Nuoro
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| « È il cuore della Sardegna, è la Sardegna stessa con tutte le sue manifestazioni. È il campo aperto ove la civiltà incipiente combatte una lotta silenziosa con la strana barbarie sarda, così esagerata oltre mare » | |
| Nùoro | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 554 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 192,27 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 189,6 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Lollove, Pratosardo | ||||||||
| Comuni contigui: | Benetutti (SS), Dorgali, Mamoiada, Oliena, Orani, Orgosolo, Orune | ||||||||
| CAP: | 08100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0784 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 091051 | ||||||||
| Codice catasto: | F979 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 4 (sismicità irrilevante) | ||||||||
| Nome abitanti: | nuoresi | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Maria della Neve | ||||||||
| Giorno festivo: | 5 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Nùoro /'nuːoro/ (in sardo Nùgoro) è una città italiana di poco meno di 37.000 abitanti, capoluogo, dal 1927, dell'omonima provincia della Sardegna centro-settentrionale. La città si estende su un altopiano granitico, a circa 600 m s.l.m., ai piedi del Monte Ortobene.
[modifica] Preistoria
[modifica] Dal Neolitico alla Civiltà Nuragica
Le tracce più antiche della presenza dell'uomo nel territorio di Nuoro risalgono alle Domus de janas del III millennio a.C. ed ai resti di un villaggio prenuragico del II millennio, che si trovano presso il nuraghe Tanca Manna. Il villaggio, attualmente oggetto di scavi, è costituito, secondo una stima della Sopraintendenza Provinciale, da centinaia di capanne, alcune delle quali ormai sotto le vicine abitazioni ed occupa un'estensione totale di oltre 2 ettari. Alcune delle capanne già scavate, sia di pianta circolare che di pianta rettangolare, presentano ancora l'originario pavimento costituito da un battuto di argilla e sughero costruito con l'intento di ridurre l'umidità delle abitazioni. Nelle vicinanze del Tanca Manna vi sono alcune Domus de janas. Alcune di queste sono state però distrutte per la cavazione del granito. Sono stati inoltre trovati frammenti di ceramiche della cultura di Ozieri risalenti al 3500 a.C.
Presso le alture vicine alla città a Sedda Ortai nel Monte Ortobene sono presenti tracce di muratura di una fortificazione verosimilmente dell'età del Rame.
La Civiltà nuragica, a partire dal 1500 a.C. e fino all’invasione romana, ha lasciato una forte impronta sulla storia di Nuoro come dimostrato dai numerosissimi nuraghi presenti nella zona (oltre 30 nel territorio comunale). Essi coronano quasi tutti i colli della città, risultando ormai inglobati nel tessuto urbano (nuraghi Tanca Manna, Ugolio, Biscollai) o sono collocati nelle immediate periferie (Corte, Tigologoe, Tèrtilo, Tres Nuraghes, Gabutèle), spesso accompagnati da tombe dei giganti o da villaggi nuragici, per lo più ancora da indagare. Di tanti nuraghi rimangono vaghe tracce, come nel caso del colle di Sant'Onofrio. Sono rilevanti per la complessità costruttiva sia il nuraghe Nurdole che il nuraghe Noddule, nei quali sono presenti rispettivamente una vasca lustrale con incisioni decorative ed un pozzo sacro costituito da trachiti policromatiche. Il ritrovamento di oggetti di fattura non nuragica segnala la presenza di flussi commerciali extra insulari (come ad esempio un piccolo leone bronzeo di probabile fattura etrusca o perle di ambra baltica provenienti dal nuraghe Nurdole).
[modifica] Brevi cenni storici
[modifica] L'età romana
La penetrazione romana fu di grande efficacia in quest'area come testimoniato dalla parlata del Nuorese, la lingua romanza più fedele al latino. Nuoro sorge infatti lungo la strada romana che da Cagliari (Karalis) conduceva ad Olbia (Ulbia). Plinio il Vecchio menziona per la particolare bellicosità i celeberrimi popoli situati nella Sardegna centrale con il nome di Ilienses (secondo 2 tradizioni leggendarie derivanti dalla città di Ilion - Troia oppure discendenti di Iolao). Tra questi nella zona tra Nuoro e Orotelli erano situati i clan "Nurritani". Dagli ultimi studi risulta che in epoca romana vi sono tracce di insediamenti in una prima fase nei pressi del Monte Ortobene e successivamente più a valle nella zona dell'antico rione di Seuna, mentre nella località di Ugolìo sono presenti tracce di sepolture romane con copertura in terracotta.
[modifica] Il medioevo
Con la caduta dell'Impero Romano la Sardegna passa nel 476, con tutta la provincia d'Africa, sotto il dominio dei Vandali che dura fino al 548, quando Giustiniano I, imperatore d'Oriente, riesce a riconquistare la Sardegna all'Impero Bizantino. Le fonti storiche più importanti su quel periodo sono costituite dalle testimonianze dirette di Procopio e dalle 39 lettere di Papa Gregorio I (590-604). Dalle lettere del pontefice emerge l'esistenza di due Sardegne diverse: una romanizzata, cristianizzata e bizantina (quella dei Provinciales), ed una interna, costituita da aggregati cantonali, con popolazioni idolatre e pagane, la Gens Barbaricina governata da Hospiton. Dopo una costante azione diplomatica (testimoniata nelle lettere succitate), nell’estate del 594 si concluse un patto tra Bizantini e Barbaricini dove, tra i vari accordi, Hospiton accettò la conversione al Cristianesimo del suo popolo.
Nel quartiere di San Pietro in via Brusco Onnis è stata rinvenuta una tomba bizantina (poliandro), dove all'interno vi erano cuspidi di lance e fibbie bronzee per cinturoni in cuoio, tipiche dell'equipaggiamento bellico di una decarchia, un corpo di guardia di soldati-coloni con famiglia al seguito, detti Kabaddaris. Ciò conferma la presenza in epoca alto medievale della èlite militare bizantina nel territorio. La cristianizzazione della Sardegna avviene con un riferimento culturale bizantino, quindi greco e orientale, ma in stretto collegamento col la Chiesa di Roma. Il culto di alcuni Santi della Cristianità orientale non riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, come ad esempio San Costantino, imperatore d'oriente, sopravvive a tutt'oggi nelle tradizioni popolari.
Con l'affievolirsi del controllo imperiale a causa dell'affermazione della potenza islamica nel Mediterraneo occidentale la Sardegna si ritrova, per la prima volta da centinaia d'anni, a doversi gestire in autonomia. Nascono attorno al IX secolo i Giudicati, quattro regni autonomi collegati dalla comune origine amministrativa Bizantina. Di fatto essi spartiscono territorialmente la Barbagia sotto la propria autorità. Durante i "secoli bui" Nuoro e la Curatoria Dore-Orotelli fecero parte del Giudicato di Torres, un regno giudicale legato da rapporti di amicizia verso i carolingi e la Francia. Ciò si evince anche da alcuni aspetti gestionali della cancelleria giudicale. Il Giudicato si estendeva dal sassarese alle parti più settentrionali delle attuali province di Oristano e di Nuoro;
Il villaggio di "Nugor", di poche centinaia d’abitanti, si rileva su carte medievali risalenti al 1147 (con la dicitura "Nori"). Il villaggio era costituito da due nuclei vicini: uno sorgeva attorno alla chiesa di "Santu Milianu" ("Sant'Emiliano") nel quartiere Seuna (nella zona dell'attuale Piazza Crispi, dove ora sorge il palazzo delle poste, già stazione ferroviaria) ed uno vicino alla chiesa di "Santu Pedru" ("San Pietro") nel quartiere omonimo (nei pressi dell'odierna via Grazia Deledda). Il nome di Sant’Emiliano è fondamentale nella storia di Nuoro in quanto testimonia il ritorno a valle, in prossimità di una ricca sorgente d’acqua, Sa Bena, della popolazione che si rifugiò in origine nel monte Ortobene ed in particolare dal villaggio sito vicino alla località Milianu, lungo le rive del ruscello Ribu de Séuna. Da tale corso d'acqua trae infatti origine il nome del villaggio, ora quartiere, Seuna in cui si preservò, tramandandola, la tradizionale devozione al Santo da parte della comunità.
L’antico rione si sviluppa attorno alla chiesa andata perduta di Santu Milianu. Tutt’intorno alla chiesa sorgevano case piccole e basse con i tetti incannicciati e a tegole curve, in un intreccio di viottoli e rioni, ciascuno dei quali aveva un nome caratteristico che gli dava una fisionomia precisa: Sa corte de sos sete fochiles (grande cortile sul quale si affacciavano sette focolari, sette case); Su puthicheddu (pozzo oggi essiccato); Fossu Loroddu (letteralmente “fosso sporco” dove si era soliti buttare l’immondizia); San Nicolò (zona intorno all’antica chiesetta di San Nicolò, andata poi in rovina); Sa Bena (abbeveratoio per il bestiame posto nell’attuale cortile della chiesa delle Grazie).
Nel XII secolo Nuoro fu ricompresa nella sede vescovile di Ottana; Fra il 1300 ed il 1400 l’importanza di "Nugor" cresce insieme ad i suoi abitanti, più di mille e, fra il 1341 e 1342, viene indicato nei documenti contabili come uno dei villaggi che versavano maggiori tasse alla Diocesi.
[modifica] Il periodo aragonese e spagnolo
Nei secoli seguenti il borgo restò relativamente isolato e non rilevò per i conquistatori che si succedettero nell'Isola (Pisani, Aragonesi e Spagnoli), se non per la pesante imposizione fiscale. Si noti infatti che le informazioni sul borgo medievale si ritrovano nel liber fondachi, un registro fiscale pisano sui possedimenti in Gallura e Baronia della metà del Trecento.
Il villaggio cresce e nei registri Spagnoli, in particolare negli atti del Viceré Gerolamo Piementel, si riporta che "La encontrada de Nuero tiene 4 villas Y la primera Villa de Nuero 1434 Fuegos, Villa de Orgosolo 1162 fuegos, Villa de Loloy 83 fuegos, Villa de Locoy 54 fuegos".
Nei documenti storici del Vescovado di Alghero, da cui dipendeva la diocesi di Ottana, nel 600 sono registrate in città 15 chiese urbane, 7 chiese periferiche e 9 chiese campestri.
La dominazione aragonese prima e spagnola successivamente hanno contribuito in modo determinante all'elaborazione delle tradizioni religiose, dei manufatti artigianali e delle ricche vesti d'uso quotidiano, oggi chiamati "costumi" si indossano in occasione delle sagre folkloristiche. Alla fine del XVII secolo a seguito di pestilenze e carestie si registra un crollo demografico e nel 1698 negli atti del Viceré De Solis Volderrabano si registrano 936 Hombres y 1168 Mujeres ma il paese di "Nuero" diventa il primo centro abitato delle zone vicine (Barbaja Ololay, Marquesado de Orani, Encontrada de Nuero) e versa al Regno di Spagna la maggiore quantità di tasse con 924,08 Libras.
[modifica] Il Regno di Sardegna dalla Spagna ai Savoia
La guerra di successione spagnola coinvolse tutte le potenze europee. Con la pace di Utrecht il Regno di Sardegna sembrava destinato a entrare nell'impero asburgico. Nel 1717, tuttavia, un corpo di spedizione spagnolo inviato dal cardinal Alberoni, occupò di nuovo l'Isola, cacciandone i funzionari asburgici. Tra il 1718 e il 1720 il Regno di Sardegna verrà definitivamente ceduto alla Casa dei Savoia, che acquisì così il titolo monarchico.
Più estesa e popolata dei paesi del circondario, Nuoro acquistò un ruolo di riferimento per il territorio circostante. Nel 1777 il canonico Francesco Maria Corongiu scrive che Nuoro era "provvista di belle e ampie strade, deliziosa nella sua campagna ed abbondante altresì d´ogni genere di viveri, di buone carni, pane, circostanze tutte che rendono più grato il soggiorno". Nel 1779 il vescovo di origini spagnole Roich fece ricostituire a Nuoro la sede dell'antico vescovado di Galtellì, ottenendo apposito decreto da Papa Pio VI. Nella bolla pontificia si legge che "… Nuoro conta 589 famiglie e 2782 abitanti, vi sono 5 case di cavalieri e oltre 30 di gente civile e benestante, qualche laureato e otto notai…" La diocesi assunse il nome Galtellinensis-Nuorensis.
