Anfibolo

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Gli anfiboli sono una famiglia di minerali presenti nelle rocce eruttive dopo il raffreddamento dei magmi silicatici; insieme ai serpentini costituiscono gli asbesti, comunemente noti come amianti. A livello sistematico sono inquadrati nel supergruppo degli anfiboli.

Generalmente gli anfiboli si presentano sotto forma di fibre più o meno lineari, relativamente flessibili, avvolte in masserelle. Alcuni di essi sono stati impiegati in passato per realizzare tessuti ignifughi, in virtù della facilità con la quale si possono filare e del loro elevato punto di fusione.

Il termine anfibolo deriva dal greco e significa "ambiguo" con allusione al fatto alla varietà di assetto della composizione dei vari anfiboli passando dal bianco della tremolite al nero come l'orneblenda, al verde dell'attinolite.[1]

Sono composti da miscele isomorfe di due silicati e appartengono alla famiglia degli inosilicati a catena doppia. I principali sono monoclini e hanno formula generale molto complessa. Sono minerali idrati e cristallizzano solo in presenza di acqua.

La composizione chimica del gruppo degli anfiboli può essere espressa dalla formula generale W0-1X2Y5Z8O22(OH,F)2, dove W indica Na e K, X indica Ca, Na, Mn, Fe, Mg, Li, Y indica Mn, Fe, Mg, Al, Ti, Z indica Si e Al.
La struttura degli anfiboli si basa su di una catena doppia Si4O12 che si sviluppa parallela all'asse c.
La struttura contiene parecchi siti cationici e costruisce un'impalcatura a t-o-t (tetraedro-ottaedro-tetraedro), di ampiezza doppia alla struttura t-o-t del pirosseno. Inoltre la presenza del gruppo (OH) causa una diminuzione di stabilità termica rispetto ai pirosseni.

Caratteristiche chimico-fisiche[1][modifica | modifica sorgente]

Gli anfiboli cristallizzano nel sistema cristallino rombico e monoclino, in prismi allungati con una sfaldatura che segue le facce del prisma. Il colore è variabile da minerale in minerale secondo la composizione chimica.

La lucentezza è vitrea.

Gli anfiboli, generalmente sono duri e pesanti.

La struttura molecolare delle molecole è caratterizzata da una doppia catena di ottaedri con al centro il silicio ed ai vertici degli atomi di ossigeno i quali collegano due o tre vertici. Le doppie catene sono legate dagli altri elementi presenti. Questi elementi possono essere sostituiti da altri creando delle specie isomorfe. Caratteristico degli anfiboli è l'ossidrile.

Origine e giacitura[1][modifica | modifica sorgente]

Gli anfiboli rombici si trovano nelle rocce metamorfiche contenenti magnesio.

Gli anfiboli monoclini sono stati trovati, tra l'altro, nelle Alpi e Prealpi.

Gli anfiboli contenenti calcio se associate a talco si trovano nelle rocce ricche di ferro e magnesio (rocce ultrafemiche), se, invece, con diopside e forsterite si trovano in rocce di contatto.

Gli anfiboli contenenti sodio si trovano in rocce metamorfiche generate a bassa temperatura.

Utilizzi[1][modifica | modifica sorgente]

Gli anfiboli hanno generalmente un interesse scientifico e collezionistico, eccezion fatta per la nefrite utilizzata come pietra ornamentale e l'amianto di anfibolo e la crocidolite utilizzata un tempo per la preparazione di anticombustibili e di coibenti termici, ma di recente vietati perché molto dannosi alla salute.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Gli anfiboli a livello sistematico sono stati organizzati dall'IMA in un supergruppo di minerali chiamato supergruppo dell'anfibolo suddiviso in due gruppi a loro volta divisi in vari sottogruppi[2].

Principali anfiboli[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Autori vari, Scheda Anfiboli in Il magico mondo di minerali & gemme, De Agostini, 1993-1996 Roma
  2. ^ Hawthorne, op. cit., p. 2031

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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