Caserta

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Caserta
comune
Caserta – Stemma Caserta – Bandiera
Caserta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Pio Del Gaudio (PdL - La Destra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Caserta)Coordinate: 41°05′00″N 14°13′00″E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Caserta)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 54,07 km²
Abitanti 76 985[1] (31-05-2014)
Densità 1 423,8 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Capua, Casagiove, Castel Morrone, Limatola (BN), Maddaloni, Recale, Sant'Agata de' Goti (BN), San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Prisco, Valle di Maddaloni
Altre informazioni
Cod. postale 81100
Prefisso 0823
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061022
Cod. catastale B963
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Casertani
Patrono san Sebastiano e sant'Anna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caserta
Posizione del comune di Caserta all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Caserta all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Caserta è un comune italiano di 76.985 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Campania. La città campana è nota soprattutto per la sua imponente Reggia Borbonica, detta la Versailles d'Italia, che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all'Acquedotto Carolino, è inserita dal 1997 nel patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

Il nome Caserta deriva dal latino Casa Irta, toponimo che viene fatto derivare dalla circostanza che l'antico centro urbano (l'attuale Casertavecchia) sorgeva, durante il Medioevo e fino al XVIII secolo, in posizione elevata rispetto alla pianura circostante.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Sannitico-Romano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 in seguito a lavori d'impianto furono rinvenute sette tombe sannitiche e dei corredi funebri risalenti al IV secolo a.C.
Pietra romana (Casertavecchia)

La città di Caserta ha origini antiche ed incerte; l'area sulla quale fu edificata la reggia fa parte di un territorio naturale di importanza archeologica dove etruschi, sanniti e romani hanno lasciato testimonianze della loro presenza. Alcuni fanno risalire le sue origini agli Osci, altri agli Etruschi ed altri ai Sanniti. Nonostante tutto, dai reperti che sono stati ritrovati, persino nelle varie frazioni della Città, vi è una testimonianza di un passato assai remoto. Si pensa che il Borgo medievale nascesse sulle rovine dell'antica Saticulae fatto rilevante è che il monaco Erchemperto, nell'Historia Longobardorum Beneventanorum parla di Caserta quando gli abitanti di Calatia sono costretti a scappare per la distruzione di Pandone il Rapace, ma come una realtà già esistente. Nel 1990 furono ritrovate, nei sotterranei della Reggia, alcune tombe di epoca Sannita; si trattò dunque di una Necropoli del V secolo a.C. Intorno al 423 a.C. venne conquistata dai Sanniti sotto il nome di Calatia, nel 211 a.C. si schierò contro i Romani ed a favore di Annibale. Venne condannata all'esproprio e alla centurazione, il che significa frammentazione del territorio in grandi appezzamenti. Nell'VIII secolo fu distrutta dai Longobardi di Capua ad opera di Pandone il Rapace che fece costruire, nell'863, una torre in simbolo di conquista.

Le origini longobarde[modifica | modifica wikitesto]

Il centro cittadino esisteva già in epoca longobarda e si era formato attorno ad una torre di avvistamento e di difesa oggi integrata nel palazzo della Prefettura, un tempo palazzo dei conti di Caserta e residenza reale (dopo la vendita dei beni dei conti a Carlo III di Spagna). Infatti l'attuale centro cittadino, situato intorno a piazza Vanvitelli, allora piazza del mercato, era chiamato Torre, proprio per la presenza della costruzione longobarda che si situa nell'angolo nord occidentale della stessa.

Quindi, nonostante la perfetta simmetria nelle strade, quasi a ripetere la struttura delle città romane e la concezione di città tipica dell'Illuminismo, l'attuale città di Caserta esisteva già da tempo ed era già sede comunale e sede di cattedra vescovile. Il nucleo cittadino, infatti, si era trasferito qui nel XVI secolo, in quello che era chiamato la Torre, spostandosi da Casertavecchia, dopo qualche secolo seguì l'esempio anche il vescovo, che prese dimora nel borgo di Falciano, in un edificio poi adibito a caserma (oggi noto come ex Caserma Sacchi).

La città era nota per il suo mercato e per il palazzo degli Acquaviva, conti di Caserta, che la ereditarono nel 1511 dai conti della Ratta e che avevano ampliato la torre con un edificio rinascimentale fortificato e con un giardino che aveva entusiasmato diversi viaggiatori del XVI e XVII secolo.

La Caserta del Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

In epoca medioevale il centro di Caserta era l'attuale Casertavecchia, posta a 401 metri di altezza. Importante centro vescovile, con un Palazzo del Vescovo, un duomo con annesso campanile ed una cupola di stile siculo-arabo-romanico che si suppone fatta costruire intorno al 1100, mentre risale al 1200 circa la costruzione della Chiesa dell'Annunziata. Casertavecchia, con la costruzione della Reggia, perse sempre più importanza, in quanto si trasferirono nella città nuova la gran parte delle attività commerciali e da ultimo la sede vescovile, che trovò alloggio prima in un edificio situato nella frazione di Falciano e poi in un palazzo situato nell'attuale Corso Trieste. I Longobardi esercitavano il potere per mezzo dei Ducati: uno di questi fu il ducato di Benevento, a cui Casa Hirta fu incorporata nell'848 circa.

La contea di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conti di Caserta.
Il campanile del Duomo di Casertavecchia

Fu a lungo contesa a questo dai principati vicini di Napoli, Salerno e Capua, restando a quest'ultima nell'879, e precisamente a Pandulfo di Capua che ne fu il primo Conte. Fino al IX secolo Casertavecchia vide un notevole incremento della sua popolazione: l'inizio delle incursioni saracene spingeva, infatti, gli abitanti della pianura a cercare rifugio in luoghi montani più sicuri e difendibili, il che portò al trasferimento della sede vescovile nel borgo montano. Fino al secolo XII la storia di Casa Hirta si confonde con quella della contea di Capua, inserendosi nelle lotte interne tra i signori Longobardi, Bizantini e Napoletani. Quando i Normanni la conquistarono nel 1057, Riccardo I, conte di Aversa, la eresse in contea per Roberto di Lauro nel 1062. Passò nel 1183 al figlio Guglielmo ed alla sua morte, nel 1199, al figlio Roberto. I nuovi conquistatori, pur nella loro durezza, portarono un po' d'ordine e di autorità. Accanto ad un maggiore sviluppo della popolazione e della vita urbana, sorsero la Cattedrale, voluta dal vescovo Rainulfo, il Palazzo Vescovile ed altri importanti edifici pubblici. Il Borgo, passato agli Svevi, conobbe il suo momento di maggiore importanza, anche nel campo politico, sotto il conte Riccardo di Lauro, del casato dei Sanseverino, valido consigliere e fiduciario di Federico II di Svevia. In questo periodo iniziarono i lavori del campanile e si aggiunse al castello la grande torre cilindrica, detta «Maschio», coeva delle famose architetture federiciane di Capua (1224-1239). Con la conquista angioina (1268) la contea fu affidata temporaneamente a Federico di Laisalto. Successivamente, re Carlo D'Angiò la confiscò per assegnarla a Guglielmo de Beaumont (italianizzato in Belmonte), l'ammiraglio francese che lo aveva salvato con la sua nave. Nel 1269, alla morte di Belmonte, la contea venne affidata a Bertando del Balzo e nel 1283 passò a Ludovico Roheriis, già giustiziere di Calabria e poi di Terra di Lavoro. Nel 1294 la città ebbe un nuovo feudatario, Goffredo Caetani di Sermoneta, fratello del Papa Bonifacio VIII. Quindi, nel 1310 passò al catalano Diego de Lahart (italianizzato in Della Ratta), di cui parla il Boccaccio nella sesta giornata del Decamerone, giunto in Italia al seguito di donna Violante d'Aragona. Il più famoso dei conti Della Ratta fu Francesco, che combatté vittoriosamente e il cui mausoleo si può ammirare nel Duomo di Casertavecchia.

La Caserta dei Borbone e di Vanvitelli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Reggia di Caserta.
Particolare della Reggia

Alla morte di Anna, ultima erede degli Acquaviva, il feudo passò nelle mani dei Caetani che, indebitatisi enormemente, furono costretti a vendere i possedimenti ai Borbone di Napoli. Questi, in particolare il suo Re Carlo III, pensarono di costruirvi la reggia borbonica, a partire dal 1750.

L'esigenza del Re di Napoli di costruirsi una nuova reggia aveva un triplice motivo. In primis il Re aveva la necessità di costruirsi una residenza che fosse più lontana dal mare rispetto al Palazzo Reale di Napoli, per mettersi in salvo in caso di attacco da parte della flotta francese. In secondo luogo, il Re coltivava da tempo il desiderio di costruirsi una residenza estiva per il riposo. Inoltre, come terza motivazione, era mosso da un impeto di orgoglio e infatti ordinò al Vanvitelli di costruirgli una residenza che per bellezza, imponenza e maestosità, fosse superiore a tutte le altre europee. Obiettivo questo che, a detta di molti, avrebbe poi raggiunto con la costruzione della Reggia di Caserta.

Il vecchio giardino degli Acquaviva (il cosiddetto "Bosco Vecchio") diventò il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia, oggi uno dei più grandi parchi urbani del mondo con una lunghezza di 2,5 km. Un Parco pieno di fontane scenografiche, cascate, laghi, immensi prati, boschi fitti.

Reggia Caserta

La Caserta dell'utopia di Ferdinando[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire del Settecento il Re Ferdinando IV fece costruire in località San Leucio una residenza reale con annessa una fabbrica adibita alla produzione della seta. Accanto al Palazzo del Belvedere, con sul retro un affascinante giardino all'italiana e con davanti la vista sulla piana di Caserta e sul Golfo di Napoli, il Re fece costruire i quartieri San Carlo e San Ferdinando, destinati agli operai della fabbrica della seta. Il Re emise anche un famoso editto nel quale in pratica sognava la costituzione (da qui l'utopia ferdinandea) di una sorta di società perfetta, chiedendo ai cittadini di San Leucio l'abolizione di ogni forma di lusso e assoluta uguaglianza economica. Insomma una società che, nella mente del Re, doveva essere auto sufficiente, vivere producendo la pregiatissima seta che poi farà il giro del mondo e oggi riveste le pareti del Quirinale, della Casa Bianca e di Buckingham Palace.

La Caserta dell'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine dell'ottocento e l'inizio del ventesimo secolo, Caserta si presentava come una cittadina incentrata intorno alla Reggia.

Palazzo Neoclassico di via Tanucci

La via principale che vantava Caserta si chiamava Corso Ferdinandeo, poi Corso Campano, poi divenuto Corso Umberto I e che oggi si chiama Corso Trieste ed è la strada che collega il Monumento ai Caduti con Piazza Carlo III e dunque la Reggia. Lungo 1130 metri, era già allora ritenuto uno dei più bei corsi d'Italia, con bottiglierie importanti e negozi di primo ordine ed era ben illuminata da ottanta fanali a gambe.

La moderna Caserta dalla guerra ai nostri giorni[modifica | modifica wikitesto]

Dalla seconda guerra mondiale, dopo la Resa di Caserta, la città esce a pezzi, dilaniata nel suo cuore antico e tutta da ricostruire. Tra gli anni sessanta ed ottanta un boom edilizio ha che poi ha continuato a crescere fino ai nostri giorni.

Sono così nati quartieri residenziali con buona qualità della vita grazie ad una edificazione di tipo estensivo (esempio ne è il Parco Gabriella, ancora oggi tra i quartieri migliori della città), ma al contempo c'è stata pure una edificazione intensiva con la nascita di zone eccessivamente abitate e con pochi spazi verdi (ne è un esempio la zona Ex 167 - Parco degli Aranci).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Caserta comprende, oltre al capoluogo, anche ben 23 frazioni, per una superficie totale di 56 km². Tra queste vanno ricordate San Leucio, comune a parte aggregato a Caserta sotto il Fascismo, famosa per il real belvedere e i setifici, e Casertavecchia, con il suo borgo medievale, il castello e il Duomo, del 1100, in stile arabo-romanico. Da alcuni anni il comune di Caserta è capofila di alcune iniziative, di cui fanno parte vari comuni tra loro confinanti per una popolazione complessiva di circa quattrocentomila abitanti, che hanno la finalità di concordare un unico e omogeneo piano di sviluppo territoriale[2].