Nuoro divenne sede del Tribunale di Prefettura (1807), città nel 1836, e sede di Divisione Amministrativa e di Intendenza nel 1848 (in pratica una terza provincia sarda, dopo Cagliari e Sassari); poi l'ultimo titolo fu ridotto nel 1859 a quello di sottoprefettura. Si sviluppò perciò come centro amministrativo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, periodo in cui si aprì ad un rilevante insediamento di funzionari piemontesi del Regno di Sardegna e commercianti continentali. Così avrebbe in seguito descritto questo passaggio storico il Satta: "In breve, i nuoresi si trovarono amministrati, rappresentati dagli estranei, e in fondo non se ne dolsero. Era un fastidio in meno"[2].
L'adozione della riforma agraria denominata Editto delle Chiudende del 6 ottobre 1820, provocò nell'intera Barbagia dei forti dissensi e disordini a causa dell'appropriazione selvaggia di terreni, sino ad allora adibiti ad uso comunitario (e giuridicamente anche ad uso civico) [3]. Ci furono rivolte sanguinose, faide e numerosi omicidi in una sempre più grave serie di tragedie, tali da sconsigliare il Valery, che nel 1834 stava realizzando il suo "Voyage en Sardaigne", dall'approssimarsi a Nuoro, solo lambita nel suo articolatissimo itinerario. Tuttavia il culmine del malcontento si raggiunse dopo che nel 1858 furono alienati anche i terreni demaniali, che sarebbe sfociato poi nei noti moti de su Connottu [4], quando al culmine della tensione il 26 aprile 1868 diverse centinaia di persone assaltarono il palazzo del municipio e diedero alle fiamme gli atti di compravendita dei terreni del demanio.[5].
Il banditismo, che dopo Su Connotu si pretese almeno in parte corroborato da sentimenti di ribellione al nuovo regime dei suoli, ebbe una recrudescenza e lo stato rispose con l'invio di truppe di polizia, numerose quanto poco efficaci nel contrastare grassazioni e faide. Sul finire dell'Ottocento si fece più grave l'usura, i cui maggiori gestori erano dei "miserabili napoletani" [6] ed anche la Deledda ebbe a citarla in una delle sue opere. Una singolare e copiosa aneddotica del periodo si ricava da un romanzo scritto da un carabiniere continentale, paracadutato dalla Firenze-bene alle scabre montagne del circondario della città, del quale vale riportare un brano:
| « Nuoro: un brulichìo nerastro di villaggio steso fra le stoppie giallicce, in uno scenario fantastico di monti, dei pastori di vestiti pelli, delle vie di granito battute dal vento, delle campane martellanti un eterno tintinnìo di tarantella, la capitale del brigantaggio ci appare come un grosso e squallido borgo, dove il vescovo mitrato, il sottoprefetto e il comandante del presidio fanno l'effetto di una commenda sulla casacca di un villano. » | |
Il romanzo riporta incidentalmente ma con buona fedeltà il nuovo ruolo di Nuoro sede del tribunale penale, cui si traducevano gli imputati di un vastissimo mandamento, comprendente moltissimi paesi ad altissimo tasso di criminalità. Il secolo si chiuse con una rilevante partecipazione dei nuoresi all'emigrazione verso il continente americano e le miniere del Nord-Europa; fra le cause non vi era solo la povertà ma spesso anche il desiderio di sottrarre le famiglie all'implacabilità della vendetta od a diverse rischiosità sempre di versante criminoso. Sul finire del secolo gli abitanti erano circa 7.000.
[modifica] Il Novecento
Con il Novecento il fermento culturale che avrebbe dato vita alla importante avanguardia artistica sarda si giovò del notevole miglioramento dei trasporti per la comunicazione col Continente, ed anzi prese proprio questa a suo obiettivo; pian piano, si fecero conoscere oltremare le opere della Deledda, dei pittori, dei poeti. Celebri per il notevole pregio le sculture di Francesco Ciusa. Nuoro divenne un centro culturale di grande rilievo. Con l'allargamento dei servizi e dei posti di lavoro amministrativi, iniziarono a trasferirsi a Nuoro molti abitanti dei paesi vicinanti e fra questi alcuni artisti.
Passate la guerra di Libia e la prima guerra mondiale con un elevato numero di caduti, si ebbero in città i primi sviluppi delle sinistre[7]. Uno dei principali attivisti fu l'avvocato Salvatore Sini (noto "Badore"), originario di Sarule, più conosciuto come autore dei testi di "Non potho reposare", canzone in lingua sarda di grande successo nell'isola, ma in realtà impegnato in molte campagne fra le quali una per la fondazione di una lega fra le donne operaie.
Nel 1921 fu visitata da David Herbert Lawrence, il quale voleva conoscere i luoghi dove erano ambientati i romanzi della Deledda di cui egli stesso nel 1928 scriverà la prefazione della versione inglese della Madre. Lawrence rimase a Nuoro per una sola notte, e di questa fugacissima tappa, restano alcune interessanti pagine di "Mare e Sardegna" nelle quali descrisse una animatissima sagra in costume. Nel 1926 fu conferito il premio Nobel a Grazia Deledda.
Avendo già assunto almeno moralmente questo ruolo, ed essendola in pratica già stata nel secolo precedente, Nuoro ridivenne provincia durante il Fascismo, nel 1927 [8]. I rapporti del regime con la popolazione passarono attraverso la mediazione di alcuni artisti, i quali imposero il rispetto di forme culturali autoctone, nonostante le politiche di unificazione nazionale. L'uso degli indumenti della tradizione fu tollerato e si giunse anzi ad avere diversi nuoresi in abiti sardi per le cerimonie del matrimonio di Umberto II. Notevole fu, tra gli artisti di punta, Remo Branca, preside del liceo ginnasio (succeduto al padre di Indro Montanelli, che in questa città trascorse l'infanzia [9]) ed infaticabile animatore culturale.
Nel 1931 raggiunse i 9.300 abitanti.
