Fuoco

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Fuoco associato ad un incendio.
« Il fuoco attrae l'uomo che vi si identifica. »
(Elias Canetti)

Il fuoco è l'effetto di una combustione in cui si abbia la manifestazione di un bagliore brillante (detto "fiamma") in concomitanza con il rilascio di una grande quantità di calore e di gas come conseguenza della combustione,[1] che consiste in una reazione di ossidazione esotermica irreversibile, durante la quale un combustibile si converte in prodotti gassosi (in genere anidride carbonica e monossido di carbonio); in Fisica, il fuoco viene considerato un plasma freddo[2].

Quando il fuoco si propaga in maniera incontrollata provocando danno a cose o persone si parla di "incendio".[3]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine "fuoco" deriva dal termine latino focus[4] che indicava in origine il focolare e a mano a mano sostituì, specie nell'ambito popolare, il termine ignis che possedeva il vero significato di fuoco. Secondo le ricostruzioni linguistiche sembra sia collegato al verbo latino foveo e al greco φῶς (phos) ossia luce[5].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Controllo del fuoco da parte dei primi uomini.
Il sito archeologico di Zhoukoudian dove sono stati ritrovati resti di cenere prodotti dall'opera dell'Homo erectus.

Controllare il fuoco allo scopo di produrre luce e calore è stata una delle prime grandi conoscenze apprese dal genere umano, e molto probabilmente quella che più utile nella lotta per la sopravvivenza intrapresa dai primi ominidi. L'abilità nel controllare il fuoco è una delle principali caratteristiche che distinguono l'uomo dagli altri animali. La capacità del fuoco di generare luce e calore ha reso possibili migrazioni verso climi più freddi e ha dato agli uomini la possibilità di cuocere il cibo. I segnali prodotti con il fuoco - così come quelli ottenuti con il relativo fumo - costituirono un primitivo utilizzo del fuoco come mezzo di comunicazione. L'utilizzo del fuoco per la cottura dell'argilla nei tempi antichi ha portato all'invenzione della Ceramica: in alcuni siti archeologici della Repubblica Ceca sono stati trovati reperti in argilla cotta risalenti a circa 26.000 anni fa.[1] Il fuoco inoltre ha reso possibile lo sviluppo della metallurgia.

Il controllo del fuoco prevede tre tappe: conservazione del fuoco, trasporto del fuoco, produzione del fuoco. Si suppone che il passaggio da una tappa all'altra abbia richiesto alcune decine di migliaia di anni. L'esperienza diretta nella conservazione, trasporto e produzione del fuoco suggerisce che questi importanti momenti nella storia dell'umanità siano avvenuti grazie all'intuizione, e non alla casualità.

Non si conosce con esattezza il periodo in cui l'uomo abbia iniziato a controllare il fuoco. Una testimonianza certa si trova in una caverna a Zhoukoudian (in Cina) dove sono presenti resti di combustione da parte di Homo erectus risalenti a circa 400.000 anni fa.[1] Allo stesso periodo risalgono altre testimonianze di uso del fuoco in un sito archeologico in Torralba (Spagna).[6]

Fin dai tempi dell'introduzione dell'agricoltura basata su grano, nel Neolitico, gli uomini di tutto il mondo hanno usato il fuoco come uno strumento fondamentale nell'amministrazione del territorio. Ad esempio le immense praterie nel Nord America sono il risultato delle pratiche degli indiani d'America di appiccare il fuoco alle foreste allo scopo di favorire il pascolo dei bisonti.[7] In maniera analoga gli aborigeni dell'Australia fino all'Ottocento svolgevano pratiche di deforestazione allo scopo di favorire la caccia di selvaggina.[8]

Elementi essenziali[modifica | modifica sorgente]

Sebbene la reazione di combustione da cui ha origine il fuoco sia "autoalimentata" (cioè utilizza il calore svolto dalla reazione stessa per procedere) perché tale reazione abbia inizio è necessario una fonte di innesco, che può essere costituito ad esempio da un fiammifero o accendino. Una volta che la reazione di combustione ha inizio, l'azione dell'innesco non è più necessaria in quanto il combustibile bruciando fornisce l'energia necessaria al proseguimento della reazione, che continua finché tutto il combustibile non è stato consumato. L'innesco, assieme al combustibile e al comburente (in genere ossigeno) costituiscono il cosiddetto "triangolo del fuoco" e sono gli elementi necessari perché una reazione di combustione abbia luogo.

Effetti associati al fuoco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fiamma, Fumo e Esplosione.
Fiamme e fumo in concomitanza di un incendio boschivo.

Gli elementi caratteristici del fuoco sono le fiamme, il rilascio di calore e dei gas prodotti dalla combustione. A tali effetti possono aggiungersi altri effetti secondari, che si realizzano solo in presenza di determinate condizioni.

Uno di tali effetti è il fumo, che ha luogo quando parte dei prodotti della combustione formano delle particelle solide finissime che vengono trascinate dai gas prodotti dalla combustione.

Inoltre se la reazione di combustione avviene in maniera improvvisa può avere luogo un'esplosione: in tal caso oltre alle fiamme e al rilascio di calore si hanno improvvise e pericolose variazioni di pressione che costituiscono la cosiddetta "onda d'urto", che si propaga nell'aria ad elevata velocità.

Metodi per produrre il fuoco[modifica | modifica sorgente]

Scintille prodotte dallo sfregamento della pietra focaia di un accendino.

