre (la cosiddetta "apparsa") e finisce con il giorno seguente per festeggiare la giornata di Santa Barbara, patrona della città. In passato si svolgeva per le vie del centro storico, mentre oggi trova spazio lungo le strade del quartiere Molino della Salce. Nonostante tale spostamento abbia privato la fiera di uno sfondo esteticamente più pregiato, le strade lungo le quali si snoda, sono invase ogni anno da un'intensa folla, alla ricerca delle più svariate merci. Contemporaneamente nella zona di Foro Boario, si svolge un mercato di bestiame e attrezzature, nonché macchine, per uso agricolo.

I lumi dell'Ascensione[modifica | modifica sorgente]

Questa usanza è oggi andata praticamente completamente perduta, ma era tradizione un tempo, collocare fuori dalle finestre un lume, in occasione della Festa dell'ascensione del 31 maggio, per indicare la strada all'ascesa del Signore.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Ospedale Provinciale San Camillo de Lellis[50]
  • Scuola Interforze per la Difesa NBC: ha sede, dal 1994 presso la caserma Attilio Verdirosi.[51][52].

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Posizionamento nella classifica della qualità della vita di Il Sole 24 ore
Dato riferito alla provincia:
2006 71[53]
2007 56[54]
2008 51[55]
2009 43[56]
2010 63[57]
2011 75[58]
2012 75[59]

Rieti è da anni classificata ai primi posti in fatto di basso tasso di delinquenza. In un rapporto del Viminale del 2008 la città sabina è risultata quella con il secondo più basso numero di scippi in tutta Italia (due in tutto l'anno) mentre per ciò che riguarda i furti con destrezza e i furti d'auto, lo stesso rapporto indica rispettivamente un totale di 89 ed 83, entrambi in calo rispetto all'anno precedente. Più alto il numero di truffe che ammontano a un totale di 240[60]. Sensibile però l'aumento del consumo e dello spaccio di cocaina. Considerata una città di grande tranquillità, i reati contro la persona sono pochissimi. Più diffusi quelli contro il patrimonio.[senza fonte]

il centro storico visto dalla pista ciclabile del parco del Velino

In una classifica realizzata da Legambiente nel 2009, che valuta la qualità dell'ambiente nei comuni italiani capoluogo di provincia, Rieti si piazza al 27º posto[61].

In una recente indagine del Sole 24 Ore sul BIL "Benessere Interno Lordo" colloca la città e la sua provincia al 18º posto[62][63] in Italia, confermando un modello di sviluppo, tipico dell'Italia centrale, che coniuga il benessere economico con quello sociale[senza fonte].

Dati occupazionali[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati rilasciati dall'istat nel 2007, la disoccupazione nella Provincia di Rieti era del 5,3% a fronte di un dato nazionale del 6,1% e di uno regionale del 6,4%. Dato questo che secondo i sindacati non coinciderebbe con la realtà, considerando che in base a i dati del Centro per l'Impiego della Provincia di Rieti i cittadini in cerca di lavoro nello stesso anno erano circa 29.000 e non 3.000 come ricavabile dai dati dell'istituto nazionale.[64] Nel 2008, in base all'analisi realizzata dal Sole 24 Ore il 59,5% dei giovani tra i 25 e i 34 anni di età possiedono un posto di lavoro di qualche tipo, a fronte di una media nazionale del 60,4%, dato questo che colloca la Provincia di Rieti al 62º posto tra i 103 capoluoghi di provincia italiani[65]. Nel 2011 la disoccupazione giovanile ha raggiunto il drammatico dato del 35%, uno dei peggiori dati a livello europeo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Due sono le principali biblioteche Reatine. Una di queste è la Biblioteca Comunale Paroniana, dal nome del Monsignor Giovanni Filippo Paroni, la quale fu inaugurata il 4 giugno del 1865 nell'ex convento di S. Agostino. Dopo alcuni spostamenti dovuti al costante aumento dei volumi conservati, ha trovato la sua attuale collocazione presso quello che fu il convento di Santa Lucia nel 1998. La biblioteca possiede circa 140.000 volumi stampati, 23.000 dei quali antichi, risalenti ad un periodo compreso fra il XV e il XIX secolo, 466 testate di periodici, dei quali 100 correnti, 78 codici, 80 incunaboli, un cospicuo numero di manoscritti, e materiale non raccolto in libri.[66]

Vi è poi la Biblioteca Benedetto Riposati. Oggi con sede in via dei Crispolti 22, nacque nel 1982 quando Monsignor Benedetto Riposati, latinista dell'università Cattolica di Milano, donò la propria biblioteca alla Cassa di Risparmio della città. La raccolta di libri è stata poi ampliata dalla Fondazione Varrone e da donazioni di privati arrivando così a oltre 13.000 volumi[67], alcuni dei quali, molto rari ed importanti tanto da conferire alla biblioteca un prestigio internazionale. La consultazione delle opere è oggi resa più agevole dalla completa informatizzazione del suo patrimonio.

Archivio di Stato[modifica | modifica sorgente]

L'archivio di stato di Rieti fu istituito il 15 giugno del 1953 come sezione di archivio di stato ed è divenuto un vero e proprio archivio di stato il 30 settembre 1963 grazie a un Decreto del presidente della Repubblica.[68][69]

Oggi ha sede in Viale Ludovico Canali 7[70] mentre in origine si trovava in via Roma.[senza fonte]

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

A Rieti, in località Campofiorito sul Monte Terminillo[71], opera il Centro Appenninico del Terminillo "C.Jucci". Esso è una "emanazione" dell'Università degli Studi di Perugia. Nasce nel 1949[72][73] per mano di Carlo Jucci docente di Zoologia all'Università di Pavia e tredici anni dopo la sua morte fu ceduto all'Università di Perugia. Si occupa di ricerca e sperimentazioni in campo agronomico e dello studio delle rilevazioni climatiche necessarie allo svolgimento dell'attività di ricerca principale. Il Centro Carlo Jucci svolge la sua attività grazie a 4 stazioni di ricerca poste a 379, 1050, 1739 e 1000 m s.l.m..[74]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale sono presenti scuole elementari, medie e superiori (ad indirizzo classico, scientifico, tecnico industriale, tecnico commerciale, artistico, per geometri, professionale alberghiero, professionale per i servizi commerciali, turistici e socio-sanitari con articolazione odontotencico, professionale per l'industria e l'artigianato, agrario e linguistico-pedagogico).

Di particolare rilevanza è l'Istituto Alberghiero Ranieri Antonelli Costaggini, fondato a Rieti nel 1962, che fu il primo istituto di questo tipo in tutto il Lazio[75]. Oggi è l'istituto superiore con il maggior numero di iscritti della città; oltre che dalla provincia reatina, attrae molti studenti anche dalle vicine città di Roma, Terni e L'Aquila, che per seguire le lezioni hanno la possibilità di soggiornare in un apposito convitto.

Università[modifica | modifica sorgente]

La Società Consortile per Azioni Sabina Universitas Polo Universitario di Rieti gestisce le attività delle sedi distaccate dell'Università La Sapienza di Roma, per quel che riguarda le facoltà di ingegneria e di medicina e dell'Università degli Studi della Tuscia per la Facoltà di Agraria.

La sede dell'università si trova a Palazzo Dosi, nel centro storico di Rieti.

Per l'offerta formativa si rimanda alla pagina Sabina Universitas.

Conservatorio[modifica | modifica sorgente]

Nel Parco della Musica di Villa Battistini, a Contigliano, è presente una sede del prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Il conservatorio è nato nel 2008[76] grazie ad una convenzione tra il presidente della Provincia e il direttore del conservatorio, ed ha per sede la villa appartenuta al baritono Mattia Battistini.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo civico: Si trova presso il Palazzo Comunale e si costituisce di nove sale. In questo museo, nella sala 1, è conservata una statua in gesso di Antonio Canova raffigurante Ebe.
  • Museo civico - sezione archeologica.
  • Museo dei beni ecclesiastici diocesi di Rieti.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • MEP Radio Organizzazione
  • Radio Mondo
  • Radio Ondaverde
  • Radio Si Serva Signora

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Quotidiani

  • Corriere di Rieti e della Sabina
  • Edizione Lazio Nord de Il Tempo
  • Edizione di Rieti de Il Messaggero

Periodici

  • Format, mensile gratuito
  • Rello, mensile gratuito
  • Frontiera, settimanale cattolico di informazione e cultura
  • Mondo Sabino, mensile di attualità e cultura
  • Sabina, periodico di informazione
  • Sabina Shire, mensile culturale in due lingue
  • Mixer, mensile gratuito di arte, musica e spettacolo
  • SeMag, mensile gratuito di eventi e cultura del territorio

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Rieti non è un centro dove è attiva una produzione cinematografica e non è nota per essere stata sede di riprese di lungometraggi. Un'eccezione è comunque rappresentata da alcune scene, girate presso la Piana reatina, del film L'uomo del grano, lungometraggio sull'attività di ricerca di Nazzareno Strampelli, la cui anteprima mondiale è stata poi proiettata nel Cinema Teatro Multisala Moderno[77].

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • RTR − Rete Televisiva Reatina
  • TCL − Tele Centro Lazio
  • Sabinia tv (canale 71)
  • Rieti Lazio TV (canale 677)

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il teatro Flavio Vespasiano

L'attività teatrale è concentrata presso il Teatro Flavio Vespasiano, realizzato sul finire del XIX secolo e posto lungo via Garibaldi (a pochi passi da piazza Vittorio Emanuele II). È stato più volte lodato per le sue straordinarie qualità acustiche. Ospita annualmente concorsi di calibro nazionale ed internazionale legati alla danza e alla lirica, ma è anche sede delle rappresentazioni delle piccole compagnie teatrali locali, per lo più commedie in vernacolo. Ha ospitato anche la registrazione della puntata zero di uno show Rai[78][79].

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Bucatini all'amatriciana

Tipico piatto locale sono le "Fregnacce alla reatina". Si ottengono impastando acqua, farina e sale stendendo poi l'impasto in modo da ottenere una sfoglia circolare, ripiegandola su sé stessa e tagliandola infine in modo da ottenere dei rombi larghi circa due centimetri o poco più nella diagonale minore. Il condimento originale è costituito da lardo battuto, sedano, cipolla, pomodoro a pezzi, sale e peperoncino[80][81], anche se spesso sono servite con del sugo di carne semplice con una spolverata di pecorino locale.

Altro piatto tipico sono i pizzicotti (presso Lisciano si tiene annualmente una sagra). Sono fatti prelevando a "pizzichi" pezzi di un impasto identico a quello utilizzato per il pane, cioè acqua, farina, sale e lievito e mettendoli a cuocere in acqua bollente. Vengono serviti conditi con un sugo di pomodoro leggermente piccante.

Così come in altre parti dell'Italia centrale, della cucina locale fanno parte anche gli Strengozzi. Gli Strengozzi alla reatina sono impastati con farina acqua e sale, mentre il condimento è realizzato con grasso di prosciutto, olio di oliva, prosciutto fresco tagliato a cubetti, peperoncino rosso, piselli freschi e pomodoro.[82]

Anche se non originaria del luogo è molto diffusa la pasta all'Amatriciana, originaria di Amatrice in provincia di Rieti, ricetta che deriva dalla gricia condimento realizzato con olio, guanciale e pecorino; in seguito alla scoperta dell'America (e quindi anche del pomodoro), venne introdotto anche il pomodoro dando vita all'amatriciana propriamente detta.

Nella cucina locale trova largo impiego nei condimenti il sugo alle olive (le olive sono del resto un prodotto tipico della Sabina) che spesso si gusta insieme alle tipiche Fregnacce (un taglio di pasta simile ad un rombo).

Per quel che riguarda le carni, tipici del posto e diffusi in buona parte della provincia, sono i Sardamirelli. Sono costituiti dai budelli dell'intestino del maiale i quali vengono lavati, e lasciati ad asciugare per tre giorni. A questo punto vengono aromatizzati con finocchio, peperoncino e sale e successivamente rivoltati e fatti essiccare per poi essere cucinati sulla brace oppure in umido con i fagioli[83].