La città contava oltre ai quartieri originari, Santu Predu, dei pastori e dei proprietari terrieri e Seuna, dei contadini, dei braccianti e degli artigiani, con la "via Majore" (attuale Corso Garibaldi, tutt'ora la via "di passeggio"), dei signori, altri dieci rioni: S'Ispina Santa (via Sassari), Irillai (via della Pietà), Santu Carulu (via Alberto Mario), Su Serbadore (via Malta), Corte 'e susu (via Poerio), Santa Ruche (via Farina), Sette Fochiles (via Lamarmora), Fossu Loroddu (Largo Nino di Gallura), Su Carmine (Piazza Marghinotti), Lolloveddu (via Guerrazzi). Vi è poi Lollove, frazione che dista circa 15 chilometri dal capoluogo, piccolo centro rurale che mantiene un aspetto quasi incontaminato rispetto alle origini, nota nell'immaginario collettivo locale come una locazione vicina ed al contempo distante.
La sua provincia è attualmente una delle meno popolose d'Europa, e raccoglie numerose bellezze paesaggistiche e naturali di grande rilievo, tra cui il Gennargentu ed il Golfo di Orosei, con un interesse particolare per le bellezze naturali che vengono offerte nel tratto di Sardegna (ed in particolar modo verso la costa) tra Cala Gonone (comune di Dorgali) e l'Ogliastra.
[modifica] Monumenti e principali luoghi d'interesse
[modifica] Chiese
[modifica] La Cattedrale di Santa Maria della Neve
La Cattedrale di Santa Maria della Neve è un monumento del XIX secolo, in stile neoclassico. Eretta per volontà del vescovo Giovanni Maria Bua, nella prima metà del XIX secolo. Il progetto venne affidato all'architetto Antonio Cano. La posa della prima pietra risale al 12 novembre 1835. I lavori, che furono rallentati a causa della morte accidentale durante l'esecuzione dei lavori, dell'architetto Antonio Cano nel 1840, terminarono nel 1853. All'interno è presente un'importante tela rappresentante la deposizione di Cristo dipinta da Alessandro Tiarini.
[modifica] L'antica Chiesa della Madonna delle Grazie
Il 22 ottobre 1679 il Vescovo di Alghero Francesco Lopez de Urraca concedeva a Nicolau Ruju Manca la "permissione di poter fabbricare una chiesa in onore della Vergine delle Grazie di Nuoro". Comincia con quest'atto ufficiale la storia della chiesa delle Grazie, edificio che è da considerarsi tra i più rilevanti della città di Nuoro. L’antico rosone in trachite, incastonato nella facciata, si dice provenisse dalla più antica chiesa di "Santu Milianu" andata ormai in rovina. La chiesa si trova nell'antico quartiere di Seuna. È stata di recente restaurata. Realizzata alla fine del seicento in una foggia semplice, lineare, quasi rustica.
La facciata presenta un portale centrale, con due semicolonne sulle quali poggia un doppio architrave modanato sormontato da un timpano triangolare in trachite. Gli stipiti ed i capitelli delle colonne sono decorati con figure zoomorfe e floreali che rimandano al linguaggio decorativo gotico-catalano. Al di sopra di esso, come unico elemento decorativo della facciata troviamo un rosone di foggia gotico-catalana, in trachite rossa che, secondo la tradizione, proviene da una più antica Chiesa nuorese del trecento, San Giuliano Martire[senza fonte]. Al portale si accede tramite una scalinata in granito. Un secondo ingresso si apre nella fiancata laterale sinistra della Chiesa, il quale si presenta con stipiti in trachite rossa e sovrastato da una nicchia, con logiche decorative tardo barocche. Sulla fiancata destra poi, il terzo ingresso al tempio, di nuovo con stipiti in trachite rossa, conduceva un tempo ad uno spazio esterno ampio e circondato da colonne, che fungeva da ostello per i pellegrini durante la festa della Patrona di Nuoro. Questo genere di ostelli, noto come "Cumbessias", sono tipici della Sardegna ed i più antichi risalgono al periodo della dominazione bizantina. Sulle fiancate vi sono infine loggette che interrompono, alleggerendolo, il volume massiccio della costruzione. L'edificio sacro ha pianta rettangolare e presenta un presbiterio quadrato. Il soffitto è costituito da una volta a botte. L'altare maggiore è sopraelevato di un metro e mezzo rispetto alla navata. Pregevoli dipinti, raffiguranti i 12 Apostoli, i Profeti, alcuni brani delle Sacre Scritture ed episodi dell'edificazione della Chiesa, sono conservati nel Santuario. Risalgono al XVIII secolo: sono stati realizzati su intonaco, poi imbiancato a calce fresca, con terre colorate, secondo una tecnica sarda molto peculiare anche nell'effetto. Nel 1720 l'area ecclesiale ospitò una residenza dei Gesuiti. Sotto il pavimento venne ritrovata la sepoltura di una persona di sesso maschile, probabilmente il costruttore della chiesa Nicolau Ruju Manca.
[modifica] Altre Chiese
- Chiesa della Madonna delle Grazie
Si trova praticamente nel centro geometrico della città, proprio all'inizio del Corso Garibaldi.
- Chiesa di San Giuseppe
Costruita relativamente da poco (negli ultimi 50 anni), ha una caratteristica immagine data dall'intera struttura in mattoncini rossi sporgenti.
- Cappella di San Giuseppe, facente parte del Convento francescano risalente al cinquecento.
- Chiesa di San Paolo
Da poco fuori questa chiesa si può vedere un bellissimo panorama verso i quartieri di Città Giardino e Città Nuova.
- Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
- Chiesa del Rosario
Nel quartiere San Pietro, a due passi dalla casa di Grazia Deledda.
- Chiesa di San Carlo (Santu Caralu)
La semplice chiesetta, un oratorio in realtà, era frequentata dallo scultore Francesco Ciusa, la cui casa natale, oggi in rovina, si trova proprio di fronte. All'interno del tempio si trova la tomba dell'artista, sopra la quale è collocata una delle copie della famosa scultura La madre dell'ucciso, opera con la quale Ciusa vinse la Biennale di Venezia nel 1907.
- Chiesa dei Salesiani di Don Bosco
- Chiesa della Madonna della Solitudine
La chiesetta, cara al premio Nobel Grazia Deledda, che la cita nelle sue opere, si trova sulla strada che conduce al Monte Ortobene, immersa nel verde. Di origine seicentesca, è stata ampiamente rimaneggiata; ospita la tomba della Deledda.
- Chiesa di Santa Maria di Valverde
- Chiesa della Madonna del Monte Nero
Come si legge su una lapide esposta sopra l'ingresso, fu costruita in soli 30 giorni e dedicata alla Madonna del Monte Nero dai Fratelli Pirella (Melchiorre, insegnante e canonico a Cagliari, sussessivamente vscovo di Bosa e Ales; Giovanni Angelo e Pietro Paolo, sacerdoti, tutti e tre nativi di Nuoro) il 26 aprile 1608; narra la leggenda (riportata anche nel romanzo "Cosima" di Grazia Deledda) che uno dei fratelli, di ritorno dal santuario della Madonna del Monte Nero vicino a Livorno, si trovò in mezzo ad una tempesta, e promise di costruire una chiesa sulla prima cima dell'isola che avesse visto se si fosse salvato. È situata nel parco del Monte Ortobene a circa 900 metri d'altitudine. Oggetto di un grave atto di vandalismo nel 2002, è ancora in attesa del completamento dei lavori di restauro.
[modifica] Monumenti
- Statua del Redentore, eretta nel 1901 (sul Monte Ortobene)
- Scultura "Madre dell'ucciso" (Francesco Ciusa) (nella chiesa di San Carlo)
- Sa Conca, rifugio sotto roccia utilizzato come ovile (sul Monte Ortobene)
- Porta della città con madre mediterranea (Pietro Cascella)
[modifica] Piazza Sebastiano Satta
La piazza-monumento è posta al centro di Nuoro fra il corso Garibaldi e il rione di Santu Prédu. Si tratta di piazza ideata da un importante artista contemporaneo. L’idea di utilizzare questo spazio, la vecchia piazza Plebiscito, per onorare il "vate di Sardegna", Sebastiano Satta (1867-1914), venne infatti perfezionata nel 1967 con l’incarico allo scultore oranese Costantino Nivola (1911-1988), reduce dall'esperienza americana a contatto con architetti come Le Corbusier o Saarinen.
Nivola iniziò ad eseguire una serie di schizzi e scelse la strada minimalista con l’inserimento di piccole rappresentazioni in bronzo in giganteschi massi granitici provenienti dal monte Ortobene, anche al fine di legare il paesaggio urbano e quello del Monte visibile sullo sfondo della piazza. La piazza è di forma irregolare e pavimentata da piccole pietre di granito bianco squadrate, da cui sembrano nascere panche formate da parallelepipedi regolari dello stesso materiale. Le indicazioni simboliche emergenti dalla piazza rimandano alla cultura sarda, antropologica e arcaica. Nelle cavità protettive e allusive delle rocce la figura del poeta, rappresentata da otto piccole statue in bronzo, vi trova accoglienza, esaltazione fantastica o riposo. Qui la personalità di Sebastiano Satta è ripresa nei suoi diversi aspetti, umani e artistici. Nivola ha preteso l’intonaco e il bianco calce negli edifici circostanti per dare ampiezza, luminosità e semplicità all’architettura casuale degli abitati, tra i quali si riconosce la stessa casa in cui visse il poeta.
[modifica] Il Monte Ortobene
L'Ortobene è il monte dei nuoresi per eccellenza. Luogo di grande pregio paesaggistico e naturalistico, i suoi freschi boschi sono meta di escursioni ad un passo dalla città. Offre inoltre grandi suggestioni in occasione delle nevicate invernali. La vetta raggiunge i 955 m s.l.m. In cima si raggiungono diversi belvedere ampiamente panoramici sul Monte Corrasi di Oliena, verso il Supramonte, il Gennargentu ed il mare. Importante e suggestivo è quello che ospita la statua del Redentore, opera di Vincenzo Ierace, cui è ispirata l'importante sagra folkloristica di fine agosto. La flora e la fauna sono quelle tipiche della Sardegna centrale, con boschi di lecci, volpi, cinghiali, ghiri, falchi e persino una coppia di aquile reali. Di rilevante interesse turistico ed antropologico è la cosiddetta "sa conca", una residenza rurale suggestiva e unica ricavata all'interno di un enorme masso di granito cavo e di forma sferica, situato sul ciglio della strada che porta al parco di "Sedda Ortai". Sempre nella zona di "Sedda Ortai", si trovano le tracce di un antichissimo villaggio alto medievale. Ai piedi del monte in località Borbore si trova una interessante zona archeologica dove vi sono ancora varie Domus De Janas (lsecondo la tradizione "case delle fate"), necropoli risalenti al Neolitico finale (cultura di Ozieri, 3200-2800 a.C.) ed Eneolitico (cultura Monte Claro, 2400-2100 a.C.). In cima si trova l'antica chiesa campestre di Nostra Signora 'e su Monte. Presso le pendici settentrionali del Monte vi sono ulteriori tracce del vissuto storico dell'uomo come il santuario di Valverde, i ruderi delle chiese di Sa Itria e di Santu Jacu, che presentano ancora i muri perimetrali e le basi degli archi in granito, infine le tracce della Chiesa di Santu Tomeu. Queste strutture religiose, insieme al mulino settecentesco sito in località "Capparedda", meriterebbero interventi di recupero e restauro. Interessanti, infine, i numerosi "rocciai", cumuli naturali di massi granitici, nati con l'erosione dei venti, che assumono spesso forme inusuali come ad esempio le rocce dell'Orco, o quella della spugna.
[modifica] Il borgo di Lollove
Si tratta di un borgo isolato, abitato da poche decine di residenti, sospeso nel tempo e nel silenzio. Oggi questo minuscolo gruppo di case costruite all'autentica ed antica "maniera sarda" regala un'atmosfera affascinante. Fra i ruderi abbandonati e le poche case abitate si erge la chiesetta seicentesca della Maddalena, in stile tardo-gotico, con archi a sesto acuto in trachite rossa. Nel villaggio non vi è alcun tipo di attività commerciale. Si tramanda la leggenda che il borgo venne colpito dalla maledizione di alcune suore fuggite a causa della relazione carnale di qualcuna di esse con i pastori: “Sarai come acqua del mare; non crescerai e non morirai mai”.