Caserta è situata in una posizione strategica rispetto ai grandi assi stradari. In particolare, è servita da due uscite dell'A1, una denominata "Caserta sud", situata nel territorio del vicino comune di Marcianise, e l'altra denominata "Caserta nord", situata al confine tra i comuni di Caserta, Casapulla e Casagiove.

Caserta è altresì situato al centro della via Sannitica, la strada voluta dai Borbone.

Nella classifica dell'ecosistema urbano 2013 stilata da Legambiente [3], il comune di Caserta risulta al 34º posto su 45 capoluoghi di provincia con popolazione inferiore a 80.000 abitanti e, nel complesso, riporta un indice (38,23%) inferiore a quello di tutti gli altri capoluoghi di provincia campani.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Caserta.

Nella provincia di Caserta si trova la zona pianeggiante più estesa della regione e di ciò risente anche il clima.

La parte che va dalla costa sino ai primi monti che circondano il capoluogo, risente dei benefici influssi del mare, che si fanno sentire soprattutto in inverno con temperature miti e maggiore umidità (e conseguente clima moderatamente afoso nei mesi estivi). Durante la stagione estiva, invece, questa zona risulta una delle più calde della Campania, con temperature massime spesso superiori ai 30º e punte di 36º-38º anche in annate non eccezionalmente calde e nelle località di pianura (storica l'ondata di caldo dell'agosto 2007, con oltre 40° registrati presso la stazione meteorologica di Caserta, in questo caso però con un basso tasso di umidità dovuto ai venti di caduta).

L'inverno nella piana casertana nel complesso è mite (la stazione meteo di Caserta, situata nel centro cittadino, fa registrare circa 13º nella media delle temperature massime di gennaio), ma non sono da escludere periodi di freddo intenso (per citare qualche esempio recente, relativamente rigido risultò il bimestre dicembre 2001-gennaio 2002, con un breve episodio nevoso), con minime sporadicamente sotto lo zero anche nel capoluogo.

L'indice di nevosità è comunque uno dei più bassi d'Italia e persino d'Europa, assai più trascurabile che in città italiane situate alla medesima latitudine, come ad esempio Bari, peraltro meno piovose (il versante tirrenico si trova sottovento rispetto alle incursione di aria continentale da est rispetto al versante adriatico). Uno degli episodi nevosi con accumulo in tempi recenti sono due, uno risale al dicembre 2007 ed un altro al 4 febbraio 2012 (per accumuli più significativi bisogna risalire al biennio 1985-86).

Assai diverso rispetto alla costa ed alla pianura casertana è il microclima dell'area matesina. La zona interna della provincia è infatti caratterizzata da numerosi rilievi sia collinari che montuosi e spesso sono investiti dalle correnti fredde da Nord-Est apportatrici di forti diminuzioni della temperatura con nevicate in inverno. La zona del Matese è una delle più piovose e nevose della regione.

CASERTA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,4 16,1 19,9 24,1 28,7 31,5 31,4 28,0 22,7 18,0 14,6 13,5 20,0 30,5 22,9 21,8
T. min. mediaC) 6,6 6,9 9,0 11,5 14,8 18,9 21,2 21,2 18,8 14,9 11,3 8,5 7,3 11,8 20,4 15,0 13,6
Vista panoramica da Casertavecchia

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Palazzo Reale di Caserta con il Parco, Acquedotto di Vanvitelli e complesso di San Leucio
(EN) 18th-Century Royal Palace at Caserta with the Park, the Aqueduct of Vanvitelli, and the San Leucio Complex
Caserta2008Mauro021.jpg
Tipo Architettonico, paesaggistico
Criterio C (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

L'idea che si è fatta spazio negli ultimi anni è quella di far conoscere una Caserta oltre la Reggia, ovvero una città che, a dispetto di quanto si possa pensare, ha oltre la sua straordinaria Reggia, un enorme patrimonio storico culturale da far conoscere. Un patrimonio nel quale rientrano a pieno titolo il Belvedere di San Leucio (inserito con la Reggia nella lista dei monumenti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco), il Borgo Medioevale di Casertavecchia col suo Duomo del 1100 e il castello della stessa epoca e poi ancora un numero consistente di Chiese e altri luoghi di rilevanza storico-culturale che necessitano solo di essere inseriti nei circuiti turistici. Anche sotto l'aspetto museale, Caserta è una città sempre ricca. Basti pensare che dopo i consolidati Musei dell'Opera, Terre Motus, della Seta, negli ultimi anni hanno aperto i Musei delle Cere, d'Arte Contemporanea e Diocesano che hanno arricchito l'offerta turistica della città oltre il triangolo storico Reggia-Casertavecchia-San Leucio. Anche il circondario di Caserta è molto ricco in questo senso, basti pensare all'Anfiteatro romano di Santa Maria Capua Vetere a soli 6 km da Caserta, per dimensioni secondo solo al Colosseo di Roma e al Museo Campano di Capua o ancora alla Basilica di San'Angelo in Formis o alla Reggia di Carditello. Il progetto al quale si lavoro da tempo, ma finora senza grossi risultati, riguarderebbe la creazione di un percorso turistico che includa tutti questi siti inducendo così i turisti a soggiornare di più nel casertano con notevole effetto benfico per alberghi, commercianti e ogni altra struttura ricettiva.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Reggia di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Reggia di Caserta.
Scalone interno della Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Il complesso del palazzo reale, con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km, è uno dei più grandi d'Europa. All'interno del Parco della Reggia i casertani, che insieme agli abitanti dei comuni contigui di Casagiove e San Nicola la Strada hanno accesso gratuito, sono soliti praticare jogging o semplicemente pedalare in bicicletta, mezzo necessario per spostarsi all'interno dell'immenso parco. È possibile inoltre noleggiare biciclette e risciò all'interno del parco stesso oppure fare un giro in carrozzella. Di recente il Parco della Reggia di Caserta ha vinto il Premio come Parco più bello d'Italia 2009.

L'unica nota stonata nel maestoso complesso vanvitelliano è data dal fatto che spesso sale importanti del Palazzo sono chiuse ai visitatori ai quali viene negata anche la possibilità di visitare la Cappella Palatina e il Teatro di Corte per strane ragioni di ordine pubblico difficili da comprendere.

Sul lato ovest della reggia esiste la chiesa di San Francesco di Paola che fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, fondato nel 1605 da Andrea Matteo Acquaviva, oggi ospedale militare. Qui vi sostò papa Benedetto XIII nel 1727 e qui è sepolto Luigi Vanvitelli. In quest'ultimo caso, tuttavia, non è stabilito con certezza in quale parte della chiesa sia avvenuta la tumulazione.

Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Belvedere di San Leucio.
Complesso Monumentale di San Leucio

L'utopia di Re Ferdinando di dar vita ad una comunità autonoma (chiamata appunto Ferdinandopoli) lascia a Caserta il Belvedere di San Leucio, i suoi appartamenti reali, il giardino all'italiana e l'annesso Museo della Seta, dov'è possibile visitare i macchinari del settecento col quale si tesseva la seta diventata famosa in tutto il mondo, tanto da arrivare ad arredare la Casa Bianca, Buckingham Palace e il Palazzo del Quirinale. Da dieci anni nei mesi di giugno e luglio si tiene presso il Teatro dei Serici del Belvedere il Leuciana Festival, che in pochi anni è riuscito a catalizzare l'attenzione di migliaia di persone divenendo uno dei festival più prestigiosi della regione.

Borgo Medioevale di Casertavecchia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casertavecchia.
Panorama notturno della città visto da Casertavecchia

A 401 metri di altezza c'è l'antica Caserta, attuale Casertavecchia, un borgo interamente medioevale dal quale si ammira una vista dell'intera città dall'alto. Una passeggiata a Casertavecchia è come un tuffo nella storia. Di pregevole interesse sono il Duomo dedicato a San Michele Arcangelo (proprio come la cattedrale nella Caserta nuova) dell'XI secolo, la contigua Chiesa dell'Annunziata, e il Castello Medioevale con la Torre. Nel borgo a settembre si tiene da quasi 40 anni il settembre al Borgo, manifestazione culturale di rilievo nazionale. Numerosi ristoranti e caffetterie attirano fiumane di turisti specialmente nei fine settimana di primavera ed estate.

Complesso medioevale di San Vitaliano[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso medioevale dell'Eremo di San Vitaliano si trova in frazione Casola, ai piedi del borgo di Casertavecchia. L'eremo è riportato nella Bolla del 1113 con cui l'Arcivescovo di Capua Senne conferma Rainulfo vescovo di Caserta elencandone tutte le chiese di competenza. L'Eremo è stato da poco restaurato e ricondotto alle sue linee architettoniche, sono state risanate le mura e recuperata tutta la copertura a capriata tipica dell'alto Medioevo. Lungo la stretta strada che porta all'Eremo, il visitatore è attirato dalle numerose cappelle dedicate a San Vitaliano che lo predispongono ad una visita raccolta e silenziosa. La Chiesa è preceduta da un portico a tre archi, quello centrale dà l'accesso alla chiesa, quelli laterali alle celle dei monaci. È a pianta rettangolare con presbiterio e cantoria molto spaziosi. La Cappella a sinistra conserva un antichissimo affresco di Madonna col Bambino scarsamente leggibile. Ad esaltare lo stile semplice e austero tipico delle strutture religiose medioevali c'è il campanile, elegante nella sua sobrietà, la nuova sistemazione del giardinetto d'ingresso e il crocifisso che sovrasta l'altare maggiore. Attualmente l'Eremo è sede di incontri culturali, artistici e religiosi di notevole importanza.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Necropoli Sannitica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 ci fu il ritrovamento di sette tombe a cassa di tufo di epoca sannitica, della seconda metà del IV secolo a.C., avvenuto in occasione degli scavi per la costruzione di una camera d'aria per il Museo dell'Opera del Territorio nella Reggia di Caserta. Si tratta, dunque, di una civiltà preromana.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Redentore[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione di questa chiesa risale nel 1113. Ha tre navate e due archi della navata sinistra immettevano nei cappelloni del Sacramento e del Rosario (ancora oggi superstiti anche se modificati): ciò lascia ipotizzare una pianta allungata nella direzione dell'asse della strada attuale, con facciata ad ovest. Nel 1783 un incendio distrusse l'antico edificio. Si salvarono appena la statua del titolare e forse la tavola rinascimentale nella cappella alla testata della navata sinistra dell'attuale cattedrale. La cura parrocchiale fu trasferita nell'Annunziata (dal 1498 sede dei Carmelitani, poi ricostruita, oggi Cattedrale).

Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convento di Sant'Agostino (Caserta).
La facciata della chiesa di Sant'Agostino

Il Complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri Agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Comprende un Chiostro cinquecentesco con annesso convento, la Chiesa di Sant'Agostino (XII secolo) che conserva pitture del seicento, il Museo d'Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni, entrambi dichiarati di interesse regionale. La costruzione risale al XIII secolo e venne abitata dai Carmelitani scalzi. In seguito, il convento venne ricostruito nel 1441, ad opera dei Padri Agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Comprende un Chiostro con annesso convento, la Chiesa di Sant'Agostino (attuale Chiesa di San Sebastiano, copatrono della città) e l'annesso Museo delle Cere.

Cappella Palatina[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Palatina

La Cappella Palatina si trova all'interno della Reggia di Caserta, anche se per accedervi non è necessario entrare negli appartamenti reali. Per formazione si ispira alla Cappella della Reggia di Versailles. Fu inaugurata nel Natale del 1784 nel corso della messa di mezzanotte celebrata in presenza del Re Ferdinando IV. La tribuna reale è decorata da semicolonne e ad essa ai accede tramite una scala a chiocciola. Nell'abside è posta una grande pittura di Giuseppe Bonito raffigurante l'Immacolata Concezione. La Cappella, specie nel periodo natalizio, diventa location per concerti di musica lirica e classica in genere. Spesso vi si tiene il Gran Concerto di Capodanno, quando lo stesso non è organizzato nel Teatro di Corte.

Santuario di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

È situato nell'omonima piazza nella quale è presente anche un monumento alla Madonna, e riveste un'importanza notevole per i casertani visto che Sant'Anna è la copatrona della città insieme a San Sebastiano. La chiesa, divenuta Santuario proprio per la venerazione di Sant'Anna, fu in parte distrutta durante la seconda guerra mondiale. Resta la parte iniziale di stile ottocentesco e una imponente facciata, mentre il resto della costruzione interna è in chiave moderna. La prima domenica successiva al giorno 26 giorno della Santa, si effettua una processione, la cui statua si trova nel Santuario stesso.

Santuario della Divina Misericordia[modifica | modifica wikitesto]

È un Santuario risalente al 1500 circa con la facciata rifatta sul progetto del Vanvitelli sul finire del Settecento. Si trova nella frazione di Centurano ed è noto per la devozione a Santa Lucia, la cui statua si trova nel Santuario stesso.

Duomo di Casertavecchia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Casertavecchia.
Interno della Cattedrale di Casertavecchia risalente al 1100
Facciata del Duomo di Casertavecchia

Il Duomo di Casertavecchia è senza dubbio l'edificio religioso più bello e importante della città di Caserta. Esso si trova nel Borgo medioevale di Casertavecchia, oggi frazione di Caserta e fu fatto costruire a partire dal 1113 dal vescovo Rainulfo e terminato nel 1153. Esso rappresenta uno degli episodi più felici di architettura romanica campana giunti fino a noi e ha un altissimo valore artistico e storico per via dei diversi stili coi quali è stato edificato, ovvero lo stile siculo, quello normanno, quello arabo e infine quello romanico. La facciata a spioventi è caratterizzata da tre ampi portali che presentano sculture zoomorfe. Il prospetto meridionale è decorato con losanghe marmoree, mentre il lato opposto è caratterizzato da forme ellittiche. Tra il 1206 e il 1216 fu aggiunto il transetto a tre campate. Il tiburio è stata eretto circa un secolo dopo, nella metà del Duecento e presenta influssi siculo-musulmani che l'accomunano alla Cattedrale di Salerno dello stesso periodo. L'interno della chiesa presenta una pianta a croce latina in cui le tre navate sono separate da 18 colonne di spoglio sovrastate da archi a tutto sesto. Si accede al transetto attraverso un arco a sesto acuto, la zona absidale si articola in tre absidi. Sull'altare è presente un crocifisso ligneo del 1500. Le colonne e i capitelli ionici, corinzi e compositi, tutti diversi l'uno dall'altro provengono da antichi edifici di età romana. Nella piccola Cappella trecentesca sono rimasti integri gli affreschi e in una nicchia nel muro perimetrale della chiesa la scultura policroma di Maria Santissima Regina. Tra la navata e il transetto è integro anche un affresco del 400 di influenza senese che rappresenta la Vergine col Bambino.

Chiesa di San Francesco di Paola e tomba di Vanvitelli[modifica | modifica wikitesto]

San Francesco di Paola si trova nelle vicinanze della reggia di Caserta (precisamente in via San Francesco, Casagiove) ed è ritenuta a ragione il luogo di sepoltura dell'architetto Luigi Vanvitelli, progettista della famosa Reggia di Caserta. La chiesa e il convento furono fondati nel 1606 da parte dei Padri dell'ordine dei Minimi, grazie alla generosità del principe Andrea Matteo Acquaviva che concesse terreni e rendite. L'importanza del convento accrebbe in occasione della visita di Papa Benedetto XIII nell'anno 1729, il Pontefice soggiornò in quel luogo per due giorni. L'altro episodio che conferì notorietà al luogo in questione fu la sepoltura dell'insigne architetto nel 1773 ma solo nel 1879, grazie all'iniziativa del Presidente del Collegio degli Ingegneri, fu apposta una lapide che ricordasse l'evento. Dal 1813 al 1816 i locali del convento furono utilizzati come sede di Gendarmeria, nel 1821 Ferdinando I decise di utilizzarlo come ospedale per gli abitanti della vicina colonia di San Leucio, nel 1830 però il Re cedette completamente l'ospedale ai gendarmi. Nel 1835 quel luogo divenne sede dei Lancieri e di una fabbrica di scialli di lana, questa destinazione fu mantenuta sino al 1840. In quell'anno ci fu un nuovo ed ultimo riutilizzo, come Ospedale militare per conto del Ramo di Guerra.

Santuario del "Cuore Immacolato di Maria"[modifica | modifica wikitesto]

Centro e cuore dell'Opera Salesiana di Caserta è la Chiesa intitolata al Cuore Immacolato di Maria, sita in via Don Bosco. La sua costruzione, come quella di tutta l'Opera, fu finanziata dalla signorina francese M.lle Marie Lassere. Questa voleva onorare la principessa Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, alla quale era legata da affetto materno. Quest'opera la volle in favore dei giovani di Caserta, dove la Principessa era nata.

La Chiesa fu inaugurata il 15 dicembre 1898 dal Vescovo di Caserta mons. Gennaro Cosenza, alla presenza del Beato Michele Rua, successore di San Giovanni Bosco. La Chiesa ha dignità di Santuario, in quanto aggregata alla Basilica Vaticana con decreto del 18 luglio 1922. Sull'altare maggiore è collocato l'imponente dipinto che Don Bosco commissionò al pittore Bonetti nel 1869 per il Santuario di Maria Ausiliatrice di Torino e poi donato a Caserta dal suo fedele Don Rua.

Abbazia di San Pietro ad Montes[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abbazia di San Pietro ad Montes.

Convento dei Cappuccini e Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Risale al 1600 circa l'edificazione di un convento dei frati cappuccini in località Puccianiello, oggi altra frazione di Caserta. La costruzione si deve ad un principe Acquaviva e consisteva di 36 celle, una famosa biblioteca e un orto- giardino. Oggi resta la struttura in gran parte conservata anche se si è in attesa di un recupero dell'intero stabile per farne un centro culturale. Annessa la chiesetta dedicata a San Francesco d'Assisi.

Cattedrale di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Michele Arcangelo (Caserta).
Il Duomo di Caserta

L'attuale edificio della Cattedrale di San Michele Arcangelo si trova su di una precedente chiesa dedicata all'Annunziata (1300), facente parte del convento del Carmine, nell'attuale irregolare Piazza del Duomo. La ristrutturazione si era resa necessaria in quanto la costruzione era stata invasa dall'ampliamento delle cappelle della vicina chiesa dell'Annunziata (XIV secolo) avvenuto nel corso del Settecento. La maggiore ristrutturazione risale al 1820 circa. Lo stile degli interni è puro barocco. La chiesa a tre navate è impreziosita dalla presenza di diverse tele del seicento.

Maria Santissima delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa fatta costruire nel quartiere Vaccheria adiacente a San Leucio dal Re Ferdinando IV che attinse ai suoi fondi personali. I lavori iniziati nel 1803 dall'architetto Collecini, furono terminati due anni dopo, nel 1805 dall'architetto Patturelli a causa della morte del Collecini. La facciata è in stile gotico in tufo piperno con due campanili ai lati.L'interno è in stile neoclassico, a croce latina e con tre altari di pregiatissimo marmo.

Cappella di San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le più antiche della città, poiché venne fondata e costruita nel 1310. È di notevole interesse per il pregevolissimo altare di marmo del 1770, tra i più belli della scuola vanvitelliana e costituito da marmi di Carrara e di origine africana. La Cappella si trova alla destra della Cattedrale di Caserta, sempre in Piazza Duomo.

Chiesa di Montevergine[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo gioiello nel cuore di Caserta datato anno 1636, come si legge all'ingresso. La Chiesa ha anche un valore storico in quanto nelle sue adiacenze, il 1º ottobre 1860, vi fu uno scontro tra le forze borboniche ed i garibaldini.

Chiesa di Sant'Elena[modifica | modifica wikitesto]

A poche centinaia di metri dalla Reggia, nel pieno del quartiere storico della Santella, c'è la Chiesa di Sant'Elena, risalente al tardo Seicento.Pregevoli gli interni nei quali ancora si intravedono affreschi dell'epoca. Era la preferita del Vanvitelli, tanto che l'insigne architetto, che abitava in un palazzo con una parete comunicante con la Chiesa, si fece costruire un piccolo balconcino che affacciasse all'interno di Sant'Elena, in modo da seguire la Messa dal suo stesso appartamento.

Chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Antonio

Il complesso fu ampliato e trasformato nel corso dei secoli prima dai Conventuali (XVII secolo) e poi dai Carmelitani (XVIII secolo) fino a che soppresso nel decennio francese, fu incamerato nei beni della Reale Amministrazione del Sito di Caserta ed affidato ai padri Liguorini con Decreto Regio del 30 luglio 1823.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti storici[modifica | modifica wikitesto]

L'Arco Borbonico, la porta del Belvedere[modifica | modifica wikitesto]

Vista da dietro dell'Arco Borbonico, l'accesso al Real Belvedere di San Leucio

Nella frazione di San Leucio si trova l'Arco Borbonico, da sempre la porta del Belvedere. Risale al 1600 circa quando era l'ingresso della proprietà feudale dei principi Acquaviva e questo testimonia di una preesistenza rispetto alla costruzione delle seterie realizzate nel settecento. L'Arco è alto 13 metri e largo 9, caratterizzato da un unico fornice, scandito dal bugnato rettangolare in travertino e sottolineato da due paraste. L'architrave è sormontato dallo stemma borbonico che troneggia con ai lati due leoni dello scultore Brunelli.

L'Arco di Trionfo del Monumento ai Caduti: sulla vetta la statua simbolo di Vittoria e Libertà

Monumento ai Caduti in guerra - Arco di Trionfo[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un Arco di Trionfo in marmo bianco fatto costruire in epoca fascista per celebrare gli eroi della prima guerra mondiale. Sulla cima dello stesso è presente una statua rappresentante la Libertà e la Vittoria. Dopo anni di trascuratezza, negli ultimi tempi è diventato un luogo di aggregazione e identificazione dei casertani. Si trova all'imbocco di Corso Trieste.

Statua dell'Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

È una statua posta su di una base di pietra rappresentante l'Agricoltura, per secoli la principale attività di quella che una volta veniva chiamata la Campania Felix. Si trova in Piazza Gramsci davanti all'ingresso dei Giardini della Flora.

Monumento a Luigi Vanvitelli[modifica | modifica wikitesto]

La statua a Luigi Vanvitelli nell'omonima piazza

È la statua raffigurante l'architetto Luigi Vanvitelli, progettista della Reggia di Caserta. Il Vanvitelli è raffigurato con la mano destra ad indicare il Palazzo Reale e con la sinistra a stringere i suoi progetti. È stata fatta costruire dallo scultore Onofrio Buccini ed inaugurata nel 1879. Si trova nella piazza omonima, una delle principali della città di Caserta.

Monumento ai Caduti sul Lavoro[modifica | modifica wikitesto]

È una scultura in pietra inaugurata pochi anni fa e realizzata dall'Inail proprio di fronte alla sede stessa in piazzale Maiorana ed è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Un'opera dal valore simbolico molto forte in una zona d'Italia dove il lavoro nero è ancora molto diffuso.

I palazzi[modifica | modifica wikitesto]

A Caserta sono presenti diversi palazzi di notevole importanza architettonica e storica che coprono diverse epoche, dal 1500- 1600 circa fino al settecento ed ottocento, oltre alcune costruzioni in stile liberty.

Palazzo Vecchio, la casa dei Principi Acquaviva[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Vecchio

Palazzo vecchio è l'antica sede dei conti e dei signori di Caserta, sorta con il nome di Villaggio torre (XII secolo) dalla presenza della torre di tale edificio fatta costruire da Pandolfo di Capua dell'862 d.C., prospettante piazza della Baronia (oggi Piazza Vanvitelli). Fu restaurato ed ingrandito da Giulio Antonio Acquaviva D'Aragona, ultimo conte e primo principe di Caserta (XVI secolo) ampliato ed abbellito dal figlio di Andrea Matteo Acquaviva, ospitò cardinali e viceré di Napoli. Nel 1634, per il matrimonio di Anna Acquaviva con Francesco Caetani di Sermoneta, passava in proprietà di questa famiglia che lo abitò sino a quando Carlo III di Borbone lo acquistava il 29 agosto 1750 per 489.343 ducati. Sede provvisoria della famiglia reale sino al compimento della reggia. Ospitò Jakob Philipp Hackert e Johann Wolfgang von Goethe. Si trova in Piazza Vanvitelli e oggi ospita la Prefettura e la Questura di Caserta.