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Scopigno Cup. A Rieti ogni anno, nel periodo pasquale, si svolge lo Scopigno Cup Torneo Internazionale di Calcio categoria Allievi "Città di Rieti", memorial Manlio e Loris Scopigno, manifestazione sportiva di categoria tra le più prestigiose a livello italiano, europeo e mondiale, che ha visto la partecipazione di giocatori importanti quali: Gerard Piqué, Claudio Marchisio, Daniele De Rossi, Fernando Torres, Wesley Sneijder, John Heitinga, Marco Amelia, Philipp Lahm, Rafael van der Vaart. Alla manifestazione, inoltre, è abbinato il Premio Manlio Scopigno che ogni anno viene assegnato al miglior allenatore di serie A e Serie B, premio in passato assegnato e consegnato ad allenatori quali: Fabio Capello, Marcello Lippi, Antonio Conte, Massimiliano Allegri, Roberto Mancini, Luciano Spalletti, Stefano Colantuono, Claudio Ranieri, Zdeněk Zeman.
  • Rieti Danza Festival: nato nel 1991, si svolge ogni anno nel teatro Flavio Vespasiano; è suddiviso nelle sezioni classica, pas de deux, moderna-contemporanea e composizione coreografica.[84]
  • Biennale del Paesaggio: la prima edizione risale al 2009.[85]
  • Reate Festival: si tratta di un festival internazionale che spazia dal belcanto alla musica Jazz passando per la musica sacra ed altro. Si tiene ogni anno e la prima edizione risale al 2009. A sottolineare lo spessore della manifestazione, il concerto finale della rassegna multidisciplinare 2010, svoltosi a Rieti in piazza Cesare Battisti, è stato diffuso da Rai International in Australia, Sud Africa, America del Nord e America del Sud.[86]
  • Rieticuorepiccante: La fiera mondiale del peperoncino, si svolge nel periodo estivo nel centro cittadino.Dove viene allestita un importante esposizione di peperoncini, provenienti da i cinque continenti. Sono sei le piazze del centro storico di Rieti, ad ospitare gli stand dei prodotti tipici al peperoncino e prodotti derivati ;una occasione di incontro e scambio, tra produttori e consumatori della spezia piccante e non solo.

Persone legate a Rieti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate a Rieti.

In grassetto i nati a Rieti:

Politica
Nazareno Strampelli
Scienza
Giornalismo
Religione
  • San Francesco, nato ad Assisi, fondatore dei quattro monasteri Francescani situati in Rieti.
  • Santa Barbara, di Nicodemia, martire e santa, patrona dei pompieri e di numerosi corpi militari.
  • Papa Gregorio IX (Ugo da Ostia), a seguito dello sdegno dei popolo durante il giovedì Santo del 1228 e di successive minacce, i cittadini romani lo costrinsero a fuggire da Roma dandogli tuttavia un salvacondotto per Rieti. La vicenda fa capo alla questione relativa alla scomunica inflitta a Federico II di Svevia per il continuo rinvio della crociata già promessa a Papa Onorio III.
  • Angelo Tancredi, beato, uno dei quattro compagni prediletti di San Francesco.
  • Angiolella Guadagnoli, beata, nota come Beata Colomba da Rieti.
  • Odoardo Vecchiarelli vescovo e cardinale (Rieti 1613 - Roma 1667).
Cultura
Arte
Musica
Altro
  • Emilio Maraini, industriale, a cui si deve l'apertura nella città di Rieti del primo zuccherificio italiano, nel 1872. A lui è intitolato uno dei più importanti viali della città.
  • Gigi Panei, alpinista e maestro di sci, nato nel 1914 a Borgocollefegato, l'attuale Borgorose.
  • Valerio Renzi, carabiniere, insignito della medaglia d'argento al valor civile.
  • Angelo Pitoni, esploratore, geologo, avventuriero.
Sport
  • Andrew Howe, campione europeo di salto in lungo indoor (2007) e outdoor (2006), campione mondiale juniores lungo e 200m (2004), vicecampione del mondo salto in lungo outdoor (Osaka 2007) trasferitosi a Rieti fin dall'infanzia.
  • Gianfranco Sanesi, cestista.
  • Federico Dionisi, calciatore.
  • Roberto Donati, Atleta.
  • Adolfo Leoni, ciclista, vincitore di numerose corse professionistiche tra cui alcune tappe al Giro d'Italia.
  • Manlio Scopigno, allenatore di calcio, vincitore dello scudetto col Cagliari.
  • Paolo Rosi, boxista. Emigrato negli Stati Uniti raggiunse la finale del campionato del mondo dei pesi leggeri nel 1959, perdendo contro Joe Brown.
  • Franca Bartolomei, coreografa e danzatrice romana alla quale la città di Rieti ha intitolato un premio annuo destinato a personaggi di grande valore artistico e tecnico che si sono distinti nel campo interpretativo, coreografico, nell'insegnamento e nella divulgazione della cultura artistica e più nello specifico della danza

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

L'area del Comune di Rieti è suddivisa in tre circoscrizioni[87]:

Circoscrizione Rieti I: centro storico di Rieti, Borgo, Campomoro, Fiume dè Nobili, Casette, San Benedetto, Sant'Elia, San Giovanni Reatino, Maglianello, Poggio Fidoni.

Circoscrizione Rieti II: Maraini, Regina Pacis, Madonna del Cuore, Micioccoli; piana reatina; zona adiacente cimitero comunale, Moggio, Chiesa Nuova e Quattro Strade.

