Viterbo
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| Viterbo | |||||||||
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| Il Palazzo dei Papi con il campanile del Duomo di San Lorenzo | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 326 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 406,29 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 151,3 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Bagnaia, Castel d'Asso, Fastello, Grotte Santo Stefano, La Quercia, Montecalvello, Monterazzano, Roccalvecce, Sant'Angelo di Roccalvecce, San Martino al Cimino, Tobia, Vallebona | ||||||||
| Comuni contigui: | Bagnoregio, Bomarzo, Canepina, Caprarola, Celleno, Civitella d'Agliano, Graffignano, Marta, Monte Romano, Montefiascone, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Tuscania, Vetralla, Vitorchiano | ||||||||
| CAP: | 01100 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0761 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 056059 | ||||||||
| Codice catasto: | M082 | ||||||||
| Nome abitanti: | viterbesi | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Rosa e San Lorenzo martire | ||||||||
| Giorno festivo: | 4 settembre , 10 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Viterbo è una città di 62.771 [1] abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, abitualmente detta Tuscia. Conosciuta in tutto il mondo come la Città dei Papi, è situata al centro della provincia, a ridosso dei Monti Cimini fra il Lago di Vico e quello di Bolsena.
Netta la differenza urbanistica fra il centro storico di stampo medioevale e la periferia caratterizzata da palazzi di concezione moderna.
Appena fuori del centro di Viterbo ci sono le rinomate Terme dei Papi e la sorgente termale del Bullicame, citata anche da Dante Alighieri nel canto XIV dell'Inferno, [2] che alimenta la grande piscina natatoria della Terme dei Papi e varie "pozze". Altre sorgenti, tutte appartenenti al bacino del Bullicame alimentano altre "pozze" disseminate nella campagna circostante. Nella immediate vicinanze della città c'è la necropoli etrusca di Castel d'Asso e ad appena nove chilometri le rovine della splendidissima civitas Ferento.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
[modifica] Clima
Il clima in questa provincia è caldo umido d' estate, freddo e poco piovoso in inverno.
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Viterbo. |
- Classificazione climatica: zona D, 1989 GR/G
- Fa parte della Comunità Montana "Monti Cimini".
[modifica] Storia
Si hanno tracce di insediamenti neolitici ed eneolitici e qualche segno etrusco nella lontana storia di Viterbo, ma molti storici sono portati a credere che nel periodo etrusco l'insediamento non raggiungesse lo stato di vicus, a differenza degli storici quattrocenteschi che supponevano una tetrapoli etrusca, fuorviati dalla sigla FAVL che secondo le teorie di frate Annio, era formata dalle iniziali di quattro villaggi (Fanum, Arbanum, Vetulonia, Longula).
Probabilmente dopo la conquista romana fu costituito in stazione militare, chiamato Castrum Herculis per la presenza in loco di un tempio dedicato all'eroe mitologico (il leone simbolo di Viterbo deriva da questo aneddoto).
La città medievale tuttavia trae origine da un "castrum", una fortificazione longobarda posta al confine tra i loro possessi nella Tuscia e il ducato bizantino di Roma: il colle di San Lorenzo, ricordato nella donazione di Sutri tra i possessi che Liutprando promette alla Chiesa nel 729, fu fortificato nel 773 da Desiderio, nell'ultimo periodo della sua contesa con Carlo Magno. Dell'852 un documento papale che riconosce il Castrum Viterbii proprietà delle terre di San Pietro, mentre Ottone I annovera il castello tra i possessi della Chiesa.
Nel sec. XI, l'incremento demografico contribuì alla nascita di nuclei abitativi fuori dal castrum, e, attorno al 1090, a un primo tratto di mura; nel 1099 la scelta dei primi consoli sancisce il passaggio a istituzioni comunali. È il XII secolo il periodo in cui Viterbo, libero comune, si assicura il possesso di numerosi castelli: in tal senso la protezione di Federico I (presente nella città nel 1162) , e il suo riconoscimento del comune viterbese, conferisce legittimità alla sua politica di espansione. Nel 1172 viene distrutta la città di Ferento il cui simbolo (una palma) viene aggiunto a quello di Viterbo (il leone) emblema tutt'ora vigente, attorno al 1190 viene assediata Corneto, l'imperatore attacca Roma con l'esercito viterbese. Il "districtus" del comune aumenta considerevolmente.
Ulteriore elemento che accresce il prestigio e l'importanza politica di Viterbo, è la sua elevazione a cattedra vescovile nel 1194 ai danni di Tuscania, la cui precedente predominanza nella Tuscia romana viene meno.
All'inizio del XIII secolo la città viene inserita nell'orbita papale, soprattutto con il disegno di Innocenzo III, che tentò di costituire uno stato territoriale: Viterbo nel 1207 ospitò il Parlamento degli stati della Chiesa. Tuttavia, insofferente per la presenza papale, la città invocò la protezione di Federico II: si apre così fino al 1250 circa un periodo di lotte interne tra guelfi (la famiglia dei Gatti) e ghibellini (i Tignosi). Si inserisce in questo contesto di aspre lotte civili e religiose la vita della più illustre figlia di Viterbo: Santa Rosa da Viterbo, che visse tra il 1233 e il 1251. Si ricordano non solo suoi miracoli in vita e post mortem, ma anche, benché fosse giovanissima morendo ad appena 18 anni, la sua coraggiosa predicazione contro gli eretici e i ghibellini, che animò i Viterbesi a resistere contro l'assalto dell'esercito di Federico II.
Il fallito assedio di Federico II nel 1243, e il successo dei Guelfi sancisce per la seconda metà del XIII secolo la definitiva politica filo-papale: la famiglia dei Gatti monopolizza le cariche municipali e i pontefici scelgono Viterbo come sede papale. L'episodio discriminante, che attira l'attenzione su Viterbo, è l'elezione pontificale di Gregorio X: i cardinali che dovevano eleggere il successore di Clemente IV si riunivano inutilmente da quasi tre anni, quando il popolo viterbese sdegnato di tanto indugio, sotto la guida del Capitano del popolo Raniero Gatti, giunse alla drastica decisione di chiudere a chiave i cardinali nella sala dell'elezione (clausi cum clave), nutrirli a pane e acqua, e scoperchiare il tetto lasciandoli alle intemperie, finché non avessero eletto il nuovo Papa; così abbastanza rapidamente i cardinali scelsero il piacentino Tebaldo Visconti, che era arcidiacono di Liegi (quindi neanche prete), ed in quei giorni si trovava in Terra Santa per la nona crociata. Il nuovo papa prese il nome di Gregorio X ,( 1271 ), e, vista la bontà della "clausura", stabilì che anche le future elezioni papali avvenissero in una sede chiusa a chiave: era nato il Conclave! Dal 1261 al 1281 in Viterbo si tennero ben cinque conclavi. Nell'ultimo di questi il popolo sobillato da Carlo d'Angiò, irruppe nella sala del Conclave e mise al carcere duro il cardinale Matteo Orsini. Il nuovo papa che uscì da questo conclave funestato dall'invasione del popolo viterbese fu un francese, proprio come voleva Carlo d'Angiò. Martino IV, appena eletto, anziché ringraziare i viterbesi che, mettendo in difficoltà i cardinali della famiglia Orsini, avevano favorito la sua elezione, lancerà sulla città di Viterbo un pesante interdetto e l'abbandonerà in fretta e furia con tutta la corte pontificia, senza peraltro tornare a Roma, come molti auspicavano. Si chiude con questo spiacevole episodio, il periodo aureo di Viterbo. I papi non verranno più a risiedere in questo splendido comune dell'alto Lazio. Con la curia papale a Viterbo, la città aveva raggiunto il suo massimo splendore, sia economico, quale centro posto lungo vie di comunicazione importanti, come la Via Cassia e la Francigena, che architettonico, con l'edificazione di edifici pubblici municipali, torri, chiese nel fiorire dello stile gotico che i cistercensi avevano inaugurato nel luogo con l'Abbazia di San Martino al Cimino.