Palazzo Paternò[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Paternò

L'edificio è stato costruito nel 1775 su committenza di un membro della Casa siciliana dei Paternò, e precisamente del marchese Lorenzo Paternò per il figlio Vincenzo in quanto questi era stato nominato Ministro della Guerra e, dalla Sicilia, si era trasferito in Campania. Il Progettista fu l'architetto Gaetano Barba cui, questo ramo della Casa Paternò, venuto a Napoli, aveva commissionato contemporaneamente anche una villa a Capodimonte (nei pressi dell'attuale Reggia di Capodimonte, oggi Museo) ed un precedente palazzo sempre a Caserta.

Il Palazzo Paternò è sito in via San Carlo, una delle strade più antiche del capoluogo e da poco è stato completamente ristrutturato.

Palazzo al Boschetto[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo al Boschetto, di rilevante interesse storico-artistico, costituisce una rara e preziosa testimonianza della Caserta preborbonica. È sito in via Passionisti (ex Intendenti).

Palazzo Leonetti[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Leonetti

Fatto costruire da Raffaele Leonetti nel 1796, si trova in Piazza Vanvitelli. Il primo architetto fu Carlo Vanvitelli, ma il palazzo fu modificato nel 1857 da Domenico Ferrara, per incarico di Tommaso Leonetti. La facciata principale è in stile neoclassico. L'ingresso al giardino è caratterizzato da due bei padiglioni cinesi. La corte interna del palazzo è tipica delle costruzioni padronali del XVIII secolo; in fondo al cortile, in corrispondenza del portone d'ingresso, si accede al giardino sopraelevato, a cui seguiva un'ampia campagna di proprietà della casata.

Palazzo della Camera di commercio

Palazzo della Camera di Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Imponente costruzione sita nella centralissima Via Roma, è datata anno 1926 e costruita dall'ingegnere Luigi Fabricat. L'edificio, con prospetto simmetrico severo, è costruito secondo lo stile in voga tra le due grandi guerre. L'ingresso è evidenziato da un ampio balcone che poggia su colonne binate.

Palazzo dei Commestibili[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione, a ferro di cavallo, è dotata di un lungo porticato in stile neoclassico. Si trova nell'attuale Piazza Matteotti, meglio conosciuta dai casertani come Piazza Mercato. La struttura in origine è quella di una piazza chiusa con tre maestosi accessi sulla strada esterna.

Palazzo della Banca d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

In lontananza il seicentesco Palazzo della Banca d'Italia

Anticamente prendeva il nome di Palazzo dei Granili (nel XVII secolo); sede comunale ora in Via Municipio. Successivamente venne nominato Palazzo del forno e dal 1870 è sede della Banca d'Italia a Caserta. L'edificio, dalla facciata che si sviluppa in lunghezza più che in altezza, ha un grande ingresso principale mentre la parte superiore si conclude con un timpano triangolare all'interno della quale vi è un orologio.

Casamento della Marchesa[modifica | modifica wikitesto]

Il Casamento della Marchesa, Già panificio militare (durante il XVII secolo) era pertinente al Palazzo Acquaviva (o Palazzo Vecchio). Prende il nome dal Titolo che Anna, figlia di Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona, ebbe di Marchesa di Bellante succeduta al padre nella proprietà del sito di Caserta e ridimensionato in seguito all'allargamento di Corso Giannone.

Palazzo del Feudo Vico[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un edificio del XVII secolo appartenuto a Pompeo delli Monti, condannato al rogo per eresia. Oggi è sede della Guardi di Finanza.

Palazzo delle Quattro Colonne, la casa di Vanvitelli[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Vanvitelli

Si tratta di un edificio situato nel tratto di Corso Trieste che collega Piazza Dante ai Giardini della Flora. Chiamato così perché la sua facciata presenta quattro colonne, due per ogni lato. La sua edificazione risale al 1700 circa ed ha una notevole importanza storica in quanto è stata la residenza dell'architetto Vanvitelli che in questo palazzo ha vissuto per oltre venti anni, dal 1752 al 1773, fino alla sua morte. Una lapide all'ingresso ricorda l'illustre ospite stabile.

Villa Vitrone[modifica | modifica wikitesto]

È una villa in stile liberty, eclettica nella forma e particolare nella costruzione sita in via Fulvio Renella (già via Napoli), nel centro città. È stata edificata dalla famiglia Vitrone nei primi del novecento. In seguito alcuni membri della famiglia emigrarono in Brasile, e ne costruirono altre tre, infatti a San Paolo esistono alcune ville gemelle.

Palazzo De Gregorio[modifica | modifica wikitesto]

Edificato tra il 1754 e il 1755 per volontà di Carlo di Borbone, era destinato al ministro della segreteria d'azienda Leopoldo De Gregorio. Si trova nella frazione di Aldifreda. Il progetto è di Luigi Vanvitelli e prevede una piccola corte comunicante con un grazioso giardino. Venne poi trasformato da Carlo Vanvitelli in fabbrica di fiandre.

Casa del Fascio[modifica | modifica wikitesto]

In piazza Matteotti è presente una costruzione imponente denominata ex Casa del Fascio, costruita appunto in epoca fascista per ospitare gli uffici del regime e che dopo la fine del secondo conflitto mondiale è caduta in decadenza. È una struttura alta 23 metri con una torre centrale e due corpi ai lati della torre stessa. Da poco è stata conclusa l'opera di restyling della costruzione che oggi ospita al piano terra un ristorante, un centro di bellezza e un centro di design mentre ai piani superiori sono ospitati alcuni uffici privati.

Le piazze[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Carlo III

Piazza Carlo III, una delle più grandi d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Entrando nella città di Caserta ci si trova di fronte l'enorme Piazza Carlo III, intitolata al Re di Napoli che fece costruire la mestosa Reggia su progetto dell'architetto Vanvitelli.

La piazza, per dimensioni superiore a Piazza San Pietro e tra le più grandi d'Europa, è costituita da un'immensa area verde che si trova davanti alla Reggia, con ai lati i due emicicli costruiti sempre dal re di Napoli per la servitù.

Proprio negli ultimi anni la piazza, che prima era intersecata da strade aperte alla circolazione veicolare, è stata sottoposta ad un lungo e certosino lavoro di restyling allo scopo di farla tornare al progetto del Vanvitelli.

C'è stata una risistemazione del verde, dell'impianto di illuminazione e la piantumazione di decine di arbusti e alberi e la piazza è stata completamente pedonalizzata. Alla fine del 2009, con una solenne cerimonia, è stata inaugurata nella sua nuova veste che la rende più fruibile per i turisti e per i casertani stessi.

Al di sotto della piazza da diversi anni è attivo un parcheggio sotterraneo di 900 posti auto, ideale per i turisti che raggiungono il capoluogo con l'auto privata.

La Piazza del Mercato[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra delle principali e più antiche piazze di Caserta è l'attuale Piazza Matteotti, che per tutti i casertani è Piazza Mercato. Questo perché da sempre vi si svolge un mercato sia alimentare che d'abbigliamento aperto tutti i giorni.

A Natale del 2008 nella stessa piazza è stata inaugurata una struttura avveniristica adibita a mercato giornaliero composta da 54 box per attività commerciali che spaziano dall'alimentare, agli articoli per la casa e all'abbigliamento permettendo così al mercato che fino ad oggi si svolgeva nel piano sotterraneo, di spostarsi ad altezza di strada in un contesto molto più moderno. Al piano sotterraneo sarà invece inaugurato presto un parcheggio da 200 posti auto.

Molti cittadini non hanno capito il senso di questa struttura avveniristica ma hanno solo compreso che trattasi di un ulteriore colata di cemento al centro di Caserta che ha completamente svisato una piazza dell'Ottocento. Inoltre il parcheggio, così come quello di via San Carlo, non farà altro che aumentare il traffico in centro e ridurrà la fruibilità della zona.

La scelta di investire in una nuova struttura del mercato (che non ha alcun tipo di legame con la fiera bisettimanale che si svolge in un'altra zona della città), è stata dettata proprio dalla volontà di lasciare alla piazza la sua storica vocazione di area commerciale, in una città che fa del commercio da sempre una delle sue principali fonti di introito.

Piazza Vanvitelli[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Vanvitelli dominata dal Palazzo del Cinquecento della casata degli Acquaviva

È una delle principali piazze della città, dove si trovava il palazzo Castropignano, sostituito nei primi anni '60 da un anonimo palazzo moderno attuale sede del comune di Caserta, il cinquecentesco Palazzo Acquaviva che ospita gli uffici di Questura e Prefettura, e il Palazzo della Banca d'Italia. Sono presenti nella piazza anche librerie, negozi d'abbigliamento, caffetterie, chalet, alberghi e banche. È una piazza costituita per lo più da una grande villa comunale con al centro di essa un monumento a Luigi Vanvitelli e una grande fontana. Fino a due secoli fa era la piazza del Mercato, poi trasformata in giardino pubblico.

Piazza Dante[modifica | modifica wikitesto]

È una delle piazze più antiche di Caserta. Ha una forma simmetrica ed è costituita da quattro palazzi con bei porticati tutti uguali che ospitano un antico caffè e le sedi del Circolo Sociale e del Circolo Nazionale. In passato si è chiamata prima piazza dei Quattro Canti, in riferimento appunto ai quattro palazzi che la perimetrano e poi Piazza Margherita. Congiunge il primo tratto di Corso Trieste con gli ultimi trecento metri dello stesso, quelli che conducono prima a Piazza Gramsci, sede dei Giardini della Flora e poi a Piazza Carlo Terzo, ovvero davanti alla Reggia di Caserta.

La piazza è stata da poco riaperta dopo lavori di restyling che hanno riguardato l'ampliamento dei marciapiedi, una nuova illuminazione pubblica, una sistemazione della pavimentazione utilizzando cubetti di porfido con delle decorazione marmoree raffiguranti 4 gigli, uno per ogni angolo della piazza, in riferimento alle origini della città, legata ai Borbone.

L'elegante Piazza Dante

Piazza Duomo[modifica | modifica wikitesto]

La piazza Duomo di Caserta è una delle principali del centro storico della città. Ha una forma irregolare ed è caratterizzata dalla imponente mole della Cattedrale. La Chiesa, che è in stile tardo barocco - neoclassico, è a tre navate e conserva al suo interno diverse tele del Seicento. Nella stessa Piazza Duomo si trova anche la Chiesetta di San Giovanni, con un prezioso altare in marmo di Carrara del Seicento. Nella piazza affaccia poi il Palazzo delle Poste, costruito ad inizio del Novecento in stile neoclassico.

Piazza Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Sant'Anna, che segna il confine tra il centro storico e la zona sud della città, è così chiamata per via della presenza del Santuario di Sant'Anna (patrona della città). Il Santuario ha la facciata risalente al 1600 e gli interni divisi tra il barocco- neo classico dell'ingresso e il moderno del resto della struttura, e fu colpita dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Nella stessa piazza, di forma rettangolare, è presente l'ex ospedale di Caserta, per anni in stato di abbandono e ora acquistato dalla Guardia di Finanza che ne farà la sua sede provinciale. Dalla parte opposta del Santuario si trova il monumento alla Madonna, eretto nell'anno mariano 1956, costruito in pietra e marmo su una base di piccola scalinata.

Piazza della Seta[modifica | modifica wikitesto]

La piazza della Seta si trova nella frazione di San Leucio ed è la via principale d'ingresso al Reale Belvedere. Il suo nome fa proprio riferimento all'attività serica che si svolgeva nel Belvedere. Dalla piazza si accede alla residenza reale attraverso l'Arco Borbonico risalente al 1600 circa.

I musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei di Caserta.

Sono diversi e con un'offerta molto varia i musei di Caserta. A quelli storici che si trovano nella Reggia e nel Belvedere di San Leucio, negli ultimi anni se ne sono aggiunti altri, come il Museo delle Cere e quello d'Arte Contemporanea che hanno accresciuto l'offerta turistica della città, ormai non più limitabile solo al triangolo Reggia-San Leucio-Casertavecchia.

Museo degli Appartamenti Reali[modifica | modifica wikitesto]

Reggia All'Interno.
Presepe Reale del XVIII secolo

All'interno della Reggia la visita agli Appartamenti Reali è una tappa d'obbligo, perché ogni stanza della Reggia merita non pochi minuti per essere visionata per quanto è ricca di particolari e dipinti enormi che spesso ricoprono intere pareti e inoltre alla fine del giro tra le stanze del Re, c'è la visita al Presepe Reale del settecento, con una riproduzione straordinaria della Natività.