Circoscrizione Rieti III: Villa Reatina, Piazza Tevere, Campoloniano, Vazia, Lisciano, Monte Terminillo e Castelfranco.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Case San Benedetto: Si trova a poco meno di 3 km a sud ovest del centro di Rieti.
  • Casette: Posta a circa 4 km dai confini del centro abitato, si trova a sud est del capoluogo, all'uscita della gola percorsa dal fiume Salto.
  • Castelfranco: Si trova a meno di 6 km a nord est di Rieti (precisamente a 5,27Km) e si trova a 623 metri sul livello del mare. Fra i suoi edifici sono ancora visibili i resti di un'antica torre di osservazione e difesa. Questa frazione nacque infatti a partire dal 1376 come baluardo difensivo dello Stato pontificio contro il Regno di Napoli
  • Cerchiara: a circa 11 km da Rieti, in direzione sud ovest.
  • Chiesa nuova: fuori dal centro abitato di Rieti a circa 2 km a nord ovest
  • Cupaello: la frazione è posta alle pendici del Terminillo a circa 7 km dai margini di Rieti. Dal nome di questo centro deriva il nome di cupaellite o coppaellite dato a delle rocce vulcaniche rinvenute in zona[88] e dovute ad un'eruzione vulcanica di un vulcano ormai scomparso, di circa 400.000 anni fa.
  • Lisciano: La piccola frazione si trova su quella che oggi è la terminillese, strada che porta da Rieti al monte Terminillo. Le sue vie si dipanano dalla piazza centrale (Piazza d'Italia) su cui sorge la chiesa di Santa Maria del Perpetuo Soccorso.
  • Lugnano: posto fra Lisciano e Cupaello si trova a circa 7 km da Rieti.
  • Maglianello: L'agglomerato, diviso in Maglianello alto e Maglianello basso (lungo la strada Salaria per Roma) si trova in direzione sud, a quasi 7 km la parte alta e poco più di 3.5 la parte bassa.
  • Moggio: al confine con Terni, dista 21 km da Rieti in direzione nord ovest.
  • Piani Poggio Fidoni: Si trova 5.3 km a ovest di Rieti.
  • Poggio Fidoni: Si trova a quasi 9 km da Rieti.
  • Piani Sant'Elia: Dista tre km e mezzo da Rieti.
  • Piani S. Filippo: Si trova a sud ovest dalla città, a circa 8 km.
  • Piè di moggio: Vicino alla frazione di Moggio, dista 17 km dal capoluogo.
  • Poggio Perugino: Sorge a 16 km da Rieti, verso sud ovest, sui monti sabini. Conserva i resti di un piccolo castello.
  • San Filippo: 10 km a sud ovest del limite cittadino.
  • San Giovanni Reatino: La frazione è posta a 6 km da Rieti lungo la via Salaria per Roma.
  • Sant'Elia: La piccola frazione è posta sita a 7 km a sud ovest da Rieti, non lontano dal Convento di Fonte Colombo.
  • Setteponti.
  • Vaiano.
  • Vazia: La frazione si trova poco prima di quella di Lisciano, lungo la strada terminillese.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla prima bonifica di epoca romana[89], la pianura intorno alla città si dimostrò molto fertile, ma l'opera di bonifica andò avanti ancora per molto. Fino al secolo novecento infatti, la piana reatina rimase sostanzialmente una zona paludosa, soggetta periodicamente a esondazioni che danneggiavano la produzione locale, situazione che favoriva per di più la proliferazione della malaria. In epoca medievale, la piana era caratterizzata da una vasta produzione di guado, che una volta macinato, essiccato e fermentato, veniva messo in commercio il controllo dei “Consoli dell'agricoltura del Guado”. Questa coltivazione cessò con gli ultimi decenni dell'Ottocento lasciando spazio all'Indaco. La produzione dei territori del resto della Sabina andò via via caratterizzandosi sempre più per la produzione di vino e di olio d'oliva coltivazione questa che oggi permette la produzione di uno degli oli più pregiati. Sul finire dell'Ottocento dunque la popolazione reatina era per molto più della metà, impiegata nella produzione agricola, tanto da arrivare a essere, in percentuale, una delle più grandi d'Italia. Sempre nell'Ottocento, la produzione agricola reatina vide un nuovo ingresso, la Barbabietola da zucchero, coltivazione che favorirà la nascita di uno zuccherificio.

lo sbarramento del fiume Velino dal quale partono i due principali canali di irrigazione del Consorzio di Bonifica della Piana Reatina

Con il novecento la città fu teatro della creazione di una nuova varietà di frumento nota con il termine "Rieti". L'artefice fu Nazareno Strampelli, seguace delle leggi mendeliane, che si era trasferito a Rieti nell'anno 1903 per dirigere la cattedra sperimentale di granicoltura. A questi il merito di aver successivamente selezionato ed incrociato tra loro vari generi di frumento dai quali ottenne numerose nuove tipologie che univano alla precocità, una particolare produttività delle stesse. Fu possibile pertanto l'anticipazione dei raccolti così da lasciare liberi i campi per altre coltivazioni e la resistenza di queste, permise l'ottenimento di un notevole rendimento.

Ancora da risolvere comunque era la questione della bonifica della piana reatina così nel 1936 iniziarono i lavori per regolamentare la portata d'acqua del Velino e in quest'ottica, furono costruite le dighe, ancora oggi sfruttate per la produzione di corrente elettrica, del Salto e del Turano, due affluenti del Velino, lavori che terminarono cinque anni più tardi. Questi interventi permisero una crescita più efficace del settore agricolo reatino non più penalizzato da un territorio ancora paludoso. Nel periodo del dopoguerra l'agricoltura subisce un pesante ridimensionamento nella produzione della ricchezza della città passando da quasi il 50% al 14% all'inizio del 1970, discesa favorita dall'apertura all'industria e dalla nascita di un settore terziario.

L'ex-zuccherificio di Rieti visto nel 2011

Industria[modifica | modifica sorgente]

L'alba dell'industrializzazione a Rieti si colloca nella seconda metà dell'ottocento, con la nascita della "Società per la fabbricazione di zucchero a Rieti" (1863) e la costruzione, dieci anni più tardi, di uno zuccherificio alle porte della città; nel 1928 venne impiantata anche un'industria tessile denominata SuperTessile. Lo zuccherificio fu chiuso nel 1973, mentre la SuperTessile chiuse i battenti alla fine degli anni sessanta, dopo essere passata di proprietà alla Cisa-Viscosa e alla SNIA Viscosa. Ma il vero avvio di un settore industriale si ebbe solo negli anni settanta, con l'istituzione di un nucleo industriale fra Rieti e Cittaducale. Nel giro di qualche anno questo settore divenne di primo livello, vantando la presenza di industrie multinazionali dislocate su circa 500 ettari di area industriale o a destinazioni speciale operanti su scala nazionale e internazionale, e si caratterizzò per la produzione nel campo dell'elettronica. Tuttavia a partire dagli anni novanta il settore industriale ha subito una grave crisi, dovuta anche all'annoso problema delle vie di comunicazione con i centri limitrofi unito alla maggiore convenienza nella produzione di alcune merci, soprattutto nell'elettronica, nei paesi orientali. Nell'ultimo periodo comunque sta prendendo slancio la produzione di moduli fotovoltaici e si sta cercando di generare un indotto legato a tale settore. L'area di Rieti - Cittaducale fa parte del distretto regionale dell'innovazione[90] e dell'aerospazio[91].