L'esilio avignonese dei papi contribuì alla decadenza della città e al riaprirsi delle lotte interne. L'effimera ricostituzione del Patrimonio di S. Pietro del cardinale Egidio Albornoz, non impedì ai nobili Gatti e ai prefetti di Vico di imporsi, con istituzioni ormai di tipo signorile, a Viterbo. A metà del '500 la città conobbe un nuovo -anche se breve- periodo di fervore culturale e spirituale per la presenza del cardinale Reginald Pole, che riuniva a Viterbo il suo celebre circolo, di cui faceva parte, tra gli altri, la marchesa Vittoria Colonna ed alle cui riunioni intervenne spesso Michelangelo.
L'età moderna per Viterbo è un periodo di scarsa vitalità, economica e culturale: dalla fine del XVI secolo la città segue le sorti dello Stato della Chiesa e vede tramontare del tutto la vocazione internazionale che aveva assunto nei secoli del basso medioevo.
Viterbo nel 1867 con la colonna garibaldina Acerbi fu testimone della sfortunata Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma conclusa a Mentana il 3 novembre con la sconfitta di Garibaldi da parte dei pontifici e francesi.
Con l'unità d'Italia, aggregato quasi tutto il Lazio nella provincia di Roma, Viterbo perse la qualifica di capoluogo, che le fu restituita solo nel 1927 con il riordino delle circoscrizioni provinciali, attuato da Benito Mussolini.
In questa occasione però, aspirava al rango di provincia, anche Civitavecchia ma Viterbo riuscì ad avere la meglio, incrementando il proprio territorio e numero di abitanti, sopprimendo e inglobando con l'aiuto del governo, i comuni di Bagnaia, San Martino al Cimino, Grotte Santo Stefano, ed altri piccoli centri limitrofi. (vedi comuni italiani soppressi).
[modifica] Stemma
| Per approfondire, vedi la voce Stemma di Viterbo. |
«D'azzurro, alla palma naturale e fiorita di rosso; attraversata da un leone d'oro coronato, destropassante e guardante, sopra una campagna d'oro, appoggiato di branca anteriore destra su di un globo d'azzurro centrato e crociato d'oro, e cantonato delle lettere F. A. V. L. dello stesso, e tenente con la branca medesima uno stendardo di rosso, attraversato da una croce d'argento cantonata di quattro chiavi dello stesso, e sormontato in asta dall'aquila bicipite d'oro.»
Le lettere dello stemma corrispondono ai quattro castelli originari, dalla cui unione Viterbo sarebbe nata: Fano, Arbano, Vetulonia e Longula. [3]
[modifica] La comunità ebraica di Viterbo
| Per approfondire, vedi la voce Comunità Ebraica di Viterbo. |
Dal XIII al XVI secolo, Viterbo è stata sede di una fiorente comunità ebraica, fino al decreto di espulsione del 1569.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Il Palazzo dei Papi
Il centro di Viterbo offre numerosissime oltre che importanti opere d'arte. La più famosa è certo il Palazzo dei Papi, costruito fra il 1255 e il 1266 sul colle di San Lorenzo per proteggere il pontefice, con la celebre loggia formata in un solo lato da sette archi sorretti da esili colonnine binate che si intrecciano formando una elegante trabeazione. Dalla loggia si entra nella grande Sala del Conclave, teatro della famosa elezione di papa Clemente X (vedi sopra).
[modifica] Il Duomo di San Lorenzo
Accanto al Palazzo dei Papi sorge anche il Duomo, dedicato a San Lorenzo. Il Duomo fu eretto nel corso del XII secolo sul terreno ove era sita una piccola chiesa del VII secolo dedicata a San Lorenzo, a sua volta edificata sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Ercole, ma la sua facciata risale solo al 1570, quando fu realizzata su disposizione dell'allora vescovo della diocesi e futuro cardinale Giovanni Francesco Gambara. Il Duomo ha subito notevoli danni durante un bombardamento della città da parte degli alleati nel 1944. Il restauro successivo ha restituito parte della struttura romanica preesistente ai rimaneggiamenti eseguiti durante il periodo barocco. Il campanile trecentesco è formato nella parte alta da strati segnati da doppie bifore e da fasce policrome orizzontali.
Lo spazio interno è articolato in tre navate separate da due file di colonne culminanti in eleganti capitelli. Il pavimento è in stile cosmatesco. Nella zona absidale della navata sinistra vi è il sepolcro di papa Clemente IV (†1268) e poco distante è sita una pregevole tavola del XII secolo raffigurante la Madonna della carbonara di stile bizantino. [4] La leggenda dice che nella chiesa sia stato sepolto anche papa Alessandro IV (†1261), ma che la sua salma sia stata spostata successivamente in luogo segreto, ma sempre nella chiesa, per sottrarla a violazioni da parte dei suoi nemici. [5]
[modifica] La città medievale
Poco distante da piazza del Duomo si estende il vecchio quartiere medievale, conservato quasi integro, di San Pellegrino: qui si incontrano numerose case dotate di profferlo, la scala a vista tipica dell'architettura viterbese. Interessante anche la piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dai Viterbesi come "Piazza del Comune" dove hanno sede il Municipio e la Prefettura. A lato del Corso, la chiesa di Santa Rosa, edificata su una piccola altura accanto alla casa della patrona di Viterbo. Degni di menzione anche la Piazza della Rocca, Piazza Fontana Grande, la torre del Branca detta della Bella Galliana vicino alla Porta Faul, le mura con le 2 porte principali (Porta Romana e Fiorentina). Antichissima è la chiesa di San Silvestro.
La chiesa di Santa Maria Nuova è una delle più antiche di Viterbo: risale, infatti, al 1080. Fu edificata sui resti di un tempio dedicato a Giove Cimino, la cui testa scolpita (che molti credettero in passato raffigurasse Gesù) si sporge sopra il portale. In un angolo esterno dell'edificio, figura un pulpito in pietra cui si accedeva tramite una scala di legno. Da esso predicò, nel 1266, San Tommaso d'Aquino. All'interno è conservata una collezione di pittura viterbese del periodo che va dal XIV al XVI secolo. Nella navata di sinistra, in fondo, si trova un pregevole trittico bizantino del 1180 di cuoio che raffigura il Cristo. Le navate laterali presentano un soffitto retto da capriate lignee e decorato da formelle in ceramica. Nel Battistero da notare l'affresco con i Santi Giovanni Battista, Girolamo e Lorenzo, di Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura, affine per alcuni aspetti ad Antoniazzo Romano e per altri al Perugino. A un lato dell'altare maggiore, è posto un ingresso all'antica cripta paleocristiana. Una scala posta all'esterno dell'abside conduce ad un chiostro, erroneamente definito "longobardo". Il chiostro è rimasto sepolto e sconosciuto fino agli anni '80 (non esistevano riferimenti o testimonianze che ne suggerissero l'esistenza), finché il crollo di un'ala del refettorio non ha condotto alla sua scoperta.
Fuori dal centro ma sempre nel territorio comunale importantissima è la Necropoli di Castel d'Asso, la prima ad essere scoperta cronologicamente, e si suppone a suo tempo la più vasta. A due chilometri da Viterbo, uno dei più notevoli esempi di arte rinascimentale italiana: la Basilica della Madonna della Quercia, primo monumento nazionale viterbese; sulla facciata maestosa si possono ammirare tre lunette di Andrea della Robbia, all'interno della chiesa pitture di fra Bartolomeo della Porta, soffitto a cassettoni della navata centrale, progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, tempietto di Andrea Bregno. Nella frazione di Bagnaia importantissima è la Villa Lante, definita dal Sitwell: One of the most beatiful places in the world. [6]
Particolari della città sono anche le numerose gallerie sotterranee scavate nel tufo, che mettono in comunicazione gran parte degli edifici del centro storico. Oggi sono utilizzate come cantine; sono state utilizzate ancora nella seconda guerra mondiale come rifugio della popolazione durante i bombardamenti aerei che colpirono duramente la città nel 1943-44.
Da non dimenticare infine il grandioso Presepe, oggi presso il Museo Civico, opera del pittore viterbese del XV secolo Antonio del Massaro, detto il Pastura.
[modifica] Chiese di Viterbo
- Duomo di Viterbo
- San Silvestro
- San Francesco alla Rocca
- Sant'Angelo in Spatha
- Santa Rosa
- Sant'Egidio
- Santa Maria del Suffragio
- San Sisto
- Santa Maria Nuova
- San Giovanni in Zoccoli
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Musei
- Museo nazionale etrusco, allocato nella Rocca dell'Albornoz
- Museo civico, riaperto negli spazi del convento di S. Maria della Verità nel 1994
- Museo della ceramica della Tuscia, aperto nel 1996
- Museo del colle del Duomo, in piazza san Lorenzo
[modifica] Eventi
- 25 marzo, Fiera dell' Annunziata.
- Maggio: San Pellegrino in Fiore, dove il quartiere medievale viene totalmente ricoperto di fiori e piante.
- Giugno/luglio: Tuscia Film Fest, manifestazione dedicata al cinema italiano.
- Primavera\estate: Festival Barocco, rassegna internazionale di musica classica.
- 4 settembre festa di Santa Rosa, com-patrona della Città. La sera precedente, il 3 settembre, avviene il trasporto della Macchina di Santa Rosa, imponente costruzione votiva trasportata dai Facchini di Santa Rosa.
- Settembre Viterbese, un mese di festeggiamenti e eventi.
[modifica] Personalità nate a Viterbo
- Marco Salvio Otone, imperatore romano, nato nella distrutta Ferento
- Flavia Domitilla, moglie dell'imperatore Vespasiano, nata nella distrutta Ferento
- Santa Rosa (1233 – 1251)
- Santa Rosa Venerini (1656 – 1728), fondatrice della Congregazione delle Maestre Pie, proclamata santa da papa Benedetto XVI nel 2006
- Pietro Fioretti (1668 – 1750), santo con il nome di San Crispino da Viterbo
- Domenico Barberi (1772 – 1849), beato, passionista
- Raniero Capocci, cardinale, uomo politico
- Olimpia Maidalchini Pamphili, nobile
- Cesare Dobici, musicista
- Mario Fani, attivista cattolico, co-fondatore dell'attuale Azione Cattolica
- Luigi Rossi Danielli, archeologo
- Costantino Zei, archeologo, storico, scultore, pittore
- Pietro La Fontaine, cardinale, patriarca di Venezia
- Alceste Grandori, sacerdote
- Vincenzo Bianchini, pittore, scultore, medico
- Mariano Buratti, professore, poeta, partigiano, Medaglia d'oro al valor militare
- Lina Cavalieri (1874 – 1944), cantante lirica
- Maria Clelia Cardona, saggista, poetessa, scrittrice
- Pier Maria Cecchini, attore
- Luigi Fantappiè, matematico
- Giuseppe Fioroni, politico, ex ministro dell'Istruzione
- Antonio del Massaro da Viterbo, detto il Pastura, pittore del XV secolo
- Francesco Mattioli, sociologo, docente universitario
- Massimo Onofri, docente universitario, critico letterario
- Luigi Petroselli, ex sindaco di Roma
- Giuseppe Savastano, carabiniere
- Carlo Vincenti, artista
- Lorenzo da Viterbo, pittore
- Roberto Vittori, astronauta
- Massimiliano Mascolo, giornalista sportivo
- Angelo Peruzzi, ex calciatore
- Leonardo Bonucci, calciatore
- Mauro Valentini, ex calciatore
- Patrizio Fimiani, ex calciatore
- Daniele Goletti, ex calciatore
- David D'Antoni, calciatore
- Luciano Tola, arbitro di pallacanestro
- Annalisa Mandolini, presentatrice televisiva
- Laura Piovani, show girl
- Alina, cantante, attrice
- Claudio Brachino, giornalista
- Gabriella Sica, poetessa
[modifica] Economia
La città vive di un'economia prevalentemente terziaria: oltre ad essere capoluogo di provincia, è sede universitaria, sede militare del Comando dell'Aviazione dell'Esercito (AVES) e relativo Centro di addestramento, nonché della Scuola Sottufficiali Esercito (SSE, ex Scuola Allievi Sottufficiali - SAS) e della Scuola Marescialli Aeronautica Militare (SMAM).
