Banditismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sotto il termine banditismo (gotico *bandwjan="fare un segnale", latino medievale bandire="esiliare", v. francese bannir) vengono indicati fenomeni di devianza e criminalità diffusa e reiterata, talvolta con caratteristiche sociali o politiche.

Il bandito è colui che si impossessa della proprietà altrui, usando o minacciando violenza, anche in gruppi, quasi sempre di maschi.[1] Molti banditi sono oggetto di leggende: Robin Hood, i pistoleri del West, i briganti dell'Italia meridionale nel risorgimento e nei primi decenni del Regno, i banditi sardi del XX secolo.

I banditi agiscono spesso ai margini della società, nell'ombra e in luoghi isolati. Ciò ha permesso, a romanzieri e letterati, di sollevarli ad altezze eroiche e romantiche: spesso ben lontane dalla loro realtà di comuni e ignobili ladri[1].

Il banditismo è conosciuto fin dall'antichità tanto che la sua storia appare intrecciata a quella della proprietà privata.[1] Di questa antichità troviamo traccia nell'Antico Testamento, che in diversi passi[2] (e nei Comandamenti) ripete l'ammonimento "non ruberai"[1].

[modifica] Note

  1. ^ a b c d «Banditry» in P. Sterns (cur.), Enc. of Social History, NY, 1994, pp.76-78
  2. ^ 20,15; 5,19; 19,11

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali