Castelsardo

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Castelsardo
comune
Castelsardo – Stemma Castelsardo – Bandiera
Castelsardo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Sassari-Stemma.png Sassari
Amministrazione
Sindaco Angelo Francesco Cuccureddu (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 40°54′49″N 8°42′48″E / 40.913611°N 8.713333°E40.913611; 8.713333 (Castelsardo)Coordinate: 40°54′49″N 8°42′48″E / 40.913611°N 8.713333°E40.913611; 8.713333 (Castelsardo)
Altitudine 114 m s.l.m.
Superficie 45,48 km²
Abitanti 5 861[1] (30-6-2011)
Densità 128,87 ab./km²
Frazioni Lu Bagnu, Multeddu, San Giovanni, Terra Bianca
Comuni confinanti Sedini, Sorso, Tergu, Valledoria
Altre informazioni
Cod. postale 07031
Prefisso 079
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 090023
Cod. catastale C272
Targa SS
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti castellanesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelsardo
Posizione del comune di Castelsardo all'interno della provincia di Sassari
Posizione del comune di Castelsardo all'interno della provincia di Sassari
Sito istituzionale

Castelsardo, talvolta Castel Sardo,[2] (Castheddu in castellanese, Casteddu Sardu in sardo) è un comune italiano di 5 861[1] abitanti della provincia di Sassari in Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Castelsardo si affaccia al centro del Golfo dell'Asinara, nella regione storica dell'Anglona nel nord della Sardegna, in un susseguirsi di coste rocciose trachitiche con piccole insenature, con l'eccezione della spiaggia di Lu Bagnu. Grazie a questa posizione la località, oltre ad essere esposta ai venti, gode di un panorama unico spaziando su tutte le coste del golfo, comprese quelle della Corsica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La particolare posizione, oltre all'esistenza di piccoli approdi naturali, contribuì sicuramente alla scelta del luogo come sede di antichi centri abitati. Tralasciando le motivazioni e le dislocazioni dei numerosi insediamenti pre-nuragici e nuragici per i quali si stanno effettuando studi sempre più approfonditi anche in collegamento con la storia del Mediterraneo, va detto che già i romani costruirono le loro abitazioni nelle vicinanze dell'odierno porto turistico. A quei tempi l'approdo era situato su una spiaggia denominata Fritum Janii (porto di Giano) da cui l'odierno nome del porto e della collina sovrastante, Frigiano.

Detto approdo fungeva da scalo commerciale per la cittadina di Tibula, mai individuata con certezza, ma che probabilmente si componeva di poche unità abitative. Vi erano anche altri approdi, come il portum granaticum (Lu Grannadu) e Cala Lagustina o Hostilia (Baia Ostina). Il toponimo "Cala Augustina" invece, nonostante raccolga molte simpatie tra gli abitanti, non sarebbe un nome di origine latina, in quanto di etimo scorretto (in pratica si tratterebbe di una latinizzazione basata su errate supposizioni).

Con la caduta dell'Impero Romano e la presa di potere da parte dei vari Giudici, con l'andare degli anni molte terre vennero donate alla Chiesa e a vari ordini monastici (si deve tener conto che nel periodo fra il Cinquecento e Seicento la Sardegna era una regione ricchissima di terre e bestiame e l'entità di quelle donazioni era notevole).

A pochi chilometri venne fondato l'importantissimo monastero benedettino di Tergu, ora in fase di studio archeologico, mentre sul colle di Frigiano vi era già un monastero probabilmente di eremiti antoniani, intorno a cui si aggregò la popolazione locale, per lo più dispersa in focolai rurali. Tale centro di aggregazione perse di importanza, per divenire poi un lazzaretto, quando nel 1102 venne fondato il castello della famiglia genovese dei Doria, battezzato Castelgenovese, da non confondere con Castel Doria[3]. Questa è considerata la data ufficiale di fondazione del castello, ma studi successivi indicano come data ben più probabile il 1270, periodo principe dell'incastellamento feudale nel Nord-Sardegna.