Servizi[modifica | modifica sorgente]

A Rieti risulta essere presente un settore "terziario avanzato, ma eccessivamente localizzato sul territorio"[92].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Rieti.

Il problema dei collegamenti, dovuto alla posizione geografica della città, situata all'interno dell'Appennino Centrale, è da tempo al centro di un acceso dibattito. Nel corso degli anni la carenza di infrastrutture e l'inadeguatezza di quelle esistenti hanno contribuito all'impoverimento del tessuto economico.

La provincia di Rieti non è attraversata da autostrade e il collegamento con le città limitrofe (Roma, L'Aquila, Terni, Viterbo, Ascoli Piceno, Spoleto e Avezzano) è rappresentato da strade statali extraurbane secondarie ad oggi in fase di ammodernamento. Roma ed il casello di Fiano Romano dell'autostrada A1 sono raggiungibili tramite la via Salaria, una strada statale extraurbana secondaria di cui è previsto l'adeguamento a quattro corsie nei prossimi anni tra Rieti e Passo Corese[93]. La via Salaria prosegue verso est fino a raggiungere Ascoli Piceno ed il casello di San Benedetto del Tronto dell'autostrada A14 seguendo un percorso a tratti tortuoso in via di ammodernamento. Al termine dei lavori la via Salaria tra Rieti e Ascoli Piceno sarà trasformata in una superstrada ad un'unica carreggiata.

È in fase di realizzazione l'ultimo tratto di tre km della superstrada Rieti-Terni. Tale superstrada consente un rapido collegamento con la Strada europea E45, con il casello di Orte dell'autostrada A1 e con la città di Spoleto. Guardando verso sud la città è collegata attraverso il casello di Valle del Salto all'autostrada A24 e all'autostrada A25 da una strada a scorrimento veloce in fase di ultimazione, la Strada statale 578 Salto Cicolana detta Rieti-Torano.

La città è attraversata dalla Ferrovia Terni-Sulmona che collega Rieti alle vicine città di L'Aquila e di Terni dove ci sono coincidenze con la linea Roma-Ancona e con la Ferrovia Centrale Umbra per Todi - Perugia Sant'Anna. Dal 1 dicembre 2010, la gestione del servizio ferroviario sulla tratta da Terni all'Aquila è stata assunta da Umbria Mobilità.

Il servizio bus regionale Cotral con capolinea nel piazzale della stazione di Rieti ha collegamenti diretti almeno ogni ora con il terminalbus della stazione di Roma Tiburtina e circa dieci collegamenti giornalieri con la stazione di Fara Sabina-Montelibretti della linea metropolitana FL1 dalla quale è in funzione un treno ogni 15 minuti da e per le principali stazioni di Roma città, oltre alla Fiera di Roma e all'aeroporto di Fiumicino.

Per l'aeroporto di Roma Ciampino è necessario raggiungere la stazione Termini oppure la stazione Anagnina della linea metropolitana A.

Il porto passeggeri di Civitavecchia è accessibile con interscambio alla stazione di Roma Ostiense tra la linea FL1 o la linea B della metropolitana con la linea FL5.

La stazione montana del Terminillo è accessibile con la linea urbana 513 dell'ASM Rieti con partenza dalla stazione FS di Rieti, il costo del biglietto è di 0,90 euro. Dal gennaio 2014 è stato istituito il servizio Trenobus che permette di raggiungere il Terminillo dalla città di Terni con il treno e con la coincidenza del Bus 513. Il collegamento con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è garantito dall'autobus Cotral Rieti-Amatrice con 6 collegamenti feriali e due nei giorni festivi.

Mappa della rete dei trasporti nel settore nord-est dell'area metropolitana di Roma

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1923 Rieti passò dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927 diventò capoluogo di provincia, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti.

Quello che segue è un elenco dei sindaci di Rieti dal 1900 ad oggi[94]:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 gennaio 1900 22 giugno 1901 Francesco Ceci  ? Sindaco
23 luglio 1901 19 settembre 1902 Domenico Raccuini  ? Sindaco
22 settembre 1902 22 settembre 1903 Angelo Angelucci  ? Sindaco
25 settembre 1903 26 luglio 1907 Filippo Corbelli  ? Sindaco
30 luglio 1907 19 agosto 1907 Pietro Michaeli  ? Sindaco
28 ottobre 1907 18 ottobre 1912 Valerio Vecchiarelli  ? Sindaco
20 ottobre 1912 19 ottobre 1915 Domenico Raccuini  ? Sindaco
22 ottobre 1915 8 aprile 1916 Giovanni Moscatelli  ? Sindaco
10 aprile 1916 30 luglio 1919 Domenico Raccuini  ? Sindaco
27 novembre 1920 30 aprile 1921 Angelo Sacchetti  ? Sindaco
23 febbraio 1923 11 agosto 1934 Alberto Mario Marcucci  ? Sindaco [95]
25 marzo 1935 11 gennaio 1941 Alfredo Iacoboni PNF Podestà
11 febbraio 1941 23 ottobre 1942 Alcibiade d'Orazi PNF Podestà
27 giugno 1944 20 settembre 1944 Pietro Colarieti  ? Sindaco
26 settembre 1944 14 luglio 1952 Angelo Sacchetti  ? Sindaco
21 giugno 1952 30 luglio 1952 Lionello Matteucci PSI Sindaco
30 luglio 1952 25 agosto 1952 Angelo Sacchetti  ? Sindaco
25 agosto 1952 1º maggio 1957 Lionello Matteucci PSI Sindaco
30 maggio 1957 25 gennaio 1961 Valerio de Santis  ? Sindaco
29 gennaio 1961 30 settembre 1970 Giulio de Juliis PSI Sindaco
14 settembre 1970 10 agosto 1974 Pietro Aloisi PSI Sindaco
21 novembre 1974 10 marzo 1982 Ettore Saletti PRI Sindaco
10 marzo 1982 13 settembre 1983 Bruno Vella PSI Sindaco
13 settembre 1983 12 febbraio 1988 Augusto Giovannelli PSI Sindaco
15 febbraio 1988 26 luglio 1990 Paolo Tigli PCI Sindaco
30 luglio 1990 5 settembre 1992 Lamberto Tabellini PSI Sindaco
10 settembre 1992 13 settembre 1993 Paolo Bigliocchi Partito Socialista Sindaco
4 luglio 1994 27 maggio 2002 Antonio Cicchetti Alleanza Nazionale Sindaco
27 maggio 2002 21 maggio 2012 Giuseppe Emili Il Popolo della Libertà Sindaco
21 maggio 2012 in carica Simone Petrangeli Sinistra Ecologia Libertà Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il monumento posto nel 2005 in Piazza Marconi per commemorare il ventennale del gemellaggio con Itō