Museo dell'Opera e del Territorio[modifica | modifica wikitesto]

All'interno della Reggia di pregevole importanza vi è poi il Museo dell'Opera e del Territorio, che raccoglie dipinti, testimonianze, suppellettili e tutto quanto ha riguardato la costruzione di una Reggia che ha pochi eguali nel mondo e che è da molti considerata, per imponenza e grandiosità, superiore a quella di Versailles. Vi sono inoltre conservati molti reperti antichi provenienti da tutta la provincia di Caserta. Attualmente è chiuso al pubblico.

Museo Terrae Motus[modifica | modifica wikitesto]

Sempre all'interno degli appartamenti reali è presente il museo Terrae Motus con una serie di opere d'arte moderna tra le quali una cinquantina del famoso Andy Warhol, uno dei maggiori autori mondiali in questo settore oltre ad opere di Joseph Beuys e Keith Haring.

Affresco negli Appartamenti Reali

Museo della Pinacoteca Reale[modifica | modifica wikitesto]

Nella Pinacoteca Reale sono custodite varie opere di natura morta di autori olandesi e italiani. Inoltre sono presenti numerosi ritratti della famiglia dei Borbone. Un'intera sala è dedicata a Ferdinando IV e a sua moglie Maria Carolina ed inoltre si trovano diversi ritratti di Maria Cristina di Savoia di pregevole bellezza.

Museo della Seta[modifica | modifica wikitesto]

Nel Belvedere di San Leucio il museo della Seta conserva gli antichi macchinari del settecento per la produzione della seta divenuta famosa in tutto il mondo. Un museo in movimento visto che con quei macchinari, restaurati, si continua a tessere così come voleva la tradizione ferdinandea. L'Ingresso al museo della Seta è inserito nel ticket per il Belvedere di San Leucio.

Museo delle Cere "Le Muse"[modifica | modifica wikitesto]

Il museo si articola in tre sezioni. La prima, più ampia, è dedicata alla dinastia Borbone, da Carlo a Francesco II, con le rispettive consorti, senza trascurare l'architetto Luigi Vanvitelli e il ministro Bernardo Tanucci: questi fu apprezzato consigliere del re Carlo e del di lui figlio Ferdinando, mentre quegli fu l'artefice della "reggia" borbonica. La seconda richiama il mito e l'antica origine della nostra civiltà, dalla Sibilla cumana all'eruzione del Vesuvio. La terza proietta il visitatore nell'età moderna, presentando alcuni degli artefici e protagonisti della cultura campana, dalla letteratura all'arte, allo spettacolo. Troviamo, così, S. Di Giacomo, R.Viviani, E. De Filippo, Totò, V. De Sica, M.Troisi. Naturalmente i vari personaggi sono presentati in quadri scenograficamente armonizzati, con abiti appositamente confezionati dall'antica sartoria specializzata in costumi d'epoca e con stoffe pregiate tra cui le sete di S.Leucio. Il museo delle Cere di Caserta è in procinto di trasferirsi proprio presso il Belvedere di San Leucio, sede ritenuta più idonea e legata alla collezione oltre che meno gravosa sotto l'aspetto economico.

Museo Diocesano di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

La decisione di erigere il museo Diocesano di Caserta è stata presa nel corso del 1996, quando la Conferenza Episcopale Italiana ne ha favorito l'istituzione attraverso finanziamenti provenienti dai fondi dell'otto per mille alla Chiesa cattolica. Come sede del Museo è stata individuata la chiesa del SS.mo Redentore, localizzata nel centro storico di Caserta, a poca distanza dalla cattedrale, dal palazzo vescovile e dalla reggia vanvitelliana.

Il museo Diocesano di Caserta documenta la tradizione artistico - religiosa del Casertano, anche se in esso non sono contenute tutte le migliori opere artistiche di cui è stata arricchita la Chiesa locale durante il suo cammino. Gli oggetti esposti sono in prevalenza paramenti sacri, arredi liturgici, dipinti, ex voto e sculture provenienti dalle varie chiese della diocesi, raccolti nei depositi della Curia dopo l'evento sismico del novembre 1980 per preservarli dall'incuria e tutelarli dai furti. Attualmente il museo Diocesano conta circa duecento opere tra dipinti, sculture, apparati liturgici, reliquari ed ex voto, che coprono un arco di tempo che va dal XIV al XIX secolo.

Tra i pezzi più antichi vanno collocati alcuni manufatti lapidei: reperti archeologici, frammenti scultorei dell'XI e XII secolo, lapidi del XV e del XVII secolo.

Museo d'Arte Contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel Real Belvedere di San Leucio, all'interno della Filanda dei Cipressi, si trova il museo d'Arte Contemporanea di Caserta che ha il riconoscimento di museo di interesse regionale. Il Museo ospita le opere di una trentina di artisti che, partiti dalla provincia di Caserta, hanno poi conquistato successo e fama in tutta Italia e talvolta anche all'estero. Autori del calibro di Antonio De Core, Bruno Donzelli, Mafonso, Battista Marello, Gabriele Marino, Andrea Sparaco, Antonello Tagliafierro, Giovanni Tariello, le cui opere prima erano sparse e poco valorizzate e che ora è possibile ammirare tutte insieme. Per gli amanti dell'Arte Contemporanea in visita a Caserta, una tappa d'obbligo insieme a quella al Museo Terrae Motus. Da maggio prossimo il museo troverà la sua definitiva collocazione in alcune sale del Complesso di Sant'Agostino, nel pieno centro storico di Caserta, dove ci sarà anche una mediateca e una biblioteca storica.

Museo di mineralogia e topografia Michelangelo[modifica | modifica wikitesto]

Il museo Michelangelo di Caserta è stato aperto al pubblico nell'aprile del 2004 in occasione della sesta Settimana della Cultura grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza di Caserta e Benevento e l'Archivio di Stato di Caserta e ha da poco ottenuto il riconoscimento di 'museo di interesse regionale'. Si trova all'interno dell'Istituto per Geometri di Caserta 'Buonarroti'. Il Museo offre in esposizione strumenti topografici dell'Ottocento e del Novecento, macchine di calcolo e modelli didattico- scientifici per la topografia costruiti tra la metà del Settecento e gli anni settanta del secolo scorso con particolare attenzione agli strumenti della scuola napoletana. Il museo ha anche una sezione di mineralogia che comprende diverse centinaia di esemplari di rocce (sedimentarie, metamorfiche, magmatiche) e minerali e documenta i principali sistemi geologici della provincia di Caserta e del resto d'Italia. Il Museo ha il triplice obiettivo di conservare la memoria storica della città di Caserta, tutelare e valorizzare oggetti storici e testimoniare saperi materiali andati perduti (tecnologie e conoscenze).

Altri musei[modifica | modifica wikitesto]

Il museo delle Feste e delle tradizioni popolari, Chiostro di S. Agostino, documenta la memoria storica del territorio campano.

A maggio 2011 è prevista l'inaugurazione di un altro museo nella città di Caserta, il museo del Mediterraneo, che sarà ospitato nel Belvedere di San Leucio e ospiterà opere di arte contemporanea di livello internazionale. Inoltre nel progetto del Macrico, grande area nel centro della città posta alle spalle del Monumento ai Caduti sul loavoro, è prevista la nascita del museo dell'Unità d'Italia, già finanziato dal governo nazionale e dalla regione Campania in occasione del 150º anniversario dell'Unità d'Italia.

  • Museo degli Appartamenti Reali
  • Museo dell'Opera (nella Reggia)
  • Museo Terre Motus
  • Museo della Seta (Belvedere di S. Leucio)
  • Museo delle Cere " Le Muse "
  • Museo Diocesano di Caserta
  • Museo della Pinacoteca Reale
  • Museo d'Arte Contemporanea
  • Museo di Mineralogia e Topografia Michelangelo
  • Museo del Mediterraneo (prossima apertura)
  • Museo delle feste e delle tradizioni popolari

Parchi, aree verdi e giardini[modifica | modifica wikitesto]

Parco della Reggia
Uno scorcio del Parco della Reggia

Nonostante la speculazione edilizia, per le aree verdi Caserta risulta, con 13,06 mq/ab., al 21ª posto (su 45) nella classifica dei capoluoghi di provincia italiani con meno di 80.000 abitanti per verde urbano fruibile, secondo il Rapporto 2013 sull'Ecosistema Urbano stilato da Legambiente[4]. Ciò è dovuto principalmente all'enorme Parco della Reggia, lungo 2,5 km. Vicino al Parco della Reggia ci sono poi i Giardini della Flora, di dimensioni molto più contenute. Un polmone di verde molto importante è poi l'Oasi del Bosco di San Silvestro, area protetta gestita dal WWF, situata nella frazione di San Leucio, che fa da sfondo alla cascata delle Reggia vanvitelliana. Un'altra area verde molto grande è quella di Piazza Carlo III, davanti alla facciata principale della Reggia. Numerose aree verdi sono presenti in città, mentre diverse strade del centro sono dotate di alberi. Recentemente è stato inaugurato un altro grande parco di venticinquemila metri quadrati, confinante con la Piazza Carlo III e di fronte alla prossima sede delle Facoltà di Psicologia e Studi politici. L'area, prima di proprietà dell'Aeronautica Militare, è stata acquisita dal Comune di Caserta, che l'ha trasformata in un grande parco verde. Il parco è stato intitolato a Maria Carolina d'Asburgo, che volle la realizzazione del Giardino Inglese della Reggia e scrisse il codice delle leggi leuciane.

Parco della Reggia
  • Parco della Reggia
  • Giardini della Flora
  • Oasi di San Silvestro
  • Villa Comunale
  • Parco Maria Carolina d'Asburgo
  • Giardini Padre Pio
  • Giardini Cattaneo-Piteşti
  • Villa Giaquinto
  • Giardini Piazza Carlo III
  • Giardini Parco del Corso

Bosco di San Silvestro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oasi Bosco di San Silvestro.

La Reale Tenuta di San Silvestro faceva parte, insieme a San Leucio, al Parco Reale ed al Giardino all'Inglese delle "Reali Delizie" annesse alla Reggia di Caserta. Situata a nord del complesso monumentale, si estende sulle due colline contigue di Montemaiulo e Montebriano. L'area, di circa 76 ettari, venne scelta in quanto particolarmente idonea a creare una naturale scenografia alla cascata che anima, con le sue acque, le fontane del parco vanvitelliano. I territori che la compongono furono acquistati dopo il 1750 in momenti diversi e riuniti poi in un unico tenimento che venne delimitato con un muro perimetrale.

La tenuta di S. Silvestro, così come gli altri siti reali, fu destinata ad attività agricole e venatorie sull'esempio delle nuove mode di vita agreste diffuse nelle altri corti europee. In quest'area furono conservate, e in alcuni casi incrementate, le coltivazioni già esistenti come vigne, uliveti, frutteti, orti e giardini. Tra il 1797 e il 1801, in località "Parito", venne costruito, sotto la direzione del Collecini, già collaboratore di Luigi Vanvitelli, il Real Casino per dar ristoro al Re ed al suo seguito durante la caccia nei boschi vicini e per disporre di locali idonei alle diverse necessità dell'azienda agricola.

Il 13 maggio 1922 la tenuta di S. Silvestro, che faceva parte dei beni immobili della Corona, passò al Demanio dello Stato e fu consegnata al Ministero della Pubblica Istruzione. Nel dopoguerra, fino al 1970, il Real Casino ospitò una colonia antitracomatosa e nel 1983 l'intero Sito, gestito dall'Amministrazione provinciale, passò per competenza alla Soprintendenza ai Beni AA.AA.AA.SS. per le province di Caserta (CE) e Benevento (BN). In quest'ultimo ventennio il Real Casino, che già in passato era stato sottoposto a varie trasformazioni e interventi di "abbellimento", ha subito continui atti vandalici; sono state rubate statue, divelti e trafugati marmi del caminetto, asportati parati, distrutti servizi, ecc.

Peschiera Grande nel Parco della Reggia di Caserta

Il 6 febbraio 1993 il WWF Italia, dopo un lungo periodo di collaborazione con la Soprintendenza per la salvaguardia del Sito, ha ottenuto dal Ministero per i Beni Culturali e dal Ministero delle Finanze la gestione del "Bosco di S. Silvestro" che è così diventato la prima "Oasi del WWF" della provincia di Caserta. Il 10 aprile 1994 l'Oasi è stata inaugurata ed il giorno successivo aperta al pubblico mediante visite guidate.