Gli abitanti della zona, si trasferirono progressivamente all'interno della rocca, dotata di un approdo indipendente e di numerose vasche per la raccolta dell'acqua. Quella fu la nascita del paese così come ancora oggi possiamo vederlo, nonostante l'urbanizzazione avvenuta dal 1950 ad oggi. Esso fu, con qualche breve parentesi, la sede dei Doria in Sardegna durante le varie lotte per il possesso dell'isola che portarono allo sfinimento di tutte le forze in campo. A cominciare dai Doria, passando per i Giudici di Arborea del casato dei Cappai de Baux, tanto che la moglie di Brancaleone Doria, Eleonora D'Arborea, vi abitò per anni, fino agli aragonesi, che uscirono vincitori dagli ultimi conflitti, ma dopo aver pagato un alto prezzo in termini di vite, denari e tempo. Castelsardo fu l'ultima città dell'isola a venir inglobata dal Regno di Sardegna aragonese, nel 1448, lo stesso anno in cui venne nominata Città Regia.[4] Dai confini del Regno sardo restò fuori solo l'arcipelago della Maddalena, che venne annesso da Carlo Emanuele III di Savoia nel 1767-69.[5]

La rocca, così come era stata concepita, risultò imprendibile fino all'avvento delle armi moderne. Dal 1520 (la data non è certa) il paese venne rinominato Castillo Aragonés (Castel Aragonese); nel frattempo divenne sede vescovile, sostituendo così l'ormai scomparsa Ampurias, di cui però conservò la denominazione; nel 1586 si ha l'inizio della costruzione della cattedrale. Nel romanzo di Giulio Angioni intitolato Le fiamme di Toledo, del 2006, l'autore mette in scena, sugli spalti del castello, una lunga disputa teologica, verosimilmente svoltasi, verso il 1550, tra Gaspar Centelles, allora governatore del castello, e il giovane magistrato cagliaritano Sigismondo Arquer: ambedue finirono sul rogo per eresia in Spagna ai tempi di Filippo II.

Nel 1767 Castelsardo, sotto la dinastia sabauda, assunse l'attuale denominazione durante il regno di Carlo Emanuele III, ma a differenza di altre città regie, come Alghero, Bosa, Cagliari, Oristano e Sassari, conservò nel proprio stemma le barre d'Aragona del passato regime, invece di sostituirle con la croce dei Savoia.

La città cominciò a perdere di importanza verso la prima metà dell'ottocento, schiacciato da dei proprietari terrieri troppo autoritari e da un impoverimento della vita culturale e sociale, unica alternativa alle poche terre coltivabili, dovuta al progressivo allontanarsi dei seminaristi, dei frati, del vescovo.

La peste di fine secolo, arrivata con notevole ritardo rispetto al resto dell'isola, completò l'opera condannando il paese al periodo più povero della propria storia, superato grazie ai molti figli emigrati e poi rientrati, ai finanziamenti delle varie amministrazioni, all'industria del turismo, sempre attenta ai luoghi ricchi di mare, fascino e storia.

Attualmente è in corso un adeguamento delle infrastrutture atte alla ricezione di un turismo attento e colto, nonché un rilancio delle iniziative culturali tra cui non ultima la riqualificazione della biblioteca.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Nel centro storico, oltre al Castello dei Doria del 1102, sede del Museo dell'intreccio mediterraneo, si trovano:

  • la Concattedrale intitolata a Sant'Antonio abate, con la pala d'altare del maestro di Castelsardo e il campanile culminante in una cupola maiolicata;
  • le cripte sottostanti la concattedrale, nelle quali è ubicato il bellissimo museo "Maestro di Castelsardo";
  • la chiesa di S. Maria con il Cristo nero, ligneo;
  • il palazzo dei Doria;
  • il Palazzo "La Loggia" (recentemente restaurato), palazzo civico fin dal 1111 (la campana civica reca questa data) ed oggi sede del Consiglio comunale;
  • il Palazzo Eleonora d'Arborea (recentemente restaurato), sede di rappresentanza del Sindaco e sede della vetrina telematica dalla quale è possibile partire con visite teleguidate per il borgo antico;
  • la cinta muraria a mare ed il percorso di sentinella (recentemente ripristinato nell'area di Manganella, con l'accesso al mare "Mandracho del soccoro", da cui si gode di una splendida vista sull'intero Golfo dell'Asinara
  • il Ponte levatoio e la Porta pisana, uno dei due accessi alla città, recentemente recuperati;
  • il convento dei Benedettini, recentemente acquisito al patrimonio comunale ed in fase di restauro, che ospiterà il centro di documentazione sulla storia della città regia;
  • l'episcopio, sede del vescovo di Ampurias dal 1503, recentemente restaurato;
  • la bellissima sede dell'archivio storico (recentemente restaurata) in via Vittorio Emanuele

L'intero borgo, edificato sulla rocca e interamente circondato da possenti mura (con 17 torri, delle quali solo tre a pianta quadra) è costituito di case antiche di secoli.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Roccia dell'Elefante.

Fra i siti archeologici segnaliamo:

  • la Roccia dell'Elefante, situata al km 4,3 della SS 134 che porta a Sedini;
  • le mura megalitiche prenuragiche del monte Ossoni, vicino Multeddu;
  • il nuraghe Paddaju, più vari altri nuraghi difficilmente raggiungibili o ancora in fase di censimento.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Lingua e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua sassarese, Lingua gallurese e Lingua corsa.

Il Castellanese odierno, parlato in una fascia compresa tra la città, Tergu, Sedini e La Muddizza di Valledoria, viene da una commistione tra il pisano col substrato sardo logudorese, reso spurio dalle influenze liguri, avutesi nei periodi dei Malaspina e in quello successivo al periodo dei Doria, e parzialmente influenzato durante il dominio iberico catalano e spagnolo.

Nell'ultimo secolo la parlata si è italianizzata, riassumendo così cadenze tipiche sassaresi e rimanendo nel contempo particolare rispetto ai dialetti della zona circostante. Costituisce la cosiddetta "zona grigia" di transizione tra sassarese e gallurese, restando ricco di particolarità lessicali e specificità fonetiche a causa dell'antico ruolo mercantile della città.

Associazioni religiose[modifica | modifica sorgente]

Il paese è sede della Confraternita di Santa Croce che ha la propria sede nell'Oratorio di Santa Maria. La sua storia prosegue ininterrotta dalla fondazione (XVI secolo), così come ininterrotto è stato il tramandarsi dei canti e delle relative tecniche. In tutta Europa vi sono solo due confraternite che possono vantare una così lunga tradizione. La confraternita, pur essendo composta da laici, è di carattere religioso, e dipende direttamente dal Vescovo, che ha facoltà di legittimarne il priore (che viene eletto ogni anno) come anche di sciogliere la confraternita stessa. Questo perché, essendo stata per lunghi periodi l'unico centro di aggregazione e di affermazione sociale, molto spesso ha contribuito alla formazione di gruppi di potere all'interno del paese e della diocesi, a volte in aperto contrasto con il Vescovo stesso.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La città è inserita in diverse reti internazionali, fra le quali "I borghi più belli d'Italia", il "Village Terraneo" (che riunisce 17 fra le più belle città euromediterranee) e soprattutto la Conferenza permanente delle Città storiche del Mediterraneo, nell'ambito della quale vengono organizzate numerose iniziative umanitarie (recentemente è stato donato dalla città di Castelsardo un forno per la panificazione ad un'associazione caritatevole che si occupa di assistere le famiglie povere di Betlemme), culturali (convegni, conferenze) ed artistiche (fra le quali in concerto per la Vita e per la Pace, che da sette anni va in onda il giorno di Natale in Mondovisione). Vi si tiene con cadenza annuale la rassegna "Libriincastello"; il Comune offre la possibilità di servizio navetta per gli spettacoli teatrali della vicina Sassari. A Castelsardo risiede l'autore di romanzi e poesie in lingua Giuseppe Tirotto, non è raro assistere a delle presentazioni di suoi libri o a "reading" di poesie in sardo tenuti da lui stesso. Sono attivi dei corsi regionali per i mestieri del comparto turistico e per le arti bianche.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Castelsardo ha una ristorazione di qualità nei suoi più di 50 ristoranti, aperti tutto l'anno, e con punte di eccellenza ubicati nel centro e sulla costa. Tipiche di Castelsardo sono tutte le pietanze a base di pesce, in particolare le aragoste alla castellanese (con una salsa fatta con le uova delle aragoste), astici, granseole, triglie, zerri, pesci di S.Pietro, ricci e frutti di mare.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