La città di Rieti è gemellata con:

Il gemellaggio fra Rieti ed Itō si deve ad un articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport nel 1979, riguardante una manifestazione chiamata Festival Della Vasca di Legno e tenuta nella città nipponica, in cui i partecipanti davano vita a una competizione acquatica con delle imbarcazioni di legno analoghe a quelle della Festa del Sole reatina. Questa analogia spinse il comitato reatino a mettersi in contatto con l'ambasciata Giapponese a Roma, e successivamente con la città di Itō direttamente. Si avviarono così gli incontri che permetteranno poi alle due città di giungere al gemellaggio, quando prima il consiglio comunale di Rieti, in data 27 marzo 1985 e poi il consiglio municipale di Itō, il giorno seguente, approvano all'unanimità e ufficialmente il gemellaggio.

Anche il gemellaggio con Saint-Pierre-lès-Elbeuf trae origine da questa manifestazione.[99]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Rieti, grazie alle associazioni locali che permettono ai giovani e non, di praticare le più svariate attività, sportive, ha sviluppato con gli anni una cultura dello sport che sembra resistere al tempo e per permettere alle società locali di operare nelle migliori condizioni possibili, sono state realizzate un buon numero di strutture.

Indice di sportività. Classifica delle province italiane a cura de Il Sole 24 ore
2007 17º[100]
2009 46º[101]
2010 67º[102]
2011 80º[103]
2012 56º[104]

Gli impianti sportivi della città sono principalmente concentrati presso il quartiere di Campoloniano e Via dello Sport, ed ultimamente, in un'ottica di rilancio del Terminillo sono sorti impianti anche in altura. Tra questi i principali sono:

  • Stadio Centro d'Italia - Manlio Scopigno: lo stadio, precedentemente noto come Stadio Centro d'Italia, è stato inaugurato nella sua forma attuale nel 1997, precedentemente infatti era costituito da una sola tribuna (Vallesanta), mentre fu intitolato a Manlio Scopigno nel 2005. Ha una struttura semplice che permette di avere un'ottima visuale specialmente dalle due tribune grazie anche all'assenza di una pista d'atletica. Attualmente è omologato per una capienza di 9.980 spettatori ed ospita le partite casalinghe del Rieti e le partite dello Scopigno Cup Torneo Internazionale di calcio "Città di Rieti" Memorial Manlio e Loris Scopigno. Dietro la tribuna principale è presente un parcheggio gratuito illuminato e non custodito. Il proprietario della struttura è il Comune di Rieti.
  • Piscina provinciale: è un impianto coperto sito nel quartiere di Campoloniano e di proprietà della Provincia di Rieti. Dispone di una vasca di 25 metri ai lati della quale sono presenti due tribune.
  • Piscina comunale: è sita lungo via dello sport ed è di proprietà del Comune di Rieti. Possiede una vasca grande, ma non omologata per competizioni date le dimensioni, e di una più piccola, entrambe scoperte. Al suo interno è presente anche un bar e una zona verde per prendere il sole. Su un lato sono disposti degli ombrelloni.
  • Pattinodromo: l'impianto è costituito da una pista ad anello (due rettilinei raccordati da due curve paraboliche) e da una pista interna di forma rettangolare ad angoli smussati, utilizzata spesso per l'hockey a rotelle. Nella stessa struttura sono presenti anche un campo da calcio a 8 in erba sintetica e un campetto da basket in asfalto. Il campo da “calciotto” e l'anello sono separati da una tribuna coperta in cemento (praticamente una sezione triangolare con seggiolini disposti sui due lati obliqui) sotto la quale sono allestiti gli spogliatoi. La struttura è di proprietà della provincia
  • PalaSojourner: il principale palazzetto dello sport di Rieti, è di proprietà della Provincia di Rieti. Venne realizzato nel 1974 per permettere alla società cestistica locale di dotarsi di un palazzetto adatto a disputare in casa, gli incontri della massima serie. Oggi è omologato per ospitare fino a 3.550 spettatori, anche se in passato, grazie anche all'assenza dei seggiolini installati su tutti i gradoni con il restauro del 2007, ha ospitato folle decisamente più numerose. Sorge in Via O. Di Fazio 1.
  • PalaCordoni (già PalaLeoni): Palazzetto dello sport sito su piazzale Adolfo Leoni. Prima della costruzione del PalaSojourner ospitava le partite casalinghe della A.M.G. Sebastiani. Oggi è utilizzato principalmente dalla società di pallavolo Reatina. Ha un fondo in parquet e sui due lati sono disposte due tribune. È intitolato alla memoria di Alessandro Cordoni, ex cestista e allenatore della Sebastiani Rieti.
  • Stadio Raul Guidobaldi: è lo stadio di atletica leggera. Dotato di una pista ad otto corsie (in origine sei), di due tribune, una coperta e l'altra no e di un “pistino” per l'allenamento posto dietro la tribuna coperta, sorge vicino all'argine del fiume Velino in Viale Eugenio Guarniero Dupré Theseider (ex Viale dello Sport). Ogni anno dal 1971 ospita il Meeting Internazionale Città di Rieti. È di proprietà del Comune di Rieti.
  • Campo sportivo d'altura del Terminillo Enrico Leoncini: la struttura è posta sul Terminillo a quota 1.532. È dotato di un campo da calcio in erba, uno da calcetto in erba sintetica, una pista di atletica leggera con sei corsie, due campi da tennis e uno per pallacanestro e pallavolo.
  • Bocciodromo Comunale Città di Rieti: Si trova nella zona degli impianti sportivi del quartiere di Campoloniano ed è stato inaugurato il 14 maggio 2011. Ha una capienza di 250 posti a sedere ed è, con le sue quattro piste professionali, omologato per lo svolgimento di gare di livello internazionale e di incontri validi per il campionato italiano[105][106].
  • Golf "Centro d'Italia": campo da golf di 9 buche, si trova a 500 metri dalla frazione di Castelfranco alle pendici del Monte Terminillo, in via della Foresta. Il percorso si snoda nella "Valle Como" ed intorno al laghetto artificiale di Castelfranco, ad una altitudine di 550 m s.l.m.
  • Campi da calcio-tennis in via della Foresta.Risultano attivi 5 campi in sintetico ed uno in terra rossa