Il fuoco può essere prodotto attraverso procedimenti di natura meccanica o fisica.[4]

Tra i metodi meccanici si annoverano:

  • frizione o confricazione: ottenuta sfregando due legnetti, uno più duro e uno più morbido finché non si genera il calore necessario ad innescare la combustione;[4]
  • percussione: consiste nel percuotere un frammento di pietra focaia (ad esempio selce piromaca) in modo da generare una scintilla che viene diretta sull'"esca", costituita da paglia o altro materiale facilmente infiammabile.[4] Sullo stesso meccanismo si basa l'accendino, in cui l'esca è sostituita da gas infiammabile.

Tra i metodi fisici si annoverano:

  • la concentrazione dei raggi solari in un punto per mezzo di uno specchio o una lente;[4]
  • l'uso di scintille elettriche come fonte di innesco;[4] i comuni accendigas funzionano sfruttando tale meccanismo.

Ruolo in ecologia[modifica | modifica sorgente]

Il fuoco svolge in ecologia un ruolo importante negli ecosistemi in cui si ha scarsità di piogge e in cui la vegetazione sia costituita da arbusti o erbe,[1] in quanto riesce a decomporre in maniera rapida i vegetali, rifornendo il terreno di sostanze nutritive che non sono altrimenti disponibili in assenza di acqua.[1]

In seguito ad un incendio, le piante mostrano una risposta differente: alcune di esse, chiamate pirofite hanno ritmi di moltiplicazione e riproduzione più veloci in concomitanza degli incendi;[1] a tale scopo le pirofite sono andate incontro nel corso della loro evoluzione ad una serie di adattamenti, tra cui ad esempio lo sviluppo di una spesso strato di sughero come protezione dalle fiamme;[1] altre specie, chiamate antrofite prediligono le aree incendiate per la loro crescita.[1]

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

Le applicazioni del fuoco sono numerose. Oltre al suo uso come fonte di energia, il fuoco è usato per svariati scopi, ad esempio per la cottura di cibi in cucina, come fonte di riscaldamento, come fonte luminosa, per lavorare alcuni materiali (ad esempio cottura della ceramica e fusione dei metalli), come arma bellica (armi incendiarie), in spettacoli di intrattenimento di vario genere (giocoleria col fuoco, spettacoli di sputafuoco, fuochi d'artificio), come tecnica di deforestazione, per inviare segnalazioni e nelle operazioni di cremazione dei defunti.

Il fuoco nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fuoco (elemento).

L'importanza che il fuoco rivestiva nella vita delle civiltà antiche e di quelle più arcaiche pare la spiegazione più ragionevole per l'enorme diffusione di miti che ne riguardano l'origine. Le problematiche dovute alla sua conservazione, la sua capacità di prodursi spontaneamente e l'apparente vita propria di cui è dotato possono altresì dare ragione della sua collocazione nell'ambito del sacro e dei conseguenti fenomeni di culto del fuoco. Il fuoco è un elemento chiave in molti riti di passaggio, celebrazioni o feste che marcano il momento di passaggio dell'individuo, della comunità umana o del mondo da una condizione all'altra.

Mitologia[modifica | modifica sorgente]

Secondo i miti più antichi, il fuoco ha origine divina, non umana. Per questo gli uomini hanno dovuto in qualche modo "rubare" il fuoco agli déi. Vengono riportate numerose varianti del furto del fuoco, in culture molto distanti e diverse fra loro. Questo furto viene di solito perpetrato ai danni degli dei da un essere divino o semidivino, talvolta anche con intenti malefici come nel caso di Azazel nel Libro di Enoch. Altri famosi miti riguardanti il furto del fuoco, per citare i più noti, riguardano Prometeo nella mitologia greca, Mātariśvan nel Ṛgveda.

Sacralità e riti[modifica | modifica sorgente]

Il fuoco è un elemento chiave in moltissimi riti e funzioni cultuali, nelle più diverse regioni del mondo. Basti pensare ai riti funerari, diffusi in molte parti del globo, in cui vige l'usanza di cremare i morti, o ai riti del Sacrificio, dove si bruciano le offerte confidando nella capacità del fuoco di divenire elemento mediatore nella comunicazione tra l'uomo e il divino. In molte culture il fuoco riveste anche una funzione importante in molti riti di passaggio e di purificazione.

Culto e religioni[modifica | modifica sorgente]

In alcune religioni esistono specifiche divinità strettamente collegate al culto del fuoco.

Usanze popolari[modifica | modifica sorgente]

Feste del fuoco in Europa[modifica | modifica sorgente]

Sono numerose le feste del fuoco in Europa: fuochi di quaresima, fuochi pasquali, fuochi di Beltane, fuochi di mezza estate o di San Giovanni, fuochi di Sant'Antonio abate, nella bellissima città di Napoli, fuochi della vigilia di Ognissanti, fuochi del solstizio d'inverno. Esse rappresentano spesso un richiamo ai movimenti del sole in quanto coincidono con i due punti di mutamento del suo corso attraverso il cielo, quando esso raggiunge rispettivamente la sua più alta e la sua più bassa elevazione meridiana in occasione del solstizio di estate e di inverno. Tali feste hanno anche però una valenza purificatoria. [9]

Filosofia, Alchimia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h "Fuoco", Enciclopedia Treccani.it
  2. ^ Come spegnere un incendio con il suono - Le Scienze
  3. ^ "Incendio", Vocabolario Treccani.it
  4. ^ a b c d e f "Fuoco", Sapere.it
  5. ^ Dizionario etimologico online - Fuoco, Foco, etimo.it. URL consultato il 23 dicembre 2009.
  6. ^ Goudsblom, op. cit., p. 15
  7. ^ Goudsblom, op. cit., p. 18
  8. ^ Goudsblom, op. cit., p. 19
  9. ^ James Frazer, Il ramo d'oro, ed. Bollati Boringhieri, capitoli 62-63-64.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]