L'evento più importante e famoso che caratterizza il paese è l'insieme dei riti della settimana santa. Esiste a Castelsardo una tradizione secolare, portata avanti dalla Confraternita di Santa Croce fin dal XVI secolo. La giornata più pittoresca e interessante è il lunissanti in cui oltre a varie processioni, viene praticato un pellegrinaggio alla vicina basilica di Tergu. L'evento è noto in tutto il mondo e la confraternita è oggetto di studio da parte dei musicologi. Fra gli eventi minori, la festa del patrono del 17 gennaio, la processione in mare con la Madonna dei pescatori il 15 agosto, la festa di San Giovanni del 24 giugno (consuetudine questa che prende origine dai riti pagani di inizio estate, in cui i "compari" e le "comari" saltavano in coppia i falò) ormai quasi del tutto in disuso.

Assai significativi anche gli eventi collaterali organizzati dall'amministrazione comunale in occasione della Settimana Santa, in particolare la "Pasquetta in Musica", che si tiene sui prati dove sorgono le mura a mare verso il Ponte levatoio è caratterizzata negli ultimi anni soprattutto da artisti jazz e pop, con la partecipazione, fra i tanti, di: Simone Cristicchi, Eugenio Finardi, Eugenio Bennato, Sergio Cammariere, Franca Masu, Paolo Fresu, Giorgio Conte, Avion Travel, Jono Manson, Max Gazzè e Piero Marras.

Nel mese di settembre viene organizzato il premio "Navicella Sardegna", riproduzione di un bronzetto votivo nuragico, in argento, offerto e realizzato a mano dal maestro orafo cagliaritano Bruno Busonera, per premiare i sardi e non, che hanno dato lustro all’isola nel mondo. Le prime tre edizioni si sono svolte a Cagliari. Nelle diverse edizioni, di Cagliari e Castelsardo, sono stati premiati, fra gli altri: Paolo Fresu, Caterina Murino, Erminio Costa, Vittorio Sgarbi, Gianfranco Zola, Giovanni Floris, Elisabetta Canalis, Guido Melis, Nicola Lecca, Francesco Cossiga, Gianfranco Cabiddu, Andrea Mura, Ettore Sequi, Salvatore Mannuzzu, Antonello Grimaldi, Gianfrancesco Siazzu, Barbara Serra, Bianca Pitzorno, Angelo Loi, Anna Tifu, monsignor Angelo Becciu, Valeria Marini, Salvatore Mereu, Maria Giacobbe, Giorgio Aru, Paolo Mancosu, Flavio Manzoni, Bianca Berlinguer, Salvatore Sechi, Melissa Satta, Geppi Cucciari, Roberta Pili, Cosimo Tavera, Giorgio Porrà, Beppe Severgnini e Bruno Cortis.