[modifica] Infrastrutture e trasporti
- Il collegamento ferroviario con Roma è assicurato dalla linea FR3. Ad oggi i tempi di percorrenza via treno tra Roma e Viterbo sono di circa 1 ora e 40 minuti per 80 chilometri di percorso. Di importanza locale è la ferrovia per Attigliano, che collega Viterbo e altri centri a nord del capoluogo con la stazione di Orte. Viterbo è collegata a Roma anche attraverso la Ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo che si allaccia direttamente al sistema metropolitano della capitale (inizia a Roma da Piazzale Flaminio e termina a Viterbo su Viale Trieste). La ferrovia è gestita dalla Met.Ro. .
- I trasporti pubblici urbani sono gestiti dalla società Francigena. I vari quartieri di Viterbo sono serviti da 15 linee di autobus che si dirigono anche verso le frazioni limitrofe al comune. Per gli spostamenti attraverso la regione sempre via autobus, la città è collegata con Roma e Rieti attraverso il servizio della COTRAL.
- Il collegamento su strada con Roma è assicurato dalla via Cassia. È stato inoltre realizzato un raccordo a doppia corsia con il casello autostradale di Orte, in procinto di essere prolungato fino a Civitavecchia, collegando così la città portuale, Viterbo, Terni e Rieti. Per cui la città, più che con la capitale, ha preferito un migliore collegamento con la vicina Umbria.
- A pochi chilometri è presente uno scalo aeroportuale, attualmente solo militare e per aviazione leggera, ma che è stato designato come futuro terzo aeroporto civile del Lazio. [7]
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giulio Marini (centrodestra) dal 28/04/2008 (1º mandato)
Centralino del comune: Numero verde 800 012186 URP tel/fax 0761 306362 Ufficio Stampa Tel. 0761.348299 Fax 0761.331906
Posta elettronica: urp@comune.viterbo.it
- Comune: via F. Ascenzi, 1 - 01100 Viterbo
- URP: Piazza del Plebiscito, 14
[modifica] Sport
- Associazione Sportiva Viterbese Calcio
- a.s.d. Velta Karate Viterbo M° Sergio Valeri (karate)
- Etruria Ranger softair
- Gruppo Sportivo ViterSport Hockey in Carrozzina (ViterSport Hockey)
- La Bottega della Bella Galiana
- Union Rugby Viterbo
- Virtus Viterbo (Pallacanestro)
- X Dragoni softair
[modifica] Galleria fotografica
(cliccare per ingrandire)
[modifica] Bibliografia
- Touring Club Italiano, Lazio, Touring Editore s.r.l., Milano, 2007 ISBN 88-365-2917-8
- Francesco Mecucci, Viterbo, Ed. laborintus GRAPHICS & EDITORS, Viterbo, 2004
[modifica] Note
- ^ Dati Istat
- ^
« Qual del Bulicame esce ruscello ... » - ^ da Guida della Città di Viterbo e dintorni: Edizione Elettronica
- ^ In realtà nella chiesa cattedrale è esposta una copia della tavola, mentre l'originale è custodito nell'adiacente Museo del Colle
- ^ Francesco Mecucci, Viterbo, pag. 36
- ^ Sacheverell Sitwell, Great Houses of Europe, George Weidenfeld and Nicolson Ltd., Londra, ISBN 0-600-33843-6
- ^ Nel novembre 2007 il Governo ha scelto Viterbo come terzo polo aeroportuale per il Lazio. Atti della Camera dei Deputati. 10.12.2007. URL consultato il 23.05.2008.
[modifica] Voci correlate
- Aeroporto di Viterbo
- Comunità Montana Cimini
- Conclave
- Lilia Maria del SS. Crocifisso
- Tuscia
- Tusciaweb
- Università degli Studi della Tuscia
- Via Francigena
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Viterbo
[modifica] Collegamenti esterni
- Viterbo su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Viterbo")
| Stati italiani nel Medioevo | |
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