Peschiera Grande della Reggia di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un lago artificiale costruito nel Parco della Reggia nell'anno 1769 dall'architetto Collecini. Il lago, con un isolotto al centro, è lungo 270 metri, largo 105 e profondo 3,50. Tra il 1769 e il 1773, progettato per il divertimento del Re Ferdinando IV, vi si svolgevano finte battaglie terrestri e marittime con modelli di navi in scala ridotta. Vennero anche insediati in delle abitazioni nei pressi della vasca dei marinai con le loro famiglie; "Liparoti" per poter organizzare i giochi nautici. Dal 2002 si svolgono ogni anno i Giochi Sportivi Studenteschi di Vela Radiocomandata "Radio Sailing".

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2013 gli stranieri residenti in città sono 3.402[6], pari al 4,5% della popolazione. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ultima classifica sull'Ecosistema Urbano 2013 stilata da Legambiente [7], Caserta è al 34º posto per qualità della vita su 45 capoluoghi di provincia italiani con popolazione inferiore a 80.000 abitanti e, nel complesso, riporta un indice della qualità della vita (38,23%) inferiore a quello di tutti gli altri capoluoghi di provincia campani. Nell'indicatore 'verde urbano fruibile' risulta al 21º posto su 45 capoluoghi di provincia italiani con popolazione inferiore a 80.000 abitanti, mentre risulta al primo posto per depurazione delle acque. La percentuale della raccolta differenziata, riferita al 2012, sempre se secondo il citato Rapporto di Legambiente, è del 42,2%, inferiore a qualla degli altri capoluoghi di provincia campani con esclusione di Napoli che si ferma ad un modesto 21%.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Se fino agli anni ottanta Caserta sembrava una città alquanto povera dal punto di vista culturale, oggi bisogna riconoscere che le cose sono cambiate e questo è testimoniato da una serie di eventi. L'istituzione della Seconda Università degli Studi di Napoli ha dato il via ad una crescita culturale che ha poi portato all'apertura teatri, librerie, centri culturali, cinema e alla nascita di rassegne come il Leuciana Festival che hanno dato lustro alla città. L'offerta culturale è cresciuta di pari passo con la domanda e questo fermento è tuttora molto vivo.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • La Biblioteca Comunale Alfonso Ruggiero venne fondata nel 1946 e possiede un patrimonio librario di oltre 34.000 volumi tra cui edizioni del Cinquecento, Seicento, Settecento, Ottocento.
  • La Biblioteca del Seminario vescovile di Caserta sorge relativamente tardi rispetto al Seminario, che viene fondato tra il 1567 e il 1575 per opera del vescovo Agapito Bellomo (1554-1594) in obbedienza ai decreti del Concilio di Trento.
  • La Biblioteca Comunale Giuseppe Tescione, ubicata in largo San Sebastiano possiede un ricco e prezioso patrimonio librario di circa 25.000 volumi, donato al Comune di Caserta dal Prof. Giuseppe Tescione (1914-2002), di illustre famiglia casertana, pediatra e storico insigne, al quale la Biblioteca è intitolata.

La Biblioteca comunale è stata inaugurata ed aperta al pubblico il 16 dicembre 2002. La natura e le finalità sono essenzialmente due: studio e ricerca.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti istituzioni prescolastiche, scolastiche di primo grado e di secondo grado, inferiore e superiore. Quelle di secondo grado superiore comprendono: 4 licei di vari indirizzi, tra i quali si segnala il Liceo classico Pietro Giannone, 2 istituti professionali come l'istituto professionale Enrico Mattei, 3 istituti tecnici.

Istituto Superiore di Scienze Religiose "San Pietro"[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico della città, in piazza Duomo, si trova l'Istituto superiore di scienze religiose 'San Pietro' appartenente alla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale con 3 indirizzi di studio:

  • Liturgico
  • Pastorale
  • Didattico

Il suo corso più noto è però il Corso di Comunicazione per Addetti Stampa del Terzo Settore, Ecclesiali e Istituzionali, l'unico in Italia in un Issr che forma i "comunicatori delle buone notizie".

Conservatorio[modifica | modifica wikitesto]

A Caserta presso tre aule dell'Istituto I.T.C. 'Terra di Lavoro' sono attivi due corsi del Conservatorio di Avellino (flauto e pianoforte) per un numero massimo di 60 allievi. Questo primo passo, patrocinato e finanziato dall'ente Provincia di Caserta, è indirizzato all'apertura in un prossimo futuro di un Conservatorio autonomo della città di Caserta.[senza fonte] L'inaugurazione della sezione del Conservatorio di Caserta è avvenuta alla fine di settembre 2009 con un concerto di musiche di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro di Corte della Reggia di Caserta.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Caserta è la città in cui ha sede la Seconda Università degli Studi di Napoli, ospitando inoltre sul suo territorio cinque facoltà di tale ateneo, con i relativi corsi di laurea.

Dalla fine del 2011 la città ospita anche la sede del Rettorato all'interno della Reggia di Caserta.

Le facoltà che hanno sede a Caserta sono in particolare Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze del Farmaco per l'ambiente e la salute (ex Scienze Ambientali), Psicologia, Studi politici e per l'Alta formazione europea e mediterranee "Jean Monnet" presso il Belvedere di San Leucio, frazione di Caserta, nata nel 2005 dalla trasformazione dell'omonima scuola di alta formazione e una sede della Facoltà di Medicina, sita presso il Centro Direzionale in frazione San Benedetto.

Da settembre 2010 la Facoltà di Scienze Ambientali, inglobando il corso di laurea in Farmacia, si è trasformata in Facoltà del Farmaco e dell'Ambiente, sempre con sede in Caserta in via Vivaldi presso il Polo Scientifico.

Nel 2005 a Caserta sono cominciati i lavori per il nuovo policlinico della Seconda università di Napoli, presso cui saranno trasferite tutte le attività didattiche della facoltà di medicina e chirurgia con sede a Caserta.

Presso la città opera dal 1991 anche una università popolare: l'Università popolare di Caserta.

Ulteriore università è l'Istituto di Scienze Religiose San Pietro , con sede nei palazzi della diocesi.

Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola[8] ha la sua sede più prestigiosa a Caserta. Essa è situata in un'ala della Reggia a cui si accede tramite lo scalone monumentale. Nelle immediate vicinanze della Reggia, nell'emiciclo destro, ha sede il Centro Residenziale e Studi, struttura logistica di accoglienza annessa alla Scuola.

Planetario di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Il Planetario di Caserta è completamente digitale, un cluster di sette computer permette la visione del cielo e dei pianeti in tempo reale e la rappresentazione in 3D degli oggetti e dell'universo, potendo operare su diverse dimensioni di scala. Le immagini sono proiettate su di uno schermo a cupola di sette metri di diametro che mima la volta celeste grazie a cinque proiettori, dotati di tecnologia DLP da 1400x1050 pixel, che lavorano in perfetta sincronia. Un impianto acustico con sistema 5.1 Dolby surrounding permette di far scorrere le immagini in un'atmosfera suggestiva creata con musica d'autore e narrazione dal vivo. La struttura può ospitare 41 visitatori nella sala circolare dotata di impianto di aerazione forzata, su comode poltrone e prevede due postazioni per accogliere i portatori di handicap. Si trova in frazione Centurano zona Parco degli Aranci.

L'auditorium[modifica | modifica wikitesto]

In via Ceccano, in pieno centro cittadino, c'è l'auditorium provinciale, dove si svolgono incontri, dibattiti culturali, convegni, esibizioni teatrali e concerti di musica da sala.

Centro direzionale[modifica | modifica wikitesto]

Il centro direzionale di Caserta si trova nella frazione di San Benedetto, a poche centinaia di metri dall'uscita Saint Gobain della variante di Caserta ed è un edificio moderno di cinque piani che si sviluppa molto in lunghezza. Attualmente ospita la facoltà di Medicina e chirurgia, il giudice di pace, l'Università popolare di Caserta e gli uffici dell'INPS. È interessato da lavori di restyling che hanno lo scopo di rifarne le facciata e renderla più moderna.

Tribunale[modifica | modifica wikitesto]

Caserta ospita gli uffici del tribunale civile e penale come sezione distacca di Santa Maria Capua Vetere, nonché gli uffici del giudice di pace.
La sede del Tribunale si è recentemente trasferita in via Leonardo, in una moderna struttura di quattro piani dotata di parcheggio interrato. Presso la stessa sede è ospitata anche la sezione di Caserta dell'Ordine forense, mentre gli uffici del giudice di pace si trovano all'interno del centro direzionale, dove prima si trovava lo stesso tribunale.

Forze militari[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Brigata Garibaldi

A Caserta è presente la Brigata bersaglieri "Garibaldi" che è una delle Grandi Unità che la Forza Armata annovera fra le "Forze di Proiezione". I Reparti:

A Caserta è anche presente l'Aeronautica Militare Italiana, con la "scuola specialisti".

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Teatro di Corte

Negli ultimi dieci anni a Caserta si è assistito alla proliferazione di teatri e sale cinematografiche che sono andati a compensare il vuoto che c'era stato fino agli inizi degli anni novanta, quando le vecchie strutture chiuse non erano state rimpiazzate da altre impoverendo molto l'offerta culturale della città. Oggi le cose sono cambiate e il cittadino casertano ha un ampio ventaglio di proposte.

Teatro Comunale
Sul fronte teatro, la prima struttura cittadina è il Teatro Comunale, situato nella centralissima via Mazzini. Si tratta di un teatro moderno dislocato su due piani con circa 500 posti: vi si svolge la stagione principale della città con spettacoli di livello nazionale oltre ad una serie di rassegne di musica da camera e concerti di musica classica.
Teatro Don Bosco
Altra struttura importante è il Teatro Don Bosco, di proprietà dei Salesiani di Caserta, un teatro di 400 posti tutto in marmo con una stagione nazionale grazie alla collaborazione con alcuni teatri di Roma.
Teatro Izzo
Nella zona sud della città, precisamente nel rione Acquaviva, c'è il Teatro Izzo, vero e proprio Teatro di Quartiere, 350 posti per una stagione soprattutto basata su spettacoli comici ispirati alla commedia napoletana.
Teatro Caserta Città di Pace
Nel quartiere Puccianiello vicino l'Ospedale Civile il Teatro Caserta Città di Pace offre il proprio palco e la propria platea di quasi 400 posti a tutte le compagnie amatoriali ma spesso vi si tengono anche spettacoli di livello nazionale.
Officina Teatro
A San Leucio nei locali di una vecchia fabbrica l'Officina Teatro, con una platea di cento posti circa, offre una stagione di teatro singolare e diversa dalle solite con una grande attenzione ai temi sociali che vengono spesso affrontati in commedie quasi di nicchia, riservate ad un pubblico particolare.
Teatro di Corte
Senza dubbio la struttura più bella della città resta il Teatro di Corte all'interno della Reggia di Caserta, un piccolo gioiello risalente alla fine del XVIII secolo con una capienza di 450 posti. Il Teatro, una vera miniatuta del San Carlo di Napoli, usato anche per ospitare convegni e incontri culturali, è utilizzato per una serie di rassegne principalmente di musica classica come il Natale alla Reggia con concerti del maestro De Simone e della Compagnia da Camera di Caserta e quella Scarlatti di Napoli.
Centro Teatro Studi
La piccola sala del Centro Teatro Studi (C.T.S.) ospita gruppi di teatro amatoriali che coltivano il sogno di calcare i palchi più importanti d'Italia.
Bottega del Teatro
Finalità simile per la Bottega del Teatro, altra piccola sala teatrale del capoluogo situata nel quartiere Acquaviva, zona sud della città. Anche qui spazio all'avanspettacolo e al teatro comico con grande spazio per le compagnie amatoriali. Ultima sala teatrale aperta in città è il Teatro Civico 14, situato in vicolo Della Ratta, traversa della centralissima Via Vico.
Teatro Fabbrica Wojtyla
Unico e particolare nel suo genere resta il Teatro Fabbrica Wojtyla, vera fucina di giovanissimi artisti casertani che produce spettacoli originali con finalità altamente sociali.