[modifica] Musei
- Museo Deleddiano ("Museo di Grazia Deledda")
- Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari sarde ("Museo del costume" o Museo etnografico)
- Museo archeologico
- Museo d'Arte Provincia di Nuoro (MAN) - ospita mostre temporanee internazionali oltre ad una collezione permanente di importanti artisti sardi del XIX e XX secolo.
[modifica] Cultura e società
[modifica] L'Atene Sarda tra passato e futuro
La città ha avuto, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, un forte fermento culturale che ha visto tanti artisti e personalità uscire dal ristretto ambito locale, attirando l'attenzione nazionale ed internazionale, da cui l'appellativo di "Atene Sarda" (Elettrio Corda). [10]
Nuoro ha dato i natali a Grazia Deledda, scrittrice, vincitrice del premio Nobel per la Letteratura nel 1926, ed a Salvatore Satta, grande giurista e scrittore, autore del capolavoro Il Giorno del Giudizio. Questo libro è forse una delle testimonianze più profonde e delle descrizioni più intime della città e dei suoi abitanti, dei quali ritrae le famiglie più note nel primo Novecento sotto una labillima copertura di nomi fittizi ma non troppo, simili ma non coincidenti, fedeli al vero nella narrazione come i veri personaggi furono fedeli al connotato medio del nuorese secocondo questa visione.
Altre personalità artistiche nate a Nuoro sono il poeta Sebastiano Satta (1867-1914); lo scultore Francesco Ciusa (1883-1949), vincitore del premio per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1907; il pittore Giovanni Ciusa Romagna (1907-1958). È di Nuoro lo scrittore Marcello Fois.
Dal 1989 Nùoro è sede del Seminario di studio sulla musica Jazz Nuoro Jazz diretto dal trombettista Paolo Fresu ed organizzato dall'Ente Musicale di Nuoro. Il Seminario si tiene tutti gli anni fra l'ultima settimana di agosto e la prima di settembre.
[modifica] Feste religiose e sagre popolari
Riveste enorme importanza, sia per l'attaccamento e devozione dei nuoresi sia come attrattiva turistica, la Sagra del Redentore che dura circa una settimana, all'interno della quale vi è anche la sfilata dei costumi della Sardegna. La sagra ha termine con la funzione religiosa che ha sede ai piedi della statua del redentore il 29 di agosto di ogni anno.
Un altro importante appuntamento è quello del 21 novembre per la festa della Madonna delle Grazie a carattere prettamente religioso. Secondo la tradizione, un giovane pastore trovò, nel XVII secolo, una piccola statua lignea della Madonna che si dimostrò miracolosa. Per ricordare l’antichissimo avvenimento, da secoli viene allestita una processione in cui 12 giovani nuoresi, col tradizionale costume, offrono 12 ceri alla Madonna in rappresentanza degli altrettanti rioni della città[11].
Molto sentita è anche la festa di Sant'Antonio abate, il 17 gennaio, durante la quale, come in molti centri della zona, i vari quartieri organizzano grandi falò (sos focos) nelle piazze e offrono ai cittadini fava e lardu (fave con lardo), vino e pane carasau. È tradizione durante la festa fare il giro dei numerosi fuochi della città dove gli organizzatori fanno a gara per il fuoco piu bello e l'ospitalità. Attorno al fuoco: canti, balli sardi e l'immancabile gioco della morra. I più frequentati sono solitamente quelli dei quartieri del centro storico, come quello di Santu Predu o della cattedrale.
Per il carnevale si può assistere alla manifestazione del carnevale barbaricino, con le maschere provenienti dai centri vicini come i mamuthones di Mamoiada, boes e merdules di Ottana, turpos di Orotelli, su bundu di Orani etc. Di recente è stata riscoperta una delle caratteristiche maschere di Nuoro chiamata Bove o Boves, simile ai boes di Ottana e citata dallo studioso Raffaello Marchi. Altre maschere tipicamente nuoresi, attualmente in fase di studio e ricostruzione, sono quelle di su turcu e quella di maschera a gattu, molto simile a quella scoperta di recente a Sarule, citate da Grazia Deledda in alcune sue opere.
[modifica] Shopping e cinema/teatri
- Nella città di Nuoro è stato costruito un centro commerciale; che si trova nella zona industriale di Pratosardo, poco fuori dal complesso urbano. Al secondo piano vi è l'ingresso alla multisala "Multiplex Prato" della capienza di 1350 persone.
- Il Teatro Eliseo, da poco ristrutturato: spettacoli di teatro e cinema.
- Il cine-teatro dell'oratorio "Le Grazie", attualmente chiuso.
[modifica] Scautismo
In città sono attivi tre Gruppi Scout, tutti associati AGESCI: Nuoro 1 (sito Web) (con sede nella Chiesa del Rosario), Nuoro 2 (sito Web) (Chiesa di San Giuseppe), Nuoro 3 (Chiesa di San Francesco). In passato vi erano anche Nuoro 4 (Chiesa delle Grazie), Nuoro 5 (Chiesa di San Giovanni), chiusi per carenza di Capi. Il Nuoro 2 negli anni 1990 aprì una sezione nella Chiesa di San Domenico Savio.
[modifica] Personalità legate a Nuoro
- Antonio Ballero, pittore
- Giampietro Chironi, giurista
- Francesco Ciusa, scultore
- Attilio Deffenu, intellettuale meridionalista, giornalista, combattente
- Grazia Deledda, scrittrice, premio Nobel per la Letteratura nel 1926
- Pasquale Dessanay, poeta
- Sebastiano Guiso, tra i primi fotografi della città
- Goffredo Guiso, figlio di Sebastiano, fotografo ritrattista
- Marcello Fois, scrittore
- Francesco Ganga Predischedda, poeta
- Maria Giacobbe, scrittrice e saggista
- Istentales, folkband
- Sebastiano Manconi, giudice, poeta
- Pietro Mastino, avvocato
- Peppino Mereu, poeta
- Indro Montanelli, giornalista
- Antonio Mura, pittore
- Pietro Mura, poeta
- Giovanni Antonio Murru, poeta
- Franco Oppo, compositore
- Pietro Piga, poeta
- Gonario Pinna, avvocato, saggista e scrittore
- Nicola Porcu Dejana Daga, poeta
- Salvatore Rubeddu, poeta
- Franceschino Satta, poeta
- Costantino Nivola, artista
- Giovanni Pintori, Artista grafico
- Tonino Puddu, poeta, scrittore, cantante e compositore
- Salvatore Satta, giurista, scrittore
- Sebastiano Satta, avvocato, giornalista, poeta
- Antonio Giuseppe Solinas, canonico, poeta
- Paskedda Zau, guidò la rivolta de su Connottu del 1868
- cube , writer
[modifica] Etimologia e pronunzia
Il nome deriva dal nuorese "Nùgoro" [12]; si è sostenuto dallo Spano (1872) che questa a sua volta provenisse da una non precisata radice nur o ur con significato "casa" o "luce" o "fuoco", quest'ultima intesa come "focolare domestico" [13], stante il radicamento dell'uso fiscale del termine, ma questa interpretazione è stata oggetto di rilevanti contestazioni di altri linguisti.
La radice ha comunque secondo la maggior parte degli studiosi origine "prelatina, protosarda, non chiarita" [14].
A partire dall'XI secolo si rileva il tipo toponimico nugor.
È frequente l'errata pronuncia del nome di questa città. Derivando da tre sillabe (Nù-go-ro), la pronuncia corretta mantiene l'accento iniziale sulla "u". come in Nùoro, e non Nuòro, benché secondo alcuni studiosi quest'ultima potrebbe essere utilizzata come forma meno corretta [15].
Il dialetto nuorese ("Su nugoresu") è a buon diritto considerata la più conservativa tra le lingue neolatine.
[modifica] Clima
Nuoro gode, come quasi tutti i comuni della Sardegna, di un clima mediterraneo temperato dominato da un ricorrente maestrale, con estati moderatamente calde e inverni freschi, solo raramente gelidi.
Tuttavia la quota sul livello del mare di circa 600 metri e la particolare posizione della città favoriscono repentini cali di temperatura in occasione delle ondate fredde dal nord, soprattutto nord/est. Il capoluogo nuorese subisce periodicamente anche il caldo scirocco, che arriva dalla valle di Dorgali e spesso genera piogge molto intense.
La temperatura media annua varia tra i 13 e i 15 °C, a seconda delle annate (Media 2004: +13.09 °C / Media 2005: +13.07 °C / Media 2006: +14.30 °C) e dei quartieri, avendo la città una discreta estensione geografica unita ad un notevole dislivello di 275 m tra il punto più alto e quello più basso.
Durante l'inverno sono numerose le gelate (20 nel 2004) mentre in estate sono abbastanza rari i giorni con temperature superiori ai 35 °C (neanche uno nel 2004), anche grazie al fatto che la brezza marina spesso riesce a giungere in città mitigando di qualche grado la temperatura.
Nel decennio 1996-2006 la temperatura più bassa registrata a Nuoro è stata di -10,5 °C il 31 gennaio 1999, proprio in occasione di un'ondata fredda da N/E, con 40 cm di neve cumulati in circa 15 ore. Dal 2001 in poi invece non si sono superati i 38.1 °C (i dati sono riferiti ad una precisa area della città, quella del Quadrivio).
La neve in genere fa la sua comparsa in città tutti gli anni e presenta una media trentennale di circa 20/25 cm annui (20 cm nel 2004). Nel dicembre 2007 c'è stata però una nevicata paragonabile solo a quella "storica" del 1956, con 45 cm di neve in una sola giornata.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Mario Demuru Zidda (DS) dal 10/05/2005
Centralino del comune: 0784 216700
[modifica] Sport
La squadra di calcio della città è la Nuorese Calcio che, nel campionato di serie C2 2006/07 ha disputato, per la prima volta nella sua storia, i play-off promozione per la serie C1, uscendo sconfitta in semifinale contro il Pergocrema. Nella stagione 2008/2009, la Nuorese partecipa al Campionato di Promozione regionale sardo.
Vi sono inoltre delle squadre di calcio giovanili: Atletico Nuoro, Puri e Forti , Sadosan, Sales, Santu Predu Polisport.
La Nuoro softball milita nel campionato italiano di softball di Serie A1 dal 2002, il miglior piazzamento è stato il quinto posto.
Sono presenti in città tre squadre di pallavolo che militano in serie D: Ambra Costruzioni (maschile/femminile), Libertas Nuoro (femminile) e Pvn Nuoro (femminile). Altre squadre di campionato inferiore sono la Pgs Volley, Gennargentu.
[modifica] Sollevamento Pesi
Lo sport con la più antica e prestigiosa tradizione del capoluogo barbaricino è senz'altro il sollevamento pesi. Diffusosi a Nuoro all'inizio degli anni '50 portò la città alla ribalta dello sport internazionale con numerose medaglie ai campionati europei e mondiali e con il risultato di Sebastiano Mannironi che conquistò una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma 1960.
La pesistica nasce a Nuoro nel 1949, grazie a Frediano Papi, il quale impara l'arte del sollevamento pesi nel gruppo sportivo dei vigili del fuoco a Milano e al suo rientro nella città natale fonda la prima squadra di sollevamento pesi richiamando l'attenzione dei forti giovani barbaricini che sotto i colori della gloriosa polisportiva Gennargentu coltivano i loro sogni di gloria nella vecchia palestra delle scuole magistrali, che sarà la sede di allenamento sino al 1964 anno di innaugurazione della Palestra comunale C.O.N.I. di via Lazio.
La figura di spicco della pesistica Nuorese è sicuramente Leonardo Masu, meglio conosciuto come "Nardino", che ha ottenuto negli anni risultati prestigiosi sia come atleta (vincitore di numerosi titoli di campione italiano e partecipò alle olimpiadi di Roma del 1960) sia come allenatore (ha allenato per diversi anni la nazionale italiana e fece debuttare la pesistica femminile alle olimpiadi del 2000 come allenatore della siciliana Eva Giganti). Nel 1984 Nardino fonda l' Olimpic Club Nuoro che sarà un vera e propria "fabbrica di talenti" per oltre un ventennio. Negli ultimi anni fondamentale è stata l'opera di un allievo di Nardino, Andrea Conchedda che nonostante le innumerevoli difficoltà legate alle condizioni logistiche del sollevamento pesi nuorese ha saputo dare a tutto il movimento cittadino quella continuità di risultati fondamentale per far si che non vada sprecata una delle realtà sportive più importanti della città.