È inoltre in fase di costruzione, presso la Valletta di Pian de' Valli, una piscina coperta dotata di una vasca di 25 metri e di una seconda di 13, bagni, spogliatoi, docce e locali sauna[107].

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi AMG Sebastiani Rieti e Nuova A.M.G. Sebastiani Basket Rieti.
Incontro tra la Nuova Sebastiani Rieti e il Montepaschi Siena, 16 marzo 2008

La tradizione più radicata nella città è indubbiamente quella cestistica. La società più gloriosa venne fondata nel 1946 da Luigi Padronetti come sezione cestistica di una polisportiva, era la A.M.G. Sebastiani dal nome di tre sportivi Angelo, Mario e Gino Sebastiani appunto caduti durante gli anni della seconda guerra mondiale per mano delle truppe naziste. Con il tempo le altre sezioni svanirono legando indissolubilmente il nome Sebastiani alla pallacanestro. Fu durante la presidenza di Renato Milardi, con una panchina retta da Elio Pentassuglia che la formazione sabina scalò l'Europa arrivando nella stagione 1979-1980 a conquistare la sua unica Coppa Korać, mentre nel torneo 78/79 arrivo in semifinale scudetto (poté partecipare alla lotta per il tricolore grazie alla vittoria del campionato di serie A2). La società scomparve nel 1997 quando non si iscrisse al campionato a causa di una situazione debitoria che la presidenza, alla testa della quale non c'era più Milardi, non poté reggere ulteriormente. Sebbene svanita dalle classifiche, il basket in città non venne dimenticato e il bisogno di una squadra con i colori della città si faceva sentire. Venne così acquistato, dopo un anno, un titolo sportivo di B2 che, in seguito al ritiro di una formazione nella categoria superiore, permise alla nuova società, denominata Virtus Rieti, di giocare in serie B1. Con l'era Papalia la società assunse la denominazione Nuova A.M.G.Sebastiani Basket s.r.l anche se la città continuava a chiamarla semplicemente Sebastiani. Questa nuova formazione, priva di un main sponsor, grazie al primo posto nella stagione 2006-07 in Legadue, fu promossa in Serie A. Il palazzetto dove fino alla stagione 2008/2009 si sono disputate le partite casalinghe era l'ormai storico PalaSojourner, nato negli anni settanta con il nome di Palaloniano e ribattezzato con il nome attuale in onore di una vecchia gloria della pallacanestro reatina scomparsa in un tragico incidente il 20 ottobre 2005: Willie Sojourner, sito nel quartiere di Campoloniano. Nell'estate del 2009, la società, pur mantenendo la propria sede legale a Rieti, trasferì la sede di gioco presso il PalaBarbuto di Napoli, città nella quale andò anche la Sede Amministrativa, con la seguente motivazione resa nota dallo stesso presidente tramite giornali:

« Quello che posso dire è che ci è stato concesso perché il PalaSojoumer non è a norma per la serie A. Fate attenzione: non parlo di parametri tecnici, ma di parametri economici. Il palazzo si trova in una zona depressa che non consente di avere incassi in termini di pubblico o di spazi pubblicitari sufficienti a sostenere una serie A. Requisiti che, al contrario, il PalaBarbuto ha e per questo abbiamo chiesto ed ottenuto la deroga.[108] »

Il destino di tale società rimase inizialmente incerto, almeno ufficialmente, dato che la deroga fu concessa per un solo anno, mentre da Napoli si affermava che la società sarebbe restata nel capoluogo campano per almeno tre anni[109].

Nel breve volgere di metà campionato tuttavia, la società si ritrovò con problemi più grandi di quelli con cui si era allontanata da Rieti, tanto che nelle ultime apparizioni, sui parquet della Serie A, nelle quali sulle maglie non compariva neanche più lo sponsor[110], fu costretta a schierare sul campo partenopeo gli under 19 provenienti inizialmente da Napoli e Rieti[111] e poi solo da quest'ultima, per poi essere esclusa dal mondo professionistico poco più tardi a stagione ancora in corso ed infine vedersi ritirata l'affiliazione dalla FIP che, di fatto, decretò la definitiva chiusura anche di questo capitolo lungo poco più di un decennio della pallacanestro reatina. Nonostante il duro colpo, ancora in fase di metabolizzazione da parte della città, il basket a Rieti non scomparve.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sebastiani Basket Club Rieti.

La Pallacanestro reatina infatti rimase legata allo storico nome grazie alla Sebastiani Basket Club Rieti, società che nacque nel 2006 nel capoluogo sabino con il nome di Spes Pallacanestro Rieti e si trasferì presso il PalaSojourner nella stagione 2008-2009 dove vinse i playoff di serie C1 conquistando così la promozione in Serie B Dilettanti disputandovi il campionato 2009/2010, sostanzialmente come prima squadra della città vista la suddetta perdita della NSB, con il nome di Rieti Basket Club. Per il campionato 2010/2011 venne ripescata in A Dilettanti per varie esclusioni nei piani più alti. La sua ultima denominazione fu scelta nel 2010 dopo la fuga della NSB con lo scopo di continuare a far vivere una tradizione e sottolineare la volontà di reinserirsi su quel solco lungo quasi settant'anni che, se pur segnato da forti sbandamenti, ha visto Rieti affrontare i campionati di vertice italiani e la pallacanestro europea. Nella stagione 2010-2011 retrocedette in serie B Dilettanti, dove l'anno seguente disputò il suo ultimo campionato al termine del quale venne radiata dalla FIP.

Dopo l'ennesima estate piene di incognite a Rieti per il campionato 2012-2013 di Divisione Nazionale B è stata trasferita la società di Contigliano dando vita alla NPC Rieti abbreviazione di New Project Children.

Un'altra formazione cestistica della città è quella de La Foresta Basket, che attualmente milita nel campionato di serie C2

In città opera anche una società di Pallacanestro in carrozzina, si tratta dell'Associazione sportiva A Ruota Libera. La formazione reatina ha disputato il campionato di serie A2 dalla stagione 2009/2010, dopo aver conquistato la promozione nel campionato immediatamente precedente nella stagione 2008/2009, fino alla 2010/2011 quando al termine dei play off ha centrato la promozione in Serie A1[112]. Anche questa formazione disputa le proprie partite casalinghe presso l'impianto di Campoloniano.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Football Club Rieti.

La principale società di calcio cittadina è il Football Club Rieti che milita in Eccellenza dopo essere retrocessa nel campionato di Serie D nel 2009/10. Il traguardo della C2 è stato uno dei più importanti per la società dopo la promozione in Serie B degli anni cinquanta.

A Rieti si svolge ogni anno lo Scopigno Cup Torneo Internazionale di Calcio categoria Allievi "Città di Rieti", memorial Manlio e Loris Scopigno.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi ASD Rugby Rieti.

Nel mondo della palla ovale, il nome della città viene portato dalla società Rieti Rugby 1961 che disputa le proprie partite presso lo stadio Fassini e dall'Amatori Rieti Rugby 2003.

Altri sport di squadra[modifica | modifica sorgente]

Mountain Bike[modifica | modifica sorgente]

Dal 1986 è attivo a Rieti un Club di Mountain bike, l'MTB RIETI, che organizza escursioni in tutto il territorio reatino, nonché partecipa a gare in Lazio, Abruzzo, Umbria. Nel 2009 e 2010 ha conquistato il primo posto nella classifica a squadre del circuito di Cross country regionale FCI denominato "Giro delle Abbazie".

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Meeting Internazionale Città di Rieti e Campionati europei juniores di atletica leggera 2013.

Insieme alla pallacanestro è probabilmente il movimento con le radici più profonde nel capoluogo sabino e annualmente nuovi atleti provenienti dalle società cittadine si mettono in evidenza in questo sport. Uno studio recente di Il Sole 24 Ore ha eletto Rieti a capitale italiana dell'atletica, avendo il più alto numero di tesserati e società rapportati al numero di abitanti[114]. Tra le società che operano in questo campo, vi è la storica Atletica Studentesca CA.RI.RI. che dal 1975[115] promuove questo sport fra i giovani e svolge la propria attività presso lo stadio di atletica leggera Raul Guidobaldi. Tale società vanta ben 19 scudetti a squadre e 2 SuperCoppe Fidal con la squadra maschile e una con quella femminile e oltre cento dei suoi atleti hanno vestito la maglia azzurra. Molti dei suoi ragazzi e ragazze sono poi entrati a far parte di gruppi sportivi militari[116].

Sempre presso lo Stadio Raul Guidobaldi prende vita ogni anno un appuntamento ormai tradizionale nel panorama sportivo reatino: il Meeting Internazionale Città di Rieti, inserito nel circuito IAAF World Challenge (fino al 2009 IAAF Grand Prix). È uno dei più antichi e prestigiosi d'Italia (la sua prima edizione risale infatti al 1971[117]) e nel 2010 ha festeggiato il suo 40º anniversario. L'evento regala da sempre grandi emozioni, prestazioni e record mondiali, tra cui quello di Asafa Powell nei 100 metri piani registrato in occasione dell'edizione 2007 e dopo il quale Steve Cram in un articolo sul quotidiano britannico The Guardian definì Rieti una sorta di mecca per i record[118].

All'interno del panorama di atletica leggera reatino, si inserisce anche l'annuale Mezza maratona Città di Rieti, la cui prima edizione risale al 1996 e che oggi fa parte del calendario nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Nel 2007 ha ospitato il campionato italiano di mezza maratona dell'esercito[119].

Nel 2011, il 1 e 2 d'ottobre si sono svolti presso lo stadio Raul Guidobaldi i Campionati Italiani di Atletica Leggera categoria Allievi/e, mentre nel 2013 Rieti ha ospitato, dopo essere stata scelta dal consiglio della EAA, i campionati europei Junior di atletica leggera[120].

Il più importante atleta della storia reatina è Andrew Howe, campione europeo di salto in lungo outdoor (2006) e indoor (2007) e vice campione del mondo ad Osaka 2007, oltre che vincitore di due medaglie d'oro ai mondiali juniores di Grosseto 2004 (salto in lungo e 200 m).

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Rieti è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Anche il Terminillo è stato più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Nel 1937 inoltre, Bartali vinse la cronoscalata di Terminillo, ottenendo la maglia rosa.

Volo a vela[modifica | modifica sorgente]

L'ambiente della città laziale è considerato dagli esperti il migliore al mondo per il volo a vela e grazie a questa caratteristica nel 2007 e nel 2008[121] ha potuto ospitare, presso il piccolo Aeroporto Ciuffelli, il 30th FAI World Glinding Championships, ovvero i mondiali assoluti di volo a vela.

Automobilismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa Bruno Carotti.

Ogni anno nel comune Sabino si disputa alle pendici del Monte Terminillo la Coppa Bruno Carotti, tappa del campionato italiano ed internazionale velocità montagna. La competizione prende il via sempre dalla località Lisciano, da un particolare punto contrassegnato da una colonna liscia, posta ai margini della strada, per arrivare poi a Campoforogna, seguendo un tragitto di 15 km. È organizzata dall'ACI di Rieti e dall'edizione 2013 vi è associata una lotteria con la quale si cerca di autofinanziare l'evento.

Note[modifica | modifica sorgente]

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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