Trachite

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Trachite
Mineraly.sk - trachyt.jpg
Categoria roccia magmatica
Sottocategoria roccia effusiva
Minerali principali anortoclasio, plagioclasio sodico e biotite
Minerali accessori anfiboli, pirosseni, magnetite, apatite
Sezioni sottili di trachite
Sezione di trachite vista a un solo polarizzatore
Immagine a nicol paralleli
Sezione di trachite vista a nicol incrociati
Immagine a nicol incrociati

La trachite (dal greco τραχύς "dalla superficie scabra, ruvida") è una roccia magmatica effusiva con medio tenore di silice e di alcali.

Descrizione e genesi[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione della trachite secondo Streckeisen
Classificazione della trachite secondo il diagramma TAS

Ha struttura porfirica, vitrofirica o olocristallina, spesso vacuolare o finemente porosa e perciò ruvida. È di colore chiaro nelle varietà cristalline, scuro nelle vetrose. È composta principalmente da sanidino, plagioclasio (di tipo andesina-labradorite) e biotite, ai quali si associano subordinatamente pirosseni, anfiboli, magnetite e apatite.

È associata ad ambiente non orogenico come isole vulcaniche medio-oceaniche e deriva da basalti alcalini per cristallizzazione frazionata.

Le trachiti calcalcaline sono diffuse in Ungheria, Tahiti, Ascensione e Sant'Elena. In Italia si trovano nei Colli Euganei. Le trachiti alcaline sono diffuse nell'Italia peninsulare (toscaniti, vulsiniti, ciminiti; orvietiti e vicoiti), Alvernia, Renania e Scozia.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Bassorilievo su quadrante d'orologio in trachite

Questa pietra è commercializzata come roccia lavorabile per prodotti dell'edilizia e dell'arredo urbano. Essa è presente in molti luoghi in Italia: da citare la Sardegna e, soprattutto, la zona dei Colli Euganei in provincia di Padova. Il termine trachite, nel settore della lavorazione, è tuttavia usato impropriamente per indicare genericamente pietre estratte da rocce effusive con struttura porfirica o microcristallina, come le ignimbriti e le andesiti.

La trachite fu usata in passato, e lo è tutt'oggi, prevalentemente per lastricati stradali, marciapiedi e bordature degli stessi. In tempi più recenti, grazie alle sue caratteristiche cromatiche ed alla possibilità di essere tagliata in lastre sottili e lucidata, si è resa adatta anche a scopi di rivestimento e di abbellimento di edifici, sia per esterni che per interni (scale e pavimenti).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Censimento delle cave nei Colli Euganei, effettuato nel 1983 dall'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Vicenza.
  • Scritti vari del professor Giampaolo De Vecchi, già professore ordinario di Mineralogia e Geologia all'Università di Padova.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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