Gli anni 2000 sono stati densi di successi per gli atleti di Masu e Conchedda; Alessandro Mossoni, Francesco Capra,Filippo Soma, Adriano Ruiu, Fabio Coghe, Arnaldo Pala, sono solo alcuni nomi che hanno portato l'Olimpic Club verso risultati prestigiosi quali la vittoria nel 2001 dei Campionati Italiani Juniores per società. Nel gennaio del 2009 viene fondata la "A.S.D. Pesistica Menhir".
Altre attività sportive presenti in città:
- atletica leggera (Circolo Sportivo Atletica Amatori Nuoro),
- nella pallacanestro si può trovare la Lokomotiv (femminile) che milita in serie B2 e la Pallacanestro Nuoro (maschile) in serie C2 e la Ichnos Basket in serie D,
- la pallamano HC Seat Nuova Man Nuoro che milita in A1 con ottimi risultati disputando per la prima volta la competizione europea,
- nuoto e pallanuoto rappresentati dalla Rari Nantes Acquatica,
- bocce,
- nel rugby è presente un sodalizio che partecipa al campionato di serie C, la Nuororugby.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Curiosità
- Indro Montanelli ha studiato al Liceo Ginnasio Statale "Giorgio Asproni" nella città di Nuoro, prima che fosse edificato l'attuale caseggiato di Via Dante.
[modifica] Istruzione
- Liceo Ginnasio Statale "Giorgio Asproni" sito ufficiale
- Liceo Scientifico "Enrico Fermi" sito ufficiale
- Liceo Socio-Psicopedagogico-Musicale "Sebastiano Satta" sito ufficiale
- Liceo Linguistico "Maria Immacolata"
- I.T.C. n°1 "Giampietro Chironi"
- I.T.C. n°2 "Salvatore Satta"
- ITAS Istituto tecnico Agrario Statale "Bernardo Brau"
- Istituto Geometri e Arte "Francesco Ciusa"
- I.P.S.I.A "Alessandro Volta".
[modifica] Trasporti
[modifica] Trasporti pubblici
Nuoro dispone di un sistema di trasporto pubblico, gestito dall'ATP Nuoro. L'autobus a Nuoro viene comunemente chiamato Postalino originato da "piccolo postale".
[modifica] Trasporti su gomma
La SS 131 dcn è la superstrada che collega Nuoro con Olbia e Cagliari.
[modifica] Trasporti ferroviari
Nuoro è capolinea della ferrovia FdS per Macomer, che collega il capoluogo con i paesi del Marghine e con l'altro capolinea di Macomer
[modifica] Note
- ^ Citata nel libro a cura di Dolores Turchi, Tradizioni popolari di Sardegna, Newton Compton Editori, 1995. ISBN 88-7983-934-9, pp. 65-66
- ^ Salvatore Satta, "Il giorno del giudizio".
- ^ In realtà non si trattava del primo tentativo di normazione di questo indirizzo, e già erano stati emanati provvedimenti nel 1771 e nel 1806, ma quello del 1820 fu sicuramente il più foriero di effetti sociali ed economici.
- ^ "Su Connotu" è una porzione dello slogan "Torramus a su connotu", "torniamo al conosciuto", alla tradizione, agli usi tramandati di generazione in generazione, cioè alla situazione precedente l'editto.
- ^ Con questi ed altri anche assai più partecipati termini viene descritta da storici e politici e letterati e poeti isolani la rivolta, considerata dalla maggior parte di essi come la suprema reazione popolare al soffocamento del sistema sociale tradizionale autoctono, stravolto dalla cancellazione di quell'equilibrio millenario raggiunto attraverso l'uso dei terreni alternato in bidatzone e paberile, ma soprattutto dalla recinzione delle terre.
- ^ Tale è la menzione in diverse fonti tra cui il Satta, op. cit.
- ^ Un dettagliato resoconto in forma romanzata, ma trasparentemente allusivo a fatti e personaggi reali, si trova in Salvatore Satta, Il giorno del giudizio
- ^ Nel 1913 era stata pressantemente richiesta l'istituzione della provincia, ma non era stata concessa.
- ^ Ne ricordò il passaggio in "Tagli su misura", Milano 1960, ed in alcune interviste, in una delle quali raccontò della "ordinarietà" del banditismo isolano: ""Mio padre e mia madre mi lasciavano vivere – a Nuoro, cioè nell'epicentro del banditismo – in piena libertà scavallando alla ricerca di nidi di merli sulle falde dell'Orthobene...".
- ^ Citata nel libro a cura di Elettrio Corda, Atene sarda. Storia di vita nuorese 1886-1946, Rusconi Libri, 1989. ISBN 8818121014
- ^ Fonte
- ^ DETI 370
- ^ Segue questa interpretazione "Pitzinnu de Nugoro eris" ("Il bambino di Nuoro ieri") a cura di Tina Falchi Marras e degli alunni della seconda D della scuola media N. 3 di Nuoro: "NUGORO da una rad. nugor -- fuoco dimora"
- ^ Così Massimo Pittau, 1987, che però nel 1958 (Studi sardi di linguistica e storia) aveva sostenuto potesse trattarsi di derivazione dal latino nux, noce.
- ^ Enciclopedia internazionale Grolier.
[modifica] Voci correlate
- Grazia Deledda
- Costantino Nivola, artista
- Giovanni Pintori, Artista grafico
- Sebastiano Satta
- Salvatore Satta
- Maria Giacobbe
- Rivolta de Su Connottu
- Chiesa della Madonna delle Grazie (Nuoro)
- Cattedrale di Santa Maria della Neve
- Sagra del Redentore
- Piazza Sebastiano Satta
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Associazione Gruppo Folk Ortobene
- Coro di Nuoro
- Sito del Comune di Nuoro
- Dizionario gratuito Nuorese-Italiano,Italiano-Nuorese
- Intervista a Nicola Porcu, che racconta di Nuoro nel XX secolo
- Coro Barbagia, Nuoro
- Coro Su Nugoresu, Nuoro
- Circolo Sportivo Atletica Amatori Nuoro
- Pallavolo Nuorese
- ASD Nuoro Rugby
- Pallacanestro Nuoro
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