Altri importanti eventi si tengono durante tutto il corso dell'anno, in particolare d'estate. Inoltre le sale del Castello, le cripte della Cattedrale, il seminario vescovile e l'episcopio ospitano interessanti esposizioni permanenti ed allestimenti tematici.

Concerto di Capodanno[modifica | modifica sorgente]

Dal 2002 Castelsardo è diventata teatro di importanti eventi culturali e di spettacolo. In particolare, da un decennio si tengono manifestazioni, significative per l'intera Sardegna, in occasione del Natale e soprattutto del Capodanno in Piazza, che hanno visto la partecipazione di:

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia attuale è basata principalmente sul turismo, sull'edilizia e sulla pesca. Per quanto riguarda il commercio, il paese è ben fornito di negozi dei vari settori, fra cui spiccano quelli di artigianato locale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città è il capoluogo della regione storica dell'Anglona ed è dotato di numerosi servizi ed infrastrutture a rilevanza distrettuale, fra le quali, musei, archivi, biblioteche, ma anche infrastrutture per l'erogazione di servizi sanitari della ASL (poliambulatorio, consultorio, centro di igiene mentale, 118, guardia medica, guardia turistica, centro veterinario, ecc.), per i servizi scolastici: un istituto comprensivo con scuola materna, scuola elementare "Maestro di Castelsardo", scuola media "Eleonora d'Arborea; vi è un Liceo Scientifico e un giardino d'infanzia; sono di recente apertura una biblioteca e un centro per le politiche sociali. Sono in fase di realizzazione un anfiteatro, un teatro, un centro di ricerca post universitaria sui saperi locali mediterranei. Vi è inoltre un porto turistico attrezzato.

Aeroporti vicini[modifica | modifica sorgente]

Aeroporto di Alghero-Fertilia, km 50; Aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, km 100.

Porti vicini[modifica | modifica sorgente]

Castelsardo dispone di un porto turistico dotato di oltre 700 posti barca, attrezzato con elettricità, acqua e carburante, bar, market, esercizi commerciali. Il porto di Castelsardo è uno dei porti pilota nel programma europeo Odyssea. I porti commerciali più vicini sono: Porto Torres, km 30; Olbia km 90; Golfo Aranci km 100.

Trasporti urbani[modifica | modifica sorgente]

La città dispone di una linea di autobus che attraversa il territorio comunale dal confine con il comune di Sorso fino a quello con il comune di Valledoria, passando per Peruledda, Lu Bagnu, il centro storico, Multeddu.

Collegamenti stradali[modifica | modifica sorgente]

Castelsardo si trova sulla s.s. 200 che collega Sassari a Santa Teresa di Gallura. Dista 34 km dal capoluogo.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Strutture sportive[modifica | modifica sorgente]

Castelsardo dispone di uno stadio in erba naturale con tribune coperte, nel quale gioca la locale squadra di calcio ed anche campi da calcetto e da basket, pallavolo, tennis.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Fra le più importanti c'è una squadra che milita nel campionato regionale di eccellenza:

  • Unione Sportiva Dilettantistica è la principale squadra della città.

La società ha militato nel campionato di Eccellenza Regionale finendo al 3º posto, ma grazie alle semifinali raggiunte nella coppa Italia è stata ammessa al campionato di Serie D. Nella stagione 2007-08 giocò nel campionato di Serie D. Nella squadra di Castelsardo ha giocato anche il noto calciatore Antonio Langella.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ La dizione Castel Sardo è utilizzata anche per una strada che attraversa questo comune Strada statale 134 di Castel Sardo, nonché dalla Capitaneria di porto [1]
  3. ^ Giuseppe Meloni, Casteldoria: processo per una resa, in "Archivio Storico Sardo", XXXV, Cagliari, 1986
  4. ^ Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, p. 389, ISBN 88-7741-760-9.
  5. ^ Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, marzo 1998, p. 464, ISBN 88-7741-760-9.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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