A queste strutture al chiuso bisogna aggiungere le due all'aperto che vengono allestite in occasione di particolari rassegne. Ci riferiamo ai:

Teatro dei Serici
nel Belvedere di San Leucio, che ospita gli spettacoli del Leuciana Festival
Teatro della Torre
all'interno dei resti del castello Medioevale di Casertavecchia, che ospita alcuni spettacoli del settembre al Borgo.

Sul fronte cinema, il Duel Village, in pieno centro con 6 sale, parcheggio e ristorante- pizzeria annessi, è una delle strutture più frequentate in città. Altre sale sono il Duel City, nel centralissimo Corso Trieste e il Don Bosco. Nella periferia della città, precisamente all'altezza del casello di Caserta Sud, il Big maxi- cinema con le sue 19 sale e il Cinepolis con altre 11 sale, rappresentano un'ottima alternativa alle sale del centro città.

Vita notturna: la movida casertana[modifica | modifica wikitesto]

La zona della movida a Caserta, quella con la più alta concentrazione di locali, è Parco Gabriella, quartiere moderno del capoluogo. Nella zona, affollatissima specialmente il fine settimana, si contano una quarantina tra lounge bar, pizzerie, caffetterie. Ma negli ultimi anni anche in altre zone della città hanno aperto innumerevoli locali in modo da diversificare l'offerta per i cittadini. Nel centro storico in particolare si sono registrate aperture in serie di clothes bar, ovvero bar all'interno di negozi d'abbigliamento e tante altre caffetterie e locali di vario tipo che hanno animato strade in genere affollate solo negli orari diurni per via dello shopping. I locali e le strade di Caserta di sera sono affollati da migliaia di giovani che giungono da molti centri della provincia in cerca di svago. In città sono presenti poi numerosissimi pub, disco pub e discoteche vere e proprie che organizzano serate a tema o anche party universitari.

Nel settembre del 2007 a Caserta c'è stata la prima edizione della Notte Bianca organizzata dal comune di Caserta. La manifestazione che ha coinvolto l'intero centro cittadino, secondo le stime della Questura, ha visto la partecipazione di circa duecentomila persone giunte da tutta la provincia e anche dalle altre province campane.[senza fonte] Tra i vari eventi, i concerti di Zero Assoluto e Daniele Silvestri oltre all'apertura dei negozi fino a notte inoltrata. Nel 2008 a causa di una serie di lavori pubblici che hanno intasato il centro cittadino, la seconda edizione della Notte Bianca non si è tenuta ma si è trattato solo di un rinvio probabilmente all'estate del 2009.

Caserta ha ospitato nel 2009, il 31 gennaio e il primo febbraio, la prima "Notte Bianca Paolina" mondiale, tenutasi tra la Biblioteca del seminario vescovile e aperta dal giornalista Giovanni Minoli, il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, il pastore evangelico Giovanni Traettino e il pope ortodosso padre Teodoro e completata il primo febbraio alle 10, senza interruzioni, all'Eremo di San Vitaliano a Casola di Caserta, sui monti di Casertavecchia. La Notte Bianca era una maratona di lettura delle Lettere di Paolo di Tarso compiuta da artisti, gente comune, intellettuali, sportivi, politici, uomini delle istituzioni. Era intervallata da spettacoli musicali e teatrali ed è stata l'unica manifestazione casertana capace di mettere insieme persone di tutte le estrazioni, fatto notoriamente difficile in una terra sempre molto divisa.[senza fonte] La manifestazione promossa dall'Ucsi fu realizzata da Ucsi, Associazione Eremo, ScrivEremo, Servizio volontariato giovanile e decine di altre sigle.

Media[modifica | modifica wikitesto]

newspaper
Giornali
television
TV
radio
Radio
  • Il Mattino (redazione di Caserta)
  • Il Corriere di Caserta
  • Il Corriere del Mezzogiorno (redazione Caserta)
  • Noi Caserta
  • La nuova Gazzetta di Caserta
  • L'Eco di Caserta settimanale e quotidiano on line
  • quiCaserta (mensile)
  • Tuttiinpiazza
  • CasertaCè
  • CasertaFocus
  • CasertaNews
  • CasertaSette
  • Caserta24ore
  • ilCasertano
  • CasertaOn
  • Valle Suessola
  • TelePrima
  • TvLuna
  • ItaliaMia
  • Radio Primarete
  • Radio Alce
  • New Radio Network
  • Radio Caserta nuova

Fiere, Premi, Concorsi Sportivi e Palii[modifica | modifica wikitesto]

I movimenti culturali della città sono molti, qui sono riportati i principali che si svolgono nel corso dell'anno:

  • Stagione Teatrale Città di Caserta (ottobre-maggio).
  • Passeggiata del Borbone (aprile).
  • Autunno Musicale- Teatro di Corte (ottobre-novembre).
  • Natale alla Reggia (dicembre-gennaio).
  • Primavera Casertana.
  • Premi Nazionali Letterari Caserta.
  • Settembre al Borgo (settembre).
  • Concorso Ippico Nazionale Coppa d'Oro Città di Caserta (maggio).
  • Torneo Internazionale Femminile di Tennis presso Tennis Club Caserta (maggio).
  • Palio della seta (luglio).
  • Incontri d'Estate (luglio-agosto).
  • Caserta Rock Fest.
  • Leuciana Festival (giugno-luglio).
  • Percorsi di Luce nel Parco della Reggia (giugno-ottobre).
  • Stagione Teatrale Teatro Don Bosco.
  • Festival del Teatro Fabbrica Wojtyla.
  • Festival del Cinema Indipendente (maggio).

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La città ha ospitato diverse produzioni cinematografiche, specialmente nelle sue location della Reggia e del parco:

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina casertana è caratterizzata da piatti tradizionali come le salsicce di polmone, condite con i piccanti peperoncini locali. Molto buone sono le acciughe sotto sale, dissalate, in vasetto sott'olio, i fagioli "alla carrettiera" e le zite ripiene. Tipica è anche la mozzarella di bufala, visto che la provincia di Caserta è la zona dove è presente il maggior numero di bufale d'Italia. Tra i dolci c'è il Casatiello dolce, immancabile sulle tavole dei Casertani nel periodo pasquale. Tra i vini citiamo il Bianco d'Alife, il Conca Mondragone, il vino dei Campi Flegrei e il Pallagrello.

Strutture sanitarie[modifica | modifica wikitesto]

In attesa dalla inaugurazione del Policlinico, a Caserta ci sono un Ospedale Civile di rilievo nazionale e di alta specializzazione denominato 'Sant'Anna e San Sebastiano' in nome dei patroni della città, e altre cliniche private.

Strutture alberghiere[modifica | modifica wikitesto]

La città di Caserta, specie negli ultimi anni, ha visto la nascita nel suo territorio di diversi alberghi importanti che hanno aumentato di molto la capacità ricettiva del capoluogo e hanno permesso lo sviluppo anche di un turismo congressuale.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • La città distratta di Antonio Pascale, nel cui libro è descritta in maniera attenta e singolare la città di Caserta, che tuttavia dall'anno di pubblicazione del libro ha subito profondi cambiamenti sia in senso positivo che negativo.[senza fonte]
  • Complotto contro Carlo di Borbone di (Rosario De Simone), un giallo storico all'inizio della costruzione della Reggia di Caserta.
  • Garibaldi è stato ucciso a Caserta e altri racconti di Rosario De Simone, il racconto principale che da anche il titolo al libro tratta di un attentato a Garibaldi nella Reggia di Caserta, alla vigilia della battaglia del Volturno. Gli altri racconti, sempre ambientati nella Reggia, abbracciano un periodo di tempo che va dal Settecento ai giorni nostri.

La Caserta del futuro[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2008 è stato firmato un progetto tra il Governo nazionale, la Regione Campania e il Comune di Caserta, teso a realizzare entro il 2011, 150º Anniversario dell'Unità d'Italia, con un fondo di 120 milioni di euro, al centro della città, al posto dell'area militare ex Macrico (di proprietà dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero), un grande parco verde dove saranno realizzati:

  • un Orto botanico al servizio della Seconda Università degli studi di Napoli;
  • una Cittadella dello sport;
  • un Auditorium da 1200 posti per concerti e spettacoli teatrali;
  • un Plesso polifunzionale con annesso Museo dell'Unità d'Italia e un centro congressi.

La realizzazione del progetto, che ingloba un'area di 33 ettari, cambierà totalmente il volto di Caserta, dal momento che si tratta di una zona centrale della città, a ridosso del Monumento ai Caduti, nei pressi dell'imbocco di Corso Trieste.
L'abbattimento del muro di cinta che attualmente delimita l'area permetterà l'allargamento delle strade adiacenti. È prevista inoltre la presenza di parcheggi sotterranei e l'uso di navette elettriche per gli spostamenti del Parco dell'Unità d'Italia, che aspira a diventare l'alter ego del Parco della Reggia, regalando a Caserta un altro grande polmone verde e una serie di infrastrutture necessarie per una città capoluogo.
[senza fonte]

Manifestazioni culturali storiche e visite di esponenti storici della cultura e dell'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 25 giugno 1789 Giovanni Paisiello rappresentò a Caserta: Nina, o sia La pazza per amore[senza fonte]
  • Nel Giugno 1770, Martedì 19, giunse il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart in visità alla Città ed alla Reggia. Successivamente, nei suoi viaggi italiani, anche Goethe, ospitato a Palazzo Vecchio da Hackert, giunse in visita agli splendori reali della Città.[senza fonte]
  • Nel 1819 si tenne presso il Teatro di Corte la prima rappresentazione italiana, dopo quella viennese del 1818, de Il Barbiere di Siviglia di Rossini.[senza fonte]
  • Nell'anno 1710 pubblicazione dei Concerti grossi op.VII di Giuseppe Valentini dedicati ai principi di Caserta: Michelangelo Caetani ed Anna Maria Strozzi
  • Nel luglio del 1994 la città fu sede della cena di gala in occasione del G7.
  • A gennaio del 2007 si è svolto presso la Scuola Superiore della pubblica Amministrazione che ha sede nei cortili della Reggia il "Conclave" del Governo, e per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana si è tenuto un Consiglio dei ministri lontano da Roma.
  • Negli ultimi anni, l'economia industriale casertana ha visto il ridimensionamento o la chiusura di molte fabbriche "storiche" dell'area. Tra queste è doveroso ricordare quelle relative alla famosa seta di San Leucio, anche se ancora oggi sono attive delle fabbriche che continuano a lavorare la seta.


Persone legate a Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La città è legata senza soluzione di continuità dal punto di vista urbanistico con altri importanti centri della provincia, in particolare con Marcianise a sud, dove si concentra la gran parte di industrie del territorio casertano e con Santa Maria Capua Vetere a nord, dove sono presenti il Tribunale e i resti di un anfiteatro romano

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Briano, Casertavecchia, Casola, Casolla, Centurano, Ercole, Falciano, Garzano, Mezzano, Piedimonte di Casolla, Pozzovetere, Puccianiello, Sala di Caserta, San Benedetto, San Clemente, San Leucio, Santa Barbara, Staturano, Sommana, Tredici, Tuoro, Vaccheria.

Delle 23 frazioni di Caserta, alcune hanno caratteristiche peculiari:

  • Casolla, ai piedi dei Colli Tifatini. Architetture importanti: palazzo Cocozza di Montanara, nel quale nel 1970 Pier Paolo Pasolini girò alcune scene del Decameron, e le "collere" ambienti alti e sfinestrati che un tempo servivano come luogo di essiccazione della colla.
  • Piedimonte di Casolla, ai piedi dei Colli Tifatini, sede di un'antichissima abbazia benedettina, un tempo tempio romano dedicato a Giove Tifatino
  • Briano, una delle più antiche frazioni del comune, incastonata tra il Parco Reale, l'Oasi di San Silvestro e il real sito di San Leucio.
Cattedrale di Casertavecchia
  • Casertavecchia, antico centro del comune, sede di un borgo antico rimasto intatto con un Castello molto conosciuto e un Duomo romanico
  • San Leucio, sede del Palazzo del Reale Belvedere, di famose seterie reali.
  • Vaccheria, sede delle vaccherie reali per la produzione di cuoio e di mucche da latte.
  • Falciano, antica sede vescovile dal XVIII secolo e di un Palazzo della cavallerizza nel XVI secolo
  • San Clemente nata dall'antico villaggio di Macerata citato dalle fonti già intorno all'anno Mille, ma esistente in epoca longobarda e che comprendeva tre villaggi di capanne con al centro rispettivamente la chiesa di San Clemente, di Santa Maria e di Santo Stefano.

Rioni[modifica | modifica wikitesto]

Fanno parte del tessuto urbano anche molti popolosi rioni tra cui: Aldifreda, Cerasola, Cappiello, Michelangelo, Paschi, Santa Rosalia, Tescione, Vanvitelli, Acquaviva, Falcone, Petrarelle, Primavera.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, l'economia industriale casertana ha visto il ridimensionamento o la chiusura di molte fabbriche "storiche" dell'area. Tra queste è doveroso ricordare quelle relative alla famosa seta di San Leucio, anche se ancora oggi sono attive delle fabbriche che continuano a lavorare la seta.

A Caserta vi è la sede del Banco delle opere di carità, un'istituzione benefica ivi nata e diffusasi in gran parte d'Italia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Caserta è collegata alla rete autostradale tramite i caselli Caserta nord e Caserta sud dell'Autostrada A1 Milano-Napoli, nonché il casello Caserta dell'Autostrada A30 Caserta-Salerno.

Variante di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 è stata inaugurata tra la Strada statale 265 dei Ponti della Valle e la Strada statale 7 Appia classificata dall'ANAS, che la gestisce interamente, come strada statale 700 e denominata della Reggia di Caserta.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di Caserta

La stazione di Caserta, realizzata nel 1843, è una stazione di transito sulla linea Napoli-Roma via Cancello Cassino. La stazione è altresì collegata con una diramazione secondaria a quella di Aversa, con la quale è possibile effettuare interscambi per immettersi sulla linea principale Roma-Napoli via Formia. La stazione è collegata con Foggia e dopo la dismissione della ferrovia Napoli-Foggia, è un nodo di interscambio fondamentale per raggiungere la Puglia dalla Campania. Offre inoltre collegamenti diretti con la città di Salerno attraverso la tratta Caserta-Salerno via Sarno.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Precedentemente svolto dalla società ACMS (fallita nel 2012), da giugno 2012 il servizio di mobilità urbana è regolarmente svolto dalla società CLP che effettua sia il trasporto ordinario che quello scolastico. Operano anche società come la CTP e operatori locali.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Caserta.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

In passato la città di Caserta ospitava una delle tappe della Formula 3 italiana.

Scherma[modifica | modifica wikitesto]

È presente dal 1961 la società di Scherma - A.S.D. Giannone Caserta- sita in Via Ferrarecce P.co Letizia 159, che riscuote notevoli successi in campo nazionale ed internazionale. La squadra di Spada maschile milita in serie A1, mentre quella di Spada femminile è stata promossa nel 2011 in serie B2

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti due società sportive di Baseball la FalchiCaserta e la Rennets B.C. militanti il campionato di Baseball di Serie C2 e le categorie giovanili. Caserta ha partecipato anche a numerose edizioni del campionato di Serie A con il Caserta Baseball Club, società che è arrivata a disputare nel 1994 anche le semifinali scudetto, prima di scomparire per difficoltà finanziarie nel 1999.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei tanti sport che vengono praticati in città, la squadra più importante è l'A.S.D.VolAlto Caserta che milita nella Serie A2 nazionale.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Casertana

La Casertana è la maggiore società calcistica della città, nonché una delle più antiche d'Italia: la sua fondazione infatti risale al lontano 1908. Attualmente disputa il campionato di Lega Pro, dopo alcune vicissitudini societarie che hanno visto la squadra disputare tornei di Eccellenza Campana, anche nell'anno del suo centenario.
Nel febbraio del 2007 ha conquistato la Coppa Italia regionale, battendo il Gragnano per 3 a 0 nella finale unica disputata allo stadio San Francesco di Nocera Inferiore.
Nel suo passato, la Casertana vanta numerosissime presenze nel campionato di serie C, ha disputato per 2 volte il torneo di Serie B, ha collezionato numerose partecipazioni alla Coppa Italia di Serie A e B, raggiungendo gli ottavi di finale nell'anno 86/87 dove fu eliminata per mano dell'Atalanta. La formazione Berretti è stata Campione d'Italia nella stagione 1966/1967.
Il simbolo della società è il Falchetto, ed i suoi colori sociali sono il rosso ed il blu.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per quattro volte Caserta è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1964, l'ultima nel 2002.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di Caserta è tra le principali società della pallacanestro italiana, nonché l'unica squadra del sud a vincere lo scudetto nel 1990-91 con la Juvecaserta del presidente Giovanni Maggiò.
L'attuale la squadra di pallacanestro, nata dalle ceneri della vecchia Juvecaserta e dai Falchetti Caserta, ha raggiunto la promozione in Lega A l'8 giugno 2008 a seguito della vittoria a Jesi nella finale dei Play-off, dopo alcuni anni di militanza nelle serie B2, B1 ed infine Legadue e dopo aver sfiorato più volte la promozione nella massima serie.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

Di un certo rilievo sono anche le squadre di pallanuoto, l'Assonuoto Caserta e la Libertas Galati Maddaloni che militano nella serie C. Nella stagione 1991-92, con la vittoria del campionato di Serie A2 ottenuta dal Caserta Nuoto Club, Caserta ha raggiunto anche la promozione nella massima serie di pallanuoto e la partecipazione ai Play-off Scudetto. Il Caserta non ha poi preso parte alla Serie A1 1992-93 essendo confluito nella società SC Volturno di Santa Maria Capua Vetere, già militante in tale categoria.

Softball[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il softball è presente la società sportiva Des Caserta Softball una delle più forti compagini a livello nazionale ed europeo, che milita nella massima serie del campionato italiano di softball Italian Softball League e vanta nel proprio palmarès quattro scudetti e due coppe Italia.

Impianti Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

PalaMaggiò[modifica | modifica wikitesto]

Il PalaMaggiò fu costruito nel 1982 e ha una capienza di circa 6500 posti. È situato nel territorio del comune di Castel Morrone, in località Pezza delle Noci, a circa 10 chilometri di distanza dalla città campana.
Il PalaMaggiò ospita le partite interne della Juvecaserta, compagine cestistica già campione d'Italia (1990/91) e vincitrice della Coppa Italia (1987/88), attualmente militante nella massima serie col nome di Otto Caserta. Il palazzetto è intitolato a Giovanni Maggiò, storico ex-presidente della squadra.

Stadio del Nuoto di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto di questo settore a Caserta, ospita le gare dell'Assonuoto Caserta e tante altre attività come corsi subacquei.

Stadio di Baseball[modifica | modifica wikitesto]

In frazione San Clemente si trova il moderno Stadio di Baseball, dove giocano alcune squadre iscritte al campionato di C2 come la Falchi Caserta e la Rennets B.C. L'impianto è dotato di spogliatoio e spalti per spettatori. Contiguo è il Campo di Softball dove si esibisce la Des Caserta, compagine di softball femminile iscritta al campionato nazionale di A1.

Stadio Alberto Pinto[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Pinto di Caserta

Lo Stadio Alberto Pinto è il maggiore impianto sportivo di Caserta, inaugurato nel 1936 ha una capienza di 12.000 posti ed è situato ad est dal centro della città.
Di proprietà del Comune, viene essenzialmente utilizzato per le partite di calcio casalinghe della Casertana, per l'atletica leggera e per concerti di musica leggera.

PalaVignola[modifica | modifica wikitesto]

È un palazzetto dello sport di proprietà del Comune di Caserta, usato dalle società minori per gare di basket e pallavolo. Si trova nella zona ex Saint Gobain, uno dei più moderni quartieri di Caserta. Ha una capienza di circa 1200 posti.

Tensostruttura di Tuoro[modifica | modifica wikitesto]

È una tensostruttura adibita esclusivamente al calcio a 5 situata nella frazione di Tuoro a poche centinaia di metri dall'uscita Tuoro- Stadio della Tangenziale di Caserta.

Palafrassati[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un palazzetto adibito per partite di calcetto, basket e pallavolo dotato anche di palestra e piscina. Si trova in via Borsellino.

Palazzetto dello Sport[modifica | modifica wikitesto]

È stato il primo campo della JuveCaserta, che ora gioca al Palamaggiò. Si tratta di un palazzetto con capienza di circa 2000 posti che dopo anni di ristrutturazione è stato da poco riaperto e viene oggi usato per partite di basket e pallavolo. Si trova in Viale Medaglie d'Oro nei pressi dello stadio Pinto.

Campo Sportivo Talamonti[modifica | modifica wikitesto]

È un campo di calcio in erbetta sintetica utilizzato dalla Nino Gravina, una delle squadra della città. Si trova in prossimità dell'uscita Caserta Ospedale della Tangenziale di Caserta.
Il campo è ancora in allestimento e presenta un'ottima giocabilità per via delle modifiche effettuate nel 2012.

Campo Sportivo S.Commaia[modifica | modifica wikitesto]

È un campo di calcio in terra battuta, dotato di spogliatoi, impianto di illuminazione e parcheggio per auto. Vi gioca la squadra del Bayern Caserta, iscritta al campionato di seconda categoria, a seguito della scomparsa dell'Acquaviva Caserta che ha ceduto il titolo al San Marco Evangelista.

Campo Sportivo A.Clemente[modifica | modifica wikitesto]

È un campo di calcio in erbetta naturale, dove si allena e disputa le partite di casa la Vis San Nicola, squadra di Eccellenza. Essa ha un settore giovanile che si allena nel medesimo campo, provvisto di spalti, spogliatoi, impianto di illuminazione e parcheggio per auto. Il campo si trova nei pressi della Saint Gobain, a San Nicola.

Campi di Basket Nike[modifica | modifica wikitesto]

Quattro campi di basket uno in serie all'altro nel centro di Caserta e ad accesso gratuito dove si allenano ogni giorno i piccoli cestisti di Caserta. Recentemente la struttura è stata intitolata alle quattro stelle, ragazzi scomparsi in un incidente stradale mentre si recavano ad una trasferta dell'under 15 della Juvecaserta.

Piscina Comunale F. Dennerlein[modifica | modifica wikitesto]

Una piscina al coperto di proprietà del comune di Caserta sita in Corso Giannone, a due passi dalla centralissima Piazza Vanvitelli.

Tennis Club Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Campi di tennis all'aperto e al chiuso che ospitano ogni anno nel mese di aprile un torneo internazionale di tennis femminile.

Pista di atletica[modifica | modifica wikitesto]

Una pista che gira intorno all'istituto per Geometri in una zona molto alberata e aperta del capoluogo e che è sempre molto frequentata in tutte le stagioni dell'anno. È dotata anche di area ginnastica.

Campi di Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

A Caserta sono presenti una decina di centri sportivi dedicati al Calcio a 5, detto anche Calcetto, molto frequentati specie nel fine settimana. I centri sono privati e dotati di spogliatoio, impianto di illuminazione, punto ristoro e talvolta anche di campi al coperto.

Tiro a Segno[modifica | modifica wikitesto]

La città di Caserta ospita la sezione provinciale del Tiro a Segno Nazionale. Risalente al periodo immediatamente postunitario, essa è ubicata in Via del Bersaglio, nella frazione San Clemente.

Caserta, città culla degli scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni molti scrittori casertani o anche giornalisti - scrittori, hanno poi avuto successo a livello nazionale e talvolta internazionale facendo meritare a Caserta l'appellativo di città culla di scrittori[senza fonte]. Fra questi si possono citare Francesco Piccolo, Antonio Pascale, Rosaria Capacchione e Roberto Saviano, quest'ultimo nativo di Napoli ma cresciuto scolasticamente a Caserta presso il Liceo Scientifico Armando Diaz.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di Bronzo al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Sede di Enti militari ed importante nodo ferroviario, durante l'ultimo conflitto mondiale furono bersaglio di numerosi bombardamenti che provocarono ingenti danni all'abitato e al patrimonio artistico. Oggetto di una feroce rappresaglia, contò numerose vittime civili ma, nonostante le violenze subite, mai piegò di fronte al pericolo e, tornata la pace, la popolazione tutta avviava la difficile opera di ricostruzione.»
— Caserta, 1943-1945

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat maggio 2014
  2. ^ PRUSST
  3. ^ - Rapporto Ecosistema Urbano 2013 - XX edizione
  4. ^ XX Edizione Ecosistema Urbano di Legambiente
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  7. ^ - Rapporto Ecosistema Urbano 2013 - XX edizione
  8. ^ Scuola Nazionale dell'Amministrazione - SNA IT

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]